Il taglio dell’angelo

Titolo: Il taglio dell’angelo

Autore: Claudio Coletta

Editore: Fazi

Un uomo impiccato ad una gru di un cantiere della metro di Roma. Due ragazzi africani muoiono in circostanze misteriose e incredibilmente simili in due ospedali diversi della capitale. Erano giovani, in buona salute, senza vizi, ospiti della stessa struttura di accoglienza. L’impiccato era un giovane e promettente biologo che lavorava per una importante società svizzera. Lorenzo Baroldi è il medico che ha cercato di salvare il primo ragazzo, è un uomo serio e scrupoloso, che è rimasto sconvolto da quello che ha visto durante l’autopsia della giovane vittima. Capisce che la morte non può essere dovuta a cause naturali, come frettolosamente la medicina ufficiale ha classificato il decesso, ed inizia una sua personale indagine, aiutato da alcuni colleghi e dal suo amico polizotto Nario Domenicucci, che lo metterà di fronte a verità sconvolgenti.

Claudio Coletta è un medico, professore della Sapienza di Roma, rientra nella categoria degli scrittori che prediligo, ossia persone che hanno raggiunto risultati importanti in altre professioni e sono diventati scrittori per passione. Il libro ha molti pregi. Una trama gialla ben costruita, ci sono i buoni ed i cattivi, tratta temi importanti quali le condizioni degli immigrati clandestini, l’impoverimento della missione dei medici ospedalieri costretti a diventare ragionieri che devono far quadrare i conti, la mancanza di etica imposta dalle regole del business, anche quando di tratta della salute delle persone. La storia si svolge a Roma, ancora una volta inerte e colpevole testimone di vicende di degrado, urbano e morale. Una città paralizzata dal suo declino, ormai incapace di reagire, con grandi difficoltà nella gestione dei servizi sociali, che dovrebbero difendere i più deboli, della sanità pubblica, ormai un mostro burocratico ridotto in fin di vita da scelte gestionali irresponsabili e dalle troppe incapacità individuali. C’è spazio anche per raccontare le vicende della famiglia Coletta, dei rapporti tra genitori e figli, delle difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in un paese in declino come l’Italia. L’autore ha saputo costruire un medical thriller intrigante ed appassionante senza insistere più di tanto nei tecnicismi medici, tanto cari in genere a coloro che si occupano della salute altrui, ma puntando il dito su verità scomode che pochi hanno il coraggio di affrontare. Un libro scritto con stile elegante e piacevole, anche quando tratta temi delicati e dolorosi come la morte, la malattia o il crimine nelle sue più varie e inaspettate sfaccettature.

 

Muori per me

Titolo: Muori per me

Autore: Elisabetta Cametti

Editore: Piemme

Una bambina denuncia alla polizia la scomparsa di Julia, sua madre, assistente della fashion blogger più famosa d’Italia, Ginevra Puccini.

Julia viene ritrovata cadavere nelle acque del lago di Como, in una zona proprio di fronte alla villa di proprietà della famiglia del marito di Ginevra Puccini, un uomo ricco e potente, a capo con la sua famiglia di un vero e proprio impero della moda. In fondo al lago vengono ritrovati i corpi di altre 4 donne, un vero e proprio cimitero. Intanto anche Ginevra è scomparsa.

Muori per me è un thriller con una trama complessa ed articolata, emozionante ed intrigante, con molti personaggi diversi tra loro, alcuni di grande umanità, altri di orribile crudeltà, ma tutti adatti e funzionali alla storia, descritti con precisione e con dovizia di dettagli. La storia si svolge a Milano con qualche puntata sul lago di Como e Saint Moritz, luoghi famosi, esclusivi, per persone di successo. Tutto avviene in modo travolgente, senza pause, un colpo di scena dopo l’altro. Capitoli brevi, continui cambi di ambientazione, le pagine scorrono senza alcuna fatica nella lettura. Difficile elencare tutti i temi trattati, dalle famiglie che si disgregano ai pericoli dei social media, dai giovani disposti a tutto per una briciola di notorietà, alla incapacità della società moderna ad unire affari ed etica, in una corsa forsennata verso la ricchezza tra superficialità ed ambizione. Il mondo della moda, dei social e della comunicazione attira tanti giovani disposti a tutto pur di avere un effimero momento di notorietà, una piccola fetta di successo. Tutti pronti a svendere sé stessi, menti e corpi, rinunciando alla propria dignità, pronti a sopraffare gli altri, tutto è lecito pur di avere successo. Un libro intenso, complesso, tanto glamour, crudeltà e sofferenza, unita ad affari, modernità e tanti soldi. Un mondo apparentemente magico e meraviglioso che nasconde corruzione e violenza, dove il successo e i soldi facili hanno reso alcuni protagonisti dei mostri che si circondano di prede da sbranare senza pietà.

Primo maggio

Lo scorso anno, sempre il primo maggio, avevo scritto queste parole.

“Ho sempre considerato il primo maggio una festa per persone generose. Persone che sperano che tutti possano avere un lavoro dignitoso o che augurano a chi è disoccupato di trovare presto un lavoro. Imprenditori che svolgolo il loro ruolo nobilmente preoccupandosi delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei propri dipendenti. Persone che possano far sentire in minoranza gli sfruttatori dei lavoratori in nero e di quelli sottopagati. Oggi più che mai è il momento di augurare e augurarci buon primo maggio. Che sia questo primo maggio 2020 il giorno di un nuovo inizio per tutta l’Italia. Dell’Italia che si riprende, che ricomincia meglio di prima perchè ha imparato la lezione, perchè d’ora in avanti diventi il paese delle persone serie e competenti. E’ una speranza. Ma almeno oggi è bello sperare.”

L’anno scorso era d’obbligo sperare che le cose potessero andare meglio, che ci fosse un futuro da affrontare con ottimismo e voglia di fare. Oggi, dopo 12 mesi, è ancora necessario pensare positivo, è ancora necessario fare dei programmi per il futuro, avere delle speranze, essere sicuri di aver imparato la lezione. Di natura sono sempre ottimista e positivo ma oggi faccio più fatica dell’anno scorso a pronunciarmi ottimista con la stessa intensità dell’anno scorso. Come Paese abbiamo fatto veramente pochi progressi, il Governo e le Classi Dirigenti non hanno certo brillato per spirito di iniziativa. E’ vero che ci sono le eccezioni, molte aziende private stanno adottando comportamenti virtuosi ed esemplari, ma la situazione è sempre più pesante. Continuo a credere che sia bello sperare, non solo oggi, tutti giorni. Ma sperare non basta. Bisogna anche fare, oltre che sperare.

Un breve pensiero all’India. Solo ai primi di febbraio 2021 i nuovi positivi erano circa 10.000 al giorno, si diceva che avevano raggiunto l’immunità di gregge, che avevano sconfitto il Corona Virus. Dopo soli due mesi la situazione è cambiata repentinamente. Oggi hanno contato 400.000 nuovi contagi, con oltre 3000 morti. Il motivo di tale crescrita dei contagi e dei morti viene fatto risalire all’allentamento delle misure di protezione e di distanziamento sociale. Non so quanto sia vero, ma il monito per paesi che come l’Italia vogliono una apertura generalizzata senza troppe regole è molto forte.

Buon primo maggio a tutti. Mai come adesso il lavoro serio e sicuro sarà l’unico vero vaccino capace si sconfiggere le pandemie di oggi e del futuro.

Elbrus

ELBRUS

Titolo: Elbrus

Autore: Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

Editore: Armando Curcio

Una storia ambientata nel futuro su due piani temporali, uno nel 2155 e l’altro nel 2113.

La terra è diventata invivibile per via del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. Le missioni spaziali hanno fallito l’obiettivo di creare colonie su altri pianeti. In modo imprevedibile si prospetta una soluzione che arriva sulla terra proveniente dallo spazio.

Un libro di fantascienza che esplora uno scenario verosimile, per quanto del tutto di fantasia, di come potrebbe essere il futuro della nostra civiltà. La scienza e la tecnologia sono completamente nelle mani del capitale privato e le scelte sono sempre orientate verso interessi di parte e la morale viene considerata da molti un inutile orpello, se non un ostacolo verso il progresso. Il raggiungimento degli obiettivi delle classi dominanti non prevede ostacoli insormontabili ed anche gli scienziati più prudenti e ragionevoli sono attratti dal fascino di poter creare qualcosa che non era mai stato fatto. La storia ruota attorno all’ingegneria genetica, che in questo libro supera ogni limite immaginabile, fino a creare una nuova razza umana “ibrida”. Il libro è un grande monito contro le manipolazioni genetiche, alcune finalizzate a curare alcune malattie, altre finalizzate ad ottenere risultati discutibili. Un libro molto coinvolgente, una trama complessa scritta con stile molto chiaro e lineare, non sembra scritto a quattro mani. Giuseppe di Clemente ha la passione di delineare il futuro dell’umanità, Marco Capocasa è un esperto di genetica. Le competenze di ognuno sono ben amalgamate nel libro, insieme alla capacità creativa. Il libro ci mostra il cinismo estremo della nostra specie ed è un monito contro le manipolazioni genetiche, dato che non si può mai prevedere che conseguenze potrebbero avere. Fantascienza, fantapolitica e genetica estrema, divertimento e divulgazione scientifica.

L’ordine

L'ORDINE

Titolo: L’ordine

Autore: Daniel Silva

Editore: HarpelCollins

Traduzione: Seba Pezzani

L’ordine è il nuovo libro di Daniel Silva con protagonista Gabriel Allon, la spia israeliana che restaura opere d’arte. Allon si trova in vacanza a Venezia, con la moglie ed i due figli, tra gli agi che la sua posizione gli permette, ma anche con le restrizioni per motivi di sicurezza che la sua posizione gli impone. Tutto sembra andare nel migliore dei modi, quando arriva una telefonata improvvisa da Roma. Il suo grande amico Papa Pio VII muore improvvisamente in circostanze poco chiare e l’arcivescovo Luigi Donati gli chiede di raggiungere Roma prima possibile. La vacanza veneziana si interrompe e Gabriel si ritrova coinvolto nelle indagini sulla morte del Santo Padre. Il comunicato ufficiale parla di infarto, ma l’arcivescovo Donati è convinto che il Santo Padre sia stato ucciso proprio mentre stava scrivendo una lettera indirizzata proprio a Gabriel Allon. La lettera è scomparsa come pure è sparita la guardia svizzera che era di servizio all’appartamento pontificio la sera della morte. Pio VII aveva iniziato una sua personale guerra contro l’ordine di Sant’Elena, una organizzazione che dispone di ingenti risorse finanziarie e che annovera tra i suoi adepti alcuni alti prelati. L’ordine è collegato con alcune organizzazioni politiche operanti in molti paesi europei. Il Papa avrebbe voluto consegnare a Gabriel Allon un libro antico che aveva trovato nell’Archivio vaticano. Ma l’Ordine aveva impedito che questo accadesse, uccidendo il Pontefice.

Il libro racconta le indagini conseguenti alla morte di Pio VII, tutti i retroscena del Conclave per l’elezione del nuovo Papa, le vicende politiche legate ai legami dell’Ordine di Sant’Elena con le forze politiche ad esso collegate e le trame per eleggere papa un loro adepto. Molti i riferimenti storici e le cronache di eventi accaduti nel passato, con ricostruzioni storiche verosimili ma adattate per essere funzionali al romanzo, che trattasi di finzione letteraria e non di un saggio accademico. Gabriel Allon è un personaggio straordinario, per l’unicità delle sue capacità, della sua cultura e per le formidabili amicizie che rendono la sua vita unica ed incredibilmente interessante. La sua visione del mondo, essendo un uomo dell’intelligence israeliana, è originale ed unica. Il libro mostra un intricato percorso tra passato ed attualità, mescolando storia, religione, arte, terrorismo, spionaggio, politica ed attualità, razzismo e antisemitismo, l’antichissima disputa tra ebrei e cristiani, le sacre scritture e le loro interpretazioni. Una storia complessa, piena di spunti di interesse, raccontata da Daniel Silva con tutta la sua capacità di stupire e di raccontare, con personaggi unici e di grande spessore.  Il nostro paese viene a tratti un po’ strapazzato da Daniel Silva, che comunque si conferma un ottimo conoscitore ed appassionato dell’Italia e delle sue bellezze artistiche. Un libro di spionaggio, complesso e completo, di grande e sicuro interesse. Ringrazio la HarpelCollins per avermi inviato il libro in anteprima rispetto alla sua uscita che è prevista per il prossimo 4 marzo.

N.S.O.E.

N.S.O.E.

Titolo: N.S.O.E.

Autore: Vansky

Vivere per realizzare i propri sogni è uno dei suggerimenti più in voga in questi tempi difficilimodi per tentare di essere soddisfatti. In tanti scrivono e cercano di insegnare come farlo, ma sono poche le indicazioni pratiche ed applicabili nella realtà. N.S.O.E. è un romanzo che vede sette protagonisti, coinvolti in un viaggio da New York e Los Angeler. I sette non si conoscono, hanno vite molto diverse, per estrazione sociale, attività, situazioni familiari. Ognuno con i suoi fantasmi del passato, delusioni, sogni irrealizzati, tanti motivi per non essere soddisfatti della propria vita. Il viaggio riserverà per ciascuno di loro la possibilità di dare una svolta alla propria vita, di ridare vita ai propri sogni e trovare una strada per realizzarli. Un libro scritto in modo coinvolgente, che racconta le avventure dei personaggi con gentilezza e sensibilità, esprimendo i loro sentimenti, emozioni e dolori con realismo e molti spunti di toccante umanità. Il libro è un invito a non temere le difficoltà della vita, a superare i fallimenti ed i dolori, a trovare l’energia per non subire gli eventi della vita e trovare in tutte le circostanze le energie per vivere la nostra vita inseguendo i nostri sogni. Vansky è un autore emergente che si è auto-pubblicato. Merita di essere incoraggiato.

 

 

Dialoghi con una Intelligenza Artificiale

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Titolo: Dialoghi con una Intelligenza Artificiale

Autore: Michele Laurelli

Editore: Midnight

Il progresso tecnologico viaggia a velocità spaventosa grazie allo sviluppo di internet e la raccolta dei dati degli utenti e grazie ai software che forniscono ai computer, che gestiscono la maggior parte dei processi, la capacità di evolversi e di sostituire l’uomo in molte attività. Manca il salto di qualità finale che dovrebbe rendere le macchine pensanti ed in grado di prendere decisioni come il cervello umano. Si parla di Intelligenza Artificiale, a cui Michele Laurelli ha dedicato questo libro che tratta l’argomento in modo chiaro e originale. Il libro è ben strutturato con una bella prefazione e con i capitoli successivi che in modo ordinato e razionale trattano la storia dei progressi fatti dall’Intelligenza Artificiale, per poi presentare alcuni esempi concreti per mostrare l’impatto nella vita quotidiana che potrebbe avere l’introduzione di tale tecnologia.

Il libro è scritto in bello stile, piacevole e fluido, i concetti sono espressi con chiarezza, l’intento non è quello di stupire con le meraviglie della tecnologia ma di spiegare il funzionamento dell’Intelligenza Artificiale ai non addetti ai lavori. Il merito principale del libro è quello di mettere in evidenza l’importanza di discipline come la filosofia, la psicologia e in genere il sapere umanistico per sviluppare le macchine e quanto sia difficile arrivare a dare alle macchine, oltre alla capacità di apprendere, che ormai ha raggiunto livelli impensabili, la capacità di comprendere, qualità che ancora non è posseduta dalle macchine, che restano ancora non paragonabili al cervello umano, basti solo pensare alla capacità di elaborare in tempi brevissimi decisioni complesse tenendo conto dei retaggi culturali, della storia della civiltà e della società in cui si vive. Un libro ben scritto, con interventi e commenti che arricchiscono la narrazione, per una lettura interessante e stimolante.

Questo fu un uomo

SE QUESTO FU UN UOMO

Titolo: Questo fu un uomo

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

Questo fu un uomo è il settimo ed ultimo volume dedicato alla saga del Clifton, che racconta la storia delle dinastie Clifton e Barrington e quella della società inglese dalla metà dell’800 fino al 1992. Una avventura di quasi 150 anni piena di successi, qualche inciampo, avventure imprenditoriali, politiche, finanziarie e professionali, amicizie, tradimenti, amori. Le figure di maggiore importanza sono senza dubbio Harry ed Emma, una vita insieme, nella buona e nella cattiva sorte, per sempre, fino alla fine. L’autore ha scritto una storia di fantasia ma ha attinto in abbondanza dalle cose che ha fatto nella vita, dalla sua carriera politica e dalla sua esperienza come scrittore. Questo volume rispecchia la struttura dei precedenti, con tante storie parallele, continui cambi di ambientazione, tanti personaggi, per affascinare il lettore sia con il racconto in sé, con l’esito delle varie vicende sempre imprevedibile, sia per lo sfondo della storia che mostra il dietro le quinte di eventi storici realmente avvenuti della recente storia inglese. L’autore dimostra la sua competenza politica nel raccontare i fatti che riguardano la politica ed il funzionamento delle istituzioni inglese, ma conferma ancora una volta il suo talento di grande affabulatore riuscendo a raccontare in modo efficace qualsiasi cosa decida di inserire nei suoi libri. E’ il racconto nel suo complesso che funziona, per una lettura che dopo 7 volumi ed oltre 3500 pagine non risente di nessun calo di interesse. Un epilogo inevitabile e commovente chiude l’avventura.

Riccardino

RICCARDINO

Titolo: Riccardino

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Sellerio

Riccardino è l’ultimo libro di Camilleri e non poteva non dedicarlo al suo personaggio più amato ossia il Commissario Salvo Montalbano. Quale Montalbano? Il protagonista dei libri o il suo alter ego della televisione? Tutti e due. In questo libro Salvo Montalbano deve fare i conti con il suo antagonista televisivo. E l’autore si prende il suo spazio, cercando di dire la sua nelle indagini di Montalbano. E se Camilleri si mette a fare l’investigatore, allora il commissario Montalbano si mette a fare il lavoro di Camilleri e decide da sé come porre fine al personaggio. Un libro i cui contenuti del giallo ricalcano le tante precedenti avventure, le solite ambientazioni, i soliti Catarella e Fazio al fianco del loro adorato Commissario. I soliti screzi con i superiori, il suo modo di fare integerrimo che non fa sconti a nessuno, quel brutto carattere che gli ha impedito di fare carriera ma che gli è valso molte onorificenze umane. Si sente la mancanza di Mimì, in ferie, stupisce la scarsa presenza della fidanzata Livia, presente solo in qualche telefonata. Di questo libro tutti sanno che è stato scritto molto tempo fa, che è stato corretto negli ultimi mesi di attività di Camilleri. Un lavoro che è difficile giudicare. Vengono in mente i tanti momenti di lettura entusiasmanti, la serie televisiva che ha meritatamente conquistato un vasto consenso, grazie ad interpreti straordinari e ad ambientazioni altrettanto straordinarie. Era tutto scritto nei libri, quindi tutto il merito è di Andrea Camilleri, che ci ha regalato tutto questo spettacolo. Pensare che non ci sarà nessun nuovo romanzo con Montalbano è una cosa triste ma dobbiamo accettare il corso della vita. Quindi niente tristezza e pensiamo con la massima gratitudine a Camilleri ed a tutte le belle cose che ci ha regalato.

I superstiti del Télémaque

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Titolo: I superstiti del Télémaque

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Simona Mambrini

La Adelphi continua con la pubblicazione dei libri gialli di Georges Simenon. L’ultimo della serie è il romanzo I superstiti del Télémaque, una storia che sa di mare, di pesce e di vite dure e difficili. L’ambientazione della storia è nel piccolo borgo marinaro di Fécamp, in Normandia, affacciato sul Canale della Manica. Un mare insidioso e per niente cortese con i pescatori che trovano abbondanti quantità di pesce ma anche condizioni meteo e di mare spesso proibitive. Georges Simenon è stato uno scrittore in grado di raccontare in modo veritiero ed appassionante la vita di provincia francese ed anche in questo caso non viene meno al suo stile scarno e diretto.

La storia racconta la vicenda dei fratelli Pierre e Charles Canut, che abitano con la madre a Fécamp, cittadina della Normandia, affacciata sul canale della Manica. Pierre viene accusato dell’omicidio di Février, un ex marinaio ritrovato con la gola tagliata a casa sua. Il marinaio ucciso era uno dei superstiti del naufragio del Télémaque, una nave affondata nelle acque al largo del Brasile, in cui morì in circostanze misteriose il padre dei fratelli Canut. Mentre Pierre si trova in carcere, suo fratello Charles, convinto della sua innocenza, inizia una personale indagine per scoprire il vero colpevole. Man mano che la storia avanza, aumentano i sospettati per l’omicidio, viene scoperto un testamento, oltre che vecchie storie e relazioni sentimentali tenute nascoste. Charles è un uomo di natura mite e gentile, che vuole molto bene al fratello e lo ha sempre aiutato e protetto. Conduce una vita semplice, impiegato delle ferrovie ed innamorato di una giovane che serve da bere in un caffè del paese. Charles diventa il protagonista del racconto, un uomo tranquillo che indossa per una volta le vesti dell’eroe che cerca il riscatto da una vita anonima oltre che la salvezza per il fratello. Una storia di povertà, di difficoltà psicologiche, di drammi e disagi famigliari, raccontata con tutta la forza che Simenon riesce a dare nel raccontare le vicende delle vite altrui.

Simenon è stato un grande amante del mare e della vita a bordo delle navi, prese il brevetto di capitano e navigò a lungo per i mari del Nord. Fu proprietario di una barca che fu costruita proprio a Fécamp su cui ha trascorso lunghi periodi della sua vita. Questo libro è un omaggio di Simenon alla sua passione per il mare e la vita dei marinai, fatto a modo suo, raccontando la crudeltà del destino che non fa sconti a nessuno.

Corona Virus 19

Era solo qualche settimana fa che leggevamo le statistiche ogni mattina, al pomeriggio era imperdibile la conferenza stampa della Protezione Civile. L’Italia ferma, bloccata dal lockdown, piangevamo i morti, soffrivamo per i malati, tutti preoccupati per chi stava perdendo il lavoro. Raccolte di generi alimentari, cestini per i più indigenti, tutti volevano fare qualcosa, esprimere solidarietà, generosità. Avevamo un nemico comune da abbattere, da sconfiggere. Italiani per una volta ubbidienti, solidali, ordinati, fieri di esserlo, un esempio per l’Europa e per il Mondo. Tricolori alla finestra, cori e canti alle ore 18, per allontanare la paura, per farci coraggio, per sentirci uniti. Nulla sarà come prima, tuonavano sicuri politici, economisti, facili profeti in tempo di quarantena. Dobbiamo convivere con il Virus per anni, vinceremo ma ci vorrà tempo, manteniamo i nervi saldi, mascherine e guanti saranno per mesi e mesi i nostri migliori alleati. Anche la politica si dovrà adeguare, gli italiani sono cambiati, non saranno più possibili giochetti politici di basso profilo. Stai a vedere che grazie al Corona Virus l’Italia cambia veramente registro? Era una pia illusione. Solo dopo poche settimane dal termine del lockdown, vediamo bar e locali alla moda e non strapieni, stabilimenti balneari presi d’assalto, nessun distanziamento sociale, nessun rispetto delle norme anti-contagio. Niente mascherine, niente ingressi contingentati, nessun controllo, nessuna azione preventiva, nessuna sanzione. E’ tornato tutto come prima, non possiamo rovinare la stagione balneare. E’ estate, ora si va al mare, a settembre ci penseremo. Doveva cambiare tutto invece tutto è rimasto come prima. Siamo rimasti gli italiani di sempre. Anzi, peggio.

Io sono il castigo

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Titolo: Io sono il castigo

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

A Roma, in un incidente stradale come tanti, rimane ucciso un famoso cantante degli anni Sessanta, soprannominato Ciuffo d’Oro, ora diventato un importante boss dell’industria discografica. L’inchiesta parte come incidente stradale ma presto si tramuta in indagine per omicidio. Alla vittima non mancano i nemici ma nessuno tra le persone coinvolte nell’inchiesta sembra capace di uccidere. Il magistrato che segue il caso è Manrico Spinori della Rocca, per gli amici Rick. Un uomo posato e gentile, di famiglia nobile ormai decaduta, con una madre vittima del vizio del gioco d’azzardo. Manrico è un appassionato di opera lirica, segue tutti i concerti che può, andando anche in giro per l’Europa per soddisfare la sua voglia di musica. Vive solo, ha un certo successo con le donne, soprattutto se appassionate di opera lirica. Il magistrato lavora con una nuova collega, una ispettrice dal fisico avvenente e statuario per il suo metro e ottanta, con qualche tatuaggio e dalla parlata molto romana, quasi da coatta. La squadra investigativa di Manrico Spinori della Rocca inizia l’indagine alla scoperta dei segreti di Ciuffo d’Oro, della sua famiglia e delle sue numerose amichette del cuore.

Questo “Io sono il castigo” è un giallo che vede come protagonista un magistrato affascinante e di buon livello sociale contrapposto ad una investigatrice di modeste origini che è tutta il contrario di lui, ma i due insieme costituiscono una coppia ben assortita dalle buone intuizioni. De Cataldo si è divertito ad adattare il linguaggio usato nel testo alle origini dei personaggi, creando situazioni simpatiche e divertenti, senza nessuno snobismo. L’avventura è ambientata a Roma che si presenta in tutto lo splendore dei variopinti personaggi che la abitano, che vanno dai nobili che vivono fuori dal tempo ai nuovi arricchiti, agli avventurieri di vario tipo fino alle persone semplici. Ben fatti i riferimenti alle opere liriche famose e meno famose che vanno ad arricchire la trama senza appesantirla con molti riferimenti alle similitudini delle trame del melodramma con le vicende quotidiane. Manrico tra le indagini, le preoccupazioni che gli procura la madre e la frequentazione dei teatri, ha la fortuna di incontrare una misteriosa ed appassionata melomane, con cui inizia una simpatica ed intrigante amicizia. Siamo molto lontani dalle storie violente e crudeli di Romanzo Criminale, questo è un libro giallo dai tratti gentili, scritto in modo lineare e con un filo di umorismo. Qui anche gli assassini hanno un cuore grande.

Come ordinare una biblioteca

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Titolo: Come ordinare una biblioteca

Autore: Roberto Calasso

Editore: Adelphi

Roberto Calasso è un grande intellettuale, un grande scrittore e un grande editore. Con questo libro abbiamo l’occasione di conoscerlo come bibliofilo. Un uomo come lui che ha raggiunto in tutto quello che ha fatto i più alti livelli, non poteva che essere un bibliofilo esclusivo, raffinato, un collezionista di libri antichi, frequentatore di aste dove sono battuti volumi e cimeli di scrittori unici e rari. Un collezionista con una vita ricca di esperienze legate ai libri, con la conoscenza diretta degli scrittori, tanti episodi da raccontare, tante conoscenze da condividere con i suoi lettori, il tutto raccontato con passione ed entusiasmo raro. Calasso racconta anche come alcuni scrittori famosissimi interagiscono con i libri delle proprie biblioteche, con che metodo evidenziano i passi più importanti dei libri mentre leggono, dove scrivono i commenti o prendono appunti, se usano la penna o la matita. Il libro è diviso in quattro capitoli, dove Calasso racconta tutto il suo sapere in fatto di libri, i suoi acquisti, le sue abitudini, le sue esperienze. Il primo capitolo si intitola Come ordinare una biblioteca e racconta di tutto un po’ in fatto di libri. Il secondo capitolo parla dell’importanza delle riviste letterarie. Il terzo capitolo racconta di come nacquero le recensioni delle opere letterarie. Nel quarto capitolo racconta Come ordinare una libreria, in pratica un discorso tenuto dall’Autore nel 2019 ad una scuola per librai. Il libro parla di libri e dei loro collezionisti L’ordine di una biblioteca non può essere studiato a tavolino, non può essere ridotto ad un ordine alfabetico per autore, per titolo del libro o per casa editrice. Non serve fissare delle regole o delle procedure, ogni libro deve stare accanto ai libri suoi simili o che siano utili tra di loro secondo lo schema mentale del bibliofilo, secondo il suo criterio mentale che sicuramente non sarà condiviso da altri collezionisti. Non tutti i criteri si applicano efficacemente ad ogni tipo di libro. Lo stesso vale per le librerie. Gli appassionati di libri hanno il piacere di cercare libri che non conoscono, che trovano per caso, vicino al libro che vogliono comprare. E l’ordine non è fisso, costante, è qualcosa in divenire, che cambio sempre, con il passare del tempo. Una scrittura un po’ esclusiva, elitaria, come è nelle corde dell’autore.

KENNEDY AWARD OF EXCELLENCE

Ringrazio il blog La borsetta delle donne e Farida Karim per avermi nominato per il

Kennedy Award of excellence.

KAE

LE REGOLE

  1. Il blogger nominato dovrebbe ringraziare chi l’ha nominato
  2. Il blogger nominato dovrebbe postare la foto del premio sul proprio blog
  3. Chi viene nominato può nominare a sua volta quanti blog vuole (un minimo di cinque
  4. Avvisare i blogger nominati
  5. Rispondere alle seguenti domande
  • Cosa hai imparato dal Coronavirus

Ho imparato ad eliminare il superfluo e dedicarmi alle cose veramente importanti.

  • Quali valori ti guidano ?

L’onestà e la sincerità.

  • Qual è il tuo film preferito ?

Mission.

  • Quale persona hai amato dal profondo del tuo cuore ?

I miei genitori.

  • Quali sono i tuoi sogni?

Scrivere un romanzo. Diventare uno scrittore.

BLOGGER NOMINATI E MOTIVO

pupazzovi: per la sua divertente creatività.

Il Costa: per le sue poesie sempre diverse.

Oui Magazine: perché esplora la cultura in tutte le sue forme.

Kitchen & Clue: è un blog di cucina divertente.

Mia nonna fuma Blog letterario di Alessandro Raschellà: per la sua brillante varietà.

 

Corona Virus 19 – n.2

Dobbiamo essere ottimisti.

Dobbiamo trovare qualcosa di buono in tutto quello che accade.

Questa inedita condizione in cui ci troviamo spero che ci insegni di ricordare, una volta per tutte, che una cosa è più importante delle altre, per chi governa e per chi viene governato, l’attenzione per il bene comune.

La salute è al primo posto tra le speranze delle persone. Mai come in questi giorni tutti ne siamo convinti. Gli ospedali sono il baluardo contro le malattie e le pandemie, sono il bene comune. Gli ospedali devono essere efficienti, sempre. Le scorte di mascherine, camici, guanti ed occhiali per gli operatori della sanità non possono mancare, bisogna essere sempre pronti al peggio. Ricordiamoci quanti tagli alla sanità sono stati fatti nel passato, ricordiamoci quanti casi di cattiva gestione degli ospedali ci sono stati, quante risorse sono state vanificate, quanti soldi sprecati. Come è potuto accadere? La risposta sta nella scarsa o addirittura nulla attenzione per il bene comune da parte di tutti, governanti e governati.

Piangiamo i morti, applaudiamo i medici, facciano donazioni, ci facciamo coraggio in vario modo, perché abbiamo paura, tutte piccole cose che non potranno di molto cambiare la situazione. Ma ricordiamoci per il futuro che da sciagure come il Corona Virus 19 o altre di simile entità ci salveremo solo se avremo sempre la massima attenzione per il bene comune e ci comporteremo di conseguenza. Tutti.