Arrigoni e il delitto in redazione

ARRIGONI E IL DELITTO IN REDAZIONE

Titolo: Arrigoni e il delitto in redazione

Autore. Dario Crapanzano

Editore: SEM

Il commissario Arrigoni è il protagonista della fortunata serie a lui dedicata dallo scrittore milanese Dario Crapanzano. Questo “Arrigoni e il delitto in redazione” è stato pubblicato nel 2020. La storia è ambientata a Milano nel 1958, un periodo storico pieno di grandi aspettative e di speranze per l’Italia e gli italiani, raccontato con grande efficacia e sentimento. Un giovane redattore capo di una casa editrice molto nota viene ritrovato bel suo appartamento, ucciso con un oggetto tagliente che gli ha squarciato la gola. Il commissario Arrigoni è il responsabile dell’indagine che parte senza alcun indizio, movente e sospetti. La vittima era in apparenza una persona integerrima, ma gli investigatori riusciranno a scoprire i suoi vizi ed i suoi segreti, molto distanti dalla immagine pubblica che si era costruito.

Una indagine che impegnerà il commissario Arrigoni con tutto il suo acume e la sua intelligenza, doti che avevano da sempre caratterizzato la sua carriera di investigatore. Un giallo tradizionale, raccontato con uno stile gradevole ed elegante, che racconta Milano e l’Italia del dopo guerra, una nazione in crescita economica, con la televisione che era l’oggetto dei desideri di molte famiglie, con i primi programmi di grande successo popolare come “Lascia o Raddoppia” o il festival di San Remo che in quell’anno fu vinto da Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu” meglio nota come “Volare”. Un libro per gli appassionati di libri gialli e della bella scrittura. Questa è l’ultima storia del commissario Arrigoni, un addio elegante e sobrio, da parte dell’autore che ci ha lasciato per sempre nel 2020.

Il furto della Divina Commedia

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Titolo: Il furto della divina commedia

Autore: Dario Crapanzano

Editore: Mondadori

Il furto della Divina Commedia è un giallo ambientato a Milano nell’ormai lontano 1954. Il preside di un liceo cittadino. Michele Esposito, ha la passione per i libri antichi. Una inaspettata eredità gli consente di acquistare per una cifra notevole per l’epoca, circa 4 milioni di lire, un antico incunabolo della Divina Commedia. Un volume raro e di grande valore che il preside decide di custodire nella cassaforte della scuola dato che a casa sua non dispone di un posto altrettanto sicuro dove custodire il prezioso oggetto. Passano pochi giorni e il volume sparisce e il preside non può che denunciare il furto alla polizia. L’indagine è affidata a Fausto Lorenzi, un giovane ispettore dal fisico imponente da ex giocatore di pallacanestro. I primi indiziati del furto sono i professori del liceo e la segretaria del preside, Anna Maria Rosellini. Tutto il gruppo viene convocato per essere interrogato dall’ispettore Lorenzi. Pochi giorni dopo la signora Rosellini viene ritrovata cadavere nel suo appartamento. Non ci sono evidenti collegamenti tra l’omicidio della donna e il furto del volume, ma l’ispettore Lorenzi ritiene da subito che i due reati sono collegati tra loro. Le indagini proseguono con sullo sfondo la vita tranquilla della Milano dell’epoca. Lorenzi trova il tempo per indagare e svolgere i suoi doveri professionali insieme a quelli della sua vita privata, essendo separato dalla moglie con un figlio, a cui non fa mai sentire la mancanza della sua compagnia e del suo affetto, così come trova il tempo di corteggiare una ragazza molto sensibile alle sue attenzioni.

Crapanzano ricrea le atmosfere del periodo con molta precisione, eleganza e gentilezza. In quegli anni la vita era semplice, le persone vivevano con moderazione ed equilibrio, apprezzando quel poco che c’era. Un libro piacevole scritto con uno stile limpido e lineare per una lettura rilassante e gratificante.

Arrigoni e l’omicidio nel bosco

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Titolo: Arrigoni e l’omicidio nel bosco

Autore: Dario Crapanzano

Editore: SEM

Siamo a Milano, nell’ormai lontano 1953. Il commissario Arrigoni e l’agente Di Pasquale sono una  coppia affidata di investigatori, che ha ottenuto ottimi risultati nelle varie indagini che hanno affrontato. I comandi della Polizia e dei Carabinieri decidono di dotarsi di una squadra speciale che dovrà affrontare i casi di omicidio nei paesi della provincia. Arrigoni viene scelto per comandare questa nuova unità. Un avanzamento di carriera, un buon aumento di stipendio e qualche settimana di trasferta all’anno sono i cambiamenti nella tranquilla routine lavorativa che il commissario si è ritagliano lavorando per lungo tempo a Porta Venezia. Arrigoni accetta la nuova proposta spinto più dalla moglie e dalla figlia che dalla propria ambizione Dopo solo una settimana la squadra speciale ha la prima occasione per essere messa alla prova. Un uomo è stato ucciso con un colpo alla testa e ritrovato in un bosco nelle vicinanza di un paesino chiamato Arbizzone Varesino. L’uomo è titolare di una impresa edile, è ben conosciuto in paese, sia per la giovane ed avvenente moglie che per le sue attività legate al contrabbando con la vicina Svizzera che per la sua attività di usuraio. Non proprio un gentiluomo, ma chi potrebbe avercela avuta con lui al punto di ucciderlo? Una indagine difficile per il commissario Arrigoni, senza indizi e piste da seguire. Solo con il suo lavoro metodico riuscirà a trovare la soluzione del caso.

Il libro è ambientato nel dopoguerra e scritto oggi come se fosse stato scritto allora. Uno stile d’altri tempi, elegante, colto, pacato. La storia si sviluppa in modo lineare, senza colpi di scena o episodi cruenti. I personaggi appartengono a varie categorie sociali ma sono sempre persone a modo, nessun degrado sociale, nulla di esagerato. Un giallo classico, con poliziotti e carabinieri che collaborano tra loro senza gelosie o colpi bassi, che indagano con i metodi di allora, interrogano, pensano, elaborano teorie, si confrontano e lavorano con pazienza. Siano nel 1953, niente computer, telefonini, internet. Allora si usava la propria esperienza, il proprio sapere ed il buon senso. Le giornate lavorative di Arrigoni e Di Pasquale sono scandite dal ritmo dei pasti. Pranzi e cene del commissario e del suo ottimo assistente sono oggetto di meticolose descrizioni e costituiscono i momenti salienti della giornata, sia per lo svolgimento delle indagini che per la vita sociale della piccola comunità in cui si svolgono i fatti. Il commissario Arrigoni è una buona forchetta, il suo braccio destro è giovane e l’appetito non gli manca, entrambi si abbandonano due volte al giorno ai piaceri della tavola, senza paure per la linea e per la salute. Anche da questo si vede che siamo nel 1953 e non ai giorni nostri.

Questo libro giallo è una bella pausa dopo tanti tanti libri ambientati ai giorni nostri, pieni di violenza e di azioni rocambolesche al limite della credibilità. Si può scrivere una bella storia senza ricorrere a nessuna esagerazione. Un piacevole viaggio nel tempo, quando la vita era più semplice e meno confortevole, ma lasciava più spazio alle persone di vivere secondo la loro indole, senza le esasperazioni di oggi.