Il trafficante

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Titolo: Il Trafficante

Autore: Jorge Fernandez Diaz

Editore: Longanesi

Traduzione: Patrizia Spinato

Remil è un agente dell’intelligence argentina. Viene da un periodo difficile per lui abituato ad operazioni rischiose e sotto copertura. Sta pagando gli errori commessi durante una operazione antidroga con un periodo in cui è stato impiegato solo per incarichi secondari e di scarsa importanza. Il suo purgatorio termina quando viene coinvolto nelle indagini sulla scomparsa di una suora molto nota per le sue attività caritatevoli nelle zone povere di Baires. La religiosa è scomparsa improvvisamente, ha lasciato un messaggio di difficile interpretazione. La sua scomparsa e le conseguenti indagini potrebbero mettere in imbarazzo il Vaticano. Un uomo molto vicino a papa Francesco contatta il capo di Remil affidandogli le indagini sulla scomparsa della religiosa. Remil è di nuovo chiamato in azione e dopo un breve soggiorno in Italia si ritrova in Argentina, in Patagonia. L’indagine lo porterà verso un nuovo incarico e Remil si troverà nella squadra di una consulente politica priva di scrupoli che sta curando l’immagine del Governatore della zona. Remil si troverà coinvolto in una avventura in cui le manovre politiche si mescoleranno con lo spionaggio, corruzione a vari livelli negli organismi dello stato, manipolazione delle informazioni e finte operazioni di marketing costruite per scoprire vicende criminali. La storia cambia continuamente ambientazione e passa da Roma a Napoli fino alla Patagonia, con continui viaggi e frenetici spostamenti, fino al ritorno in Italia. Lo stile di Jorge Fernández Díaz deriva dalla sua professione di giornalista di inchiesta, quindi informato e dettagliato, senza troppi orpelli ma con una certa ricercatezza. Una storia che vede tra i protagonisti uomini del Vaticano, trafficanti di droga, criminalità organizzata, politici e uomini di potere, coinvolti in una serie di vicende difficili da collegare tra loro se non si conoscono i retroscena. Il libro è originale per l’ambientazione nel sud argentino, una parte del paese poco sfruttata come ambientazione di thriller e spy story, così come le ampie e dettagliate descrizioni dei retroscena della vita politica argentina, sono una componente importante ed interessante del libro. Una lettura coinvolgente.

The Chain

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Titolo: The Chain

Autore: Adrian McKinty

Editore: Longanesi

Traduzione: Alberto Pezzotta

La vita di Rachel Klein non era stata facile negli ultimi tempi. Aveva cambiato lavoro, era guarita da un cancro al seno che ancora doveva essere completamente domato, aveva divorziato. Una giornata come altre, una telefonata da un numero anonimo la avvisa che sua figlia Kylie è stata rapita. Non è un rapimento comune. La voce al telefono le dice cosa deve fare, come deve pagare ma soprattutto le dice che per rivedere sua figlia deve rapire un altro ragazzo, per proseguire la terribile catena. Rachel trova dentro di sé la forza per trovare i soldi, per pagare la cifra richiesta, eseguendo alla lettera le istruzioni ricevute e soprattutto mettere in pratica il piano criminale che prevede un rapimento. In poche ore Rachel si trasforma in un freddo e calcolatore criminale per amore della figlia. E’ rimasta intrappolata nella catena.

La storia è ben costruita e ruota attorno alla forza che i genitori possono trovare dentro di sé per salvare i figli in pericolo. In certi casi convinzioni civili e morali perdono ogni significato, i genitori si ritrovano accecati dall’amore per i propri figli, trasformandosi in quello che non sono e che mai vorrebbero essere. L’inventore della catena ha costruito un meccanismo apparentemente perfetto, in cui le sue vittime diventano anche suoi complici, garantendosi l’incolumità nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Ma non aveva previsto di avere a che fare con Rachel, una donna determinata e coraggiosa, decisa a tutto, sia per salvare la figlia che per interrompere la catena per sempre.

Un libro originale, con una trama costruita con ingegno, in un susseguirsi di eventi incalzanti, per una lettura coinvolgente ma anche destabilizzante. Adrian McKinty ha saputo giocare con il doppio ruolo che i personaggi sono chiamati ad affrontare, ossia quello di amorevoli genitori e di spietati rapitori, di vittime della catena e spietati carnefici, persone gentili e crudeli esecutori di ordini superiori. Con questa dualità dei personaggi che il libro gioca le sue carte migliori, con i protagonisti costretti a diventare quello che non sono per amore dei propri figli, chiamati a giocare una partita che non avrebbero mai voluto iniziare che potrebbe non avere mai fine. L’origine della catena ha inizio da un trauma infantile di un ragazzo e la storia dimostra di come gli eventi dell’infanzia segnato in modo determinante la psicologia di un ragazzo. Un thriller che racconta una trama avvincente ma è anche un modo per indagare la mente umana quando è soggetta a sollecitazioni estreme.

Musica sull’abisso

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Titolo: Musica sull’abisso

Autore: Marilù Oliva

Editore: HarperCollins

Il cadavere di una giovane donna viene ritrovato lungo l’argine di uno dei corsi d’acqua della Pianura Padana. Il corpo è reso irriconoscibile dalle conseguenze della lunga permanenza in acqua. La Polizia di Padova chiude il caso come suicidio, forse in modo troppo sbrigativo. I familiari della donna non vogliono credere alla tesi del suicidio e si recano alla Polizia di Bologna, nella sezione dove lavora Micol Medici, già protagonista del primo romanzo di Marilù Oliva, “Le spose sepolte”. Le indagini vengono orientate dai familiari della vittima verso la classe che la povera donna aveva frequentato al liceo, il Cicerone di Bologna, una scuola pubblica frequentata dai rampolli delle famiglie più in vista di Bologna. La classe è stata colpita da un destino tragicamente avverso dato che molti degli studenti sono morti in tempi diversi ed in circostanze sempre diverse e tali da non far emergere alcun tipo di collegamento. C’è una data ricorrente nelle morti, il 21 febbraio. Dopo un primo momento di smarrimento dovuto ai motivi per cui la Polizia possa aver ignorato per tanto tempo questa strage senza avere il minimo sospetto, le indagini partono con il massimo impegno, bisogna fare presto prima che la stampa si interessi del caso e scateni il putiferio. L’ispettrice Micol Medici dirige le indagini che partono dagli interrogatori delle famiglie degli studenti morti, dagli studenti rimasti in vita e dai professori della scuola.  Le indagini portano alla luce una canzone, scritta dagli studenti, il latino, che anticipa in modo macabro e puntuale quello che sarebbe accaduto ad alcuni degli studenti della classe.

Una catena di morti impressionante e difficilmente collegabili tra loro, una canzone apparentemente priva di significato ma che alla luce dei macabri fatti accaduti assume tutt’altro significato. Un mistero ben congegnato e costruito in modo brillante attorno alle vite degli studenti, con le loro passioni giovanili, i loro dubbi ed incertezze unite alla voglia di sorprendere e di esplorare zone proibite. Ragazzi apparentemente fortunati, di buona famiglia, ma con storie individuali non facili, qualche volta drammatiche, nulla è bello e pulito come sembra. In questo secondo capitolo delle indagini di Micol Medici, Marilù Oliva ha scritto un bel romanzo con una trama originale e ben costruita, con una grande attenzione verso la descrizione della condizione sociale dei protagonisti, trattando argomenti impegnativi come la malattia, l’attrazione dei giovani verso le droghe, le difficoltà dei giovani ad accettare se stessi, i fenomeni di bullismo e di prevaricazione di alcuni sui più deboli, i rapporti mai facili tra genitori e figli, il tutto con eleganza e leggerezza ma mai con superficialità.

La lettura è resa ancora più interessante da riferimenti letterari che impreziosiscono il testo senza appesantirlo. L’importanza della musica nell’indagine, da cui il chiaro richiamo del titolo, dà eleganza al racconto e fornisce un elemento in più per essere attratti dalla lettura.

Rosso come il mare

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Titolo: Rosso come il mare

Autore: Wolfram Fleishhauer

Editore: Emons

Traduttore: Simone Buttazzi

Teresa si trova a bordo della nave Valladolid per conto della UE con il compito di controllare che le operazioni di pesca si svolgessero in modo regolare. Durante questa ispezione, Teresa scompare misteriosamente senza lasciare traccia. L’equipaggio della nave dichiara di non sapere cosa possa essere accaduto, ma ritengono molto probabile che la ragazza possa essere caduta in mare. Il suo fidanzato e collega John Render è distrutto dal dolore, per la perdita della fidanzata e per non essere riuscito a proteggerla. Dall’altra parte del mondo, anche l‘attivista Ragna Di Melo è distrutta per la scomparsa della sua amica Teresa. Ragna sta combattendo una guerra spietata contro la pesca illegale e contro le grandi società che controllano il mercato del pesce mondiale, che coprono attività illegali ed immensamente dannose per il sistema marino. Nella storia c’è coinvolto anche un ex fidanzato di Ragna che ora fa l’interprete per la Comunità Europea. Il sig. Di Melo sta cercando sua figlia per proteggerla, ma Ragna ha interrotto da anni ogni rapporto con lui a causa delle attività illegali delle sue aziende. Quali sono i collegamenti tra questi personaggi e quali sono gli eventi che li vedranno protagonisti? Basta leggere Rosso come il mare. Un thriller di matrice ecologica che mette a nudo le difficoltà che un organismo come la Comunità Europea deve affrontare nel cercare di regolamentare un settore come la pesca che offre possibilità enormi di guadagno soprattutto se le attività sono svolte in modo irregolare. Gli interessi economici rendono gli uomini sempre più ingordi e sfruttano una risorsa come il mare senza alcun rispetto. La pesca è diventata un business miliardario, migliaia di navi, veri e propri stabilimenti industriali galleggianti, solcano il mare depredandolo di tutto quello che riescono a prendere, compromettendo sia la fauna che la flora, distruggendo il sistema marino. Le lavorazioni sono fatte a bordo delle navi stesse e controllare le attività è praticamente impossibile soprattutto quando le specie protette pescate vengono trasformate immediatamente in farine o altri semilavorati. A fronte dei guadagni milionari delle grandi organizzazioni, i piccoli pescatori con le loro barchette non riescono più a guadagnare dal loro lavoro divenuto ormai improduttivo per le scarse catture e per i prezzi sempre più bassi che il mercato impone. E se in Europa ci sono leggi che provano a difendere il mare e ci sono organismi che cercano di controllare e limitare le attività illecite, ci sono intere nazioni extraeuropee che non svolgono alcun controllo sulle attività di pesca, tollerando da anni attività svolte in modo massivo e eccessivo, senza rispettare l’ambiente e senza dare il tempo alle varie specie di riprodursi evitando la scomparsa delle specie ittiche.

Un libro scritto da Wolfram Fleischhauer, scrittore ma anche interprete della Comunità Europea, che prova a difendere l’operato dell’istituzione per cui lavora dagli attacchi di coloro che la ritengono una inutile fabbrica di regolamenti astrusi e inapplicabili. Mentre la UE cerca di fare qualcosa pur nelle lungaggini delle commissioni, estenuanti riunioni, lunghi dibattiti ed emana leggi e regolamenti che cercano di migliorare le cose, il mondo va comunque a rotoli per colpa della cupidigia immorale di uomini senza scrupoli ed a nulla valgono gli sforzi di qualche idealista che decide di combattere il declino del pianeta con azioni che sconfinano con il terrorismo e che portano a risultati opposti rispetto alle intenzioni, favorendo alla fine proprio quelle organizzazioni che vorrebbero combattere. Un bel thriller con tanti protagonisti molto diversi tra loro, con idee ed obiettivi diversi, tutti a modo loro coraggiosi e determinati ad ottenere il proprio obiettivo, nel bene e nel male. Sullo sfondo il declino del nostro pianeta, ecologico e morale.

OXEN La prima vittima

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Titolo: Oxen – La prima vittima

Autore: Jens Henrik Jensen

Editore: Salani

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Oxen è il titolo del libro ma è anche il cognome del protagonista, Niels Oxen, un eroe di guerra danese, un super-soldato capace di azioni mirabolanti, con tante decorazioni. Dopo aver partecipato a molte missioni, divenuto un veterano, ha lasciato l’esercito, ha divorziato dalla moglie, è afflitto da disturbo da stress post-traumatico, si ritrova a vivere ai margini della società, senza fissa dimora, unico suo compagno il fedele Mr. White, un cane di razza samoiedo che ha adottato da oltre tre anni.

Mentre Oxen vagabondeggia nei boschi danesi, due degli uomini più potenti della Danimarca perdono la vita in circostanze sospette, uno in un incidente stradale, l’altro incircostanze mai chiarite ufficialmente durante una gita in canoa. In entrambi i casi un lugubre cerimoniale è stato rispettato, ossia qualche giorno prima della morte, i rispettivi cani delle vittime sono stati ritrovati impiccati. Stessa sorte tocca ad un ex ambasciatore ed al suo cane. Non ci sono più dubbi che si tratta di omicidi che hanno una matrice comune. C’è un serial killer che sta uccidendo secondo un oscuro disegno criminale o per una vendetta di cui non si conoscono i retroscena. L’indagine viene condotta dai vertici dei servizi segreti e Niels Oxen si ritrova ad essere prima sospettato di essere il responsabile degli omicidi, poi ad essere ingaggiato dai servizi per contribuire alle indagini operando in modo non ufficiale, senza alcuna copertura. L’indagine prenderà direzioni impensabili arrivando a scoprire l’operato di una antica società segreta che opera per condizionare ed indirizzare le scelte politiche e strategiche del governo danese.

Un libro di azione, di avventura, di spionaggio, in cui poteri occulti, servizi segreti, politici, donne e uomini di potere si ritrovano coinvolti in una avventura mozzafiato, raccontata con mestiere e senso del ritmo. Una trama articolata, complessa, con protagonisti personaggi originali e ben costruiti, con le loro ambiguità, paure, doppi giochi e comportamenti leciti ed illeciti. Quando potere politico, servizi segreti e uomini d’affari combinano qualche guaio che deve essere nascosto all’opinione pubblica, ognuno mette in campo il peggio di sé e le vittime sono sempre quelle che occupano la parte bassa della gerarchia sociale, pedine di poca importanza in uno scacchiere molto affollato di persone solo apparentemente potenti e rispettabili. Un libro che critica gli interventi militari all’estero condotti per esportare la democrazia, che evidenzia la mancanza di moralità della politica e di chi gestisce il potere a vari livelli, che denuncia come i reduci dalle guerre siano abbandonati a se stessi e destinati anche da veterani ad essere considerati merce avariata da continuare a mandare allo sbaraglio. Un libro che parte come un tipico giallo scandinavo ma che si trasforma via via in un thriller politico ma anche un libro di denuncia contro lo scadimento della classe dirigente e di come viene gestito il potere. Una lettura piacevole e imperdibile per gli amanti del genere.

Il Party

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Titolo: Il Party

Autore: Elizabeth Day

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Serena Prina

Il Party è un thriller psicologico che racconta la storia dell’amicizia tra Martin Gilmour e Ben Fitzmaurice. Il libro inizia con uno sfarzoso party organizzato da Ben per i suoi quarant’anni nella sua nuova villa. Martin è con la moglie Lucy e verso la fine della festa ha un incontro con Ben e la moglie. Martin uscirà sconvolto dall’incontro con il suo migliore amico e si ritroverà nella stanza degli interrogatori del commissariato di polizia locale. Cosa si nasconde dietro l’amicizia tra i due che era cominciata quando i due erano adolescenti e non aveva mai dato segni di cedimento? Difficile dire di più senza anticipare troppo della trama. Il libro è scritto dal punto di vista cronologico al contrario, inizia praticamente dalla fine e racconta con continui salti all’indietro, in epoche sempre diverse, la storia dell’amicizia dei due ragazzi, fino ad arrivare di nuovo alla famosa festa per i quarant’anni di Ben.

Un libro dalla trama intrigante, basata sull’intreccio del racconto tra passato e presente e sul gioco di non far capire al lettore cosa è accaduto tra i due amici durante la vita passata ed in particolare la sera della festa e perché Martin si trova ad essere interrogato dalla polizia. Il libro tratta il tema dell’amicizia tra due adolescenti, come l’amicizia si trasforma con il passare del tempo. Le differenze sociali impediranno che l’amicizia rimanga quella disinteressata ed ingenua delle prime fasi e il rapporto tra i due diventerà un rapporto di reciproca convenienza. E chi sarà alla fine il vero opportunista? Il povero ragazzo affascinato da quello ricco e bello che farà di tutto per diventarne amico o quello ricco che scoprendo l’influenza che ha sull’amico povero la userà a suo vantaggio?

Di questo libro ho apprezzato la trama, interessante e con un intreccio ben congegnato, ma ho trovato i personaggi leggermente senza mordente. Il finale poi non mi è sembrato all’altezza del resto della trama lasciandomi un senso di incompletezza.

Punizione

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Titolo: Punizione

Autore: Elizabeth George

Editore: Longanesi

Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Punizione è il ventesimo romanzo di Elizabeth George con protagonista l’ispettore Lynley, ancora una volta in coppia con il sergente Barbara Hayers.

Ian Druitt è un diacono di Ludlow che viene trovato cadavere nel commissariato di zona, dove era trattenuto in custodia cautelare. Era accusato di un crimine tra i più disumani che possano esistere, eppure tanto diffuso negli ambienti ecclesiastici. Le indagini hanno archiviato il caso come suicidio, ma la famiglia Druitt, facoltosa e molto ben inserita in ambienti politici che contano, rifiuta di credere che il figlio si possa essere suicidato e soprattutto che possa essere coinvolto in atti di pedofilia. Le pressioni della famiglia ottengono che New Scotland Yard si occupi del caso con molta cura e dedizione. Vengono inviate sul posto ad indagare il sergente Barbara Hayers e il suo capo Isabelle Ardery. Il supplemento di indagine non porta a novità di rilievo e le due inviate tornano a casa senza novità di rilievo, almeno apparentemente. Sarà grazie all’intuito e alla determinazione di Barbara se l’indagine riuscirà ad incanalarsi nella giusta direzione ed individuare la fitta rete di intrecci che si nascondono dietro la morte di Druitt.

Il romanzo è scritto in modo impeccabile, con descrizioni dei luoghi e delle situazioni molto accurate e dettagliate, con i caratteri dei personaggi ben definiti. La trama come al solito nel romanzi di Elizabeth Geroge è molto complessa e le connessioni tra i vari personaggi e le diverse storie non sono semplici da capire in anticipo, bisogna arrivare quasi alla fine della storia per riuscire a collegare il tutto. I rapporti personali tra i vari protagonisti del gruppo di investigatori tengono banco quasi come il procedere dell’inchiesta e costituiscono una parte significativa della storia, in particolare la situazione personale di Isabelle Ardery, costretta ad affrontare un periodo molto difficile della sua vita, tra il divorzio, i problemi di alcool e le difficoltà professionali. Un bel thriller, da leggere quando si ha qualche giorno libero, altrimenti la lettura si prolungherebbe per troppo tempo, 682 pagine non sono uno scherzo.

Trilogia dell’Isola di Lewis

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Titolo: Trilogia dell’Isola di Lewis

L’isola dei cacciatori di uccelli

L’uomo di Lewis

L’uomo degli scacchi

Autore: Peter May

Editore: Einaudi

Traduzione: Chiara Ujka e Anna Mioni

Einaudi ha raccolto in un unico volume i tre romanzi di Peter May ambientati nelle isole Ebridi, in particolare le Ebridi esterne. I tre romanzi sono dei thriller che hanno come protagonista Fin Macleod, nato nell’isola di Lewis e poi trasferitosi ad Edimburgo per studiare all’università senza terminare gli studi, finendo per arruolarsi in polizia. Si è sposato con Mona, ha avuto da lei un figlio che è tragicamente scomparso all’età di otto anni per un incidente stradale. Questo episodio segna la fine del matrimonio tra Fin e Mona. Il primo libro dal titolo “L’isola dei cacciatori di uccelli” racconta il ritorno di Fin nella natia isola di Lewis per partecipare alle indagini dell’omicidio di Angus Macritchie, dato che in precedenza aveva partecipato alle indagini su un omicidio avvenuto ad Edimburgo con modalità simili. Nel secondo libro dal titolo “L’uomo di Lewis”, Fin si trova coinvolto in una nuova indagine per omicidio. Fin ha lasciato la polizia per essere libero e poter ricostruire la fattoria che apparteneva alla sua famiglia. Fin spera in questo modo di dimenticare la perdita del figlio e ricominciare una nuova vita. Nel terzo libro dal titolo “L’uomo degli scacchi” Fin si è ormai trasferito definitivamente nell’Isola di Lewis ed ha trovato lavoro come custode delle terre di una facoltosa persona, con l’incarico di controllare che i cacciatori di frodo non entrino nelle sue proprietà. Le trame dei tre libri sono articolare e connesse tra di loro ed è necessario leggere i tre titoli in ordine cronologico, nel caso in cui si fossero comprati i tre libri separati. I tre romanzi come gialli sono abbastanza tradizionali, c’è un reato, una indagine, una ricerca più o meno appassionante del colpevole, con Fin ed i suoi vecchi amici, con le loro storie, amori giovanili e ragazzate più o meno innocenti, con la vita che ha fatto il suo corso fatto di sacrifici, rinuncie, delusioni e poche soddisfazioni. Ma sono le Isole Ebridi le vere protagoniste dei racconti. Una natura selvaggia, un ambiente poco ospitale, un clima difficile da sopportare con venti impetuosi, freddo e pioggia a volontà, terra brulla e poco generosa a parte la torba. I natii di queste isole fanno di tutto per andare via, per trovare condizioni di vita migliori in Scozia o in altre zone continentali, ma alla fine la nostalgia della terra natia è più forte di ogni disagio o di ogni avversità. La trilogia racconta la durezza della vita isolana, la solitudine, piccoli e grandi torti del passato che ritornano, amplificati dal tempo e dalla delusione per una vita che non è stata quella che i protagonisti avrebbero voluto. Vite di sogni infranti, di amori giovanili che lasciano il segno, di amicizie antiche che non si possono dimenticare. Ma anche il racconto di riti secolari, di abitudini immutabili e rischiose. Una serie di avventure che servono ad indagare sull’animo umano, sulle sue innumerevoli sfaccettature, su quello che sembra e quello che è nella realtà. May scrive in modo molto dettagliato e scrupoloso, con grande attenzione a tutti i dettagli, naturali, sociali e personali. I libri ci mostrano la potenza della natura e del mare, sia nelle manifestazioni naturali che incassano l’oneroso pedaggio in termini di marinai e pescatori che perdono la vita, ma anche nel definire e imprimere nelle persone una sorta di identità tipica degli isolani che difficilmente può essere compresa da chi non è nato in quei luoghi. Una lettura impegnativa ma molto affascinante. Sconsigliata sotto l’ombrellone, meglio su una scrivania, nei pomeriggi di riposo dalla fatiche estive.

La logica della lampara

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Titolo: La logica della lampara

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

“La logica della lampara” è il secondo romanzo di Cristina Cassar Scalia con protagonista il vice-questore Vanina Guarrasi, una donna dalla storia familiare difficile, il padre fu ucciso in un agguato mafioso, che affronta la sua vita professionale con totale impegno e passione, la stessa che la porta ad amare i film girati in Sicilia, di cui è collezionista, le cose buone da mangiare e le sue amicizie, che coltiva nel poco tempo libero che le rimane dopo il lavoro. Vanina dirige la sua squadra di investigatori con grande capacità e dedizione, doti ampiamente riconosciute dai suoi superiori.

La storia comincia durante una battuta di pesca notturna con la lampara, la caratteristica lampada che serve per attirare i pesci. La lampara è richiamata nel titolo del libro ed è una metafora dell’intero racconto. Due pescatori dilettanti assistono ad una scena inquietante che si svolge a riva rispetto alla posizione della barca su cui si trovano. Due uomini gettano sugli scogli una grossa valigia. Poco dopo una telefonata anonima avvisa la polizia che una giovane donna è scomparsa. Si tratta di una donna, Lorenza Iannino, avvocato ed assistente di un potente e temuto avvocato di Catania. Le indagini partono dalla casa di fronte al tratto di scogliera dove i due pescatori hanno visto gettare la valigia che risulta affittata proprio a Lorenza Iannino. La sera dell’episodio della valigia, a casa di Lorenza era in corso una festa a cui erano presenti uomini politici e professionisti molto conosciuti in città, tutti esponenti della Catania che conta. Inizia un giallo dalla trama complessa, con molti personaggi, con una donna sparita di cui si teme la sorte. Il romando racconta molti dei mali italiani, la collusione della politica con il malaffare, uomini e donne di potere che usano la loro posizione sociale e professionale per commettere abusi di ogni tipo, feste per pochi intimi dove tutto è permesso, dal sesso alla droga agli affari illeciti. Un mondo di persone potenti ma poco rispettabili, pieno di donne e uomini potenti che trattano i loro collaboratori come servi della gleba, ambienti che diventato facile terreno per la crescita di risentimenti e rabbia, eventi del passato mai risolti. Una storia complessa con continui cambi di scenario, dove è difficile individuare colpevoli e innocenti, buoni e cattivi.  Il romanzo scorre piacevolmente, la lettura alterna le fasi dell’indagine con episodi della vita personale del vice-questore Vanina, descrizioni dei luoghi in cui è ambientato il racconto rese in modo piacevole e dettagliato, come le incursioni nelle tradizioni gastronomiche siciliane, tra le più ghiotte d’Italia. Una scrittura che riesce ad essere ironica quanto basta per stemperare la tensione quando gli eventi del racconto la fanno salire troppo. Alcuni inserti di termini siciliani “regionalizzano” il racconto senza per questo fare il verso al Maestro dell’italo-siculo per eccellenza. La vita della protagonista di divide tra Catania e Palermo e nel racconto c’è ampio spazio per descrivere il particolare tipo di campanilismo che vede le due città una contro l’altra su ogni questione della vita quotidiana. Uno dei punti di forza del libro è l’alternanza tra la trama del giallo e gli spunti che raccontano la realtà siciliana, compresi i disagi della ormai mitica “Salerno Reggio Calabria”, i traghetti che attraversano lo stretto di Messina ed i disagi di chi vola tra la Sicilia e Roma, dove l’aeroporto di Fiumicino diventa un luogo simbolo dei ritardi e disservizi possibili per i viaggiatori che devono raggiungere la Sicilia. Un libro piacevole da leggere tutto di un fiato, ottimo per chi è alla ricerca di qualche ora di relax.

Le ombre del collegio

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Titolo: Le ombre del collegio

Autore: Jean Failler

Editore: TEA

Traduzione: Alessandro Zabini

Mathilde Tristani è una studentessa che frequenta un prestigioso ed esclusivo collegio di suore nei pressi di Quimperlè, in Bretagna. La ragazza appartiene ad una facoltosa famiglia della zona, proprietaria di molte attività imprenditoriali a cui capo c’è la madre di Matildhe, Anastasie, abile donna d’affari con amicizie molto influenti e fama di donna dura e difficile da affrontare. La ragazza scompare misteriosamente dal collegio e la madre non denuncia direttamente la cosa alla polizia ma lo fa tramite un ministro, suo amico, che fa pressione sul comando della polizia locale per evitare che la scomparsa finisca sui giornali con le negative conseguenze immaginabili. Il commissario Mervent viene informato dai suoi superiori della scomparsa della ragazza e su di lui ricadono le pressioni della famiglia e dei suoi influenti e potenti amici. L’indagine viene affidata a Mary Lester, una giovane poliziotta molto in gamba ma anche poco diplomatica e piuttosto diretta nei modi. Mary viene adeguatamente redarguita dal commissario Mervent sulle attenzioni che dovrà usare per la gestione dell’indagine. Non dovrà avere contatti con la stampa, non dovrà mostrare in giro foto della ragazza scomparsa, non dovrà contattare il padre della ragazza che è in rotta con la madre. Troppe limitazioni, troppi vincoli, non si può condurre una indagine con tutte queste interferenze contro quelle che sono le normali procedure di indagine. Mary si lascia convincere che è più importante salvare la ragazza e mette da parte il suo carattere poco indulgente verso le imposizioni per cercare di risolvere il caso senza creare problemi al suo capo. La scomparsa della ragazza è avvenuta da oltre un mese ma nessuno sembra essersi accorto di quanto accaduto. Nessun testimone, nessun indizio, la ragazza sembra scomparsa nel nulla. Le indagini non lasciano nulla di intentato e piano piano Mary scopre cose che non avrebbe mai immaginato, sia sulla famiglia Tristane che su altre persone che ruotano attorno a tale famiglia potente, ricca ma con molti segreti. Sia la famiglia Tristane che la madre superiora che dirige il collegio sembrano temere più la pubblicità negativa che potrebbe essere scatenata dalla diffusione della notizia della scomparsa di Mathilde che le sorti della ragazza. Una serie di bugie piccole e grandi, verità nascoste e comportamenti ambigui, rendono le indagini lunghe e difficili. Mary Lester è una investigatrice in gamba che non si lascia ingannare né sorprendere ed arriverà alla soluzione del caso, andando anche oltre quello che sarebbe stato il suo stretto dovere di poliziotta.

L’ambientazione del romanzo è la Bretagna, terra affascinante e bellissima, dove il mare è una caratteristica forte e dominante anche nella testa delle persone. Un libro piacevole, per la trama, i luoghi ed anche per il carattere dei protagonisti. L’autore si chiama Iean Failler ed è stato commerciante di pesce per oltre trent’anni prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Le ombre del collegio è il suo secondo libro edito in Italia, dopo il Respiro della Marea. Per come scrive si direbbe un amante del mare e della sua terra, oltre che delle storie poliziesche. L’atmosfera dei luoghi ha il sopravvento sulla trama del giallo ma questo non limita il piacere della lettura.

La stagione del fuoco

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Titolo: La stagione del fuoco

Autore: Samuel Bjørk

Editore: Longanesi

Traduzione: Indrid Basso

Un nuovo thriller nordico, ambientato ad Oslo. Il civilissimo nord Europa è teatro di una storia che pur trattandosi di finzione, mostra una società completamente diversa da quella che è generalmente definita come una delle più civili e tranquille d’Europa. Una società che vive sul contrasto tra gli abitanti normali, educati, civili e tolleranti ed enormi disagi giovanili e sociali, spaccio e consumo di droghe, criminali sempre in azione ed omicidi frequenti ed efferati.

Il prologo della storia avviene nel 1999. Un ragazzino viene ritrovato la sera di Natale per strada, in evidente stato di ipotermia, da un signore che stava tornando a casa. Il ragazzino indossa corna di cervo e viene ricoverato in condizioni gravissime. Perchè il ragazzino si trovasse per strada e soprattutto perchè indossasse le corna di cervo sono particolari di assoluta importanza per la storia.

Anno 2013. Vivian è una ballerina classica di talento, giovane e di grande avvenire. Viene ritrovata cadavere in un lago di montagna, da un padre che con il figlio era andato a pescare. Vicino alla zona dell’omicidio, gli investigatori trovano una macchina fotografica cha ha inciso il n.4 sul vetro dell’obiettivo. Anche questo particolare non è da trascurare.

Holger Munch è l’investigatore capo della squadra omicidi di Oslo, si trova in congedo per accudire la figlia sopravvissuta per miracolo ad un incidente avvenuto durante le indagini sull’ultimo suo caso. Holger non esita un attimo a rientrare in servizio quando gli viene chiesto se si vuole occupare del caso di Vivian. Per prima cosa richiama in servizio Mia Krüger, una giovane e abilissima investigatrice alle prese con qualche problema personale, ed il resto della sua squadra, che a causa della sua essenza, aveva visto i vari membri dissolti nei reparti del corpo di polizia. Dopo la scoperta del cadavere di Vivian, altri omicidi si susseguiranno, con metodi simili, ma con vittime che sembrano essere scelte casualmente, senza alcun legame tra di loro. La trama è complessa, con un gran numero di personaggi, che danno luogo ad una indagine piena di azioni ma anche di grandi analisi psicologiche per individuare l’assassino, che lascia per ogni omicidio alcuni indizi che gli investigatori non riescono a collegare tra di loro. Gli eventi si susseguono con un crescendo di tensione con frequenti falsi indizi che sviano le indagini aumentando la tensione degli investigatori, sempre più impegnati ad individuare la giusta direzione delle indagini, senza però riuscire a trovarla. Non mancano i colpi di scena, che sono inseriti nella trama con ottimo tempismo dall’autore. Samuel Bjørk si dimostra uno scrittore abile sia per la creazione di una trama complessa, sia per la creazione di personaggi nello stesso tempo fragili ma anche dotati di grande personalità e di fredda determinazione nel condurre le indagini. Le personalità complesse e problematiche rendono spesso le figure degli investigatori più interessanti come è il caso di questo La stagione del fuoco, che si rivela un buon libro, che interesserà gli amanti del genere. La natura del Nord Europa aiuta a creare ambientazioni suggestive che comunque sono descritte da Samuel Bjørk con grande abilità. Dalle note di copertina leggo che Samuel è autore teatrale, musicista, cantautore, traduttore di Shakespeare ed ovviamente scrittore. Beh poteva impegnarsi un po di più, la giornata è di 24 ore.

 

Crash

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Titolo: Crash

Autore: Keith Houghton

Editore: La Corte

Traduzione: Stefano Cresti

Il titolo del libro, Crash, richiama il prologo. Jed Allen è il protagonista, che narra in prima persona. Cassie è la donna di cui è innamorato. I due sono a New Yok a bordo di due automobili diverse, fa freddo, le strade sono ghiacciate. C’è un grave incidente che cambierà per sempre la vita di Jed e Cassie. Come conseguenza dell’incidente Jed comincia a soffrire di amnesie, perde i sensi per brevi periodi e quando si riprende non ricorda nulla. Le amnesie in genere durano pochi minuti, ma la situazione tende a peggiorare. Jed si sveglia nel suo ufficio senza ricordare nulla della sua vita precedente. Scopre di essere un architetto, di essere contitolare di uno studio professionale, di avere un socio di nome Gary, di essere in cura dalla dottoressa Merrick, che lo segue e gli fornisce  dei farmaci per curare i suoi problemi. Jed e Gary stanno per chiudere un importante accordo per la realizzazione di un grande progetto con un cliente cinese. Devono passare la serata con il presidente della compagnia e con sua figlia, per concludere l’affare e firmare il contratto. Siamo a New York, la cocaina non manca ed anche qualche pillola di troppo circola con facilità. Jed non ricorda nulla della sua vita e viene guidato da Gary e dalla dottoressa Merrick, per evitare di combinare guai proprio durante una serata importante come quella che sta per iniziare. In quel periodo un serial killer colpisce nella zona di Central Park, accoltellando le vittime e scaricando i corpi vicino alla zona in cui Jed e Gary sono cresciuti. Jed resta sempre vittima dell’ultima amnesia che lo ha colpito, la memoria non torna. La serata con il cliente cinese finisce male, molto male. Cominciano una serie di problemi per Jed che si ritrova ad essere indagato come possibile responsabile degli omicidi attribuiti al serial killer. Jed scopre che la dottoressa Merrik non è solo la sua terapeuta ma anche la sua fidanzata. Ma non ricorda nulla ed è convinto di amare Cassie, la cerca a tutti i costi senza risultati. I problemi di Jed con la polizia aumentano, le prove contro di lui si accumulano, anche l’FBI è alla sua ricerca, tutto lascia credere che è proprio lui il serial killer di Central Park. Jed è sempre senza memoria e non è in grado di difendersi.

Crash è un thriller psicologico, giocato su una presunta doppia vita di Jed e sulla sua perdita della memoria. La storia è avvincente, scritta con buon ritmo, frequenti cambi di scena. La mancanza di memoria di Jed è resa alla perfezione, leggendo ci si immedesima nella situazione, per molti verso poco verosimile, ma nella finzione di un romanzo tante cose poco credibili lo diventano, basta farsi prendere dal racconto e lasciarsi portare dalla trama. La tensione del racconto sale in continuazione, senza intravedere la soluzione fino alla fine. Un libro da leggere se si è alla ricerca di qualche ora di evasione, per rilassarsi e concentrarsi su una lettura non troppo impegnativa. La trama è la cosa migliore del libro, i personaggi non sono indimenticabili ed il contesto è abbastanza scontato. Keith Houghton con questo Crash ha prodotto un libro con qualche spunto originale ed una buona tensione emotiva che lascia un piacevole ricordo di lettura.

Ninfa Dormiente

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Titolo: Ninfa Dormiente

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Il commissario Teresa Battaglia e l’ispettore Massimo Marini, insieme alla loro squadra investigativa, sono impegnati in una indagine che riguarda un omicidio avvenuto settanta anni prima, nel 1945. Il nipote del pittore Alessio Andrian ha ritrovato un dipinto dello zio che rappresenta un volto di donna, un quadro bellissimo ed inquietante, testimonianza di un delitto che sarebbe stato troppo facile attribuire all’artista. Il quadro risulterà disegnato non con inchiostro ma con sangue e tessuto cardiaco umano. Teresa Battaglia è incaricata dell’indagine che sembra impossibile da risolvere. Un delitto commesso settanta anni prima, senza alcun indizio sull’identità della vittima, testimoni o persone che possano aiutare a ricostruire i fatti. Il pittore Alessio Andrian è ancora in vita ma è ridotto ad uno stato vegetativo proprio dal 1945, quando fu ritrovato nei boschi della Val Resia in condizioni terribili, scambiato per un cadavere e salvato per miracolo dalla morte. L’indagine prende forma e porterà la squadra di investigatori a conoscere nel profondo l’antica civiltà che vive nella Val Resia, a combattere il male che si manifesta e si confonde con riti antichi e superstizioni recenti, tra realtà e tradizioni popolari. L’indagine diventa un viaggio complicato tra fatti storici, incidenti familiari e follia omicida, sullo sfondo della vita difficile e violenta degli anni che videro la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una zona che ha subito grandi perdite umane e ferite ancora oggi non rimarginate. Teresa Battaglia e Massimo Marini dovranno combattere anche con i fantasmi del loro passato, ricordi di vite difficili che è impossibile dimenticare, con cui sono costretti a fare i conti. Questo libro rivela sui protagonisti Battaglia e Marini molto di più di quanto non abbia fatto il libro precedente dal titolo “I fiori sopra l’inferno”, mostrandoli nelle loro debolezze ed incertezze, per meglio chiarire le affinità che li avvicinano anche se apparentemente sembrano respingersi.

La protagonista indiscussa del libro è il Commissario Teresa Battaglia. Una persona provata dalla vita e dalle condizioni di salute che le creano non pochi problemi, ma che riesce con la volontà, determinazione e con la sua umanità molto particolare, ad andare avanti e guidare la sua squadra verso i successi investigativi. La scelta di inventare una protagonista di oltre sessant’anni, in condizioni precarie di salute, con un fisico fuori forma che non aiuta, è molto coraggiosa ma risulta una delle carte vincenti della produzione letteraria di Ilaria Tuti. Il libro mostra le sue parti migliori nelle descrizioni dei luoghi, molto precise e veritiere, nella storia e nelle usanze degli abitanti della Val Resia, piena di riferimenti e dettagli, a dimostrazione di un lavoro di ricerca approfondito ed accurato. I personaggi sono ben caratterizzati ed i loro pensieri e le loro emozioni sono rese molto bene nel racconto. La squadra investigativa è composta da persone normali e non da supereroi invincibili senza limiti e difetti, come a volte capita di leggere in altri thriller. La storia parte in modo originale ed intrigante, con un alone di mistero che sembra impenetrabile fino a quando le indagini prendono corpo ed inizia l’avventura nella storia recente della Val Resia. Nel 1945 sono accaduti fatti crudeli, la fine della guerra ha fatto dimenticare alcuni degli episodi che hanno dato origine alla trama del libro. Il nipote del pittore ha riportato alla luce alcuni eventi che dovevano restare segreti. C’è chi non vuole che la storia torni al centro dell’attenzione e farà di tutto per evitarlo. La trama svelerà tutto alla fine, come ogni thriller che si rispetti. La storia si svolge nel presente con frequenti flash-back nel 1945 che rivelano alcuni aspetti dei fatti avvenuti all’epoca, anche se la soluzione del caso sarà svelata solo alla fine del racconto quando il mistero sarà del tutto chiarito. L’epilogo del libro mi ha lasciato qualche perplessità. Come accade in cucina quando troppi ingredienti a volte non migliorano la pietanza, così nel finale di questo libro ci sono troppe cose. Forse sarebbe stato meglio semplificare.

Crisis

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Titolo: Crisis

Autore: Frank Gardner

Editore: Longanesi

Traduzione: Adria Tissoni

Luke Carlton è un ex marine in prova all’MI6 per diventare un gestore di operazioni ad alto rischio. La sua esperienza e la sua abilità nelle azioni sul campo lo portano ad essere utilizzato in rischiose missioni operative come quella che lo vede protagonista dell’indagine sulla morte di un ufficiale dei servizi segreti britannici in Colombia. Luke è un abile soldato abituato alla guerriglia nella giungla ed in territori avversi ed ha una ottima conoscenza della lingua locale, per questo è l’agente inglese più adatto alle operazioni contro i Narcos. Le indagini portano Luke sulle tracce di uno dei più potenti e pericolosi trafficanti di droga della Colombia, Nelson Garcia detto “El Pobrecito”, un uomo che sia i servizi segreti inglesi che americani vorrebbero morto. Luke dovrà fare i conti con poliziotti corrotti che vanificheranno una importante operazione militare che stava conducendo all’arresto di Garcia e che invece porterà alla sua cattura. Sarà sottoposto a terribili torture ma riuscirà a fuggire, a salvarsi e continuare le indagini che gli faranno scoprire un complotto di dimensioni internazionali, che partirà dalla Colombia passando per la Corea del Nord per arrivare in Inghilterra che sarà la sede scelta per un attentato che potrebbe avere conseguenze catastrofiche se portato a termine. L’attentato di Londra è la vendetta di Garcia contro la Nazione che gli ha provocato ingenti perdite umane ed economiche. Agenti segreti, eserciti nazionali e truppe dei narcos, spie inglesi infiltrate nelle famiglie dei trafficanti, uomini dei narcos infiltrati nella società inglese, una guerra globale del crimine organizzato agli stati che lo combattono. Se la sua vita come agente non è semplice, la vita privata di Luke è anch’essa complicata. La fidanzata Elise non conosce esattamente le sue attività a difesa della nazione e non capisce le sue sparizioni per giorni senza avere sue notizie oppure il motivo di alcuni comportamenti distratti quando sono insieme e perché ogni tanto deve correre perché i suoi capi lo cercano. Anche lei avrà modo di conoscere la crudeltà dei nemici della Nazione e di Luke, riuscirà a salvarsi dopo aver rischiato grosso e scoprirà i motivi per cui essere orgogliosa del suo fidanzato.

Crisis è un thriller mozzafiato scritto con abilità da Frank Gardner, un giornalista inviato di guerra ed esperto di sicurezza internazionale, che nel raccontare azioni di spionaggio e di guerriglia gioca sul suo terreno preferito. La trama è ben costruita con grande tensione e continui cambi di scena, raccontando di tecnologie all’avanguardia utilizzate sia dai criminali che dai servizi segreti, strategia di guerra e di difesa, tecniche di indagine e vita quotidiana nelle ville dei trafficanti di droga colombiani, tra continue fughe e vite sempre in bilico tra la folle ricchezza e la paura di un intervento di qualche esercito che possa porre fine a tutto. Merito a Gardner per aver saputo costruire una trama originale mescolando servizi segreti, narcotrafficanti e un attentato che avrebbe potuto sconvolgere la citta di Londra. Tutto bene quindi? Non del tutto. Se la trama è interessante e coinvolgente, i personaggi protagonisti sono poco interessanti e quasi scontati. Luke Carlton è un super soldato, un uomo coraggioso che antepone il suo dovere nei confronti dello stato per cui lavora a tutto il resto, vita privata compresa.  Ma alla fine dei conti risulta un personaggio poco attraente, senza fascino particolare. Stessa cosa per gli altri personaggi, nessuno di loro colpisce. Un libro riservato agli appassionati del genere ma che difficilmente troverà sostenitori tra gli altri lettori.

L’avvocato colpevole

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Titolo: L’avvocato colpevole

Autore: John Fairfax

Editore: Piemme

Traduzione: Alfredo Colitto

John Fairfax è uno pseudonimo, il vero nome dell’autore è William Broderik, filosofo e teologo che è stato anche frate per alcuni anni prima di lavorare come avvocato e poi successivamente come scrittore. Usa lo pseudonimo quando scrive legal thriller come “L’avvocato colpevole”.

William Benson ha vent’anni e viene condannato all’ergastolo per un omicidio che lui dichiara di non aver commesso. Le prove sono tutte contro di lui e la giuria non avrà esitazioni nel condannarlo. In carcere decide di studiare legge, di laurearsi e di superare l’esame da avvocato. Tutti lo sconsigliano, cercano di convincerlo a non provarci nemmeno, perché avrebbe avuto contro l’ordine professionale e tutti gli avvocati. Il sistema si sarebbe ribellato, la professione di avvocato è riservata a persone dal passato integerrimo, un assassino non potrà mai difendere qualcuno in un tribunale. Benson non si arrende, va dritto per la sua strada. Per avere lo sconto di pena confessa ciò che non ha commesso, deve farlo per uscire di galera prima possibile. Dopo dieci anni di detenzione, Benson esce per buona condotta. Non ha amici, nessuno che lo sostenga. Apre il suo studio in una ex pescheria. Trova spesso immondizia davanti la porta di casa, ogni tanto qualcuno per strada lo aggredisce, per provocarlo, per farlo reagire. Ma Benson sa perfettamente che una sua reazione potrebbe riportarlo in galera per sempre, è un ergastolano che è uscito di galera per buona condotta, ma è una decisione revocabile, provvisoria, non può permettersi errori. Solo una persona lo ritiene degno di fiducia, Tess de Vere, all’epoca della condanna di William era una stagista dello studio legale che aveva difeso Benson, allora aveva creduto nella sua innocenza ed ora non teme di compromettere la sua carriera continuando a credere in Benson, nella sua innocenza come imputato nel processo e nelle sue buone intenzioni nella professione di avvocato. William e Tess lavoreranno insieme alla difesa di una donna, Sarah, accusata di aver ucciso il suo amante. Le prove sono tutte contro di lei, sembra una difesa senza speranza, proprio come era stato il processo di William. I due proveranno a far vincere la giustizia, contro tutto e contro tutti. Dovranno combattere contro l’opinione pubblica e contro l’ordine degli avvocati, contro l’accusa della loro cliente, che conduce il processo non per trovare la verità ma solo per condannare Sarah e quindi Benson. Il romanzo racconta in dettaglio la cronaca del processo dove Benson è il difensore e l’indagine sul suo processo da parte di Tess de Vere, per capire se può fidarsi dell’uomo per cui sta mettendo a repentaglio la sua promettente carriera. Il lettore si trova combattuto, da un lato è portato a credere nell’innocenza di Benson, a considerarlo un piccolo eroe, un paladino dei deboli, dall’altra i fatti e le prove non sono così nette ed indiscutibili e la sua innocenza viene spesso messa in dubbio dall’evolversi della storia. L’autore riesce benissimo a dosare le informazioni, aggiungendo di volta in volta, maggiori informazioni per seminare nuovi indizi e nuovi dubbi sia su Benson che su Sarah. Benson è un personaggio per cui il lettore non può che fare il tifo. Nonostante la condanna ingiusta si laurea, passa l’esame da avvocato, studia e si prepara per la sua carriera legale con una determinazione ammirevole, vuole migliorare il funzionamento della giustizia, vuole evitare che altri innocenti finiscano in galera, come è capitato a lui. Combatte contro tutti per dimostrare che è giusto dare una seconda possibilità anche a chi ha commesso gravi colpe ma ha scontato la propria pena. Benson diventa un rappresentante di tutti coloro che non sono riusciti ad avere questa seconda possibilità e sono rimasti emarginati dalla società. Per gli amanti del genere “legal thriller” un romanzo da leggere senza alcun dubbio.