Non lasciare la mia mano – Michel Bussi

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Titolo: Non lasciare la mia mano

Autore: Michel Bussi

Editore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Un thriller avvincente ambientato nella meravigliosa Isola della Réunion, territorio francese nell’oceano indiano, un puntino a destra del Madagascar, vicino a Mauritius.

Siamo nel 2013, in un resort per clienti danarosi nell’Isola della Réunion. Liane Bellion, il marito Martial e la figlia Sofa, stanno godendosi la comodità della piscina. Liane sale in camera per un riposino pomeridiano. Dopo meno di un’ora anche il marito sale in camera e non trova la moglie. La stanza è tutta sottosopra, è evidente che c’è stata una colluttazione. Il marito denuncia la scomparsa della moglie ma alcuni testimoni dichiarano di aver visto proprio il marito spingere un carrello fino al parcheggio, per poi sparire e ricomparire in piscina come se niente fosse successo. Dopo la denuncia alla polizia della scomparsa della moglie, Martial scappa con la piccola Sofa, accreditando le voci che lo vogliono colpevole dell’uccisione della moglie. Le indagini sono affidate alla comandante della gendarmeria locale Aja Purvi, una donna determinata e tenace, ed al suo sottotenente, Christos Konstantinov, un poliziotto con buon intuito ma molto attratto dall’alcol e dalla locale marijuana, oltre dalle grazie della sia amante, la generosa Imelda. Tutto lascia credere che Martial, dopo aver ucciso la moglie, si è dato alla fuga con la figlia Sofa, anche se c’è una anomalia, ossia il cadavere di Liane non si trova. Inizia una grande caccia all’uomo per arrestare il pericoloso omicida e per salvare la vita alla bambina, temendo da parte del padre un gesto estremo.

Bastano poche righe per essere catturati nella piacevole rete della lettura di questo romanzo, che ha i suoi punti di forza nella trama e nell’ambientazione. La trama è un intreccio costruito ad arte per raccontare le cose facendo credere il contrario di come sono andate, mentre l’ambiente dell’isola viene descritto in modo accurato e realista per dare al lettore la senzazione di essere proprio insieme ai protagonisti, a calcare le stesse strade, gli stessi boschi e gli altri stupendi luoghi teatro degli avvenimenti del romanzo.

Il romanzo contiene anche molti riferimenti alla storia delle emigrazioni sull’isola, alle condizioni sociali degli abitanti del posto, ai benefici che hanno i cittadini francesi che decidono di continuare a vivere nell’Isola. La popolazione locale è caratterizzata per essere un mix multietnico dove dal 1600 vivono in modo pacifico persone bianche, nere, cristiane, musulmane ed ebree, con una moschea che sorge non distante da una statua della Vergine. Tutte queste cose hanno una rilevanza nella trama e nella riuscita del romanzo. La storia è un continuo colpo di scena e cambio di situazione, dove non ci sono certezze, tutto è in divenire, tutto sarà diverso da come viene descritto. La storia viene raccontata da vari protagonisti ed i diversi punti di vista descrivono fatti e personaggi in modo da contribuire a depistare il lettore. Un thriller scritto in modo brillante, una trama forte e ben costruita, personaggi intriganti ed empatici, una storia che dimostra cosa può fare una persona per amore e le conseguenze terribili di un dolore troppo grande.