Alla fine del viaggio

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Titolo: Alla fine del viaggio

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

La cittadina di Valdenza è teatro di un efferato ed insolito delitto. Un uomo legato ad una sedia a rotelle viene lasciato in mezzo ai binari ferroviari e viene travolto da un treno in corsa. Ovvio che non è stato un incidente ma un terribile e macabro omicidio proprio alla vigilia del palio di San Jacopo, l’evento dell’anno a Valdenza. Il giorno dopo, durante i festeggiamenti in piazza, un uomo si suicida sparandosi un colpo in pieno viso. Le indagini portano verso una pista pedofila ma gli eventi si susseguono e le indagini scopriranno collegamenti con eventi criminali del passato le cui indagini sono state condotte in modo approssimativo e frettoloso, lasciando diversi dubbi sulle conclusioni tratte a suo tempo degli investigatori. I recenti sviluppi costringeranno le autorità a riaprire indagini chiuse e dimenticate. Un periodo lavorativo difficile per il commissario Casabona, impegnato anche sul fronte della sua vita privata, dato che la moglie Francesca, dopo tante difficoltà passate per guarire da un brutto male, decide di lasciare il marito.

Antonio Fusco è un napoletano trasferito in Toscana ed è un funzionario della Polizia di Stato, oltre che scrittore di romanzi noir. Da addetto ai lavori, conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini, le condizioni lavorative dei commissariati, le difficoltà di un lavoro reso famoso da film, sceneggiati e romanzi, che mettono in risalto alcuni aspetti più spettacolari, ma che non sempre rendono giustizia alla fatica, ai sacrifici ed alle rinunce che comporta questo lavoro, che è duro, faticoso, destinato a persone con alto senso del dovere e dello Stato. Nel suo ultimo romanzo, “Alla fine del viaggio”, Antonio Fusco è riuscito a mescolare crimini, indagini e vita privata dei protagonisti, sempre con misura ed attenzione all’aspetto umano. Il commissario Casabona è un uomo dai principi morali saldi, la cui vita non è mai stata in discesa, ha saputo affrontare tanti problemi e difficoltà, ed ora si trova anche a dover sopportare l’abbandono da parte della moglie, un fatto imprevisto, a cui era completamente impreparato. Casabona ha una enorme esperienza di vita maturata sul campo, ha affrontato persone e situazioni di ogni tipo, è diventato un profondo conoscitore dell’animo umano e riesce, in tutte le circostanze, ad analizzare i comportamenti degli altri, senza lasciarsi andare a giudizi affrettati o azioni di cui di potrebbe pentire.  Le indagini riempiranno le giornate lavorative di Casabona che non avrà tanto tempo per pensare alla separazione dalla moglie, anche se la cosa lo rattrista e lo fa soffrire. Ma Casabona è un uomo integro che affronta la difficoltà con razionalità, senza risentimenti. Le indagini sugli omicidi di Valdenza affrontano il mondo della pedofilia e di internet e ci porteranno a conoscere meglio il fenomeno del “dark web” e dei loschi traffici che avvengono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere, spesso nella più totale immunità. Un romanzo dalla trama più complessa rispetto ai precedenti romanzi di Fusco, con tanti personaggi, con storie del presente e del passato, che si intrecciano e rivelano fatti violenti e terribili, che hanno generato a loro volta reazioni per punire colpevoli che la giustizia ufficiale non è riuscita a trovare.

Il metodo della fenice

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Titolo: Il metodo della fenice

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Il metodo della fenice è il terzo libro che Antonio Fusco ha scritto con protagonista il commissario Casabona, sempre ambientato nella cittadina toscana inventata di Valdenza.

In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza, completamente nudo e in parte carbonizzato.

Subito dopo viene ritrovato il cadavere di un uomo, annegato nella sua auto in un lago. Il cadavere è del principale indiziato per l’omicidio della ragazza ritrovata nella discarica.

Segue il ritrovamento di una ragazza accoltellata.

Una serie di omicidi terribili le cui indagini convergono verso la comunità “La siepe” che accoglie bambini con difficoltà familiari o orfani da portare all’adozione. Ma la comunità non è quello che sembra e le indagini porteranno alla luce una lunga sequenza di violenze e di attività illecite a carico dei responsabili della comunità, oltre a trovare i colpevoli degli omicidi.

La storia è ben costruita e il commissario Casabona continua nella sua attività investigativa con la solita determinazione e dedizione. Le sue vicende familiari hanno sempre una certa importanza nella storia che sembrano prendere una piega drammatica.

Il libro racconta una storia che potrebbe essere vera, senza esagerazioni o vicende inverosimili. I personaggi sono persone normali.

I pregi come scrittore di Antonio Fusco e del commissario Casabona sono, in questo libro, simili a quelli già esposti nelle recenti recensioni degli altri libri di Fusco, ossia “Ogni giorno ha il suo male” e “Le vite parallele”.

Consiglio di leggere i 4 libri dedicati al commissario Casabona seguendo la cronologia di uscita.

Ogni giorno ha il suo male

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Titolo: Ogni giorno ha il suo male

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

“Ogni giorno ha il suo male” è il primo libro scritto da Antonio Fusco dedicato al commissario Tommaso Casabona. L’avventura è ambientata in una cittadina toscana inventata, chiamata Valdenza, nel periodo di Natale. Viene ritrovata una donna uccisa in una camera da letto di una casa in cui vive una insegnate di religione che non ha alcun legame con la vittima. Il cadavere viene ritrovato in una posizione innaturale in cui l’assassino lo ha costretto, quasi a voler lasciare un indizio, un segnale di sfida agli investigatori. Il commissario Casabona viene affiancato nelle indagini da una collega, Cristina Belisario, inviata da Roma per velocizzare la soluzione del caso e per creare qualche problema al commissario. Ma le indagini segnano il passo e altri omicidi andranno a sconvolgere la cittadina di Valdenza. Le indagini scopriranno dei collegamenti tra gli omicidi e sarà evidente che c’è un serial killer in azione che firma ogni omicidio in modo inequivocabile, per lanciare una sfida agli investigatori. Solo dopo qualche tempo, quando potrebbe essere troppo tardi, si scoprirà che la sfida è stata lanciata proprio contro il Casabona.

Il libro inizia con un prologo, che resta incomprensibile per buona parte del libro, seguito da sei parti, ciascuna con una frase introduttiva che la caratterizza e contribuisce a costruire la struttura della trama. La scrittura è molto chiara e lineare, nonostante la trama complicata e affollata di molti personaggi, le cui storie si intrecciano apparentemente senza legami. La trama scorre e coinvolge il lettore senza effetti speciali ma con una serie di eventi ben costruiti, raccontati con ritmo e credibilità, uno di principali pregi del libro. Fusco è un poliziotto professionista che conosce molto bene i meccanismi seguiti nelle indagini e racconta il lavoro degli investigatori con molta precisione e dettagli senza mai essere troppo tecnico nelle descrizioni. Il commissario Casabona è un personaggio vero, credibile, potrebbe essere il nostro vicino di pianerottolo. Ha una famiglia normale, problemi comuni a tante persone, che affronta con il buon senso e le trepidazioni delle persone semplici ma dotate della grande determinazione che deriva dalla mancanza di mezzi straordinari. Casabona combatte per salvare il suo matrimonio dal tempo che ha raffreddato i rapporti con la moglie, cerca di convivere senza troppi drammi alla tossicodipendenza del figlio, che sta affrontando una difficile riabilitazione, si sforza di contenere la gelosia nei confronti di un misterioso fidanzato della figlia di 25 anni, comunque ottima studentessa avviata in qualche modo a lavorare in un settore vicino alla professione del padre. Casabona è il personaggio trainante della squadra investigativa e riesce a coinvolgere i suoi collaboratori con i suoi modi semplici e mai scorbutici, con una umanità non comune ai vari commissari protagonisti di tanti libri della produzione giallistica nazionale. Un buon libro per gli appassionati di gialli a cui regalerà qualche ora di relax.

Le vite parallele

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Titolo: Le vite parallele

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Il commissario Casabona sta vivendo un momento difficile, sua moglie Francesca deve essere operata e lui ha fatto richiesta per ottenere un incarico meno impegnativo per avere più tempo libero. La sua unica preoccupazione è stare vicino alla moglie ed ai due figli Chiara ed Alessandro in questo momento non proprio sereno. Ma i buoni propositi di Casabona vengono rapidamente messi da parte quando arriva la notizia della scomparsa di una bambina di tre anni, Martina Bonelli. La mattina i genitori, Elena Fiano e Mauro Bonelli, non la hanno trovata nella sua cameretta. Nessuna serratura forzata, nessuna finestra rotta, nessun indizio. Il peggior incubo che due genitori possono vivere. La madre di Martina accusa subito un tipo poco raccomandabile con cui ha avuto una breve relazione, Walter Guzman. Elena Fiano mostra agli investigatori alcuni messaggi ricevuti dal Guzman con esplicite minacce. Gli investigatori si mettono subito sulle tracce dell’ex amante della signora Fiano e lo trovano in Costa Azzurra, solo, nessuna traccia della bambina. Dopo un breve interrogatorio della polizia di Nizza, emerge subito l’estraneità dell’uomo al rapimento della bambina. Il giorno dopo Guzman viene ritrovato cadavere dopo essere precipitato dalla finestra dell’albergo in cui alloggiava. Inizia una indagine molto delicata che è anche una corsa contro il tempo per cercare di trovare viva la bambina scomparsa.

Antonio Fusco, oltre che scrittore, è un funzionario di Polizia ed è anche criminologo forense. Conosce bene come si conducono le indagini, come funzionano i rapporti tra Polizia e autorità. Conosce come funzionano le menti dei criminali e riesce a costruire trame avvincenti con personaggi che sono definiti da come si comportano, senza troppe descrizioni dettagliate. Fusco scrive in modo molto lineare, chiaro e semplice. La storia diventa subito avvincente, con continui cambi di indiziati, con protagonisti che hanno vite parallele all’insaputa delle persone con cui vivono. Qualche colpo di scena ben dosato tiene alta l’attenzione fino alla conclusione che sarà diversa da come sembra essere destinata a finire. Il commissario Casabona si dimostra essere una persona semplice, con molto senso del dovere, marito affezionato alla moglie ed ai figli. Cerca di stare vicino alla famiglia durante una indagine difficilissima, di quelle che tolgono il sonno. Un libro senza effetti speciali, ben scritto, piano di sentimenti diversi tra loro, dal dolore per la malattia di una persona cara, alla disperazione per la scomparsa di una bambina, alla fredda crudeltà di chi architetta un piano criminale che vede al centro la sorte di una bambina di tre anni.

La pietà dell’acqua

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Titolo: La pietà dell’acqua

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Antonio Fusco è un funzionario della Polizia di Stato, lavora in Toscana dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria. Quindi non è uno scrittore professionista ma comunque, nel caso di gialli e thriller deve essere considerato un addetto ai lavori.

La storia è ambientata in Toscana, è agosto, tempo di vacanze e di giornate caldissime. Un cadavere viene ritrovato in campagna nei pressi di un albero che ha una storia legata alla seconda guerra mondiale. Siamo sulle montagne nei pressi di Valdenza. Il delitto viene commesso nei pressi del paesino di Torre Alta, che ha preso il posto del vecchio borgo di Torre Ghibellina, sommerso da un lago artificiale creato nel dopoguerra dalla costruzione di una diga. Nei giorni dell’omicidio il lago è stato svuotato per la manutenzione straordinaria e la zona è piena di turisti accorsi per visitare il paese sommerso. Il commissario Casabona inizia ad indagare con la sua squadra e conosce subito una presunta giornalista francese che si trova sul posto per indagare su un cold case parigino del 1967. L’indagine è ancora alle fasi preliminari che il caso viene tolto alla polizia giudiziaria e viene preso in carico dalla Dia, in particolare dal commissario Morelli, uno squallido arrivista, al servizio di poteri occulti o deviati, nemico giurato di Casabona. Dopo poco tempo l’inchiesta ritorna di competenza del commissario Casabona e le indagini prenderanno la giusta direzione per chi tiene per la verità e la giustizia.

La storia si svolge tra eventi accaduti durante l’occupazione tedesca, proseguiti nel dopoguerra con ripercussioni anche nel presente, tra suicidi eccellenti, omicidi, pistole fantasma, bossoli di provenienza sospetta, politici ambigui, dossier spariti e molto altro per confezionare un giallo ben scritto e affascinante. Un secondo omicidio, il prete del paese, rende il mistero ancora più oscuro ma fornisce la conferma che è in corso una vendetta che parte da lontano e che è ancora in corso secondo il disegno del suo cinico esecutore.

Il libro racconta gli intrecci tra indagini e politica, il ruolo ambiguo e spesso poco chiaro di coloro che lavorano per i servizi segreti. C’è il personaggio del commissario Casabona, un uomo onesto e incorruttibile che si trova a combattere non solo i criminali ma anche coloro che all’interno del sistema antepongono gli interessi personali o di parte alla giustizia. Un bel personaggio, con i suoi problemi familiari, le sue debolezze personali, i suoi limiti caratteriali, molto umani e condivisibili. C’è anche una figura femminile, la poliziotta francese che collabora con il commissario Casabona, Monique Bernard, che contribuisce a dare alla storia un tocco di seduzione e piacevolezza. Casabona e Monique scopriranno il legame con il passato che condannerà l’omicida. Il commissario Casabona troverà il modo ed il coraggio per sconfiggere anche coloro che avevano interessi politici occulti per far tacere parte della verità.

Casabona si rivela uno dei commissari migliori della lunga serie di personaggi scaturiti dalla fantasia degli scrittori di casa nostra. Un libro piacevole, breve e intenso.

La misura dell’uomo

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Titolo: La misura dell’uomo

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Giunti

Marco Malvaldi non si accontenta di scrivere le storie del “Bar Lume” con i suoi irresistibili vecchietti, ma appena può si dedica a qualcosa di diverso. Questa volta ha scritto un giallo storico con protagonisti Ludovico il Moro e Leonardo da Vinci.

La storia è ambientata nel 1493. Siamo nel Rinascimento, il mondo sta cambiando, Colombo è arrivato in America con le sue Caravelle, il sistema bancario si sta evolvendo facilitando gli scambi commerciali grazie alla diffusione delle lettere di credito. Milano sta attraversando uno dei suoi periodi migliori con Ludovico il Moro. Leonardo da Vinci frequenta il Castello per realizzare alcuni progetti commissionati proprio da Ludovico. Leonardo è già famoso come inventore, pittore, come uomo di scienza. La sua fama ha superato le Alpi e il re di Francia Carlo VIII invia a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto a Ludovico il Moro nella guerra contro gli Aragonesi ma anche con l’incarico segreto di rubare il famoso taccuino dove Leonardo scrive i suoi appunti e disegna gli schizzi dei suoi nuovi progetti, tra cui un fantomatico studio di un automa guerriero progettato per essere invincibile. Leonardo è anche impegnatissimo nella costruzione di un monumento equestre a cui Ludovico il Moro tiene tantissimo, la cui realizzazione è in grave ritardo. In tale situazione storica, un uomo viene trovato ucciso all’interno del Castello e le indagini conseguenti danno il via alla trama del giallo.

Il libro ricostruisce in modo eccellente la parte storica della trama e il lato “umano” di Leonardo, alle prese con vicende terrene quali l’indagine sull’omicidio che porta a scoprire una lettera di credito falsa che in qualche modo coinvolge il Leonardo stesso. Il libro descrive intrighi, giochi di potere, pettegolezzi che si svolgono dentro il Castello dove Ludovico Sforza, duca di Bari, esercita il potere come reggente in nome del nipote. Ludovico è sposato con Beatrice D’Este ma ama Cecilia Gallerani, la dama con l’ermellino, soggetto del famoso ritratto commissionato a Leonardo proprio da Ludovico il Moro. Esilarante il racconto del momento in cui Beatrice scopre che Tommaso ha ordinato a Leonardo il ritratto della sua amante che era stato fatto di nascosto, con sedute di posa notturne. Il libro è scritto da Marco Malvaldi che non si spaventa del blasone dei protagonisti e con il solito stile ironico e irriverente, con alcune parti in linguaggio “rinascimentale” ed alcune parti in toscano moderno, si lancia in una ricostruzione storica degna di un saggio “serio”, scritto da uno storico professionista. Il personaggio di Leonardo è descritto con ironia ed “umanità” inedite. Forse la parte più debole del libro è la parte del “giallo” che non riserba grandi emozioni dalle indagini e relativi sviluppi. Un libro che fornisce una visione inedita sul Rinascimento Italiano ed in particolare di Milano. Nel libro si sono alcuni disegni degli schizzi di Leonardo, una piantina ed una vista del Castello, una pianta di Milano ed una cartina dell’Italia dell’epoca, che impreziosiscono l’edizione stampata. Forse il libro meritava una copertina migliore.