Dodici rose a Settembre

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Titolo: Dodici rose a Settembre

Autore: Maurizio de Giovanni

Editore: Sellerio

Maurizio de Giovanni è in un momento di grande produttività e di grande successo. Il suo ultimo libro, Dodici rose a settembre, uscito per Sellerio, vede come protagonista la dottoressa Gelsomina Settembre, da tutti chiamata Mina, un personaggio che ha tutte le caratteristiche per diventare protagonista di una nuova serie di romanzi, secondo lo stile di de Giovanni, che fin qui ha dato il meglio di se nelle produzioni seriali. Mina è una donna di circa quarant’anni, divorziata, il suo ex marito è un magistrato, subisce le angherie della madre che non fa altro che sminuirla e trattarla male. Mina lavora in un consultorio pubblico a fianco ad un collega bellissimo che è al centro delle attenzioni di tutte le donne che lo incontrano.

La trama si svolge attorno a due vicende principali. L’ex marito di Mina, il magistrato Claudio De Carolis, sta indagando sugli omicidi di un serial killer che uccide le sue vittime dopo aver inviato dodici rose. L’arma del delitto è sempre la stessa e il proiettile è una specie di firma che l’assassino lascia sulle sue vittime.

Mina Settembre, nella sua qualità di assistente sociale, deve affrontare quotidianamente situazioni difficili, sia per la cronica carenza organizzativa del consultorio, che per le difficili situazioni sociali ed umane che si trova ad affrontare. A renderle la vita più complicata sembra che un oscuro ammiratore abbia cominciato ad inviarle una rosa al giorno, ma il suo ex marito è all’oscuro di questo particolare della vita della ex moglie.

Maurizio de Giovanni ha scritto un libro fluido e positivo, con una trama piena di personaggi tipici da commedia, per raccontare la realtà della sua città, piena di contraddizioni, di personaggi violenti e di personaggi dalla carica umana inarrestabile o altri dalla simpatia trascinante. Il racconto ha molti spunti comici ed è molto diverso dai toni melanconici degli ultimi libri con Sara come protagonista oppure quelli decisamente  più drammatici del commissario Ricciardi o dei Bastardi di Pizzofalcone.

Mina è un anti-personaggio, verso la quale non si può che provare empatia, data la sua situazione personale e familiare, così come verso gli altri protagonisti, donne e uomini, personaggi accumunati da una vita faticosa che si svolge in una città tumultuosa e spesso inverosimile come Napoli, che viene vissuta e affrontata sempre con passione e leggerezza.

Il pianto dell’alba

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Titolo: Il pianto dell’alba

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

La storia è ambientata nel 1934. Un periodo politico e sociale molto difficile, non solo in Italia. Il commissario Ricciardi è riuscito a sposare la sua amata Enrica, aspettano il primo figlio, con emozione mista a qualche inevitabile timore. La vita di Ricciardi sembra riservargli un insperato squarcio di felicità, per quanto riguarda la sfera privata. Quella professionale va avanti come al solito, con il commissario costretto a vivere la sua condanna ossia la sua facoltà di sentire le ultime parole delle persone morte violentemente. Questo lo rende sempre triste, con i pensieri della sua mente sempre rivolti alle immagini violente che di continuo ha davanti. Ricciardi è un uomo molto ricco, non avrebbe bisogno di lavorare, ma ha un profondo senso del dovere e della giustizia, che lo porta a spendere nelle indagini grande impegno, senza nessun interesse per la sua carriera, il suo unico obiettivo è la ricerca dei colpevoli.

La storia de “Il pianto dell’alba” ha inizio con la scoperta a casa di Livia Vezzi, cantante d’opera innamoratissima del commissario Ricciardi, di un ufficiale tedesco ucciso da un proiettile che lo ha colpito in piena fronte. I due sono distesi sul letto, la Vezzi impugna una pistola, probabilmente l’arma del delitto. La donna è ancora viva anche se priva di conoscenza. Ricciardi con i suoi uomini sono i primi ad intervenire sul luogo ma vengono subito messi da parte dall’arrivo della polizia politica, che prende in mano le indagini. Il motivo è che l’ufficiale tedesco è una spia da tempo tenuta sotto controllo dai servizi segreti, quindi si profila un caso diplomatico scottante e la faccenda della sua morte deve essere gestita con molta attenzione. Ricciardi non si lascia intimidire dalle circostanze ed inizia una indagine non ufficiale con l’obiettivo di dimostrare l’innocenza di Livia Vezzi, che sembra invece destinata ad essere condannata come responsabile dell’omicidio dell’ufficiale. La storia dell’indagine è molto avvincente, raccontata ad un ritmo incalzante in una Napoli ben descritta nei suoi aspetti più caratteristici. Le indagini vanno avanti grazie all’impegno di Ricciardi e dei suoi uomini ma anche per l’apporto che ricevono dalla rete di collaboratori appartenenti al popolo, che pur vivendo in alcuni casi al limite della legge, non esitano ad aiutare la squadra di Ricciardi quando si tratta di fare giustizia. Un libro giallo che racconta di una indagine, ma che è anche un libro sull’amore, sull’importanza dei sentimenti, su come sia importante amare senza limiti e condizioni.

Maurizio Di Giovanni aveva avvisato da tempo che questo sarebbe stato l’ultimo libro con protagonista il commissario Ricciardi, uno dei suoi personaggi più riusciti, per le sue doti umane e per la sua grande sensibilità. Forse per questo che ha spinto molto l’acceleratore degli affetti in questo libro, per rendere l’addio del commissario Ricciardi ai suoi lettori più struggente possibile. Forse troppo.

Le parole di Sara

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Titolo: Le parole di Sara

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Sara Morozzi e Teresa Pandolfi hanno lavorato nella stessa unità dei Servizi. Sara ha abbandonato il lavoro dopo la perdita del marito e del figlio. Era stata una grande investigatrice, nessuno come lei sapeva interpretare il linguaggio del corpo. Sara ha rinunciato a tutto, preferendo vivere nell’oblio e nel ricordo del marito e del figlio, riservando tutto l’affetto di cui è capace verso il nipote Massimiliano, il bambino che suo figlio ha concepito con Viola prima di morire. Viola è una ragazza intelligente e capace, fotografa alle prime armi con un certo talento, che è riuscita ad instaurare con Sara un buon rapporto. Le due donne si aiutano a vicenda per superare la situazione difficile in cui si trovano e per dare al bambino tutto l’affetto possibile pur con i limiti della loro situazione famigliare. In questo è di aiuto l’ispettore Davide Pardo, che è molto affezionato al bambino e che prova a tutti i costi di far innamorare Viola, che però non vede il lui il suo uomo ideale. Viola aiuta Sara nelle sue rare indagini, quando qualcuno si ricorda delle sue abilità. Teresa è rimasta in servizio e per non avere intralci nella carriera ha preferito non sposarsi, vivendo avventure brevi, sfruttando la sua avvenenza e la sua posizione gerarchica per avere rapporti con uomini molto più giovani di lei, avventure da una notte, senza nessun coinvolgimento sentimentale. Ma l’ultima avventura di Teresa è stata diversa, si era innamorata di un giovane ricercatore che era stato inserito nell’Unità per uno stage, Sergio Minucci, che ad un certo punto sparisce senza lasciare traccia. Teresa si rivolge alla sua amica Sara per iniziare una personale indagine. Teresa sa che ha infranto delle regole ma vuole scoprire la verità prima che qualcuno insabbi tutto.

Maurizio De Giovanni, nonostante il grande successo del personaggio del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, ha deciso di lanciare una seconda serie di romanzi che vedono Sara Morozzi come protagonista. In questi libri lo stile narrativo è più semplice, la città di Napoli è solo uno sfondo, protagoniste indiscusse della storia sono Sara e Teresa, con i loro pensieri ed i loro problemi. Il libro tratta molti argomenti di estrema attualità come la collusione tra politica e malavita, l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento degli immigrati da parte di imprenditori spietati e privi di umanità, il cattivo funzionamento della giustizia. Sara è uno dei poliziotti il cui senso della giustizia rimane indelebile nonostante non sia più in servizio e nonostante le vicende della vita la abbiano portata ad abbandonare tutto, ad estraniarsi, per scontare il senso di colpa per il figlio a cui non era riuscita a dare l’amore che avrebbe voluto e per convivere con l’immenso dolore dovuto alla morte del marito. Ma se c’è da aiutare i vecchi colleghi in qualche indagine particolare lei è sempre pronta ad entrare in azione. Le sue doti sono sempre le stesse, la capacità di mimetizzarsi, la lettura del linguaggio del corpo, l’intuito investigativo. Nei due libri dedicati a Sara, DeGiovanni mette in secondo piano l’aspetto investigativo per dare maggiore spazio ai sentimenti ed alle riflessioni dei protagonisti. Questo non è un limite del libro ma una diversa impostazione della trama che aiuta ad allargare l’interesse per il libro.

Sara al tramonto

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Titolo: Sara al tramonto

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Maurizio De Giovanni è uno scrittore con una storia personale che mi piace tantissimo. E’ diventaro scrittore quasi per caso, partecipando ad un concorso per scrittori emergenti quanto era già un uomo maturo. Il buon esito del concorso gli ha dato la spinta per iniziare a scrivere romanzi che negli ultimi anni lo hanno consacrato come uno dei migliori scrittori di gialli italiani.

Il suo libro Sara al tramonto è un romanzo a metà tra il giallo e il noir, scritto con il consueto stile elegante, che ha come protagonista Sara Morozzi, una donna di 55 anni a cui la vita ha lasciato ferite molto profonde. Sara è stata una ottima poliziotta impiegata in un reparto speciale per le intercettazioni non autorizzate, ha scoperto di avere un talento speciale nel riuscire a interpretare i segnali del corpo umano, quale il movimento labiale delle persone riuscendo a capire anche a notevole distanza le parole pronunciate o riuscendo a stabilire dalla postura, i movimenti della testa o delle mani, se la persona stesse dicendo la verità o stesse mentendo. Sara è in pensione, suo figlio è morto in un incidente e il suo compagno è morto di malattia. E’ sola e il rendersi invisibile durante il giorno è la sua prerogativa. La notte la povera Sara fà i conti con la sua vita. i suoi incubi, le sue colpe, vere o presunte, il suo pentimento di aver dedicato la sua vita al lavoro ed all’amore per il suo compagno, trascurando suo figlio ed il marito.

Sara ha qualche sporadico incontro con una ragazza che è stata la fidanzata di suo figlio prima che morisse e che ora aspetta un bambino. Sara tenta di stabilire un certo rapporto con la ragazza in modo da essere vicino al nipote, per poter dare al futuro bambino parte di quell’amore che ha negato al proprio figlio. Con il procedere della storia i rapporti tra le due improbabili suocera e nuora prenderanno una direzione imprevedibile.

Sara viene contattata da una ex collega ancora in servizio attivo che deve aprire una inchiesta su un caso di omicidio già risolto ma con alcuni segnali da valutare con prudenza e basso profilo, un tipo di lavoro in cui Sara con le sue doti speciali, potrà dare un contributo determinante. Sara, anche se in pensione da qualche tempo, accetta il lavoro a patto che abbia carta bianca e quindi sia lei a comandare le indagini. Viene affiancata all’ispettore Davide Pardo, una brava persona, un tipo leggermente introverso e poco spigliato ma con indubbie capacità professionali. I due avranno l’incarico di il caso, in cui ad essere in grave pericolo di vita è una bambina ignara e indifesa. La storia ruota attorno alla figura di Sara, una donna forte, che affronta le indagini con coraggio e determinazione, senza alcun timore di capi e superiori di qualsiasi livello. Di notte il lato oscuro e perdente di Sara prende il sopravvento, con i suoi incubi, errori, rimorsi per le sofferenze che ha inflitto alle persone che le volevano bene, mentre era impegnata solo a lavorare ed amare il compagno per il qualche aveva lasciato figlio e marito. Il racconto procede alternando la storia dell’indagine con la storia dei sensi di colpa e dei rimorsi di Sara, con una alternanza di emozioni e sentimenti che rendono il libro originale e molto convincente.