Come delfini tra pescecani

Titolo: Come delfini tra pescecani

Autore: François Morlupi

Editore: Salani

Un giallo ambientato a Roma, con protagonisti un gruppo di poliziotti del commissariato di Monteverde. Il commissario Biagio Maria Ansaldi, un ansioso ipocondriaco appassionato d’arte, il vice ispettore Eugénie Loy, una donna attaccatissima al lavoro e poco propensa a manifestare le sue emozioni, l’agente speciale Roberto Di Chiara, tifoso della Magica Roma e appassionato di film coreani, l’altro agente speciale William Leoncini, un ragazzo di colore adottato da una famiglia italiana appassionato di storia del nazismo e l’agente scelto Eliana Alerami, una giovane poliziotta ancora inesperta di molto bella presenza. Una squadra eterogenea di personaggi che non posseggono doti straordinarie e superpoteri, ma che grazie alla grande intesa ed al gioco di squadra riescono ad ottenere risultati eccellenti.

Monteverde è un quartiere di Roma molto vicino a Trastevere, non lontano dal centro, una zona residenziale in genere tranquilla. Il ritrovamento di un uomo impiccato nel suo appartamento, un certo Giancarlo Gordi, interrompe la tranquilla routine del commissariato. L’uomo aveva oltre ottant’anni e non era molto amato da vicini e conoscenti. Apparentemente sembra un suicidio, ma qualcosa non convince Eugénie Loy che infatti riesce a dimostrare che l’uomo è stato ucciso. Poco dopo, un calciatore ormai ritirato che aveva giocato in una squadra giovanile di cui era stato presidente proprio il Gordi, viene ritrovato cadavere nella sua abitazione. L’indagine impegnerà i cinque delfini di Monteverde alla ricerca di una soluzione del caso che arriverà solo dopo tanto lavoro ed impegno. Una trama gialla ben congegnata, complessa e articolata, una ambientazione perfetta, con Roma in primo piano con le sue meraviglie ma anche con i suoi insopportabili difetti, come traffico, sporcizia, strade dissestate, sporcizia, disordine e maleducazione ovunque. Un gruppo di investigatori con i limiti ed i difetti delle persone comuni, per i quali non si può che provare una grande empatia. François Morlupi ha una scrittura brillante, alterna ironia a preziose riflessioni, è un abile costruttore di trame articolate e complesse oltre che inventore di personaggi di grande umanità e simpatia.

Il sigillo

Titolo: Il sigillo

Autore: Francesco Grimandi

 

Un giallo storico ambientato a Bologna nel 1326. Sono ormai passati 14 anni dalla soppressione dell’ordine dei Templari e 12 anni dal rogo in cui fu arso Jacques de Molay, l’ultimo maestro templare. Le ricchezze dell’ordine erano state suddivise secondo quanto disposto dalla bolla di Papa Clemente V, ma alcune ricchezze ancora non avevano un padrone definitivo e facevano gola a molti. Nel giugno del 1326, un monaco viene ucciso nella notte, nonostante il coprifuoco. Chi ha potuto uccidere un religioso? E per quale motivo? Il vicario di giustizia Jacopo Lamberti si reca sul luogo dell’omicidio e inizia le indagini, scoprendo ben presto che ci sono inquietanti collegamenti tra il monaco ucciso, la fine dell’ordine dei templari e dei misteriosi assassini ingaggiati da persone molto potenti in città per farlo fuori. Il monaco è stato ucciso per prendergli qualcosa di molto prezioso che aveva indosso. Jacopo Lamberti scoprirà cosa si nasconde dietro l’omicidio, mettendo a repentaglio la sua carriera oltre a rischiare la vita.

Un romanzo ambientato in una epoca lontana, il 1326, un giallo storico dal ritmo incalzante, in una Bologna che comincia ad espandersi, ad arricchirsi con i commerci, ad essere popolata da molte persone in cerca di fortuna. L’atmosfera di incertezza e insieme di crescita sociale è ben descritta dall’autore, che si sofferma in interessanti descrizioni urbanistiche ed architettoniche della città, con le locande affollate, le persone che riempiono le strade, facendo trovare il lettore a suo agio pur raccontando una epoca così lontana. Il romanzo lancia alcuni temi di grande interesse, quali il vero motivo dello scioglimento dell’ordine dei templari, la creazione da parte dei cavalieri di alcuni strumenti finanziari all’avanguardia per l’epoca, l’ingordigia di uomini potenti disposti a tutto pur di arricchirsi facilmente ed indebitamente. Ma grazie a uomini integerrimi come Jacopo Lamberti, allora come ora, pronti a qualsiasi sacrificio pur di ottenere giustizia, che il bene comune viene tutelato dalle società civili, contro i malfattori di ogni risma.

La notte non perdona

Titolo: La notte non perdona

Autore: Daniela Grandi

Editore: Sonzogno

Parma, una sera qualunque. Un incendio improvviso distrugge un appartamento all’ultimo piano di un palazzo nel centro della città. Una persona muore tra le fiamme. Si tratta di un negoziante di stoffe, abbastanza noto in città, come noti erano i suoi frequenti incontri con ragazzi giovani. Uno di questi era stato visto allontanarsi dall’edificio poco prima dell’incendio, si tratta di un immigrato del Ghana, che viene subito identificato ed arrestato per volere del colonnello Cattaneo, un uomo vanitoso ed ambizioso, nemico personale del maresciallo Nina Mastrantonio, bella e giovane somala, arruolata nei carabinieri per amore della giustizia. La situazione in città sta esplodendo. In molti non credono nella colpevolezza del giovane ghanese, tra cui la stessa Nina, gli immigrati accusano le forze dell’ordine di voler trovare un capro espiatorio, senza cercare il vero colpevole. Le fazioni anti-immigrati sono in agitazione, preparano manifestazioni contro gli stranieri, cercano di provocare scontri e violenze per aumentare la tensione sociale. Nina Mastrantonio indagherà con i suoi colleghi, andando contro gli ordini del suo capo Cattaneo, per provare l’innocenza del giovane arrestato e trovare il vero colpevole. A peggiorare le cose per Nina, un suo vecchio nemico, un criminale dell’est che aveva fatto arrestare, è tornato in libertà e vuole vendicarsi, cercando di eliminarla.

Una storia dell’Italia di oggi, che racconta le difficoltà esistenziali, lavorative e sentimentali di Nina, di alcuni suoi colleghi e conoscenti, insieme ad una indagine che sembra a tutti i costi voler dimostrare che i cattivi sono sempre di colore. Non è affatto facile per Nina occupare un posto di responsabilità e dover combattere contro tutti i pregiudizi sociali, di genere e di razza. Così come non è facile per il giovane immigrato provare la sua innocenza. Parma si scopre essere una città dove a dispetto della ricchezza diffusa, della bellezza urbana e della sbandierata accoglienza, la convivenza pacifica degli immigrati con la popolazione locale è messa in pericolo da un razzismo latente e dai pregiudizi, presenti sia tra gli italiani che negli stranieri. Sarà una morte misteriosa di tanti anni prima ad indirizzare le indagini nel modo giusto e quando la verità verrà a galla, saranno in tanti a doversi ricredere. Un romanzo ricco di personaggi, tante storie parallele, tante decisioni da prendere, tante scelte sbagliate, una trama veloce, senza tempi morti, che mostra come i valori sociali di oggi possono essere capovolti, con sbandati che aiutano la giustizia mettendo a repentaglio la propria vita, con ricchi e facoltosi personaggi che la ostacolano. Un giallo sociale, che ci ricorda che solo cercando la verità senza pregiudizi si potrà fare giustizia.

Finchè il caffè è caldo

Titolo: Finché il caffè è caldo

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti

Traduzione: Claudia Marseguerra

 

A Tokyo c’è un piccolo caffè, aperto da oltre 100 anni, di cui si raccontano cose strane, per esempio che sedendosi sulla sedia giusta e bevendo un caffè, è possibile tornare indietro nel tempo. Per riuscire a viaggiare nel tempo bisogna bere il caffè prima che si raffreddi e non bisogna cercare di cambiare il presente. Sono poche le persone che si affidano alle possibilità offerte da questa caffetteria, molti non si fidano, molti non ci credono. Il romanzo, completamente ambientato nella caffetteria, racconta le avventure di quattro clienti, ognuno con storie diverse, con obiettivi diversi, ma tutti alla ricerca della possibilità di rimediare ad errori commessi nel passato, sempre per lo stesso motivo, ossia l’incapacità di mostrare i propri sentimenti al momento giusto. A guidare i sentimenti e le parole delle persone c’è sempre l’amore, ma spesso non si percepisce l’importanza di dire quando è il momento quello che si prova, quello che si vorrebbe. Ogni attimo del presente è importante per manifestare i propri sentimenti e spesso si perde il momento giusto per dire cose importanti che non vengono dette. Queste occasioni mancate spesso non si ripresentano e da queste forme di incomunicabilità, nascono situazioni impossibili da rimediare che provocano molte sofferenze.

Una storia delicata, dedicata alle cose non dette che potrebbero avere invece molta importanza nelle relazioni con le persone che amiamo. Nella vita ogni momento è importante, soprattutto nelle relazioni interpersonali, dove contano anche le singole parole, i piccoli gesti, che servono per comunicare vicinanza, comprensione, affetto. Il popolo giapponese è poco propenso a manifestare le proprie emozioni e sentimenti, ma quando scrivono riescono ad esprimere una sensibilità e delicatezza senza eguali.

Lo sciacallo

Titolo: Lo sciacallo

Autore: Giovanni Ascolani

Editore: Delos Digital

 

Questo ebook di Giovanni Ascolani, dal titolo Lo sciacallo è un racconto di genere horror che inizia con una donna decapitata e un cacciatore di streghe che va in giro con la sua testa. Il cacciatore a sua volta è inseguito da una entità a lui sconosciuta. Nel corso dell’avventura il cacciatore verrà a scoprire verità sconvolgenti sconosciute ai comuni mortali. L’autore non spinge molto su paura e repulsione ma impernia il racconto su un tema della religione cristiana, ossia la lotta contro il diavolo. C’è in corso una offensiva delle forze del male, alcuni libri proibiti come il Necronomicon stanno tornando a diffondersi, bisogna difendersi e passare al contrattacco e qui entrano in azione le legioni di San Michele.

Il tema dei libri di magia nera e della loro diffusione, in quanto strumenti del maligno, è presente in molti racconti dell’horror, ma non solo, sono molte le religioni e le culture che affrontano l’argomento del diavolo e della magia nera. La Chiesa cattolica ha sempre avuto una ossessione contro i libri ritenuti pericolosi, tutti messi all’indice.  Nel racconto Lo sciacallo c’è il palese riferimento a libri di magia nera come il Necronomicon, il Liber Ivonis o il De Vermis Mysteriis, testi mai scritti che furono inventati dalla fantasia dello scrittore Howard Phillips Lovecraft per i suoi racconti, nella realtà testi di magia sono da sempre esistiti e tramandati, al punto che opere come Picatrix, forse il più celebre libro di amuleti, furono messe all’Indice dalla Chiesa Cattolica. Giovanni Ascolani è uno scrittore specializzato in libri del genere horror, mescola sacro e profano, reale e sovrannaturale con credibilità ed eleganza, sempre restando fedele al genere horror.

Vipere a San Marco

Titolo: Vipere a San marco

Autore: Paolo Forcellini

Editore: Marsilio

 

Un romanzo giallo ambientato a Venezia, tra calle e canali, isole e palazzi storici, tutto ai giorni nostri. Venezia è una città lenta, dove tutto avviene senza fretta, ma le notizie corrono veloci e la scomparsa del suo Patriarca sveglia in un baleno la placida città lagunare. Tutte le ipotesi sono ammissibili, dalla fuga volontaria al rapimento. Tra i primi ad entrare in azione sono i giornalisti di un quotidiano locale, l’Istrice, con il suo giornalista di punta, Alvise Selvadego. Alvise è grande amico del vicequestore Possamai, che gli passa informazioni riservate con grande anticipo, in modo che il giornalista possa fare la sua figura ed in cambio il vicequestore riceve informazioni giornalistiche prima che queste siano diffuse. Una collaborazione di reciproca utilità.

Oltre alla scomparsa del Patriarca, la cronaca regista anche un omicidio ed i due fatti sono in qualche modo collegati. Cosa sta accadendo a Venezia? Saranno il vice questore Possamai con l’aiuto del giornalista Selvadego e della sua avvenente collega Gaspara ad indirizzare le indagini nel modo giusto per arrivare alla risoluzione del caso.

Paolo Forcellini, in questo suo libro Vipere a San Marco, ci racconta le bellezze e le tradizioni veneziane, tramite le indagini sulla scomparsa del patriarca e le azioni criminali della banda che sta sconvolgendo la vita lagunare. Il libro tratta anche in modo approfondito e intrigante le specialità gastronomiche del posto, data la tendenza dei protagonisti a trascorrere a tavola i momenti cruciali dell’avventura. I temi dell’attualità politica e sociale sono trattati con simpatica ironia ed un pizzico di irriverenza, che rendono la storia interessante e gradevole. La trama è costruita in modo lineare, con un intreccio brillante ma senza esagerazioni, privilegiando il racconto dettagliato dell’ambientazione, questa si straordinaria, per una lettura piacevole arricchita da frequenti inserti in lingua veneziana che danno una impronta tipica ai dialoghi, senza appesantire la lettura.

L’uomo del bosco

Titolo: L’uomo del Bosco

Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Un prologo misterioso che sembra un sogno o un incubo. Poi il richiamo ai giorni d’oggi. John Glynn è uno scienziato di fama internazionale, grande studioso di terremoti e scrittore di libri, veri e propri bestseller, diffusi in tutto il mondo. Ha da poco accettato di tornare in Italia, con un incarico all’Università della Tuscia, nella placida e quieta Viterbo, scegliendo di vivere a Civita di Bagnoregio, meglio nota come la città che muore, per via dei fenomeni naturali che stanno erodendo il terreno su cui è costruita. In questo romanzo acquista nuova vita e notorietà in un contesto del tutto imprevedibile. John sta portando avanti un suo progetto di esplorazione del sottosuolo, come prosecuzione degli studi iniziati da suo padre, altro geologo di grande fama, morto in una esplosione sotterranea in Belgio. La morte del padre rappresenta per John una ferita mai rimarginata con molti ricordi che a volte ritornano dai meandri della sua mente. Il commissario Rico Trivelli, nel carcere Mammagialla, sta indagando su un detenuto, morto suicida, che in tanti anni di detenzione non ha mai parlato delle sue colpe, dando l’impressione di voler nascondere la verità. C’è un collegamento misterioso tra gli studi scientifici di John, i suoi problemi psicologici, le indagini di Rico Rivelli, mentre strani fenomeni naturali avvengono proprio a Civita di Bagnoregio. Il romanzo tratta dei misteri delle profondità terrestri e quelli del profondo dell’animo umano, con i suoi limiti e paure. Una storia in cui si mescolano in modo intimo la razionalità scientifica e la parte irrazionale che per studiare l’inconscio prende in considerazione teorie poco scientifiche frutto della immaginazione e suggestione della mente umana. Mirko Zilahy, con questo L’uomo del Bosco, ha scritto un romanzo molto diverso dai suoi precedenti, confermandosi ottimo scrittore e grande costruttore di trame complesse e articolate. Questa volta ha messo insieme nozioni scientifiche e teorie fantastiche, riuscendo ad adattare il linguaggio e le parole al contesto, dando ad ogni capitolo il giusto tono per rappresentare gli eventi, i luoghi e le emozioni dei protagonisti. Un libro complicato pieno di fascino, di grande suggestione, da leggere con la giusta concentrazione, con tanti riferimenti scientifici, storici, antropologici ed archeologici.

Mind the gap

Titolo: Mind the gap

Autore: Luisa Multinu

Editore: Aporema

 

Ida è innamorata di Londra. Il suo sogno è vivere a Londra, lavorarci, essere integrata tra gli abitanti della città. Laureata, parla quattro lingue, vuole a tutti i costi allontanarsi dalla sua famiglia e provare a realizzare il suo sogno. Una volta a Londra, Ida si ritrova a vivere la dura realtà di tanti ragazzi come lei, sfruttati e sottopagati, impegnati in lavori estenuanti che non lasciano tempo libero. Una vita dura e per niente gratificante, fatta di continue umiliazioni e tante rinunce, per inseguire un sogno che a poco a poco si trasforma in un incubo.

Il libro descrive con grande efficacia i sentimenti di Ida e dei suoi compagni di avventura e illustra con molto realismo gli ambienti e le condizioni di lavoro. Il lettore si immerge nei mal di pancia di Ida, fa il tifo per lei quando lascia un posto di lavoro perché stufa di essere sfruttata, oppure quando inveisce contro la responsabile del reparto che non ha voluto confermarle il contratto di lavoro. Ma Ida non è una rivoluzionaria, insegue un sogno, vuole viverlo e ingoia bocconi amari pur di non rinunciare alla vita nella sua città ideale. Fin qui il commento alla lettura del libro e all’opera di Luisa Multinu, un buon esordio con un romanzo interessante e di grande attualità.

Quello che segue è il mio personale messaggio per tutti i ragazzi come Ida. Mind the gap dovrebbe essere letto da tutti i ragazzi che sono in partenza per l’estero senza una meta o un preciso riferimento lavorativo. Dopo averlo letto avranno una idea più precisa di quello a cui andranno incontro, lavori miseri, condizioni di lavoro umilianti, relazioni sociali con colleghi e superiori superficiali e poco sincere. Saranno esclusi dalla vita dei residenti, vivranno la loro condizione di immigrati frequentando solo persone come loro, una umanità con poche prospettive e poche certezze per il futuro. Pensateci ragazzi prima di buttare al vento la vostra laurea, il vostro sapere, gli anni di formazione. Credete in voi stessi, nessuno vi regalerà nulla né in Italia né all’estero, non ci sono scorciatoie, nessuno è diventato ricco lavando i piatti. Inseguite sogni che possano essere esauditi. L’amore di Ida per Londra non è corrisposto e per fare l’amore bisogna essere in due.

La donna della porta accanto

Titolo: La donna della porta accanto

Autore: Lorena Franco

Editore: Piemme

Traduzione: Claudia Acher Marinelli

Elisa Solano viene trovata cadavere nell’appartamento in cui risiede, in un elegante condominio di un esclusivo quartiere di Barcellona. Tutto lascia pensare che la vittima si sia sparata un colpo di pistola alla testa. Suo marito era tra i passeggeri del volo Barcellona Düsseldorf, precipitato sulle Alpi della Provenza per il tragico suicidio del pilota. Tutto accadde il 24 marzo 2015. Le indagini sulla morte di Elisa sono affidate a Joel Sanz, un poliziotto molto legato alla sua collega Isabel Morgado, che si trova in congedo per la morte del suo compagno, anche lui poliziotto, morto in servizio, ma che Joel vuole a tutti i costi al suo fianco. La scena del suicidio ricalca quella descritta nel romanzo “L’assassino di anime”, scritto da Gustavo de la Cruz, uno scrittore famoso in Spagna, che abita proprio di fronte all’appartamento di Elisa. Il terzo e ultimo appartamento del condominio è abitato da Sara Mendieta, una ricca giovane vedova, il cui marito, morto in un incidente d’auto, le ha lasciato un ingente patrimonio. Sara non convince gli investigatori, per il suo comportamento e per il suo passato nebuloso. Quale è il mistero che unisce gli abitanti di questo strano condominio?

La donna della porta accanto è un thriller mozzafiato, con tanti personaggi, tutti con storie misteriose, piene di inganni e di misteri. Barcellona è una location ideale per la sua atmosfera di perpetua vacanza, con i fatti che si svolgono nelle zone più note ai turisti di tutto il mondo. Una storia dalla trama complessa, piena di personaggi che nutrono le proprie ambizioni con attività criminali, per guadagnare tanti soldi, ma anche per fare del male a tante persone. Un mondo violento, corrotto, immorale, dove nessuno dice il vero, dove tutti fingono di essere quello che non sono. Un libro pieno di misteri, dove nulla è come sembra, con continui colpi di scena, che si susseguono fino alla conclusione del libro. Un thriller che coinvolge fin dalle prime pagine, in un vortice di eventi che aumenta di continuo la velocità, con una tensione crescente per una lettura emozionante.

I guardiani del faro

Titolo: I guardiani del faro

Autore: Emma Stonex

Editore: Mondadori

Traduzione: Marco Rossari

 

Il libro trae ispirazione da un fatto realmente accaduto, nel 1900, quando sparirono tre guardiani del faro dell’Isola di Eilean Mòr, nell’arcipelago delle Ebridi, al largo della costa occidentale scozzese. I tre uomini erano come volatilizzati, scomparsi senza lasciare alcuna traccia.

Il romanzo di Emma Stonex è ambientato in Cornovaglia, alla fine del 1972. Una imbarcazione con a bordo l’equipaggio che doveva dare il cambio ai tre guardiani, arriva al faro chiamato Scoglio della Fanciulla, posto in mezzo al mare a qualche chilometro di distanza dalla costa. Dei guardiani nessuna traccia. Le porte del faro sono chiuse dall’interno, i due orologi sono fermi alla stessa ora, la tavola è apparecchiata ma il pasto non è stato consumato. Il registro meteorologico segna una tempesta che non c’è mai stata. Dopo vent’anni dalla scomparsa dei guardiani, uno scrittore contatta le mogli per intervistarle, per raccogliere il materiale per un libro che vuole far luce sul mistero dello Scoglio della Fanciulla, su cui la Società che gestisce il faro ha voluto stendere velocemente il velo dell’oblio.

La storia scorre lentamente, si riempie di fatti nuovi man mano che il racconto procede, fornendo indizi, nuove versioni dei fatti e inediti particolari con il progredire dell’indagine dello scrittore. Una storia di suspense crescente, che grazie al racconto in prima persona dei vari protagonisti, descrive le storie e le personalità dei vari personaggi, che orientano la ricostruzione dei fatti in direzioni diverse che cambiano con l’evolversi del racconto. Una storia di vite solitarie, di persone fragili ed insicure, di attrazione e passione per il mare, di rassegnazione per la propria condizione di vita, che sembra quasi una condanna a cui non si può porre rimedio. Un libro appassionante e intenso, una scrittura chiara, in grado di raccontare le emozioni, i fatti e gli ambienti, con cura, ricca di dettagli che non appesantiscono la lettura ma la rendono più interessante. Il risultato è un thriller che piacerà agli appassionati del genere e del mare in particolare.

 

La colpa e l’innocenza

Titolo: La colpa e l’innocenza

Autore: Sergio Fanara

Editore: Scatole parlanti

Una storia ambientata tra la Francia del sud, Palermo e Firenze. L’infanzia di un bambino povero a cui non è mai mancato l’amore dei genitori e dei tanti fratelli, con un padre putativo di cui non conosce nulla del suo passato, che lo ha iniziato alla lettura ed alla cultura. Un padre ed una figlia che non sono al corrente delle reciproche esistenze. Una storia struggente di un amore immenso che ha avuto un finale tragico. Una serie di circostanze fortuite che ricollegano un passato che si voleva dimenticare con il presente. Sono questi gli elementi portanti del romanzo La colpa e l’innocenza, una storia tragica e romantica che unisce i protagonisti del romanzo con lo sfondo di alcuni tra i principali e più dolorosi fatti della storia d’Italia di fine secolo scorso. Un racconto delicato, pieno di sentimenti, che mostra come nella vita le cose che durano nel tempo e che sono la base portante delle nostre personalità sono gli affetti, quelli veri, quelli che superano tutte le difficoltà. L’effimero, tutto ciò che si può comprare, non ha importanza, serve a poco, certo non a costruire personalità forti e resistenti ai colpi della vita. Sergio Fanara ha una scrittura poetica e musicale, racconta le sue storie con semplice raffinatezza, trovando sempre le parole giuste per esprimere nel modo migliore la potenza dei sentimenti dei suoi protagonisti. Un libro toccante e intenso, una storia su come la vita può essere bella e crudele nello stesso tempo, sugli errori che si commettono quando intransigenza ed egoismo impediscono di vedere le cose nella giusta prospettiva. Sergio Fanara è un carabiniere, questo è il suo primo romanzo, è un uomo dello Stato, che non ha dimenticato di rendere omaggio a valorosi uomini di Stato morti per mano mafiosa a Palermo e Firenze, negli anni ottanta e novanta, per non dimenticare.

Perdenti

Titolo: Perdenti

Autore: Gianluca Ferraris

Editore: Piemme

Una storia Noir ambientata a Milano, dedicata ai perdenti, categoria di persone numerosa e che tutti fanno finta che non esista, così concentrati ad esaltare le vite e le carriere dei vincenti. In questo libro i perdenti sono avvocati di successo caduti in disgrazia, ex cantanti di successo, poliziotti frustrati, ragazzi con esistenze difficili. Da vincenti a perdenti il passo è breve. Qualche problema familiare o sentimentale, qualche distrazione con l’alcol o alla ricerca di compagnie notturne e la vita cambia completamente. Ne sa qualcosa l’avvocato Ligas, che ha visto la sua vita cambiare drasticamente in pochissimo tempo, dal divorzio con la moglie, all’allontanamento dal prestigioso studio di avvocati di cui era socio. Sarà la difesa della ex star della musica Giacomo Nava, accusato ingiustamente di aver ucciso un poliziotto, a dare a Ligas la forza per recuperare fiducia in sé stesso e provare a dare una svolta alla sua vita.

Milano viene descritta come una città dove tutti sono impegnati a cercare il successo e il guadagno, non importa se questi traguardi sono raggiunti a discapito del rispetto della legge. Una città dai due volti, quello elegante ed esclusivo delle zone dei ricchi e quello delle periferie, dove la malavita comanda e domina la vita di molte persone. La scrittura di Ferraris è molto incisiva, con uno stile irriverente, pieno di ironia, la trama è lineare e ben costruita, le descrizioni degli ambienti molto precise ed efficace. Molti i temi sociali toccati dal romanzo, dalla condizione dei genitori separati, soprattutto i padri, la diffusione delle droghe, la violenza sulle donne, le difficoltà di comunicazione tra giovani e genitori ed adulti in genere. Un quadro sociale poco allegro, una storia che poco spazio lascia all’ottimismo. Solo il finale lascia qualche spazio all’ottimismo, ma solo per chi ha voglia di combattere.

La funivia di Stresa

Le indagini sulla tragedia della funivia di Stresa ci hanno raccontato quello che mai avremmo voluto sentire. La manomissione volontaria delle sicurezze per evitare che l’impianto di fermasse, che si perdesse l’incasso di un giorno festivo. 14 morti innocenti, un bambino di 5 anni rimasto solo al mondo a combattere contro la morte.

E che dire della storia dei liquami tossici spacciati per fertilizzanti?

E i morti sul lavoro che quotidianamente siamo costretti a piangere?

Si rimuovono le sicurezze delle funivie per non perdere soldi.

Si avvelena la gente per guadagnare soldi in modo ignobile.

Si risparmia sulla sicurezza del lavoro per ridurre i costi.

Conta solo il profitto.

Conta solo il proprio tornaconto.

Contano solo le ideologie.

La vita degli altri non conta nulla.

Mai stati al mondo

Titolo: Mai stati al mondo

Autore: Agnese Messina

Editore: Aughedizioni

Mai stati al mondo è il romanzo di esordio di Agnese Messina, una biologa specializzata in entomologia forense, come la protagonista del libro, June McFly, che lavora nel commissariato di San Ferdinando, un piccolo centro tra le montagne del sud d’Italia. La giovane scienziata ha studiato e si è specializzata in America. Il suo lavoro al commissariato le va stretto, non vede l’ora di mettere in mostra le sue capacità. Il suo capo, l’ispettore Dario Greco, non perde occasione per dileggiarla ed ostacolarla. June è una tipa tosta e sa che deve attendere con pazienza la sua occasione. La scomparsa di un ragazzo di San Ferdinando, conosciuto da tutti in paese, darà inizio ad una indagine in cui le intuizioni di June saranno determinanti per la soluzione del caso. Le sparizioni saranno tre, il ragazzo, sua madre e un assicuratore, avvenute nel corso di qualche anno. Degli scomparsi non viene ritrovato nulla, nessuna traccia, nessun indizio, spariti nel nulla.

Agnese Messina in questo romanzo, tratta delle difficoltà delle donne ad essere considerate per il loro valore in ambienti tipicamente maschili, della differenza di opportunità che hanno le persone che vivono in città rispetto a quelle che vivono in piccoli centri, le poche occasioni che hanno i giovani di uscire dalle logiche delle famiglie dominanti. Le indagini raccontano le vite di vari personaggi, tutti imprigionati nelle loro vite, secondo le radicate abitudini di paese, difficili da scardinare e da cambiare. Un libro sulle difficoltà della vita quotidiana, sull’importanza di trovare il proprio equilibrio di vita, tra aspettative, ambizioni e reali possibilità. Una narrazione lineare, una scrittura chiara e precisa, qualche tecnicismo ben spiegato che arricchisce il racconto senza appesantirlo. Un finale del tutto imprevedibile ed inaspettato.

L’uomo del porto

Titolo: L’uomo del porto

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

L’uomo del porto è il quarto libro che vede protagonista in vicequestore Vanina Guarrasi. Il caso da risolvere è l’omicidio di uno stimato professore di filosofia, Vincenzo La Barbera, trovato accoltellato in un pub dove spesso passava le serate. Il professore era un tipo solitario, viveva in una barca ormeggiata nel porto di Catania, aveva avuto una gioventù movimentata ed era stato diseredato dalla famiglia. Vincenzo era noto per il suo impegno nel fornire aiuto ai giovani caduti nell’inferno della droga. In apparenza era un uomo buono e rispettato, senza nemici che potessero volerlo morto. La storia delle indagini ci racconta la Sicilia di Cristina Cassar Scalia. E’ evidente l’amore verso la Sicilia, per le sue bellezze naturali, i suoi colori e la sua gastronomia. Molti i riferimenti alle prelibatezze locali, pietanze e dolci dai sapori intensi ed indimenticabili, serviti sempre in porzioni come minimo abbondanti. I siciliani sono descritti come persone generose, capaci di gentilezze uniche verso le persone per cui nutrono amicizia ed affetto, come è il caso di Vanina, circondata da colleghi, amici e vicini di casa che per lei sono disposti a tutto. Una Sicilia in cui la mafia esiste, ma fa da sfondo alle avventure poliziesche di Vanina in cui i responsabili dei crimini non sono mai mafiosi, ma sono persone normali, che non fanno parte della criminalità organizzata, quasi a voler dire che il crimine non è monopolio dei mafiosi. La mafia è ben presente nel racconto, ha profondamente influito sulla vita di Vanina e su quella di altre persone a lei care, ma il libro ci racconta di una Sicilia che prova a vivere oltre la mafia, con i giovani che vogliono cambiare le cose, aiutando la polizia nelle indagini. Il racconto mostra fiducia nelle giovani generazioni, che forse saranno migliori di quelle di ieri, capaci di realizzare quel cambiamento che potrebbe confinare in un angolo le organizzazioni criminali ed iniziare un nuovo corso della storia dell’isola. La scrittura di Cristina Cassar Scalia si conferma chiara, lineare, intrigante e divertente, ottima per gourmet letterari e gourmand insaziabili.