La disciplina di Penelope

LA DISCIPLINA DI PENELOPE

Titolo: La disciplina di Penelope

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Mondadori

La protagonista del romanzo è Penelope Spada, un ex Pubblico Ministero molto apprezzato, che ha visto la sua carriera interrompersi per un errore commesso che rimane misterioso per tutto il romanzo. La sua vita da allora è cambiata totalmente, lavora saltuariamente, beve troppi caffè, fuma troppe sigarette, troppo alcol e troppi Tavor. Ha mantenuto però l’abitudine di mangiare sano e di allenarsi correndo. Un suo amico giornalista, tale Zanardi, gli manda un amico che gli chiede di aiutarlo a trovare il colpevole dell’omicidio di sua moglie, una personal trainer di nome Giuliana. Penelope come prima reazione rifiuta la proposta, convinta di non poter scoprire nulla di più di quanto non sia emerso durante le indagini. Però il caso è intrigante, c’è qualcosa che potrebbe essere sfuggito agli investigatori e si lascia convincere ad indagare, anche se non ha la licenza di investigatore privato.

Un legal thriller ambientato a Milano, una protagonista inedita per l’autore, una scrittura molto piacevole e diretta, che spiega con chiarezza i meccanismi della giustizia e delle indagini. La ex pm diventa investigatrice privata e questa nuova veste le dà la possibilità di indagare in prima persona, con maggiore libertà ed intraprendenza. Penelope è un personaggio intrigante e misterioso, anche se con qualche contraddizione di troppo. Fuma e beve in modo esagerato, mangia biologico e cura la sua forma fisica, dorme solo se prende degli ansiolitici. Vive da sola, cambia partner quando vuole, vive la sua vita solitaria pagando le conseguenze del suo errore misterioso, soffre e convive con le sue debolezze. Il suo carattere è un punto di forza, la sua imperfezione la rende normale, fragile come lo siamo tutti. Ma è determinata e coraggiosa e sente la necessità di ricercare la verità ed il colpevole come un obbligo superiore. Il libro ha tutte le caratteristiche di essere il primo di una serie con protagonista un personaggio promettente.

Della gentilezza e del coraggio

DELLA GENTILEZZA E DEL CORAGGIO

Titolo: Della gentilezza e del coraggio

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Feltrinelli

Della gentilezza e del coraggio è un libro, che nella sua brevità, si presta a diverse chiavi di interpretazione. Il sottotitolo “Breviario di politica e altre cose” lo fa sembrare come un testo dedicato principalmente alla politica, mentre si occupa anche di politica come di tante occasioni della vita di chiunque di noi. Il testo spiega alcune tecniche comunicative, molto utilizzate nei dibattiti politici televisivi, ma che possono essere sfruttate in tutte le altre situazioni in cui ci si trova di fronte ad un interlocutore che non ha le stesse nostre idee e con cui siamo chiamati a doverci confrontare. Viene spiegato come manipolare i ragionamenti degli interlocutori per mettere alla berlina le loro tesi, per creare loro difficoltà partendo dai loro stessi argomenti, per distruggere le loro certezze. Tali tecniche sono l’opposto di quello che dovrebbe fare un buon comunicatore che vuole discutere in modo franco e leale, ma i tempi sono quello che sono e l’importante è sembrare di avere ragione, non fare il miglior ragionamento. Tutto deve avvenire in fretta, non c’è tempo per fare discorsi ben ponderati e argomentati, quindi come le cose vengono dette e non quello che si dice assume una importanza fondamentale. Conoscere le tecniche comunicative aiuta a diventare più consapevoli e capaci di distinguere il vero dal falso, le buone idee dalle parole vuote, buone solo per spuntarla al momento della discussione, ma sulle quali non si può costruire nulla di buono. Carofiglio suggerisce l’arma della gentilezza per accettare il confronto con gli altri interlocutori, ascoltare le loro ragioni, senza cercare di distruggerli o di irriderli, spostando il dibattito sul confronto delle idee. La ragionevolezza contro la gazzarra verbale. Mai come adesso saper comunicare è importante, nella vita professionale, pubblica e privata ma non sempre le persone si sforzano quanto dovrebbero per migliorare le proprie doti comunicative. Riuscirà la gentilezza, come la intende Carofiglio, a renderci cittadini migliori? Ardua la risposta.

La versione di Fenoglio

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Titolo: La versione di Fenoglio

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Pietro Fenoglio è un maresciallo dei carabinieri prossimo alla pensione. Giulio è un ragazzo di 23 anni, gentile, ben educato, sensibile e ancora alla ricerca della sua strada. I due si conoscono facendo fisioterapia dopo una operazione ortopedica, il caso ha voluto che fossero assegnati agli stessi turni. Le sedute di fisioterapia si trasformano in lunghi e piacevoli incontri con Fenoglio che trasmette a Giulio le sue esperienze investigative e di vita mentre Giulio racconta i suoi dubbi esistenziali, le sue difficoltà, le sue incertezze. Il maresciallo Fenoglio si dimostra un eccellente narratore che trasforma le sue esperienze di carabiniere in fantastici racconti che insegnano ad indagare, a scoprire le menzogne, a riconoscere i buoni dai cattivi. I racconti parlano anche di amore, di amicizia, della vita quotidiana, di come aiutare la fortuna, di come comportarsi di fronte alle varie situazioni che la vita ci obbliga ad affrontare. Il libro descrive il modo in cui il maresciallo Fenoglio ha risolto i suoi casi, con impegno e dedizione, a piccoli passi, grazie al suo ingegno ed al suo buon senso. Fenoglio riesce a dare alla sua professione quasi un significato artistico, quando avvicina il mestiere di investigatore a quello dello scrittore, per via dell’uso delle parole che deve essere fatto in entrambi i casi. Le tecniche di Fenoglio comportano anche il sapersi adattare alle varie situazioni, ad essere come l’acqua che si adatta alla forma del contenitore che la contiene, oppure saper cambiare punto di vista quando non si riesce a trovare una soluzione.

Il libro usa i racconti di fatti polizieschi per affrontare il confronto tra due generazioni, senza conflitti, senza rabbia, ma con l’interesse reciproco ad ascoltare quello che dice l’altro, con rispetto ed amicizia.

E’ l’amicizia tra Fenoglio e Giulio il vero tema del libro. Fenoglio è vicino alla pensione, sta per concludere la sua vita lavorativa, sente che deve lasciare in qualche modo un suo testamento e trova in Giulio un giovane realmente interessato a quello che lui ha da raccontare e da insegnare. Giulio è il figlio che Fenoglio non ha avuto, così come Fenoglio è per Giulio il sostituto di suo padre, troppo impegnato con il suo lavoro per avere tempo per il figlio. Ma Fenoglio non è il padre di Giulio e riesce ad essere molto più paziente e comprensivo di un padre, riuscendo a trattare con leggerezza e comprensione le insicurezze del ragazzo. Per i due protagonisti trovare una persona disposta ad ascoltare quello che l’altro ha da dire è di grande aiuto e piacere.

Il libro ha anche il modo di trattare l’argomento dell’amore, grazie alla figura della fisioterapista che ha in cura i due protagonisti e che riesce ad attrarre le attenzioni di Fenoglio che sperava proprio che lei si accorgesse di lui, nonostante la differenza di età.

In questo libro Carofiglio ha voluto sorprendere i suoi lettori, con una storia piena di sentimenti e di umanità, scritta con il solito stile chiaro e scorrevole che diventa tecnico e professionale quando tratta le parti relative ai processi ed ai codici, quando emerge il Carofiglio magistrato. Ma è il Carofiglio scrittore quello che preferisco.