Il morso della reclusa

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Titolo: Il morso della reclusa

Autore: Fred Vargas

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Botto

La vacanza in Islanda del commissario Jean Baptiste Adamsberg viene interrotta da un messaggio che lo richiama al suo lavoro presso il tredicesimo arrondissement parigino. Un caso di omicidio in cui una donna è rimasta uccisa in un incidente provocato dal SUV del marito. Il caso viene risolto velocemente, così il commissario Adamsberg può trovare il tempo di indagare su uno spiacevole caso che sta rovinando la vita ad una sua collaboratrice, Froissy. Il commissario risolve la questione ad insaputa di Froissy a dimostrazione della sua grande generosità. Ma c’è anche il caso di tre uomini anziani ritrovati cadaveri nel sud della Francia, tutti uccisi dal veleno della Reclusa, un tipo di ragno che è pericoloso per l’uomo ma che non può uccidere solo con un morso, ce ne vogliono decine per provocare la morte di una persona in normali condizioni di salute. Il ragno è per sua natura molto pauroso e tende a scappare piuttosto che a mordere. Tra la popolazione dei social cresce la paura, ci sono in giro voci incontrollate di ragni mutanti il cui veleno aumenta la sua potenza a causa del riscaldamento globale e dei pesticidi. Il caso va risolto prima che le voci false provochino il panico. Adamsberg si convince che le tre morti sono collegate tra loro e che non si tratta di incidenti ma dell’azione di un serial killer. Il resto della sua squadra non è convinta delle argomentazioni e rimane scettica. Tra i più ostili c’è il capitano Danglard, che sembra pronto a denunciare Jean Baptiste ai superiori. La sua contrarietà si dimostrerà sospetta e sarà Danglard ad essere messo in discussione. Il commissario è convinto di essere nel giusto e continua la sua indagine, contro il parere di tutti. Le cose cambiano completamente quando si scopre che i tre anziani morti si conoscevano da quando erano bambini.

L’indagine a questo punto prende quota e la vita dei tre anziani deceduti è analizzata a fondo partendo dall’infanzia. Vengono riportate alla luce storie di violenze subite e inflitte, antichi retaggi medioevali, fatti raccapriccianti e crudeli che hanno provocato e continuano a provocare dolore e violenza. Tutta l’indagine ruota attorno al mistero del veleno della reclusa. Tale veleno è pericoloso per l’uomo ma diventa mortale solo in grandi quantità e risulta inspiegabile come un uomo possa essere morso così tante volte da arrivare ad accumulare nel proprio corpo una quantità di veleno che possa risultare mortale. Le indagini sono complesse e destinate a complicarsi per l’abilità del colpevole a nascondere indizi e tracce del suo operato. Fred Vargas riesce a raccontare sentimenti ed emozioni dei vari protagonisti con grande realismo, inserendo nel testo spunti legati alla storia, gastronomia ed usanze dei luoghi interessati dalle indagini.

Un racconto vario, con molti spunti di interesse e molti colpi di scena. L’analisi psicologica dei protagonisti si mescola con la parte scientifica relativa ai ragni ed alle loro abitudini ed al veleno che producono. Un romanzo inedito nella trama e imprevedibile negli sviluppi.