Il coltello

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Titolo: Il Coltello

Autore: Jo Nesbo

Editore: Einaudi

Traduzione: Eva Kampmann

Il coltello è il dodicesimo romanzo di Jo Nesbo con protagonista Harry Hole.  Il libro inizia con Hole che è stato buttato fuori di casa dalla moglie Rakel a causa del suo alcolismo senza limiti. Hole è ridotto a vivere in un piccolo appartamento, tra sporcizia e bottiglie vuote. E’ un brutto momento per lui, è stato degradato ad agente semplice ed è stato anche sospeso dal servizio. Un pomeriggio, risvegliatosi da una sbornia colossale, si accorge di avere i vestiti e le mani sporchi di sangue. Non ricorda nulla di quello che è successo la sera prima ma le condizioni in cui si trova non lasciano sperare nulla di buono.

La trama è basata su un intreccio complesso che pagina dopo pagina si complica e si arricchisce di nuovi protagonisti e particolari. Il filo conduttore delle varie storie raccontate nel libro è la vendetta, nelle varie forme possibili, come conseguenza di torti o violenze subite. Jo Nesbo con questo romanzo si conferma come grande costruttore di trame criminali ma anche un grande conoscitore dell’animo umano, riuscendo a descrivere la psicologia dei personaggi con grande capacità. Il senso di giustizia di Harry Hole lo porterà a condurre le indagini anche se sospeso dal servizio, con la solita determinazione anche se i risultati dovessero essere per lui fatali. La Norvegia, idealizzata da noi mediterranei come una specie di paradiso sociale, viene descritta in questo romanzo come un paese dove alcolismo, suicidi, criminalità di ogni tipo e consumo di droghe sono all’ordine del giorno, descrivendo una realtà molto più dura e meno affascinante di quella generalmente considerata. La storia parte con un delitto che appare assurdo e senza movente e le indagini prendono di continuo direzioni che di volta in volta si riveleranno errate, per un epilogo impensabile e del tutto imprevedibile. Jo Nesbo riesce di continuo a depistare il lettore, confondendolo con falsi indizi per allontanarlo dalla soluzione finale, con abilità e grande inventiva. I dialoghi tra i protagonisti sono tra le cose migliori del libro, a dimostrazione delle capacità dell’autore. Un libro complesso, con personaggi violenti, che racconta storie crude e molto lontane dalla quotidianità, con un personaggio complesso e contraddittorio come Harry Hole, sempre in lotta con le sue debolezze personali, i suoi nemici criminali e l’alcolismo da cui non riesce proprio ad allontanarsi. Di poliziotti devastati dall’alcol la letteratura è piena, ma Harry riesce ad affascinare i lettori per il suo modo di essere una persona libera, che non cerca gratificazioni personali ma vuole trovare la verità e trovare giustizia, ad ogni costo.

Il silenzio dei larici

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Titolo: Il silenzio dei larici

Autore: Lenz Koppelstätter

Editore: Corbaccio

Traduzione: Mara Ronchetti

“Il silenzio dei larici” è il secondo romanzo che l’autore, Lenz Koppelstätter, pubblica con protagonista il commissario Grauner e l’ispettore Saltapepe.

La storia è ambientata a Santa Geltrude, un piccolo paese nella Val d’Ultimo, in Alto Adige. Il cadavere di Marie, una ragazza di soli diciassette anni, viene ritrovato vicino a dei larici antichi, una delle mete turistiche del paese. L’architetto Haller, un abitante del posto che da poco ha scelto di vivere nella zona, si autodenuncia dell’omicidio. Tutto il paese sembra invece convinto che sia suo figlio Michael il vero colpevole. Le indagini porteranno alla luce dei gioielli ed alcune pagine di un diario scritto, con molta probabilità, da un celebre ospite della valle. Il diario parla di un omicidio avvenuto circa cento anni prima ma è una storia di cui gli abitanti della valle non vogliono parlare. L’indagine sarà affidata al commissario Grauner in collaborazione con il suo fido ispettore Saltapepe. La storia si svolge in quattro giorni, scanditi da altrettanti capitoli del libro, caratterizzati da un racconto incalzante con una serie di eventi e colpi di scena che attirano l’attenzione del lettore, senza mai un calo di tensione narrativa.

La storia è molto intricata e racconta una vicenda che ha le radici in eventi accaduti oltre cento anni prima. La locanda del paese è il punto di riferimento per le indagini, dove è facile incontrare persone coinvolte negli eventi. La piccola comunità montana è composta da poche persone, dove tutti sanno tutto degli altri ma raramente parlano volentieri dei fatti che non li riguardano e spesso una sorta di omertà valligiana rende difficili le indagini per la coppia di poliziotti, alle prese con difficoltà do ogni genere. Il romanzo è un riuscito mix di buoni ingredienti: la vita nella valle, le abitudini dei valligiani, la natura, la buona cucina, le storie tramandate dal passato, la costruzione di dighe che hanno provocato ferite alle popolazioni non facilmente curabili, antiche rivalità tra le famiglie egemoni della valle, affari moderni ed antiche faide familiari, innamoramenti sfortunati e malesseri giovanili. Tanti ingredienti che Lenz Koppelstätter ha saputo dosare e mettere insieme con una scrittura piacevole e scorrevole, con una buona dose di creatività, dimostrata dal finale imprevedibile.

The warehouse

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Titolo: The Warehouse

Autore: Rob Hart

Editore: DeA

Traduzione: Carlo Prosperi

Siamo in un futuro prossimo abbastanza simile alla nostra epoca. Le auto sono solo elettriche e le emissioni di CO sono state ridotte anche se il livello dei mari ha sommerso alcune città importanti. La vita quotidiana delle persone è influenzata fortemente da Cloud, una società di distribuzione di dimensioni enormi, capace di consegnare ovunque i prodotti che commercializza, consegnandoli con i suoi droni, ecologici, veloci, pratici e senza pilota. Ogni genere di prodotto è disponibile nell’immenso catalogo di Cloud che grazia a politiche sempre più aggressive ha distrutto il mercato globale, diventando di fatto l’unico attore presente sul mercato della distribuzione. Per molte persone Cloud non solo è l’unico posto dove comprare le merci, il cibo, ogni genere di prodotto, ma anche l’unico posto dove andare a lavorare. Cloud è una perfetta macchina organizzativa che fa di tutto per tenere alta la produttività dei dipendenti, che svolgono solo incarichi semplici e di basso livello, come mettere i beni venduti negli scaffali o prendere i generi e metterli sui nastri trasportatori per poterli spedire. Chi non tiene il passo viene licenziato. Regole semplici, crudeli e spietate. I dipendenti di Cloud vivono all’interno di Cloud in minuscoli appartamenti, mangiano solo il cibo di Cloud, consumano solo prodotti per loro disponibili in Cloud, sono controllati in tutto quello che fanno. La parola “sindacato” non può essere neanche pronunciata e le libertà individuali sono molto limitate.

Il libro ha tre principali protagonisti. Uno è mr. Gigson, il fondatore e proprietario di Cloud, un uomo ricchissimo che è malato terminale e ha deciso che prima di morire vuole visitare tutte le sue aziende. In alcuni capitoli del libro parla in prima persona della sua genialità, del suo grande spirito imprenditoriale ed innovativo messo a disposizione delle persone per facilitare le loro vite.

Il secondo protagonista è Paxson, un piccolo imprenditore che per anni ha accarezzato il sogno di mettersi in proprio e di avere una propria attività ma proprio per colpa di Cloud ha dovuto chiudere l’azienda, rinunciare al suo sogno e rimasto senza lavoro gli è rimasta come unica possibilità andare a lavorare per  Cloud.

La terza protagonista è Zinnia, una ex professoressa che nasconde dietro un aspetto avvenente e di brava impiegata l’attività di spia, assunta da un misterioso mandante per scoprire segreti di Cloud per riuscire a colpirla e farla fallire.

The Warehouse è un thriller scritto in un futuro non molto diverso da quello che potrebbe essere il mondo in cui vivremo tra qualche anno. In fondo anche oggi ci sono alcune megacorporation così ricche e potenti da essere superiori per potere reale e finanziario di molti stati sovrani, capaci quindi di accerchiare le leggi o farle modificare a proprio vantaggio, senza temere in nessun modo l’operato dei governi e delle loro eventuali contromisure. Già oggi in molte aziende i diritti dei lavoratori sono stati sacrificati e cancellati in nome della produttività, della globalizzazione, della riduzione dei costi di esercizio. In cambio di un salario modesto e non garantito, le persone accettano condizioni di lavoro che negli anni settanta o ottanta sarebbero state impossibili da imporre. Questo viene descritto e rappresentato da stampa e media in genere come il nuovo che avanza mentre invece è solo il vecchio che trionfa, azzerando i progressi fatti da anni ed anni di lotte per i diritti dei lavoratori. Siamo diventati incapaci di reagire, accettiamo supinamente tutto quello che ci viene imposto da una classe politica ormai incapace di avere un progetto per il nostro futuro e che subisce l’operato di aziende potenti, veloci nell’attuare le proprie politiche e che si approfittano della colpevole inerzia dei vari governi per metterli di fronte al fatto compiuto e quindi in condizioni in cui è difficile tirnare indiatro.

The Warehouse di Rob Hart è un libro che denuncia i rischi che stiamo correndo, che tipo di futuro avremo se non cambiamo in fretta direzione e modo di fare. Un buon libro che invita a non accettare che l’avidità ed il cinismo continuino a governare il mondo.

Il gioco del silenzio

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Titolo: Il gioco del silenzio

Autore: Rob Keller

Editore: DeA

Il gioco del silenzio è il romanzo di esordio di Rob Keller, nato nel 1956 e vissuto sul lago di Como, lavorando come maestro orologiaio. Esordire a 63 anni non è una cosa comune ma è la dimostrazione di come la passione e la determinazione possano rendere possibili i sogni quando si vuole vederli realizzati. La vita dell’autore spiega come mai questo romanzo sia ambientato proprio in una villa sul lago di Como chiamata “Villa degli orologi”, una imponente e lugubre proprietà della potentissima famiglia Radlach, in zona molto conosciuta e temuta.

La protagonista del romanzo è Cristina, una criminologa che ha da poco risolto un caso molto impegnativo e si è presa una pausa dal lavoro anche per occuparsi di suo figlio Leone, un bambino che ha un disturbo da deficit di attenzione che ha bisogno di essere seguito con pazienza e dedizione. Un giorno Cristina riceve una telefonata dal padre che la avvisa del suicidio di suo zio Francesco. Cristina è costretta a tornare nel paesino sul lago di Como dove è nata enda cui è fuggita appena  ha potuto, per allontanarsi dal padre con cui aveva un rapporto molto difficile. Vuol dire anche ritornare alla Villa degli Orologi dove suo padre Alessandro e lo zio suicida avevano lavorato per tanti anni a servizio della famiglia radlach. Cristina capisce subito che quello che è stato definito un suicidio in realtà è un omicidio ma non ha intenzione di contribuire alle indagini per non dover ricordare un passato che non ha alcuna intenzione di rivivere. Ma lo sviluppo degli eventi la costringeranno ad occuparsi delle indagini, scoprendo molto di più di quello che poteva immaginare quando ricevette la telefonata del padre.

Il romanzo descrive una storia familiare torbida, difficile, piena di segreti e di violenze, tenute segrete grazie alla potenza della famiglia Radlach ed ai comportamenti ambigui di altri protagonisti delle storie. La scrittura è lineare con una buona tensione che tiene alta l’attenzione del lettore. Rob Keller ha creato personaggi ben caratterizzati, con molti limiti e difetti che li rendono normali e molto reali. Il romanzo ricostruisce il passato di persone che con i loro segreti hanno nascosto violenze, ricatti, ruberie, ricatti e convenienze di vario tipo. Una storia che racconta come l’ambizione e la voglia di salire la scala sociale trasformi anche le migliori persone che per troppa ambizione si comportano in modo opposto a quello che la propria indole suggerirebbe. Il libro mostra anche come troppo spesso i bambini sono vittime di traumi vissuti in tenera età e tali episodi possono avere effetti devastanti sulla loro crescita e sulla loro personalità da adulti.

Un debutto interessante questo di Bob Keller, sia per la sua storia personale, che per la qualità del suo primo lavoro.

Presenza oscura

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Titolo: Presenza oscura

Autore: Wulf Dorn

Editore: Corbaccio

Traduzione: Alessandra Petrelli

Siamo in Germania. Nikka è una ragazzina di 16 anni che era andata ad una festa con la sua amica Zoe. Era la sera di Hallowin, tutti in maschera, un locale affollato, musica a tutto volume e tanti bicchieri con dentro alcool ma anche tanta droga. Nikka si risveglia in ospedale, dopo essere stata in coma ma soprattutto dopo ventuno minuti in cui il suo cuore si era fermato. Nikka ha qualche vago ricordo. Un tunnel lungo e buio, con una luce in fondo. Non ricorda altro. Al risveglio in ospedale  scopre che Zoe è sparita la sera della festa e non è più tornata a casa.

“Presenza Oscura” e’ il primo libro che leggo di Wulf Dorn. È un autore di thriller psicologici, ma i suoi romanzi potrebbero far parte della sezione horror senza sfigurare. La protagonista è Nikka, che racconta in prima persona l’avventura incredibile cha ha vissuto, prima con la sua esperienza di pre-morte e poi con le ricerche per ritrovare la sua amica Zoe. Il racconto sembra rivolto ai giovani per l’età dei protagonisti e per alcuni dei temi trattati, come la dipendenza da social o gli abusi di alcol e droghe, ma nel suo svolgimento ci sono anche molti spunti di interesse per le persone adulte in quanto il racconto mostra la gamma completa di brutture che l’animo umano può concepire, rendendo la storia adatta a tutti gli appasionati del genere thriller – horror. Il libro ha una trama molto ben definita, che conduce il lettore verso direzioni inaspettate ed ogni volta diverse. Inizialmente il tema della pre-morte ha il sopravvento e Nikki sembra la versione horror della serie televisiva “Ghost Whisperer” con Nikka novella Melinda Gordon, che può comunicare con gli spiriti delle persone morte. Poi la storia prende una piega inaspettata, spariscono i fantasmi e comincia la parte del libro più tradizionale, dove si ha a che fare con la malvagità umana ed i suoi progetti imprevedibili.

Wulf Dorn è uno scrittore che conosce molto bene come catturare l’attenzione dei suoi lettori e come sorprenderli in modo sempre diverso, giocando con la tensione o la parte horror o giocando la carta dell’imprevisto con molta capacità. Nikka è una voce narrante giovane, determinata e coraggiosa ed è pronta a qualsiasi sacrificio pur di salvare la sua amica Zoe che invece è vittima di una serie di circostanze del tutto imprevedibili. La scelta di raccontare la storia utilizzando una giovane protagonista come Nikka, è una scelta indovinata. Solo una persona giovane più credere così tanto nell’amicizia per arrivare a fare quello che Nikka fa per salvare la vita di Zoe ed anche per riuscire a superare un trauma così grande come quello vissuto dalla giovane la sera in discoteca, quando è morta per ventuno minuti. Molti riferimenti musicali nel libro, molte citazioni musicali, alcune di ottimo livello.

Ossigeno

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Titolo: Ossigeno

Autore: Sacha Naspini

Editore: Edizioni e/o

Laura era una bambina di otto anni quando è stata rapita. Per quattordici anni è stata tenuta relegata in un container da un uomo crudele.  Luca è figlio del famoso professore Balestri, docente universitario, antropologo noto in tutto il mondo. Una sera Luca vede suo padre arrestato e portato via da casa con ancora il boccone della cena che stava consumando in bocca. Quella sera Luca scopre che suo padre ha rapito una ragazzina di otto anni e per quattordici anni la ha tenuta prigioniera.

Le vite di Laura e Luca saranno per sempre condizionate dal trauma tremendo che hanno vissuto, sia pure con ruoli molto diversi. Anche la vita della madre di Laura cambierà per sempre, con il quasi rifiuto di accettare il ritorno a casa della figlia, come pure la vita della migliore amica di Laura cambierà per sempre per il senso di colpa di aver chiesto con insistenza alla sua amichetta di uscire quel giorno del rapimento.

Il romanzo racconta quello che succede alle vittime di eventi terribili, come possano superare il trauma vissuto, come le personalità delle persone vengano modificate e come possa essere possibile ritrovare un equilibrio.

“Ossigeno” è un libro scritto in modo diretto e lineare. I pensieri dei protagonisti sono descritti in modo esemplare, riuscendo a esprimere emozioni forti e fatti tragici, tenendo alta l’attenzione del lettore senza terrorizzarlo. Il libro non dedica una parola al perché un antropologo possa avere rapito una bambina, il libro non si occupa del perché certe cose possano accadere. Il libro tratta solo come sia possibile ritornare alla propria vita dopo aver vissuto traumi e violenze così grandi come quello che ha subito Laura.

Sacha Naspini riesce ad entrare nelle menti dei protagonisti in modo molto efficace, riuscendo a descrivere sentimenti e problemi, indagando nel profondo, dove c’è solo il buio, senza alcun spiraglio di luce.

Quel che sa la notte

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Titolo: Quel che sa la notte

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Un gruppo di turisti tedeschi è in gita al famoso ghiacciaio Langjökull, il più grande di Islanda. Mentre la guida illustra le meraviglie del ghiacciaio e mostra i segnali di sofferenza dovuti al riscaldamento globale, appare il corpo di un uomo congelato in ottimo stato di conservazione. Si tratta di un imprenditore scomparso da oltre trent’anni in circostanze mai chiarite. Il medico legale che riconosce il cadavere si ricorda che il caso era stato seguito da un suo amico, un poliziotto ora in pensione, Konrað. Ai tempi della scomparsa, le indagini erano state orientate sul socio di affari del morto, ma in mancanza di prove il caso era rimasto irrisolto. Il ritrovamento del cadavere rimette tutto in discussione e proprio l’ex poliziotto Konrað riprende le indagini in modo non ufficiale, aiutato dai suoi colleghi ancora in attività.

Il romanzo “Quel che sa la notte” è completamente ambientato in Islanda, una terra dalla natura impetuosa e ricca, ma anche dura e avversa all’uomo, che per viverci deve abituarsi al freddo ed alle tante difficoltà. L’ambiente avverso è una costante importante della vita islandese e la sua conoscenza è condizione necessaria per apprezzare il libro in tutte le sue sfumature. La storia racconta la trama del thriller ma è anche l’occasione per l’autore di  parlare delle condizioni di vita dei protagonisti, persone normali che vivono a Reykjavik, tra difficoltà ambientali e climatiche ma anche in condizioni sociali non proprio invidiabili, almeno per noi mediterranei. Il thriller è ben costruito, complesso, con sempre nuove figure che compaiono nel racconto, che rendono la storia sempre più complessa e apparentemente senza soluzione. Come spesso accade l’indagine e il crimine sono la base su cui raccontare la vita degli islandesi, quando alcool e solitudine sono le armi disponibili per rendere apparentemente forti persone fragili e dove una certa freddezza nei rapporti umani rende le vite malinconiche e vissute generalmente senza passioni. Lo stile di Arnaldur Indridason qualche volta si lascia andare ad una certa lentezza, ma è preciso e lineare, porta il lettore verso la soluzione senza grossi scossoni che sono più congeniali ad altre ambientazioni. Il fascino dei luoghi e una certa rassegnazione dei protagonisti caratterizza il libro che analizza in modo distaccato e senza alcun pudore i limiti ed i difetti della società islandese. Un libro affascinante ed originale, che mette insieme storie criminali, storie d’amore interrotte tragicamente, solitudine e caparbietà umana. C’è di tutto in questo libro, tranne l’umorismo. Ma non se ne sente la mancanza e la necessità.

Dodici rose a Settembre

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Titolo: Dodici rose a Settembre

Autore: Maurizio de Giovanni

Editore: Sellerio

Maurizio de Giovanni è in un momento di grande produttività e di grande successo. Il suo ultimo libro, Dodici rose a settembre, uscito per Sellerio, vede come protagonista la dottoressa Gelsomina Settembre, da tutti chiamata Mina, un personaggio che ha tutte le caratteristiche per diventare protagonista di una nuova serie di romanzi, secondo lo stile di de Giovanni, che fin qui ha dato il meglio di se nelle produzioni seriali. Mina è una donna di circa quarant’anni, divorziata, il suo ex marito è un magistrato, subisce le angherie della madre che non fa altro che sminuirla e trattarla male. Mina lavora in un consultorio pubblico a fianco ad un collega bellissimo che è al centro delle attenzioni di tutte le donne che lo incontrano.

La trama si svolge attorno a due vicende principali. L’ex marito di Mina, il magistrato Claudio De Carolis, sta indagando sugli omicidi di un serial killer che uccide le sue vittime dopo aver inviato dodici rose. L’arma del delitto è sempre la stessa e il proiettile è una specie di firma che l’assassino lascia sulle sue vittime.

Mina Settembre, nella sua qualità di assistente sociale, deve affrontare quotidianamente situazioni difficili, sia per la cronica carenza organizzativa del consultorio, che per le difficili situazioni sociali ed umane che si trova ad affrontare. A renderle la vita più complicata sembra che un oscuro ammiratore abbia cominciato ad inviarle una rosa al giorno, ma il suo ex marito è all’oscuro di questo particolare della vita della ex moglie.

Maurizio de Giovanni ha scritto un libro fluido e positivo, con una trama piena di personaggi tipici da commedia, per raccontare la realtà della sua città, piena di contraddizioni, di personaggi violenti e di personaggi dalla carica umana inarrestabile o altri dalla simpatia trascinante. Il racconto ha molti spunti comici ed è molto diverso dai toni melanconici degli ultimi libri con Sara come protagonista oppure quelli decisamente  più drammatici del commissario Ricciardi o dei Bastardi di Pizzofalcone.

Mina è un anti-personaggio, verso la quale non si può che provare empatia, data la sua situazione personale e familiare, così come verso gli altri protagonisti, donne e uomini, personaggi accumunati da una vita faticosa che si svolge in una città tumultuosa e spesso inverosimile come Napoli, che viene vissuta e affrontata sempre con passione e leggerezza.

Il trafficante

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Titolo: Il Trafficante

Autore: Jorge Fernandez Diaz

Editore: Longanesi

Traduzione: Patrizia Spinato

Remil è un agente dell’intelligence argentina. Viene da un periodo difficile per lui abituato ad operazioni rischiose e sotto copertura. Sta pagando gli errori commessi durante una operazione antidroga con un periodo in cui è stato impiegato solo per incarichi secondari e di scarsa importanza. Il suo purgatorio termina quando viene coinvolto nelle indagini sulla scomparsa di una suora molto nota per le sue attività caritatevoli nelle zone povere di Baires. La religiosa è scomparsa improvvisamente, ha lasciato un messaggio di difficile interpretazione. La sua scomparsa e le conseguenti indagini potrebbero mettere in imbarazzo il Vaticano. Un uomo molto vicino a papa Francesco contatta il capo di Remil affidandogli le indagini sulla scomparsa della religiosa. Remil è di nuovo chiamato in azione e dopo un breve soggiorno in Italia si ritrova in Argentina, in Patagonia. L’indagine lo porterà verso un nuovo incarico e Remil si troverà nella squadra di una consulente politica priva di scrupoli che sta curando l’immagine del Governatore della zona. Remil si troverà coinvolto in una avventura in cui le manovre politiche si mescoleranno con lo spionaggio, corruzione a vari livelli negli organismi dello stato, manipolazione delle informazioni e finte operazioni di marketing costruite per scoprire vicende criminali. La storia cambia continuamente ambientazione e passa da Roma a Napoli fino alla Patagonia, con continui viaggi e frenetici spostamenti, fino al ritorno in Italia. Lo stile di Jorge Fernández Díaz deriva dalla sua professione di giornalista di inchiesta, quindi informato e dettagliato, senza troppi orpelli ma con una certa ricercatezza. Una storia che vede tra i protagonisti uomini del Vaticano, trafficanti di droga, criminalità organizzata, politici e uomini di potere, coinvolti in una serie di vicende difficili da collegare tra loro se non si conoscono i retroscena. Il libro è originale per l’ambientazione nel sud argentino, una parte del paese poco sfruttata come ambientazione di thriller e spy story, così come le ampie e dettagliate descrizioni dei retroscena della vita politica argentina, sono una componente importante ed interessante del libro. Una lettura coinvolgente.

The Chain

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Titolo: The Chain

Autore: Adrian McKinty

Editore: Longanesi

Traduzione: Alberto Pezzotta

La vita di Rachel Klein non era stata facile negli ultimi tempi. Aveva cambiato lavoro, era guarita da un cancro al seno che ancora doveva essere completamente domato, aveva divorziato. Una giornata come altre, una telefonata da un numero anonimo la avvisa che sua figlia Kylie è stata rapita. Non è un rapimento comune. La voce al telefono le dice cosa deve fare, come deve pagare ma soprattutto le dice che per rivedere sua figlia deve rapire un altro ragazzo, per proseguire la terribile catena. Rachel trova dentro di sé la forza per trovare i soldi, per pagare la cifra richiesta, eseguendo alla lettera le istruzioni ricevute e soprattutto mettere in pratica il piano criminale che prevede un rapimento. In poche ore Rachel si trasforma in un freddo e calcolatore criminale per amore della figlia. E’ rimasta intrappolata nella catena.

La storia è ben costruita e ruota attorno alla forza che i genitori possono trovare dentro di sé per salvare i figli in pericolo. In certi casi convinzioni civili e morali perdono ogni significato, i genitori si ritrovano accecati dall’amore per i propri figli, trasformandosi in quello che non sono e che mai vorrebbero essere. L’inventore della catena ha costruito un meccanismo apparentemente perfetto, in cui le sue vittime diventano anche suoi complici, garantendosi l’incolumità nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto. Ma non aveva previsto di avere a che fare con Rachel, una donna determinata e coraggiosa, decisa a tutto, sia per salvare la figlia che per interrompere la catena per sempre.

Un libro originale, con una trama costruita con ingegno, in un susseguirsi di eventi incalzanti, per una lettura coinvolgente ma anche destabilizzante. Adrian McKinty ha saputo giocare con il doppio ruolo che i personaggi sono chiamati ad affrontare, ossia quello di amorevoli genitori e di spietati rapitori, di vittime della catena e spietati carnefici, persone gentili e crudeli esecutori di ordini superiori. Con questa dualità dei personaggi che il libro gioca le sue carte migliori, con i protagonisti costretti a diventare quello che non sono per amore dei propri figli, chiamati a giocare una partita che non avrebbero mai voluto iniziare che potrebbe non avere mai fine. L’origine della catena ha inizio da un trauma infantile di un ragazzo e la storia dimostra di come gli eventi dell’infanzia segnato in modo determinante la psicologia di un ragazzo. Un thriller che racconta una trama avvincente ma è anche un modo per indagare la mente umana quando è soggetta a sollecitazioni estreme.

Musica sull’abisso

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Titolo: Musica sull’abisso

Autore: Marilù Oliva

Editore: HarperCollins

Il cadavere di una giovane donna viene ritrovato lungo l’argine di uno dei corsi d’acqua della Pianura Padana. Il corpo è reso irriconoscibile dalle conseguenze della lunga permanenza in acqua. La Polizia di Padova chiude il caso come suicidio, forse in modo troppo sbrigativo. I familiari della donna non vogliono credere alla tesi del suicidio e si recano alla Polizia di Bologna, nella sezione dove lavora Micol Medici, già protagonista del primo romanzo di Marilù Oliva, “Le spose sepolte”. Le indagini vengono orientate dai familiari della vittima verso la classe che la povera donna aveva frequentato al liceo, il Cicerone di Bologna, una scuola pubblica frequentata dai rampolli delle famiglie più in vista di Bologna. La classe è stata colpita da un destino tragicamente avverso dato che molti degli studenti sono morti in tempi diversi ed in circostanze sempre diverse e tali da non far emergere alcun tipo di collegamento. C’è una data ricorrente nelle morti, il 21 febbraio. Dopo un primo momento di smarrimento dovuto ai motivi per cui la Polizia possa aver ignorato per tanto tempo questa strage senza avere il minimo sospetto, le indagini partono con il massimo impegno, bisogna fare presto prima che la stampa si interessi del caso e scateni il putiferio. L’ispettrice Micol Medici dirige le indagini che partono dagli interrogatori delle famiglie degli studenti morti, dagli studenti rimasti in vita e dai professori della scuola.  Le indagini portano alla luce una canzone, scritta dagli studenti, il latino, che anticipa in modo macabro e puntuale quello che sarebbe accaduto ad alcuni degli studenti della classe.

Una catena di morti impressionante e difficilmente collegabili tra loro, una canzone apparentemente priva di significato ma che alla luce dei macabri fatti accaduti assume tutt’altro significato. Un mistero ben congegnato e costruito in modo brillante attorno alle vite degli studenti, con le loro passioni giovanili, i loro dubbi ed incertezze unite alla voglia di sorprendere e di esplorare zone proibite. Ragazzi apparentemente fortunati, di buona famiglia, ma con storie individuali non facili, qualche volta drammatiche, nulla è bello e pulito come sembra. In questo secondo capitolo delle indagini di Micol Medici, Marilù Oliva ha scritto un bel romanzo con una trama originale e ben costruita, con una grande attenzione verso la descrizione della condizione sociale dei protagonisti, trattando argomenti impegnativi come la malattia, l’attrazione dei giovani verso le droghe, le difficoltà dei giovani ad accettare se stessi, i fenomeni di bullismo e di prevaricazione di alcuni sui più deboli, i rapporti mai facili tra genitori e figli, il tutto con eleganza e leggerezza ma mai con superficialità.

La lettura è resa ancora più interessante da riferimenti letterari che impreziosiscono il testo senza appesantirlo. L’importanza della musica nell’indagine, da cui il chiaro richiamo del titolo, dà eleganza al racconto e fornisce un elemento in più per essere attratti dalla lettura.

Rosso come il mare

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Titolo: Rosso come il mare

Autore: Wolfram Fleishhauer

Editore: Emons

Traduttore: Simone Buttazzi

Teresa si trova a bordo della nave Valladolid per conto della UE con il compito di controllare che le operazioni di pesca si svolgessero in modo regolare. Durante questa ispezione, Teresa scompare misteriosamente senza lasciare traccia. L’equipaggio della nave dichiara di non sapere cosa possa essere accaduto, ma ritengono molto probabile che la ragazza possa essere caduta in mare. Il suo fidanzato e collega John Render è distrutto dal dolore, per la perdita della fidanzata e per non essere riuscito a proteggerla. Dall’altra parte del mondo, anche l‘attivista Ragna Di Melo è distrutta per la scomparsa della sua amica Teresa. Ragna sta combattendo una guerra spietata contro la pesca illegale e contro le grandi società che controllano il mercato del pesce mondiale, che coprono attività illegali ed immensamente dannose per il sistema marino. Nella storia c’è coinvolto anche un ex fidanzato di Ragna che ora fa l’interprete per la Comunità Europea. Il sig. Di Melo sta cercando sua figlia per proteggerla, ma Ragna ha interrotto da anni ogni rapporto con lui a causa delle attività illegali delle sue aziende. Quali sono i collegamenti tra questi personaggi e quali sono gli eventi che li vedranno protagonisti? Basta leggere Rosso come il mare. Un thriller di matrice ecologica che mette a nudo le difficoltà che un organismo come la Comunità Europea deve affrontare nel cercare di regolamentare un settore come la pesca che offre possibilità enormi di guadagno soprattutto se le attività sono svolte in modo irregolare. Gli interessi economici rendono gli uomini sempre più ingordi e sfruttano una risorsa come il mare senza alcun rispetto. La pesca è diventata un business miliardario, migliaia di navi, veri e propri stabilimenti industriali galleggianti, solcano il mare depredandolo di tutto quello che riescono a prendere, compromettendo sia la fauna che la flora, distruggendo il sistema marino. Le lavorazioni sono fatte a bordo delle navi stesse e controllare le attività è praticamente impossibile soprattutto quando le specie protette pescate vengono trasformate immediatamente in farine o altri semilavorati. A fronte dei guadagni milionari delle grandi organizzazioni, i piccoli pescatori con le loro barchette non riescono più a guadagnare dal loro lavoro divenuto ormai improduttivo per le scarse catture e per i prezzi sempre più bassi che il mercato impone. E se in Europa ci sono leggi che provano a difendere il mare e ci sono organismi che cercano di controllare e limitare le attività illecite, ci sono intere nazioni extraeuropee che non svolgono alcun controllo sulle attività di pesca, tollerando da anni attività svolte in modo massivo e eccessivo, senza rispettare l’ambiente e senza dare il tempo alle varie specie di riprodursi evitando la scomparsa delle specie ittiche.

Un libro scritto da Wolfram Fleischhauer, scrittore ma anche interprete della Comunità Europea, che prova a difendere l’operato dell’istituzione per cui lavora dagli attacchi di coloro che la ritengono una inutile fabbrica di regolamenti astrusi e inapplicabili. Mentre la UE cerca di fare qualcosa pur nelle lungaggini delle commissioni, estenuanti riunioni, lunghi dibattiti ed emana leggi e regolamenti che cercano di migliorare le cose, il mondo va comunque a rotoli per colpa della cupidigia immorale di uomini senza scrupoli ed a nulla valgono gli sforzi di qualche idealista che decide di combattere il declino del pianeta con azioni che sconfinano con il terrorismo e che portano a risultati opposti rispetto alle intenzioni, favorendo alla fine proprio quelle organizzazioni che vorrebbero combattere. Un bel thriller con tanti protagonisti molto diversi tra loro, con idee ed obiettivi diversi, tutti a modo loro coraggiosi e determinati ad ottenere il proprio obiettivo, nel bene e nel male. Sullo sfondo il declino del nostro pianeta, ecologico e morale.

OXEN La prima vittima

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Titolo: Oxen – La prima vittima

Autore: Jens Henrik Jensen

Editore: Salani

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Oxen è il titolo del libro ma è anche il cognome del protagonista, Niels Oxen, un eroe di guerra danese, un super-soldato capace di azioni mirabolanti, con tante decorazioni. Dopo aver partecipato a molte missioni, divenuto un veterano, ha lasciato l’esercito, ha divorziato dalla moglie, è afflitto da disturbo da stress post-traumatico, si ritrova a vivere ai margini della società, senza fissa dimora, unico suo compagno il fedele Mr. White, un cane di razza samoiedo che ha adottato da oltre tre anni.

Mentre Oxen vagabondeggia nei boschi danesi, due degli uomini più potenti della Danimarca perdono la vita in circostanze sospette, uno in un incidente stradale, l’altro incircostanze mai chiarite ufficialmente durante una gita in canoa. In entrambi i casi un lugubre cerimoniale è stato rispettato, ossia qualche giorno prima della morte, i rispettivi cani delle vittime sono stati ritrovati impiccati. Stessa sorte tocca ad un ex ambasciatore ed al suo cane. Non ci sono più dubbi che si tratta di omicidi che hanno una matrice comune. C’è un serial killer che sta uccidendo secondo un oscuro disegno criminale o per una vendetta di cui non si conoscono i retroscena. L’indagine viene condotta dai vertici dei servizi segreti e Niels Oxen si ritrova ad essere prima sospettato di essere il responsabile degli omicidi, poi ad essere ingaggiato dai servizi per contribuire alle indagini operando in modo non ufficiale, senza alcuna copertura. L’indagine prenderà direzioni impensabili arrivando a scoprire l’operato di una antica società segreta che opera per condizionare ed indirizzare le scelte politiche e strategiche del governo danese.

Un libro di azione, di avventura, di spionaggio, in cui poteri occulti, servizi segreti, politici, donne e uomini di potere si ritrovano coinvolti in una avventura mozzafiato, raccontata con mestiere e senso del ritmo. Una trama articolata, complessa, con protagonisti personaggi originali e ben costruiti, con le loro ambiguità, paure, doppi giochi e comportamenti leciti ed illeciti. Quando potere politico, servizi segreti e uomini d’affari combinano qualche guaio che deve essere nascosto all’opinione pubblica, ognuno mette in campo il peggio di sé e le vittime sono sempre quelle che occupano la parte bassa della gerarchia sociale, pedine di poca importanza in uno scacchiere molto affollato di persone solo apparentemente potenti e rispettabili. Un libro che critica gli interventi militari all’estero condotti per esportare la democrazia, che evidenzia la mancanza di moralità della politica e di chi gestisce il potere a vari livelli, che denuncia come i reduci dalle guerre siano abbandonati a se stessi e destinati anche da veterani ad essere considerati merce avariata da continuare a mandare allo sbaraglio. Un libro che parte come un tipico giallo scandinavo ma che si trasforma via via in un thriller politico ma anche un libro di denuncia contro lo scadimento della classe dirigente e di come viene gestito il potere. Una lettura piacevole e imperdibile per gli amanti del genere.

Il Party

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Titolo: Il Party

Autore: Elizabeth Day

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Serena Prina

Il Party è un thriller psicologico che racconta la storia dell’amicizia tra Martin Gilmour e Ben Fitzmaurice. Il libro inizia con uno sfarzoso party organizzato da Ben per i suoi quarant’anni nella sua nuova villa. Martin è con la moglie Lucy e verso la fine della festa ha un incontro con Ben e la moglie. Martin uscirà sconvolto dall’incontro con il suo migliore amico e si ritroverà nella stanza degli interrogatori del commissariato di polizia locale. Cosa si nasconde dietro l’amicizia tra i due che era cominciata quando i due erano adolescenti e non aveva mai dato segni di cedimento? Difficile dire di più senza anticipare troppo della trama. Il libro è scritto dal punto di vista cronologico al contrario, inizia praticamente dalla fine e racconta con continui salti all’indietro, in epoche sempre diverse, la storia dell’amicizia dei due ragazzi, fino ad arrivare di nuovo alla famosa festa per i quarant’anni di Ben.

Un libro dalla trama intrigante, basata sull’intreccio del racconto tra passato e presente e sul gioco di non far capire al lettore cosa è accaduto tra i due amici durante la vita passata ed in particolare la sera della festa e perché Martin si trova ad essere interrogato dalla polizia. Il libro tratta il tema dell’amicizia tra due adolescenti, come l’amicizia si trasforma con il passare del tempo. Le differenze sociali impediranno che l’amicizia rimanga quella disinteressata ed ingenua delle prime fasi e il rapporto tra i due diventerà un rapporto di reciproca convenienza. E chi sarà alla fine il vero opportunista? Il povero ragazzo affascinato da quello ricco e bello che farà di tutto per diventarne amico o quello ricco che scoprendo l’influenza che ha sull’amico povero la userà a suo vantaggio?

Di questo libro ho apprezzato la trama, interessante e con un intreccio ben congegnato, ma ho trovato i personaggi leggermente senza mordente. Il finale poi non mi è sembrato all’altezza del resto della trama lasciandomi un senso di incompletezza.

Punizione

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Titolo: Punizione

Autore: Elizabeth George

Editore: Longanesi

Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Punizione è il ventesimo romanzo di Elizabeth George con protagonista l’ispettore Lynley, ancora una volta in coppia con il sergente Barbara Hayers.

Ian Druitt è un diacono di Ludlow che viene trovato cadavere nel commissariato di zona, dove era trattenuto in custodia cautelare. Era accusato di un crimine tra i più disumani che possano esistere, eppure tanto diffuso negli ambienti ecclesiastici. Le indagini hanno archiviato il caso come suicidio, ma la famiglia Druitt, facoltosa e molto ben inserita in ambienti politici che contano, rifiuta di credere che il figlio si possa essere suicidato e soprattutto che possa essere coinvolto in atti di pedofilia. Le pressioni della famiglia ottengono che New Scotland Yard si occupi del caso con molta cura e dedizione. Vengono inviate sul posto ad indagare il sergente Barbara Hayers e il suo capo Isabelle Ardery. Il supplemento di indagine non porta a novità di rilievo e le due inviate tornano a casa senza novità di rilievo, almeno apparentemente. Sarà grazie all’intuito e alla determinazione di Barbara se l’indagine riuscirà ad incanalarsi nella giusta direzione ed individuare la fitta rete di intrecci che si nascondono dietro la morte di Druitt.

Il romanzo è scritto in modo impeccabile, con descrizioni dei luoghi e delle situazioni molto accurate e dettagliate, con i caratteri dei personaggi ben definiti. La trama come al solito nel romanzi di Elizabeth Geroge è molto complessa e le connessioni tra i vari personaggi e le diverse storie non sono semplici da capire in anticipo, bisogna arrivare quasi alla fine della storia per riuscire a collegare il tutto. I rapporti personali tra i vari protagonisti del gruppo di investigatori tengono banco quasi come il procedere dell’inchiesta e costituiscono una parte significativa della storia, in particolare la situazione personale di Isabelle Ardery, costretta ad affrontare un periodo molto difficile della sua vita, tra il divorzio, i problemi di alcool e le difficoltà professionali. Un bel thriller, da leggere quando si ha qualche giorno libero, altrimenti la lettura si prolungherebbe per troppo tempo, 682 pagine non sono uno scherzo.