L’intruso

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Titolo: L’intruso

Autore: Tana French

Editore: Einaudi

Traduzione: Alfredo Colitto

Gli investigatori Antoniette Conway e Stephen Moran della squadra omicidi di Dublino si trovano ad indagare sulla morte di una ragazza, Aislinn Murray, trovata cadavere nella sua abitazione. La sua fine è stata provocata da un pugno che l’ha stordita e nella caduta la testa ha sbattuto contro il caminetto che le ha provocato la ferita fatale. Sembra un litigio tra due innamorati che ha avuto una conclusione tragica, ma gli investigatori sono abituati ad evitare conclusioni affrettate.
Le indagini conducono verso il presunto fidanzato della ragazza, un certo Rory Fallen, un uomo che gestisce una libreria, con cui Aislinn aveva un appuntamento la sera in cui è morta. La tavola apparecchiata, la casa ordinata e pulita, tutto lascia immaginare ad una cena romantica finita male. Il giovane Rory viene convocato dagli investigatori che cominciano ad interrogarlo. I due investigatori Conway e Moran sono affiancati nelle indagini dal detective Breslin, che ha avuto dal capo della sezione l’ordine di collaborare con i due titolari dell’indagine per aiutarli nella risoluzione del caso. L’indagine si presenta lunga e complicata e gli investigatori si troveranno a fronteggiare una situazione molto complicata che potrà mettere a repentaglio le loro carriere. Il comportamento di Rory è ambiguo e poco lineare, le sue risposte poco convincenti e gli investigatori presto si convinceranno che proprio lui è il probabile colpevole. Ma alcuni episodi avvenuti all’interno della squadra omicidi consigliano prudenza e gli investigatori saranno costretti ad approfondire alcuni aspetti dell’indagine che prenderà direzioni del tutto inaspettate. Le indagini prendono in considerazione la presenza di una seconda persona sulla scena del crimine, per l’appunto “L’intruso”.

La storia è narrata in prima persona da Antoniette Conway, che racconta in dettaglio la sua storia, la storia di Aislinn e tutte le ripercussioni psicologiche che il lavoro di investigatore ha nella vita privata dei poliziotti. Soprattutto come nel caso di Antoniette che non è benvoluta dalla squadra in cui lavora al punto che sta pensando di abbandonarla. Dublino si rivela una città moderna con tante storie di solitudine e di difficoltà sociale, spesso sottovalutate dalle altre persone, impegnate a seguire il corso della propria vita.

“L’intruso” ha una trama complessa pur avendo un numero limitato di personaggi ma Tana French si dimostra molto abile nell’invenzione dell’intreccio, nei cambi di scenario, nelle soluzioni improvvise.

Una parte importante della storia è dedicata agli interrogatori, descrive le tecniche con cui sono condotti, per arrivare a far dire agli interrogati tutto quello che sanno ed anche quello che non vorrebbero dire, lavorando di fino sulla psicologia delle persone e sulla loro condizione di paura e di tensione dovuta alle ripercussioni che potrebbero avere risposte sbagliate.

Anche la vita di relazione tra poliziotti è parte importante del romanzo, con rapporti tra colleghi non sempre trasparenti ed al di sopra di ogni sospetto ed interesse.

La scrittura in prima persona con la protagonista che è la voce narrante, rende le emozioni, le paure e lo stress dei poliziotti in modo molto realistico e veritiero. La protagonista si rivela essere un personaggio difficile, inedito e non sempre facile da definire.

Una storia che sembra prendere strade sempre diverse e che solo alle ultimissime pagine rivelerà il vero colpevole. Un libro per gli amanti del genere che dovranno sostenere una prova consistente date le 624 pagine.

Il tempo della vendetta

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Titolo: Il tempo della Vendetta

Autore: Yrsa Sigurdardottir

Editore: Mondadori

Traduzione dall’inglese: Stefano Massaron

Il tempo della vendetta è l’ultimo libro scritto da Yrsa Sigurdardottir, ingegnere civile islandese che si è dedicata alla scrittura dopo alcuni anni di professione. Ho scritto un post sugli ingegneri scrittori, categoria che seguo con grande interesse e Yrsa è sicuramente un esempio moderno di come si possa diventare buoni scrittori dopo aver studiato discipline molto lontane da quelle letterarie.

Una bambina viene uccisa a Reykjavík, frequentava la scuola media. Dopo dodici anni, viene ritrovata una “capsula del tempo”, ossia una scatola in cui un gruppo di alunni, aveva inserito delle lettere in cui descrivevano come sarebbe stata l’Islanda nel 2016. Una lettera è diversa dalle altre, è anonima e riporta un messaggio terrificante “Le seguenti persone moriranno: K, S, BT, JJ, AV e I. Nessuno sentirà la loro mancanza. Io meno di tutti. Non vedo l’ora.” La macabra anticipazione fa scattare le indagini della polizia che vengono assegnate al detective Huldar ed alla collega psicologa Freya. I due come prima cosa cercano di definire il profilo dell’autore del messaggio. Tutto sembra confermare che la lettera è solo uno scherzo di cattivo gusto di qualche ragazzo in vena di scrivere stupidaggini, quando vengono ritrovate due mani violentemente segate dal corpo a cui appartenevano. Del corpo nessuna traccia. Le indagini portano ad identificare la vittima le cui iniziali sono comprese tra quelle del macabro messaggio trovato nella capsula del tempo. Seguiranno altri crimini le cui vittime hanno le iniziali comprese nell’elenco. Si scatena una vera e propria gara contro il tempo per fermare la carneficina.

La storia è narrata dalla Sigurdardottir con uno stile essenziale, un ritmo incalzante, una trama intricata, capace di affascinare il lettore e di sorprenderlo continuamente. Una storia di una serie di crimini commessi con freddezza e malvagità assoluta da parte di una mente che ha lo scopo principale di uccidere costringendo la vittima a provare il dolore giù grande possibile, unica giustificazione alle irrituali modalità con cui avvengono gli omicidi. I protagonisti sono personaggi privi di fascino particolare, persone normali, con i loro pregi e difetti, coinvolti in una storia crudele iniziata anni prima e che continua a generare violenza e vittime. Alcuni protagonisti hanno passati pesanti di violenze e sofferenze familiari in tenera età. Il libro traccia un quadro della società islandese non proprio idilliaco, con violenze domestiche molto più diffuse di quanto si possa immaginare, con pesanti ripercussioni sulle vite future delle vittime. La maggior parte dei romanzi che arrivano dai paesi nordici sono thriller e libri gialli che raccontano storie che spesso hanno origine da violenze subite dai protagonisti in famiglia o in età adolescenziale. Non che gli altri paesi non abbiano questo tipo di problemi, ma a leggere la produzione letteraria, sembra che in questi paesi la violenza domestica sia un problema irrisolto dall’innegabile progresso sociale che questi paesi hanno raggiunto.

La segretaria

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Titolo: La segretaria

Autore: Renée Knight

Editore: Piemme

Traduzione: Rachele Salerno

Renée Knight è alla sua seconda prova come autrice di thriller psicologici. La segretaria è narrato in prima persona dalla protagonista e la scelta aumenta la presa sul lettore che viene coinvolto subito dalla trama accattivante del romanzo

Christine Butcher è una giovane segretaria di 25 anni, ha voglia di imparare, è ambiziosa, vorrebbe fare carriera, ma non ha una preparazione adeguata, non si sente all’altezza delle migliori. Ma quando ha la possibilità di diventare assistente personale di Mina Appleton, la carismatica e potente figlia del proprietario dell’omonima catena di supermercati della Gran Bretagna, non si lascia sfuggire l’occasione e trova la grinta ed il coraggio per essere scelta.

Mina Appleton è una donna forte e determinata negli affari, quando deve raggiungere uno dei suoi obiettivi non si lascia condizionare dai sentimenti o principi ma la sua immagine pubblica è quella della donna affascinante e di classe che svolge il suo lavoro con dedizione e forte senso etico.

Christine è affascinata da Mina, la vede come una divinità da adorare e fa di tutto per apparire ai suoi occhi efficiente ed affidabile. La storia racconta i 18 anni passati da Christine come segretaria di Mina Appleton, sempre pronta a tutto per soddisfare le esigenze della sua “boss”. Christine dedica completamente la sua vita a Mina, viene lasciata dal marito per colpa della sua dedizione al lavoro e anche la figlia abbandona la madre per andare a vivere con il padre, sempre per colpa del suo attaccamento al lavoro.

Tutto sembra andare bene fino a quando durante una ricorrenza in onore del padre di Mina, morto dopo essere stato allontanato dal comando dell’azienda dalla stessa Mina con la complicità di Christine, un fornitore si presenta sul luogo dell’evento per affrontare Mina, colpevole a suo dire del fallimento della sua azienda agricola, storica fornitrice della catena di supermercati Appleton. Da qui inizia la seconda parte del libro, decisamente più coinvolgente rispetto alla prima, dove le cose cambiano decisamente direzione per i protagonisti.

La storia è scritta in modo lineare e scorrevole, i tratti dei protagonisti sono descritti con molta precisione, mettendo bene in evidenza alcuni aspetti delle relazioni tra persone che lavorano insieme ma con posizioni sociali molto diverse. La figura di Mina, imprenditrice di successo, ambiziosa, bella, intelligente e affascinate, è l’opposto di quella di Christine, modesta, priva di personalità, quasi succube del ruolo, entrambe bisognose una dell’altra, Mina per superare le sue iperattive giornate lavorative con l’aiuto di una collaboratrice affidabile, l’altra per colmare l’insoddisfazione della vita che sta vivendo. Christine rimane vittima di sé stessa, della tendenza a considerare importante solo l’affermazione professionale, trascurando ogni altro aspetto della propria vita.

Questo libro mi da l’occasione di parlare di uno dei temi che personalmente mi sta più a cuore. Ossia quanto siamo disposti a sacrificare della nostra vita privata per il lavoro, per mantenerlo, per fare carriera? E’ giusto trascurare la propria famiglia ed i propri affetti per soddisfare le proprie ambizioni personali?

Personalmente mi ritrovo in una massima di A.P.J. Abdul Kalam, uomo politico indiano, undicesimo presidente dell’India dal 2002 al 2007, noto per le sue idee non convenzionali. La massima dice:

“Ama il tuo lavoro, ma non amare la tua azienda perché non puoi sapere quando lei smetterà di amarti”.

Mai come ora la frase pone un tema molto attuale. La situazione economica è cambiata moltissimo rispetto ai decenni precedenti, il lavoro nelle aziende è diventato molto instabile e spesso ci sono cambiamenti organizzativi nelle aziende, sia per cambi di strategia o per cambi di proprietà, resi necessari dalle disastrate condizioni economiche in cui sono ridotte le aziende per gli errori della proprietà o dei manager. In questi cambiamenti forzati spesso sono persone dalla carriera ineccepibile a pagarne le conseguenze, senza poter in alcun modo far valere i meriti pregressi, trovandosi magari tra gli esclusi dal nuovo corso per via degli inevitabili tagli che le riorganizzazioni comportano. Ad essere troppo attaccati alla azienda per cui si lavora si rischia di perdere delle opportunità di cambiamento o di sacrificare per il lavoro una parte importante della propria vita.

Ognuno di noi dovrebbe dare al lavoro la giusta importanza e la giusta collocazione tra i vari interessi, insieme alla famiglia, alle amicizie, alla propria crescita personale. Siamo persone, non automi o risorse produttive. Abbiamo il dovere di lavorare con impegno per chi ci paga lo stipendio ma abbiamo anche il diritto di essere rispettati per quello che siamo. Ed a pagare dovrebbero essere i veri responsabili delle crisi aziendali. Sarebbe bello.

L’uomo delle castagne

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Titolo: L’uomo delle castagne

Autore: Søren Sveistrup

Editore: Rizzoli

Traduzione: Bruno Berni

Campagna nella periferia di Copenaghen. Un maiale morto semi nascosto da un trattore attira le cornacchie che sorvolano i poveri resti dell’animale. Gli uccelli attirano l’attenzione di un agente di polizia che passa per caso da quelle parti. Conosce il proprietario della fattoria e sa che non avrebbe mai lasciato un animale morto in bella vista nella sua fattoria. C’è qualcosa che non quadra e l’agente decide di entrare in casa. Trova la porta di ingresso socchiusa, entra e vede l’inferno. Un cadavere mutilato ed altri corpi sparsi sul pavimento. Ispeziona tutto l’appartamento e quando arriva nell’ultima stanza trova centinaia di piccoli omini fatti con castagne e fiammiferi. Sono incompleti, storti, diversi uno dall’altro, è evidente che sono stati fatti dalle mani incerte di bambini.

Alcuni anni dopo inizia una serie di crimini che cominciano con il rapimento di una ragazzina e proseguono con il ritrovamento di donne uccise dopo aver subito mutilazioni terribili. In tutte le scene del crimine vengono ritrovati gli omini di castagne, uguali a quelli trovati tanti anni fa nella fattoria. Questo elemento ricorrente degli omini di castagne, accentua l’interesse del lettore, essendo un particolare macabro e funesto anche se frutto di un gioco di bambini. Non può che essere una specie di firma di una mente malata che si porta dietro i turbamenti di una infanzia segnata da violenze e soprusi.

Conducono le indagini due detective, Thulin ed Hess, due tipi tra loro completamente diversi che si trovano a lavorare insieme per la prima volta e dopo qualche difficoltà iniziale, il loro rapporto diventa sempre più saldo e collaborativo.

L’uomo delle castagne è un thriller mozzafiato, scritto in modo brillante, con una trama originale, un ritmo incalzante che non lascia respiro al lettore, con personaggi ben definiti e perfettamente aderenti al ruolo. La struttura della trama è piuttosto tradizionale, ossia un serial killer con un passato terribile, due storie parallele che andranno a confluire, una coppia di investigatori dalla vita privata complicata ma che non è parte della storia. Lo stile di scrittura è fluido, diretto, viene raccontato solo l’essenziale legato agli eventi della trama. Il racconto è ambientato in Danimarca, paese considerato molto civile con una organizzazione sociale che protegge e tutela le famiglie disagiate ed in difficoltà ma a quanto pare quanto previsto non è abbastanza per evitare violenze efferate sui ragazzini e sulle donne che nonostante tutto qui come altrove sono le vittime designate dei criminali.

La storia è affascinante nella sua crudeltà e racconta fatti terribili mantenendo una credibilità elevata in tutte le situazioni, quasi fosse il resoconto di fatti realmente accaduti. Il romanzo non si perde in lunghe dissertazioni psicologiche sulla vita dei protagonisti e sui loro disagi e questo va a vantaggio del ritmo e del coinvolgimento del lettore. Tutto il racconto si concentra sui fatti, sulle azioni, sulle emozioni ed il dolore che provano i personaggi.

Søren Sveistrup è al suo esordio come scrittore di romanzi, ma è un noto autore televisivo e sceneggiatore cinematografico. Quindi è comunque uno scrittore professionista. Ciò non toglie che il suo esordio da romanziere non poteva essere migliore.

L’altra donna

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Titolo: L’altra donna

Autore: Daniel Silva

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

L’altra donna è il titolo dell’ultimo libro di Daniel Silva che vede protagonista Gabriel Allon, ora divenuto il capo del Mossad, l’agenzia di intelligence per l’estero di Israele, il secondo servizio segreto più grande dei paesi occidentali, dopo la CIA.

La storia ha inizio a Vienna, una delle città europee preferite dai turisti per la sua storia, il suo romanticismo ma che per Allon rappresenta il peggior ricordo della sua vita, quando una esplosione provocò nel suo cuore e nella sua mente una ferita inguaribile.

Un disertore russo ha chiesto aiuto ai servizi israeliani di cui era un informatore. Doveva essere una operazione facile, ma qualcosa va storto e il russo viene ucciso a pochi metri dalla salvezza davanti agli agenti israeliani che avrebbero dovuto proteggerlo. Nel giro dell’intelligence occidentale tutti sono convinti che siano stati gli stessi israeliani ad uccidere il russo. Allan si convince subito che c’è una talpa nei servizi segreti occidentali coinvolti nell’operazione di Vienna ed è anche un personaggio che ha raggiunto una posizione di vertice dato che pochi funzionari di alto livello erano a conoscenza di quello che stava per accadere. Allan dovrà spendere tutta la sua autorevolezza per convincere i suoi alleati che i servizi israeliani sono estranei all’uccisione e per non vedere compromessi anni di alleanze da lui stesso costruite. Allan comincia la ricerca della talpa, prima di tutto tra i suoi uomini, poi tra i suoi alleati, alla scoperta di chi ha tradito per lavorare per i Russi, gli eterni nemici di Israele e di Allan.

Una storia dalla trama complicata, in cui i servizi segreti di mezzo mondo sono implicati in una vicenda piena di azioni, di eventi tragici e di elevata tensione, con fatti che si svolgono in varie parti del mondo e che hanno influenza in quello che avviene neo vari paesi del mondo focolai di guerre dichiarate e non. Il tutto raccontato da Daniel Silva in modo impeccabile e credibile. Le connessioni geopolitiche mondiali sono raccontate con grande credibilità e le vicende che riguardano i servizi dei vari paesi ed i comportamenti delle varie spie sono riportate in modo così veritiero che a tratti ci si dimentica che si sta leggendo un’opera di fantasia, quali sono tutti i romanzi, e non un resoconto di fatti realmente accaduti. Gabriel Allan è un protagonista dalla personalità carismatica ed unica, con un forte attaccamento alla sua nazione ed alla sua famiglia. La sua squadra di collaboratori è anch’essa composta da persone integerrime che non tradirebbero mai il proprio paese. Le squadre degli altri paesi occidentali appaiono meno affiatate ed affidabili, così come la stampa internazionale viene messa spesso alla berlina dalle parole che Silva fa dire ai suoi personaggi. Il mondo delle spie è un mondo dove non ci si può fidare di nessuno e dove l’inganno è la principale attività da applicare giornalmente. Per gli appassionati di spy story e di thriller questo libro, come gli altri di Daniel Silva, è una specie di parco giochi dove si può trovare tutto quello che il lettore spera di trovare.  Unica nota stonata la descrizione della preparazione di una pasta “cacio e pepe” da parte di Chiara, la moglie di Allan, dove tra gli ingredienti figurano anche l’olio e il burro ! Daniel Silva, scrivi di spie che è il tuo campo, ma lascia perdere la “cacio e pepe”, non è cosa tua.

Il Re di Denari

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Titolo: Il Re di Denari

Autore: Sandrone Dazieri

Editore: Mondadori

Colomba Caselli è un ex vicequestore di 35 anni che è stata messa a riposo dopo che uno sconosciuto ha cercato di ucciderla ed ha rapito Dante Torre, il suo grande amico cacciatore di persone scomparse, di cui si sono perse le tracce e che molti danno per morto. Colomba vive in un casolare nelle Marche evitando contatti con il mondo esterno, che si tratti di familiari, colleghi o amici, cercando di curare le sue ferite fisiche e mentali con la solitudine, soffrendo per la mancanza del suo amico Dante. Colomba rifiuta di credere che Dante sia morto e confida sempre nel suo ritrovamento.

Dopo una intensa nevicata, Colomba trova nel deposito della legna a fianco della sua abitazione un ragazzo autistico di nome Tommy, come indica il braccialetto che porta al polso, sconvolto dalla paura e sporco di sangue. Colomba lo carica sulla sua auto per riportarlo a casa ma si imbatte in un posto di blocco dove scopre che i genitori del ragazzo sono stati brutalmente uccisi. Tommy potrebbe essere testimone o il responsabile del terribile doppio omicidio. Colomba non ha alcuna ragione per interessarsi alle indagini ma non riesce a tirarsi fuori. Le modalità della strage dei genitori di Tommy ed il comportamento stesso del ragazzo, ricordano a Colomba il modo di operare del “Padre”, il rapitore e assassinio seriale da lei ucciso anni prima. C’è qualcuno che sta proseguendo il lavoro del “Padre” o Tommy rappresenta una pista che potrebbe portare Colomba a scoprire che fine ha fatto il suo amico Dante.

Inizia una avventura che diventa sempre più complessa con il passare delle pagine, con molte vittime e piena di episodi cruenti che vedono come protagonisti un gran numero di personaggi, tutti originali, ben caratterizzati sia come profilo psicologico che come personalità. La trama è complessa e articolata, con molti riferimenti ai fatti raccontati nei due libri che hanno preceduto “Re di denari”; ossia L’angelo e “Uccidi il Padre”, comunque ben spiegati ed inseriti nel racconto, che risulta comprensibile e chiaro anche senza aver letto i volumi precedenti. Lo stile di scrittura è asciutto, originale e ma nello stesso tempo dettagliato e preciso. L’attenzione del lettore rimane sempre altissima anche quando la trama di aggroviglia e i fatti si susseguono vorticosamente. Il libro tratta argomenti difficili come l’autismo, i problemi delle famiglie con figli con problemi fisici e psichici, la violenza presente in molti aspetti della nostra società, le false informazioni diffuse per coprire fatti di sangue di cui è meglio che le persone comuni non conoscano i retroscena. La trama colpisce per l’originalità delle storie personali dei vari protagonisti, così come sono inedite le storie criminali e le motivazioni che spingono alcuni personaggi ad agire con tanta violenza e crudeltà. In questo libro polizia e servizi segreti operano parallelamente con modalità poco convenzionali per aumentare la sensazione di mancanza di riferimenti che caratterizza la lettura. Colomba Caselli è una protagonista forte e di grande impatto. Ma tutti i protagonisti, nel bene e nel male, sono particolari e fuori dal comune, così come la storia e l’ambientazione del libro, che è uno dei migliori thriller italiani del momento.

Bianco Letale

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Titolo: Bianco Letale

Autore: Robert Galbraith

Editore: Salani

Traduzione: Valentina Daniele, Barbara Ronca, Laura Serra, Loredana Serratore

Il giovane Billy entra nell’agenzia investigativa di Cormoran Strike, parla in modo confuso, ha un aspetto sporco e trasandato, è pieno di tic nervosi. Nessun comportamento che contribuisca a dargli credibilità. Racconta un fatto accaduto tanti anni fa, quando era ancora bambino. Afferma di aver assistito ad un omicidio ma non è in grado di fornire altri particolari utili a capire meglio cosa stia dicendo. Cormoran si convince che ci sia un fondo di verità nel racconto dello strano personaggio ma non riesce ad interrogarlo perché Billy si dà alla fuga quando scopre che che sta per arrivare la polizia, chiamata da una segretaria dell’agenzia.

Cormoran Strike gestisce l’agenzia di investigazioni con la socia, in passato assistente, Robin Ellacott.  I due lavorano con grande intesa professionale mentre il loro rapporto personale è molto altalenante, fatto di alti e bassi, ciascuno alle prese con le difficoltà della propria vita sentimentale. Il lavoro di investigatore richiede grande dedizione e tanto tempo da impiegare nelle attività sul campo, indagini, interrogatori e pedinamenti, che non lasciano molto spazio alla propria vita privata, tanto meno alla risoluzione dei problemi sentimentali.

A pochi giorni dalla visita di Billy, Cormoran viene ingaggiato dal ministro della Cultura, Jasper Chiswell, che gli affida le indagini su due individui che lo stanno ricattando. Questo nuovo incarico presto troverà un collegamento con la storia raccontata da Billy e per Cormoran e Robin avrà inizio una avventura complicata e rischiosa che metterà a dura prova le loro capacità investigative oltre che le loro vite private.

Siamo a Londra nel 2012, la città è in pieno sforzo organizzativo per le imminenti Olimpiadi, l’atmosfera è carica di tensione sia per gli esiti della manifestazione che per il timore di attentati o di azioni di gruppi estremisti contro il potere e le istituzioni. Il libro è ambientato in luoghi molto diversi tra loro, dagli uffici ministeriali alle case di facoltose famiglie, agli appartamenti di borghesi benestanti ai modesti appartamenti dei giovani appena usciti dalla casa dei genitori. I protagonisti coprono tutte le possibili fasce sociali, dagli estremisti di sinistra ai Ministri della Corona. In questa vasta scelta di ambienti e di personaggi, il libro riesce a toccare svariati temi sociali che vanno dalle difficoltà dei giovani ad inserirsi nella società alle debolezze dei rampolli di famiglie ricche ai problemi di coppie normali alle prese con le difficoltà di trovare il modo di migliorare la propria condizione economica e sociale. Tutto è descritto in modo molto ben definito, con precisione, senza ridondanze. I personaggi sono molti e diversi tra loro, ben caratterizzati e originali nelle loro caratteristiche. In tutto questo la trama del thriller è complessa, articolata, piena di eventi e scenari che cambiano in continuazione.

Il libro è composto da 782 pagine, una lunghezza notevole che ha permesso all’autore di descrivere compiutamente gli aspetti della trama dando spazio a tutti i dettagli ritenuti importanti ma che ha anche il limite di allungare i ritmi del racconto e quindi diluire la tensione. Forse qualche pagine in meno avrebbe giovato al gradimento della lettura, esaltando maggiormente le caratteristiche di un thrille impegnativo ed intricato, complesso, costruito e scritto in modo eccellente.

Robert Galbraith è lo pseudonimo che usa J.K.Rowling, l’autrice dei libri della saga di Harry Potter, quando scrive i libri gialli di cui è grande appassionata.

Codice Kingfisher

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Titolo: Codice Kingfisher

Autore: Anonymous

Editore: Longanesi

Traduzione: Luca Bernardi

Grace Elliot ha 43 anni, è divorziata e la sua carriera di giornalista non è andata come aveva sognato. Lavora per un magazine di gossip, una rivista di secondo piano, niente a che vedere con le corazzate americane dell’informazione in cui desiderava essere assunta. Ha la possibilità di dare una svolta alla sua carriera con la pubblicazione di un’intervista che è riuscita ad ottenere da una pornostar che le ha raccontato tutti i particolari della sua relazione con Antony Craig, l’uomo che potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. Ma il suo editore non vuole pubblicare l’intervista, troppo rischioso andare contro un uomo così potente. La delusione di Grace è tanta ma le viene offerto di lavorare ad una rubrica in collaborazione con Elena Craig, ex moglie proprio di Antony Craig. Elena è una imprenditrice ricca, famosa e molto potente, di origine cecoslovacca. Per Grace si apre una ottima possibilità di lavorare con un personaggio molto influente e accetta il nuovo incarico sperando che possa riservarle qualche sorpresa per la sua carriera. Le cose cominciano bene e Grace diventa quasi amica di Elena che la invita a Praga per il lancio di una nuova linea di profumi prodotti da una delle sue aziende. Il viaggio non va come Grace aveva previsto, anzi finisce proprio male dato che la nascente amicizia tra le due donne si interrompe improvvisamente e Grace viene abbandonata in mezzo alla strada nel paesino di nascita di Elena. Grace non si perde d’animo, inizia ad indagare sul passato di Elena e scopre cose molto importanti ma anche molto pericolose. Inizia una avventura mozzafiato che vede protagoniste due donne con ruoli e storie molto diverse in una grande macchinazione che parte dalla fine degli anni sessanta ed arriva ai giorni nostri.

La trama racconta i metodi di infiltrazione di spie russe all’interno delle società occidentali, in particolare con l’utilizzo di donne affascinanti appositamente addestrate per sedurre e controllare uomini politici ed imprenditori occidentali. Queste donne sono chiamate rondini nel gergo delle spie. Il libro si sviluppa su due piani temporali che si alternano, con storie parallele che alla fine convergeranno in un finale imprevedibile.

Un thriller politico ed una spy-story con una trama dal ritmo incessante dove gli eventi si susseguono senza tregua. Un libro con evidenti e palesi richiami a quando avvenuto nelle ultime elezioni politiche americane con la vittoria di Donald Trump, su misura sulla storia politica ed imprenditoriale dell’attuale Presidente USA che si è saputo costruire una immagine di grande imprenditore ma che nella realtà ha affrontato tanti momenti difficili. Elena aiuterà Craig trovando molti soldi per sostenere le sue attività imprenditoriali. Dopo qualche anno Craig entrerà in politica, trovando un gran numero di elettori tra i bianchi, delusi dalle politiche dei precedenti presidenti, impoveriti ed arrabbiati. L’avventura in cui si è gettata Grace Elliot durante il suo viaggio a Praga con Elena Craig è di quelle molto pericolose con poste in gioco incredibili. Ci saranno molte vittime, la stessa Grace rischierà la vita, perché quello che lei ha scoperto è un affare molto pericoloso e ci sono persone pronte ad uccidere per proteggere tali segreti.

Un libro che assicura qualche ora di divertimento agli amanti del genere.

Conclave

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Titolo: Conclave

Autore: Robert Harris

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

Le Mura Vaticane nascondono da sempre misteri e segreti che rimangono tali con il passare dei secoli. Tale immutabile capacità ha da sempre ispirato scrittori che hanno preso spunto da quello che accade all’interno delle Mura Vaticane e della Curia per realizzare romanzi. Negli ultimi anni ci sono stati esempi di libri di enorme successo commerciale scritti da grandi affabulatori che hanno confezionato storie intriganti mescolando di tutto senza convincere completamente. Robert Harris è un grande scrittore di thriller con una ottima conoscenza della storia degli argomenti che tratta nei suoi libri ed i suoi romanzi sono in genere ben scritti e interessanti, con solide basi storiche a supporto della trama.

“Conclave” è un thriller ambientato nel 2018. La morte improvvisa del Papa avvia le procedure per l’elezione del suo successore. La Cappella Sistina ospita i Cardinali arrivati da tutto il Mondo. In tutto sono 118, ognuno di loro con il proprio carico di interessi e idee da portare avanti, per scegliere il nuovo Pontefice in modo da garantire gli interessi che ciascuno di loro rappresenta. Il Papa scomparso aveva idee progressiste non sempre condivise all’unanimità all’interno della Curia e la spaccatura conservatori e liberali è ormai irreversibile e da più parti si parla ormai di uno scisma imminente. L’elezione del nuovo Papa si preannuncia combattuta e difficile.

Il protagonista del romanzo è il Cardinale Lomeli, supervisore del collegio dei cardinali in uno dei momenti storici più difficili per la Chiesa cattolica. Le votazioni preliminari si svolgono apparentemente senza una logica precisa, ma in qualche modo emergono i quattro nomi dei cardinali più potenti che le previsioni davano come probabili eletti.  Solo il Cardinale Lomeli è al corrente che il Papa deceduto aveva raccolto informazioni su ognuno dei quattro candidati per dimostrarne la inelegibilità, per vecchie storie e trascorsi non proprio adeguati per un Papa. Lomeli dovrà svolgerà l’incarico nel rispetto delle disposizioni del vecchio Papa, evitando l’elezione di un candidato inadeguato e nello stesso tempo trovando il sostituto adeguato all’importanza dell’incarico. Il libro descrive in modo impeccabile le modalità dell’elezione del Papa, rito antico e segreto, raccontato in questo libro con il taglio del thriller, del romanzo di azione. L’autore narra in modo efficace i vizi umani dei cardinali, che per quanto illuminati dalla fede, sono vittime dell’ambizione, della bramosia del potere, della propria prorompente autostima.  La trama racconta manovre, documenti e giochi di potere che si celano dietro l’apparente pacifica attività di elezione del nuovo Papa svolta da anziani Cardinali che dovrebbero essere guidati solo dalla saggezza della loro carica e dal supporto della fede. Ma l’elezione del Papa è soprattutto un atto politico di valenza internazionale che implica un grande potere e di conseguenza dietro tale votazione si celano grandi interessi.

Il libro contiene diversi riferimenti storici relativi alla storia della Chiesa, delle sue tradizioni. Tutto scritto con cura ed attenzione, senza appesantire il racconto ma anzi fornendo maggiore sostanza ed importanza alla trama. Il libro è un vero e proprio thriller, con un ritmo incessante, colpi di scena, cambi di scenario, che fino alla fine del libro tengono il lettore attaccato al libro che resterà spiazzato dal finale, del tutto imprevedibile.

Picnic a Hanging Rock

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Titolo: Picnic a Hanging Rock

Autore: Joan Lindsay

Editore: Sellerio

Traduzione: Maria Vittoria Malvano

La recente messa in onda in TV della miniserie “Picnic a Hanging Rock”, di cui ho visto qualche spezzone,  mi ha incuriosito e non ho potuto fare a meno di leggere il libro.

Questo romanzo appassiona al di là delle sue qualità letterarie perché l’alone di mistero che ruota attorno al monolite di Hanging Rock, un gruppo roccioso nella zona di Melbourne, si è esteso anche al romanzo ed alla sua inedita storia.

Il libro nella versione originale era composto da 17 capitoli più un epilogo che voleva in qualche modo dare una spiegazione degli eventi di Hanging Rock su cui è basata la trama. L’editore all’epoca, con una inedita e fortunata scelta commerciale, decise l’eliminazione dell’epilogo insieme alle conseguenti modifiche del romanzo, per aumentare l’effetto mistero, imponendo la divulgazione di quest’ultima parte solo dopo la morte di Joan Lindsay. Il 18 capitolo venne pubblicato nel 1987, con il titolo “Il segreto di Hanging Rock”.

La trama è ambientata in Australia nel 1900, nel giorno di San Valentino. Il racconto parte da un articolo di cronaca di un giornale locale, sembra un riferimento ad un fatto realmente accaduto, ma la trama è completamente frutto della fantasia di Joan Lindsay.

Il 14 febbraio 1900 un gruppo di studentesse del college Appleyard, una scuola esclusiva per signorine di buone e facoltose famiglie, si recano presso il gruppo roccioso detto Hanging Rock per una gita con relativo picnic. Siamo a circa 50 km da Melbourne, in una campagna bella e selvaggia. Nel pomeriggio quattro ragazze, Miranda, Irma, Marion ed Edith si allontanano dal resto del gruppo insieme alla professoressa di matematica Greta McCraw. Le cinque donne scompaiono improvvisamente. Le ricerche immediate delle amiche e degli accompagnatori non danno alcun risultato. Compare dopo poco solo Edith, in evidente stato confusionale, non ricorda nulla di quanto accaduto alle altre compagne. La polizia viene subito avvisata e organizza le ricerche delle scomparse senza nessun risultato. Un giovane che si trovava vicino alle ragazze, Mike Fitzhubert, colpito dalla bellezza di Miranda, decide di tornare a Hanging Rock per continuare le ricerche, ma si perde nella notte e non fa ritorno a casa. Il suo amico Albert, allarmato dalla scomparsa di Mike, si reca a Hanging Rock alla ricerca dell’amico. Mike viene ritrovato il giorno dopo, è ferito, in stato confusionale, privo di forze, non ricorda nulla di quanto gli è accaduto. Mike ha però lasciato degli appunti con alcune indicazioni. Albert torna ad Hanging Rock e grazie agli appunti di Mike ritrova Irma, in stato di incoscienza, senza scarpe ma con i piedi puliti e senza alcun graffio o ferita, cosa abbastanza insolita, senza alcuna memoria di quello che le è accaduto.

La scomparsa delle ragazze ha forti ripercussioni sulla sorte del collegio. Molte famiglie decidono di ritirare le allieve. La giovanissima Sara, presa di mira dalla perfida direttrice mrs. Appleyard, si suicida. Dora Lumley, insegnante del college, viene licenziata con il fratello ma muoiono il giorno dopo in un misterioso incendio dell’albergo in cui erano ospiti. Nel frattempo la polizia ritrova il corpo di Sara e la direttrice fugge dal collegio, raggiunge proprio il monolite di Hanging Rock e si suicida lanciandosi da un dirupo.

Il libro racconta la vita delle ragazze alle prese con i primi turbamenti dell’adolescenza, della rigida disciplina imposta nel college, delle amicizie delle giovani allieve che nel caso di Miranda, Marion ed Irma raggiunge livelli quasi mistici, del magnetismo di cui è pervaso il sito di Hanging Rock, oscuro e sinistro, ideale teatro della misteriosa sparizione delle ragazze. Un libro che trae molto del suo fascino proprio dalla sua incompletezza e dalla storia rimasta irrisolta. La natura si prende le ragazze e le porta chissà dove, quasi che Hanging Rock fosse un portale attraverso cui passare in una nuova dimensione.

Il famigerato diciottesimo capitolo ci racconta che Edith fugge dal gruppo di ragazze e torna verso la base. Irma, Marion e Miranda salgono il monolite di Hanging Rock e sono raggiunte poco dopo dalla professoressa McGraw, in uno stato quasi di estasi ed accompagna le ragazze verso una diversa forma di realtà, indicando una apertura tra le rocce. Resta fuori solo Irma che esita prima di entrare ma una frana chiude l’apertura in cui sono entrate le altre ragazze. Un finale quasi esoterico, con il passaggio delle fanciulle verso una nuova realtà.

Una storia irrisolta e indecifrabile che continua ad intrigare ad oltre cinquant’anni dalla pubblicazione.

Il gioco del suggeritore

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Titolo: Il gioco del suggeritore

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

Una donna chiama la polizia in una serata di forte pioggia. La voce è spaventata, racconta che uno sconosciuto si aggira attorno casa sua senza alcuna intenzione di andarsene. E’ arrivato a bordo di una vecchia station wagon verde. La telefonata arriva dall’abitazione della famiglia Anderson, composta da padre, moglie e due figlie. Vivono in una vecchia casa isolata, priva di qualsiasi tecnologia, solo un telefono per le emergenze. A causa del temporale e delle poche risorse disponibili, la polizia riesce a raggiungere la casa degli Anderson solo al mattino dopo. La scena che i poliziotti si trovano davanti è sconvolgente. All’interno della casa ci sono impronte di mani insanguinate, striscie di sangue lasciate da corpi trascinati, segnali chiari di una strage effettuata all’interno dell’abitazione, ma non si trovano cadaveri. Tutti i componenti della famiglia Andersson spariti. Una telefonata anonima avvisa la polizia della presenza di una vettura station wagon di colore verde parcheggiata in prossimità di un edificio industriale abbandonato fuori città. La polizia fa irruzione e trova un uomo con il corpo completamente coperto di tatuaggi che rappresentano numeri. L’uomo si lascia arrestare senza opporre resistenza. La stanza in cui si trova l’uomo è piena di vecchi computer. L’uomo tatuato non parla, non rilascia alcuna dichiarazione. Il giudice responsabile delle indagini decide di chiedere la collaborazione di una persona che ha lasciato la polizia da qualche tempo, Mila Vasquez, una esperta nel ritrovamento di persone scomparse, che vive isolata in una casa fuori città con la figlia Alice. Mila ha fatto una scelta di vita radicale, non vuole più occuparsi di indagini, di caccia ai colpevoli, non vuole più avere a che fare con il male. Risponde alla convocazione dei suoi ex colleghi solo per cortesia, decisa a non collaborare. Ma dopo qualche resistenza si convince a collaborare all’indagine e si unisce alla squadra dei suoi ex colleghi che indaga sul caso. Inizia un’avventura mozzafiato in bilico tra realtà vera e realtà virtuale, per esplorare tutte le forme del male, oltre ogni immaginazione.

Il libro ha un magnetismo speciale che attira il lettore come la calamita il ferro. Bastano poche pagine per essere completamente catturati dalla trama e desiderare di proseguire la lettura fino al termine del libro, senza alcuna interruzione. La personalità di Mila Vasquez è unica e attraente, con i suoi limiti e difetti, ma con una mente raffinata e veloce, pronta a rispondere alle sfide lanciate dal male. Così come è intrigante il misterioso sospettato nominato dagli investigatori “Enigma”, con i numeri tatuati sul corpo che diventeranno indizi per le indagini.

Il libro si basa su un ipotetico “gioco” che utilizza la tecnologia della realtà virtuale, attorno al quale ruota la trama. Il libro funziona nella sua totalità, non c’è un aspetto che domina sugli altri. L’atmosfera, le personalità dei personaggi, le continue sfide lanciate dal criminale agli investigatori, i sospettati che cambiano in continuazione in funzione del quadro investigativo, il gioco, le droghe.

Il libro denuncia in qualche modo i rischi di Internet e della tecnologia informatica usata per fini criminali. Ma la storia è invenzione e va presa per quello che è, ossia divertimento per gli amanti di questo genere di libri.

Il cinese

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Titolo: Il cinese

Autore: Andrea Ciotti

Editore: Rizzoli

Nella odierna Roma multietnica incontrare persone con caratteri somatici di paesi lontani, che parlano italiano come madrelingua o addirittura un perfetto “romanaccio” non è una rarità, anzi, diventa sempre più comune. Ma se si tratta di un poliziotto la sorpresa è ancora tanta. Luca Wu è un vicequestore, italiano di origini cinesi, che viene assegnato al commissariato di Torpignattara, proveniente da Bologna dove si è conquistato una fama di grande investigatore grazie ai brillanti risultati ottenuti sul campo. Il quartiere di Torpignattara è un mix di etnie provenienti da tutto il mondo dove attività economiche e commerciali lecite e alcune inevitabilmente illecite, convivono in modo apparentemente pacifico ma in una situazione che potrebbe degenerare da un momento all’altro. Le autorità hanno sempre maggiori difficoltà a controllare le comunità straniere che diventano sempre più numerose e potenti. Proprio a “Torpigna”, come viene comunemente definito il quartiere nello slang giovanile romano, avviene un efferato delitto durante una rapina. Due malviventi uccidono un commerciante cinese e la sua bambina di 4 anni. Inizia così un giallo dal ritmo serratissimo ambientato nei quartieri di Roma sud che impegnerà le autorità locali a scoprire i colpevoli del duplice omicidio e nello stesso tempo a tenere calme le comunità straniere romane che si sentono discriminate e messe in pericolo.  Le indagini analizzeranno a fondo le attività imprenditoriali dei cinesi a Roma portando alla luce illeciti di vario tipo che procurano guadagni milionari con una organizzazione gerarchica governata da severe leggi che antepongono il guadagno a qualsiasi considerazione etica o umanitaria.

Il libro racconta con precisione la situazione sociale dei quartieri in cui è ambientata la trama, con il racconto storico di come il passare del tempo è coinciso inesorabilmente con la crescita del degrado e l’evoluzione delle attività illecite. Andrea Cotti è stato molto bravo sia nella costruzione della trama che nel raccontare cose e fatti con grande rispetto per tutti, senza pregiudizi o banali luoghi comuni, fornendo un quadro della situazione veritiero. La struttura organizzativa della comunità cinese a Roma ed in Italia viene descritta in modo dettagliato e credibile, sempre nei limiti della finzione del romanzo giallo. Il personaggio del vicequestore è quello di un uomo tormentato che si è separato dalla moglie italiana e dal figlio, rimasti a Bologna, accettando la proposta di trasferimento a Roma. Luca Wu è un uomo infedele di natura ma nello stesso tempo innamorato della moglie, è un ottimo praticante di arti marziali orientali che per il suo lavoro di poliziotto risulteranno estremamente utili. Un personaggio inedito ed empatico che potrebbe avere un ottimo successo in una eventuale serie TV.

Un libro che alterna scene di azione, indagini, fatti violenti con situazioni personali delicate che mostrano l’umanità e la fragilità di alcuni personaggi. C’è molta cura nel descrivere le procedure investigative, le fasi di lotta con le arti marziali, il funzionamento delle attività illecite. Il libro è stato scritto con grande attenzione per tutti i dettagli e il risultato finale beneficia degli sforzi fatti. La lettura del libro concede qualche ora di piacevole evasione con una storia incalzante, ben ritmata e coinvolgente. Le descrizioni di Roma, i percorsi in auto, le condizioni dei vari quartieri descritti sono molto azzeccate, scritte da un autore che conosce bene la città.

Frammenti di lei

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Titolo: Frammenti di lei

Autore: Karin Slaughter

Editore: HarperCollins

Traduzione: Anna Ricci

Laura e Andy, madre e figlia, al ristorante per festeggiare il compleanno di Andy. Siamo a Belle Isle, Florida. Laura è una logopedista, ha 55 anni e negli ultimi anni ha combattuto contro un tumore al seno. Andy è una ragazza timida che sta cercando la sua strada nella vita ma ancora non ha trovato un lavoro stabile e dipende dalla famiglia. Andy è molto legata alla madre con cui ritiene di avere un rapporto unico ed esclusivo. Madre e figlia stanno parlando durante il pranzo quando improvvisamente entra nel ristorante un uomo armato. Si tratta di Jonah Helsinger, figlio di un ex sceriffo ucciso dai banditi che stavano rapinando una banca. Jonah aveva come obiettivo la ex fidanzata che lo aveva lasciato da poco. Laura interviene ed affronta Jonah con freddezza e determinazione, senza alcun timore di fronte all’uomo armato. Laura non è una madre che cerca di difendere sua figlia ma una specie di marines addestrato ad affrontare questo tipo di situazioni. Laura viene accoltellata ad una mano da Jonah ma con mosse esperte, sorprende tutti i presenti e riesce ad uccidere l’aggressore. Il tutto viene ripreso dalle telecamere e trasmesso ripetutamente dalla TV. Andrea non riesce a credere che sua madre possa aver fatto quello che ha visto. Chi è sua madre? Come può una donna tranquilla trasformarsi in una glaciale assassina? Dall’episodio nel ristorante, ha inizio una storia dal ritmo serratissimo, con Andy costretta alla fuga dalla sua famiglia, inseguita da un nemico che non riesce a capire chi è, da dove arrivi. Andy da ragazza timida ed impacciata dovrà trasformarsi rapidamente in una specie di 007 per fuggire da un nemico sconosciuto e per salvare la pelle.

La storia si sviluppa su due piani temporali, il 2018 e il 1986. Le due storie, quella del 2018 e quella del 1986, sembrano non avere alcun punto di contatto, ma ogni dubbio sarà risolto alla fine del libro, quando tutto troverà una spiegazione. Un thriller che assume a tratti la veste della spy-story, scritto con un crescendo di ritmo, in cui i fatti si susseguono in modo incalzante e con personaggi dalla psicologia ben definita e differenziata. La trama del libro si sviluppa tra molti episodi di azione, fughe, continui cambi di scenario, raccontati con abilità e tempismo. Il libro descrive in modo molto efficace la determinazione di Laura a tenere nascosto il suo passato per proteggere la figlia e lo stupore di Andy nello scoprire che la madre che ha sempre creduto di conoscere in realtà è una persona che non esiste o che è esistita solo nella sua immaginazione. La realtà insegna che nulla è come sembra ed anche che non serve a nulla nascondere il passato a tutti i costi, prima o poi si dovrà fare i conti con la verità. Il libro garantisce qualche ora di puro divertimento per gli amanti del genere. Karin Slaughter dimostra di essere una delle migliori scrittrici di thriller, prolifica ed in continua crescita.

Lazarus

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Titolo: Lazarus

Autore: Lars Kepler

Editore: Longanesi

Traduzione: Andrea Berardini

“Lazarus” è l’ultimo romanzo con protagonista il commissario di Stoccolma Joona Linna, scritto da Lars Kepler, lo pseudonimo con cui firmano i loro libri i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho. La polizia di Oslo scopre un uomo ucciso nel suo appartamento e nel frigorifero vengono ritrovati resti di diversi corpi tra cui la testa della moglie del commissario Joona Linna. La donna era sepolta in Finlandia, quindi la sua tomba è stata aperta per rubarne i resti. L’indagine si complica quando viene ritrovato il cadavere di un uomo noto alle forze dell’ordine come stupratore e nella memoria del suo telefono viene trovato proprio il numero di telefono di Joona Linna. I due cadaveri presentano gli stessi segni di violenza sulla schiena, entrambi sono stati flagellati. Sembra la firma di Jurek Walter, un terribile serial killer che risultava morto da tempo, ucciso da Saga Bauer, un commissario dei servizi segreti svedesi che lavora con Joona. Il corpo del serial killer era caduto in mare, Saga gli aveva sparato tre colpi. Tutti sono convinti che il killer sia morto. Nessuno crede a Joona Linna quando afferma che si tratta proprio di Jurek, tornato in azione per vendicarsi. Ha inizio una caccia all’uomo che doveva essere morto ma che invece sembra essere risorto. I due omicidi con cui il libro si apre sono l’inizio di una lunga serie di delitti apparentemente scollegati tra loro ma che alla fine saranno tutti collegati tra loro ed avranno un filo conduttore che porta dritto al passato peggiore che Joona e Saga potessero immaginare. A nulla serviranno le intuizioni di Joona per cercare di catturare l’omicida resuscitato in pochi giorni. Ci vorrà molto tempo e molte persone perderanno la vita prima che il bene abbia il sopravvento sul male.

“Lazarus” è un thriller che racconta dove può arrivare la violenza dell’uomo quando viene guidato dalle sue ossessioni e quanto possono far male le scelte errate degli investigatori. Alcuni personaggi subiranno perdite terribili per colpa di un freddo e spietato killer. Gli uomini della polizia sono descritti come infaticabili difensori della giustizia pronti a pagare prezzi altissimi pur di raggiungere la verità e catturare definitivamente lo spietato killer. Gli autori sono molto abili nel creare le atmosfere di terrore e le situazioni ad altissima tensione, riuscendo a tenere il lettore attaccato al libro fino alla fine, quando si renderà conto che presto Joona si ritroverà a combattere ancora la sua battaglia per la giustizia. Un libro per gli amanti delle storie estreme, piene di sofferenze e terrore, raccontate con un ritmo elevatissimo, con emozioni forti che si susseguono senza sosta.

La vacanza ideale

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Titolo: La vacanza ideale

Autore: Claire Douglas

Editore: Nord

Traduzione: Francesca Toticchi

Una coppia di giovani sposi riceve un regalo inaspettato. Uno scambio di casa per una settimana. Libby e Jaime sono sposati da nove mesi e il loro matrimonio non sta andando come previsto. Qualche difficoltà di troppo rende la loro vita poco soddisfacente. Abitano in un piccolo appartamento a Bath e ricevere la proposta di scambiare il loro appartamentino per una settimana con una splendida villa in Cornovaglia è una bella novità del tutto inaspettata. E’ il momento giusto per sparire per qualche giorno da Bath dove suo malgrado Libby è diventata famosa per alcune foto sui giornali locali dopo aver salvato un suo alunno da un incendio scoppiato nella scuola dove insegna. Libby ha paura che la notorietà possa in qualche modo riaprire i riflettori sulla sua vita passata da cui sta cercando di fuggire. Libby e Jaime arrivano nella villa che appare in tutto il suo splendore. Ma c’è qualcosa che non quadra, nessuno del vicinato è stato avvisato dai proprietari della villa che ci sarebbero stati degli ospiti per una settimana. Iniziano ad accadere una serie di piccoli incidenti che non sembrano essere casuali, ma provocati da qualcuno che vuole rovinare la vacanza ai due giovani ospiti. Libby è convinta che ci sia qualcuno che di proposito vuole spaventarla ma non riesce a trovare alcuna prova che possa avvalorare i suoi timori.

Gli incidenti e gli imprevisti continuano anche quando la coppia torna nel loro appartamento di città. A quel punto Libby non ha più dubbi. Qualcuno che conosce il suo segreto è riuscito a trovarla e lei dovrà fare i conti con il suo passato.

Il libro inizia in modo tranquillo e lineare, poi la tensione comincia a salire, il ritmo del racconto cresce, la storia diventa sempre più misteriosa e intricata. La trama è basata su una idea originale e interessante, che si sviluppa in modo inedito e sorprendente. La storia è scritta in modo lineare fino a quando il passato ed il presente di Libby si ritrovano. A quel punto seguire la trama diventa un buon allenamento per la reattività della mente del lettore. Una storia sviluppata su due piani temporali, con continui richiami al passato durante gli eventi del presente.

Claire Douglas è una giornalista con la passione per la narrativa, in particolare per i thriller, genere in cui dimostra le sue qualità narrative. Il libro parla di errori di gioventù, di amicizie frettolose e superficiali, delle difficoltà della vita, di bugie e di vendette, di quanto sia difficile costruire una vita dignitosa e quanto sia facile distruggere tutto. Insegna alla fine a non darsi mai per vinti e che nella vita se si vuole una cosa veramente bisogna lottare con tutte le proprie forze per riuscire ad ottenerla. Claire Douglas è brava a non far trapelare nulla di quello che accadrà e riesce sempre a mantenere alta l’attenzione del lettore che è portato a leggere senza interruzione per arrivare a scoprire la fine della storia. Finale per nulla scontato, anzi.