Suite 200

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Titolo: Suite 200 L’ultima notte di Ayrton Senna

Autore: Giorgio Terruzzi

Editore: RDS Mediagroup spa

Giorgio Terruzzi è un giornalista/scrittore conosciuto tra gli appassionati di corse automobilistiche e non. Era uno dei pochi giornalisti con cui Ayrton Senna aveva un vero rapporto di amicizia e di stima reciproca. Il libro “Suite 200” racconta la notte che precedette il Gran Premio di Imola del primo maggio 1994, una data indimenticabile per tutti gli appassionati di F1 e di sport in genere. La cronaca di quella notte è il pretesto per ripercorrere la vita di Senna, la sua carriera di pilota e la sua avventura umana al di fuori delle corse. Terruzzi è uno scrittore di grande sensibilità, capace di raccontare come pochi le persone, i segni distintivi del carattere, debolezze e punti di forza. In questo libro dà il meglio di sé, guidato ed ispirato dall’amicizia che lo legava ad Ayrton. Senna è stato un grande pilota di auto, forse il più grandi di tutti i tempi, di sicuro il più amato. Il suo incidente è stato uno degli eventi indimenticabili di quegli anni. Disse Lucio Dalla, che di Senna era un grande fan, che tutti si ricordavano cosa stessero facendo o dove fossero quel disgraziato primo maggio del 1994 quando l’auto di Senna si schiantò contro il muro. Se ad Ayrton Senna vivo erano riservate manifestazioni di amore e di affetto fuori del comune in ogni parte del mondo, alla salma di Ayrton sono stati tributati onori unici nella storia moderna. La bara avvolta nella bandiera brasiliana imbarcata in business class nell’ultimo volo verso casa, per non farlo stare nella stiva come una cassa di materiale qualsiasi. Il trasporto della salma dall’aeroporto di San Paolo alla Camera ardente dell’edificio dell’Assemblea municipale di San Paolo. 31 chilometri di strada tra due ali uniche di persone che piangevano ed applaudivano il loro eroe. Una dimostrazione di amore collettivo incredibile. Senna era amato dalla povera gente. Non era uno di loro, era nato in una famiglia ricca, ma la sua umanità e generosità lo resero un modello per coloro che cercavano nelle imprese altrui il riscatto da una vita povera e misera. Senna è stato uno dei principali fenomeni mediatici della storia dello sport. A renderlo grande è stato il suo coraggio e la sua forza come pilota sempre pronto a cogliere ogni sfida e ad alzare continuamente l’asticella allo scopo di dimostrare di essere il più grande di tutti, contrapposta alla sua fragilità di uomo, alle sue incertezze nella vita privata e sentimentale. Ayrton trovava nella fede in Dio la spinta per essere il migliore e l’ispirazione per comportarsi nel modo più adeguato. Io adoravo Senna pilota e mi emozionava Senna uomo. Il suo casco giallo e verde è stampato nella mia memoria, nel mio cuore. Sono passati 25 anni. E come tutti gli anni, alle 14,17 rivedrò lo schianto alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola ed alle 18,40 risentirò la dottoressa che nell’ultimo comunicato medico di quella giornata, ci disse che il nostro eroe ci aveva lasciato. Ha fatto bene Terruzzi a scrivere questo libro, uscito nel 2014 ed ora riapparso in edicola. Anche i miti hanno bisogno di qualcuno che continui a parlare di loro, per svelare qualche particolare inedito, per rinnovare un dolore ma soprattutto per alimentare il ricordo. E per commuoversi ancora una volta.

Ancora Primo maggio

Primo maggio 1994. Alle ore 18,40, il cuore di Ayrton Senna ha smesso di battere.

Non dimenticherò mai quel comunicato medico, letto con voce tremante da una dottoressa dell’ospedale di Imola.

Ma Ayrton era praticamente morto qualche ora prima, alle 14,17, nell’impatto della sua vettura alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola. Le immagini TV non lasciavano molte speranze. Si era intravisto Senna sdraiato per terra su un lenzuolo bianco con una enorme macchia di sangue in corrispondenza della testa. Solo un attimo, poi la regia aveva cambiato inquadratura.

Di quel giorno ricordo come fosse adesso le immagini dell’incidente, lo schianto, l’attesa del comunicato, la terribile conferma. Seguo la Formula 1 da quando avevo 10 anni e ovviamente ero un grande difoso di Senna. Mi piaceva come pilota, veloce, coraggioso, implacabile, mi piaceva soprattutto come persona. Generoso con i meno fortunati, capace di grandi gesti di umanità lontano dai riflettori, era un grande uomo dallo sguardo profondo e melanconico. Nessuno è stato grande come lui. Qualche anno fà ero per lavoro in Brasile, a Rio de Janeiro. Mi trovavo in una grande strada a tre corsie, una specie di autostrada. Leggo il nome della via. Avenida Ayrton Senna. Un brivido mi ha scosso dalla testa ai piedi.