Il bambino che disegnava le ombre

Titolo: Il bambino che disegnava le ombre

Autore: Oriana Ramunno

Editore: Rizzoli

 

Hugo Fischer è un criminologo tedesco che viene incaricato delle indagini sulla morte di un medico del campo di concentramento di Auschwitz, il pediatra Sigismund Braun, un collaboratore di Josef Mengele. Braun è stato trovato cadavere nel suo studio, da Gioele, un bambino ebreo deportato da Bologna, uno dei pazienti seguiti da Mengele. Siamo alla Vigilia di Natale del 1943, il Nazismo ha iniziato la sua parabola discendente anche se le attività dei campi di sterminio procedono senza sosta. Gioele è un bambino intelligente, è molto bravo a disegnare ed ha una grande memoria visiva. Queste sue capacità saranno utilizzate da Hugo Fisher per la soluzione del caso. Hugo si troverà di fronte all’inferno del campo di sterminio, sarà testimone delle crudeltà inaudite perpetrate da soldati, ufficiali e medici tedeschi. Porterà avanti la sua inchiesta con la consueta meticolosità ma sarà costretto dalle circostanze ad accettare alcuni compromessi, di cui non si pentirà.

Questo thriller storico racconta gli orrori dei campi di concentramento, con il dramma dei prigionieri, le violenze disumane dei militari e civili tedeschi. Sono raccontate le uccisioni, i forni crematori, le grida dei condannati, le loro terribili condizioni di vita. Una realtà descritta in modo netto, senza giri di parole, colpendo al cuore il lettore. Ma il libro racconta anche alcuni aspetti meno noti della vita dei campi di concentramento. C’è una rete di oppositori, tedeschi alleati con gli ebrei, per creare testimonianze per il dopo, per quando inevitabilmente il regime cadrà, per avere le prove delle atrocità commesse, per condannare i colpevoli. Il libro ci mostra l’importanza dei piccoli gesti, degli aiuti che possono essere dati agli altri, piccole cose apparentemente insignificanti, ma che possono aiutare tantissimo in condizioni estreme.

Un libro duro che racconta come anche di fronte al male assoluto, le persone migliori possono cambiare il mondo, bastano piccole azioni, gesti minimi, sufficienti per alimentare la speranza, per generare grandi cambiamenti. Una storia inedita per attirare ancora una volta le attenzioni sulle atrocità del nazismo, per non dimenticare, per evitare che la storia si ripeta.