L’intruso

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Titolo: L’intruso

Autore: Tana French

Editore: Einaudi

Traduzione: Alfredo Colitto

Gli investigatori Antoniette Conway e Stephen Moran della squadra omicidi di Dublino si trovano ad indagare sulla morte di una ragazza, Aislinn Murray, trovata cadavere nella sua abitazione. La sua fine è stata provocata da un pugno che l’ha stordita e nella caduta la testa ha sbattuto contro il caminetto che le ha provocato la ferita fatale. Sembra un litigio tra due innamorati che ha avuto una conclusione tragica, ma gli investigatori sono abituati ad evitare conclusioni affrettate.
Le indagini conducono verso il presunto fidanzato della ragazza, un certo Rory Fallen, un uomo che gestisce una libreria, con cui Aislinn aveva un appuntamento la sera in cui è morta. La tavola apparecchiata, la casa ordinata e pulita, tutto lascia immaginare ad una cena romantica finita male. Il giovane Rory viene convocato dagli investigatori che cominciano ad interrogarlo. I due investigatori Conway e Moran sono affiancati nelle indagini dal detective Breslin, che ha avuto dal capo della sezione l’ordine di collaborare con i due titolari dell’indagine per aiutarli nella risoluzione del caso. L’indagine si presenta lunga e complicata e gli investigatori si troveranno a fronteggiare una situazione molto complicata che potrà mettere a repentaglio le loro carriere. Il comportamento di Rory è ambiguo e poco lineare, le sue risposte poco convincenti e gli investigatori presto si convinceranno che proprio lui è il probabile colpevole. Ma alcuni episodi avvenuti all’interno della squadra omicidi consigliano prudenza e gli investigatori saranno costretti ad approfondire alcuni aspetti dell’indagine che prenderà direzioni del tutto inaspettate. Le indagini prendono in considerazione la presenza di una seconda persona sulla scena del crimine, per l’appunto “L’intruso”.

La storia è narrata in prima persona da Antoniette Conway, che racconta in dettaglio la sua storia, la storia di Aislinn e tutte le ripercussioni psicologiche che il lavoro di investigatore ha nella vita privata dei poliziotti. Soprattutto come nel caso di Antoniette che non è benvoluta dalla squadra in cui lavora al punto che sta pensando di abbandonarla. Dublino si rivela una città moderna con tante storie di solitudine e di difficoltà sociale, spesso sottovalutate dalle altre persone, impegnate a seguire il corso della propria vita.

“L’intruso” ha una trama complessa pur avendo un numero limitato di personaggi ma Tana French si dimostra molto abile nell’invenzione dell’intreccio, nei cambi di scenario, nelle soluzioni improvvise.

Una parte importante della storia è dedicata agli interrogatori, descrive le tecniche con cui sono condotti, per arrivare a far dire agli interrogati tutto quello che sanno ed anche quello che non vorrebbero dire, lavorando di fino sulla psicologia delle persone e sulla loro condizione di paura e di tensione dovuta alle ripercussioni che potrebbero avere risposte sbagliate.

Anche la vita di relazione tra poliziotti è parte importante del romanzo, con rapporti tra colleghi non sempre trasparenti ed al di sopra di ogni sospetto ed interesse.

La scrittura in prima persona con la protagonista che è la voce narrante, rende le emozioni, le paure e lo stress dei poliziotti in modo molto realistico e veritiero. La protagonista si rivela essere un personaggio difficile, inedito e non sempre facile da definire.

Una storia che sembra prendere strade sempre diverse e che solo alle ultimissime pagine rivelerà il vero colpevole. Un libro per gli amanti del genere che dovranno sostenere una prova consistente date le 624 pagine.

Il club degli uomini

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Titolo: Il club degli uomini

Autore: Leonard Michaels

Editore: Einaudi

Traduzione: Katia Bagnoli

“Il club degli uomini” è stato pubblicato nel 1978, un periodo in cui le donne avevano già conquistato i loro spazi per parlare di politica, di identità, della funzione all’interno della società. Nello stesso tempo gli uomini dimostravano di non avere le stesse capacità organizzative e spirito di iniziativa delle donne.

La voce narrante è un conoscente di Cavanaugh, ex giocatore professionista di pallacanestro, che sta organizzando un club riservato a soli uomini. Una cosa seria, una occasione per socializzare al di fuori della vita professionale e matrimoniale. L’invito è esteso a sette uomini che decidono di incontrarsi per una serata senza mogli o amanti, anche se non mancano le perplessità. Nessuno sa esattamente cosa accadrà in quella serata, ma provare non costa molto, in fondo si tratta solo di una serata. Il gruppo si incontra a casa di Harry Kramer, non tutti si conoscono, ma dopo qualche momento di imbarazzata esitazione, ognuno di loro inizia a parlare del più e meno per poi, quasi naturalmente, andare a raccontare qualcosa che riguarda il proprio passato. Tutti parlano inevitabilmente di donne, non delle mogli, ma delle altre, amanti occasionali o conoscenze casuali. Se qualcuno parla della propria moglie lo fa solo per raccontare aneddoti in cui la donna è uscita dal suo ruolo di moglie tradizionale ed ha abbandonato l’atteggiamento remissivo per avere un comportamento aggressivo, dominante, come se fosse lei l’altra. Ogni racconto è la dichiarazione di un fallimento, un modo per dimenticare per sempre le illusioni giovanili e prendere atto della necessità di basare la propria vita su sentimenti reali e concreti, basando il rapporto con la propria consorte sulla lealtà. La serata termina burrascosamente con l’arrivo della moglie di Kramer che non si aspettava di avere ospiti a casa, così come non si aspettava il disordine, la sporcizia e la devastazione del frigorifero di casa che era pieno di cose da mangiare che sarebbero servite per l’incontro con le sue amiche previsto per il giorno dopo. I due coniugi Kramer iniziano a litigare per risolvere l’improvvisa e giustificata crisi isterica di cui è preda la moglie, mentre gli altri ospiti, dopo qualche tentativo di aiutare a pulire e mettere a posto, sono caldamente invitati ad andare via. Salgono su una vettura e si dirigono verso San Francisco per una colazione alle luci dell’alba.

Il libro è una esplorazione dei pensieri degli uomini, che sono sempre alla ricerca di novità, insoddisfatti di quello che hanno e convinti che il meglio lo troveranno nella prossima avventura, per poi scoprire che è tutta una illusione. I sette ospiti de “Il club degli uomini”, che per l’autore sono rappresentativi del modo di pensare degli uomini, non ci fanno una grande figura, dimostrandosi interessati solo a donne, tradimenti e sesso, in una continua e perenne ricerca della prossima conquista. Gli uomini si dimostrano immaturi nonostante l’età di tutti i presenti sia intorno a quarant’anni, superficiali ed incapaci di tenere a bada i loro istinti. Le donne dimostrano di aver trovato il loro senso della vita, gli uomini sono ancora alla ricerca del loro. Un libro scritto nel 1978 che mantiene la sua attualità. Non è facile cambiare la testa degli uomini.

Benevolenza cosmica

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Titolo: Benevolenza cosmica

Autore: Fabio Bacà

Editore: Einaudi

Kurt O’Reilly è un trentenne che vive a Londra e lavora in un ufficio di statistica governativo. E’ sposato con Elizabeth, famiglia benestante, scrittrice emergente, personalità eccentrica. Il loro matrimonio non va benissimo, i due vivono separati in due appartamenti diversi anche se hanno regolari e felici rapporti sessuali. Kurt sta vivendo un momento difficile della sua vita. E’ infelice. Il motivo di tale infelicità è la fortuna che lo perseguita. Ha un piccolo problema ad un occhio e il suo medico curante gli dice che tra tutti i casi studiati, quel tipo di malattia ha un esito mortale, tranne il suo. Pur lavorando poco e senza entusiasmo, è stato promosso, ricevendo un congruo aumento di stipendio. Ha acquistato una automobile usata che ha un numero di serie con una particolare sequenza numerica ed un riccone la vuole acquistare per una cifra che è oltre il doppio del suo valore. Un investimento finanziario di sole 2.000 sterline gli frutta in un solo giorno oltre 40.000 sterline. Viene colpito per errore da un proiettile durante il tentativo di fermare un pazzo che si voleva suicidare e riceve un indennizzo di 65.000 sterline. Prende un taxi il cui autista è all’ultima corsa prima di andare in pensione e non chiede di essere pagato. Tutto ciò che lo riguarda ha un esito fortunato oltre ogni ragionevole previsione. Ma Kurt sa che c’è qualcosa che non va, che non riesce a capire. Vi sente vittima di questa fortuna che lo assilla, la trova innaturale, fuori luogo. Si sente insoddisfatto anche se non riesce a capire l’origine di questa insoddisfazione. La conclusione del libro cerca di dare un senso alla vita di Kurt che troverà la giusta direzione in modo quanto meno imprevedibile.

Fabio Bacà è al suo esordio letterario che in questo romanzo esordisce esibendo una scrittura brillante e divertente, con una trama originale, quasi irresistibile nella prima metà, mentre la seconda parte perde di spinta per concludere in modo forse inferiore alle attese. Il racconto è ben ambientato in una Londra vulcanica e assediata dal traffico. Gli eventi del racconto si susseguono con un ritmo incalzante e spesso sorprendono per la fantasia dell’invenzione.

Il libro tratta in modo simpatico e ironico il rapporto di Kurt con il proprio destino e con il concetto di fortuna. La conclusione è che la nostra vita è un mistero insondabile a cui nessuna religione o legge fisica riuscirà a spiegarne il significato. Copertina del libro irresistibile per il colore e per la grafica.

Resoconto

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Titolo: Resoconto

Autore: Rachel Cusk

Editore: Einaudi

Traduzione: Anna Nadotti

Una scrittrice inglese di nome Faye, divorziata, due figli, quasi una fotocopia di Rachel Cush, sta andando in Grecia per tenere un seminario di scrittura creativa. Prima di prendere il volo per Atene incontra a pranzo un ricco uomo d’affari interessato a fondare una rivista letteraria. Durante l’incontro si parla poco di affari e molto della vita privata del riccone, senza concludere nulla di interessante. Durante il volo per Atene la scrittrice inizia una conversazione con il suo vicino di posto, un uomo appartenente ad una famiglia greca benestante. I due parlano per tutta la durata del viaggio, lui soprattutto racconta della sua vita, dei suoi divorzi, dei suoi tracolli finanziari, di suo figlio con gravi problemi. Lui ha bisogno di parlare mentre Faye è interessata ad ascoltare, l’intesa funziona fino all’atterraggio ad Atene. All’arrivo, in aeroporto, i due si scambiano i numeri di telefono, con la promessa di Faye di accettare l’invito di lui a fare una gita sulla sua barca.

Faye inizia il corso di scrittura, conosce i partecipanti, ascolta i dibattiti che si aprono durante le lezioni, quando i partecipanti raccontano il contenuto del proprio compito. Tra una lezione e l’altra, la scrittrice incontra un suo amico che a sua volta le presenta una sua amica scrittrice greca. Altre storie, altre vite, altre esperienze. Per Faye ogni storia ascoltata è l’occasione per riflettere sulla sua vita, sui suoi sentimenti. Matrimoni, divorzi, figli, relazioni tra genitori e figli, nostalgia, incomprensioni tra coniugi, realizzazione dei propri sogni, solitudine, questi sono gli argomenti che Faye ascolta in queste giornate trascorse ad Atene, ben descritta come città caotica, trafficata ma affascinante con mille attrattive non solo artistiche.

Un libro strano, anomalo, in cui la protagonista dice pochissime parole, lascia raccontare agli altri quelle cose che le sono necessarie per comprendere se stessa. La storia parla anche di scrittori e di scrittura, senza alcun compiacimento, anzi, come qualcosa che non aiuta e si avverte anche una certa insofferenza verso i romanzi. il libro è pervaso da un senso di solitudine, voluta nel caso della protagonista, combattura invece da altri personaggi.

La versione di Fenoglio

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Titolo: La versione di Fenoglio

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Pietro Fenoglio è un maresciallo dei carabinieri prossimo alla pensione. Giulio è un ragazzo di 23 anni, gentile, ben educato, sensibile e ancora alla ricerca della sua strada. I due si conoscono facendo fisioterapia dopo una operazione ortopedica, il caso ha voluto che fossero assegnati agli stessi turni. Le sedute di fisioterapia si trasformano in lunghi e piacevoli incontri con Fenoglio che trasmette a Giulio le sue esperienze investigative e di vita mentre Giulio racconta i suoi dubbi esistenziali, le sue difficoltà, le sue incertezze. Il maresciallo Fenoglio si dimostra un eccellente narratore che trasforma le sue esperienze di carabiniere in fantastici racconti che insegnano ad indagare, a scoprire le menzogne, a riconoscere i buoni dai cattivi. I racconti parlano anche di amore, di amicizia, della vita quotidiana, di come aiutare la fortuna, di come comportarsi di fronte alle varie situazioni che la vita ci obbliga ad affrontare. Il libro descrive il modo in cui il maresciallo Fenoglio ha risolto i suoi casi, con impegno e dedizione, a piccoli passi, grazie al suo ingegno ed al suo buon senso. Fenoglio riesce a dare alla sua professione quasi un significato artistico, quando avvicina il mestiere di investigatore a quello dello scrittore, per via dell’uso delle parole che deve essere fatto in entrambi i casi. Le tecniche di Fenoglio comportano anche il sapersi adattare alle varie situazioni, ad essere come l’acqua che si adatta alla forma del contenitore che la contiene, oppure saper cambiare punto di vista quando non si riesce a trovare una soluzione.

Il libro usa i racconti di fatti polizieschi per affrontare il confronto tra due generazioni, senza conflitti, senza rabbia, ma con l’interesse reciproco ad ascoltare quello che dice l’altro, con rispetto ed amicizia.

E’ l’amicizia tra Fenoglio e Giulio il vero tema del libro. Fenoglio è vicino alla pensione, sta per concludere la sua vita lavorativa, sente che deve lasciare in qualche modo un suo testamento e trova in Giulio un giovane realmente interessato a quello che lui ha da raccontare e da insegnare. Giulio è il figlio che Fenoglio non ha avuto, così come Fenoglio è per Giulio il sostituto di suo padre, troppo impegnato con il suo lavoro per avere tempo per il figlio. Ma Fenoglio non è il padre di Giulio e riesce ad essere molto più paziente e comprensivo di un padre, riuscendo a trattare con leggerezza e comprensione le insicurezze del ragazzo. Per i due protagonisti trovare una persona disposta ad ascoltare quello che l’altro ha da dire è di grande aiuto e piacere.

Il libro ha anche il modo di trattare l’argomento dell’amore, grazie alla figura della fisioterapista che ha in cura i due protagonisti e che riesce ad attrarre le attenzioni di Fenoglio che sperava proprio che lei si accorgesse di lui, nonostante la differenza di età.

In questo libro Carofiglio ha voluto sorprendere i suoi lettori, con una storia piena di sentimenti e di umanità, scritta con il solito stile chiaro e scorrevole che diventa tecnico e professionale quando tratta le parti relative ai processi ed ai codici, quando emerge il Carofiglio magistrato. Ma è il Carofiglio scrittore quello che preferisco.

Il morso della reclusa

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Titolo: Il morso della reclusa

Autore: Fred Vargas

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Botto

La vacanza in Islanda del commissario Jean Baptiste Adamsberg viene interrotta da un messaggio che lo richiama al suo lavoro presso il tredicesimo arrondissement parigino. Un caso di omicidio in cui una donna è rimasta uccisa in un incidente provocato dal SUV del marito. Il caso viene risolto velocemente, così il commissario Adamsberg può trovare il tempo di indagare su uno spiacevole caso che sta rovinando la vita ad una sua collaboratrice, Froissy. Il commissario risolve la questione ad insaputa di Froissy a dimostrazione della sua grande generosità. Ma c’è anche il caso di tre uomini anziani ritrovati cadaveri nel sud della Francia, tutti uccisi dal veleno della Reclusa, un tipo di ragno che è pericoloso per l’uomo ma che non può uccidere solo con un morso, ce ne vogliono decine per provocare la morte di una persona in normali condizioni di salute. Il ragno è per sua natura molto pauroso e tende a scappare piuttosto che a mordere. Tra la popolazione dei social cresce la paura, ci sono in giro voci incontrollate di ragni mutanti il cui veleno aumenta la sua potenza a causa del riscaldamento globale e dei pesticidi. Il caso va risolto prima che le voci false provochino il panico. Adamsberg si convince che le tre morti sono collegate tra loro e che non si tratta di incidenti ma dell’azione di un serial killer. Il resto della sua squadra non è convinta delle argomentazioni e rimane scettica. Tra i più ostili c’è il capitano Danglard, che sembra pronto a denunciare Jean Baptiste ai superiori. La sua contrarietà si dimostrerà sospetta e sarà Danglard ad essere messo in discussione. Il commissario è convinto di essere nel giusto e continua la sua indagine, contro il parere di tutti. Le cose cambiano completamente quando si scopre che i tre anziani morti si conoscevano da quando erano bambini.

L’indagine a questo punto prende quota e la vita dei tre anziani deceduti è analizzata a fondo partendo dall’infanzia. Vengono riportate alla luce storie di violenze subite e inflitte, antichi retaggi medioevali, fatti raccapriccianti e crudeli che hanno provocato e continuano a provocare dolore e violenza. Tutta l’indagine ruota attorno al mistero del veleno della reclusa. Tale veleno è pericoloso per l’uomo ma diventa mortale solo in grandi quantità e risulta inspiegabile come un uomo possa essere morso così tante volte da arrivare ad accumulare nel proprio corpo una quantità di veleno che possa risultare mortale. Le indagini sono complesse e destinate a complicarsi per l’abilità del colpevole a nascondere indizi e tracce del suo operato. Fred Vargas riesce a raccontare sentimenti ed emozioni dei vari protagonisti con grande realismo, inserendo nel testo spunti legati alla storia, gastronomia ed usanze dei luoghi interessati dalle indagini.

Un racconto vario, con molti spunti di interesse e molti colpi di scena. L’analisi psicologica dei protagonisti si mescola con la parte scientifica relativa ai ragni ed alle loro abitudini ed al veleno che producono. Un romanzo inedito nella trama e imprevedibile negli sviluppi.

Il tunnel

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Titolo: Il Tunnel

Autore: Abraham B.Yehoshua

Editore: Einaudi

Traduzione: Alessandra Shomroni

Un ingegnere stradale israeliano, Zvi Luria, ha superato da poco settant’anni quando gli viene diagnosticato un principio di demenza senile. Inizialmente le malattia si presenta in forma lieve e poco preoccupante ma nel giro di poco tempo le cose precipitano e la vita di Luria cambia completamente. Sua moglie Dina, medico pedriata, è più giovane di lui ed ama suo marito in modo incondizionato, non solo con la gentilezza dei modi che deriva dalla consuetudine di una vita passata insieme ma con la tenerezza che solo una donna ancora innamorata di suo marito può dare. Dina convince il marito che per rallentare il progredire della malattia dovrebbe riprendere a lavorare per il Dipartimento dei Lavori Pubblici, dove ha trascorso tutta la sua carriera di funzionario pubblico. Luria inizua a collaborare senza alcuna retribuizione per un giovane ingegnere, Assael Maimoni, che sta lavorando ad un nuovo progetto di strada e di nascosto anche ad un tunnel segreto che servirà a proteggere alcuni profughi palestinesi. Luria si impegnerà nel lavoro come fosse il suo primo progetto ed avrà un successo personale inaspettato. Luria si ritroverà a dover gestire una improvvisa malattia della moglie, vittima di una infezione, riuscendo a comportarsi in modo adeguato, pur con le sue inevitabili carenze. La malattia di Luria continuerà il suo corso, ma l’ingegnere grazie al paziente amore della moglie, dei figli e del giovane Maimoni, riuscirà a vivere il suo declino con serenità. La trama narra il declino umano di Luria, la perdita di autostima, il cambiamento dei ruoli e delle relazioni in famiglia, le insicurezze provocate dalla sempre meno affidabili capacità mentali, ma anche quella piccola follia che solo la non consapevolezza di quello che si sta facendo rende a volte la malattia capace di far compiere al malato azioni impensabili. Il libro parla anche delle relazioni tra Israele e il popolo Palestinese e dei tentativi che alcune parti della società israeliana stanno facendo per migliorare le relazioni tra i due popoli. Yehoshua è sempre stato un fautore del dialogo tra i due popoli e non perde occasione per manifestare le sue idee a proposito.

Un libro che parla del dolore della malattia ma parla anche di amore, di gentilezza, di tenerezza. Yehoshua è un grande scrittore di sentimenti. Descrive in modo unico i pensieri sbrindellati e sempre più confusi di Luria, l’amore incondizionato della moglie ma anche le sue paure per le condizioni del marito, la gentilezza di Maimoni, l’affetto preoccupato del figlio di Luria. Un libro commovente e coinvolgente, dove il lettore partecipa al declino di Luria come fosse quello di un familiare a cui si augura sempre che possa accadere un miglioramento miracoloso della malattia, ma che nella realtà può solo assistere inerme all’inesorabile compimento del destino. Un libro che lascia anche un barlume di speranza che i popoli israeliani e palestinesi possano un giorno vivere in pace.

Sabbia Nera

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Titolo: Sabbia Nera

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Il corpo mummificato di una donna viene rinvenuto in una villa in stato di abbandono di proprietà di una storica famiglia catanese. Le analisi scientifiche diranno che la morte risale a quasi sessant’anni prima. I resti dell’abbigliamento del cadavere stanno a testimoniare che era una persona benestante, che vestiva in modo accurato ed alla moda. L’incarico di indagare sul caso viene affidato al vicequestore Giovanna Guarrasi, Vanina per gli amici. Ad aiutare le indagini il commissario ormai in pensione Biagio Patanè e la squadra di poliziotti della Guarrasi, un gruppo ben affiatato ed assortito. La scoperta della mummia costringe le autorità a riaprire un caso di omicidio che sembrava chiuso ed a indagare sulla identità della mummia che appare ai più sconosciuta. Un passato che torna e che porterà ad allungare la striscia di sangue da allora ai giorni nostri.

La protagonista è il vicequestore Guarrasi, una figura di poliziotto inedita nel fiorire di gialli italiani degli ultimi anni, una donna con un passato doloroso che non ha piacere di ricordare e che fa di tutto per dimenticarlo.

La ricostruzione del giallo è un modo per raccontare la Catania di oggi, rimasta ancorata al suo passato, con le sue tradizioni gastronomiche e le usanze linguistiche.

La trama del libro è ben costruita, le indagini portano in continuazione nuovi elementi che cambiano gli scenari e che ampliano la rosa dei possibili colpevoli.

La storia è intricata, raccontata con ritmo e continui cambiamenti di scena, per una lettura appassionata e piacevole.

Il libro è scritto da Cristina Cassar Scalia, medico di professione con la passione per la scrittura. A lei va il merito di aver scritto un giallo originale, senza troppi riferimenti alla sua professione, dimostrando ottime doti di scrittura dove ha ben dosato gli inserimenti delle frasi in lingua sicula che non sono troppo invadenti e non rallentano la lettura per il lettore che non ha dimestichezza con tale parlata.

Sembra che i diritti del libro siano stati acquistati per farne una serie TV. Se il progetto andrà in porto, il confronto con una delle serie TV dedicate ad un commissario di polizia ambientate in Sicilia sarà inevitabile ed anche molto impegnativo. Questo primo libro dedicato al vicequestore Guarrasi sembra comunque avere le carte in regola per tentare questa strada con ottime probabilità di successo.

Molto bella la copertina di Andrea Calisi.

The game

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Titolo: The game

Autore: Alessandro Baricco

Editore: Einaudi

“The game” è l’ultimo libro di Alessandro Baricco, un saggio sulla rivoluzione digitale che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni. La maggior parte della popolazione mondiale è interessata al fenomeno, come dimostrano i grandi successi di aziende come Google, Facebook, Amazon, Alibaba, LinkedIn, Apple e molte altre. Queste aziende stanno cambiando la nostra vita rivoluzionando le regole del business nei rispettivi settori, diventando sempre più potenti e ricche, al punto di essere difficilmente controllabili, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista fiscale.

E’ naturale che tale fenomeno sia al centro degli interessi di coloro che studiano la nostra società e la sua evoluzione.

Alessandro Baricco è un uomo di cultura, scrittore di romanzi e saggi, è uno dei fondatori della principale scuola di scrittura creativa italiana, quindi un uomo “analogico” che si è inoltrato nel mondo digitale per elaborare il proprio punto di vista.

Il titolo “The game” riassume in una parola la tesi principale del libro, ossia l’attuale evoluzione digitale che stiamo vivendo si ispira al mondo dei video giochi per realizzare quello che è il desiderio della maggior parte delle persone, ossia di avere la sensazione di giocare utilizzando i vari strumenti tecnologici del momento, anche quando stanno lavorando o durante lo svolgimento delle altre azioni della vita quotidiana.

Il libro è interessante, scritto in modo chiaro, ben strutturato e documentato. L’autore analizza l’evoluzione digitale per capire come questa abbia influito sui modi di pensare delle persone e come questi cambiamenti siano in qualche modo una reazione a quanto avvenuto nel 900, uno dei peggiori periodi per l’umanità, almeno secondo il punto di vista di Baricco. Il libro tratta di tecnologie che sono viste con gli occhi di un umanista, più interessato ai comportamenti delle persone che al punto di vista tecnico. I vari argomenti sono trattati in modo chiaro e discorsivo, ricorrendo in alcuni casi a mappe che aiutano a comprendere il quadro di insieme. Sarà interessante rileggere “The game” tra qualche tempo per valutare le tesi esposte, quando la rivoluzione digitale, fenomeno inarrestabile che aumenta di continuo la velocità di crescita, ci avrà portato verso scenari al momento impossibili da individuare.

L’agente del caos

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Titolo: L’agente del caos

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

Un’autore italiano ha scritto un libro sulla vita di un agente americano di nome Jay Dark. Dopo qualche tempo dall’uscita del libro, l’autore viene avvicinato da un avvocato, anche lui americano, che gli offre la sua versione dei fatti e lo invita a scrivere un nuovo libro su Jay Dark, questa volta senza le imprecisioni contenute nell’opera precedente.

Iniziano una serie di incontri tra lo scrittore e l’avvocato con quest’ultimo che racconta la sua versione dei fatti, che a suo dire conosce bene per esserne stato testimone diretto. Il racconto degli incontri tra scrittore ed avvocato si alterna alle storie della vita di Jay Dark, in un piacevole continuo salto temporale e di ambientazione.

Il libro riscrive la storia degli anni sessanta e settanta con i servizi segreti americani impegnati a destabilizzare i movimenti giovanili con l’immissione nel mercato di droghe quali LSD ed eroina. Il libro parla della vita di Jay Dark, agente infiltrato dei servizi all’interno dei gruppi giovanili americani, ma che ha come coprotagonisti personaggi mitici come Timoty Leary, Andy Warhol, la famiglia Kennedy, oppure si parla dei movimenti hippy, del concerto di Woodstock, delle prime manifestazioni giovanili di protesta. I principali eventi di quegli anni, che hanno per molti versi cambiato i costumi dei giovani e quindi delle società occidentali, si sono svolti con la regia ed la supervisione dei servizi americani, secondo teorie che di solito sono liquidate come non verosimili, frutto delle fantasie paranoiche di persone che pensano che tutto ciò che avviene è il risultato di un complotto. Ma c’erano anche attività scientifiche dimostrate per mettere a punto trattamenti chimici, a base di droghe, per ottenere il controllo delle menti. Tutto ruota attorno alle avventure di Jay Dark, l’uomo venuto dal nulla, capace di parlare undici lingue e di assumere identità diverse a seconda delle necessità, il principale spacciatore di LSD della storia.

Un libro originale, coinvolgente, che tratta con giusto distacco eventi epocali per chi ha vissuto quegli anni, senza mai essere indulgente verso i comportamenti trasgressivi comuni all’epoca, tantomeno verso l’uso delle droghe, ma anche affrontanto la storia con passione e coinvolgimento.

“L’agente del caos” è scritto in modo eccellente, coinvolge ex nazisti, scienziati poco normali, agenti segreti, cospiratori, politici, ideali giovanili, sesso, soldi, musica rock in un mix ricchissimo di fatti, eventi e persone, il tutto dosato con con abilità e senso della misura.

Il libro getta una luce nuova e molto particolare sulla cultura psichedelica degli anni sessanta, che tanta influenza ha avuto sulla musica, letteratura e società dei quegli anni. La rilettura di quegli anni risulta molto credibile e il dubbio che quanto scritto nel romanzo sia molto vicino alla verità aleggia nelle mente del lettore.

Giancarlo De Cataldo si conferma come scrittore versatile e capace di trattare temi e trame molto diverse tra loro, usando fatti reali ed invenzione con grande abilità.

Donne che non perdonano

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Titolo: Donne che non perdonano

Autore. Camilla Läckberg

Editore: Einaudi

Tre storie di donne che subiscono violenze domestiche.

Ingrid è felicemente sposata con il direttore del più importante magazine svedese. Ha abbandonato la sua carriera di giornalista per facilitare la carriera del marito. Scopre che il marito la tradisce e la sua vita diventa un incubo.

Viktoria è stata la donna di un importante malavitoso russo, viveva nel lusso più sfrenato, ma dopo l’uccisione del marito è dovuta scappare dalla Russia per rifugiarsi in Svezia e sposarsi con un uomo che la ha costretta ad una vita di sopraffazioni e di violenza.

Birgitta è una maestra elementare che evita di curarsi un tumore al seno per non mostrare i segni delle violenze che è costretta a subire dal marito.

Le tre donne hanno in comune una vita rovinata dai rispettivi mariti. Queste donne decidono di ribellarsi, di porre fine alle continue violenze, di trovare una soluzione per interrompere le sofferenze. Cercano qualche idea su internet ed immancabilmente trovano un sito di aiuto e sostegno per le donne che subiscono violenze. Tutto cambierà, per loro ma soprattutto per i mariti.

Un libro breve, scritto in modo diretto e lineare, con una trama ben congegnata e con una sequenza di eventi ben ritmata. Le tre storie si intrecciano in modo ordinato, senza creare alcuna confusione.

Il libro è attuale, siamo ai tempi di Me Too, le donne stanno dicendo basta al dominio dei maschi in tutti i settori, dal lavoro alle mura domestiche. Le donne sono passate al contrattacco, vogliono che i colpevoli vengano puniti dalla legge. E se la legge non arriva ci pensano da sole. Come nel libro “Donne che non perdonano”.  Attenti uomini violenti, il vento è cambiato per sempre, indietro non si torna.

Il libro mostra una Svezia che non è proprio quel paradiso sociale che noi mediterranei abbiamo come riferimento per una società avanzata, civile, tollerante e pacifica. Il quadro che emerge dall’ultimo libro di Camilla Läckberg è piuttosto allarmante, viene descritto un degrado sociale degno di un paese sottosviluppato e non avanzato come la Svezia. O la scrittrice ha esagerato per dare al suo racconto maggiore enfasi, oppure non tutto è come ci è stato descritto.

Senza mai arrivare in cima

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Titolo: Senza mai arrivare in cima – viaggio in Himalaya

Autore: Paolo Cognetti

Editore: Einaudi

Sono in partenza per uno dei miei consueti viaggi di lavoro. Solita tappa alla libreria delle partenze internazionali di Fiumicino, sempre meno libreria e sempre più negozio di souvenir. Lo spazio per le novità è veramente ridotto. Sono alla ricerca di libri non troppo voluminosi, che possano entrare nell’ormai indispensabile zainetto e l’ultimo libro di Cognetti sembra proprio fatto per viaggiatori con solo bagaglio a mano.

Paolo Cognetti è un uomo che ha trovato nella scrittura e nell’amore per la montagna le sue principali ragioni di vita. Per il suo quarantesimo compleanno si è regalato un viaggio in Himalaya con alcuni amici, senza scalare alcuna montagna, d’altra parte Cognetti non è uno scalatore, ma per vivere una esperienza unica e indimenticabile.

Il viaggio può essere affrontato solo camminando, oltre 300 km in alta quota, superando spesso i 5.000 m, ben oltre le quote delle montagne europee più alte raggiungibili solo da abili scalatori, dove anche il minimo movimento costa fatica e spreco di energie. Una avventura condivisa con i suoi amici e soprattutto con le persone e gli animali che vivono nelle zone adiacenti le più grandi montagne del mondo, tra Tibet e Nepal.

Il libro è un diario di viaggio, dove sono annotate le sensazioni, le emozioni, i sentimenti che l’autore ha provato durante una esperienza di viaggio così unica ed estrema. I rapporti di amicizia tra i partecipanti al viaggio si sono rafforzati grazie alle difficoltà condivise, alla lontananza dalla vita normale a cui ciascuno di loro è abituato. Il viaggio richiede sforzi ed energie enormi, sacrifici e sofferenze fisiche, che sono ampiamente ripagate dalla splendida avventura umana che è possibile vivere, stando a stretto contatto con le popolazioni che vivono nelle valli ai piedi delle montagne. Persone che vivono con saggezza e serenità una vita dura in una natura poco ospitale con difficoltà e limitazioni senza alcun segno di rassegnazione, ma con la fierezza della propria diversità.

Il titolo del libro ricorda che durante il viaggio non sono state scalate montagne. Ma l’avventura è comunque degna di essere raccontata.

Scalare le montagne è una esperienza solitaria, conoscere popoli e culture diverse che vivono in luoghi così diversi dai nostri, è una esperienza che viene fatta sì dall’individuo ma insieme ad altre persone. Non serve scalare per arrivare in alto, ci si può arrivare anche camminando. Ognuno sceglie la propria meta in base alle proprie possibilità, l’importante è raggiungerla seguendo il cammino che ci si è prefisso.

Hotel Silence

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Titolo: Hotel Silence

Autore: Audur Ava Olafsdottir

Editore: Einaudi

Jonas sta partendo per un viaggio di sola andata per una destinazione indefinita. Ha una madre malata di demenza, una moglia da cui ha divorziato che gli ha comunicato che la figlia che credeva fosse sua invece non lo è. La sua vita è tutta qui, macerie che non si possono ricostruire. Jonas ha un palento particolare per riparare le cose, non tanto per costruirle nuove ma per riparare le cose rotte. Ha deciso di farla finita, di suicidarsi, ma non vuole che a scoprire il suo cadavere sia sua figlia, quindi decide di partire per una destinazione sconosciuta e di farla finita lì, lontano da tutto e da tutti. Porterà con sè la sua valigetta per gli attrezzi. Arriva in un paese che è appena uscito da una guerra terribile, che ha lasciato solo lutti e distruzione. E’ ospite dell’Hotel Silence, i cui proprietari sono due fratelli usciti indenni dalla guerra. Jonas viene coinvolto dai due fratelli in piccole riparazioni, presto troverà nuove ragioni di vita e inizierà una nuova vita, piena di persone a cui dedicare il suo tempo, per aiutarli a superare difficoltà e poter sognare un futuro migliore.

Hotel Silence è un libro triste, delicato, poetico ma nello stesso tempo un testo che riesce a trasmettere positività ed ottimismo. Jonas è un uomo solo che ha perso o almeno crede di aver perso ogni ragione di vita. Ritrova voglia di vivere, di fare qualcosa per aiutare gli altri. Constatare come le ferite delle persone che tutti i giorni combattono per sopravvivere , sono ben più profonde e dolorose delle sue, lo rigenera, gli fornisce nuovi motivi per proseguire la sua avventura terrena. La vita è dura e dolorosa ovunque, ma ognuno di noi deve onorare il dono ricevuto combattendo contro le avversità con tutte le proprie forze, senza mai arrendersi. Un libro in cui si parla di disgrazie personali, di morte, di guerra ma anche di rapporti umani, di solidarietà, di speranza e della possibilità di risorgere dalle macerie, materiali e psicologiche.

Ricordi dormienti

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Titolo: Ricordi dormienti

Autore: Patrik Modiano

Editore: Einaudi

Jean è il protagonista di questo breve e delicato libro sul tema dei ricordi.

Durante una passeggiata sul lungosenna, Jean legge il titolo di un libro su una bancarella e all’improvviso nella sua mente riappaiono eventi della sua gioventù che aveva dimenticato in chissà quale meandro della sua memoria. Luoghi, fatti e incontri con sei donne, molto diverse tra di loro, che in qualche modo hanno segnato la sua vita. Ricorda piccoli dettagli, pensieri, antiche paure. Un passato messo da parte per molto tempo e poi tornato alla memoria per puro caso. I ricordi sono descritti a metà tra un diario ed un sogno, senza particolari nostalgie o rimorsi per qualcosa che poteva essere e non è stato.

Modiano ha vinto un premio Nobel (2014) con la motivazione “per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell’occupazione”. Non poteva che proseguire nella sua produzione letteraria con testi in cui il ricordo ha una valenza dominante. Dimentichiamo per poi ricordare le cose che riteniamo importanti. I ricordi sono le nostre radici che ci aiutano a capire le persone che siamo diventate e sono anche le basi sulle quali costruire il nostro futuro.

Il purgatorio dell’angelo

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Titolo: Il purgatorio dell’angelo

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Maurizio De Giovanni è uno degli scrittori italiani maggiormente apprezzati al momento e i suoi libri sono puntualmente ai vertici delle classifiche di vendita. La sua carriera è cominciata per caso a 48 anni con la partecipazione ad un concorso letterario per esordienti. La sua storia di scrittore per caso mi piace tantissimo e sembra incredibile che un talento del genere non si fosse manifestato prima.

ll purgatorio dell’angelo è un libro ambientato nel 1933. Il cadavere di un prete viene ritrovato sulla spiaggia di villa Maisto, a Posillipo. Il corpo è di padre Angelo, un anziano gesuita molto ben introdotto nella Napoli bene, essendo confessore di molte persone importanti e facoltose. Il povero padre Angelo è stato trovato inginocchato, con la testa massacrata, in una posizione che lascia intendere che l’assassinio sia stata quasi una esecuzione a cui la vittima si è concessa senza difendersi. Il commissario Ricciardi con la sua squadra si ritrova la responsabilità del caso. Le indagini iniziano senza alcun indizio, sembra incredibile che qualcuno possa aver ucciso un uomo buono, che ha fatto solo del bene, amato da tutti. Il caso di omicidio costituisce la struttura portante della trama che mette insieme le numerose storie parallele raccontate nel libro. Il libro ha due principali temi. Il primo e l’amore nelle sue diversi versioni, tra amici, tra amanti e tra familiari. Il secondo tema è la necessità per alcuni protagonisti di confessare i propri peccati ed il perchè di alcune scelte. Di questo secondo tema non dirò nulla di più per non anticipare nulla dell’indagine. Mentre di esempi di amore non c’è che l’imbarazzo della scelta.

L’amore del Commissario Ricciardi per la sua vicina di casa Enrica, ossia l’amore di un uomo che teme i suoi poteri paranormali scambiati per follia e che ha paura di amare la donna della sua vità per non coinvolgerla nella sua presunta malattia. L’amore del nobile Carlo Marangolo per Bianca Borgati, un amore che non è mai stato fisico ma solo platonico, interrotto dalla morte di lui, che ha vissuto la sua vita con la consapevolezza di aver amato una donna che non avrebbe mai potuto avere ma a cui è rimasto sempre fedele. Le pagine che raccontano l’ultimo incontro tra Carlo e Bianca, dove Carlo sapendo di essere ormai vicino alla morte si congeda da Bianca annunciandole di averla nominata unica erede delle sue immenze ricchezze, sono molto belle e struggenti. L’amore che Raffaele Maione, un poliziotto della squadra di Ricciardi, nutre nei confronti della moglie Lucia e del povero figlio Luca, anche lui poliziotto morto in servizio. Un libro intenso e commovente, con tante storie e personaggi, tutti caratterizzati da una straordinaria umanità, da una grande nobiltà di sentimenti e purezza di pensiero, nonostante le difficoltà che la vita riserva a ciascuno di loro. Un libro molto bello in cui la parte riservata al crimine ed alle indagini perde progressivamente di importanza, sopraffatta dalle grandi pagine in cui l’autore racconta pensieri e sentimenti dei protagonisti. Ci sono anche personaggi brillanti e spiritosi come la Marchesa maria Civita Berardelli. C’è anche la figura di Nelide, figlia di Rosa, domestica di casa Ricciardi, già presente in alcuni libri precedenti, che si guadagna un ruolo di protagonista nella storia e che riesce con la sua umanità a dare un aiuto importante al Commissario.