Le ombre del collegio

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Titolo: Le ombre del collegio

Autore: Jean Failler

Editore: TEA

Traduzione: Alessandro Zabini

Mathilde Tristani è una studentessa che frequenta un prestigioso ed esclusivo collegio di suore nei pressi di Quimperlè, in Bretagna. La ragazza appartiene ad una facoltosa famiglia della zona, proprietaria di molte attività imprenditoriali a cui capo c’è la madre di Matildhe, Anastasie, abile donna d’affari con amicizie molto influenti e fama di donna dura e difficile da affrontare. La ragazza scompare misteriosamente dal collegio e la madre non denuncia direttamente la cosa alla polizia ma lo fa tramite un ministro, suo amico, che fa pressione sul comando della polizia locale per evitare che la scomparsa finisca sui giornali con le negative conseguenze immaginabili. Il commissario Mervent viene informato dai suoi superiori della scomparsa della ragazza e su di lui ricadono le pressioni della famiglia e dei suoi influenti e potenti amici. L’indagine viene affidata a Mary Lester, una giovane poliziotta molto in gamba ma anche poco diplomatica e piuttosto diretta nei modi. Mary viene adeguatamente redarguita dal commissario Mervent sulle attenzioni che dovrà usare per la gestione dell’indagine. Non dovrà avere contatti con la stampa, non dovrà mostrare in giro foto della ragazza scomparsa, non dovrà contattare il padre della ragazza che è in rotta con la madre. Troppe limitazioni, troppi vincoli, non si può condurre una indagine con tutte queste interferenze contro quelle che sono le normali procedure di indagine. Mary si lascia convincere che è più importante salvare la ragazza e mette da parte il suo carattere poco indulgente verso le imposizioni per cercare di risolvere il caso senza creare problemi al suo capo. La scomparsa della ragazza è avvenuta da oltre un mese ma nessuno sembra essersi accorto di quanto accaduto. Nessun testimone, nessun indizio, la ragazza sembra scomparsa nel nulla. Le indagini non lasciano nulla di intentato e piano piano Mary scopre cose che non avrebbe mai immaginato, sia sulla famiglia Tristane che su altre persone che ruotano attorno a tale famiglia potente, ricca ma con molti segreti. Sia la famiglia Tristane che la madre superiora che dirige il collegio sembrano temere più la pubblicità negativa che potrebbe essere scatenata dalla diffusione della notizia della scomparsa di Mathilde che le sorti della ragazza. Una serie di bugie piccole e grandi, verità nascoste e comportamenti ambigui, rendono le indagini lunghe e difficili. Mary Lester è una investigatrice in gamba che non si lascia ingannare né sorprendere ed arriverà alla soluzione del caso, andando anche oltre quello che sarebbe stato il suo stretto dovere di poliziotta.

L’ambientazione del romanzo è la Bretagna, terra affascinante e bellissima, dove il mare è una caratteristica forte e dominante anche nella testa delle persone. Un libro piacevole, per la trama, i luoghi ed anche per il carattere dei protagonisti. L’autore si chiama Iean Failler ed è stato commerciante di pesce per oltre trent’anni prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Le ombre del collegio è il suo secondo libro edito in Italia, dopo il Respiro della Marea. Per come scrive si direbbe un amante del mare e della sua terra, oltre che delle storie poliziesche. L’atmosfera dei luoghi ha il sopravvento sulla trama del giallo ma questo non limita il piacere della lettura.

Fiori per un vagabondo


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Titolo: Fiori per un vagabondo

Autore: Gianni Simoni

Editore: TEA

Un barbone viene ucciso colpito da due colpi di pistola. Il commissario Miceli si occupa delle indagini in assenza del commissario titolare, Grazia Bruni, che si trova a casa in maternità.

Per aiutare le indagini, Miceli chiama il suo vecchio amico ex giudice Petri. I due risolvono il caso con indagini metodiche alla vecchia maniera, sul campo, ascoltando i testimoni, interrogando i sospettati, senza far ricorso a mezzi tecnologici ed infomatici, senza i quali, i poliziotti moderni, non sono quasi in grado si fare il loro mestiere.

Il libro è scritto da un ex magistrato, Gianni Simoni, che dimostra grande rispetto per le istituzioni, per le divise e per le persone che lavorano per mantenere l’ordine pubblico.

Questo libro va in controtendenza verso quello che nella nostra società è considerato ormai in fatto irrinunciabile, ossia le persone arrivate ad una certa età non sono più utili, indipendentente da quello che sono capaci di far e di realizzare. Ma se è vero che in una società pragmatica come la nostra, devono valere solo i risultati. allora l’età non dovrebbe contare, come nel caso di Petri e Miceli, uno in pensione e l’altro in attesa della pensione. Senza i due, che per alcuni sarebbero solo da rottamare, il caso non sarebbe stato risolto, dato che in fondo a chi interessa la morte di un barbone ?

Una indagine sui sentimenti che sono all’origine dell’omicidio. Un thriller “gentile”, raccontato con misura e bello stile.