So chi sei

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Titolo: So chi sei

Autore: Elisabeth Noreback

Editore: Nord

Un thriller psicologico con tre donne protagoniste.

Stella Widstrand è una psicoterapeuta professionista, sposata con un figlio, apparentemente sembra una donna realizzata e felice. Ma la sua vita è stata segnata da un evento terribile. Vent’anni prima era scomparsa sua figlia di un anno durante una vacanza al mare. Le indagini non avevano portato a nessun risultato e la bambina fu dichiarata deceduta per annegamento anche in mancanza del ritrovamento del corpo. Vent’anni dopo, allo studio di Stella, si presenta una nuova paziente. Stella non ha dubbi, quella ragazza è sua figlia Alice, scomparsa quel giorno disgraziato al mare.

Isabelle Karlsson è una giovane studentessa universitaria. Frequenta l’Università a Stoccolma, dopo varie discussioni in casa. Sta attraversando un brutto periodo, suo padre è morto da poco e la madre le ha comunicato che quello non era il suo padre biologico ma il padre adottivo. Isabelle rimane turbata e per superare le difficoltà decide di andare da una psicoterapeuta.

Kerstin è la madre di Isabelle Karlsson, ha dedicato a lei tutta la vita ed ora teme che qualcuno possa portargliela via.

Il libro parte lento e rimane tale fino a circa metà quando il racconto prende un buon ritmo e gli eventi si susseguono in un crescendo molto coinvolgente. Nel romanzo nulla è come sembra, le gesta delle tre protagoniste sono raccontate per apparire diverse da quelle che sono nella sostanza. La verità sarà scoperta solo quando una delle protagoniste la racconterà. Il lettore è completamente in balia del racconto, che rimane sempre verosimile senza cadere nell’esagerato. La psicologia delle tre protagoniste è raccontata in modo preciso. Le angosce di Stella, la fredda volontà di Isabelle, la determinata e apparentemente razionale intenzione di Kerstin di non farsi portare vie quello che ha di più caro. Il libro descrive una società svedese piuttosto insensibile alle vicende narrate. Le forze di Polizia fanno la figura di essere quantomeno distratte, per come hanno condotto le indagini sulla scomparsa della piccola Aurora e a come stanno conducendo le indagini sui presunti comportamenti strani di una delle protagoniste.

Il marito di Stella viene descritto come un uomo poco sensibile e quasi per nulla interessato alla sorte della moglie. Non ci fà una bella figura, ma forse il suo comportamento è in linea con la media dei comportamenti dei mariti dei nostri tempi, tante distrazioni e maggiore attenzione al proprio smartphone che alle sorti della coniuge.

Il libro “So chi sei” arricchisce il numero di romanzi scritti da ingegneri. La biografia disponibile di Elisabeth Noreback non fornisce molti particolari. Sono sempre piacevolmente sorpreso quando scopro romanzi scritti da autori che hanno scelto studi e carriere che nulla hanno a che vedere con la scrittura. In questi casi credo che il risultato editoriale sia più frutto dell’applicazione che del talento e questa cosa rafforza la mia convinzione che nella vita tutti possono raggiungere la meta che si desidera, basta applicarsi con tutte le proprie forze.

Bella la copertina con un volto di giovane donna che si intravede nei caratteri con cui è scritto il titolo del libro.

Donne che non perdonano

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Titolo: Donne che non perdonano

Autore. Camilla Läckberg

Editore: Einaudi

Tre storie di donne che subiscono violenze domestiche.

Ingrid è felicemente sposata con il direttore del più importante magazine svedese. Ha abbandonato la sua carriera di giornalista per facilitare la carriera del marito. Scopre che il marito la tradisce e la sua vita diventa un incubo.

Viktoria è stata la donna di un importante malavitoso russo, viveva nel lusso più sfrenato, ma dopo l’uccisione del marito è dovuta scappare dalla Russia per rifugiarsi in Svezia e sposarsi con un uomo che la ha costretta ad una vita di sopraffazioni e di violenza.

Birgitta è una maestra elementare che evita di curarsi un tumore al seno per non mostrare i segni delle violenze che è costretta a subire dal marito.

Le tre donne hanno in comune una vita rovinata dai rispettivi mariti. Queste donne decidono di ribellarsi, di porre fine alle continue violenze, di trovare una soluzione per interrompere le sofferenze. Cercano qualche idea su internet ed immancabilmente trovano un sito di aiuto e sostegno per le donne che subiscono violenze. Tutto cambierà, per loro ma soprattutto per i mariti.

Un libro breve, scritto in modo diretto e lineare, con una trama ben congegnata e con una sequenza di eventi ben ritmata. Le tre storie si intrecciano in modo ordinato, senza creare alcuna confusione.

Il libro è attuale, siamo ai tempi di Me Too, le donne stanno dicendo basta al dominio dei maschi in tutti i settori, dal lavoro alle mura domestiche. Le donne sono passate al contrattacco, vogliono che i colpevoli vengano puniti dalla legge. E se la legge non arriva ci pensano da sole. Come nel libro “Donne che non perdonano”.  Attenti uomini violenti, il vento è cambiato per sempre, indietro non si torna.

Il libro mostra una Svezia che non è proprio quel paradiso sociale che noi mediterranei abbiamo come riferimento per una società avanzata, civile, tollerante e pacifica. Il quadro che emerge dall’ultimo libro di Camilla Läckberg è piuttosto allarmante, viene descritto un degrado sociale degno di un paese sottosviluppato e non avanzato come la Svezia. O la scrittrice ha esagerato per dare al suo racconto maggiore enfasi, oppure non tutto è come ci è stato descritto.

La tirannia della farfalla

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Titolo: La Tirannia della farfalla

Autore: Frank Schätzing

Editore: Editrice Nord

Frank Schätzing è uno scrittore eclettico e capace di affrontare con capacità e grande competenza la materia trattata, sempre diversa per ogni suo romanzo. Le sue opere vanno dal romanzo storico, al thriller politico, al thriller terroristico, al disastro ecologico marino, ad una avventura tra la terra e la luna, fino ad un vero e proprio trattato sulla storia dell’evoluzione della vita sulla terra scritto con l’autorevolezza di un divulgatore scientifico.

La sua ultima fatica è “La tirannia della farfalla”, un libro monumentale, dalla trama complessa, ambientato in California, terra di meraviglie tecnologiche e di invenzioni che stanno segnando il progresso dell’umanità.

Un’ auto viene ritrovata abbandonata contro un albero, una donna scappando dalla vettura è morta cadendo in un crepaccio. Attorno alla vettura impronte di una persona, presumibilmente un uomo. Tutto lascia credere che non sia stata una disgrazia ma un omicidio. La vittima è una importante dipendente della ditta Nordvisk, una delle principali aziende del mondo che si occupano di innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e tutto ciò che ci può essere all’avanguardia nei giorni nostri. Un colosso californiano al pari dei più grandi e famosi marchi informatici. Lo sceriffo Luther Opoku inizia le indagini che inevitabilmente vanno a coinvolgere proprio la Nordvisk, grazie a dei video registrati in una chiavetta USB ritrovata nella vettura che si è schiantata contro l’albero. Le indagini coinvolgono fin da subito i vertici aziendali, a dimostrare l’importanza dei fatti avvenuti la sera dell’incidente.

Inizia una avventura tra computer quantistici, universi paralleli, insetti utilizzati come armi, proiezione di un futuro in cui macchine, programmi di intelligenza artificiale saranno utilizzati per scopi diversi da quelli per cui erano stati concepiti e porteranno l’intera umanità verso un futuro non previsto.

Un libro che conferma l’idea dell’autore che il mondo per colpa dell’uomo sta andando verso una catastrofe, che potrà essere dovuta alle guerre o all’inquinamento ma quasi sempre per colpa dell’errato utilizzo delle tecnologie inventate dall’uomo stesso inizialmente per risolvere i problemi e migliorare le condizioni di vita sulla terra, poi sviluppate per ottenere profitti o per sopraffare gli avversari. Un libro ben scritto e documentato sul piano tecnico/scientifico, che conferma la grande familiarità di Frank Schätzing con la tecnologia, la capacità di prevedere il futuro e le direzioni che potranno essere prese dalle innovazioni tecnologiche, raccontando il tutto in modo dettagliato ed analitico, ma anche con passione e competenza. La visione pessimistica del futuro è uno dei messaggi che l’autore vuole dare, ossia di non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per l’innovazione, ma avere sempre la consapevolezza che l’utilizzo errato delle meraviglie tecnologiche non ci risparmierà dalla catastrofe, se l’uomo non cambierà modo di fare e di pensare.

Un libro di dimensioni importanti che richiede un certo sforzo da parte del lettore per finirlo in tempi brevi, per rimanere attratti dalla trama senza perdere il filo della storia.  Un libro da leggere con impegno ed attenzione. Sconsigliato come lettura serale prima di addormentarsi.

Ephemera

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Titolo: Ephemera

Autore: James Hazel

Editore: Longanesi

L’autore di questo thriller, James Hazel, è un avvocato che ha lasciato la sua attività nel campo legale per dedicarsi alla scrittura. Solo per questo ha guadagnato tutta la mia simpatia, prima ancora di aver letto il libro, per il coraggio che ha avuto nel seguire le sue aspirazioni lasciando la strada che la ragione gli aveva fatto intraprendere.

Ephemera è il suo primo romanzo ed è un esordio con i fuochi d’artificio per gli appassionati del genere thriller. La storia è basata su due piani temporali, il primo nel 1945 nel periodo immediatamente successivo al termine della Seconda Guerra Mondiale ed il secondo ai giorni d’oggi.

Nel 1945 il colonnello dei servizi segreti britannici Alber Ruck riceve l’incarico di interrogare un medico nazista autore di molti esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento di Buchenwald, alla ricerca di un veleno che infliggesse una morte non immediata con sofferenze fortissime. Il medico dopo pochi giorni viene ucciso e le indagini si fermano subito. Ma il colonnello Ruck prosegue le sue attività che avranno una importanza fondamentale nella costruzione della storia.

Ai giorni d’oggi, l’avvocato Charlie Priest viene aggredito in casa da un uomo alla ricerca di una chiavetta USB. Priest riesce a liberarsi dell’aggressore che fugge dalla casa senza aver rubato nulla. L’aggressore viene trovato ucciso in modo terribile subito l’aggressione a Priest. Le modalità della morte lasciano pensare ad un rituale iniziatico. L’aggressore si chiama Mils Ellinder, un tossicodipendente appartenente ad una ricchissima famiglia che controlla una delle principali case farmaceutiche inglesi. Priest viene subito sospettato di essere coinvolto nell’omicidio di Ellinder e per dimostrare la sua innocenza inizia la sua personale indagine che lo porterà sulle tracce di una  misteriosa setta segreta.

Ha inizio una avventura mozzafiato raccontata con maestria e ritmo. Il racconto, con l’intreccio tra passato e presente, dosato con grande tempismo, è sempre molto coinvolgente con personaggi ben delineati e credibili. Il tema dell’olocausto, ben presente nella storia, è trattato con misura ed equilibrio. L’avventura nel presente ha qualche tratto horror necessario per meglio rappresentare l’aberrazione umana che è alla base della storia. Personaggi, relazioni all’interno delle loro famiglie, luoghi ed azioni sono resi molto bene dall’autore che ha inventato una trama originale, basata su fatti storici realistici, descritti con grande abilità, così come gli intrecci sentimentali dei protagonisti, sia della storia passata che di quella ambientata nel presente.

Ephemera è senza dubbio uno dei migliori thriller che ho letto negli ultimi tempi. Alla fine del libro resta il compiacimento per aver vissuto una avventura fantastica con un pizzico di dispiacere per aver terminato la lettura. Ma una nota dell’autore dice chiaramente che sta lavorando alle prossime avventure dell’avvocato Priest. Non resta che attendere con impazienza l’uscita dei nuovi libri.

Morte di uno scrittore

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Titolo: Morte di uno scrittore

Autore: Hakan Nesser

Editore: Guanda

Il famoso scrittore Germund Rein muore in circostanze misteriose, probabilmente suicida, ma il cadavere non viene ritrovato e molte domande restano senza risposta. David Moerk è il traduttore di tutti i libri di Rein e tramite il suo editore entra in possesso del manoscritto dell’ultimo libro di Rein, che per espressa volontà dell’autore, deve essere pubblicato non in lingua originale e Moerk dovrà essere il traduttore.

Oltre a David Moerk e Germund Rein, lo scrittore scomparso, il libro ha per protagonista Ewa, la ex moglie di Moerk, sparita dopo la separazione dal marito, avvenuta in circostanze drammatiche.

Moerk sarà impegnato nella ricerca della sua ex moglie e nella traduzione del libro che presto diventerà una specie di indagine per scoprire le vere circostanze della morte dello scrittore. Moerk troverà degli indizi che lo porteranno dove non avrebbe mai immaginato.

La storia procede in modo lineare, senza colpi di scena o avventure mirabolanti, quasi con lentezza, senza fretta, seguendo lo stile lavorativo di Moerk, un persona a cui piace lavorare con comodo, seguendo i suoi ritmi, dividendo equamente il tempo tra il lavoro, le ricerche della moglie e le bevute al bar, complemento indispensabile per tirarsi su e non subire troppo la vita solitaria che si è imposto dopo la separazione dalla moglie.

Lo stile di Nesser è molto chiaro ed elegante, descrive in modo semplice ma efficace le vicende, coinvolgendo il lettore senza ricorrere ad una trama fitta ed incalzante, ma con una scrittura che dosa sapientemente le vicende senza concendere indizi, per arrivare ad una conclusione del racconto del tutto inaspettata.

Il gioco della trama è proprio quello di confondere il lettore e fargli credere il contrario di quello che è in realtà.

Solo alla fine del libro il lettore scoprirà cose è vero e cosa è falso, rimanendo stupito per non aver percepito minimamente l’epilogo della storia. Il libro è scritto in prima persona con Moerk come narratore. Questa scelta dà molta forza al racconto e facilita il compito che si è dato l’autore di portare il lettore dove vuole.

La Svezia ancora una volta stupisce per la qualità dei suoi scrittori e per la loro capacità di produrre thriller di ottimo livello con una sorprendente continuità.

Il cacciatore di orfani

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Titolo: Il cacciatore di orfani

Autore: Yrsa Sigurdardottir

Editore: Mondadori

L’omicidio di una giovane donna avviene con modalità di inaudita crudeltà. Unico testimone la piccola figlia della vittima, Margrét, 7 anni, nascosta sotto il letto su cui la madre veniva barbaramente uccisa.

Ad indagare il detective Huldar con una psicologa infantile di nome Freya, amanti occasionali ed ora in pessimi rapporti. Gli omicidi proseguono ed un presunto colpevole viene arrestato. Si tratta di un ragazzo, Karl, radioamatore, che ha intercettato alcune strane trasmissioni numeriche che lo hanno coinvolto nelle indagini. E’ molto difficile far parlare la piccola Margét che in qualità di testimone di un omicidio potrebbe rivelare particolari utilissimi per le indagini.

Yrsa Sigurdardottir ha iniziato la sua carriera come ingegnere civile prima di dedicarsi alla scrittura. Questo è stato il motivo principale per cui ho acquistato il libro. Uno dei primi post di questo blog era dedicato agli ingegneri scrittori e sono molto interessato a conoscere le carriere e gli scritti degli ingeggneri che si dedicano alla scrittura, per evidenti affinità personali.

Il libro ha una trama che è scandita da un ritmo lento e all’inizio la storia tarda a prendere un ritmo accettabile. Siamo abituati a gialli e thriller moderni, dove i fatti si susseguono ad un ritmo incessante, senza nessuna possibilità di tirare il fiato, dove ad ogni pagina accadono cose impensabili. In questo caso si percepisce la tranquilla cadenza della vita della capitale islandese, che non sembra disponibile a cambiare le proprie abitudini per colpa di qualche assassinio. In compenso i personaggi sono ben caratterizzati e ben costruiti. Le descrizioni sono dettagliate e tutto sommato piacevoli. Per alcuni personaggi non si può che avere una grande simpatia come per la piccola Margrét e il presunto colpevole Karl, un tipo asociale e leggermente strano. La storia è ambientata nella tranquilla Reykjavik, una città dove sembra impossibile che possano accadere storie così crudeli. Questa sensazione è comune ai vari thriller e gialli ambientati nei paesi nordici. Siamo abituati a pensare a tali paesi come una specie di paradisi tranquilli e poco propensi alla violenza, invece anche quelle società, nonostante la migliore situazione sociale, sono teatro della umana violenza che a quanto pare è simile a tutte le latitudini. Un libro originale e di piacevole lettura. Copertina ben fatta e molto intrigante. I vari numeri impressi in trasparenza sono strettamente legati alla trama e sono molto azzeccati.

Il taglio di Dio

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Titolo: Il taglio di Dio

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

Il taglio di Dio è l’ultima avventura in ordine di tempo di Lincoln Rhyme e della sua compagna Amelia Sachs scritta da Jeffery Deaver, uno dei migliori scrittori di thriller di questi anni. La trama parte con l’omidicio di un famoso tagliatore di diamanti di New York e si sviluppa in molte direzioni e storie parallele che tutte si andranno a comporre al termine della storia. Inutile dire di più sulla trama, le cose sono talmente tante che per dire di più si dovrebbe in pratica copiare il libro. I romanzi che hanno Lincoln Rhyme come protagonista sono sempre ricchi di nozioni scientifiche e tecniche che arricchiscono in genere il racconto, aumentando l’interesse, senza essere mai pedante o pesante. Il protagonista indiscusso è Lincoln Rhyme che pur nei limiti della sua condizione di paraplegico, è una mente sopraffina, un uomo dalla cultura stupefacente, oltre che un investigatore formidabile, assecondato da collaboratori efficienti ed assolutamente fedeli che credono ai metodi di Lincoln e li applicano sempre alla lettera. I libri di Jeffery Deaver sono caratterizzati da continui cambi di scenario, storie parallele che sembrano non avere punti di contatto e poi però arrivano sempre a convergere, con situazioni sempre inedite ed originali, rendendo la lettura sempre piacevole e stimolante. Deaver tratta con disinvoltura sia argomenti scientifici che sociali, rendendo il libro attuale e stimolante. Questa volta sono i diamanti ad essere studiati a fondo così come la vita e l’organizzazione sociale delle comunità indiane in USA. Deaver è riuscito anche ad inserire nel libro delle aperture culturali di persone di religioni diverse ed in conflitto tra loro che riescono a superare tali difficoltà per raggiungere la pace e l’arminia in famiglia. Un libro ricco di spunti di vario tipo che conferma le capacità di Deaver di raccontare storie complesse, multiformi, con tanti argomenti sempre nuovi ed originali, senza mai perdere l’attenzione del lettore. Un libro da non perdere per coloro che amano i thriller.

Aglio, olio e assassino

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Titolo: Aglio, olio ed assassino

Autore: Pino Imperatore

Editore: DeA

Un titolo forse rivedibile che non rende onore al libro. Una copertina un po’ macabra ma di grande effetto.

Un thriller napoletano scritto da Pino Imperatore, uno scrittore con un grande senso dell’umorismo, profondo conoscitore di Napoli, della sua storia e della sua gastronomia. Un Thriller in cui la trama criminale si alterna a vicende varie della vita semplice e spassosa dei protagonisti. Un libro avvincente e nello stesso tempo divertente oltre che colto per i vari riferimenti alla Napoli storica ed artistica.

La rumorosa preparazione al Natale napoletano viene sconvolta da un omicidio di un ragazzo di una famiglia importante, trovato morto nella sua casa. Il cadavere viene ritrovato condito con aglio olio e peperoncino, secondo quello che sembra un rituale macabro.

L’ispettore Gianni Scapece e il suo capo il commissario Carlo Improta sono incaricati delle indagini e lavorano in un nuovo commissariato di polizia, aperto di recente a Mergellina, proprio di fronte alla Trattoria Phartenope, da sempre gestita da Francesco e Peppe Vitiello con le rispettive famiglie.

La storia va oltre i fatti criminali narrati e le relative indagini grazie alle descrizioni di fatti storici, monumenti sacri e superstizioni varie di Napoli, quasi il libro fosse un trattato di storie varie napoletane.

La grande cucina napoletana, con i suoi piatti straordinari per sapore, originalità e semplicità degli ingredienti usati, viene raccontata con garbo e senso della misura, grazie all’autore che è riuscito a creare la giusta armonia tra le varie componenti del romamzo.

Un libro unico nel panorama delle storie criminali, che forse farà storcere il naso agli appassionati di thriller classici, ma che merita di essere letto. In cambio il lettore potrà trarne divertimento, qualche perla di saggeza napoletana e forse qualche spunto per le prossime praprazioni gastronomiche.

331 metri al secondo

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Titolo: 331 metri al secondo

Autore: Rosanna Rubino

Editore: HarperCollins

331 metri al secondo è un thriller ambientato a Milano, negli ambienti del recente boom immobiliare, dei grattacieli firmati dai grandi architetti, del nuovo corso cittadino iniziato con l’expo e che sembra ormai destinato a durare molti anni. La trama racconta la vita di Chon, un ragazzino che ha visto uccidere i suoi genitori in un agguato in casa  e che è riuscito a salvarsi grazie ad una sua rara caratteristica fisica, ossia una specie di superudito, l’acusia, che gli consente di sentire rumori di lieve entità a grandi distanze. Riesce a sentire gli assassini dei suoi genitori che ancora dovevano entrare dentro casa riuscendo a rifugiarsi sotto il divano, nascondendosi alla vista dei criminali un attimo prima che il massacro fosse compiuto. Chon viene ritrovato dalla polizia ma riesce a fuggire nascondendosi per 64 giorni nei tunnel della metropolitana, dove incontra Lara, una ragazzina sua coetanea che sarà l’incontro più importante della sua vita. Dopo qualche anno Chon si ritroverà a lavorare nei cantieri dei grattacieli di lusso come saldatore e grazie al suo superudito diventerà informatore della polizia. Inizia quindi la sua avventura che lo porterà a compiere il piano che aveva in mente dal giorno in cui fu testimone dell’assassioni dei genitori.

Rosanna Rubino è un architetto, esperta del settore immobiliare, arricchisce i suoi romanzi con le sue conoscenze tecniche, nel caso di 331 metri al secondo c’è una perizia geomorfologica che turba i sonni di molte persone e che è tenuta nascosta, ma che sarà importantissima sia per dare credibilità alla trama che per far notare come il lavoro scrupoloso dei tecnici venga oscurato da coloro che detengono il potere reale e gestiscono i grandi business, senza preoccuparsi della salute altrui per risparmiare sui costi quindi aumentare i profitti.

Il libro racconta tante storie parallele e tra i principali personaggi c’è il poliziotto di cui Chon è informatore, soprannominato Il Fermo o Occhi di husky, una figura di poliziotto non proprio esemplare, uno uomo con grossi problemi personali ma anche con una originale visione dei rapporti che possono esserci tra poliziotti, informatori e mondo climinale.

Lo stile di scrittura di Rosanna Rubino è essenziale, senza orpelli, con dialoghi molto diretti, quasi rudi, che utilizzano un linguaggio veloce, senza mezze parole, arrivando subito al sodo, che ricorda a tratti il linguaggio dei fumetti. E proprio al mondo dei fumetti sembra essere ispirata la copertina, che per grafica e colori spicca per originalità tra le tante novità editoriali esposte nelle librerie. Il libro racconta l’altro lato della città di Milano, non quella della moda o dei nuovi quartieri “glamour” abitati da personaggi famosi e influenti, ma quello meno noto e patinato dei cantieri di costruzione e delle attività che vi si svolgono, viste con gli occhi di coloro che in questi cantieri lavorano tra fatica, sudore e disagi economici. Un thriller originale, inedito, scritto con grande ritmo. Una storia che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine ed una storia che non ha alcun calo di tensione man mano che procede.

La moglie tra di noi

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Titolo: La moglie tra noi

Autore: Greer Hendricks & Sarah Pekkanen

Editore: Piemme

Libro scritto a 4 mani dalla scrittrice (Sarah Pekkanen) e la sua editor (Greer Hendricks). Il risultato è un thriller originale ed avvincente, una storia in cui il lettore si troverà più volte a chiedersi da che parte si trovi la verità. La storia inizia con un matrimonio frutto di un colpo di fulmine tra Vanessa e Richard, una ragazza di modeste origini che incontra un ricco analista finanziario, bello, ricco, colto e affascinante, capace di far sentire la sua donna come una principessa, anticipando i suoi desideri, coprendola di regali costosi ed esclusivi. L’amore tra Vanessa e Richard finisce, i due si separano e Richard sostituisce subito Vanessa con una nuova fidanzata, Emma. Vanessa sembra non accettare la separazione e sembra che stia tramando per mandare a rotoli il prossimo matrimonio del suo ormai ex marito. Vanessa cerca di rivedere il suo ex, cerca di contattare Emma, di parlare con lei, sembra una donna che ha perso la testa a causa della separazione. La storia va avanti e le cose prendono una piega diversa, i personaggi appaiono diversi da quello che sembrano, i comportamenti sembrano essere quello che non sono nella realtà. I personaggi fanno di tutto per apparire diversi da quello che sono o che sono stati, per nascondere il loro passato. Alcuni appaiono come manipolatori ma in realtà sono delle vittime e chi sembra cercare vendetta è in reltà vittima delle vendette altrui. La moglie tra di noi è un thriller psicologico costruito in modo originale e brillante. Sembra che le due autrici si siano divertite a scrivere un libro per sorprendere i lettori, per fare credere sempre cose diverse da quello che saranno. Una trama ingegnosa, costruita ad arte per sbalordire il lettore, per non dargli punti di riferimento. Un libro in cui sembra che le donne siano vittime della cattiveria degli uomini, capaci di usare la seduzione e l’avvenenza per guadagnare la fiducia della partner per poi mostrarsi nel loro vero volto violento e crudele. Ma le donne non sono solo vittime della violenza degli uomini o della loro stessa ingenuità. Le donne della storia sono anche capaci di sedurre per portare a termine vendette elaborate e complesse quanto crudeli. Un libro da leggere con calma ed attenzione, un thriller che sorprenderà per la bravura delle autrici nel dissimulare la realtà. Complimenti alle due autrici per l’ottimo lavoro di squadra e per la geniale inventiva.

La forza della natura

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Titolo: La forza della natura

Autore: Jane Harper

Editore: Bompiani

La forza della natura è il secondo libro di Jane Harper che vede tra i protagonisti l’agente federale Aaron Falk, già presente il primo libro dell’autrice, Chi è senza peccato e la sua collega Carmen Cooper.

La storia è ambientata in Australia nella zona montuosa detta Giralang Ranges, nelle vicinanze di Canberra. Una società finanziaria ha organizzato un trekking per gli impiegati, quelle iniziative che tanto piacciono ai responsabili delle risorse umane per fare gruppo, migliorare il gioco di squadra, rinsaldare i rapporti interpersonali. La zona impervia, le difficoltà ad orientarsi, la poca dimestichezza con le mappe, le attrezzature non proprio confortevoli, non mettono a loro agio i partecipanti fin dalla partenza. La vita a contatto con la natura accresce le difficoltà relazionali invece di migliorarle. Le squadre partecipanti sono due, una composta da soli uomini e l’altra composta da sole donne. Dopo qualche giorno al campo base torna la squadra delle ragazze ma sono quattro invece di cinque, manca Alice Russel, la persona più brillante e intraprendente del gruppo. Le quattro superstiti non sanno dare una spiegazione sul motivo della scomparsa. Partono subito le ricerche ma data la zona impervia e piena di pericoli da subito si teme per la sua vita. Alice, oltre ad essere una persona dalla forte indole e dalle indubbie doti professionali, è un testimone chiave in una inchiesta su reati finanziari e riciclaggio di denaro sporco che investe proprio la società per cui lavora, pertanto le indagini cercano di scoprire eventuali collegamenti tra la scomparsa e la particolare posizione di Alice.

La trama racconta storie personali, rapporti tra sorelle, relazioni tra persone che lavorano nella stessa azienda con ambizioni, storie e desideri diversi, con rancori e risentimenti sopiti dalla routine lavorativa quotidiana che invece emergono in tutta la loro carica violenta durante la convivenza forzata dovuta alla partecipazione al trekking. Ci sono anche problemi tra due adolescenti per alcune foto pubblicate sui social. A complicare le relazioni tra i protagonisti, le difficoltà relazionali di giovani figli con i loro genitori. A rendere la storia ancora più contorta c’è la presenza, nella zona in cui è scomparsa Alice, di un serial killer di nome Martin Kovac, che si teme possa aver ucciso la donna. La trama del thriller rende tutti i protagonisti possibili colpevoli o collaboratori dei colpevoli. La verità si coprirà solo alla fine del libro senza che nessun indizio possa indirizzare il lettore verso la soluzione. Un buon thriller, scritto in modo brillante. La storia ha qualche similitudine con Picnic ad Hanging Rock, scritto nel 1967 da Joan Lindsay, per via dell’ambientazione in Australia, della scomparsa di due ragazze in una zona impervia, il richiamo alla forza ed ai misteri della natura.

Sola sull’oceano

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Titolo: Sola sull’oceano

Autore: Mary Higgins Clark

Editore: Sperling & Kupfer

Sola sull’oceano è un thriller di Mary Higgins Clark ambientato nell’arco di sei giorni su una nave da crociera riservata a ricchi e facoltosi clienti. Tra gli ospiti della speciale crociera di inaugurazione della nave, c’è Lady Emily Haywood, ricchissima amante dei gioielli più escusivi, che ha dicharato di voler indossare durante la crociera il più prezioso pezzo della sua collezione, ossia una collana di smeraldi dal valore inestimabile, addirittura appartenuta a Cleopatra. Su tale gioiello pesa una maledizione, ossia chi la porterà in un viaggio per mare non vivrà abbastanza da poter tornare vivo a riva. Lady Emily non crede al maleficio e confermerà più volte la sua volontà di indossare il gioiello durante la crociera. La collana attira le attenzioni di un noto ladro di fama internazionale, che riesce a superare le imponenti misure di sicurezza imbarcandosi sulla nave per rubare il gioiello.

Lady Emily viene trovata morta nella sua cabina dopo tre giorni di navigazione e non si hanno più tracce della collana.

A bordo della nave ci sono due personaggi che sono già stati protagonisti di altri libri di mary Higgins Clark, Alvirach e Will Meehan, due simpatici investigatori dilettanti che si trovano a bordo della nave per festeggiare il loro quarantesimo anniversario di matrimonio e fanno parte del prestigioso elenco dei partecipanti in quanto vincitori di svariati milioni di dollari in una lotteria.

Il libro è un thriller ben scritto, con uno stile chiaro e scorrevole, con personaggi ben caratterizzati ed una trama lineare e con un ritmo continuo ben scandito dal susseguirsi dei capitoli.

La trama racconta le avventure e vicissitudini personali e finaziarie di una serie di personaggi che si trovano a bordo della nave, quasi tutti coinvolti in storie che hanno a che fare con l’avidità umana e con i tentativi di arricchirsi velocemente, senza fatica ma inevitabilmente infrangendo la legge. Una indagine difficile, una complessa rete di indizi e di sospetti che troverà la soluzione solo alle ultimissime pagine. Un libro piacevole che garantisce qualche ora di relax.

La scomparsa di Stephanie Mailer

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Titolo: La scomparsa di Stephanie Mailer

Autore: Joel Dicker

Editore: La nave di Teseo

Il libro si presenta come un mattone di elevato spessore che incute una certa soggezione. 704 pagine non sono facili da affrontare. Sono in vacanza e le ore giornaliere da dedicare alla lettura possono essere tutte quelle che servono per terminare velocemente La scomparsa di Stephanie Mailer, un thriller ben scritto da Joel Dicker. La grafica della copertina è accattivante, il richiamo ai precedenti romanzi dell’autore, La verità sul caso Harry Quebert e Il libro dei Baltimore sono un ottimo ulteriore motivo per acquistare il volume.

La vicenda si svolge su due piani temporali e racconta tante vicende parallele di personaggi con professioni, estrazioni sociali, età e provenienza le più disparate, che in qualche modo sono legati a Orphea, una cittadina inventata dello stato di New York, nella prestigiosa zona degli Hamptons, all’estremità orientale di Long Island, dove hanno la casa delle vacanze molti abitanti benestanti di New York.

Il 30 luglio 1994 Orphea è pronta ad inaugurare la prima edizione del festival teatrale ma un fatto criminale scolvolge tutti i programmi della giornata. Il sindaco della cittadina viene ucciso insieme alla moglie ed il figlio mentre si trovavano a casa. Di fronte alla casa del sindaco viene trovato anche il cadavere di una donna che era impegnata in una seduta di jogging. Il caso di quadruplo omicidio fu risolto da due agenti del comando della polizia locale, Jesse Rosemberg e Derek Scott.

Il 23 giugno 2014 Jesse Rosemberg, ormai prossimo alla pensione, viene avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer che gli dice che il caso del 1994 non è stato in realtà risolto, che il colpevole individuato a suo tempo non è il vero responsabile del plurimo omicidio. La donna subito dopo aver incontrato il poliziotto sparisce. Viene denunciata la sua scomparsa e iniziano le indagini alla scoperta di che fine ha fatto la donna. Nello stesso tempo ripartono anche le indagini sui fatti del 1994 che vedono sempre Jesse e Derek impegnati a scoprire cosa c’era di sbagliato nel loro lavoro di vent’anni prima. Da qui inizia una storia fatta di intrecci con il passato, nuovi crimini, eventi, coincidenze, nuove piste e nuovi indizi, conclusioni errate, storie d’amore, storie di infedeltà, violenze domestiche, disagi giovanili, di tutto di più.

Tutte le storie parallele risultano avvincenti e congruenti con la trama, nulla è superfluo, nonostante la complessità e la lunghezza del libro. Il lettore con il passare delle pagine si trova quasi ammaliato dalla storia e non riesce ad interrompere la lettura, trovando sempre nuovi motivi di interesse per continuare pagina dopo pagina fino alla fine.

Joel Dicker è molto bravo a scrivere libri con trame complesse, con tanti personaggi, centellinando indizi e particolari della storia con grande abilità e tempismo, riuscendo a tenere sempre altissima la tensione del racconto, senza mai dilungarsi ma cambiando continuamente scena, personaggi, piano temporale. Nel finale lo scrittore si è anche divertito a rendere possibili eventi che sono il contrario di quello che si sarebbe aspettato, quasi a dimostrare che la realtà non è quello che dovrebbe essere.

Dove c’è fumo

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Titolo: Dove c’è fumo

Autore: Simon Beckett

Editore: Bompiani

Il romanzo “Dove c’è fumo” è stato scritto nel 1997 e recentemente riscritto dall’autore. Probabilmente la riscrittura è stata decisa per sfruttare le possibilità che internet ed i social media danno agli autori di arricchire le trame con le diavolerie rese possibili dalle nuove tecnologie.

Protagonista della storia è Kate Powell, titolare di una agenzia di comunicazione, età intorno ai trenta, sta vivendo un buon momento professionale. E’ la sua vita privata che non è proprio felicissima. Ha da poco interrotto una relazione e non vuole iniziarne una nuova. Ha un forte desiderio di maternità, ma non vuole avere un marito o compagno in casa, al punto che decide di ricorrere all’inseminazione artificiale. Questa decisione la porterà a conoscere lo psicologo Alex Turner. Si ritroverà coinvolta in un vero e proprio incubo che metterà a rischio la sua vita professionale e privata, oltre quella dei suoi amici più cari.

Il libro nella prima parte viaggia tranquillo raccontando la vita della protagonista e dei suoi amici, i suoi successi professionali e il suo desiderio di di maternità. Ha poco del thriller questa prima parte ma comunque è raccontata in modo coerente con il seguito del romanzo e serve per caratterizzare al meglio i personaggi. La seconda parte invece è una vera e propria giostra vorticosa di eventi che si susseguono in un crescendo continuo di situazioni imprevedibili che coivolgono Kate e tutti coloro che in qualche modo sono a lei legati.

Un libro che entra nei modi di funzionare della mente umana. Quella di Kate, donna forte e determinata nel lavoro, fragile e insicura nella sua vita privata. Quella di Alex Turner, che si rivelerà inizialmente gentile e normale, per poi mostrare il suo lato peggiore al di là di ogni limite immaginabile.

“Dove c’è fumo” è un libro piacevole e accattivante, con una trama originale e ben gongegnata, un libro che parte analizzando i perchè di una scelta consapevole come la fecondazione assistita e finisce come un thriller mozzafiato. Una lettura non proprio impegnativa che ben si adatta al periodo di vacanze.

La ragazza della nave


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Titolo: La ragazza della nave

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Bella copertina con una giovane donna di spalle con un paesaggio tipicamente nordico come sfondo.

Il libro “La ragazza della nave” si presenta molto bene ed attira l’attenzione per la grafica originale della copertina che utilizza una foto dai bordi sbiaditi, intrigante anche se un pò triste.

La storia di svolge in due diversi periodi, due storie parallele che si intrecciano, la narrazione si alterna in modo da accentuare la tensione concedendo al lettore piccoli indizi a mano a mano che la trama procede, senza grossi colpi di scena ma con un progressivo incedere che cattura il lettore a poco a poco.

Nel 1940 la Scandinavia si trova in piena guerra mondiale e l’Islanda, pur essendo un paese neutrale, si trova a dover richiamare i suoi cittadini che si trovano all’estero per riportarli in patria. Viene organizzato un trasporto navale per mezzo dell’imbarcazione Esja, con partenza dal porto di Petsamo (il nome del porto di partenza della nave è anche il titolo originale del libro), in Finlandia, per effettuare il rimpatrio.

C’è molta gente sul molo di Petsamo tra cui una giovane infermiera che aspetta il suo fidanzato per imbarcarsi con lui e fare ritorno il Islanda. L’attesa è vana in quanto il fidanzato non si presenterà e la nave salperà senza il giovane. La fidanzata farà di tutto per avere notizie dell’amato e durante il viaggio, in modo inaspettato, scoprirà che è stato arrestato dai nazisti mentre si stava recando da Copenaghen a Patsamo.

Il viaggio sulla nave Esja sarà teatro di alcuni eventi che segneranno il destino di alcune persone in modo irreparabile.

Nel 1943 l’Islanda è occupata dalle truppe americane e la vita nella città di Reykjavik diventa difficile a causa della turbolenta convivenza tra civili e soldati. Un uomo con indosso una divisa militare viene ucciso e ritrovato sul retro di un locale malfrequentato. Pochi giorni dopo il cadavere di un uomo annegato viene ripescato dal mare. Il responsabile delle indagini è l’investigatore Flovent che insieme al suo aiutante Thorson cerca di trovare i responsabili delle due morti.

Le indagini si svolgono con difficoltà e arriveranno presto a trovare alcuni punti di contatto tra gli omicidi e alcuni episodi e personaggi collegati con il viaggio della nave Esja, avvenuto tre anni prima.

Il libro ha come sfondo la vita misera ai tempi della guerra, uno dei periodi peggiori della vita Islandese dei tempi moderni. Viene raccontata la vita della capitale Reykjavik, con locali malfamati frequentati dai soldati e meta di incontri con donne locali che per far fronte alla povertà si vendono per guadagnare pochi soldi anche con la speranza, vana, di trovare un principe azzurro che le possa portare in America dove trovare una vita migliore. La storia racconda di omicidi, violenze, tradimenti. Tutto esasperato dalle condizioni di povertà e di degrado dei rapporti umani che la guerra può generare.

Come spesso accade le peggiori violenze sono frutto di vendette che scaturiscono dalla gelosia.