Il Party

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Titolo: Il Party

Autore: Elizabeth Day

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Serena Prina

Il Party è un thriller psicologico che racconta la storia dell’amicizia tra Martin Gilmour e Ben Fitzmaurice. Il libro inizia con uno sfarzoso party organizzato da Ben per i suoi quarant’anni nella sua nuova villa. Martin è con la moglie Lucy e verso la fine della festa ha un incontro con Ben e la moglie. Martin uscirà sconvolto dall’incontro con il suo migliore amico e si ritroverà nella stanza degli interrogatori del commissariato di polizia locale. Cosa si nasconde dietro l’amicizia tra i due che era cominciata quando i due erano adolescenti e non aveva mai dato segni di cedimento? Difficile dire di più senza anticipare troppo della trama. Il libro è scritto dal punto di vista cronologico al contrario, inizia praticamente dalla fine e racconta con continui salti all’indietro, in epoche sempre diverse, la storia dell’amicizia dei due ragazzi, fino ad arrivare di nuovo alla famosa festa per i quarant’anni di Ben.

Un libro dalla trama intrigante, basata sull’intreccio del racconto tra passato e presente e sul gioco di non far capire al lettore cosa è accaduto tra i due amici durante la vita passata ed in particolare la sera della festa e perché Martin si trova ad essere interrogato dalla polizia. Il libro tratta il tema dell’amicizia tra due adolescenti, come l’amicizia si trasforma con il passare del tempo. Le differenze sociali impediranno che l’amicizia rimanga quella disinteressata ed ingenua delle prime fasi e il rapporto tra i due diventerà un rapporto di reciproca convenienza. E chi sarà alla fine il vero opportunista? Il povero ragazzo affascinato da quello ricco e bello che farà di tutto per diventarne amico o quello ricco che scoprendo l’influenza che ha sull’amico povero la userà a suo vantaggio?

Di questo libro ho apprezzato la trama, interessante e con un intreccio ben congegnato, ma ho trovato i personaggi leggermente senza mordente. Il finale poi non mi è sembrato all’altezza del resto della trama lasciandomi un senso di incompletezza.

Nero su bianco

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Titolo: Nero su bianco

Autore: Junichiro Tanizaki

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Gianluca Coci

Jun’ichiro Tanizaki è stato uno dei principali scrittori giapponesi moderni che si è cimentato nel genere romanzo giallo solo una volta, scrivendo, “Nero su Bianco”, edito per la prima volta in Italia nel 2019 da Neri Pozza.

Il protagonista del romanzo è Mizuno, uno scrittore di romanzi dallo stile decadente che scrive testi che parlano delle paure e timori che tormentano la mente umana e di visioni negative del mondo. Mizuno è uomo solitario, divorziato dalla moglie, che sta sprecando il suo talento di scrittore, lavorando in modo saltuario e poco produttivo, vittima della pigrizia e dei suoi vizi. Mizuno ha consegnato da pochi giorni il suo ultimo racconto all’editore della rivista che lo deve pubblicare, quando si accorge che nel testo ha chiamato la vittima con il suo vero nome, ossia con il nome della persona reale da lui conosciuta a cui si era ispirato per creare il personaggio. Il timore di Mizuno è che la persona possa riconoscersi nel personaggio del romanzo e che qualcuno possa prendere spunto dal racconto ed uccidere realmente la vittima con le stesse modalità descritte nel racconto. Quindi l’intento di descrivere un omicidio perfetto, senza lasciare prove, potrebbe diventare, nel caso in cui qualcuno uccidesse realmente la vittima, la prova della sua colpevolezza. Mizuno è ossessionato da questa possibilità e dopo un lungo ripensamento decide che deve tentare di fermare la pubblicazione della rivista ma quando si decide a telefonare alla tipografia scopre che ormai è troppo tardi, la rivista è stata stampata ed è pronta per andare in edicola. Mizuno ritiene che il modo migliore per tirarsi fuori dai guai è quello di scrivere il seguito del romanzo per far apparire l’omicidio del personaggio come una delle tante scene del racconto e in qualche modo far capire che il suo scopo non era quello di eliminare la vittima. Cerca di mettersi subito al lavoro ma i suoi sforzi sono vanificati dalla conoscenza di una prostituta di cui si innamora, perdendo completamente la testa. Diventa il suo migliore cliente, cade in una spirale di piacere che lo porta completamente fuori di testa, perdendo i riferimenti temporali e dimenticandosi di tutti i suoi problemi. Mentre Mizuno si perde nel piacere, accade proprio quello che lui temeva, con le inevitabili temute conseguenze.

Nero su Bianco è un thriller anomalo, con il protagonista che è una persona completamente instabile, che non riesce sempre a distinguere ciò che è vero da ciò che è frutto della sua fantasia. Il bello del libro è proprio la miscela tra la finzione raccontata nel racconto di Mizuno e la realtà stessa vissuta da Mizuno, che nel tentativo di costruire un alibi che lo possa scagionare precipita nelle zone più torbide della città, finisce ancora di più vittima delle sue paranoie. Il libro ha ritmi lenti, abbastanza tipici nella letteratura giapponese.

La scomparsa di Josef Mengele

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Titolo: La scomparsa di Josef Mengele

Autore: Olivier Guez

Editore: Neri Pozza

Olivier Guez ha scritto la storia della fuga in Sudamerica di Josef Mengele, l’angelo della morte, il medico scienziato responsabile della morte di migliaia di ebrei, di orribili violenze e terribili crimini contro l’umanità. Si considerava un benefattore, un grande studioso, la cui opera sarebbe stata prima o poi riconosciuta. Era ossessionato dai gemelli che torturava ed uccideva per scoprirne i segreti genetici ed anatomici. Voleva preservare la razza ariana, produrre superuomini. Fu solo un carnefice che non produsse nulla di scientificamente utile.

La sua macabra attività si svolse soprattutto nel campo di concentramento di Auschwitz, dove a partire dal 1943 Mengele aveva il suo laboratorio degli orrori. Riusci ad evitare il processo di Norimberga alla fine della guerra e nel 1949 fuggì in sudamerica partendo dal porto di Genova per raggiungere l’Argentina. In una vita fatta di false identità, fughe e menzogne, visse fino al 1979, quando morì per un attacco cardiaco. Il libro racconta gli ultimi 30 anni della vita di Mengele, la rete di protezioni di cui ha usufruito, le persone che lo hanno aiutato, i rapporti con la sua famiglia. I nazisti in fuga di soldi ne avevano tanti e li utilizzavano per corrompere e per facilitare le attività di protezione. Il libro descrive Mengele come un uomo mai pentito del suo operato, che fino all’ultimo ha creduto nell’ideologia nazista e difeso tutte le azioni criminali fatte dal regine. La caccia ai nazisti nascosti in sudamerica fu portata avanti soprattutto dal Mossad, i servizi segreti israeliani, che molto si adoperarono per catturare Mengele, senza mai riuscirci.

Il libro è una grande opportunità per conoscere più approfonditamente i crimini compiuti da Mengele e per capire cosa può provocare una ideologia aberrante come il nazismo in menti di uomini che si lasciano convincere fino al punto di perdere ogni parvenza di umanità e divenire più realisti del re. In questi anni la memoria delle cose terribili accadute prima e durante la seconda guerra mondiale si sta attenuando mentre sempre più spesso hanno voce in capitolo organizzazioni di vario tipo che guardano con simpatia a regimi che hanno rappresentato i momenti più oscuri della storia dell’umanità. Sono molte le persone che avrebbero bisogno di un ripasso di quanto accaduto in quel periodo così come tutti gli studenti dovrebbero spendere qualche ora in più a studiare i danni enormi che sono stati prodotti dalle ideologie totalitarie.