L’autodichiarazione

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Tra le tante cose ironiche reperibili in rete sulla ormai arci famosa Autodichiarazione che il Governo ha introdotto per tutti i cittadini che dovessero spostarsi in tempi di quarantena, ho trovato questa (ovviamente) finta copertina di un libro scritto da Franz Kafka che mi ha fatto sbellicare dalle risate. Pensare che proprio Kafka possa scrivere un libro del genere è un vero colpo di genio. Complimenti a chi ha pensato e pubblicato questa gag.

 

I baffi – Emmanuel Carrère

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Titolo: I baffi

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi

Traduzione: Maurizia Balmelli

Una decisione improvvisa, presa di getto, senza pensarci troppo. Il protagonista è in bagno e decide di cambiare la sua immagine e si taglia i baffi. Niente di speciale, ma un piccolo cambiamento ogni tanto ci vuole, anche solo per la curiosità di vedere le reazioni di sua moglie, degli amici e dei colleghi di lavoro. Con grande sua sorpresa, nessuno si accorge della differenza, anzi tutte le persone che lo circondano dicono che lui i baffi non li ha mai avuti. Lo sostiene la moglie, gli amici con cui va a cena, i suoi colleghi. All’inizio crede che sia uno scherzo organizzato dalla moglie. La cosa prosegue e lui non si capacita di come sia possibile che uno scherzo duri così a lungo e coinvolga così tante persone. La cosa va avanti e lui comincia a temere che la moglie stesse impazzendo o che forse sia già diventata completamente pazza. I dubbi aumentano e il protagonista comincia progressivamente a perdere colpi arrivando a mettere in dubbio la sua intera vita. La storia prosegue con uno smarrimento crescente e sempre più sconcertante.

Un libro inquietante, un thriller psicologico, che descrive l’evoluzione della forma di pazzia distruttiva del protagonista. Tutto inizia da un banale gesto di rottura rispetto alla routine quotidiana, una azione semplice che chiunque può fare ma che in questo caso scatena nel protagonista un cambiamento radicale del punto di vista della sua vita, dei suoi affetti e relazioni, per scoprire che non sopporta più nulla di tutto quello che ha, per desiderare tutt’altro. La narrazione parte lenta e abbastanza piatta ma poi aumenta di ritmo e di intensità riuscendo a descrivere con grande efficacia i turbamenti del protagonista, i suoi momenti di grande sofferenza. Un libro inquietante e terribile che mostra la fragilità delle persone e di come si è sempre soli di fronte alle grandi difficoltà della mente.

 

 

Serie “I Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni

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Titolo: Serie “I Bastardi di Pizzofalcone”

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

La serie dei libri dedicati ai Bastardi di Pizzofalcone ha inizio con “Il metodo del coccodrillo” seguito in ordine cronologico di uscita da “I bastardi di Pizzofalcone”, “Buio per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Vita quotidiana per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Vuoto per i Bastradi di Pizzofalcone”, “Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone”. Una serie lunga, tanti libri, stessa ambientazione, stessi personaggi. Ma non ci si annoia leggendoli, tutti i libri sono godibili, belli da leggere, tragici e divertenti nello stesso tempo.

L’ispettore Loiacono è stato trasferito a Napoli, dopo un problema che stava per costargli il posto per una storia di collusione con la mafia. Ne uscì innocente ma bruciato come poliziotto. Dovette divorziare dalla moglie e dalla Sicilia fu trasferito a Napoli, in ufficio, lontano dalle indagini, a fare il passacarte, nessuno si fidava di lui. Nel primo libro, “Il metodo del coccodrillo”, Loiacono ha un colpo di fortuna e riesce ad essere inserito in una squadra che investigava su un caso di omicidi plurimi. Le sue intuizioni furono decisive per la risoluzione del caso. Per farlo tornare operativo, fu trasferito al Commissariato di Pizzofalcone, che era salito alla cronaca per una storia molto grave dato che quattro poliziotti del commissariato facevano sparire la droga dei sequestri e la rivendevano. Una volta scoperti furono processati e condannati. Tali poliziotti furono definiti come ”I bastardi di Pizzofalcone”. Il commissariato era rimasto sguarnito di polizotti e l’organico fu rimpolpato con presunte mezze tacche provenienti da vari commissariati della zona. La nuova squadra di poliziotti mantenne il soprannome di “Bastardi di Pizzofalcone”, in genere poco onorevole ma che rimase come marchio di fabbrica del gruppo. Indagine dopo indagine, il gruppo di reietti si rivelò una squadra vincente, capace di risolvere i casi più difficili, con brillanti intuizioni anche se con metodi poco ortodossi.

Tutti i libri sono avvincenti e divertenti in egual misura. Vanno letti in ordine cronologico per riuscire a cogliere ogni sfumatura ed ogni riferimento a quanto accaduto nei volumi precedenti.

I romanzi raccontano delle indagini più diverse, sempre relative a crimini commessi a Napoli, con vittime appartenenti a ceti sociali diversi, con storie diverse. Napoli sullo sfondo, sia la Napoli ricca e benestante, delle case da sogno, oppure la Napoli dei rioni più poveri e devastati socialmente. Tutti i personaggi, sia i poliziotti che i criminali sono descritti alla perfezione, mostrando sentimenti, paure, difetti e pregi, nel bene e nel male. Nelle storie ha un peso importante la vita quotidiana. Mori che nascono, che finiscono, divorzi, figli che perdono la rotta, depressione, solitudine, difficoltà economiche e sociali. Ma c’è anche la forza del gruppo, il sollievo di lavorare in squadra, la partecipazione alle sofferenze degli altri. Napoli è la scena del crimine ma è anche un posto dove la natura si è divertita a creare alcune delle ambientazioni più belle e spettacolari del mondo abitato dalla popolazione dalle caratteristiche umane uniche e dirompenti, nel benessere come nella miseria. De Giovanni sfrutta tutte le capacità di Napoli di essere bella e terribile, empatica e crudele, con grande abilità, scrivendo sempre in modo brillante e lineare, con grande attenzione agli aspetti psicologici dei personaggi, delle vittime e dei carnefici. Una serie di thriller imperdibile con la migliore squadra di poliziotti che si possa immaginare.

Il peso della neve – Christian Guay-Poliquin

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Titolo: Il peso della neve

Autore: Christian Guay Poliquin

Editore: Marsilio

Traduzione: Francesco Bruno

Un uomo rimane coinvolto in un incidente stradale riportando gravi ferite alle gambe. Dopo alcuni giorni di ospedale viene sistemato in una casa a lui sconosciuta, con le gambe paralizzate. In casa manca la luce, tutta la zona è priva di elettricità per un black-out totale che durerà un tempo indefinito. L’uomo si ritrova ad essere accudito da un vecchio, un certo Matteo, per lui uno sconosciuto, che gli prepara da mangiare, accende il fuoco, gli cambia le bende alle ferite e gli dosa le medicine quotidiane. L’uomo ferito piano piano migliora, comincia a muovere le gambe e poi lentamente ricomincia a camminare. I due sono costretti a vivere nella casa, fuori c’è una spessa coltre di neve, che copre tutto ed impedisce di attuare qualsiasi piano di fuga. Matteo è un tipo di poche parole, ma con il tempo comincia a raccontare qualcosa della sua vita, che ha una moglie malata, che vorrebbe rivedere al più presto, che vorrebbe tornare a casa sua. Anche l’uomo ferito vorrebbe tornare alla sua vita, porre fine a quella convivenza forzata con Matteo, ma fuori c’è la neve che li blocca. Sono entrambi prigionieri dell’inverno del Quebec e prigionieri uno dell’altro.

Un romanzo sul rapporto dell’uomo con la natura ed anche sulla solitudine e sul modo in cui le persone che hanno bisogno di aiuto reagiscono alle difficoltà. Un protagonista di cui non conosciamo l’identità, prigioniero con il suo forzato convivente della neve, che toglie loro ogni speranza. Un romanzo con una ambientazione opprimente, scura, con i protagonisti che vivono una condizione estrema, tra silenzi e solitudine, prigionieri, oltre che della neve, del caso che ha voluto unire i loro destini. Un libro scritto con una prosa elegante e scarna, senza fronzoli, con atmosfere cupe e poco rassicuranti. Il racconto ha una sua dinamicità che cattura il lettore, interessandolo sempre più a scoprire la conclusione della vicenda, come fosse un vero thriller.

La pietra per gli occhi – La bottega dello speziale – L’angelo del mare fangoso – Roberto Tiraboschi

LA PIETRA PER GLI OCCHILA BOTTEGA DELLO SPEZIALEL'ANGELO DEL MARE FANGOSO

Titolo:

La Pietra per gli occhi

La bottega dello speziale

L’angelo del mare fangoso

Autore: Roberto Tiraboschi

Editore: e/o

 

Tre libri, una unica recensione. Una trilogia che narra la storia di Edgardo d’Arduino, dal 1106 al 1119. Edgardo è il primogenito di una famiglia nobile nato con una deformità fisica che ne condiziona sia l’aspetto fisico che psicologico. Si sente inadeguato per diventare cavaliere, come vorrebbe il padre, quindi decide di diventare chierico e amanuense presso l’Abazia di Bobbio. La storia ha inizio quando in giovane età Edgardo perde progressivamente la vista, rendendolo non più adatto a fare l’amanuense, attività a cui aveva dedicato la sua vita e per la quale aveva un enorme talento. Alla ricerca di quelli che furono i primi occhiali della storia, Edgardo si reca a Venezia. Da qui hanno inizio le mille avventure raccontate nella trilogia.

I tre libri hanno gli stessi protagonisti ed è consigliabile leggerli in ordine cronologico di uscita per apprezzare l’evoluzione dei personaggi e il mutare delle condizioni storiche.

I tre romanzi sono veri e propri libri gialli ambientati nel 12° secolo, in una Venezia piena di artigiani del vetro, commercianti, centro dei commerci verso l’oriente, ma anche una città pericolosa, piena di rapinatori e avventurieri di ogni tipo. Un agglomerato urbano in preda alle maree ed al fango, una mezza palude piena di una umanità dedita ad ogni tipo di traffici, leciti e non, di intrighi e di persone che con mille sotterfugi provavano a vincere la guerra contro la miseria che caratterizzava la vita della maggior parte della popolazione.

I romanzi presentano un numero incredibile di personaggi, tutti ben definiti e caratterizzati, donne, uomini, mercanti, soffiatori di vetro, frati, garzoni, poveri, schiavi, medici, signori e magistrati. C’è di tutto, una umanità varia e multiforme, che ne combina di tutti i colori pur di avere la meglio sugli altri, nemici, concorrenti o anche sconosciuti.

Le vicende ci descriveranno le tecnologie dell’epoca per la produzione del vetro, dei traffici commerciali e delle pratiche mercantili dell’epoca, oltre ad un quadro affascinante delle scienze, della medicina e del sapere dell’epoca. Tanti riferimenti alle opere classiche che all’epoca erano il riferimento dei saggi, dai trattati di filosofia, a quelli di medicina, astronomia e astrologia. Un misto di sapere antichissimo e di nozioni dalla provenienza misteriosa, scienza, alchimia e cialtronaggine mischiate insieme. Tre libri di grande fascino ma anche di divertimento, per il tono quasi scanzonato con cui molte parti delle vicende sono raccontate e per gli inserti in dialetto veneto che aumentano la varietà e il piacere della lettura, mettendo alla prova il lettore con esercizi di comprensione inediti.

Tre libri da leggere facendosi trasportare dagli avvenimenti, pieni di imprevisti e di colpi di scena sapientemente distribuiti nel racconto. La lettura coinvolge l’uso anche del senso dell’olfatto e dell’udito, con odori e rumori descritti in modo efficace ed a volte anche troppo cruento. Una lettura per spendere in modo piacevole alcune ore di tempo libero che in questo periodo non dovrebbe essere merce rara per la maggior parte di noi.

L’angelo di Monaco – Fabiano Massimi

Titolo: L’angelo di Monaco

Autore: Fabiano Massimi

Editore: Longanesi

Un romanzo a metà tra lo storico ed il giallo. Siamo a Monaco, in Germania, nel 1931. La Repubblica di Weimar sta per finire, il partito di Adolf Hitler sta per prendere il potere. Già allora Hitler e il suo apparato poteva contare su una organizzazione potentissima, con una rete di fedelissimi inseriti in ogni apparato della società civile, anche se molta parte della popolazione è contraria alle idee professate da Hitler, ma per paura molti di loro non fanno sentire la propria voce come dovrebbe essere. Il libro Mein Kampf era già stato pubblicato e le basi ideologiche del futuro Terzo Reich erano già state gettate. Si profila quella che sarà una delle dittature peggiori della storia dell’umanità. Hitler è già allora un personaggio discusso non solo per le sue idee politiche ma anche per il suo stile di vita e per alcune sue perversioni, difficilmente accettabili per le persone normali, ma tollerate da tutti i suoi sostenitori osannanti. Il Commissario Sauner è chiamato a dirigere l’inchiesta per la morte di una donna di soli 22 anni, Angela Raubal, trovata cadavere nell’appartamento di suo zio, che era anche il tutore legale. La ragazza era molto legata allo zio, che lei chiamava affettuosamente zio Alf. Lo zio era nientemeno che Aldolf Hitler. Le indagini furono chiuse in tempo record stabilendo che si era trattato di un suicidio. Ma su pressione dello stesso Hitler, Sauer continuò ad indagare perché forti erano i sospetti che si fosse trattato di omicidio. Le indagini si svilupperanno attorno agli uomini che circondavano Hitler, tutti nomi che la storia seguente renderà tristemente noti per i crimini di cui si renderanno responsabili. Un giallo avvincente, scritto in modo brillante, anche con un piacevole senso dell’umorismo che riesce a stemperare la tensione di alcune parti del racconto. Una ricostruzione storica attenta e precisa, alternata con la parte creativa in modo molto abile ed intrigante. Un libro i cui protagonisti sono tutti nomi tristemente noti, visti da un punto di vista inedito, ambientato in un periodo storico, quello tra le due guerre mondiali, che solo in apparenza sembrava tranquillo ma che stava preparando quello che poi sarebbe accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Una lettura molto coinvolgente e interessante con un personaggio come il commissario Sauer che ci farà riflettere sull’importanza della ricerca della verità a tutti i costi e che non reagire di fronte a chi proclama idee violente e irrispettose della dignità di una parte del genere umano è forse il comportamento peggiore che la gente può avere. Vale per allora ma anche per i giorni d’oggi.

Voci nella nebbia – A.E. Pavani

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Titolo: Voci nella nebbia

Autore: A.E. Pavani

Editore: Mondadori

Il libro inizia con una gita in un lago del Trentino, nel 1999. Il lago ha una piccola isola non lontana dalla riva. Alcuni ragazzini prendono una barca, si avventurano sull’isola, per loro è un gioco innocente. La gita finisce in tragedia. I bambini una volta tornati a riva racconteranno di aver visto sull’isola il cadavere di una donna e sono scappati con un uomo incappucciato che li seguiva. Le indagini non trovarono nessun cadavere. Una bambina del gruppo cadde dalla barca e non fu più ritrovata.

Ai giorni d’oggi, la detective di Londa Lisa Harding viene aggredita per strada. Si risveglia in ospedale, ha perso la memoria, non ricorda nulla dell’aggressione. Ma da qualche tempo ha un incubo ricorrente, lei che affoga e tante foto di occhi di donna che la fissano. Alcuni ricordi cominciano ad affiorare nella sua mente tra cui una foto di occhi, realizzata con una macchina fotografica Polaroid, posata sul cadavere della vittima dell’omicidio della sua ultima indagine. L’immagine ritraeva gli occhi della vittima pochi attimi prima della sua morte. Il killer era stato denominato dagli investigatori “il fotografo” e Lisa era convita che fosse stato lui stesso a tentare di ucciderla. Lisa cerca di ricordare qualcosa della sua aggressione ma niente le viene in mente. I suoi incubi continuano e le foto di occhi turbano il suo sonno. La sua mente ritorna ad una estate del 1999, dove per la prima volta aveva visto quelle foto di occhi. Lisa era su quella barca nel lago del Trentino nel 1999 e le foto con gli occhi erano appese ad un albero vicino al cadavere della donna che i bambini dissero di aver visto. Lisa decide di tornare in Italia, in Trentino, nel luogo di quella disastrosa vacanza e di condurre delle indagini per ritrovare quel cadavere che i bambini dissero di aver visto ma che non fu mai ritrovato. Lisa è convinta che la soluzione del caso italiano porterà anche a scoprire il suo aggressore a Londra. Il viaggio in Italia riserverà grosse sorprese per la detective inglese.

La storia è ambientata per la gran parte in Trentino con belle descrizioni dei luoghi in cui si svolgono i fatti e con una trama che richiama leggende antiche di streghe e misteri della fine del 1600 che si intrecciano con i fatti contemporanei. I paesini adiacenti ai laghi spesso hanno storie che richiamano misteri e storie macabre e il paesino del Trentino del romanzo è uno di questi. Il racconto semina dubbi in continuazione, rendendo il percorso verso la verità tortuoso con continui colpi di scena che cambiano la direzione delle indagini. Il libro rende bene l’atmosfera tipica dei paesini di montagna, con i loro abitanti spesso riservati e taciturni e propensi all’omertà quando si tratta di difendere la tranquillità e il buon nome della loro vallata. Il thriller è reso ancora più interessante per i risvolti psicologici che l’avventura sull’isola hanno su Lisa, le cui sensazioni sembrano dare ragione alle leggende del passato. Un libro piacevole con personaggi ben definiti ed empatici.