Con tanto affetto ti ammazzerò

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Titolo: Con tanto affetto ti ammazzerò

Autore: Pino Imperatore

Editore: DeA

“Con tanto affetto ti ammazzerò” è il secondo libro di Pino Imperatore che vede protagonisti l’ispettore Scapece, il commissario Improta e la famiglia Vitiello con la loro trattoria Parthenope, a Mergellina.

L’avventura inizia in una storica e stupenda casa di Posillipo, Villa Roccaromana, di proprietà della Baronessa Elena De Flavis, la sera dei festeggiamenti del suo novantesimo compleanno. Tra gli invitati i nomi più in vista della alta società napoletana ma anche alcune autorità tra le quali il questore e l’ispettore Scapece con il commissario Improta. La serata sta andando benissimo, tutti gli invitati sono incantati dalla bellezza del posto e dall’atmosfera festosa e serena. Un tenore sta per intonare la celebre aria “Nessun dorma” quando alcuni invitati crollano a terra, narcotizzati. Lo scoppio di un improvviso temporale rende lo scenario ancora più inquietante. In quei momenti di grande scompiglio ed agitazione, la baronessa Elena ed il suo fido maggiordomo Kiribaba spariscono.

La scomparsa della nobildonna fa scattare subito le indagini ed i primi ad essere ascoltati sono i tre figli della De Flavis e la sua unica nipote Noemi. Ne risulta un quadro familiare poco rassicurante. I tre figli della baronessa si dimostrano per nulla sconvolti dalla morte della madre e mostrano senza alcun ritegno interesse solo per l’eredità che li aspetta. Le indagini avranno sempre i tre figli e la nipote al centro delle attenzioni degli investigatori, che saranno portati a credere che il colpevole non possa che essere uno dei tre o addirittura tutti e tre, coalizzati contro una madre che forse non era quella donna raffinata e generosa come era considerata dalla maggior parte delle persone.

La storia del giallo è ben costruita e dotata di una struttura complessa e articolata. Nulla viene fatto trapelare e tutti i sospetti rimangono tali fino alla svolta finale che porta alla conclusione del caso. Il giallo è accompagnato da una serie di storie parallele che coinvolgono a vari livelli sentimenti ed aspetti umani dei vari protagonisti, che contribuiscono alla buona riuscita del libro oltre ad aumentarne lo spessore della storia.

La trama ed il racconto sono arricchite dagli inserti con le pagine dedicate al diario della Baronessa, che descrivono la sua personalità, le sue sofferenze, le varie epoche storiche che ha vissuto e le sue grandi doti umane e di generosità. La sua è la storia di una donna che non si è mai arresa e che ha sempre vissuto guardando al futuro, per costruire quello che aveva in mente e per fare del bene al prossimo. L’atmosfera del romanzo è caratterizzata dall’umorismo che si vive nella trattoria Parthenope, vera e propria sede distaccata del commissariato di Mergellina, dove l’ispettore Scapece prende le decisioni più importanti, riunendo la famiglia Vitiello al gran completo. La scrittura di Pino Imperatore è piena di riferimenti storici e culturali ma anche molto ironica, con mille episodi di vita quotidiana inseriti nella storia principale, per rendere la lettura leggera e veloce. Le descrizioni di Napoli e degli altri luoghi dove si svolgono le scene del libro sono suggestive, cosi come sono spassosi i tanti personaggi comuni che partecipano alla storia. Il libro descrive come le persone, quando diventano schiave dei soldi, perdono completamente la ragione, odio ed egoismo prevalgono su tutti gli altri sentimenti. Un giallo divertente che riesce anche a far pensare alla nostra condizione umana.

Aglio, olio e assassino

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Titolo: Aglio, olio ed assassino

Autore: Pino Imperatore

Editore: DeA

Un titolo forse rivedibile che non rende onore al libro. Una copertina un po’ macabra ma di grande effetto.

Un thriller napoletano scritto da Pino Imperatore, uno scrittore con un grande senso dell’umorismo, profondo conoscitore di Napoli, della sua storia e della sua gastronomia. Un Thriller in cui la trama criminale si alterna a vicende varie della vita semplice e spassosa dei protagonisti. Un libro avvincente e nello stesso tempo divertente oltre che colto per i vari riferimenti alla Napoli storica ed artistica.

La rumorosa preparazione al Natale napoletano viene sconvolta da un omicidio di un ragazzo di una famiglia importante, trovato morto nella sua casa. Il cadavere viene ritrovato condito con aglio olio e peperoncino, secondo quello che sembra un rituale macabro.

L’ispettore Gianni Scapece e il suo capo il commissario Carlo Improta sono incaricati delle indagini e lavorano in un nuovo commissariato di polizia, aperto di recente a Mergellina, proprio di fronte alla Trattoria Phartenope, da sempre gestita da Francesco e Peppe Vitiello con le rispettive famiglie.

La storia va oltre i fatti criminali narrati e le relative indagini grazie alle descrizioni di fatti storici, monumenti sacri e superstizioni varie di Napoli, quasi il libro fosse un trattato di storie varie napoletane.

La grande cucina napoletana, con i suoi piatti straordinari per sapore, originalità e semplicità degli ingredienti usati, viene raccontata con garbo e senso della misura, grazie all’autore che è riuscito a creare la giusta armonia tra le varie componenti del romamzo.

Un libro unico nel panorama delle storie criminali, che forse farà storcere il naso agli appassionati di thriller classici, ma che merita di essere letto. In cambio il lettore potrà trarne divertimento, qualche perla di saggeza napoletana e forse qualche spunto per le prossime praprazioni gastronomiche.

La settina lapide

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Titolo: La settima lapide

Autore: Igor De Amicis

Editore: DeA

Igor De Amicis è un commissario di polizia penitenziaria per professione e scrittore per hobby. Il suo romanzo di esordio è “La settima lapide”, un noir forte, con una trama ben costruita, sostenuta da personaggi duri e di grande carattere. La storia inizia in un cimitero in cui vengono scoperte 7 lapidi con incisi nomi e cognomi e date di nascita dei destinatari, ma una sola è completata con la data di morte ed occupata da un cadavere . Si tratta di un boss della malavita locale a cui è stata tagliata la gola. Le altre sei lapidi sono destinate ad altrettanti boss della camorra napoletana ancora vivi e vegeti. Un presagio di quello che accadrà a breve, una dichiarazione di morte macabra ed enigmatica. La polizia non riesce a ricostruire il filo che lega i sette nomi incisi nelle pietre ed i motivi della comune sentenza di morte emessa da un oscuro e sconosciuto giudice. L’ultimo nome della lista è Michele Vigilante, soprannominato “tiradritto”. Un uomo crudele la cui ascesa ai vertici del crimine era stata interrotta 20 anni prima per una condanna per omicidio, uno dei tanti e forse uno dei meno importanti. La lunga detenzione non lo ha cambiato, è rimasto un crudele assassino ed uno spietato vendicatore dei suoi nemici, forse più consapevole delle proprie azioni, ora che ha smesso di assumere droghe, ma sempre pronto ad uccidere chi si trova sulla sua strada. In carcere ha letto qualche libro che ha segnato il suo carattere, senza cambiarlo, forse dandogli solo una diversa visione della sua condizione. Appena uscito dal carcere non ha tempo per abituarsi alla libertà che il suo passato gli presenta il conto, mettendosi subito alla sua caccia. Vigilante pagherà il conto, fino in fondo, ma pagheranno anche tutti i suoi nemici. Inizia così un libro che racconta il male in modo diretto, senza giudizi, senza esaltazione della crudeltà ma anche senza alcun velo. La vita estrema nelle carceri, la gavetta dei ragazzini che aspirano ad entrare nel giro della criminalità, la venerazione verso i grandi boss da parte dei sottoposti, che diventa ammirazione e fede quasi religiosa verso coloro che possono disporre delle vite altrui solo con un cenno del capo. Un mondo assurdo e crudele, con la droga che fà da amplificatrice della violenza, strumento necessario per scalare la lunga salita verso i vertici dell’organizzazione criminale e per rimanere nelle posizioni raggiunte. Un mondo in cui la vita delle persone non conta nulla, contano solo i soldi, il potere, il controllo del mercato della droga, vero diavolo dei tempi moderni. Un mondo di criminali in carriera o solo poveracci che cercano di sopravvivere, tutti pronti a tradire, vendicarsi, fare doppi e tripli giochi, con montagne di cadaveri che sono gli effetti collaterali delle attività illecite. Il mondo criminale raccontato da chi lo conosce bene, da chi parla tutti i giorni con criminali, che ne conosce i pensieri, le motivazioni, le debolezze.I personaggi del libro sono quasi tutte vittime, della propria storia criminale o delle azioni criminali altrui. Una storia che racconta tante guerre, tutte senza senza vincitori, ma con solo sconfitti.