Riccardino

RICCARDINO

Titolo: Riccardino

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Sellerio

Riccardino è l’ultimo libro di Camilleri e non poteva non dedicarlo al suo personaggio più amato ossia il Commissario Salvo Montalbano. Quale Montalbano? Il protagonista dei libri o il suo alter ego della televisione? Tutti e due. In questo libro Salvo Montalbano deve fare i conti con il suo antagonista televisivo. E l’autore si prende il suo spazio, cercando di dire la sua nelle indagini di Montalbano. E se Camilleri si mette a fare l’investigatore, allora il commissario Montalbano si mette a fare il lavoro di Camilleri e decide da sé come porre fine al personaggio. Un libro i cui contenuti del giallo ricalcano le tante precedenti avventure, le solite ambientazioni, i soliti Catarella e Fazio al fianco del loro adorato Commissario. I soliti screzi con i superiori, il suo modo di fare integerrimo che non fa sconti a nessuno, quel brutto carattere che gli ha impedito di fare carriera ma che gli è valso molte onorificenze umane. Si sente la mancanza di Mimì, in ferie, stupisce la scarsa presenza della fidanzata Livia, presente solo in qualche telefonata. Di questo libro tutti sanno che è stato scritto molto tempo fa, che è stato corretto negli ultimi mesi di attività di Camilleri. Un lavoro che è difficile giudicare. Vengono in mente i tanti momenti di lettura entusiasmanti, la serie televisiva che ha meritatamente conquistato un vasto consenso, grazie ad interpreti straordinari e ad ambientazioni altrettanto straordinarie. Era tutto scritto nei libri, quindi tutto il merito è di Andrea Camilleri, che ci ha regalato tutto questo spettacolo. Pensare che non ci sarà nessun nuovo romanzo con Montalbano è una cosa triste ma dobbiamo accettare il corso della vita. Quindi niente tristezza e pensiamo con la massima gratitudine a Camilleri ed a tutte le belle cose che ci ha regalato.

I superstiti del Télémaque

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Titolo: I superstiti del Télémaque

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Simona Mambrini

La Adelphi continua con la pubblicazione dei libri gialli di Georges Simenon. L’ultimo della serie è il romanzo I superstiti del Télémaque, una storia che sa di mare, di pesce e di vite dure e difficili. L’ambientazione della storia è nel piccolo borgo marinaro di Fécamp, in Normandia, affacciato sul Canale della Manica. Un mare insidioso e per niente cortese con i pescatori che trovano abbondanti quantità di pesce ma anche condizioni meteo e di mare spesso proibitive. Georges Simenon è stato uno scrittore in grado di raccontare in modo veritiero ed appassionante la vita di provincia francese ed anche in questo caso non viene meno al suo stile scarno e diretto.

La storia racconta la vicenda dei fratelli Pierre e Charles Canut, che abitano con la madre a Fécamp, cittadina della Normandia, affacciata sul canale della Manica. Pierre viene accusato dell’omicidio di Février, un ex marinaio ritrovato con la gola tagliata a casa sua. Il marinaio ucciso era uno dei superstiti del naufragio del Télémaque, una nave affondata nelle acque al largo del Brasile, in cui morì in circostanze misteriose il padre dei fratelli Canut. Mentre Pierre si trova in carcere, suo fratello Charles, convinto della sua innocenza, inizia una personale indagine per scoprire il vero colpevole. Man mano che la storia avanza, aumentano i sospettati per l’omicidio, viene scoperto un testamento, oltre che vecchie storie e relazioni sentimentali tenute nascoste. Charles è un uomo di natura mite e gentile, che vuole molto bene al fratello e lo ha sempre aiutato e protetto. Conduce una vita semplice, impiegato delle ferrovie ed innamorato di una giovane che serve da bere in un caffè del paese. Charles diventa il protagonista del racconto, un uomo tranquillo che indossa per una volta le vesti dell’eroe che cerca il riscatto da una vita anonima oltre che la salvezza per il fratello. Una storia di povertà, di difficoltà psicologiche, di drammi e disagi famigliari, raccontata con tutta la forza che Simenon riesce a dare nel raccontare le vicende delle vite altrui.

Simenon è stato un grande amante del mare e della vita a bordo delle navi, prese il brevetto di capitano e navigò a lungo per i mari del Nord. Fu proprietario di una barca che fu costruita proprio a Fécamp su cui ha trascorso lunghi periodi della sua vita. Questo libro è un omaggio di Simenon alla sua passione per il mare e la vita dei marinai, fatto a modo suo, raccontando la crudeltà del destino che non fa sconti a nessuno.

Corona Virus 19

Era solo qualche settimana fa che leggevamo le statistiche ogni mattina, al pomeriggio era imperdibile la conferenza stampa della Protezione Civile. L’Italia ferma, bloccata dal lockdown, piangevamo i morti, soffrivamo per i malati, tutti preoccupati per chi stava perdendo il lavoro. Raccolte di generi alimentari, cestini per i più indigenti, tutti volevano fare qualcosa, esprimere solidarietà, generosità. Avevamo un nemico comune da abbattere, da sconfiggere. Italiani per una volta ubbidienti, solidali, ordinati, fieri di esserlo, un esempio per l’Europa e per il Mondo. Tricolori alla finestra, cori e canti alle ore 18, per allontanare la paura, per farci coraggio, per sentirci uniti. Nulla sarà come prima, tuonavano sicuri politici, economisti, facili profeti in tempo di quarantena. Dobbiamo convivere con il Virus per anni, vinceremo ma ci vorrà tempo, manteniamo i nervi saldi, mascherine e guanti saranno per mesi e mesi i nostri migliori alleati. Anche la politica si dovrà adeguare, gli italiani sono cambiati, non saranno più possibili giochetti politici di basso profilo. Stai a vedere che grazie al Corona Virus l’Italia cambia veramente registro? Era una pia illusione. Solo dopo poche settimane dal termine del lockdown, vediamo bar e locali alla moda e non strapieni, stabilimenti balneari presi d’assalto, nessun distanziamento sociale, nessun rispetto delle norme anti-contagio. Niente mascherine, niente ingressi contingentati, nessun controllo, nessuna azione preventiva, nessuna sanzione. E’ tornato tutto come prima, non possiamo rovinare la stagione balneare. E’ estate, ora si va al mare, a settembre ci penseremo. Doveva cambiare tutto invece tutto è rimasto come prima. Siamo rimasti gli italiani di sempre. Anzi, peggio.

Io sono il castigo

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Titolo: Io sono il castigo

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

A Roma, in un incidente stradale come tanti, rimane ucciso un famoso cantante degli anni Sessanta, soprannominato Ciuffo d’Oro, ora diventato un importante boss dell’industria discografica. L’inchiesta parte come incidente stradale ma presto si tramuta in indagine per omicidio. Alla vittima non mancano i nemici ma nessuno tra le persone coinvolte nell’inchiesta sembra capace di uccidere. Il magistrato che segue il caso è Manrico Spinori della Rocca, per gli amici Rick. Un uomo posato e gentile, di famiglia nobile ormai decaduta, con una madre vittima del vizio del gioco d’azzardo. Manrico è un appassionato di opera lirica, segue tutti i concerti che può, andando anche in giro per l’Europa per soddisfare la sua voglia di musica. Vive solo, ha un certo successo con le donne, soprattutto se appassionate di opera lirica. Il magistrato lavora con una nuova collega, una ispettrice dal fisico avvenente e statuario per il suo metro e ottanta, con qualche tatuaggio e dalla parlata molto romana, quasi da coatta. La squadra investigativa di Manrico Spinori della Rocca inizia l’indagine alla scoperta dei segreti di Ciuffo d’Oro, della sua famiglia e delle sue numerose amichette del cuore.

Questo “Io sono il castigo” è un giallo che vede come protagonista un magistrato affascinante e di buon livello sociale contrapposto ad una investigatrice di modeste origini che è tutta il contrario di lui, ma i due insieme costituiscono una coppia ben assortita dalle buone intuizioni. De Cataldo si è divertito ad adattare il linguaggio usato nel testo alle origini dei personaggi, creando situazioni simpatiche e divertenti, senza nessuno snobismo. L’avventura è ambientata a Roma che si presenta in tutto lo splendore dei variopinti personaggi che la abitano, che vanno dai nobili che vivono fuori dal tempo ai nuovi arricchiti, agli avventurieri di vario tipo fino alle persone semplici. Ben fatti i riferimenti alle opere liriche famose e meno famose che vanno ad arricchire la trama senza appesantirla con molti riferimenti alle similitudini delle trame del melodramma con le vicende quotidiane. Manrico tra le indagini, le preoccupazioni che gli procura la madre e la frequentazione dei teatri, ha la fortuna di incontrare una misteriosa ed appassionata melomane, con cui inizia una simpatica ed intrigante amicizia. Siamo molto lontani dalle storie violente e crudeli di Romanzo Criminale, questo è un libro giallo dai tratti gentili, scritto in modo lineare e con un filo di umorismo. Qui anche gli assassini hanno un cuore grande.

Come ordinare una biblioteca

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Titolo: Come ordinare una biblioteca

Autore: Roberto Calasso

Editore: Adelphi

Roberto Calasso è un grande intellettuale, un grande scrittore e un grande editore. Con questo libro abbiamo l’occasione di conoscerlo come bibliofilo. Un uomo come lui che ha raggiunto in tutto quello che ha fatto i più alti livelli, non poteva che essere un bibliofilo esclusivo, raffinato, un collezionista di libri antichi, frequentatore di aste dove sono battuti volumi e cimeli di scrittori unici e rari. Un collezionista con una vita ricca di esperienze legate ai libri, con la conoscenza diretta degli scrittori, tanti episodi da raccontare, tante conoscenze da condividere con i suoi lettori, il tutto raccontato con passione ed entusiasmo raro. Calasso racconta anche come alcuni scrittori famosissimi interagiscono con i libri delle proprie biblioteche, con che metodo evidenziano i passi più importanti dei libri mentre leggono, dove scrivono i commenti o prendono appunti, se usano la penna o la matita. Il libro è diviso in quattro capitoli, dove Calasso racconta tutto il suo sapere in fatto di libri, i suoi acquisti, le sue abitudini, le sue esperienze. Il primo capitolo si intitola Come ordinare una biblioteca e racconta di tutto un po’ in fatto di libri. Il secondo capitolo parla dell’importanza delle riviste letterarie. Il terzo capitolo racconta di come nacquero le recensioni delle opere letterarie. Nel quarto capitolo racconta Come ordinare una libreria, in pratica un discorso tenuto dall’Autore nel 2019 ad una scuola per librai. Il libro parla di libri e dei loro collezionisti L’ordine di una biblioteca non può essere studiato a tavolino, non può essere ridotto ad un ordine alfabetico per autore, per titolo del libro o per casa editrice. Non serve fissare delle regole o delle procedure, ogni libro deve stare accanto ai libri suoi simili o che siano utili tra di loro secondo lo schema mentale del bibliofilo, secondo il suo criterio mentale che sicuramente non sarà condiviso da altri collezionisti. Non tutti i criteri si applicano efficacemente ad ogni tipo di libro. Lo stesso vale per le librerie. Gli appassionati di libri hanno il piacere di cercare libri che non conoscono, che trovano per caso, vicino al libro che vogliono comprare. E l’ordine non è fisso, costante, è qualcosa in divenire, che cambio sempre, con il passare del tempo. Una scrittura un po’ esclusiva, elitaria, come è nelle corde dell’autore.

KENNEDY AWARD OF EXCELLENCE

Ringrazio il blog La borsetta delle donne e Farida Karim per avermi nominato per il

Kennedy Award of excellence.

KAE

LE REGOLE

  1. Il blogger nominato dovrebbe ringraziare chi l’ha nominato
  2. Il blogger nominato dovrebbe postare la foto del premio sul proprio blog
  3. Chi viene nominato può nominare a sua volta quanti blog vuole (un minimo di cinque
  4. Avvisare i blogger nominati
  5. Rispondere alle seguenti domande
  • Cosa hai imparato dal Coronavirus

Ho imparato ad eliminare il superfluo e dedicarmi alle cose veramente importanti.

  • Quali valori ti guidano ?

L’onestà e la sincerità.

  • Qual è il tuo film preferito ?

Mission.

  • Quale persona hai amato dal profondo del tuo cuore ?

I miei genitori.

  • Quali sono i tuoi sogni?

Scrivere un romanzo. Diventare uno scrittore.

BLOGGER NOMINATI E MOTIVO

pupazzovi: per la sua divertente creatività.

Il Costa: per le sue poesie sempre diverse.

Oui Magazine: perché esplora la cultura in tutte le sue forme.

Kitchen & Clue: è un blog di cucina divertente.

Mia nonna fuma Blog letterario di Alessandro Raschellà: per la sua brillante varietà.

 

Corona Virus 19 – n.2

Dobbiamo essere ottimisti.

Dobbiamo trovare qualcosa di buono in tutto quello che accade.

Questa inedita condizione in cui ci troviamo spero che ci insegni di ricordare, una volta per tutte, che una cosa è più importante delle altre, per chi governa e per chi viene governato, l’attenzione per il bene comune.

La salute è al primo posto tra le speranze delle persone. Mai come in questi giorni tutti ne siamo convinti. Gli ospedali sono il baluardo contro le malattie e le pandemie, sono il bene comune. Gli ospedali devono essere efficienti, sempre. Le scorte di mascherine, camici, guanti ed occhiali per gli operatori della sanità non possono mancare, bisogna essere sempre pronti al peggio. Ricordiamoci quanti tagli alla sanità sono stati fatti nel passato, ricordiamoci quanti casi di cattiva gestione degli ospedali ci sono stati, quante risorse sono state vanificate, quanti soldi sprecati. Come è potuto accadere? La risposta sta nella scarsa o addirittura nulla attenzione per il bene comune da parte di tutti, governanti e governati.

Piangiamo i morti, applaudiamo i medici, facciano donazioni, ci facciamo coraggio in vario modo, perché abbiamo paura, tutte piccole cose che non potranno di molto cambiare la situazione. Ma ricordiamoci per il futuro che da sciagure come il Corona Virus 19 o altre di simile entità ci salveremo solo se avremo sempre la massima attenzione per il bene comune e ci comporteremo di conseguenza. Tutti.

AIUTIAMO GLI OSPEDALI LOMBARDI — GIOVANNI MARGARONE Scrittore

ANNUNCIO A TUTTI COLORO CHE VORRANNO COMPRARE I MIEI LIBRI, CHE IL RICAVATO LO DEVOLVERO’ ALLA ‘Regione Lombardia-Sostegno emergenza Coronavirus’ (numero IBAN IT76P0306909790100000300089 – BIC BCITITMM) per raccogliere fondi per sostenere le strutture sanitarie, i medici, gli infermieri e tutto il personale che sta combattendo una durissima battaglia per curare i cittadini lombardi e sconfiggere […] […]

I peccati del padre – Jeffrey Archer

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Titolo: I peccati del padre

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: S.Pezzani

“I peccati del padre” è il secondo volume della saga dei Clifton. L’azione si sposta in America, a New York, nel 1939. Il matrimonio di Harry Clifton ed Emma Barrington non è stato celebrato perché il padre di Emma, Hugo Barrington, ha dichiarato di non poter affermare con certezza di non essere il padre di Harry. L’episodio sconvolge le due famiglie ma non cambia i sentimenti dei due giovani. Harry spera di dimostrare che Hugo non sia suo padre, per poter sposare Emma e non provocare nessun terremoto nella famiglia Barrington. Temporaneamente le vite dei due ragazzi si dividono, c’è la Seconda Guerra Mondiale alle porte, sono momenti di grande incertezza e difficoltà per tutti. Il destino porta Harry a bordo di una nave diretta negli Stati Uniti. Durante il viaggio la nave affonda e Harry riesce a salvarsi miracolosamente, mentre un suo compagno di avventura muore. Harry decide di prendere l’identità del compagno morto, pensando che cambiando nome la sua vita sarebbe stata più semplice. Harry sbarca in America con la falsa identità di Tom Bradshaw ma si ritrova ad essere arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Un famoso avvocato di Manhattan si offre di difenderlo gratuitamente, pagato dalla famiglia del vero Tom, che non vuole che la reputazione del figlio sia infangata da una accusa di omicidio. Sia la famiglia che l’avvocato sanno che Tom è Harry, ma la cosa sembra non interessare. Harry viene scagionato dall’accusa di omicidio ma viene condannato per diserzione e viene condannato a sei anni di reclusione. Il grande avvocato sparisce ed Harry si ritrova a dover scontare l’intera pena in prigione. Harry non sa che la prigione riuscirà a dare alla sua vita una svolta del tutto inaspettata. In Inghilterra Harry viene dato per morto, Ma Emma non si rassegna e parte per l’America per ritrovare Harry. Il romanzo continua a raccontare le avventure della famiglia Clifton e della famiglia Barrington, con i vari protagonisti alle prese con segreti, scandali e vicende di ogni tipo. La trama è ben costruita ed avvincente, scritta con grande ritmo, con stile scorrevole ed intrigante. Il romanzo presenta gli stessi punti di forza del primo volume, con i personaggi che sono cresciuti, le loro personalità si sono evolute, mostrando sempre grande carattere e originalità. Alla piacevolezza della lettura contribuisce sempre l’ambientazione storica, resa in modo eccellente dall’autore. Le vicende sono raccontate con abilità, con una scrittura semplice e lineare, arricchita da una ironia elegante che aumenta il piacere della lettura. Come nel libro precedente ogni capitolo è dedicato ad un protagonista che narra i fatti in prima persona.

Solo il tempo lo dirà – Jeffrey Archer

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Titolo: Solo il tempo lo dirà

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: S.Pezzani

“Solo il tempo lo dirà” è il primo romanzo di una serie di sette volumi dedicati alla saga dei Clifton.

Questo primo volume è ambientato tre il 1920 e il 1940, quindi tra le due guerre mondiali. Il protagonista principale è Harry Clifton,  figlio di uno scaricatore del porto di Bristol. Non ha mai conosciuto il padre ed è cresciuto con la madre ed uno zio. La madre ha raccontato ad Harry che il padre era morto in guerra ma la cosa non può essere vera dato che lui è nato nel 1920. Harry cresce senza particolari ambizioni, crede che il suo destino sia quello di lavorare al porto, nei cantieri Barrington, una volta finita la scuola. Lo stesso destino di suo padre. Fin dalle prime classi Harry si dimostra essere uno studente molto dotato con un talento fuori del comune per il canto. Proprio grazie a questa sua abilità riesce ad ottenere una borsa di studio per un prestigioso collegio. La possibilità di studiare cambierà per sempre il destino di Harry, anche se la sua vita non sarà priva di problemi ed imprevisti. La storia racconta le vicende contemporanee di due famiglie di Bristol che non potevano essere più diverse. La famiglia Barrington, proprietari di un importante cantiere navale, ricchi da sempre, abituati al benessere ed al potere. La famiglia Clifton invece è da sempre povera, nessuna istruzione, abituati da sempre alla vita dura delle classi operaie di Bristol. I destini delle due famiglie sono destinati ad intrecciarsi con vicende varie che ruoteranno attorno ad un mistero sarà il tema principale del libro ossia scoprire di chi è veramente figlio Harry Clifton.

La trama del libro è abbastanza convenzionale, la storia di due famiglie, una ricca ed una povera, un amore difficile tra due ragazzi di estrazioni sociali diverse, nell’Inghilterra di quei tempi, piena di pregiudizi sociali e ipocrisie insopportabili. Potrebbe sembrare un libro scontato ma non è così. La trama è molto ben costruita, ci sono molti cambi di scenario per i vari protagonisti, che si ritrovano a vivere esperienze diverse e imprevedibili. I personaggi hanno tutti personalità molto forti e spiccate, descritte con grande abilità dall’autore. Ogni protagonista ha il suo spazio nel romanzo, infatti ogni capitolo è dedicato ad uno di loro che racconta in prima persona i fatti. Il lettore ha quindi la possibilità di conoscere i fatti raccontati dai differenti punti di vista dei vari protagonisti e questo aumenta l’interesse e la comprensione della storia. Molto belle anche le ambientazioni che offrono uno spaccato dell’Inghilterra dell’epoca molto preciso e dettagliato, raccontando dettagli di costume della vita dell’epoca, oltre a descrivere molto bene la situazione politica, sociale ed economica. “Solo il tempo lo dirà” è un romanzo che offre una lettura piacevole per un viaggio a ritroso nel tempo raccontato in modo avvincente quasi fosse un thriller.

Addio Niki

Addio Niki. Te ne sei andato improvvisamente. Sapevano che le cose non stavano andando per il verso giusto, ma speravamo di rivederti ai box. Sei stato uno dei più grandi campioni del Motor Sport. Eri un grande pilota ma l’incidente del Nurburgring ti ha fatto diventare un eroe. Certo Merzario ti ha salvato la vita e non lo hai trattato proprio bene. Quella volta potevi fare meglio. Le tue ferite esteriori erano ormai un marchio di fabbrica, il simbolo del tuo coraggio. Le ferite interne ti hanno fatto soffrire dopo qualche anno e forse ti hanno portato via troppo presto. Hai perso un mondiale sotto la pioggia perché hai avuto paura, ti sei fermato prima che fosse troppo tardi. Sei stato un grande uomo, pilota, imprenditore e team manager. Eri passato al nemico Mercedes ma per noi sei sempre rimasto Niki, come quando guidavi la Ferrari. Il tuo italiano era peggiorato negli ultimi anni, ma eri rimasto sempre uno dei nostri.  Riposa in pace Niki, ci mancherai. Saluta James quando lo incontri.

L’animale che mi porto dentro

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Titolo: L’animale che mi porto dentro

Autore: Francesco Piccolo

Editore: Einaudi

Francesco Piccolo è uno scrittore con uno stile unico, ironico e divertente.

Il suo ultimo libro “L’animale che mi porto dentro” è una specie di autobiografia romanzata che inizia con il parlare di sé stesso e poi in realtà traccia un ritratto comune alla maggior parte degli uomini contemporanei.

La tesi principale del libro è quella che l’uomo è combattuto tra seguire la sua indole quindi comportarsi da “animale”, aggressivo e violento, oppure seguire la parte razionale e gentile quindi modificare il proprio comportamento facendosi guidare dai sentimenti.

La società impone agli uomini, fin da piccoli, comportamenti omogenei e uniformi, che prevedono azioni rabbiose e violente come fossero normali e che sono di conseguenza tollerate e giustificate. Piccolo ha sempre cercato di comprimere la parte “animale” per non seguire i comportamenti della maggioranza, per essere diverso dal padre, per trovare il suo modo di essere. Riuscendoci solo in parte. Soprattutto nelle relazioni con le donne gli riesce difficile comportarsi seguendo solo il lato sentimentale, senza riuscire ad evitare di comportarsi secondo quello che la maggior parte delle persone si aspetta, quindi assecondando il lato “animale”.

Il libro analizza in modo acuto i comportamenti degli uomini con riferimenti a libri, film e fumetti che hanno condizionato negli anni settanta la formazione di quel ragazzo meridionale che è stato Francesco Piccolo. Un libro che lascerà molti uomini a chiedersi se veramente sono come Piccolo ci descrive ed anche a constatare che almeno lui ha tentato di soffocare la sua indole cercando di far prevalere la parte sentimentale. Il modello che Piccolo ha preso come riferimento nel libro è Sandokan, il grande personaggio di Emilio Salgari. Sandokan il terribile guerriero, privo di paura, in grado di uccidere senza pietà nemici e bestie feroci, eppure capace anche di riconsiderare le cose quando scopre di amare e di essere amato. Marianna, la famosa Perla di Labuan, è attratta da entrambi gli aspetti della personalità di Sandokan, il suo lato animale e il suo lato sentimentale, ma quello che conta è che alla fine Sandokan deciderà di seguire il consiglio di Yanez, ossia di sposare Marianna andando a vivere con i suoi pirati. Non voleva essere più un animale, non riusciva ad essere un uomo sentimentale, ma poteva far convivere le due anime insieme.

Il libro non parla solo degli uomini o agli uomini, ma parla anche dei comportamenti femminili, di come anche le donne sono combattute tra istinto, rabbia e la razionalità del sentimento, riuscendo forse ad avere una marcia in più nell’affrontare gli uomini, non prendendoli in considerazione e ferendo in modo irreversibile il loro ego. Il libro è scritto con la solita prosa scorrevole e scanzonata di Piccolo ma ci sono considerazioni profonde e meditate. Piccolo affronta l’argomento con molto impegno riuscendo a sollevare un problema non ancora risolto ma molto importante nella società attuale che è quello delle relazioni tra uomini e donne.

Hypnerotomachia Poliphili

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Titolo: Hypnerotomachia Poliphili

Autore: Francesco Colonna

Editore: Adelphi

Il post su “Il Cristo velato” e il Principe di San Severo mi ha riportato indietro di circa 15 anni, periodo in cui ero completamente preso dalla lettura di testi ermetici ed esoterici o legati ai grandi misteri del passato. Uno dei libri più straordinari in cui mi sono imbattuto è stato senza ombra di dubbio Hypnerotomachia Poliphili. Era appena uscita in libreria l’ultima edizione di Adelphi (era il 2004), quel doppio volume dalla copertina rossa e con quel titolo quasi impronunciabile, attirò subito la mia attenzione e lo acquistai senza indugio. La lettura avvenne dopo qualche mese, dovevo trovare la giusta ispirazione per affrontare un testo simile.

Il libro è attribuito a Francesco Colonna che era un frate domenicano, ordine che accoglieva personaggi poco tradizionali come Giordano Bruno e Tommaso Campanella ed aveva più di qualche collegamento con ambienti e culti esoterici. Il libro è stato scritto in italiano misto al latino tra il 1400 e il 1500 ed è una vera a propria opera d’arte, sia per il testo che per meravigliose centosettanta xilografie che sono inserite nel libro.

Il libro è un testo iniziatico e allegorico, la cui traduzione è “La battaglia d’amore in sogno di Polifilo”, composto da 38 capitoli. Il testo è un romanzo che racconta l’amore di Polifilo per Polia. Polifilo si addormenta e si ritrova in un bosco e seguendo un canto bellissimo inizia un viaggio verso l’amore e la conoscenza. Polifilo trova l’amata Polia dopo aver superato una serie di prove. Inutile cercare di riassumere la trama, troppo lunga, articolata e piena di allegorie, enigmi, misteri, miti. Un viaggio attraverso buona parte delle conoscenze della cultura occidentale dell’epoca, con qualche riferimento anche troppo libertino, trattandosi dell’opera di un frate. Il libro, pur nella sua complessità, è scritto in modo piacevole e coinvolgente per il lettore, che può seguire la storia grazie alle descrizioni dei luoghi e all’azione sempre descritta in modo chiaro. Un libro che nonostante sia stato scritto oltre 500 anni fà, rappresenta ancora un mistero anche per storici e studiosi della materia. Un libro che lascia intendere come a volte la creatività e l’immaginazione di alcuni artisti potrebbe essere stata ispirata da entità sconosciute o al di sopra del naturale.

Il Cristo Velato

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Nel recente post dedicato a “A chi appartiene la notte” ho ricordato che nella trama del libro si parla del “Cristo Velato”, una famosa scultura del 1753 realizzata da Giuseppe Sammartino e commissionata dal Principe di San Severo.

Raimondo di Sangro principe di SanSevero è stato un uomo dai molteplici talenti ed interessi che spaziarono dall’alchimia, esoterismo, letteratura, anatomia. Si interessò a molti diversi campi della scienza e delle arti, dalla chimica all’idrostatica, dalla tipografia alla meccanica. Ad oggi la sua principale eredità è la arcinota “Cappella di Sansevero”, il mausoleo di famiglia che comprende alcune opere straordinarie, tra cui il “Cristo Velato”.

La scultura mostra il corpo di Cristo sdraiato, privo di vita, coperto da un lenzuolo marmoreo finissimo. La statua ha dato origine ad alcune leggende riguardo l’origine del velo che dicevano fosse stato realizzato grazie ad una misteriosa tecnica alchemica di marmorizzazione del tessuto scoperta dal Principe di San Severo. A parte le leggende, la statua è una delle opere dell’uomo più stupefacenti per la bellezza e per le sensazioni che si provano guardandola.

Alcune delle più grandi sculture della storia dell’umanità, rappresentano la perfezione delle forme, una per tutte il David di Donatello. La Pietà di Michelangelo unisce la perfezione delle forme alla grande rappresentazione della sofferenza scolpita nel volto di Cristo e di Maria. Il Cristo velato unisce la perfezione delle forme alla espressione del dolore del volto di Cristo all’effetto straordinario che crea il velo che copre il corpo senza coprire nulla anzi, esaltandone le forme e nello stesso tempo dando l’impressione di un corpo che sta perdendo la sua consistenza materiale, quasi a poter percepire l’anima che sta per lasciare il corpo ormai senza vita.

La mano di Sammartino è stata guidata da Dio ? Sammartino ha voluto continuare l’opera di Dio ? Sammartino ha voluto dimostrare che l’uomo può creare cose straordinarie come se fosse Dio ?

Si può essere credenti o no, ma di fronte a certi capolavori non si può non pensare che certi uomini, oltre al talento ed all’applicazione, hanno avuto una ispirazione straordinaria la cui provenienza è quanto meno misteriosa.

Berta Isla

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Titolo: Berta Isla

Autore: Javier Marias

Editore: Einaudi

Il libro si presenta come una spystory ma in realtà è la storia di un amore e di un matrimonio contrastato non dai sentimenti dei due protagonisti ma dalla vicende delle loro vite.

I protagonisti del romanzo sono Berta Isla e Tomas Nevinson, due studenti spagnoli che visono a Madrid.

I due si fidanzano da ragazzi, vivono da separati gli anni universitari, dato che lei studia a Madrid mentre lui studia ad Oxford. Al termine degli studi universitari, i due decidono di sposarsi, come è normale che sia per due giovani innamorati che si conoscono da sempre. Berta Isla è convinta di sapere tutto di suo marito mentre lui nasconde moltissimo della sua vita alla moglie, che non è messa al corrente del fatto che Tomas è stato ingaggiato dai servizi segreti inglesi, che è un agente sotto copertura e che opera in missioni segrete di cui lui non può divulgare alcun particolare a nessuno, nemmeno a sua moglie. Il matrimonio va avanti con le continue e prolungate assenze di lui, mentre Berta si ritrova a portare avanti il peso della famiglia e dei due figli, in completa solitudine, senza mai sapere la durata delle assenze del marito, nè poter comunicare con lui perchè per motivi di sicurezza non è possibile alcun tipo di contatto. La storia tra i due prosegue tra continue incomprensioni, i tentativi di Berta di conoscere le attività del marito che invece tiene fede agli obblighi sui è soggetto senza mai dire nulla alla moglie di quello che fà durante le sue missioni. Poi la trama prende una via drammatica con un finale che forse è la parte migliore del libro.

Berta è un donna coraggiosa, che vuole convincere il marito che la sua posizione non è corretta, che il suo comportamento non è giusto, che una moglie ha il diritto di sapere tutto del marito. Mentre lui, a dispetto del suo lavoro che implica coraggio, è un uomo debole, che non sà decidere, che si è ritrovato a fare l’agente segreto per una scelta che gli è stata imposta da altri e che lui non ha avuto il coraggio di rifiutare per evitare guai derivanti dal suo comportamento da uomo superficiale e poco attento. Guai che si riveleranno inesistenti, come verrà a sapere troppo tardi, quando ormai la sua vita era stata irrimediabilmente compromessa.

Due personalità opposte, due vite diverse, unite da un matrimonio sbagliato che durerà al di là delle aspettative solo grazie alla fermezza della donna, pronta ad accettare un marito di cui è innamorata ma di cui non conosce nulla della sua vita al di fuori del matrimonio, delle sue molteplici personalità, delle sue azioni misteriose.

Berta Isla è un libro sul coraggio delle donne, pronte a combattere per difendere i propri figli, per difendere le loro scelte, per rivendicare il diritto di conoscere cosa sta accadendo al proprio marito, anche contro i regolamenti, le leggi ed i comportamenti omertosi del mondo in cui agiva Tomas.

Sullo sfondo del racconto i servizi segreti, il loro modo di arruolare gli agenti, il loro funzionamento e le loro regole, per creare quasi un diversivo rispetto alla vera natura del libro.