Il tempo dell’ipocrisia

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Titolo: Il tempo dell’Ipocrisia

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Il tempo passa inesorabile ed il commissario Charitos è diventato nonno. In famiglia è grande festa per l’arrivo del piccolo Lambros, a cui sono destinate tutte le attenzioni di genitori e nonni. L’atmosfera di festa di casa Charitos per l’arrivo del nipotino è subito rovinata da una notizia terribile. Un famoso imprenditore, proprietario di una delle principali catene alberghiere della Grecia, filantropo e considerato da tutti persona irreprensibile, viene ucciso con una bomba messa nella sua auto. L’assassinio viene rivendicato dall’”Esercito degli Idioti nazionali”, una organizzazione che per la prima volta viene alla ribalta della cronaca nazionale. Il nome del gruppo omicida pone seri dubbi sulla veridicità della rivendicazione, come è possibile prendere sul serio una organizzazione criminale che si autodefinisce composta da “idioti”. Ma c’è un morto ed una bomba che è stata fatta scoppiare con professionalità che consigliano di non soffermarsi sul nome ma sulle capacità dei criminali. Le indagini partono senza una direzione precisa, tra terrorismo e criminalità, andando a scoprire tutti i dettagli della vita privata della vittima. Una seconda auto bomba uccide un dirigente dell’ufficio nazionale di statistica che si occupava in particolare del mondo del lavoro. La tecnica omicida è la stessa del primo attentato, la vettura della vittima era stata manomessa con l’installazione di una potente bomba la cui esplosione ha distrutto completamente l’auto rendendo molto difficile il riconoscimento del cadavere. Il comunicato di rivendicazione è firmato anche questa volta dall’”Esercito degli Idioti Nazionali”, una sigla ormai divenuta familiare. Ci saranno altri omicidi, le indagini metteranno in evidenza le capacità investigative del commissario Charitos che riceverà l’agognata promozione che provocherà nella sua famiglia ulteriore euforia dopo la nascita del nipote. Le indagini porteranno alla scoperta dei colpevoli rendendo ancora più evidenti le capacità del commissario, ma anche le conseguenze terribili che la crisi economica ha generato. Tutte le vittime sono colpevoli di “ipocrisia”, per aver contribuito, con i loro comportamenti, al declino dell’economia. Il libro utilizza la storia degli omicidi come sfondo per fare una analisi della situazione sociale e finanziaria della Grecia. I racconti di casa Charitos ci aprono una finestra sui principali piatti della cucina greca, sulle abitudini alimentari e familiari delle famiglie. I continui spostamenti del commissario di descrivono la situazione del traffico della città di Atene, che tra tanti progressi, evidentemente non riesce a fare nulla per ridurre gli ingorghi ed i tempi di percorrenza. La parte più interessante e provocatoria del libro è quella che riguarda la situazione economica della società greca. Sappiamo tutti come l’Europa abbia costretto la Grecia a sacrifici enormi per evitare la bancarotta e l’uscita dall’Euro. Markaris denuncia in modo chiaro e schietto le colpe dei greci, della classa dirigente e imprenditoriale, riguardo la crisi economica che ha portato la Grecia nelle condizioni economiche attuali, con la distruzione economica della classe media, oltre che il definitivo impoverimento della classe proletaria. La classe media è quella che ha pagato in misura maggiore il conto della crisi economica e la cosa dovrebbe essere di monito per chi governa, perchè prima o poi a qualcuno sarà presentato il conto per le malefatte fatte e rimaste impunite. Le osservazioni di Markaris fatte in questo libro sulla classe media sono valide anche per l’Italia e la sua situazione attuale. Copertina molto estiva e vacanziera leggermente in contrasto con il contenuto del libro.