Il silenzio dei larici

index

Titolo: Il silenzio dei larici

Autore: Lenz Koppelstätter

Editore: Corbaccio

Traduzione: Mara Ronchetti

“Il silenzio dei larici” è il secondo romanzo che l’autore, Lenz Koppelstätter, pubblica con protagonista il commissario Grauner e l’ispettore Saltapepe.

La storia è ambientata a Santa Geltrude, un piccolo paese nella Val d’Ultimo, in Alto Adige. Il cadavere di Marie, una ragazza di soli diciassette anni, viene ritrovato vicino a dei larici antichi, una delle mete turistiche del paese. L’architetto Haller, un abitante del posto che da poco ha scelto di vivere nella zona, si autodenuncia dell’omicidio. Tutto il paese sembra invece convinto che sia suo figlio Michael il vero colpevole. Le indagini porteranno alla luce dei gioielli ed alcune pagine di un diario scritto, con molta probabilità, da un celebre ospite della valle. Il diario parla di un omicidio avvenuto circa cento anni prima ma è una storia di cui gli abitanti della valle non vogliono parlare. L’indagine sarà affidata al commissario Grauner in collaborazione con il suo fido ispettore Saltapepe. La storia si svolge in quattro giorni, scanditi da altrettanti capitoli del libro, caratterizzati da un racconto incalzante con una serie di eventi e colpi di scena che attirano l’attenzione del lettore, senza mai un calo di tensione narrativa.

La storia è molto intricata e racconta una vicenda che ha le radici in eventi accaduti oltre cento anni prima. La locanda del paese è il punto di riferimento per le indagini, dove è facile incontrare persone coinvolte negli eventi. La piccola comunità montana è composta da poche persone, dove tutti sanno tutto degli altri ma raramente parlano volentieri dei fatti che non li riguardano e spesso una sorta di omertà valligiana rende difficili le indagini per la coppia di poliziotti, alle prese con difficoltà do ogni genere. Il romanzo è un riuscito mix di buoni ingredienti: la vita nella valle, le abitudini dei valligiani, la natura, la buona cucina, le storie tramandate dal passato, la costruzione di dighe che hanno provocato ferite alle popolazioni non facilmente curabili, antiche rivalità tra le famiglie egemoni della valle, affari moderni ed antiche faide familiari, innamoramenti sfortunati e malesseri giovanili. Tanti ingredienti che Lenz Koppelstätter ha saputo dosare e mettere insieme con una scrittura piacevole e scorrevole, con una buona dose di creatività, dimostrata dal finale imprevedibile.

Omicidio sul ghiacciaio

9788867005000_0_0_0_75

Titolo: Omicidio sul ghiacciaio

Autore: Lenz Koppelstatter

Editore: Corbaccio

Il ghiacciaio della Val Senales è teatro di un omicidio. In una notte di tempesta viene ritrovato il corpo di un uomo con una freccia infilata nel collo. La zona è la stessa in cui 25 anni prima era stato ritrovato Otzi, la mummia dell’uomo di Similaum, custodito nel museo Archeologico dell’Alto Adige nel centro storico di Bolzano. La freccia che ha ucciso l’uomo è un reperto dell’epoca di Otzi e questo particolare rende l’omicidio ancora più misterioso.

L’azione si svolge nei giorni immediatamente precedenti il Natale, dal 21 al 24 dicembre, le montagne sono piene di turisti, le piste invase da sciatori e le autorità devono indagare senza compromettere le attività turistiche che sono la principale fonte di guadagno della zona. L’indagine è affidata al commissario Grauner, che rischia di mandare in fumo le imminenti vacanze con la famiglia, ed all’ispettore Saltapepe, napoletano verace, che si ritrova trasferito a Bolzano contro la sua volontà. L’Ispettore, unico meridionale tra i protagonisti della storia, ha una ovvia repulsione verso la montagna e verso alcune abitudini dei locali quali bere il cappuccino a pranzo o mangiare gli spaghetti con l’aiuto del cucchiaio, cose inammissibili per un italiano del meridione. I due poliziotti costituiscono una coppia di personaggi ben assortiti nelle loro diversità. Il commissario è sposato con Alba, una donna comprensiva e paziente, deve far fronte agli atteggiamenti ribelli di Sara, una figlia adolescente poco propensa alla disciplina. Saltapepe è scapolo e con la sua filosofia di vita tipicamente napoletana, tenta di aiutare il commissario Grauner ad affrontare con meno stress gli imprevisti lavorativi.

Il libro ha molti elementi inediti ed originali, come le ambientazioni e le attività criminali che saranno scoperte durante le indagini. I protagonisti sono ben definiti con caratteri credibili e ben inseriti nel contesto della storia. L’autore è riuscito a mantenere alta la tensione per tutto il libro, introducendo una lunga serie di personaggi tutti possibili colpevoli o comunque complici dell’assassino. La trama del libro è ben costruita, il racconto procede con ottimo ritmo, le azioni della storia e le indagini con le inevitabili incursioni nella vita privata dei personaggi, rendono la lettura sempre piacevole e interessante, con molti riferimenti alla vita reale. La storia narra di aziende in crisi, dei conflitti ancora in corso con gli ex dipendenti, uomini politici interessati ai propri interessi più di quanto non siano interessati a quelli della comunità, tentate speculazioni edilizie, una certa tensione tra polizia e carabinieri del luogo, qualche piccolo problema familiare, un morto che viveva inspiegabilmente come un eremita, una arma di 5000 anni fa, amore e avidità, la passione per la musica classica del commissario Grauner, che è un piacevole contorno ad una storia intrigante ed  appassionante. Gli abitanti del luogo sono mostrati come persone chiuse, poco collaborative, quasi omertose nei confronti delle autorità. Non bisogna essere amanti della montagna per apprezzare questo libro, anche se i riferimenti alla vita alpina sono molti e ben distribuiti nel contesto della narrazione.

Bella la copertina che si ispira ai fumetti con una scena notturna che anticipa in parte gli avvenimenti del libro.