La casa sulla scogliera

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Titolo: La casa sulla scogliera

Autore: Emma Rous

Editore: Sperling & Kupfer

Traduzione: Roberta Zuppet

Seraphine è una ragazza di 25 anni, ha un fratello gemello e un fratello maggiore. Una infanzia segnata da un tragico evento, il suicidio della madre il giorno stesso in cui ha messo alla luce Seraphine e suo fratello, lanciandosi dalle scogliere vicine a Summerbourne, la casa di famiglia sulla costa del Norfolk. Sono passati 25 anni da quel tragico giorno ed il padre dei tre ragazzi muore improvvisamente in un incidente domestico. Seraphine, pur sconvolta per la perdita, è costretta a tornare a Summerbourne per sistemare alcune pratiche burocratiche e per mettere ordine alle cose del padre. Sistemando vecchie carte e documenti, trova una fotografia che mostra la madre con in braccio un bambino. La foto è stata scattata il giorno della nascita di Seraphine. Nella foto appare una donna ben vestita e pettinata, il volto raggiante di una donna fiera di tenere in braccio il suo bambino appena nato, nulla che possa far credere che di lì a poco la stessa donna si possa essere suicidata. Seraphine è sconvolta dalla scoperta della foto. Perché la madre ha in braccio un solo bambino e non entrambi i gemelli? Dove stava il gemello mancante? E perché proprio quel bambino stava in grembo alla madre? Perché la foto era stata tenuta nascosta per tutti quegli anni? Quale mistero si nasconde dietro quella foto? Seraphine decide di scoprirlo.

Ha inizio una avventura raccontata su due piani temporali, quello dell’anno della nascita dei due gemelli, raccontato da Laura, la ragazza alla pari che stava nella famiglia di Seraphine ed il secondo, quello attuale, raccontato da Seraphine stessa. I capitoli si alternano e gli eventi del passato piano piano vanno a definire le risposte che Seraphine sta cercando. Un romanzo incentrato sull’importanza che la famiglia ha per le persone e della perdita dei riferimenti se l’appartenenza alla famiglia vien emesse in discussione da un passato nascosto e diverso da quello che si è creduto di aver vissuto. Ma oltre che un riferimento, la famiglia è anche il centro attorno al quale avvengono cose impensabili, i cui effetti devastanti fanno ancora danni a distanza di tanti anni. Un romanzo crudele ma appassionante, con una trama ben costruita, forse con un finale che poteva essere scritto in modo più accurato. I continui salti avanti ed indietro nel tempo sono ben distribuiti e non intaccano il piacere della lettura.