L’ultimo pellegrino

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Titolo: L’ultimo pellegrino

Autore: Gard Sveen

Editore: Marsilio

L’ultimo Pellegrino è un romanzo di Gard Sveen, pubblicato nel 2013, primo di una serie di tre romanzi.

La storia è basata su fatti avvenuti in tre diversi periodi storici. Nell’estate del 2003 viene ucciso un uomo anziano, Carl Oscar Krogh, con un importante passato nella resistenza norvegese durante la seconda guerra mondiale. L’uccisione avviene a casa sua in modo estremamente crudele, con un gran numero di coltellate. Nel settembre del 1942 scompaiono tre persone, Agnes Margaretha Gerner, fidanzata di Gustav Lande, uomo d’affari e mecenate dell’NS, il movimento fascista norvegese, Cecilia Lande, la figlia di otto anni, Johanne Caspersen, la domestica di Lande. I resti dei tre corpi vengono trovati in un bosco nei pressi della capitale norvegese tre settimane prima dell’uccisione di Krogh.

Le indagini sull’omicidio di Krogh vengono affidate all’ispettore Tommy Bermann che si convince di un possibile legame tra l’uccisione dell’anziano Krogh ed il ritrovamento dei tre cadaveri nel bosco.

La storia si sviluppa in tre diversi periodi storici e narrativi. Le vicende negli anni dal 1943 al 1945 e quelle del 1939 sono trattate con minuziose ricostruzioni storiche e sono state di grande interesse per me che conosco la storia del periodo per quanto studiato a scuola senza nessun particolare riferimento a quanto accaduto nei paesi nordici. L’autore grazie alla sua grande conoscenza dei fatti avvenuti prima e durante la seconda guerra mondiale riesce a dare alla storia una grande intensità e credibilità, difficilmente riscontrabile in opere simili. La trama è molto complessa e lega tra di loro eventi lontani collegati con le vicende personali dei vari personaggi, dove amore, scelte di vita, istinto di sopravvivenza, tradimenti e difficoltà di ogni genere, si mescolano tra di loro per dare vita ad un romanzo che del thriller ha la struttura, la dinamicità e il colpo di scena finale, ma che per molti aspetti acquista lo spessore di un romanzo storico. Il libro piacerà anche agli amanti delle spy story dati i contenuti delle vicende del passato. L’ispettore Tommy Bermann è un uomo che sta vivendo un periodo della sua vita difficile a causa di una tormentata relazione sentimentale e tanto risulta impacciato nella vita quotidiana, tanto è determinato e intraprendente nell’attività investigativa. Libro da leggere in due o tre pomeriggi di ozio con molto tempo libero da dedicare alla lettura. Evitarlo alla sera prima di dormire, altrimenti ci vorrebbe troppo tempo per finirlo.

Nella perfida terra di Dio

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Autore: Omar Di Monopoli

Titolo: Nella perfida terra di Dio

Editore: Adelphi

Ho comprato questo libro dopo aver letto una lunga serie di commenti e recensioni positive. Le aspettative erano alte e non sono state tradite dalla lettura.

“Nella perfida terra di Dio” è un romanzo che si svolge in un povero paesino del salento, Rocca Bardata, che racconta le vicende di Tore Della Cucchiara, di suo suocero mbà Nuzzo, Carmine “Capumalata”, suor Narcissa, i due figli di Tore, Gimmo e Michele. Tutto il libro è ambientato in un mondo povero, violento e brutale, dove nessuno ha la possibilità di cambiare il proprio destino.

La trama del libro, pur incalzante e piena di colpi di scena, viene messa in secondo piano dallo stile dell’autore. Il linguaggio usato è un misto di ricercata eleganza, di parole dal sapore antico, di forme dialettali, con risultati sempre originali ed efficaci. Difficile catalogare il libro. E’ forse un giallo, non è un thriller, non è narrativa tradizionale. In genere non riporto brani tratti dai libri di cui parlo, ma per spiegare meglio lo stile dell’autore, ecco un breve estratto dal libro che descrive un duello clandestino tra due cani.

“La caciara degli spettatori aveva raggiunto il suo apice e ora sembravano tutti preda di un raptus che li costringeva a imprecare, ruttare e strepitare senza ritegno. Nel riverbero furioso di muscoli che guizzavano e carni che si dilaniavano, i cani continuavano ad azzuffarsi con ferocia, latrando e smascellando aizzati dalle bastonate dei loro coach e da chissà quale additivo chimico in circolo nelle loro arterie.”

La copertina contiene una fotografia molto suggestiva ma che non ha nulla a che vedere con le zone in cui è ambientata la storia.

Omicidio sul ghiacciaio

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Titolo: Omicidio sul ghiacciaio

Autore: Lenz Koppelstatter

Editore: Corbaccio

Il ghiacciaio della Val Senales è teatro di un omicidio. In una notte di tempesta viene ritrovato il corpo di un uomo con una freccia infilata nel collo. La zona è la stessa in cui 25 anni prima era stato ritrovato Otzi, la mummia dell’uomo di Similaum, custodito nel museo Archeologico dell’Alto Adige nel centro storico di Bolzano. La freccia che ha ucciso l’uomo è un reperto dell’epoca di Otzi e questo particolare rende l’omicidio ancora più misterioso.

L’azione si svolge nei giorni immediatamente precedenti il Natale, dal 21 al 24 dicembre, le montagne sono piene di turisti, le piste invase da sciatori e le autorità devono indagare senza compromettere le attività turistiche che sono la principale fonte di guadagno della zona. L’indagine è affidata al commissario Grauner, che rischia di mandare in fumo le imminenti vacanze con la famiglia, ed all’ispettore Saltapepe, napoletano verace, che si ritrova trasferito a Bolzano contro la sua volontà. L’Ispettore, unico meridionale tra i protagonisti della storia, ha una ovvia repulsione verso la montagna e verso alcune abitudini dei locali quali bere il cappuccino a pranzo o mangiare gli spaghetti con l’aiuto del cucchiaio, cose inammissibili per un italiano del meridione. I due poliziotti costituiscono una coppia di personaggi ben assortiti nelle loro diversità. Il commissario è sposato con Alba, una donna comprensiva e paziente, deve far fronte agli atteggiamenti ribelli di Sara, una figlia adolescente poco propensa alla disciplina. Saltapepe è scapolo e con la sua filosofia di vita tipicamente napoletana, tenta di aiutare il commissario Grauner ad affrontare con meno stress gli imprevisti lavorativi.

Il libro ha molti elementi inediti ed originali, come le ambientazioni e le attività criminali che saranno scoperte durante le indagini. I protagonisti sono ben definiti con caratteri credibili e ben inseriti nel contesto della storia. L’autore è riuscito a mantenere alta la tensione per tutto il libro, introducendo una lunga serie di personaggi tutti possibili colpevoli o comunque complici dell’assassino. La trama del libro è ben costruita, il racconto procede con ottimo ritmo, le azioni della storia e le indagini con le inevitabili incursioni nella vita privata dei personaggi, rendono la lettura sempre piacevole e interessante, con molti riferimenti alla vita reale. La storia narra di aziende in crisi, dei conflitti ancora in corso con gli ex dipendenti, uomini politici interessati ai propri interessi più di quanto non siano interessati a quelli della comunità, tentate speculazioni edilizie, una certa tensione tra polizia e carabinieri del luogo, qualche piccolo problema familiare, un morto che viveva inspiegabilmente come un eremita, una arma di 5000 anni fa, amore e avidità, la passione per la musica classica del commissario Grauner, che è un piacevole contorno ad una storia intrigante ed  appassionante. Gli abitanti del luogo sono mostrati come persone chiuse, poco collaborative, quasi omertose nei confronti delle autorità. Non bisogna essere amanti della montagna per apprezzare questo libro, anche se i riferimenti alla vita alpina sono molti e ben distribuiti nel contesto della narrazione.

Bella la copertina che si ispira ai fumetti con una scena notturna che anticipa in parte gli avvenimenti del libro.

 

Fiori per un vagabondo


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Titolo: Fiori per un vagabondo

Autore: Gianni Simoni

Editore: TEA

Un barbone viene ucciso colpito da due colpi di pistola. Il commissario Miceli si occupa delle indagini in assenza del commissario titolare, Grazia Bruni, che si trova a casa in maternità.

Per aiutare le indagini, Miceli chiama il suo vecchio amico ex giudice Petri. I due risolvono il caso con indagini metodiche alla vecchia maniera, sul campo, ascoltando i testimoni, interrogando i sospettati, senza far ricorso a mezzi tecnologici ed infomatici, senza i quali, i poliziotti moderni, non sono quasi in grado si fare il loro mestiere.

Il libro è scritto da un ex magistrato, Gianni Simoni, che dimostra grande rispetto per le istituzioni, per le divise e per le persone che lavorano per mantenere l’ordine pubblico.

Questo libro va in controtendenza verso quello che nella nostra società è considerato ormai in fatto irrinunciabile, ossia le persone arrivate ad una certa età non sono più utili, indipendentente da quello che sono capaci di far e di realizzare. Ma se è vero che in una società pragmatica come la nostra, devono valere solo i risultati. allora l’età non dovrebbe contare, come nel caso di Petri e Miceli, uno in pensione e l’altro in attesa della pensione. Senza i due, che per alcuni sarebbero solo da rottamare, il caso non sarebbe stato risolto, dato che in fondo a chi interessa la morte di un barbone ?

Una indagine sui sentimenti che sono all’origine dell’omicidio. Un thriller “gentile”, raccontato con misura e bello stile.

 

Lo stupore della notte

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Titolo: Lo stupore della notte

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Rizzoli

Milano diventa teatro di una serie di cruenti attentati di matrice jihadista organizzati da un terrorista imprendibile che si fà chiamare “Il Maestro”. Il commissario Rosa Lopez ha dedicato tutta la sua vita alla lotta al crimine e si trova a dover proteggere la città dai terroristi insieme alla sua squadra, ma deve anche proteggere se stessa dal suo passato che le riserva minacce ben più gravi di quelle che i terroristi stanno preparando anche per lei.

Rosa Lopez è un personaggio contraddittorio. Dura e integerrima sul lavoro, nasconde un dolore inconsolabile: il suo compagno giace in coma irreversible in una clinica, vittima di un attentato di cui lei si sente responsabile. Alcuni errori del passato la rendono vulnerabile e oggetto delle attenzioni di alcuni uomini dei servizi segreti americani che non sono affatto indulgenti con lei e con le indagini in cui è coinvolta.

Il libro è scritto in modo incalzante, capitoli brevi, continui cambi di scenario, una moltitudine di protagonisti che operano in contesti diversi, tante storie che si intrecciano e che avvengono sullo sfondo di una Milano che si dimostra essere non solo la capitale economica d’Italia, ma anche il centro di una serie di attività illegali e clandestine di grande importanza per polizia, servizi segreti, terroristi e malavitosi. Il libro traccia un quadro inedito della grande città italiana che viene descritta in tutti i suoi aspetti, da quello elegante ed esclusivo del quartieri alla moda, a quello dei quartieri periferici del degrado, della povertà e della escusione sociale. Il libro racconta una storia crudele e violenta in cui i protagonisti sono abituati alla crudeltà ed alla violenza. Il libro risulta convincente fin dal primo sguardo, infatti la copertina è bellissima, sia per l’immagine che per il colore. Il primo e il secondo capitolo, quattro pagine ciascuno, danno subito al lettore la senzazione di trovarsi di fronte ad una storia di cui sarà difficile staccarsi prima di aver raggiunto l’ultima pagina.

Solo la verità

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Titolo: Solo la verità

Autore: Karen Cleveland

Editore: DeA Planeta

La protagonista del libro si chiama Viviam Miller ed è una analista della CIA. Il suo lavoro consiste nell’individuare spie russe infiltrate nella società americana. Viviam è sposata, ha un marito che adora, ha 4 figli di cui uno con un serio problema di salute. Ogni giornata per lei è un susseguirsi di impegni lavorativi e familiari che rendono la sua vita piacevolmente complicata. Fino al giorno in cui scopre che una delle spie a cui sta dando la caccia con tutto l’impegno di cui è capace, è proprio suo marito. Rifiuta di credere che ciò possa essere vero, crede che si tratti di uno scambio di persona, ma deve ricredersi, suo marito è una spia russa.

La donna si trova improvvisamente di fronte ad enormi difficoltà. Dovrebbe denunciare il marito, come gli imporrebbe il senso del dovere e di fedeltà alla sua nazione, ma deve anche proteggere i propri figli. Deve cercare di non perdere il lavoro per non compromettere la situazione finanziaria della famiglia. Deve decidere se credere a suo marito oppure no. Tutta la sua vita rischia di andare a rotoli, il suo passato, il presente ed il futuro. Il libro è scritto con molto senso della misura, la tensione è sempre alta anche se la trama non prevede situazioni inverosimili o particolarmente cruente.

Questa spy story è il romanzo di esordio di Karen Cleveland che ha scelto di avere come voce narrante la stessa protagonista, Viviam.

La storia dipinge una CIA molto meno efficiente di quanto si possa pensare con un livello di infiltrazione da parte delle spie di servizi nemici quasi imbarazzante.

Questo tema è stato più volte trattato da vari libri, film e fiction, ma questo libro, scritto da una persona che ha veramente lavorato otto anni alla CIA, traccia un quadro non proprio rassicurante. Il libro termina in modo inaspettato e direi geniale. Nulla è come sembra. L’avventura di Viviam sembra proprio destinata ad avere un seguito.

Commedia nera n.1

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Titolo: Commedia nera n.1

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

Francesco Recami è uno scrittore abilissimo nel raccontare vicende umane tristi e crudeli con cinica ironia, cogliendo gli aspetti ridicoli della nostra società in modo acuto e originale. Riesce a far ridere anche quando, come nella Commedia Nera n.1, tratta argomenti seri e delicati come la violenza domestica tra coniugi, raccontando situazioni violente ed umilianti con un umorismo originale e dissacrante.

I protagonisti di questo romanzo sono due coniugi, Antonio Maria e Maria Antonietta. Già dai nomi si capisce che i due sono uno il contrario dell’altro. Lei è un commissario di polizia dal carattere dominante e dalla personalità esuberante, lui è un uomo mite e taciturno che finisce per essere completamente annullato dalla moglie che lo costringe ad abbandonare il proprio lavoro di sarto e diventare un casalingo, a subire angherie ed umiliazioni di ogni tipo, persino il dover trascorrere giorni in una specie di cella di rigore ricavata in una stanzetta della casa in cui vivono, quando il suo comportamento, a detta della moglie, necessita di una punizione. Il romanzo gioca molto sulla inversione dei ruoli, dove la moglie è la cattiva oltre che poliziotta, il marito fa il casalingo ed è quello che subisce i comportamenti estremi della moglie.

La storia racconta i vari tentativi di Antonio Maria di evadere dalla vita di inferno in cui è costretto, ridotto quasi ad un vegetale da cospicue dosi di medicinali che la moglie gli propina allo scopo di curarlo ma che in realtà lo rendono sempre più incapace di reagire. Tutti i tentativi di fuga verso la libertà finiscono sempre male e lui si ritrova a trascorrere malinconiche mattinate davanti alla televisione a guardare cartoni animati, proprio quelli che raccontano le avventure di Willi E. Coyote alla caccia di Beep Beep nella Monument Valley. Antonio Maria, proprio come il Coyote dei celebri cartoni animati, si ritrova sconfitto dopo ogni maldestro tentativo di fuga, ma da ogni sconfitta trova la forza di inventare un nuovo tentativo, di progettare un piano di azione sempre più ambizioso, sempre più ardito, fino al tentativo estremo che conclude il romanzo. Così come il Coyote, Antonio Maria è sicuramente sfortunato e maldestro, ma cattura inevitabilmente le simpatie del lettore, proprio perché finisce sempre vittima della sua dabbenaggine.

Il libro ha il solito comodo formato “Sellerio”, ideale da portare in viaggio e da leggere in situazioni di scarsa comodità. La carta dei libri di questa collana è la più piacevole al tatto tra i libri in commercio. Una vera delizia.

Il cielo sopra l’Everest

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Titolo: Il cielo sopra l’Everest

Autore: David Lagercrantz

Editore: Marsilio

David Lagercrantz per me era un perfetto sconosciuto fino a quando non è stato scelto per continuare la saga Millennium iniziata da Stieg Larsson, che aveva scritto i primi tre volumi prima della sua prematura morte. Lagercrantz ha scritto fino ad ora altri due volumi della saga, “Quello che non uccide” e “L’uomo che inseguiva la sua ombra”, libri che gli hanno dato successo e fama internazionali. Tutte le sue opere hanno beneficiato di questo successo. Il romanzo “Il cielo sopra l’Everest” era stato scritto nel 2005 e solo nell’aprile del 2018 è stato pubblicato in Italia. Racconta di una tragica spedizione sul monte Everest di un gruppo di scalatori dilettanti, finanziata da un grande imprenditore della moda Paolo Villari, con a capo una guida di grande esperienza, l’italiano Giuseppe Cagliari. La spedizione doveva essere una felice avventura da vivere in totale sicurezza, sia pure nella sua estrema pericolosità, ed invece si è via via trasformata in tragedia. Tra i tanti protagonisti, spicca la personalità di Jacob Engler, uno scalatore solitario che si ritrova coinvolto nella storia e che sarà determinante per salvare i sopravvissuti e che userà tale avventura per trovare una svolta per la propria vita.

La storia è una opera di fantasia ma è stata ispirata da un fatto realmente accaduto, ossia una spedizione del 1996 che si era conclusa drammaticamente con otto morti. L’autore per riuscire a scrivere questo libro ha dedicato molto tempo a documentarsi e studiare le spedizioni in montagna, sia dal punto di vista della tecnica di arrampicata che dal punto di vista del funzionamento del corpo umano e delle sue reazioni alle condizioni avverse che si trovano ad ottomila metri.

Il romanzo tocca molti argomenti quali i rancori che covavano da tempo tra amici che erano tali solo in apparenza, le differenze culturali e religiose tra le popolazioni locali e gli ospiti stranieri, la deturpazione dell’ambiente provocata dalle troppo numerose spedizioni sull’Everest.

Il libro racconta in modo molto efficace le fatiche e le sofferenze fisiche degli scalatori, oltre ai dolori e le sofferenze psicologiche dei vari protagonisti, delle loro difficoltà personali e familiari. A mio giudizio le parti migliori del libro sono proprio quelle che descrivono i dolori fisici degli scalatori, per la mancanza di ossigeno, per gli effetti del congelamento, per le allucinazioni, per la pazzia che è sempre in agguato alle alte quote.

Il libro è scritto come se fosse un thriller, senza pause, con una tensione continua e crescente. Un libro sulle varie sofferenze degli umani, un racconto duro, che non fà sconti a nessuno.

La chiave di tutto

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Autore: Gino Vignali

Titolo: La chiave di tutto

Editore: Solferino

Quando ho scoperto che il Gino della coppia Gino & Michele era uscito in libreria con un libro scritto solo da lui senza l’amico Michele, la curiosità è stata tanta e non ho potuto evitare di acquistare il libro. Sono stato un fan delle varie edizioni di “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”. Ricordo quattro edizioni dei libri delle formiche poi una edizione che le raccoglieva tutte. Sono uscite nei primi anni 90, la loro lettura mi ha tirato su il morale in molte occasioni, quando la stanchezza ti impedisce di affrontare letture più impegnative, ma la mente ha comunque bisogno di evasione.

“La chiave di tutto” è principalmente un giallo ma è anche una commedia umoristica, che mescola omicidi, indagini e colpi di scena con situazioni comiche, qualche episodio di seduzione e qualche riferimento alla ricca borghesia milanese al meglio della sua condizione. Gino Vignali è anche un noto ed appassionato tifoso dell’Inter ed è riuscito ad inserire alcune battute con al centro la sua squadra preferita e lo stadio di San Siro

Il libro è ambientato a Rimini in un inverno freddo e nevoso, il team di poliziotti è composto da personaggi estremamente diversi tra loro ma ben affiatati ed assortiti. La trama non è molto complessa, i quattro omicidi sembrano avere come movente una specie di pulizia ideologica a cui i poliziotti non credono e continuano ad ingagare seguento le loro intuizioni.

Il libro è un giallo ma la parte umoristica in molte parti ha il sopravvento, soprattutto nei dialoghi tra i protagonisti, dove l’autore mostra tutta la sua vena comica.

Un libro per divertirsi e trovare un pò di svago.

Less

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Autore: Andrew Sean Greer

Titolo: Less

Editore: La nave di Teseo

“Less” è il libro che ha vinto il premio Pulitzer nel 2018. Un premio importante che premia libri importanti.

“Less” racconta la storia di uno scrittore ormai cinquantenne, che dopo aver raggiunto un certo successo, sta attraversando un momento difficile, sia per la sua produzione letteraria, ormai ferma da tempo, che per la sua vita sentimentale. Il suo ex fidanzato si sta per sposare e lui non vuole andare al suo matrimonio. Arthur Less decide di accettare tutti gli inviti a manifestazioni letterarie, corsi universitari, festival di qualsiasi tipo che ha accumulato sulla sua scrivania, per giustificare la sua partenza in un giro del mondo per il Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone che durerà diversi mesi e giustificare così la sua assenza al matrimonio tanto temuto. Il libro racconta la paura di invecchiare del protagonista, i suoi sentimenti e quelli degli altri protagonisti, i paesi in cui si svolge la trama. Arthur Less appare come una persona ingenua e pasticciona, che si sente sempre inadeguato in ogni circostanza, in pratica un perdente di successo.

Le fedeltà invisibili

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Titolo: Le fedeltà invisibili

Autore: Delphine De Vigan

Editore: Einaudi

Ero indeciso se comprare o meno questo libro. La storia di due adolescenti dediti ai superalcolici durante l’orario scolastico non mi attraeva moltissimo. Rileggendo il riassunto del libro nella seconda pagina di copertina mi lascio convincere. Compro il libro e lo leggo subito durante la prima parte di un volo per Dubai, prima che la sonnolenza tipica dei viaggi aerei avesse il sopravvento. Mi piace leggere in aereo. Ci sono le condizioni ideali per leggere senza essere disturbati, telefono spento, computer nella cappelliera, basta rifiutare i terribili vassoietti con il cibo ed abbandonarsi alla lettura.

Come in qualche modo temevo, “Le fedeltà invisibili” si è confermato un libro triste e drammatico che ha il merito di essere scritto con grande ritmo e che mostra una grande capacità dell’autrice nel raccontare le debolezze e le inadeguatezze dei protagonisti con molta efficacia senza avere la necessità di soffermarsi troppo sui particolari più degradanti ed umilianti per le persone che vivono tali condizioni di disagio.

“Le fedeltà invisibili” racconta una breve parte della vita di un adolescente problematico, Theo, del suo amico Mathis e delle rispettive famiglie, che vivono situazioni di grande sofferenza spicologica.

Storie di persone fragili che con le loro debolezze influenzano le vite di coloro che vivono al loro fianco. Le fedeltà invisibili richiamate dal titolo sono i rapporti di amore tra genitori e figli che resistono nonostante gli errori che la vita porta a commettere.

I due ragazzi protagonisti si stordiscono con l’alcool a scuola, tra l’indifferenza di professori ed amici e la cecità dei genitori che non si accorgono dei problemi dei figli. L’unica persona che si rende conto del loro disagio è la professoressa di scienze, Helene, una donna forte e sensibile con un passato tremendo di violenze paterne che la hanno resa molto sensibile a scoprire le sofferenze altrui. Nessuno prende sul serio le preoccupazioni di Helene che vengono scambiate come indebite ingerenze nelle vite altrui.

Un libro che nella sua crudezza ci fà capire quanto sia importante seguire la crescita dei nostri ragazzi e quanto sia importante che i genitori investano tantissimo sulla formazione dei propri figli, che altrimenti si ritrovano a dover affrontare la vita senza una adeguata preparazione.

 

 

 

 

Il fiuto del dottor Jean

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Titolo: Il fiuto del dottor Jean

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Questo libro è stato scritto nel 1939 e contiene 4 racconti che hanno come protagonista un giovane medico che scopre di avere un certo talento per le indagini poliziesche. L’ambientazione dei racconti è meno cupa di altre opere di Simenon ed anche il protagonista è un personaggio dotato di una certa brillantezza. Le storie sono ambientate nella zona di La Rochelle e nel sud della Francia, che Simenon descrive con il suo stile scarno ma efficace.

Il medico si scopre abile investigatore grazie alla sua capacità di studiare i dettagli e di capire il modo di operare dei colpevoli. Da quste analisi riesce ad individuare il profilo del colpevole e quindi a scovarlo. Il dottore non ha interesse a consegnare i colpevoli alla giustizia, lui cerca solo la soddisfazione personale, l’ebbrezza di scoprirsi più abile di tanti poliziotti professionisti.

Il libro è breve e si legge molto agevolmente, un paio d’ore di puro relax.

L’anello mancante

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Titolo: L’anello mancante

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Questo è il secondo libro che mi ha accompagnato nella breve trasferta in Inghilterra, ossia “L’anello mancante”. Antonio Manzini è uno dei migliori giallisti italiani del momento e il suo poliziotto Rocco Schiavone è uno dei personaggi che preferisco.

Il libro unisce cinque racconti brevi, tutti con Rocco protagonista. Sono cinque indagini in cui Schiavone dimostra ancora una volta il suo grande intuito per scoprire i colpevoli, la sua intelligenza ma anche la sua umanità. Quello che mi piace di più di Rocco Schiavone non è tanto la sua capacità investigativa, ma i suoi difetti, i suoi limiti, i suoi comportamenti spesso al limite della legge, il suo passato doloroso che non riesce a dimenticare. La sua non è solo una battaglia contro il crimine, ma anche contro le ingiustizie di una società che non apprezza ed a cui non vuole appartenere, da cui vuole prendere le distanze. I libri di Manzini non sono solo dei gialli ironici e intelligenti, ma sono anche libri che denunciano i disagi sociali ed esistenziali che caratterizzano questa epoca.

Rocco Schiavone viene descritto come un personaggio di altri tempi ed a dimostrazione del suo essere obsoleto, c’è il suo abbigliamento, immutabile nel tempo. Due i particolari che lo caratterizzano, ossia le scarpe Clarks e il Loden. Quando ero ragazzo vestivo sempre nello stesso modo, scarpe Clarks estate ed inverno e Loden, ovviamente solo in inverno. Ora alle Clarks ho rinunciato, mi fanno venire la tallonite, al Loden non rinuncerò mai.

La clinica Riposo & Pace

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Titolo: La clinica Riposo & Pace

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

Sono in partenza per un breve viaggio di lavoro in Inghilterra. Compagnia Low Cost, rigorosamente solo bagaglio a mano, leggero, il più leggero possibile. La scelta dei libri da portare va su due titoli della Sellerio, la casa editrice dei libri blu, un pò più piccoli del normale. Comodissimi da portare in giro senza appesantirsi. I titoli scelti sono: “La clinica Riposo e Pace” e “L’anello mancante”.

“La clinica riposo & pace” è l’ultima opera di Francesco Recami, scrittore toscano, dalla scrittura diretta e ironica. ll libro racconta le vicissitudini di Alfio Pallini, un terribile anziano che si ritrova ospite nella “Clinica Riposo e Pace” suo malgrado, per opera dei suoi nipoti. Alfio si oppone al ricovero, facendo di tutto per riuscire a scappare, ma dovrà cedere ad una potente iniezione di sedativo che lo mette fuori uso. Appena riprende conoscenza, progetta subito la sua fuga, adottando nel frattempo comportamenti prudenti come non prendere le medicine prescritte dai medici o staccare le flebo a cui era collegato, senza farsi accorgere dal personale di sorveglianza della clinica.

Pallini è convinto che lo vogliano ammazzare ed i suoi sospetti trovano conferma in una serie di decessi di suoi compagni di stanza che passano a miglior vita in modo repentino e sospetto. Il racconto si snoda attraverso varie avventure del Pallini, morti sospette ed una serie di eventi che danno corpo ad un giallo ben costruito che arriva al finale tenendo il lettore piacevolmente sulle spine. Ma la trama del giallo è solo una delle possibili chiavi di lettura del libro.

“La clinica Riposo & Pace” è un libro che mette alla gogna quelle persone ciniche che approfittano della condizione dei malati per trarre enormi profitti da attività illecite e criminali rese possibili anche grazie ai comportamenti ipocriti dei familiari degli anziani e dalla compiacente e colpevole assenza di controlli da parte delle autorità. Ma non solo. Vengono sbeffeggiate anche le cure farmacologiche dei disagi mentali ed anche le strutture sanitarie private e non i cui rappresentanti sono spesso responsabili di comportamenti poco o per nulla etici.

Basta un vecchietto abbastanza demente ma non troppo e molto a molto tenate e testardo per sgominare una banda di criminali.

 

 

Una donna

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Titolo: Una donna

Autore: Annie Ernaux

Editore: Kreuzville Aleph

Un libro autobiografico, breve, intenso. Annie Ernaux ha scritto la storia della vita di sua madre. E’ il dono finale di una figlia che vuole far conoscere al mondo che grande persona è stata la madre, pur avendo vissuto una vita semplice ed ordinaria, fatta di sacrifici e di rinuncie. I figli non sono mai pronti alla perdita dei genitori, a qualsiasi età avvenga il distacco, il dolore è sempre troppo grande. Annie Ernaux prova ad affrontare e sconfiggere tale dolore scrivendo di sua madre e della sua vita, della sua fine resa ancora più insopportabile dalla demenza di cui si era ammalata.

“Una donna” è un libro che va letto assaporando ogni singola parola, ogni singolo sentimento evocato, ogni sfumatura che descrive il rapporto tra madre e figlia. Un grande libro che emoziona e commuove, scritto in modo semplice ma estremamente efficace.