Una sirena a settembre

Titolo: Una sirena a settembre

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

 

Una sirena a settembre è il terzo romanzo che Maurizio De Giovanni dedica a Mina Settembre, la dottoressa del Consultorio Quartieri Spagnoli, che, incurante delle critiche della madre, continua con la sua opera umanitaria al servizio delle persone bisognose di aiuto. Il lavoro è molto, i guadagni sono miseri rispetto all’impegno richiesto, le relazioni sociali sono ridotte al minimo dato il poco tempo libero che le rimane, ma lei va avanti per la sua strada, sempre innamorata del collega ginecologo, senza però dichiararsi per timore di un rifiuto. La trama racconta storie di povertà materiale, di miseria umana, di cattiva sorte che colpisce persone che meriterebbero un destino migliore, di uomini arroganti che credono che con i soldi si possa comprare tutto, di giovani ricchi inetti e incapaci di trovare la propria strada, di personaggi attratti dalla fama effimera che può dare la televisione. Tante storie che appassionano, commuovono, indignano, ma che mostrano la realtà di una società che ha perso molti dei riferimenti e stenta a trovare la strada per un futuro migliore. Tutto questo accade nella Napoli di Maurizio De Giovanni, descritta come solo lui sa fare, in modo unico e straordinario, mostrando ogni dettaglio di quartieri, strade, luoghi ed ogni sfumatura dell’animo dei napoletani. Una umanità variegata, unica, magari con una indole poco laboriosa, capace di gesti di grande umanità, gentilezza e generosità ma anche di dare vita alle organizzazioni criminali più crudeli, violente e sanguinarie.

Le storie di De Giovanni colpiscono per la varietà dei temi trattati, per il modo che ha di raccontare sentimenti e pensieri di personaggi tanto diversi tra loro, le cui personalità sono descritte in profondità con precisione e dettagli unici, in tanti contesti diversi. Sono storie che colpiscono per la passione dei protagonisti che si oppongono al degrado umano e sociale con l’unica arma che posseggono ossia la generosità. Napoli appare come un groviglio di problemi irrisolvibili e di prorompente umanità, niente luoghi comuni o banali stereotipi. In questo romanzo c’è una Signora che anticipa i fatti e che tesse la tela della trama, come se De Giovanni avesse voluto dare una veste fisica alla sua creatività, presentandola come un personaggio del romanzo.

La donna del faro

Titolo: La donna del faro

Autore: Ragnar Jónasson

Editore: Marsilio

Traduzione: Silvia Cosimini

Una ragazza, Ásta, lascia Reykjavík per tornare a Kálfshamarsnes, nel Nord dell’Islanda, dove c’è una villa di un facoltoso uomo d’affari islandese, dove lei ha abitato da piccola con la famiglia. Non era mai tornata in quella località dove la sua infanzia era stata segnata da due terribili disgrazie, ossia la morte della madre e della sorellina, tutte e due cadute da una scogliera, in circostanze misteriose. E’ la vigilia di Natale, ma per Ásta non c’è tempo per festeggiare. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nello stesso posto dove erano morte la madre e la sorella.

Le indagini sono affidate ad Ari Þór, che parte da Reykjavík con la moglie che sta per partorire. Le indagini saranno complicate, si tratta di un suicidio o di un omicidio? Ci sono collegamenti tra questa nuova morte e quanto accaduto nel passato?

Il giallo è di tipo classico, sulla scena del crimine sono presenti tutti i possibili indiziati, nessuno con evidenti motivi per uccidere la ragazza. La storia procede con andamento costante, i protagonisti provano emozioni e sensazioni diverse, tutte ben descritte, anche se solo alla fine della storia verrà fuori la vera indole dei vari sospettati. Grande protagonista del romanzo è l’Islanda, con la sua natura selvaggia, magnifica nella sua durezza, il suo mare impietoso, un faro che incombe minaccioso sulla zona. Una ambientazione piena di fascino ed anche evocativa di misteri e miti antichi, che incutono paura anche a chi non crede alle leggende. Un romanzo cupo, ambientato nella solitudine del Nord dell’Islanda, dove la neve e il Natale non riescono ad addolcire la natura selvaggia e l’aggressività del mare del Nord. Un finale a sorpresa, imprevedibile, che lascia stupefatto il lettore.

Una rabbia semplice

Titolo: Una rabbia semplice

Autore: Davide Longo

Editore: Einaudi

Una donna viene aggredita e ridotta in fin di vita in un centro commerciale da uno sconosciuto che indossa un kimono ed una maschera. Il commissario Arcadipane è responsabile dell’inchiesta che fornisce subito un indiziato, che viene immediatamente fermato ed interrogato. Ma quelle che sembravano prove schiaccianti dopo qualche giorno si trasformano in indizi sempre meno solidi. C’è ben altro dietro la brutale aggressione.

Un libro intenso, una storia criminale dei giorni d’oggi, con le indagini che portano alla luce una terribile verità, che coinvolge molti giovanissimi in una sfida che pare un gioco ma che procura vittime vere. Una pazzia come tante altre che si trovano nel dark web, quella parte oscura e terribile di internet, dove tutto è possibile. Un giallo tradizionale che racconta l’animo umano nelle sue varie versioni, con comportamenti spesso influenzati da episodi avvenuti nell’infanzia.

Il commissario Arcadipane vive la sua vita con i piedi per terra, si sente uno sconfitto ma riesce a mantenere una certa ironia che gli consente di sopravvivere alle mazzate della vita. Cerca di superare il dolore della separazione dalla moglie, non sopporta che lei abbia un altro. Vorrebbe essere più presente nella vita dei figli, ma non ci riesce e questo contribuisce ad aumentare le sue inquietudini. Prova con una psicologa, che lo invita a cercare compagnia tramite un sito di incontri, ma pochi e maldestri tentativi mal riusciti lo convincono che non è quella la strada giusta per lui.

Il libro è scritto in modo lineare, senza colpi di scena o episodi mirabolanti, le scoperte chiave per l’indagine avvengono quasi naturalmente, grazie a deduzioni e molto lavoro di cervello degli investigatori. Tutto è narrato in modo impeccabile, scelta delle parole accurata, dialoghi espressivi, descrizioni quasi scarne ma sempre efficaci, un intreccio complesso ma di grande ingegno e originalità. Una copertina scura, inquietante, che ben rappresenta i contenuti della storia.

Che dispiacere

Titolo: Che dispiacere

Autore: Paolo Nori

Editore: Salani

 

Bernardo Barigazzi e Susanna Bergamini hanno diversi motivi per essere insoddisfatti della propria carriera lavorativa e della propria vita. Ma la fantasia non manca e decidono di fondare un giornale sportivo che pubblica un numero solo quando la Juventus perde una partita. Il giornale si chiama “Che dispiacere” e gli autori degli articoli sono sconosciuti ai lettori, per evitare rappresaglie. Un giorno Barigazzi si trova coinvolto in una indagine per omicidio di un tifoso ultrà proprio della “odiata” Juve, diversi indizi sono contro di lui che diventa il principale sospettato.

La storia dell’omicidio e le relative indagini sono la base portante della trama che contiene anche molte altre storie parallele, che vedono protagonisti personaggi normali, banali, quasi tristi, che nulla hanno fatto per essere protagonisti. Così le ambientazioni, trattorie, bar e luoghi frequentati dai protagonisti, non hanno niente di glamour o di speciale, tutto è normale e banale. In tutti i personaggi troviamo gli stessi caratteri, ossia persone che non hanno una vita invidiabile, anzi sono tutte scontente, insoddisfatte, sole e incomprese. La scrittura di Paolo Nori rende tutta questa normalità straordinaria, giocando su continue ripetizioni degli stessi concetti, dove la trama del giallo è poca cosa comparata con le battute argute e imprevedibili, che fanno sorridere ma invitano anche alla riflessione, dato che sono molto più profonde di quello che sembrano. Un libro fuori dagli schemi, una comicità surreale, piacevole e leggermente malinconica, da prendere per quello che è, ossia un divertimento, tra battute e riferimenti ai classici russi, di cui l’autore è stato un importante traduttore, per qualche ora di svago e di piacevole lettura.

La Cacciatrice

Titolo: La cacciatrice

Autore: Kate Quinn

Editore: Nord

Traduzione: Anna Ricci

La storia racconta vicende che ebbero inizio durante la Seconda Guerra Mondiale e trovarono il loro epilogo nel 1959. La Cacciatrice è una donna malvagia, un killer del Reich, infallibile, solo una preda riuscì a sfuggirle. Nina è una donna russa, coraggiosa e volitiva, divenne pilota di aerei da guerra, pluridecorata, ma costretta a fuggire dal suo paese, nonostante la sua abnegazione e lealtà verso la  patria. Jordan è una ragazza americana, adora il padre, vorrebbe diventare fotografa, ma una donna dal passato misterioso sconvolge la sua vita e quella del padre. Tony e Ian hanno dedicato la loro vita alla caccia dei criminali tedeschi nel dopo guerra. Il loro principale obiettivo è trovare la Cacciatrice, ovunque si trovi, per consegnarla al destino che merita.

Una trama complessa, con molti salti temporali e continui cambi di ambientazione. Una storia appassionante, per i fatti raccontati e per le personalità dei protagonisti, per gli intrecci del destino che porteranno i protagonisti ad incontrarsi per una definitiva resa dei conti. La Seconda Guerra Mondiale è stata raccontata in molti romanzi, che hanno riportato gli eventi secondo molteplici punti di vista. Questo romanzo dedica ampio spazio al fatto che la Russia fu l’unica grande potenza ad usare donne come piloti dei caccia nei bombardamenti contro le truppe tedesche. Le vicende personali di Nina, del periodo di addestramento e delle sue missioni di volo sono tra le pagine più vibranti ed emozionanti del libro. La trama trae spunto da vicende reali ma è nel complesso un’opera di fantasia. Tanti gli spunti di interesse del libro, ma due prevalgono sugli altri, ossia il coraggio delle donne e l’importanza di assicurare alla giustizia i colpevoli, anche a distanza di anni, per onorare i morti, che non possono più lottare.

Tre madri

Titolo: Tre madri

Autore: Francesca Serafini

Editore: La Nave di Teseo

Lisa Mancini è una persona enigmatica, ha 33 anni, con una brillante carriera alle spalle, lavorava all’Interpol di Lione, ma improvvisamente ha deciso di andare a dirigere il commissariato di un piccolo paese romagnolo, Montezenta, una cittadina inventata che assomiglia molto a Santarcangelo di Romagna. Lisa da quando si è trasferita a Montezenta è distratta, disinteressata a tutto, soprattutto al lavoro, sempre con il cellulare in mano a giocare ad un noto videogame. Ma accade che un giovane adolescente sparisce di casa e Lisa è chiamata ad indagare. Il ragazzo si chiama River, vive con i genitori in una specie di comunità di artisti. E’ un ragazzo posato, con ottimi risultati scolastici, non ha mai dato alcun problema alla famiglia, ha un grande talento per la musica e proprio il giorno della sua scomparsa avrebbe dovuto partecipare ad un concerto in onore di Fabrizio De André, a cui teneva moltissimo, essendo anche uno degli organizzatori. Lisa si sente fin da subito coinvolta nell’indagine, trova una grande empatia con la madre di River e riversa nell’indagine tutte le sue energie, ritrovando lo smalto che sembrava ormai perso.

Il titolo del libro è lo stesso di una struggente canzone di Fabrizio De André, a cui il libro fa riferimento, due storie simili di figli e madri. A leggere le note di copertina sembra un libro “noir” con protagonista il commissario Lisa Mancini, in realtà il libro è soprattutto un romanzo psicologico che racconta il dolore delle madri quando perdono i figli, sia quando muoiono che quando scompaiono o si allontanano, oltre ad analizzare i rapporti tra genitori e figli, le difficoltà di un compito così difficile a cui spesso molti arrivano del tutto impreparati. Nella storia tanti i riferimenti ad opere letterarie, musicali e filosofiche, tutte segnalate nelle pagine finali del libro. Una scrittura molto accurata, meticolosa, con personaggi ben definiti, ambientazioni descritte con grande efficacia. Una storia piena di dolore e sofferenza, raccontata con passione e partecipazione.

Il prezzo del passato

Titolo: Il prezzo del passato

Autore: Kathy Reichs

Editore: Rizzoli

Traduzione: Luisa Piussi e Isabella Zani

 

Kathy Reichs è l’autrice di questo “Il prezzo del passato”. Kathy è un’antropologa forense, professoressa universitaria ed è anche scrittrice di successo con i suoi thriller che vedono come protagonista Temperance Brennan, anche lei antropologa forense e sua alter ego. Il lavoro della Brennan si divide tra la Carolina ed il Canada, dove lavora il suo compagno, investigatore privato ed ex poliziotto. Questa volta le indagini partono da un omicidio avvenuto in Carolina che ha dei collegamenti con un vecchio caso avvenuto in Canada. Nel frattempo, un batterio mortale sta flagellando la zona di Charleston e tra la popolazione cresce la preoccupazione. La tecnologia offrirà gli strumenti necessari per la soluzione del caso, che sarà risolto grazie ai progressi sullo studio del DNA e la genetica.

I libri di Kathy Reichs sono basati su una trama complessa con molte vicende parallele che apparentemente non sono collegate tra loro, ma tra colpi di scena e sviluppi delle indagini, il quadro si delinea in modo completo e credibile. Temperance è una donna coraggiosa, pur con i suoi limiti e difetti, sempre pronta ad entrare in azione, a rischiare la sua incolumità, per scoprire i colpevoli degli omicidi su cui indaga. Le storie raccontano le indagini ma sono anche uno spaccato attuale della società americana, con riferimenti alla politica ed ai fatti sociali, che danno un senso di attualità al racconto. La tecnologia è sempre protagonista, tra armi, informatica, genetica, virus, microbiologia, fornendo gli strumenti indispensabili per la soluzione dei casi che danno origine al romanzo. La personalità di Temperance è l’asse portante dei romanzi della Reichs, che sono sempre una lettura piacevole, che concede qualche ora di svago e di divertimento, nonostante ci si trovi tra indagini, cadaveri ed autopsie.

Un requiem tedesco

Titolo: Un requiem tedesco

Autore: Philip Kerr

Editore: Fazi

Traduzione: Luca Merlini

 

Ultimo capitolo della trilogia berlinese con l’investigatore Bernie Gunther protagonista.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania nazista è sconfitta ma lo sono anche tutti i tedeschi che hanno avversato il regime. Bernie Gunther, come tutti, deve combattere la carenza dei generi di prima necessità, dal carbone per riscaldarsi al cibo. Bernie scopre che i prodotti alimentari che la moglie porta a casa sono il risultato delle sue avventure con militari americani. Scosso da tale scoperta, accetta l’incarico per una indagine a Vienna, per trovare elementi utili a scagionare un suo vecchio amico accusato di omicidio.

Il libro racconta le condizioni di vita nella Germania del dopo guerra, dove la vita è diventata difficile e rischiosa per tutti, tra i tedeschi che cercano di sopravvivere, gli americani ed i russi che occupano i territori cercando di eliminare gli ex nazisti. La vicenda è ambientata nel 1947, il processo di Norimberga è concluso, ma non ci sono relazioni stabili tra le nazioni vincitrici e il comunismo sta diventando il nuovo nemico degli occidentali. Si cercano nuovi equilibri, tutti sono contro tutti ed alleati di tutti, inizia a definirsi quella sfida di spionaggio e controspionaggio che darà vita alla guerra fredda in cui inizio è ormai imminente. Bernie Gunther si conferma un personaggio solitario, con una malinconia di fondo, figlia della convinzione che non sarà possibile cambiare le cose, ma con umorismo dissacrante sempre pronto a manifestarsi anche nelle situazioni difficili. Un libro affascinante per l’ambientazione e per gli argomenti trattati, che mette in risalto un periodo storico raccontando i fatti da un punto di vista originale ed inedito.

La spinta

Titolo: La spinta

Autore: Ashley Audrain

Editore: Rizzoli

Traduzione: Isabella Zani

Il libro inizia con la descrizione di una scena inquietante. Blythe si trova chiusa nella sua auto ed osserva, attraverso le finestre di casa, la vita del suo ex marito con la nuova compagna. I due sono con Violet, figlia di Blythe, che vive con il padre. La bambina si accorge che sua madre la sta osservando ed a sua volta la guarda dritta negli occhi, senza dire nulla al padre, quasi a sfidarla. Blythe ha sempre avuto problemi nelle relazioni con Violet, fin da piccola la bambina piangeva quando era in braccio alla madre. Le due non si sono mai amate, così come era successo tra Blythe e sua madre e tra sua madre e la nonna. Una storia tragica, piena di risvolti psicologici, di difficoltà reali comuni a molte donne, accentuate dai comportamenti estremi di Violet. Un libro avvincente, un thriller psicologico basato sulle paure ed insicurezze di due genitori inesperti, con poche certezze su come risolvere i conflitti con i bambini. La storia prosegue senza risolvere il dubbio se è Blythe che non vuole accettare la condizione di madre oppure se è Violet ad essere problematica ed addirittura pericolosa. Una narrazione veloce ed efficace, dal ritmo serrato, pensieri e sentimenti descritti con molta abilità, una suspense incredibile per una storia che in apparenza racconta solo le relazioni tra una madre ed una figlia e tra la madre ed il suo passato familiare. I capitoli brevi contribuiscono a creare una tensione alta in continuo crescendo, fino all’epilogo dell’ultima riga. Un romanzo che tratta la maternità e le difficoltà del crescere i figli senza la solita retorica che cerca solo di evidenziare la bellezza e le gioie portate dai figli, nascondendo in parte la realtà che può essere ben diversa, con molte donne che si trovano ad affrontare da sole momenti di grande difficoltà psicologica, stanchezza, paure e tormenti.

Fuga

Titolo: Fuga

Autore: Harlan Coben

Editore: Longanesi

Traduzione: Stefania Cherchi

 

Simon Greene è un uomo ricco, vive in un appartamento signorile in una zona residenziale di New York, moglie bella ed affascinante, due figli bravi e belli ed una terza figlia che è scappata di casa, è una tossica, vive ai margini della società con il suo compagno Aaron.

Un giorno Simon incontra per caso la figlia, fatica a riconoscerla, ma è proprio lei che suona malamente canzoni di John Lennon a Central Park. Prova a parlarle, a trattenerla, ma non c’è nulla da fare. Simon vuole riportare a casa sua figlia, la vuole liberare dalla droga e dalle cattive compagnie che la hanno ridotta in quello stato, è disposto a tutto pur di salvarla. Ma parte subito con il piede sbagliato e le cose si complicano, molto, fin dall’inizio.

Un libro dalla trama complessa, costruita in modo impeccabile, tre storie parallele che sembrano essere scollegate tra loro, ma che con il prosieguo del racconto, trovano il punto di congiunzione in modo del tutto imprevedibile. Un libro che esplora il mondo dei giovani, delle loro insicurezze, dei pericoli che corrono quando la famiglia non è presente abbastanza nei momenti critici della crescita, del mortale ed effimero benessere che possono fornire le droghe prima di far cadere le persone nell’inferno della dipendenza, delle tante organizzazioni apparentemente al di sopra di ogni sospetto che invece nascondono gang criminali disposte a tutto pur di continuare a fare soldi. Il romanzo getta anche una luce sui rapporti familiari che possono apparire felici ma che a volte nascondono bugie e segreti inconfessabili. Ma è la trama l’elemento vincente di questo libro, la cui lettura scorre fluida pagina dopo pagina alla scoperta della soluzione che sarà svelata solo alla fine.

Figlia della cenere

Titolo: Figlia della cenere

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

 

Figlia della cenere è il quinto romanzo con protagonista il commissario Teresa Battaglia. Il tempo passa e le condizioni di salute di Teresa sono sempre più precarie. C’è anche un serial killer che ritorna e che la costringerà a rivivere il suo doloroso passato. Teresa ha il conforto del legame fortissimo con sua squadra investigativa e con l’anatomopatologo Antonio Parri. Il questore Alber Lona continua invece a considerarla un problema. Ad arricchire la trama c’è anche il collegamento della vicenda di Teresa con il mosaico della basilica di Aquileia e con storie che risalgono al IV secolo. Il romanzo ci svela alcuni segreti della vita del commissario Battaglia, le sofferenze e le violenze domestiche inaudite, le molestie subite sul lavoro. Ma le difficoltà l’hanno resa forte, hanno accresciuto le sue doti di leader. Ora che ha raggiunto il massimo della fragilità si trova, per colpa del serial killer, a rivivere quello che accadde 27 anni prima. Il collegamento tra i fatti della vita di Teresa e le storie del IV secolo, è dovuto alla mente contorta del serial killer che userà i mosaici della basilica di Aquileia per condurre il suo folle gioco di morte.

Un libro dalla trama complessa e ben costruita, con un ritmo narrativo travolgente, che tratta molti temi ma uno prevale su tutti ed è quello della violenza sulle donne. I mostri si possono nascondere dietro personaggi apparentemente insospettabili, mentre mostri pluriomicidi conclamati nascondono grandi sofferenze e privazioni, soprattutto in tenera età, che ne condizionano i comportamenti futuri.  Un romanzo duro, a tratti tragico, un capitolo affascinante dell’eterna lotta tra il bene e il male, tra un passato lontano ed il presente. Un libro vibrante ed emozionante, scritto con grande ed evidente passione.

Macbeth

Titolo: Macbeth

Autore: Jo Nesbo

Editore: Rizzoli

Traduzione: Maria Teresa Cattaneo

Il titolo è lo stesso della tragedia shakespeariana, così come parte della trama e i nomi di molti dei protagonisti. La storia è ambientata negli anni 70, una città industriale in declino economico e sociale, fabbriche chiuse, disoccupazione e spaccio di droga ovunque. Macbeth è il miglior poliziotto della città, un passato difficile, abbandonato da piccolo, senza famiglia, ex tossicodipendente. Un uomo fragile ma anche un ottimo elemento, affidabile e completamente dedito alla lotta al crimine. Riesce a guadagnarsi la fiducia dei suoi capi, viene promosso, acquisisce potere. Iniziata la salita le ambizioni aumentano, l’ebrezza del potere genera dipendenza. Perdere il controllo di sé è molto facile quando non si ha un limite. Il romanzo di Nesbo non è un semplice remake in chiave moderna dell’opera originale, bensì di un terribile esempio di cosa potrebbe accadere in questa era di post-industrializzazione alle nostre città ed alla nostra organizzazione sociale. Le fabbriche chiuse senza più manutenzione sono cause di inquinamento, la crescente disoccupazione aumenta il consumo delle droghe che arricchiscono la criminalità che diventa sempre più potente e prepotente. Al degrado economico e sociale contribuiscono in buona misura anche la politica e le forze dell’ordine, impegnate solo a mantenere il potere, ad arricchirsi facendosi corrompere, senza alcun interesse per il bene comune.

Una ambientazione tetra, oscura, di grande effetto, storie di degrado umano, tutto esaltato da una scrittura di grande efficacia, diretta, secca, precisa, con dialoghi serrati e veritieri. Un libro drammatico che ci pone di fronte a quello che potrebbe essere un futuro prossimo non proprio lontanissimo, se la politica non comprenderà per tempo che senza lavoro e senza prospettive di crescita sociale la nostra società non ha futuro.

Indipendenza

Titolo: Indipendenza

Autore: Javier Cercas

Editore: Guanda

Traduzione: Bruno Arpaia

 

Indipendenza è, dopo Terra Alta, il secondo libro di Javier Cercas con protagonista il poliziotto Melchor Marin, appassionato di libri che vive solo per la amatissima figlia Cosette nella nostalgia per la perdita della moglie Olga e il rimorso per non aver ancora trovato i responsabili dell’omicidio della madre. Melchor è chiamato a Barcellona per una indagine che riguarda la sindaca, ricattata per un video hard girato a sua insaputa quando era una ragazza di vent’anni.

Le indagini dovranno essere condotte con la massima discrezione, per evitare di compromettere la posizione della sindaca e la sua carriera politica.

Attraverso la storia del ricatto e del filmino hard, piena di colpi di scena e di risvolti inaspettati, Javier Cercas ci racconta l’ambiente delle élite che governano il paese, rimanendo nell’ombra, per fare i propri interessi a discapito della comunità. Viene descritto un mondo dove le persone sono pronte a tutto per il potere, a combattere i nemici ma anche gli amici con ricatti e sotterfugi, dove l’importante è il potere a tutti i costi, in una società che sembra aver perso completamente la cognizione del bene comune. Una classe politica che promette molto ma che cambia idea appena eletta, assumendo posizioni contrarie a quelle con cui avevano acquisito la fiducia degli elettori.

Ma c’è anche la vicenda personale di Melchor, il poliziotto appassionato di libri e di romanzi, che si lascia guidare nella vita da quello che per lui è il libro dei libri, ossia i Miserabili di Victor Hugo, il testo dove trova sempre l’ispirazione su cosa è giusto fare, quando si trova in difficoltà. Il suo senso della giustizia non lo abbandona mai, anche se è tanta la voglia di vendicarsi contro chi gli ha fatto male. Tante le vicende che si intrecciano per formare una trama ben costruita e raccontata con stile diretto, senza troppi orpelli. Un bel romanzo, di sicuro interesse per chi segue la politica spagnola, ma adatto anche agli amanti dei gialli tradizionali.

 

Predatori e prede

Titolo: Predatori e prede

Autore: Kathy Reichs

Editore: Rizzoli

Traduzione: Luisa Piussi

Predatori e prede è il diciannovesimo romanzo che Kathy Reichs dedica alla dottoressa Temperance Brennan, l’antropologa forense più famosa d’America. Temperance interviene di solito quando nella scena del crimine c’è un cadavere in grave stato di degrado, tale da non permettere ad un classico medico legale di trarre elementi utili per le indagini.

La storia inizia con la Brennan in grande difficoltà, ha da poco subito un intervento chirurgico, deve stare a riposo e lei non si sente proprio in forma. Anche sul fronte lavorativo le cose non vanno affatto bene, il suo vecchio capo è deceduto, al suo posto c’è Margot Heavner, anche lei antropologa, con cui i rapporti sono pessimi e tesissimi. Brennan riceve sul suo cellulare una serie di fotografie che mostrano il cadavere di un uomo con il volto deturpato, con piedi e mani amputate. Il mittente è sconosciuto e lei con capisce perché e chi possa averle inviato quelle foto. Dopo pochi giorni, il cadavere dell’uomo delle foto viene ritrovato in un campo. La Heaven prende in mano l’indagine e fa in modo che la Brennan non sia coinvolta. Ma Temperance ha la testa dura e nonostante le sue precarie condizioni, si dedica in modo semi clandestino alle indagini, con l’aiuto di un amico investigatore. Il cadavere dell’uomo senza volto sembra essere di una persona collegata con l’ambiente dello spionaggio internazionale, ma c’è anche un traffico sospetto di bambini, una clinica privata non proprio trasparente, affari immobiliari strani, un presentatore TV ambiguo e molto vicino alla dottoressa Heavner. La trama è complessa e misteriosa, con tanti intrecci, tanti personaggi, diverse tipologie di crimini, internet, il dark web e molto altro. Per una volta Temperance non è alle prese con cadaveri putrefatti o corpi bruciati, ma si trova coinvolta ad indagare in prima persona, invece che ad analizzare reperti, con grandi rischi per la sua incolumità. Un ruolo inedito per l’antropologa, una trama insolita e contorta, ma costruita con abilità da Kathy Reichs, che mescola tecnologia, crimini e protagonisti di grande umanità ed empatia.