Conclave

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Titolo: Conclave

Autore: Robert Harris

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

Le Mura Vaticane nascondono da sempre misteri e segreti che rimangono tali con il passare dei secoli. Tale immutabile capacità ha da sempre ispirato scrittori che hanno preso spunto da quello che accade all’interno delle Mura Vaticane e della Curia per realizzare romanzi. Negli ultimi anni ci sono stati esempi di libri di enorme successo commerciale scritti da grandi affabulatori che hanno confezionato storie intriganti mescolando di tutto senza convincere completamente. Robert Harris è un grande scrittore di thriller con una ottima conoscenza della storia degli argomenti che tratta nei suoi libri ed i suoi romanzi sono in genere ben scritti e interessanti, con solide basi storiche a supporto della trama.

“Conclave” è un thriller ambientato nel 2018. La morte improvvisa del Papa avvia le procedure per l’elezione del suo successore. La Cappella Sistina ospita i Cardinali arrivati da tutto il Mondo. In tutto sono 118, ognuno di loro con il proprio carico di interessi e idee da portare avanti, per scegliere il nuovo Pontefice in modo da garantire gli interessi che ciascuno di loro rappresenta. Il Papa scomparso aveva idee progressiste non sempre condivise all’unanimità all’interno della Curia e la spaccatura conservatori e liberali è ormai irreversibile e da più parti si parla ormai di uno scisma imminente. L’elezione del nuovo Papa si preannuncia combattuta e difficile.

Il protagonista del romanzo è il Cardinale Lomeli, supervisore del collegio dei cardinali in uno dei momenti storici più difficili per la Chiesa cattolica. Le votazioni preliminari si svolgono apparentemente senza una logica precisa, ma in qualche modo emergono i quattro nomi dei cardinali più potenti che le previsioni davano come probabili eletti.  Solo il Cardinale Lomeli è al corrente che il Papa deceduto aveva raccolto informazioni su ognuno dei quattro candidati per dimostrarne la inelegibilità, per vecchie storie e trascorsi non proprio adeguati per un Papa. Lomeli dovrà svolgerà l’incarico nel rispetto delle disposizioni del vecchio Papa, evitando l’elezione di un candidato inadeguato e nello stesso tempo trovando il sostituto adeguato all’importanza dell’incarico. Il libro descrive in modo impeccabile le modalità dell’elezione del Papa, rito antico e segreto, raccontato in questo libro con il taglio del thriller, del romanzo di azione. L’autore narra in modo efficace i vizi umani dei cardinali, che per quanto illuminati dalla fede, sono vittime dell’ambizione, della bramosia del potere, della propria prorompente autostima.  La trama racconta manovre, documenti e giochi di potere che si celano dietro l’apparente pacifica attività di elezione del nuovo Papa svolta da anziani Cardinali che dovrebbero essere guidati solo dalla saggezza della loro carica e dal supporto della fede. Ma l’elezione del Papa è soprattutto un atto politico di valenza internazionale che implica un grande potere e di conseguenza dietro tale votazione si celano grandi interessi.

Il libro contiene diversi riferimenti storici relativi alla storia della Chiesa, delle sue tradizioni. Tutto scritto con cura ed attenzione, senza appesantire il racconto ma anzi fornendo maggiore sostanza ed importanza alla trama. Il libro è un vero e proprio thriller, con un ritmo incessante, colpi di scena, cambi di scenario, che fino alla fine del libro tengono il lettore attaccato al libro che resterà spiazzato dal finale, del tutto imprevedibile.

Picnic a Hanging Rock

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Titolo: Picnic a Hanging Rock

Autore: Joan Lindsay

Editore: Sellerio

Traduzione: Maria Vittoria Malvano

La recente messa in onda in TV della miniserie “Picnic a Hanging Rock”, di cui ho visto qualche spezzone,  mi ha incuriosito e non ho potuto fare a meno di leggere il libro.

Questo romanzo appassiona al di là delle sue qualità letterarie perché l’alone di mistero che ruota attorno al monolite di Hanging Rock, un gruppo roccioso nella zona di Melbourne, si è esteso anche al romanzo ed alla sua inedita storia.

Il libro nella versione originale era composto da 17 capitoli più un epilogo che voleva in qualche modo dare una spiegazione degli eventi di Hanging Rock su cui è basata la trama. L’editore all’epoca, con una inedita e fortunata scelta commerciale, decise l’eliminazione dell’epilogo insieme alle conseguenti modifiche del romanzo, per aumentare l’effetto mistero, imponendo la divulgazione di quest’ultima parte solo dopo la morte di Joan Lindsay. Il 18 capitolo venne pubblicato nel 1987, con il titolo “Il segreto di Hanging Rock”.

La trama è ambientata in Australia nel 1900, nel giorno di San Valentino. Il racconto parte da un articolo di cronaca di un giornale locale, sembra un riferimento ad un fatto realmente accaduto, ma la trama è completamente frutto della fantasia di Joan Lindsay.

Il 14 febbraio 1900 un gruppo di studentesse del college Appleyard, una scuola esclusiva per signorine di buone e facoltose famiglie, si recano presso il gruppo roccioso detto Hanging Rock per una gita con relativo picnic. Siamo a circa 50 km da Melbourne, in una campagna bella e selvaggia. Nel pomeriggio quattro ragazze, Miranda, Irma, Marion ed Edith si allontanano dal resto del gruppo insieme alla professoressa di matematica Greta McCraw. Le cinque donne scompaiono improvvisamente. Le ricerche immediate delle amiche e degli accompagnatori non danno alcun risultato. Compare dopo poco solo Edith, in evidente stato confusionale, non ricorda nulla di quanto accaduto alle altre compagne. La polizia viene subito avvisata e organizza le ricerche delle scomparse senza nessun risultato. Un giovane che si trovava vicino alle ragazze, Mike Fitzhubert, colpito dalla bellezza di Miranda, decide di tornare a Hanging Rock per continuare le ricerche, ma si perde nella notte e non fa ritorno a casa. Il suo amico Albert, allarmato dalla scomparsa di Mike, si reca a Hanging Rock alla ricerca dell’amico. Mike viene ritrovato il giorno dopo, è ferito, in stato confusionale, privo di forze, non ricorda nulla di quanto gli è accaduto. Mike ha però lasciato degli appunti con alcune indicazioni. Albert torna ad Hanging Rock e grazie agli appunti di Mike ritrova Irma, in stato di incoscienza, senza scarpe ma con i piedi puliti e senza alcun graffio o ferita, cosa abbastanza insolita, senza alcuna memoria di quello che le è accaduto.

La scomparsa delle ragazze ha forti ripercussioni sulla sorte del collegio. Molte famiglie decidono di ritirare le allieve. La giovanissima Sara, presa di mira dalla perfida direttrice mrs. Appleyard, si suicida. Dora Lumley, insegnante del college, viene licenziata con il fratello ma muoiono il giorno dopo in un misterioso incendio dell’albergo in cui erano ospiti. Nel frattempo la polizia ritrova il corpo di Sara e la direttrice fugge dal collegio, raggiunge proprio il monolite di Hanging Rock e si suicida lanciandosi da un dirupo.

Il libro racconta la vita delle ragazze alle prese con i primi turbamenti dell’adolescenza, della rigida disciplina imposta nel college, delle amicizie delle giovani allieve che nel caso di Miranda, Marion ed Irma raggiunge livelli quasi mistici, del magnetismo di cui è pervaso il sito di Hanging Rock, oscuro e sinistro, ideale teatro della misteriosa sparizione delle ragazze. Un libro che trae molto del suo fascino proprio dalla sua incompletezza e dalla storia rimasta irrisolta. La natura si prende le ragazze e le porta chissà dove, quasi che Hanging Rock fosse un portale attraverso cui passare in una nuova dimensione.

Il famigerato diciottesimo capitolo ci racconta che Edith fugge dal gruppo di ragazze e torna verso la base. Irma, Marion e Miranda salgono il monolite di Hanging Rock e sono raggiunte poco dopo dalla professoressa McGraw, in uno stato quasi di estasi ed accompagna le ragazze verso una diversa forma di realtà, indicando una apertura tra le rocce. Resta fuori solo Irma che esita prima di entrare ma una frana chiude l’apertura in cui sono entrate le altre ragazze. Un finale quasi esoterico, con il passaggio delle fanciulle verso una nuova realtà.

Una storia irrisolta e indecifrabile che continua ad intrigare ad oltre cinquant’anni dalla pubblicazione.

Il gioco del suggeritore

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Titolo: Il gioco del suggeritore

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Una donna chiama la polizia in una serata di forte pioggia. La voce è spaventata, racconta che uno sconosciuto si aggira attorno casa sua senza alcuna intenzione di andarsene. E’ arrivato a bordo di una vecchia station wagon verde. La telefonata arriva dall’abitazione della famiglia Anderson, composta da padre, moglie e due figlie. Vivono in una vecchia casa isolata, priva di qualsiasi tecnologia, solo un telefono per le emergenze. A causa del temporale e delle poche risorse disponibili, la polizia riesce a raggiungere la casa degli Anderson solo al mattino dopo. La scena che i poliziotti si trovano davanti è sconvolgente. All’interno della casa ci sono impronte di mani insanguinate, striscie di sangue lasciate da corpi trascinati, segnali chiari di una strage effettuata all’interno dell’abitazione, ma non si trovano cadaveri. Tutti i componenti della famiglia Andersson spariti. Una telefonata anonima avvisa la polizia della presenza di una vettura station wagon di colore verde parcheggiata in prossimità di un edificio industriale abbandonato fuori città. La polizia fa irruzione e trova un uomo con il corpo completamente coperto di tatuaggi che rappresentano numeri. L’uomo si lascia arrestare senza opporre resistenza. La stanza in cui si trova l’uomo è piena di vecchi computer. L’uomo tatuato non parla, non rilascia alcuna dichiarazione. Il giudice responsabile delle indagini decide di chiedere la collaborazione di una persona che ha lasciato la polizia da qualche tempo, Mila Vasquez, una esperta nel ritrovamento di persone scomparse, che vive isolata in una casa fuori città con la figlia Alice. Mila ha fatto una scelta di vita radicale, non vuole più occuparsi di indagini, di caccia ai colpevoli, non vuole più avere a che fare con il male. Risponde alla convocazione dei suoi ex colleghi solo per cortesia, decisa a non collaborare. Ma dopo qualche resistenza si convince a collaborare all’indagine e si unisce alla squadra dei suoi ex colleghi che indaga sul caso. Inizia un’avventura mozzafiato in bilico tra realtà vera e realtà virtuale, per esplorare tutte le forme del male, oltre ogni immaginazione.

Il libro ha un magnetismo speciale che attira il lettore come la calamita il ferro. Bastano poche pagine per essere completamente catturati dalla trama e desiderare di proseguire la lettura fino al termine del libro, senza alcuna interruzione. La personalità di Mila Vasquez è unica e attraente, con i suoi limiti e difetti, ma con una mente raffinata e veloce, pronta a rispondere alle sfide lanciate dal male. Così come è intrigante il misterioso sospettato nominato dagli investigatori “Enigma”, con i numeri tatuati sul corpo che diventeranno indizi per le indagini.

Il libro si basa su un ipotetico “gioco” che utilizza la tecnologia della realtà virtuale, attorno al quale ruota la trama. Il libro funziona nella sua totalità, non c’è un aspetto che domina sugli altri. L’atmosfera, le personalità dei personaggi, le continue sfide lanciate dal criminale agli investigatori, i sospettati che cambiano in continuazione in funzione del quadro investigativo, il gioco, le droghe.

Il libro denuncia in qualche modo i rischi di Internet e della tecnologia informatica usata per fini criminali. Ma la storia è invenzione e va presa per quello che è, ossia divertimento per gli amanti di questo genere di libri.

Il cinese

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Titolo: Il cinese

Autore: Andrea Ciotti

Editore: Rizzoli

Nella odierna Roma multietnica incontrare persone con caratteri somatici di paesi lontani, che parlano italiano come madrelingua o addirittura un perfetto “romanaccio” non è una rarità, anzi, diventa sempre più comune. Ma se si tratta di un poliziotto la sorpresa è ancora tanta. Luca Wu è un vicequestore, italiano di origini cinesi, che viene assegnato al commissariato di Torpignattara, proveniente da Bologna dove si è conquistato una fama di grande investigatore grazie ai brillanti risultati ottenuti sul campo. Il quartiere di Torpignattara è un mix di etnie provenienti da tutto il mondo dove attività economiche e commerciali lecite e alcune inevitabilmente illecite, convivono in modo apparentemente pacifico ma in una situazione che potrebbe degenerare da un momento all’altro. Le autorità hanno sempre maggiori difficoltà a controllare le comunità straniere che diventano sempre più numerose e potenti. Proprio a “Torpigna”, come viene comunemente definito il quartiere nello slang giovanile romano, avviene un efferato delitto durante una rapina. Due malviventi uccidono un commerciante cinese e la sua bambina di 4 anni. Inizia così un giallo dal ritmo serratissimo ambientato nei quartieri di Roma sud che impegnerà le autorità locali a scoprire i colpevoli del duplice omicidio e nello stesso tempo a tenere calme le comunità straniere romane che si sentono discriminate e messe in pericolo.  Le indagini analizzeranno a fondo le attività imprenditoriali dei cinesi a Roma portando alla luce illeciti di vario tipo che procurano guadagni milionari con una organizzazione gerarchica governata da severe leggi che antepongono il guadagno a qualsiasi considerazione etica o umanitaria.

Il libro racconta con precisione la situazione sociale dei quartieri in cui è ambientata la trama, con il racconto storico di come il passare del tempo è coinciso inesorabilmente con la crescita del degrado e l’evoluzione delle attività illecite. Andrea Cotti è stato molto bravo sia nella costruzione della trama che nel raccontare cose e fatti con grande rispetto per tutti, senza pregiudizi o banali luoghi comuni, fornendo un quadro della situazione veritiero. La struttura organizzativa della comunità cinese a Roma ed in Italia viene descritta in modo dettagliato e credibile, sempre nei limiti della finzione del romanzo giallo. Il personaggio del vicequestore è quello di un uomo tormentato che si è separato dalla moglie italiana e dal figlio, rimasti a Bologna, accettando la proposta di trasferimento a Roma. Luca Wu è un uomo infedele di natura ma nello stesso tempo innamorato della moglie, è un ottimo praticante di arti marziali orientali che per il suo lavoro di poliziotto risulteranno estremamente utili. Un personaggio inedito ed empatico che potrebbe avere un ottimo successo in una eventuale serie TV.

Un libro che alterna scene di azione, indagini, fatti violenti con situazioni personali delicate che mostrano l’umanità e la fragilità di alcuni personaggi. C’è molta cura nel descrivere le procedure investigative, le fasi di lotta con le arti marziali, il funzionamento delle attività illecite. Il libro è stato scritto con grande attenzione per tutti i dettagli e il risultato finale beneficia degli sforzi fatti. La lettura del libro concede qualche ora di piacevole evasione con una storia incalzante, ben ritmata e coinvolgente. Le descrizioni di Roma, i percorsi in auto, le condizioni dei vari quartieri descritti sono molto azzeccate, scritte da un autore che conosce bene la città.

Frammenti di lei

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Titolo: Frammenti di lei

Autore: Karin Slaughter

Editore: HarperCollins

Traduzione: Anna Ricci

Laura e Andy, madre e figlia, al ristorante per festeggiare il compleanno di Andy. Siamo a Belle Isle, Florida. Laura è una logopedista, ha 55 anni e negli ultimi anni ha combattuto contro un tumore al seno. Andy è una ragazza timida che sta cercando la sua strada nella vita ma ancora non ha trovato un lavoro stabile e dipende dalla famiglia. Andy è molto legata alla madre con cui ritiene di avere un rapporto unico ed esclusivo. Madre e figlia stanno parlando durante il pranzo quando improvvisamente entra nel ristorante un uomo armato. Si tratta di Jonah Helsinger, figlio di un ex sceriffo ucciso dai banditi che stavano rapinando una banca. Jonah aveva come obiettivo la ex fidanzata che lo aveva lasciato da poco. Laura interviene ed affronta Jonah con freddezza e determinazione, senza alcun timore di fronte all’uomo armato. Laura non è una madre che cerca di difendere sua figlia ma una specie di marines addestrato ad affrontare questo tipo di situazioni. Laura viene accoltellata ad una mano da Jonah ma con mosse esperte, sorprende tutti i presenti e riesce ad uccidere l’aggressore. Il tutto viene ripreso dalle telecamere e trasmesso ripetutamente dalla TV. Andrea non riesce a credere che sua madre possa aver fatto quello che ha visto. Chi è sua madre? Come può una donna tranquilla trasformarsi in una glaciale assassina? Dall’episodio nel ristorante, ha inizio una storia dal ritmo serratissimo, con Andy costretta alla fuga dalla sua famiglia, inseguita da un nemico che non riesce a capire chi è, da dove arrivi. Andy da ragazza timida ed impacciata dovrà trasformarsi rapidamente in una specie di 007 per fuggire da un nemico sconosciuto e per salvare la pelle.

La storia si sviluppa su due piani temporali, il 2018 e il 1986. Le due storie, quella del 2018 e quella del 1986, sembrano non avere alcun punto di contatto, ma ogni dubbio sarà risolto alla fine del libro, quando tutto troverà una spiegazione. Un thriller che assume a tratti la veste della spy-story, scritto con un crescendo di ritmo, in cui i fatti si susseguono in modo incalzante e con personaggi dalla psicologia ben definita e differenziata. La trama del libro si sviluppa tra molti episodi di azione, fughe, continui cambi di scenario, raccontati con abilità e tempismo. Il libro descrive in modo molto efficace la determinazione di Laura a tenere nascosto il suo passato per proteggere la figlia e lo stupore di Andy nello scoprire che la madre che ha sempre creduto di conoscere in realtà è una persona che non esiste o che è esistita solo nella sua immaginazione. La realtà insegna che nulla è come sembra ed anche che non serve a nulla nascondere il passato a tutti i costi, prima o poi si dovrà fare i conti con la verità. Il libro garantisce qualche ora di puro divertimento per gli amanti del genere. Karin Slaughter dimostra di essere una delle migliori scrittrici di thriller, prolifica ed in continua crescita.

Lazarus

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Titolo: Lazarus

Autore: Lars Kepler

Editore: Longanesi

Traduzione: Andrea Berardini

“Lazarus” è l’ultimo romanzo con protagonista il commissario di Stoccolma Joona Linna, scritto da Lars Kepler, lo pseudonimo con cui firmano i loro libri i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho. La polizia di Oslo scopre un uomo ucciso nel suo appartamento e nel frigorifero vengono ritrovati resti di diversi corpi tra cui la testa della moglie del commissario Joona Linna. La donna era sepolta in Finlandia, quindi la sua tomba è stata aperta per rubarne i resti. L’indagine si complica quando viene ritrovato il cadavere di un uomo noto alle forze dell’ordine come stupratore e nella memoria del suo telefono viene trovato proprio il numero di telefono di Joona Linna. I due cadaveri presentano gli stessi segni di violenza sulla schiena, entrambi sono stati flagellati. Sembra la firma di Jurek Walter, un terribile serial killer che risultava morto da tempo, ucciso da Saga Bauer, un commissario dei servizi segreti svedesi che lavora con Joona. Il corpo del serial killer era caduto in mare, Saga gli aveva sparato tre colpi. Tutti sono convinti che il killer sia morto. Nessuno crede a Joona Linna quando afferma che si tratta proprio di Jurek, tornato in azione per vendicarsi. Ha inizio una caccia all’uomo che doveva essere morto ma che invece sembra essere risorto. I due omicidi con cui il libro si apre sono l’inizio di una lunga serie di delitti apparentemente scollegati tra loro ma che alla fine saranno tutti collegati tra loro ed avranno un filo conduttore che porta dritto al passato peggiore che Joona e Saga potessero immaginare. A nulla serviranno le intuizioni di Joona per cercare di catturare l’omicida resuscitato in pochi giorni. Ci vorrà molto tempo e molte persone perderanno la vita prima che il bene abbia il sopravvento sul male.

“Lazarus” è un thriller che racconta dove può arrivare la violenza dell’uomo quando viene guidato dalle sue ossessioni e quanto possono far male le scelte errate degli investigatori. Alcuni personaggi subiranno perdite terribili per colpa di un freddo e spietato killer. Gli uomini della polizia sono descritti come infaticabili difensori della giustizia pronti a pagare prezzi altissimi pur di raggiungere la verità e catturare definitivamente lo spietato killer. Gli autori sono molto abili nel creare le atmosfere di terrore e le situazioni ad altissima tensione, riuscendo a tenere il lettore attaccato al libro fino alla fine, quando si renderà conto che presto Joona si ritroverà a combattere ancora la sua battaglia per la giustizia. Un libro per gli amanti delle storie estreme, piene di sofferenze e terrore, raccontate con un ritmo elevatissimo, con emozioni forti che si susseguono senza sosta.

La vacanza ideale

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Titolo: La vacanza ideale

Autore: Claire Douglas

Editore: Nord

Traduzione: Francesca Toticchi

Una coppia di giovani sposi riceve un regalo inaspettato. Uno scambio di casa per una settimana. Libby e Jaime sono sposati da nove mesi e il loro matrimonio non sta andando come previsto. Qualche difficoltà di troppo rende la loro vita poco soddisfacente. Abitano in un piccolo appartamento a Bath e ricevere la proposta di scambiare il loro appartamentino per una settimana con una splendida villa in Cornovaglia è una bella novità del tutto inaspettata. E’ il momento giusto per sparire per qualche giorno da Bath dove suo malgrado Libby è diventata famosa per alcune foto sui giornali locali dopo aver salvato un suo alunno da un incendio scoppiato nella scuola dove insegna. Libby ha paura che la notorietà possa in qualche modo riaprire i riflettori sulla sua vita passata da cui sta cercando di fuggire. Libby e Jaime arrivano nella villa che appare in tutto il suo splendore. Ma c’è qualcosa che non quadra, nessuno del vicinato è stato avvisato dai proprietari della villa che ci sarebbero stati degli ospiti per una settimana. Iniziano ad accadere una serie di piccoli incidenti che non sembrano essere casuali, ma provocati da qualcuno che vuole rovinare la vacanza ai due giovani ospiti. Libby è convinta che ci sia qualcuno che di proposito vuole spaventarla ma non riesce a trovare alcuna prova che possa avvalorare i suoi timori.

Gli incidenti e gli imprevisti continuano anche quando la coppia torna nel loro appartamento di città. A quel punto Libby non ha più dubbi. Qualcuno che conosce il suo segreto è riuscito a trovarla e lei dovrà fare i conti con il suo passato.

Il libro inizia in modo tranquillo e lineare, poi la tensione comincia a salire, il ritmo del racconto cresce, la storia diventa sempre più misteriosa e intricata. La trama è basata su una idea originale e interessante, che si sviluppa in modo inedito e sorprendente. La storia è scritta in modo lineare fino a quando il passato ed il presente di Libby si ritrovano. A quel punto seguire la trama diventa un buon allenamento per la reattività della mente del lettore. Una storia sviluppata su due piani temporali, con continui richiami al passato durante gli eventi del presente.

Claire Douglas è una giornalista con la passione per la narrativa, in particolare per i thriller, genere in cui dimostra le sue qualità narrative. Il libro parla di errori di gioventù, di amicizie frettolose e superficiali, delle difficoltà della vita, di bugie e di vendette, di quanto sia difficile costruire una vita dignitosa e quanto sia facile distruggere tutto. Insegna alla fine a non darsi mai per vinti e che nella vita se si vuole una cosa veramente bisogna lottare con tutte le proprie forze per riuscire ad ottenerla. Claire Douglas è brava a non far trapelare nulla di quello che accadrà e riesce sempre a mantenere alta l’attenzione del lettore che è portato a leggere senza interruzione per arrivare a scoprire la fine della storia. Finale per nulla scontato, anzi.

La resa dei conti

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Titolo: La resa dei Conti

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari e Sara Prencipe

“La resa dei conti” è l’ultima fatica di John Grisham, uno dei maestri contemporanei del thriller.

La storia inizia nel 1946 ed è ambientata nello stato del Mississippi. Un agricoltore, Pete Banning, uno dei principali produttori di cotone della zona, cittadino esemplare, eroe di guerra pluridecorato, uccide a sangue freddo il reverendo Dexter Bell della locale chiesa metodista, frequentata da tutta la comunità. La mattina dell’omicidio, Pete è uscito da casa armato, con la determinazione di uccidere Dexter. Nessuno è al corrente di precedenti tra i due che potessero in qualche modo giustificare un gesto di tale portata. Banning dopo l’omicidio si lascia arrestare, è tranquillo, dice che ha fatto quello che doveva e che non ha niente da dire. Non collabora con le autorità e con il suo avvocato per spiegare il motivo del suo gesto, continuando a ripetere “non ho niente da dire”. E sarà così per tutto il processo che lo vedrà condannato alla sedia elettrica. Banning porta con sé nella tomba il motivo che lo ha spinto ad uccidere. La storia continua con la causa che la famiglia di Bell intenta contro la famiglia di Banning per ottenere il risarcimento dei danni che in questi casi spetta alla famiglia della vittima. Anche in questo caso la battaglia legale non avrà esiti a sorpresa, nessun testimone segreto, nessun colpo da maestro da parte degli avvocati della famiglia Banning. Per scoprire i motivi del folle gesto di Pete sarà necessario ricostruire gli eventi della Seconda Guerra Mondiale sul fronte del Pacifico, nelle Filippine, dove tutti i soldati americani vissero momenti durissimi e drammatici in condizioni di vita estremamente dure.

John Grisham ha voluto utilizzare la storia tra Banning e Bell per offrire ai lettori la sua ricostruzione dei fatti accaduti nelle Filippine e raccontare le terribili sofferenze inflitte ai soldati americani da parte delle truppe giapponesi. La parte legale raccontata nel libro passa quasi in secondo piano rispetto alla vicenda umana di Pete legata al suo passato di soldato. La violenza subita ha lasciato il segno in Banning che continuerà a pensare da soldato anche quando la guerra sarà finita, cercando l’unica vendetta possibile che un soldato cerca contro il nemico.

Il libro conferma la grande abilità di Grisham come scrittore sia quando racconta le condizioni di vita del Mississippi nel 1940 che le vicende avvenute nelle Filippine o le vicende processuali. Nelle note alla fine del libro Grisham dice di essersi ispirato ad un fatto vero che gli è stato raccontato e che lo ha interessato e portato a scrivere questo libro. Il fatto richiamato da Grisham risale agli anni trenta, quindi senza nessun collegamento con le vicende avvenute nella seconda guerra mondiale. E’ evidente che Grisham ha un profondo rispetto per i soldati americani che hanno combattuto in tutto il mondo ed ha voluti omaggiarli in questo libro.

La rete ombra

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Titolo: La rete ombra

Autore: Giovanni Ziccardi

Editore: Marsilio

Giovanni Ziccardi insegna Informatica giuridica e Criminalità informatica. Quindi ha una profonda conoscenza delle tecnologie legate ad Internet ed alle telecomunicazioni oltre che degli ambienti legati alla criminalità. Chi più adatto di lui per scrivere un thriller tecnologico ?

“La rete ombra” è un thriller con protagonista Alessandro Correnti che rimette i panni di avvocato per difendere una sua vecchia cliente, dopo aver dismesso i panni di “Deus” uno degli hacker più famosi al mondo. Durante l’udienza del processo compare in aula a sorpresa “Nemesys” un famoso ladro di identità cinese che gli consegna una busta e sparisce in un attimo. Da questo incontro improvviso e brevissimo, avranno inizio una serie di avventure che vedranno come protagonisti l’avvocato Correnti ed il suo giovane assistente Massimo Foresta, coinvolti loro malgrado in una storia mozzafiato tra droni, stalker, hacker cinesi, spie, agenti del Mossad, poliziotti, informatici di vario tipo. La vita di Alessandro Correnti, del suo assistente e la cerchia delle sue amicizie più intime saranno messe a rischio da una vera e propria guerra che sta per scatenarsi per le vie di Milano. “Deus” tornerà in azione insieme alla comunità di “hacker” legata alla vita passata di Correnti a difesa della comunità. Una immersione nella tecnologia e nel suo utilizzo avanzato che spesso e volentieri sfocia nel crimine e in attività pericolosissime per coloro che sono presi di mira dai criminali informatici. Un libro che piacerà soprattutto a coloro che sono appassionati di informatica e di tecnologia. Giovanni Ziccardi riesce a intrecciare una trama articolata e sempre in evoluzione di eventi criminali che hanno sempre un rilevante aspetto tecnologico e questa miscela rende il racconto intenso ed intrigante. Ziccardi dimostra di conoscere bene il mondo degli “hacker” di cui ha una visione quasi romantica, in cui gli “hacker” sono buoni e lavorano per la sicurezza dei comuni cittadini, contro invece i cattivi, che non sono “hacker” ma semplici delinquenti, che utilizzano le tecnologie per scopi criminali. La copertina del libro è disegnata con una grafica da fumetto poliziesco ed è molto adatta al contenuto del libro.

Il professore

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Titolo: Il professore

Autore: John Katzenbach

Editore: Fazi

Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2011 con il titolo originale “What comes next” che è molto più aderente alla storia rispetto al titolo “Il professore” dell’edizione italiana, di recente ripubblicata.

Il libro racconta del rapimento di Jennifer, una giovane di 16 anni vittima di Linda e Michael, “imprenditori” dei media e proprietari di un sito internet dal nome “whatcomesnext.com”, che trasmette a pagamento le riprese di giovani donne chiuse in una stanza che subiscono maltrattamenti di vario tipo.

Jennifer viene rapita nel quartiere dove vive il professore Adrian Thomas, vedovo da tre anni, a cui hanno diagnosticano una malattia degenerativa per la quale non c’è cura e che non gli lascerà scampo in breve tempo. Il professore rimasto solo al mondo, spaventato dalla prospettiva della malattia, sta per mettere in pratica il suo piano suicida, quando si rende conto che ha assistito al rapimento di una ragazza e che deve fare qualcosa per salvarla. La storia si svolge tra le allucinazioni ed i momenti di lucidità del professore, che farà di tutto per salvare la povera Jennifer, intrappolata in un perverso e violento business reso possibile da internet e dalle nuove tecnologie.

Il libro è un thriller originale ed inedito, forse un po’ lento nelle parti che raccontano cosa passa per la testa del professore durante le sue allucinazioni. La storia racconta i limiti della società contemporanea, in cui nessuno ha molto tempo per occuparsi di chi, come il professore e Jennifer, è rimasto solo con i propri problemi. Il professore rimasto vedovo. solo e malato, Jennifer preda dei suoi problemi familiari per via della scomparsa prematura del padre e la madre che ha un nuovo compagno. Il libro descrive anche il livello di perversione della nostra società, con persone disposte a pagare cifre elevate per assistere dal vivo alla vita in catene di una ragazza, oltre che il livello di immoralità di chi organizza il rapimento, le riprese ed i maltrattamenti, per farne una occasione di guadagno. Il libro offre anche spesso il punto di vista degli spettatori delle immagini trasmesse della vita di Jennifer prigioniera, come ulteriore spunto di originalità e di complessità del libro. Un libro che descrive la complicazione della mente umana, le sue malattie e le perversioni a cui si può arrivare quando la ragione è sconfitta dagli istinti peggiori.

So chi sei

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Titolo: So chi sei

Autore: Elisabeth Noreback

Editore: Nord

Un thriller psicologico con tre donne protagoniste.

Stella Widstrand è una psicoterapeuta professionista, sposata con un figlio, apparentemente sembra una donna realizzata e felice. Ma la sua vita è stata segnata da un evento terribile. Vent’anni prima era scomparsa sua figlia di un anno durante una vacanza al mare. Le indagini non avevano portato a nessun risultato e la bambina fu dichiarata deceduta per annegamento anche in mancanza del ritrovamento del corpo. Vent’anni dopo, allo studio di Stella, si presenta una nuova paziente. Stella non ha dubbi, quella ragazza è sua figlia Alice, scomparsa quel giorno disgraziato al mare.

Isabelle Karlsson è una giovane studentessa universitaria. Frequenta l’Università a Stoccolma, dopo varie discussioni in casa. Sta attraversando un brutto periodo, suo padre è morto da poco e la madre le ha comunicato che quello non era il suo padre biologico ma il padre adottivo. Isabelle rimane turbata e per superare le difficoltà decide di andare da una psicoterapeuta.

Kerstin è la madre di Isabelle Karlsson, ha dedicato a lei tutta la vita ed ora teme che qualcuno possa portargliela via.

Il libro parte lento e rimane tale fino a circa metà quando il racconto prende un buon ritmo e gli eventi si susseguono in un crescendo molto coinvolgente. Nel romanzo nulla è come sembra, le gesta delle tre protagoniste sono raccontate per apparire diverse da quelle che sono nella sostanza. La verità sarà scoperta solo quando una delle protagoniste la racconterà. Il lettore è completamente in balia del racconto, che rimane sempre verosimile senza cadere nell’esagerato. La psicologia delle tre protagoniste è raccontata in modo preciso. Le angosce di Stella, la fredda volontà di Isabelle, la determinata e apparentemente razionale intenzione di Kerstin di non farsi portare vie quello che ha di più caro. Il libro descrive una società svedese piuttosto insensibile alle vicende narrate. Le forze di Polizia fanno la figura di essere quantomeno distratte, per come hanno condotto le indagini sulla scomparsa della piccola Aurora e a come stanno conducendo le indagini sui presunti comportamenti strani di una delle protagoniste.

Il marito di Stella viene descritto come un uomo poco sensibile e quasi per nulla interessato alla sorte della moglie. Non ci fà una bella figura, ma forse il suo comportamento è in linea con la media dei comportamenti dei mariti dei nostri tempi, tante distrazioni e maggiore attenzione al proprio smartphone che alle sorti della coniuge.

Il libro “So chi sei” arricchisce il numero di romanzi scritti da ingegneri. La biografia disponibile di Elisabeth Noreback non fornisce molti particolari. Sono sempre piacevolmente sorpreso quando scopro romanzi scritti da autori che hanno scelto studi e carriere che nulla hanno a che vedere con la scrittura. In questi casi credo che il risultato editoriale sia più frutto dell’applicazione che del talento e questa cosa rafforza la mia convinzione che nella vita tutti possono raggiungere la meta che si desidera, basta applicarsi con tutte le proprie forze.

Bella la copertina con un volto di giovane donna che si intravede nei caratteri con cui è scritto il titolo del libro.

Donne che non perdonano

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Titolo: Donne che non perdonano

Autore. Camilla Läckberg

Editore: Einaudi

Tre storie di donne che subiscono violenze domestiche.

Ingrid è felicemente sposata con il direttore del più importante magazine svedese. Ha abbandonato la sua carriera di giornalista per facilitare la carriera del marito. Scopre che il marito la tradisce e la sua vita diventa un incubo.

Viktoria è stata la donna di un importante malavitoso russo, viveva nel lusso più sfrenato, ma dopo l’uccisione del marito è dovuta scappare dalla Russia per rifugiarsi in Svezia e sposarsi con un uomo che la ha costretta ad una vita di sopraffazioni e di violenza.

Birgitta è una maestra elementare che evita di curarsi un tumore al seno per non mostrare i segni delle violenze che è costretta a subire dal marito.

Le tre donne hanno in comune una vita rovinata dai rispettivi mariti. Queste donne decidono di ribellarsi, di porre fine alle continue violenze, di trovare una soluzione per interrompere le sofferenze. Cercano qualche idea su internet ed immancabilmente trovano un sito di aiuto e sostegno per le donne che subiscono violenze. Tutto cambierà, per loro ma soprattutto per i mariti.

Un libro breve, scritto in modo diretto e lineare, con una trama ben congegnata e con una sequenza di eventi ben ritmata. Le tre storie si intrecciano in modo ordinato, senza creare alcuna confusione.

Il libro è attuale, siamo ai tempi di Me Too, le donne stanno dicendo basta al dominio dei maschi in tutti i settori, dal lavoro alle mura domestiche. Le donne sono passate al contrattacco, vogliono che i colpevoli vengano puniti dalla legge. E se la legge non arriva ci pensano da sole. Come nel libro “Donne che non perdonano”.  Attenti uomini violenti, il vento è cambiato per sempre, indietro non si torna.

Il libro mostra una Svezia che non è proprio quel paradiso sociale che noi mediterranei abbiamo come riferimento per una società avanzata, civile, tollerante e pacifica. Il quadro che emerge dall’ultimo libro di Camilla Läckberg è piuttosto allarmante, viene descritto un degrado sociale degno di un paese sottosviluppato e non avanzato come la Svezia. O la scrittrice ha esagerato per dare al suo racconto maggiore enfasi, oppure non tutto è come ci è stato descritto.

La tirannia della farfalla

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Titolo: La Tirannia della farfalla

Autore: Frank Schätzing

Editore: Editrice Nord

Frank Schätzing è uno scrittore eclettico e capace di affrontare con capacità e grande competenza la materia trattata, sempre diversa per ogni suo romanzo. Le sue opere vanno dal romanzo storico, al thriller politico, al thriller terroristico, al disastro ecologico marino, ad una avventura tra la terra e la luna, fino ad un vero e proprio trattato sulla storia dell’evoluzione della vita sulla terra scritto con l’autorevolezza di un divulgatore scientifico.

La sua ultima fatica è “La tirannia della farfalla”, un libro monumentale, dalla trama complessa, ambientato in California, terra di meraviglie tecnologiche e di invenzioni che stanno segnando il progresso dell’umanità.

Un’ auto viene ritrovata abbandonata contro un albero, una donna scappando dalla vettura è morta cadendo in un crepaccio. Attorno alla vettura impronte di una persona, presumibilmente un uomo. Tutto lascia credere che non sia stata una disgrazia ma un omicidio. La vittima è una importante dipendente della ditta Nordvisk, una delle principali aziende del mondo che si occupano di innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e tutto ciò che ci può essere all’avanguardia nei giorni nostri. Un colosso californiano al pari dei più grandi e famosi marchi informatici. Lo sceriffo Luther Opoku inizia le indagini che inevitabilmente vanno a coinvolgere proprio la Nordvisk, grazie a dei video registrati in una chiavetta USB ritrovata nella vettura che si è schiantata contro l’albero. Le indagini coinvolgono fin da subito i vertici aziendali, a dimostrare l’importanza dei fatti avvenuti la sera dell’incidente.

Inizia una avventura tra computer quantistici, universi paralleli, insetti utilizzati come armi, proiezione di un futuro in cui macchine, programmi di intelligenza artificiale saranno utilizzati per scopi diversi da quelli per cui erano stati concepiti e porteranno l’intera umanità verso un futuro non previsto.

Un libro che conferma l’idea dell’autore che il mondo per colpa dell’uomo sta andando verso una catastrofe, che potrà essere dovuta alle guerre o all’inquinamento ma quasi sempre per colpa dell’errato utilizzo delle tecnologie inventate dall’uomo stesso inizialmente per risolvere i problemi e migliorare le condizioni di vita sulla terra, poi sviluppate per ottenere profitti o per sopraffare gli avversari. Un libro ben scritto e documentato sul piano tecnico/scientifico, che conferma la grande familiarità di Frank Schätzing con la tecnologia, la capacità di prevedere il futuro e le direzioni che potranno essere prese dalle innovazioni tecnologiche, raccontando il tutto in modo dettagliato ed analitico, ma anche con passione e competenza. La visione pessimistica del futuro è uno dei messaggi che l’autore vuole dare, ossia di non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per l’innovazione, ma avere sempre la consapevolezza che l’utilizzo errato delle meraviglie tecnologiche non ci risparmierà dalla catastrofe, se l’uomo non cambierà modo di fare e di pensare.

Un libro di dimensioni importanti che richiede un certo sforzo da parte del lettore per finirlo in tempi brevi, per rimanere attratti dalla trama senza perdere il filo della storia.  Un libro da leggere con impegno ed attenzione. Sconsigliato come lettura serale prima di addormentarsi.

Ephemera

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Titolo: Ephemera

Autore: James Hazel

Editore: Longanesi

L’autore di questo thriller, James Hazel, è un avvocato che ha lasciato la sua attività nel campo legale per dedicarsi alla scrittura. Solo per questo ha guadagnato tutta la mia simpatia, prima ancora di aver letto il libro, per il coraggio che ha avuto nel seguire le sue aspirazioni lasciando la strada che la ragione gli aveva fatto intraprendere.

Ephemera è il suo primo romanzo ed è un esordio con i fuochi d’artificio per gli appassionati del genere thriller. La storia è basata su due piani temporali, il primo nel 1945 nel periodo immediatamente successivo al termine della Seconda Guerra Mondiale ed il secondo ai giorni d’oggi.

Nel 1945 il colonnello dei servizi segreti britannici Alber Ruck riceve l’incarico di interrogare un medico nazista autore di molti esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento di Buchenwald, alla ricerca di un veleno che infliggesse una morte non immediata con sofferenze fortissime. Il medico dopo pochi giorni viene ucciso e le indagini si fermano subito. Ma il colonnello Ruck prosegue le sue attività che avranno una importanza fondamentale nella costruzione della storia.

Ai giorni d’oggi, l’avvocato Charlie Priest viene aggredito in casa da un uomo alla ricerca di una chiavetta USB. Priest riesce a liberarsi dell’aggressore che fugge dalla casa senza aver rubato nulla. L’aggressore viene trovato ucciso in modo terribile subito l’aggressione a Priest. Le modalità della morte lasciano pensare ad un rituale iniziatico. L’aggressore si chiama Mils Ellinder, un tossicodipendente appartenente ad una ricchissima famiglia che controlla una delle principali case farmaceutiche inglesi. Priest viene subito sospettato di essere coinvolto nell’omicidio di Ellinder e per dimostrare la sua innocenza inizia la sua personale indagine che lo porterà sulle tracce di una  misteriosa setta segreta.

Ha inizio una avventura mozzafiato raccontata con maestria e ritmo. Il racconto, con l’intreccio tra passato e presente, dosato con grande tempismo, è sempre molto coinvolgente con personaggi ben delineati e credibili. Il tema dell’olocausto, ben presente nella storia, è trattato con misura ed equilibrio. L’avventura nel presente ha qualche tratto horror necessario per meglio rappresentare l’aberrazione umana che è alla base della storia. Personaggi, relazioni all’interno delle loro famiglie, luoghi ed azioni sono resi molto bene dall’autore che ha inventato una trama originale, basata su fatti storici realistici, descritti con grande abilità, così come gli intrecci sentimentali dei protagonisti, sia della storia passata che di quella ambientata nel presente.

Ephemera è senza dubbio uno dei migliori thriller che ho letto negli ultimi tempi. Alla fine del libro resta il compiacimento per aver vissuto una avventura fantastica con un pizzico di dispiacere per aver terminato la lettura. Ma una nota dell’autore dice chiaramente che sta lavorando alle prossime avventure dell’avvocato Priest. Non resta che attendere con impazienza l’uscita dei nuovi libri.

Morte di uno scrittore

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Titolo: Morte di uno scrittore

Autore: Hakan Nesser

Editore: Guanda

Il famoso scrittore Germund Rein muore in circostanze misteriose, probabilmente suicida, ma il cadavere non viene ritrovato e molte domande restano senza risposta. David Moerk è il traduttore di tutti i libri di Rein e tramite il suo editore entra in possesso del manoscritto dell’ultimo libro di Rein, che per espressa volontà dell’autore, deve essere pubblicato non in lingua originale e Moerk dovrà essere il traduttore.

Oltre a David Moerk e Germund Rein, lo scrittore scomparso, il libro ha per protagonista Ewa, la ex moglie di Moerk, sparita dopo la separazione dal marito, avvenuta in circostanze drammatiche.

Moerk sarà impegnato nella ricerca della sua ex moglie e nella traduzione del libro che presto diventerà una specie di indagine per scoprire le vere circostanze della morte dello scrittore. Moerk troverà degli indizi che lo porteranno dove non avrebbe mai immaginato.

La storia procede in modo lineare, senza colpi di scena o avventure mirabolanti, quasi con lentezza, senza fretta, seguendo lo stile lavorativo di Moerk, un persona a cui piace lavorare con comodo, seguendo i suoi ritmi, dividendo equamente il tempo tra il lavoro, le ricerche della moglie e le bevute al bar, complemento indispensabile per tirarsi su e non subire troppo la vita solitaria che si è imposto dopo la separazione dalla moglie.

Lo stile di Nesser è molto chiaro ed elegante, descrive in modo semplice ma efficace le vicende, coinvolgendo il lettore senza ricorrere ad una trama fitta ed incalzante, ma con una scrittura che dosa sapientemente le vicende senza concendere indizi, per arrivare ad una conclusione del racconto del tutto inaspettata.

Il gioco della trama è proprio quello di confondere il lettore e fargli credere il contrario di quello che è in realtà.

Solo alla fine del libro il lettore scoprirà cose è vero e cosa è falso, rimanendo stupito per non aver percepito minimamente l’epilogo della storia. Il libro è scritto in prima persona con Moerk come narratore. Questa scelta dà molta forza al racconto e facilita il compito che si è dato l’autore di portare il lettore dove vuole.

La Svezia ancora una volta stupisce per la qualità dei suoi scrittori e per la loro capacità di produrre thriller di ottimo livello con una sorprendente continuità.