Il fantasma del ponte di ferro

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Titolo: Il Fantasma del ponte di ferro

Autore: Pietro Colaprico

Editore: Rizzoli

Siamo a Milano nel 1985. Una giovane donna russa si presenta a casa del maresciallo Pietro Binda, pensionato, che ha aperto una piccola agenzia investigativa lavorando da casa. La ragazza porta con sé un gioiello che è un indizio utile a riaprire le indagini su un caso risolto solo ufficialmente ma su cui il maresciallo Binda non era riuscito a fare piena luce. I fatti risalgono al 1972 quando un cadavere con la testa mozzata viene ritrovato appeso sotto un ponte dei navigli. Le indagini portano alla luce anche la scomparsa di una persona, una famosa ed importante violinista russa.

La trama si svolge principalmente su due piani temporali, il 1985 a il 1972, a parte l’epilogo che è datato 1999. La trama è molto interessante con riferimenti alla storia italiana che hanno lasciato il segno, così come molti sono i personaggi famosi della vita italiana che in qualche modo sono inseriti nel racconto per renderlo più attuale, interessante e piacevole. Le indagini del maresciallo Binda si andranno ad intersecare con storie di servizi segreti, azioni riconducibili alla guerra fredda ed alla particolare condizione e posizione italiana ed alla sua debolezza politica di quei tempi (non che ora le cose siano cambiate). Alcuni episodi cruciali della storia italiani sono riletti in chiave complottista molto realista e credibile, pur trattandosi sempre di una opera di fantasia.

Il libro è ambientato in una Milano molto ben caratterizzata e differenziata a secondo dell’epoca in cui è ambientata la narrazione. Anche il linguaggio utilizzato è molto differente a seconda dei personaggi. I protagonisti milanesi parlano a volte il dialetto a volte con quel gergo tipico di Milano che li ha sempre caratterizzati dal testo dell’Italia. Ma anche i personaggi stranieri sono caratterizzati da un linguaggio diverso a seconda della loro origine. Da questo punto di vista il libro è sorprendente per la bravura con cui l’autore è riuscito a rendere così bene i vari linguaggi.

I personaggi sono molto ben descritti e pur trattandosi di agenti segreti, spie, malfattori di ogni genere, riescono a mostrare il loro lato umano anche in un contesto fondamentalmente criminale. Un libro molto piacevole da leggere, quasi sorprendente. Ad abbellire il racconto i frequenti riferimenti musicali, sia di musica classica che di musica leggera, con riferimenti ad alcuni successi tipicamente italiani. Il libro è un piacevole viaggio nel tempo raccontato con grazie e stile, un giallo ben scritto, un piccolo trattato di lingua milano-russo-italiano.

L’autore è un profondo conoscitore della storia di Milano, dei suoi difetti e di alcune sue poco onorevoli vicende e nel libro non lesina giudizi poco lusinghieri sulla situazione politica italiana, ma come dargli torto?

Il taglio di Dio

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Titolo: Il taglio di Dio

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

Il taglio di Dio è l’ultima avventura in ordine di tempo di Lincoln Rhyme e della sua compagna Amelia Sachs scritta da Jeffery Deaver, uno dei migliori scrittori di thriller di questi anni. La trama parte con l’omidicio di un famoso tagliatore di diamanti di New York e si sviluppa in molte direzioni e storie parallele che tutte si andranno a comporre al termine della storia. Inutile dire di più sulla trama, le cose sono talmente tante che per dire di più si dovrebbe in pratica copiare il libro. I romanzi che hanno Lincoln Rhyme come protagonista sono sempre ricchi di nozioni scientifiche e tecniche che arricchiscono in genere il racconto, aumentando l’interesse, senza essere mai pedante o pesante. Il protagonista indiscusso è Lincoln Rhyme che pur nei limiti della sua condizione di paraplegico, è una mente sopraffina, un uomo dalla cultura stupefacente, oltre che un investigatore formidabile, assecondato da collaboratori efficienti ed assolutamente fedeli che credono ai metodi di Lincoln e li applicano sempre alla lettera. I libri di Jeffery Deaver sono caratterizzati da continui cambi di scenario, storie parallele che sembrano non avere punti di contatto e poi però arrivano sempre a convergere, con situazioni sempre inedite ed originali, rendendo la lettura sempre piacevole e stimolante. Deaver tratta con disinvoltura sia argomenti scientifici che sociali, rendendo il libro attuale e stimolante. Questa volta sono i diamanti ad essere studiati a fondo così come la vita e l’organizzazione sociale delle comunità indiane in USA. Deaver è riuscito anche ad inserire nel libro delle aperture culturali di persone di religioni diverse ed in conflitto tra loro che riescono a superare tali difficoltà per raggiungere la pace e l’arminia in famiglia. Un libro ricco di spunti di vario tipo che conferma le capacità di Deaver di raccontare storie complesse, multiformi, con tanti argomenti sempre nuovi ed originali, senza mai perdere l’attenzione del lettore. Un libro da non perdere per coloro che amano i thriller.

Sara al tramonto

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Titolo: Sara al tramonto

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Maurizio De Giovanni è uno scrittore con una storia personale che mi piace tantissimo. E’ diventaro scrittore quasi per caso, partecipando ad un concorso per scrittori emergenti quanto era già un uomo maturo. Il buon esito del concorso gli ha dato la spinta per iniziare a scrivere romanzi che negli ultimi anni lo hanno consacrato come uno dei migliori scrittori di gialli italiani.

Il suo libro Sara al tramonto è un romanzo a metà tra il giallo e il noir, scritto con il consueto stile elegante, che ha come protagonista Sara Morozzi, una donna di 55 anni a cui la vita ha lasciato ferite molto profonde. Sara è stata una ottima poliziotta impiegata in un reparto speciale per le intercettazioni non autorizzate, ha scoperto di avere un talento speciale nel riuscire a interpretare i segnali del corpo umano, quale il movimento labiale delle persone riuscendo a capire anche a notevole distanza le parole pronunciate o riuscendo a stabilire dalla postura, i movimenti della testa o delle mani, se la persona stesse dicendo la verità o stesse mentendo. Sara è in pensione, suo figlio è morto in un incidente e il suo compagno è morto di malattia. E’ sola e il rendersi invisibile durante il giorno è la sua prerogativa. La notte la povera Sara fà i conti con la sua vita. i suoi incubi, le sue colpe, vere o presunte, il suo pentimento di aver dedicato la sua vita al lavoro ed all’amore per il suo compagno, trascurando suo figlio ed il marito.

Sara ha qualche sporadico incontro con una ragazza che è stata la fidanzata di suo figlio prima che morisse e che ora aspetta un bambino. Sara tenta di stabilire un certo rapporto con la ragazza in modo da essere vicino al nipote, per poter dare al futuro bambino parte di quell’amore che ha negato al proprio figlio. Con il procedere della storia i rapporti tra le due improbabili suocera e nuora prenderanno una direzione imprevedibile.

Sara viene contattata da una ex collega ancora in servizio attivo che deve aprire una inchiesta su un caso di omicidio già risolto ma con alcuni segnali da valutare con prudenza e basso profilo, un tipo di lavoro in cui Sara con le sue doti speciali, potrà dare un contributo determinante. Sara, anche se in pensione da qualche tempo, accetta il lavoro a patto che abbia carta bianca e quindi sia lei a comandare le indagini. Viene affiancata all’ispettore Davide Pardo, una brava persona, un tipo leggermente introverso e poco spigliato ma con indubbie capacità professionali. I due avranno l’incarico di il caso, in cui ad essere in grave pericolo di vita è una bambina ignara e indifesa. La storia ruota attorno alla figura di Sara, una donna forte, che affronta le indagini con coraggio e determinazione, senza alcun timore di capi e superiori di qualsiasi livello. Di notte il lato oscuro e perdente di Sara prende il sopravvento, con i suoi incubi, errori, rimorsi per le sofferenze che ha inflitto alle persone che le volevano bene, mentre era impegnata solo a lavorare ed amare il compagno per il qualche aveva lasciato figlio e marito. Il racconto procede alternando la storia dell’indagine con la storia dei sensi di colpa e dei rimorsi di Sara, con una alternanza di emozioni e sentimenti che rendono il libro originale e molto convincente.

 

Lo stupore della notte

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Titolo: Lo stupore della notte

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Rizzoli

Milano diventa teatro di una serie di cruenti attentati di matrice jihadista organizzati da un terrorista imprendibile che si fà chiamare “Il Maestro”. Il commissario Rosa Lopez ha dedicato tutta la sua vita alla lotta al crimine e si trova a dover proteggere la città dai terroristi insieme alla sua squadra, ma deve anche proteggere se stessa dal suo passato che le riserva minacce ben più gravi di quelle che i terroristi stanno preparando anche per lei.

Rosa Lopez è un personaggio contraddittorio. Dura e integerrima sul lavoro, nasconde un dolore inconsolabile: il suo compagno giace in coma irreversible in una clinica, vittima di un attentato di cui lei si sente responsabile. Alcuni errori del passato la rendono vulnerabile e oggetto delle attenzioni di alcuni uomini dei servizi segreti americani che non sono affatto indulgenti con lei e con le indagini in cui è coinvolta.

Il libro è scritto in modo incalzante, capitoli brevi, continui cambi di scenario, una moltitudine di protagonisti che operano in contesti diversi, tante storie che si intrecciano e che avvengono sullo sfondo di una Milano che si dimostra essere non solo la capitale economica d’Italia, ma anche il centro di una serie di attività illegali e clandestine di grande importanza per polizia, servizi segreti, terroristi e malavitosi. Il libro traccia un quadro inedito della grande città italiana che viene descritta in tutti i suoi aspetti, da quello elegante ed esclusivo del quartieri alla moda, a quello dei quartieri periferici del degrado, della povertà e della escusione sociale. Il libro racconta una storia crudele e violenta in cui i protagonisti sono abituati alla crudeltà ed alla violenza. Il libro risulta convincente fin dal primo sguardo, infatti la copertina è bellissima, sia per l’immagine che per il colore. Il primo e il secondo capitolo, quattro pagine ciascuno, danno subito al lettore la senzazione di trovarsi di fronte ad una storia di cui sarà difficile staccarsi prima di aver raggiunto l’ultima pagina.