Vittima numero 2117

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Titolo: Vittima n. 2117

Autore: Jussi Adler Olsen

Editore: Marsilio

Traduzione: Maria Valeria D’Avino ed Eva Valvo

Durante un naufragio sulle coste di Cipro, una donna muore e la foto del suo cadavere riverso sulla spiaggia fa il giro del mondo. Ma la donna non è annegata, è stata uccisa da un noto terrorista che si trovava con i profughi perché stava infiltrando in Europa alcuni adepti pronti ad immolarsi in un grande attentato suicida. Nella stessa foto, un agente della sezione Q di Copenaghen, Assad, riconosce la moglie e una delle figlie. A Barcellona c’è un display che conta il numero delle vittime nel mare Mediterraneo tra i profughi che per varie ragioni abbandonano i loro paesi per arrivare in Europa. La donna della foto di Cipro è la numero 2117. Un ragazzo che vive in casa solo per giocare a Kill Sublime, che ha in odio i genitori, minaccia di fare una strage quando arriverà alla vittoria numero 2117 con il suo video gioco che ormai è la sua ossessione.

Le vicende della sezione Q sono il pretesto per trattare il tema dei rifugiati e delle infiltrazioni di cellule terroristiche nelle rotte di coloro che fuggono da guerre e repressioni religiose e politiche. Il libro narra storie tremende e dolorose di rifugiati provenienti dall’Iraq e dalla Siria, si sofferma su alcune contraddizioni di tali conflitti e dei danni irreparabili per le popolazioni civili. Conflitti nati sulla base di errate convinzioni o previsioni, comunque portati avanti per garantire gli interessi di pochi a discapito di milioni di civili che sono stati ridotti alla fame, alla povertà e costretti a fuggire dalle loro terre nella speranza di trovare la pace. I grandi movimenti di persone attirano le attenzioni dei terroristi che sono sempre alla ricerca di adepti proprio dove ci sono persone che vivono senza speranze e senza prospettive. La trama ruota attorno alla grande azione di polizia che viene messa in atto per evitare un attentato di dimensioni enormi che sta per essere portato a termine nella città di Berlino e per evitare la strage promessa dal ragazzo fissato con i video games, mentre Assad è impegnato anche a salvare sua moglie e la sua famiglia dal terrorista a cui sta dando la caccia. Le storie parallele si alternano in una trama ben costruita e scandita da tempi serrati. C’è spazio anche per storie personali dei vari componenti della squadra Q in questo ottavo capitolo di una serie che ha decretato il successo dell’autore. Un thriller ben costruito e scritto in modo brillante, che tratta temi importanti e profondi.

Black Twilight

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Titolo: Black Twilight

Autore: Leonardo Maugeri

Editore: Marsilio

L’autore di questo libro, Leonardo Maugeri, scomparso prematuramente a soli 53 anni, è stato un manager del settore petrolifero di altissimo livello con una conoscenza diretta delle vicende che racconta in questo thriller che è frutto della fantasia dell’autore ma include molte storie, personaggi e fatti reali.

L’azione ha inizio nel 1973, quando una spia del KGB, passata al servizio della CIA, rivela ad un agente americano, di avere le prove di un complotto di natura politico-economico che coinvolge le principali potenze mondiali. A pochi giorni dalla rivelazione il cadavere della spia viene ritrovato in mare nel golfo di Stoccolma.  Nel 2013, nel Connecticut, Thomas Bell, un anziano libraio, viene ucciso subito dopo aver incontrato il nipote a cui aveva consegnato alcuni documenti con le prove dell’esistenza di un piano elaborato da un gruppo di potenti, abituato a lavorare nell’ombra, per dare il via ad una crisi energetica che avrebbe cambiato gli equilibri geopolitici mondiali. Questi due episodi, distanti quarant’anni, in realtà sono collegati tra loro e c’è qualcuno che vuole evitare a tutti i costi che la verità sia scoperta e per evitare questo ci sono persone pronte ad uccidere.

Black Twilight è un libro dai molti protagonisti e dalle molte storie parallele, con giornalisti di inchiesta, agenti segreti, faccendieri, uomini politici e di potere. Una storia di spionaggio e di fanta-politica economica che vede al centro di tutto il racconto un piano sovversivo con l’intento di ottenere il controllo dell’economia mondiale. Lo schieramento in campo è ampissimo, coinvolge tutta la struttura di potere americana, i principali uomini di potere arabi e di altre nazioni, una guerra non combattuta da eserciti, ma da spie e agenti segreti, che coinvolge tutti e dove tutti sono contro tutti e non ci sono buoni e cattivi ma solo vincitori o vinti. Un racconto dal ritmo forsennato, con omicidi, fughe, indagini, pedinamenti, depistaggi, c’è di tutto, narrato in modo chiaro, lineare, coerente e veritiero, con molti riferimenti a fatti storici avvenuti nella realtà. L’autore si muove nello scacchiere internazionale con grande familiarità, dimostrando tutta la sua competenza sia delle questioni petrolifere che della storia e della politica a partire dagli anni 70.  Tantissimi i colpi di scena che vanno a movimentare una trama complessa e ambientata in vari posti del mondo, dagli Usa, alla Svezia, Turchia e Arabia Saudita, dove anche l’Italia ha un suo piccolo spazio con riferimenti alla poco gloriosa Loggia P2 ed alcuni fatti ad essa collegati. Un libro adrenalinico e pieno di spunti di interesse, che fanno capire quanto grandi siano gli interessi dietro decisioni politiche che influiscono nel settore dell’energia e di come tanti fatti che avvengono sono volutamente costruiti per ottenere reazioni o provocare decisioni politiche atte a favorire giochi di potere più grandi, quasi sempre a favore dei soliti vincitori. Un bel libro che non potrà non piacere agli amanti del genere thriller spy-politico.

La via del male

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Titolo: La via del male

Autore: Robert Galbraith

Editore: TEA

Traduzione: Francesco Bruno

Ecco il terzo capitolo della serie che Robert Galbraith dedica a Cormoran Strike, intitolato Le vie del male. Il sodalizio professionale di Cormoran con Robin Ellacot va avanti con gli alti e bassi dovuti all’andamento degli incassi della agenzia di investigazioni. Un giorno un pacco viene recapitato all’agenzia, destinato a Robin. Il contenuto è una gamba tagliata da poco ad una donna. Anche se il pacco è destinato a Robin, è un chiaro segnale per Cormoran, che ripensando al suo passato, sa che solo quattro persone possono aver fatto una cosa così crudele. I sospetti di Cormoran non coincidono con i sospetti della polizia. Altri omicidi saranno commessi e l’incolumità di Robin sarà sempre più a rischio.

Lo sfondo del racconto è Londra nel 2011, nei giorni del matrimonio di Kate e William, tutti sembrano essere interessati solo al matrimonio del secolo. Ma proprio in quei giorni un assassino si dedica a uccidere donne indifese ed a farle a pezzi, secondo un piano ben preciso, architettato contro Cormoran. La storia alterna le vicende delle indagini con le storie personali di Robin, che arriva a mettere in dubbio il suo matrimonio per colpa del lavoro all’agenzia investigativa e di Cormoran, la cui vita privata è sempre più disordinata e tendente alla solitudine. Le storie dei possibili colpevoli occupano una parte considerevole del libro, ma non sono poi così interessanti e intriganti da meritare tanto spazio. La prima metà abbondante del libro risulta troppo lenta e poco movimentata, mentre la parte finale prende il ritmo giusto per un thriller di questo tipo. La tensione tra Robin e Cormoran cresce di continuo e mai come in questo volume i due sono vicini al punto di non ritorno. Il legame trai i due è sicuramente una delle parti più riuscite della serie. Il talento narrativo di Galbraith (ossia J.K.Rowling) non è in discussione, ma alcune scelte sono rivedibili. Va bene approfondire l’aspetto psicologico dei personaggi, ma in questo libro forse si è troppo calcato la mano sulla psicologia dei sospettati, a discapito dell’azione e del ritmo. E il giudizio finale ne risente.

Una perfetta sconosciuta

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Titolo: Una perfetta sconosciuta

Autore: Alafair Burke

Editore: Pickwick

Traduzione: Elena Cantoni

Alice Humphrey sta attraversando un momento difficile. Figlia di un regista premio Oscar ed una madre attrice famosa, non riesce a trovare la sua strada. Il suo incarico al Metropolitan Museum of Art era frutto delle donazioni del padre e quando queste sono finite è finito anche il suo lavoro. Sono diversi mesi che Alice è disoccupata e non ha grandi prospettive. All’improvviso incontra un uomo che dopo pochi giorni le propone di dirigere una galleria d’arte. Un ignoto finanziatore garantisce la solidità economica dell’operazione. Sembra un sogno, ma non lo è. E’ tutto vero. Alice firma un regolare contratto di lavoro, insieme al suo nuovo conoscente trova lo spazio da affittare per aprire la galleria, l’allestimento avviene in tempi record, così come l’inaugurazione. Poi tutto precipita. L’uomo viene trovato ucciso nella galleria proprio da Alice, che poco dopo si trova a dover fronteggiare un poliziotto che le mostra una foto in cui lei sta baciando lui. Ma Alice non ricorda di averlo mai baciato. Qualcuno sta cercando di incastrarla e lei non ha nessuna idea sul perché.

Inizia un incubo per Alice Humphrey, accusata dell’omicidio senza essere in grado di difendersi. Tutto sembra tramare contro Alice. Le sue certezze sono spazzate via, lei stessa non è in grado di dire con certezza se è innocente o è in qualche modo coinvolta nell’omicidio.

Alafair Burke è una grande costruttrice di thriller avvincenti con trame complesse in cui spesso quello che accade mostra le cose in modo diverso dalla realtà. La fragilità della protagonista e l’accanimento dei fatti contro di lei crea fin da subito una grande empatia per Alice che sembra bersagliata dalla sfortuna. Alice è costretta a vivere il peggiore degli incubi, ma nonostante tutto dimostra di avere coraggio e determinazione per riuscire a dimostrare la sua innocenza oltre che ad affrancarsi dalla sua famiglia importante ma invadente ed anche molto chiacchierata. Il libro è ambientato a New York che viene mostrata come una città in crisi economica, molti edifici commerciali vuoti e pronti per essere affittati. Una città che mostra il volto normale, lontano dal glamour delle zone più blasonate e famose. Un buon thriller, una trama complessa, tante storie parallele apparentemente senza collegamenti, che convergono verso la conclusione in tutto troverà il giusto senso.

Il baco da seta

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Titolo: Il baco da sera

Autore: Robert Galbraith

Editore: Tea

Traduzione: Andrea Carlo Cappi

Dopo Il richiamo del cuculo, Il baco da seta è il secondo libro che vede Cormoran Strike con la sua giovane assistente alle prese di una indagine sulla sparizione di uno scrittore, Owen Quine. È la moglie di Quine ad ingaggiare Cormoran come investigatore. Lo scrittore aveva da poco concluso il suo ultimo libro, di cui sono in circolazione solo poche copie manoscritte, in cui descriveva in modo poco lusinghiero la maggior parte delle persone di sua conoscenza, tutte del giro dell’editoria. La pubblicazione di questo libro avrebbe rovinato la reputazione di molte persone, quindi erano in tanti ad avercela con lui. Quine viene trovato cadavere, ucciso in modo violento e anomalo, secondo una specie di rituale descritto proprio nel suo ultimo libro. Cormoran e Robin avranno molto da fare per trovare la soluzione del caso.

Questo secondo giallo di Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter) è molto più convincente del primo. Una storia ambientata nel mondo dei libri, degli editori e degli scrittori, terreno ben conosciuto da Galbraith. La storia fluisce gradevolmente, il carattere bizzarro dello scrittore Owen Quine ed i contenuti del suo ultimo libro, osceno, perverso e dissacratore, danno alla storia un tono drammatico ma anche anticonvenzionale. Il libro contiene diversi spunti umoristici e tutto sommato non gli si rende torto se lo si giudica divertente. Cormoran e Robin sono due personaggi unici, entrambi dediti al lavoro in modo ossessivo, trascurano la propria vita privata per portare avanti le indagini prendendo anche rischi per la loro incolumità. Non sono ricchi e non lo diventeranno investigando, è la passione che li porta a fare quello che fanno. Un libro molto piacevole, una storia lineare, tanti possibili colpevoli, una soluzione difficile da trovare. Ma Cormoran e Robin sono abituati alle difficoltà.

Dieci piccoli indiani

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Titolo: Dieci piccoli indiani

Autore: Agatha Christie

Editore: Mondadori

Traduzione: Beata Della Frattina

Ho riletto Dieci piccoli indiani dopo tanti anni dalla prima volta. È il giallo che ha venduto più copie di sempre, è stato scritto ottant’anni fa ma non presenta neanche una ruga, catturando il lettore fin dalla prima pagina. La trama è arcinota e può essere riassunta in poche parole. Dieci persone che non si conoscono sono riunite in una sontuosa villa su una piccola isola, Nigger Island, per una vaganza gratuita di qualche giorno, ospiti di un fantomatico signor Owen. Appena riuniti, un disco su un grammofono acceso misteriosamente diffonde nella stanza una voce che accusa i dieci presenti di essere colpevoli di crimini rimasti impuniti. I dieci scoprono di essere prigionieri sull’isola, ogni via di fuga è impedita non essendoci barche per tornare sulla terraferma. Una poesia per bambini anticipa l’ordine con cui i presenti saranno uccisi. Non si salverà nessuno.

Il libro è scritto in modo diretto, gli omicidi avvengono in modo cruento, i dieci presenti sull’isola sono tutti colpevoli e faranno tutti la stessa fine. Uno scenario inquietante. Non c’è l’investigatore, colui che risolve il giallo. Manca il lieto fine. La ripetizione della poesia con la sequenza degli omicidi già programmata ricorda che la morte è la vera giustiziera e che nessuno potrà salvarci da lei. Una poesia macabra, ripetitiva e ossessionante. Un monito continuo per chi è colpevole. Un libro simbolico e pieno di riferimenti ad altre opere, un libro di difficile classificazione, tra l’horror, thriller e mistery. Un libro che fece scalpore all’epoca per la sua originalità, per la violenza e la mancanza della lotta del bene contro il male. Qui c’è solo il male, che vince perché non ha avversari. La storia funziona molto bene anche dopo tanti anni, intimorisce, sorprende ed affascina. Cosa deve fare di più un libro?

Senza campo

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Titolo: Senza campo

Autore: Garry Disher

Editore: Marcos Y Marcos

Traduzione: Silvia Mercurio

L’azione si svolge a Waterloo, vicino Sidney, Australia del Sud. Due balordi vengono ingaggiati per assassinare un uomo. La cosa parte male, arriva un poliziotto ma fortunatamente crede ad uno dei due balordi e si allontana. Avviene l’esecuzione, il cadavere viene sotterrato, ma sfortunatamente una sigaretta di troppo innesca un incendio e i due sicari muoiono nelle fiamme. L’incendio colpisce anche un laboratorio per la produzione di metanfetamine, tutti scappano e nessuno ci rimette la pelle. Nelle macerie viene ritrovato un vestito di una bambina di pochi anni, figlia di un noto tossico, anche lui sparito dopo l’incendio.

Così inizia Senza campo, un thriller ambientato nel mondo della produzione e dello spaccio nelle droghe sintetiche nelle periferie urbane australiane. Un mondo per noi inedito, perchè siamo abituati a credere che la vita in Australia sia per tutti bella e comoda, tanta natura e pochi problemi. Invece anche nel paese che a noi sembra un paradiso esistono persone che vivono ai margini della società, con evidenti disagi sociali, senza un lavoro stabile, consumatori di droga e spacciatori per necessità. Tante storie di povertà, economica e sociale, sullo sfondo paradisiaco del mare, delle spiagge e dei luoghi da sogno che la natura ha regalato all’Australia. Il libro ha il suo punto di forza nello stile dell’autore, scorrevole e brillante anche quando la storia si complica oltre misura. L’ambientazione contribuisce a dare un tocco esotico ed originale al racconto. Nessuna divagazione politica e psicologica, molti cambi di scena e alcune intromissioni nella vita privata degli investigatori, che risultano personaggi empatici pieni di umanità. Una lettura piacevole senza troppi pensieri.

Ninfee nere

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Titolo: Ninfee nere

Autore: Michel Bussi

Editore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Sto leggendo i libri di Michel Bussi in ordine sparso, senza seguire l’ordine cronologico di pubblicazione. Non so se questo libro sia il migliore che lo scrittore abbia pubblicato, ma tra quelli che ho letto fin qui, questo “Ninfee nere” è quello più sorprendente. Il libro è ambientato in Normandia, a Giverny, il paese dove il grande pittore Claude Monet ha vissuto e dipinto i suoi quadri, tra cui le sue famose e numerose Ninfee. Giverny oggi non è più il paesino incantato in cui era vissuto Monet, ma è diventato un luogo turistico per gli appassionati d’arte che vanno a visitare la casa–museo e i luoghi raffigurati nei dipinti dell’artista. In questo paesino tutto ruota attorno alla figura di Monet, che alimenta un business ormai divenuto unica fonte di sostentamento del paese. In questo contesto romantico e pacifico, un famoso medico, Jérôme Morval, viene assassinato in modo brutale. Nella tasca della giacca del medico viene trovata una cartolina con una frase di una poesia. A complicare il quadro investigativo, alla polizia viene recapitata una busta che contiene cinque fotografie, in ognuna delle quali il medico è immortalato in affettuosa compagnia di una donna diversa. La moglie del medico nega che il marito la potesse tradire e si rifiuta di credere che l’assassinio possa essere dovuto alla gelosia. L’indagine è affidata all’ispettore Laurenç Sérénac e il suo vice Sylvio Bènavides, due personaggi molto diversi tra loro, con idee opposte su come dirigere le indagini. Il libro fin dalle prime pagine mostra il suo carattere cupo e misterioso, quando la voce narrante di una donna anziana, ambigua e dura, ci introduce le protagoniste del romanzo, cioè la ragazzina Fanette, la maestra Stéphanie e lei stessa. È proprio la voce narrante a contribuire ad aumentare la tensione del racconto ed a fornire al lettore presagi inquietanti su quello che sta per accadere e che non può essere evitato.

Tutta la storia ha sullo sfondo i quadri dell’artista francese, la sua collezione di quadri di altri artisti di cui si favoleggia ma che non sono mai stati trovati, la ricerca di un misterioso quadro con le ninfee nere, che Monet avrebbe realizzato in punto di morte. Storie del passato che ritornano nel presente, false piste, indagini ondivaghe, nessuna prova, solo supposizioni. L’ispettore Sérénac si innamora perdutamente a prima vista di Stéphanie, che appare come donna bella e candida ma che nasconde qualche mistero di troppo insieme al poco diplomatico marito. Una storia avvincente, descrizioni dei luoghi dettagliate e realistiche che illudono il lettore di trovarsi proprio per le stradine di Giverny o di fronte al laghetto delle Ninfee di Monet. Una trama complessa e tortuosa, tanti elementi che non trovano una collocazione precisa, tanti indizi senza una prova, tutto circondato da una alea di mistero, in un paesino dove sembra che in tanti sappiano cosa è accaduto ma nessuno vuole parlare.  Un intrigo complesso, un ritmo incalzante, tanti riferimenti al mondo dei pittori e dell’arte, che arricchiscono ulteriormente una trama già di per sé avvincente e stimolante. Per tutto il libro il lettore viene trasportato dall’autore dove lui vuole, in una storia dove nulla è quello che sembra. Solo alla fine tutto si chiarisce e si svela il magnifico gioco dell’autore. Bellissima la copertina.

L’evangelizzatore

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Titolo: L’evangelizzatore

Autore: Marcello Rodi

Editore: Campi di parole

New York è la città che non dorme mai. Anche assassini e terroristi sono sempre attivi. Negli ultimi tempi c’è un killer che sta ammazzando le sue vittime con modalità sempre diverse scegliendole tra persone senza apparenti legami tra loro. La polizia non riesce a dare una direzione alle indagini a cui si unisce anche l’FBI con la sua organizzazione. Ma le vittime aumentano e gli investigatori brancolano nel buio. L’evangelizzatore, così è chiamato il killer dagli investigatori, sta seminando il panico, ma non è il solo a delinquere a New York. Una organizzazione terroristica sta pianificando un attentato spettacolare di grandi proporzioni per provocare un nuovo undici di settembre. Un gruppo antiterrorismo torna in azione, con il nome di Sentinel, per cercare di scoprire i mandanti e gli esecutori dell’attentato.

Un libro che è un thriller adrenalinico che descrive nel dettaglio come operano le menti criminali e le organizzazioni che le combattono. Una lotta tra buoni e cattivi sostenuta da strumenti ed apparati tecnologici di ogni tipo ma è soprattutto grazie alle attuali tecnologie informatiche che sono possibili avventure come quelle descritte in questo libro. L’autore ha una diretta esperienza del funzionamento degli apparati militari e dei servizi segreti oltre che degli strumenti informatici e questa conoscenza diretta si percepisce dalla lettura del libro, ricco di riferimenti tecnologici spiegati con semplicità e chiarezza. Un intreccio che unisce omicidi in America con la mafia siciliana, con i narco trafficanti sudamericani, con il terrorismo medio orientale e con un ex terrorista ossessionato dalla religione. Una specie di globalizzazione del terrore, dove tutti aiutano tutti e nello stesso tempo combattono contro tutti. Un libro dal finale che lascia aperto qualche interrogativo di carattere morale ma che è perfettamente aderente alla logica di questa era, dove i principi etici sono messi da parte se c’è da decidere tra ciò che è giusto tra ciò che può essere utile.

L’eroe riluttante

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Titolo: L’eroe riluttante

Autore: Michael Dobbs

Editore: Fazi

Traduzione: Giuseppe Marano

L’eroe riluttante è un thriller a sfondo politico che vede impegnato Harry Jones in una missione impossibile per salvare la vita del suo amico Zac Kravic che si trova prigioniero in un carcere del Ta’argistan, una ex repubblica al confine tra la Russia, la Cina e l’Afghanistan. Harry riesce a sfruttare la sua carica di parlamentare inglese per aggregarsi ad una delegazione di deputati in partenza proprio per il Ta’argistan. Del gruppo fa parte Martha Riley, una donna coraggiosa molto legata ad Harry che insieme a lui studia il piano per introdursi nella prigione e tentare di liberare Zac. Il tentativo riuscirà a metà. Zac sarà liberato ma Harry rimarrà nella cella che era stata di Zac. Harry sembra spacciato ma è un uomo dalle mille risorse.

Questo libro è un classico romanzo di spionaggio, con una trama appassionante piena di riferimenti alla attuale situazione geopolitica mondiale. Una avventura in uno stato nato dalla disgregazione della ex Unione Sovietica gestito da pochi potenti ex oligarchi sovietici, molto attratti dai soldi e capaci di ogni crudeltà pur di mantenere il potere. Uno stato dove è facile mescolare interessi pubblici con interessi economici di gruppi privati in cui si possono inserire anche personaggi politici con molto spirito di iniziativa. Le ex repubbliche russe sono terreno ideale per giochi politici e avventure finanziarie lecite e meno lecite. La trama è ambientata a Londra e nel Ta’argistan, uno stato asiatico inventato dall’autore per questo libro. In questo Stato nulla è certo, a partire dal numero ufficiale di abitanti, appositamente gonfiato per avere vantaggi sugli aiuti umanitari. E’ un paese di montagna, inospitale, freddo e usato come discarica nucleare da Stati di tutto il mondo. La capitale Aškek è una città tutto cemento, fredda e poco accogliente. Lo stesso autore ha indicato che ha usato il Kirghizistan come riferimento fisico mentre come posizione geografica potrebbe essere quella del Kazakistan o del Turkmenistan. Aree molto calde per le condizioni politiche e sociali e molto instabili al punto che potrebbero scoppiare rivolte in qualsiasi momento.

Harry Jones è un personaggio straordinario che vive avventure in cui gli intrighi politici ad alto livello si intrecciano con il mondo dell’intelligence militare e che spesso si scontra con gruppi di potere che non hanno piacere di averlo tra i piedi, per il suo grande senso di appartenenza alla propria nazione, per la sua indole di uomo d’onore, con un grande rispetto per l’amicizia, al punto di rischiare la sua vita pur di salvarla al suo amico Zac. Trama articolata e ben strutturata, con momenti di grande tensione. Il personaggio di Harry è affiancato a quello di Martha che con il suo coraggio e sfrontatezza contribuisce non poco al fascino della storia. In questo romanzo Harry è un protagonista forte e coraggioso, con un grande senso dell’etica anche se la perdita della moglie lo ha reso malinconico e più consapevole del tempo che è passato. Un thriller coinvolgente ed emozionante con molti spunti di interesse, che rende l’idea di quali e quanti interessi ci siano dietro le relazioni diplomatiche ufficiali e di come spesso la politica, ovunque nel mondo, sia un gioco che si svolge in una arena dove non rispettare le regole è molto facile e quando non si rispettano le regole tutto è consentito.

Le memorie segrete dell’avvocato Raniero Bellini

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Titolo: Le memorie segrete dell’avvocato Raniero Bellini

Autore: Paolo Carlo Borgonovo

Editore: Io

Piero Bellini è un giovane architetto. Sposato da poco, vive a Como. L’attività professionale stenta a decollare, le spese sono tante, lui non vuole deludere la giovane moglie, tra i due qualche preoccupazione di troppo. Ad accentuare il disagio di Piero ci sono dei disturbi, delle visioni, degli incubi, che lo turbano sempre più frequentemente. Piero è figlio dell’avvocato Raniero Bellini, un facoltoso professionista che vive in una villa da sogno in Svizzera. Piero non ha buoni rapporti con il padre, non si vedono quasi mai e Piero lo ha sempre considerato una persona incapace di manifestare affetto. La madre morì quando diede alla luce Piero. Ora l’avvocato Raniero è malato, un male incurabile, una malattia degenerativa che lo sta portando via sia fisicamente che mentalmente, ormai le fasi di lucidità sono rare mentre più frequenti sono i periodi in cui la mente vaga lontano. Una telefonata avverte Piero che le condizioni di salute del padre sono improvvisamente peggiorate. Piero parte immediatamente per la Svizzera per accertarsi delle condizioni del padre. La moglie lo accompagna. Quando i due arrivano alla villa in Svizzera trovano il padre migliorato, la donna che lo accudisce dice che si è ripreso, anche il medico curante tranquillizza Pietro sulle condizioni del padre. L’avvocato Raniero scambia qualche parola con il figlio, lo tranquillizza, lo invita a non rimanere nella villa, di non preoccuparsi per lui, che si sente al sicuro con la badante ed il medico. Piero e la moglie si convincono a tornare a casa, con tanti pensieri per la testa, tutti concentrati sulle condizioni del padre. Passa qualche giorno e Piero riceve una telefonata che non avrebbe mai voluto ricevere. Suo padre è morto. Ma non è stata la malattia ad ucciderlo, si è sparato un colpo di pistola. Piero parte immediatamente per la Svizzera, chiede alla moglie di non seguirlo, di rimanere a Como, di non lasciare il suo lavoro e di farlo andare da solo. Ritorna alla villa dove ha trascorso la sua infanzia prima di andare in collegio, non riesce a spiegare il suicidio del padre, tanti dubbi gli passano per la testa. Non ha alcuna idea di quello che scoprirà sul passato del padre e dei guai a cui sta andando incontro.

Una storia intrigante fin dalle prime pagine, un uomo di cui non si conoscono le origini dei suoi ingenti guadagni, un padre che non si è mai voluto far conoscere veramente dal figlio. Una storia che attrae fin dal titolo e che pagina dopo pagina diventa sempre più sconvolgente, inimmaginabile. Una trama tessuta con ingegno e fantasia macabra, un viaggio verso il profondo della psiche di persone insospettabili che possono arrivare a livelli di crudeltà impensabili anche per i peggiori criminali. Un impeccabile professionista, giovane, ambizioso, disposto per soldi a fare qualsiasi cosa. Una sequenza di eventi travolgente, una scrittura diretta, fin troppo esplicita. Il denaro porta l’uomo a credere che possederlo vuol dire poter fare quello che si vuole, comprare quello che vuole, anche la vita degli altri. Un finale assolutamente imprevedibile. Se vi piacciono le storie forti questo libro fa per voi.

La devota

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Titolo: La Devota

Autore: Koethi Zan

Editore: Longanesi

Traduzione: Alberto Pezzotta

Julie Brookman è una ragazza fortunata. Nata in una famiglia benestante, ha un fidanzato che la adora, sta per iniziare una promettente carriera universitaria. E’ bella e brillante, ha tanti amici e conduce una vita agiata e spensierata. Una sera, mentre tornava a casa, Julie viene rapita, gettata in un furgone, portata in una casa sconosciuta e rinchiusa in una stanza senza finestre. La casa è abitata da Cora e il suo compagno James, un novello messia che predica una presunta nuova via per la redenzione. La vita di Cora è sempre stata disperata. Dopo 18 anni di vita con un padre violento ed alcolizzato, credeva di trovare una vita migliore fuggendo con James, trovandosi nuovamente a vivere con una persona violenta e dispotica che la ha plagiata completamente costringendola ad una forma di devozione assoluta nei suoi confronti.

Julie e Cora sono costrette nella stessa casa ed hanno in comune il carceriere, la prima come vittima del rapimento, tenuta prigioniera con catene fisiche e Cora tenuta prigioniera con catene psicologiche. La trama è incentrata sul rapporto che si instaura tra Julie e Cora, prigioniera e carceriera. La tensione tra le due donne costituisce la parte principale di questo libro che è un thriller psicologico quasi claustrofobico dato che è ambientato quasi interamente all’interno della casa.  Julie odia Cora, la vorrebbe uccidere per riacquistare la libertà, prova a farlo senza riuscirci, ma nello stesso tempo prova a farla rinsavire, a lasciar perdere quello che James le fa credere. Julie prova a destabilizzare Cora sperando che la rottura dei legami psicologici con James possa essere l’unica possibilità per lei di convincere Cora a liberarla. Julie comprende che Cora ha avuto una vita impossibile che la ha trasformata in una persona diversa da quella che avrebbe potuto essere se avesse avuto una vita normale. Il romanzo descrive con molta attenzione sentimenti e sensazioni delle due donne, con una riuscita analisi psicologica delle due personalità. La vicenda è narrata con buon ritmo e la tensione crescente tra le due protagoniste cattura l’attenzione del lettore. La Devota è un thriller meno scontato di quello che potrebbe sembrare leggendo le note di copertina, una lettura adatta per concedersi qualche ora di adrenalinico relax.

L’uomo perduto

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Titolo: L’uomo perduto

Autore: Jane Harper

Editore: Bompiani

Traduzione: Claudia Valentini

Siamo abituati a considerare l’Australia spendente delle città simbolo di modernità, del mare, della vita allegra all’aperto, delle spiagge meravigliose, dello sport e del divertimento. L’Australia dell’Uomo perduto è tutt’altro ed è perfettamente descritta dalla copertina del libro. Immense distese di terra, caldo che uccide, vite solitarie nei ranch dedicate all’allevamento del bestiame, tanto lavoro, pochi contati sociali, una natura dura e spietata da prendere sempre con le dovute cautele.

I fratelli Bright non si ritrovano spesso. Questa volta però è diverso. Nathan e Bub guardano il corpo di Cameron esanime, bruciato dal sole, per terra, a tre ore di auto dal suo ranch. Nessuno si spiega come mai Cameron fosse in quel luogo, senza auto, lontano da tutto. Sembrerebbe un suicidio, ma non era da lui un gesto del genere. Suicidio o omicidio, in ogni caso i motivi della sua morte sono da ricercare nella sua vita familiare. Cameron non aveva altro.

Una storia ambientata nell’outback, quella sconfinata area semi desertica interna dell’Australia, anche definito il cuore rosso, per via del colore della terra. La vita nei ranch è molto diversa da quella delle città. C’è solo da lavorare, curare il bestiame, tenere le scorte in casa, cercare di non impazzire per la solitudine. La storia racconta le vicende delle famiglie dei fratelli Bright, il passato ed il presente, invidie sopite e violenze nascoste, la loro gioventù, il timore di un passato che potrebbe ritornare. Chi nasce nell’outback e sopporta la vita che la natura impone, non studia, non ha distrazioni, può solo seguire i ritmi imposti dalla terra, pagandone le conseguenze. Il romanzo ha una ambientazione particolare, descritta alla perfezione, senza ripetizioni, riuscendo sempre a trovare nuovi punti di vista o dettagli utili alla formazione della giusta atmosfera per la storia, con il sole, la polvere, gli ambienti sterminati, la natura ostile e mai accogliente. Una trama con ritmo costante ma incessante, con la verità che viene fuori lentamente ma inesorabilmente.

Così crudele è la fine

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Titolo: Così crudele è la fine

Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Roma è teatro di alcuni misteriosi e cruenti omicidi su cui indaga il Commissario Mancini. I reati sono commessi con modalità diverse, in luoghi archeologici di grande importanza della Roma antica collegati ad alcuni miti del passato, che hanno mantenuto intatto nel tempo l’alone di mistero e magia. La trama del romanzo racconta le indagini sugli omicidi e le storie parallele dei protagonisti, tutte legate alla ricerca della propria identità. In particolare la storia personale di Mancini, che deve ritrovare il proprio equilibrio mentale dopo la perdita della moglie.

Il libro è un thriller emozionante che provoca sensazioni intense nel lettore che si sente trascinato in una storia macabra e misteriosa, in cui è difficile trovare il bandolo della intricata matassa preparata dall’omicida. Le vittime vengono uccise in luoghi diversi, non collegabili tra loro, con modalità che sembrano seguire rituali macabri senza apparenti analogie tra di loro. Per tutto il romanzo si respira un clima di altissima tensione che viene accentuato da alcuni inserti scritti in corsivo che forniscono un agghiacciante preludio alle mosse successive dell’omicida, in cui le vittime riflettono su quello che sta per accadere, pochi istanti prima di subire la sorte che l’assassino ha loro riservato. Lo stile di scrittura è diretto, senza fronzoli, di immediato impatto, particolarmente adatto al ritmo degli eventi che si susseguono senza respiro. Roma con le sue straordinarie ricchezze archeologiche piene di simbolismi è una ambientazione ideale per un romanzo che riesce a mescolare il fascino dell’arte con le gesta di un criminale che si comporta in modo inspiegabile e imprevedibile anche per un “profiler” esperto come il Commissario Mancini. Un romanzo oscuro e misterioso, inquietante ed affascinante al tempo stesso, in cui tutti gli ingredienti sono mescolati e dosati con abilità e grande ritmo. Insomma, un bel thriller che non deluderà gli appassionati del genere.

La ragazza che hai sposato

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Titolo: La ragazza che hai sposato

Autore: Alafair Burke

Editore: Piemme

Traduzione: Rachele Salerno

Jason Powell è un professore di Economia in una Università di New York, è famoso, scrive libri, è spesso ospite di trasmissioni televisive. Angela non si aspetta molto dalla relazione con il famoso economista. E’ una ragazza che viene da una famiglia povera, ha anche un figlio, non ha studiato. Ma le cose vanno per il meglio. Jason la sposa, acquista una bella casa a Manhattan, scuole private per il figlio, belle automobili, insomma una vita agiata oltre ogni aspettativa.  Arriva però un fulmine a ciel sereno. Jason viene accusato da una studentessa di molestie. Iniziano delle indagini, l’immagine di Jason comincia ad incrinarsi. La Polizia bussa alla porta di casa, Angela si preoccupa sia per il marito che per la improvvisa notorietà che la sua famiglia si trova a dover affrontare. Pochi giorni dopo una seconda donna accusa Jason di averla violentata. Tutto sembra precipitare, Angela si ritrova ancora di più, suo malgrado, al centro dell’attenzione di investigatori, giornalisti, amici, social media. Ma non sono le accuse al marito la sua principale preoccupazione. C’è un segreto che deve rimanere tale e non deve essere scoperto.

Una trama incalzante, una serie di eventi che sconvolgono la vita di Jason ed Angela come un fiume in piena. Protagonisti che mentono, fingono, nascondono, comportamenti elusivi, difficile riconoscere il vero dal falso, il buono dal cattivo. Jason sembra avere tutto a portata di mano, fama, ricchezza, autorevolezza, la donna che ama, ma rischia di perdere tutto quello che ha per delle accuse che potrebbero anche essere false. Angela che era povera, ha sposato l’uomo dei sogni, vive una vita che non avrebbe mai pensato di poter vivere, ora rischia di perdere tutto per le conseguenze che potrebbero avere le bravate di suo marito sui segreti che lei custodisce della sua vita precedente alla conoscenza di Jason. La costruzione della storia è fatta con abilità, con una trama intricata basata su eventi che si susseguono a ritmo velocissimo, senza un attimo di tregua, con situazioni imprevedibili di difficile interpretazione. L’autrice pone al centro della trama gli abusi sessuali, tema di grande attualità negli Usa, ma evidenzia anche come nella giustizia americana i procedimenti civili, con i relativi indennizzi, siano più importanti dei procedimenti penali.