Corona Virus 19 – n.2

Dobbiamo essere ottimisti.

Dobbiamo trovare qualcosa di buono in tutto quello che accade.

Questa inedita condizione in cui ci troviamo spero che ci insegni di ricordare, una volta per tutte, che una cosa è più importante delle altre, per chi governa e per chi viene governato, l’attenzione per il bene comune.

La salute è al primo posto tra le speranze delle persone. Mai come in questi giorni tutti ne siamo convinti. Gli ospedali sono il baluardo contro le malattie e le pandemie, sono il bene comune. Gli ospedali devono essere efficienti, sempre. Le scorte di mascherine, camici, guanti ed occhiali per gli operatori della sanità non possono mancare, bisogna essere sempre pronti al peggio. Ricordiamoci quanti tagli alla sanità sono stati fatti nel passato, ricordiamoci quanti casi di cattiva gestione degli ospedali ci sono stati, quante risorse sono state vanificate, quanti soldi sprecati. Come è potuto accadere? La risposta sta nella scarsa o addirittura nulla attenzione per il bene comune da parte di tutti, governanti e governati.

Piangiamo i morti, applaudiamo i medici, facciano donazioni, ci facciamo coraggio in vario modo, perché abbiamo paura, tutte piccole cose che non potranno di molto cambiare la situazione. Ma ricordiamoci per il futuro che da sciagure come il Corona Virus 19 o altre di simile entità ci salveremo solo se avremo sempre la massima attenzione per il bene comune e ci comporteremo di conseguenza. Tutti.

AIUTIAMO GLI OSPEDALI LOMBARDI — GIOVANNI MARGARONE Scrittore

ANNUNCIO A TUTTI COLORO CHE VORRANNO COMPRARE I MIEI LIBRI, CHE IL RICAVATO LO DEVOLVERO’ ALLA ‘Regione Lombardia-Sostegno emergenza Coronavirus’ (numero IBAN IT76P0306909790100000300089 – BIC BCITITMM) per raccogliere fondi per sostenere le strutture sanitarie, i medici, gli infermieri e tutto il personale che sta combattendo una durissima battaglia per curare i cittadini lombardi e sconfiggere […] […]

I peccati del padre – Jeffrey Archer

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Titolo: I peccati del padre

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: S.Pezzani

“I peccati del padre” è il secondo volume della saga dei Clifton. L’azione si sposta in America, a New York, nel 1939. Il matrimonio di Harry Clifton ed Emma Barrington non è stato celebrato perché il padre di Emma, Hugo Barrington, ha dichiarato di non poter affermare con certezza di non essere il padre di Harry. L’episodio sconvolge le due famiglie ma non cambia i sentimenti dei due giovani. Harry spera di dimostrare che Hugo non sia suo padre, per poter sposare Emma e non provocare nessun terremoto nella famiglia Barrington. Temporaneamente le vite dei due ragazzi si dividono, c’è la Seconda Guerra Mondiale alle porte, sono momenti di grande incertezza e difficoltà per tutti. Il destino porta Harry a bordo di una nave diretta negli Stati Uniti. Durante il viaggio la nave affonda e Harry riesce a salvarsi miracolosamente, mentre un suo compagno di avventura muore. Harry decide di prendere l’identità del compagno morto, pensando che cambiando nome la sua vita sarebbe stata più semplice. Harry sbarca in America con la falsa identità di Tom Bradshaw ma si ritrova ad essere arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Un famoso avvocato di Manhattan si offre di difenderlo gratuitamente, pagato dalla famiglia del vero Tom, che non vuole che la reputazione del figlio sia infangata da una accusa di omicidio. Sia la famiglia che l’avvocato sanno che Tom è Harry, ma la cosa sembra non interessare. Harry viene scagionato dall’accusa di omicidio ma viene condannato per diserzione e viene condannato a sei anni di reclusione. Il grande avvocato sparisce ed Harry si ritrova a dover scontare l’intera pena in prigione. Harry non sa che la prigione riuscirà a dare alla sua vita una svolta del tutto inaspettata. In Inghilterra Harry viene dato per morto, Ma Emma non si rassegna e parte per l’America per ritrovare Harry. Il romanzo continua a raccontare le avventure della famiglia Clifton e della famiglia Barrington, con i vari protagonisti alle prese con segreti, scandali e vicende di ogni tipo. La trama è ben costruita ed avvincente, scritta con grande ritmo, con stile scorrevole ed intrigante. Il romanzo presenta gli stessi punti di forza del primo volume, con i personaggi che sono cresciuti, le loro personalità si sono evolute, mostrando sempre grande carattere e originalità. Alla piacevolezza della lettura contribuisce sempre l’ambientazione storica, resa in modo eccellente dall’autore. Le vicende sono raccontate con abilità, con una scrittura semplice e lineare, arricchita da una ironia elegante che aumenta il piacere della lettura. Come nel libro precedente ogni capitolo è dedicato ad un protagonista che narra i fatti in prima persona.

Solo il tempo lo dirà – Jeffrey Archer

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Titolo: Solo il tempo lo dirà

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: S.Pezzani

“Solo il tempo lo dirà” è il primo romanzo di una serie di sette volumi dedicati alla saga dei Clifton.

Questo primo volume è ambientato tre il 1920 e il 1940, quindi tra le due guerre mondiali. Il protagonista principale è Harry Clifton,  figlio di uno scaricatore del porto di Bristol. Non ha mai conosciuto il padre ed è cresciuto con la madre ed uno zio. La madre ha raccontato ad Harry che il padre era morto in guerra ma la cosa non può essere vera dato che lui è nato nel 1920. Harry cresce senza particolari ambizioni, crede che il suo destino sia quello di lavorare al porto, nei cantieri Barrington, una volta finita la scuola. Lo stesso destino di suo padre. Fin dalle prime classi Harry si dimostra essere uno studente molto dotato con un talento fuori del comune per il canto. Proprio grazie a questa sua abilità riesce ad ottenere una borsa di studio per un prestigioso collegio. La possibilità di studiare cambierà per sempre il destino di Harry, anche se la sua vita non sarà priva di problemi ed imprevisti. La storia racconta le vicende contemporanee di due famiglie di Bristol che non potevano essere più diverse. La famiglia Barrington, proprietari di un importante cantiere navale, ricchi da sempre, abituati al benessere ed al potere. La famiglia Clifton invece è da sempre povera, nessuna istruzione, abituati da sempre alla vita dura delle classi operaie di Bristol. I destini delle due famiglie sono destinati ad intrecciarsi con vicende varie che ruoteranno attorno ad un mistero sarà il tema principale del libro ossia scoprire di chi è veramente figlio Harry Clifton.

La trama del libro è abbastanza convenzionale, la storia di due famiglie, una ricca ed una povera, un amore difficile tra due ragazzi di estrazioni sociali diverse, nell’Inghilterra di quei tempi, piena di pregiudizi sociali e ipocrisie insopportabili. Potrebbe sembrare un libro scontato ma non è così. La trama è molto ben costruita, ci sono molti cambi di scenario per i vari protagonisti, che si ritrovano a vivere esperienze diverse e imprevedibili. I personaggi hanno tutti personalità molto forti e spiccate, descritte con grande abilità dall’autore. Ogni protagonista ha il suo spazio nel romanzo, infatti ogni capitolo è dedicato ad uno di loro che racconta in prima persona i fatti. Il lettore ha quindi la possibilità di conoscere i fatti raccontati dai differenti punti di vista dei vari protagonisti e questo aumenta l’interesse e la comprensione della storia. Molto belle anche le ambientazioni che offrono uno spaccato dell’Inghilterra dell’epoca molto preciso e dettagliato, raccontando dettagli di costume della vita dell’epoca, oltre a descrivere molto bene la situazione politica, sociale ed economica. “Solo il tempo lo dirà” è un romanzo che offre una lettura piacevole per un viaggio a ritroso nel tempo raccontato in modo avvincente quasi fosse un thriller.

Addio Niki

Addio Niki. Te ne sei andato improvvisamente. Sapevano che le cose non stavano andando per il verso giusto, ma speravamo di rivederti ai box. Sei stato uno dei più grandi campioni del Motor Sport. Eri un grande pilota ma l’incidente del Nurburgring ti ha fatto diventare un eroe. Certo Merzario ti ha salvato la vita e non lo hai trattato proprio bene. Quella volta potevi fare meglio. Le tue ferite esteriori erano ormai un marchio di fabbrica, il simbolo del tuo coraggio. Le ferite interne ti hanno fatto soffrire dopo qualche anno e forse ti hanno portato via troppo presto. Hai perso un mondiale sotto la pioggia perché hai avuto paura, ti sei fermato prima che fosse troppo tardi. Sei stato un grande uomo, pilota, imprenditore e team manager. Eri passato al nemico Mercedes ma per noi sei sempre rimasto Niki, come quando guidavi la Ferrari. Il tuo italiano era peggiorato negli ultimi anni, ma eri rimasto sempre uno dei nostri.  Riposa in pace Niki, ci mancherai. Saluta James quando lo incontri.

L’animale che mi porto dentro

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Titolo: L’animale che mi porto dentro

Autore: Francesco Piccolo

Editore: Einaudi

Francesco Piccolo è uno scrittore con uno stile unico, ironico e divertente.

Il suo ultimo libro “L’animale che mi porto dentro” è una specie di autobiografia romanzata che inizia con il parlare di sé stesso e poi in realtà traccia un ritratto comune alla maggior parte degli uomini contemporanei.

La tesi principale del libro è quella che l’uomo è combattuto tra seguire la sua indole quindi comportarsi da “animale”, aggressivo e violento, oppure seguire la parte razionale e gentile quindi modificare il proprio comportamento facendosi guidare dai sentimenti.

La società impone agli uomini, fin da piccoli, comportamenti omogenei e uniformi, che prevedono azioni rabbiose e violente come fossero normali e che sono di conseguenza tollerate e giustificate. Piccolo ha sempre cercato di comprimere la parte “animale” per non seguire i comportamenti della maggioranza, per essere diverso dal padre, per trovare il suo modo di essere. Riuscendoci solo in parte. Soprattutto nelle relazioni con le donne gli riesce difficile comportarsi seguendo solo il lato sentimentale, senza riuscire ad evitare di comportarsi secondo quello che la maggior parte delle persone si aspetta, quindi assecondando il lato “animale”.

Il libro analizza in modo acuto i comportamenti degli uomini con riferimenti a libri, film e fumetti che hanno condizionato negli anni settanta la formazione di quel ragazzo meridionale che è stato Francesco Piccolo. Un libro che lascerà molti uomini a chiedersi se veramente sono come Piccolo ci descrive ed anche a constatare che almeno lui ha tentato di soffocare la sua indole cercando di far prevalere la parte sentimentale. Il modello che Piccolo ha preso come riferimento nel libro è Sandokan, il grande personaggio di Emilio Salgari. Sandokan il terribile guerriero, privo di paura, in grado di uccidere senza pietà nemici e bestie feroci, eppure capace anche di riconsiderare le cose quando scopre di amare e di essere amato. Marianna, la famosa Perla di Labuan, è attratta da entrambi gli aspetti della personalità di Sandokan, il suo lato animale e il suo lato sentimentale, ma quello che conta è che alla fine Sandokan deciderà di seguire il consiglio di Yanez, ossia di sposare Marianna andando a vivere con i suoi pirati. Non voleva essere più un animale, non riusciva ad essere un uomo sentimentale, ma poteva far convivere le due anime insieme.

Il libro non parla solo degli uomini o agli uomini, ma parla anche dei comportamenti femminili, di come anche le donne sono combattute tra istinto, rabbia e la razionalità del sentimento, riuscendo forse ad avere una marcia in più nell’affrontare gli uomini, non prendendoli in considerazione e ferendo in modo irreversibile il loro ego. Il libro è scritto con la solita prosa scorrevole e scanzonata di Piccolo ma ci sono considerazioni profonde e meditate. Piccolo affronta l’argomento con molto impegno riuscendo a sollevare un problema non ancora risolto ma molto importante nella società attuale che è quello delle relazioni tra uomini e donne.

Hypnerotomachia Poliphili

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Titolo: Hypnerotomachia Poliphili

Autore: Francesco Colonna

Editore: Adelphi

Il post su “Il Cristo velato” e il Principe di San Severo mi ha riportato indietro di circa 15 anni, periodo in cui ero completamente preso dalla lettura di testi ermetici ed esoterici o legati ai grandi misteri del passato. Uno dei libri più straordinari in cui mi sono imbattuto è stato senza ombra di dubbio Hypnerotomachia Poliphili. Era appena uscita in libreria l’ultima edizione di Adelphi (era il 2004), quel doppio volume dalla copertina rossa e con quel titolo quasi impronunciabile, attirò subito la mia attenzione e lo acquistai senza indugio. La lettura avvenne dopo qualche mese, dovevo trovare la giusta ispirazione per affrontare un testo simile.

Il libro è attribuito a Francesco Colonna che era un frate domenicano, ordine che accoglieva personaggi poco tradizionali come Giordano Bruno e Tommaso Campanella ed aveva più di qualche collegamento con ambienti e culti esoterici. Il libro è stato scritto in italiano misto al latino tra il 1400 e il 1500 ed è una vera a propria opera d’arte, sia per il testo che per meravigliose centosettanta xilografie che sono inserite nel libro.

Il libro è un testo iniziatico e allegorico, la cui traduzione è “La battaglia d’amore in sogno di Polifilo”, composto da 38 capitoli. Il testo è un romanzo che racconta l’amore di Polifilo per Polia. Polifilo si addormenta e si ritrova in un bosco e seguendo un canto bellissimo inizia un viaggio verso l’amore e la conoscenza. Polifilo trova l’amata Polia dopo aver superato una serie di prove. Inutile cercare di riassumere la trama, troppo lunga, articolata e piena di allegorie, enigmi, misteri, miti. Un viaggio attraverso buona parte delle conoscenze della cultura occidentale dell’epoca, con qualche riferimento anche troppo libertino, trattandosi dell’opera di un frate. Il libro, pur nella sua complessità, è scritto in modo piacevole e coinvolgente per il lettore, che può seguire la storia grazie alle descrizioni dei luoghi e all’azione sempre descritta in modo chiaro. Un libro che nonostante sia stato scritto oltre 500 anni fà, rappresenta ancora un mistero anche per storici e studiosi della materia. Un libro che lascia intendere come a volte la creatività e l’immaginazione di alcuni artisti potrebbe essere stata ispirata da entità sconosciute o al di sopra del naturale.