La misura del tempo

index

Titolo: La misura del tempo

Autore: Gianrico Garofiglio

Editore: Einaudi

Guido Guerrieri, avvocato, ha quasi cinquant’ anni, comincia ad accusare la routine della professione, affiora una certa stanchezza verso il proprio lavoro. Sente il peso del tempo che passa e che riduce le prospettive. E’ un uomo con pochi stimoli, ancora alla ricerca di una attività che lo rappresenti veramente, più di quanto non abbia fatto la professione di avvocato, da lui concepita fin dagli inizi come qualcosa di provvisorio in attesa della vera svolta.

Guido aveva conosciuto Lorenza quando erano giovani. Lei era bella e affascinante, lui un giovane di venticinque anni ancora poco esperto di cose d’amore. Si erano lasciati e non si erano più rivisti. Un pomeriggio la ritrova nel suo studio. Lei ha perso tutto il suo fascino, è invecchiata, il tempo non è stato gentile con lei e neanche la sorte. Suo figlio Jacopo è in carcere con una condanna per omicidio in primo grado. Lorenza gli chiede di difenderlo nel processo di appello, il suo avvocato precedente è morto da poco. Guido accetta la difesa. Si rende conto delle difficoltà, ma accetta lo stesso il caso che appare subito difficile, con pochissime possibilità di successo. Ha inizio il racconto del nuovo processo, mentre Guerrieri rivive alcuni periodi della sua gioventù legati al ricordo di Lorenza. Da un lato la cronaca giudiziaria con la spiegazione per non addetti ai lavori di tutti i tecnicismi e le tattiche di difesa, di come condurre le contro indagini, dell’attività che un avvocato difensore deve svolgere per preparare al meglio il processo. Dall’altro lato c’è un uomo più che maturo che si ritrova a rivivere parte del suo passato dopo ventisette anni, provando sentimenti contrastanti e lontani tra loro. Dalla compassione per la persona che vede con gli occhi, per le rughe che il tempo e la vita hanno lasciato, ed il ricordo della persona che era stata, con il suo fascino e la bellezza che non ci sono più ma che tornano di continuo alla memoria, rievocando le emozioni e le sensazioni di un tempo. Il romanzo è raccontato in prima persona da Guerrieri e si svolge su due piani temporali, tra ricordi pieni di malinconia e vicende processuali, veloci, dinamiche, con la spietata competizione tra difesa e accusa.

Gianrico Carofiglio ci ricorda l’importanza di guardare le cose da diversi punti di vista, nei processi come nella vita quotidiana e di non accettare le verità più comode ma di avere sempre dei dubbi e di usarli per accertare la verità. “La misura del tempo” è un invito a ripensare alla propria vita, a quello che si sta facendo ed al futuro che si desidera. Non è mai troppo tardi per immaginare un cambiamento e per tentare di realizzarlo veramente.

La versione di Fenoglio

index

Titolo: La versione di Fenoglio

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Pietro Fenoglio è un maresciallo dei carabinieri prossimo alla pensione. Giulio è un ragazzo di 23 anni, gentile, ben educato, sensibile e ancora alla ricerca della sua strada. I due si conoscono facendo fisioterapia dopo una operazione ortopedica, il caso ha voluto che fossero assegnati agli stessi turni. Le sedute di fisioterapia si trasformano in lunghi e piacevoli incontri con Fenoglio che trasmette a Giulio le sue esperienze investigative e di vita mentre Giulio racconta i suoi dubbi esistenziali, le sue difficoltà, le sue incertezze. Il maresciallo Fenoglio si dimostra un eccellente narratore che trasforma le sue esperienze di carabiniere in fantastici racconti che insegnano ad indagare, a scoprire le menzogne, a riconoscere i buoni dai cattivi. I racconti parlano anche di amore, di amicizia, della vita quotidiana, di come aiutare la fortuna, di come comportarsi di fronte alle varie situazioni che la vita ci obbliga ad affrontare. Il libro descrive il modo in cui il maresciallo Fenoglio ha risolto i suoi casi, con impegno e dedizione, a piccoli passi, grazie al suo ingegno ed al suo buon senso. Fenoglio riesce a dare alla sua professione quasi un significato artistico, quando avvicina il mestiere di investigatore a quello dello scrittore, per via dell’uso delle parole che deve essere fatto in entrambi i casi. Le tecniche di Fenoglio comportano anche il sapersi adattare alle varie situazioni, ad essere come l’acqua che si adatta alla forma del contenitore che la contiene, oppure saper cambiare punto di vista quando non si riesce a trovare una soluzione.

Il libro usa i racconti di fatti polizieschi per affrontare il confronto tra due generazioni, senza conflitti, senza rabbia, ma con l’interesse reciproco ad ascoltare quello che dice l’altro, con rispetto ed amicizia.

E’ l’amicizia tra Fenoglio e Giulio il vero tema del libro. Fenoglio è vicino alla pensione, sta per concludere la sua vita lavorativa, sente che deve lasciare in qualche modo un suo testamento e trova in Giulio un giovane realmente interessato a quello che lui ha da raccontare e da insegnare. Giulio è il figlio che Fenoglio non ha avuto, così come Fenoglio è per Giulio il sostituto di suo padre, troppo impegnato con il suo lavoro per avere tempo per il figlio. Ma Fenoglio non è il padre di Giulio e riesce ad essere molto più paziente e comprensivo di un padre, riuscendo a trattare con leggerezza e comprensione le insicurezze del ragazzo. Per i due protagonisti trovare una persona disposta ad ascoltare quello che l’altro ha da dire è di grande aiuto e piacere.

Il libro ha anche il modo di trattare l’argomento dell’amore, grazie alla figura della fisioterapista che ha in cura i due protagonisti e che riesce ad attrarre le attenzioni di Fenoglio che sperava proprio che lei si accorgesse di lui, nonostante la differenza di età.

In questo libro Carofiglio ha voluto sorprendere i suoi lettori, con una storia piena di sentimenti e di umanità, scritta con il solito stile chiaro e scorrevole che diventa tecnico e professionale quando tratta le parti relative ai processi ed ai codici, quando emerge il Carofiglio magistrato. Ma è il Carofiglio scrittore quello che preferisco.