V2

V2

Titolo: V2

Autore: Roberto Harris

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

V2, titolo inequivocabile. Si parla dei razzi che i nazisti usavano per bombardare Londra. Macchine velocissime che colpivano il bersaglio senza nessun preavviso, disseminando morte e distruzione. Era il 1944 e lo sbarco in Normandia era già avvenuto. La Germania stava per soccombere e le V2 erano l’arma segreta con cui Hitler e la sua propaganda cercava di convincere il suo popolo che era ancora possibile cambiare le sorti della guerra. Il libro racconta gli avvenimenti dell’epoca attraverso gli occhi di due giovani, uno appartenente alle forze armate tedesche, l’altro appartenente alle forze armate inglesi. Rudi Graf è un ingegnere tedesco, ha partecipato al progetto delle V2, è stato compagno di studi di Werner Von Braun, ideatore dell’arma micidiale. Graf non è un nazista ma si ritrova costretto a lavorare al programma missilistico, sotto lo stretto controllo di un ufficiale delle SS che ne controlla la fedeltà all’ideologia hitleriana. Kay Caton-Walsh è una giovane ausiliaria dell’aeronautica inglese, ha una relazione con il suo comandante. Si trovava con il suo amante in un albergo di Londra quando proprio una V2 colpì l’edificio. La giovane Kay, dopo aver rischiato la vita, decise di partecipare più attivamente alle operazioni contro i tedeschi e si fece inviare in missione in Belgio per far parte di una squadra speciale con il compito di individuare e distruggere le basi da cui partivano i missili V2.

La trama racconta le drammatiche vicende della Seconda Guerra Mondiale attraverso i destini di Rudi e di Kay, impegnati sui due fronti opposti. Tanti colpi di scena, tante vicende umane all’interno di una vicenda terribile come la Seconda Guerra Mondiale. Robert Harris è un grande scrittore di thriller storici, raccontati con ritmo incalzante, con tanti dettagli verosimili e credibili sul piano storico, con grande attenzione verso le tecnologie utilizzate, raccontale con dovizia di particolari ma mantenendo una grande chiarezza. Una lettura avvincente e di grande interesse.

L’ultima volta che ti ho vista

L'ULTIMA VOLTA CHE TI HO VISTA

Titolo: l’ultima volta che ti ho vista

Autore: Alafair Burke

Editore: Piemme

Traduzione: Rachele Salerno

 

Metropolitana di New York, affollata come sempre, gente che la usa per recarsi al lavoro o per altri motivi leciti, altra gente la frequenta alla ricerca della vittima a cui rubare una borsa, un portafoglio, qualsiasi cosa. Nicky ha bisogno di soldi, individua la vittima, inquadra cosa rubare, l’ultimo modello di telefono, desiderato da tutti, facile da vendere con un buon profitto. Lo scippo va male, Nicky scappa e viene inseguito dalla vittima. Nicky inciampa e cade sui binari. Lo salva la sua vittima che lo solleva proprio un istante prima che un treno lo travolga. Subito dopo il salvataggio la donna sparisce senza lasciare alcuna traccia. Una giornalista assiste alla scena, McKenna Wright, che riesce a trovare un testimone con un filmato della scena del ritrovamento. Osservando il filmato riconosce il volto della donna. Si tratta di Susan Hauptmann, una sua amica scomparsa da oltre dieci anni. McKenna inizia ad indagare sull’accaduto per ritrovare la sua amica a capire il perché della sua sparizione.

Un intrigo che si infittisce con il progredire della storia, che diventa sempre più contorta ed imprigiona il lettore nelle spire di una trama che parte lenta e poi prende un ritmo sempre più incalzante e che si evolve senza lasciare un attimo di respiro. Un thriller a metà tra lo psicologico e il legal, dove l’autrice mostra tutte le sue competenze professionali. La storia approfondisce i rapporti di amicizia e di conoscenza affettiva che abbiamo delle persone che ci circondano. La narrazione prosegue con uno stile diretto e lineare che mostra l’indubbio talento narrativo della Burke. Molti punti della trama richiamano le ferite sociali che operazioni militari in paesi come Iraq ed Afghanistan lasciano nella società civile oltre al rischio del terrorismo, molto sentito negli USA.

Lockdown

LOCKDOWN

Titolo: Lockdown

Autore: Peter May

Editore: Einaudi

Traduzione: Alessandra Montrucchio e Carla Palmieri.

La storia di questo libro è singolare. Scritto nel 2005, fu rifiutato dagli editori perché troppo inverosimile. Pubblicato nel 2020 perché divenuto di grande attualità. La storia racconta di una Londra colpita da una pandemia dovuta ad una malattia che sembra influenza ma che è molto più grave, che costringe le autorità ad imporre il coprifuoco, chiudere i negozi, impedire gli assembramenti. Migliaia di contagiati, ospedali al collasso, situazione in continuo peggioramento giorno dopo giorno. Quella pandemia, frutto della fantasia di Peter May, ora è diventata realtà e le condizioni estreme raccontate nel libro sono purtroppo divenute familiari in tantissime città del mondo.

La città di Londra colpita ed affondata da una delle peggiori emergenze sanitarie che la storia ricordi. Un grande ospedale è in costruzione, bisogna finire in fretta, i malati non possono aspettare. In questa situazione di emergenza assoluta, avviene un fatto che costringe le autorità a chiudere i lavori. Nel cantiere viene ritrovata una borsa con dentro lo scheletro di una bambina cinese. Le indagini sono affidate ad un detective che sta per andare in pensione, Jack MacNeil. C’è qualcuno che sta cercando di distruggere la borsa con le ossa e che vuole tacitare tutti i testimoni e per farlo si serve di un sicario implacabile.

Una storia in cui la pandemia con la sua attualità, si mescola con l’omicidio, le indagini e gli interessi indicibili di uomini senza scrupoli. Una storia che apre a coloro che nutrono dubbi sulle vere cause dei virus che sembrano invincibili, che sembra abbiano cause naturali ma non tutti ne sono pienamente convinti. Una storia dalle tinte forti, che usa la finzione per disegnare scenari terrificanti che per molti aspetti sono diventati cronaca dei giorni nostri. C’è da sperare che l’epilogo del libro rimanga finzione e non diventi anch’esso attualità.

Tra il diavolo e il mare

TRA IL DIAVOLO E IL MARE

Titolo: Tra il diavolo e il mare

Autore: Maria Adolfsson

Editore: SEM

Traduzione: Stefania Forlani

Il romanzo è ambientato a Doggerland, in un arcipelago immaginario, situato in una zona che migliaia di anni fa era una terra emersa che univa l’Inghilterra con la Danimarca, ora è una zona interamente coperta dal mare. Luna è una cantante nota in tutto il mondo e si trova a Doggeland all’insaputa di stampa e ammiratori per registrare il suo nuovo disco. Le registrazioni avvengono in gran segreto in uno studio ricavato in una casa lontana da occhi indiscreti. Luna è una donna affascinante e bellissima, adorata da tutti i collaboratori. Alla fine delle registrazioni, il gruppo di lavoro organizza una festa a cui partecipa anche Leo, un musicista che in passato ha avuto con Luna una relazione, mentre ora ha una storia con Karen, ispettore di polizia di Doggerland. Karen è presente alla festa ed è molto infastidita dalle attenzioni che Leo riserva a Luna, scatenando la sua gelosia. Il giorno dopo la festa, Luna scompare senza lasciare tracce. Dopo qualche giorno, in mancanza di notizie, viene denunciata la sua scomparsa. La sparizione di Luna è seguita, dopo pochi giorni, dalla uccisione di una donna che stava facendo jogging nei pressi della sua abitazione. L’omicidio è stato commesso con modalità violente e perverse, tipiche di un maniaco, che in precedenza ha fatto delle altre vittime, con modalità analoghe. Le indagini collegano subito i due fatti e la polizia è orientata per ricercare un unico colpevole. Karen è incaricata delle indagini per i due crimini e si ritroverà a dover affrontare una corsa contro il tempo e contro le varie difficoltà che la sua vita privata le sta riservando.

Un giallo incalzante, tanti eventi che si susseguono senza respiro. Una storia che racconta la condizione delle donne e delle violenze in famiglia, che generano conseguenze dolorose che sembrano non avere mai fine. Se la trama del giallo ci racconta crimini e indagini, la storia di Karen ci racconta le difficoltà che una donna deve affrontare nella vita quotidiana e nella professione, con profonde conseguenze che lacerano e colpiscono sia il fisico che la mente. Nonostante le civiltà dei paesi del Nord Europa siano apparentemente più vicine alle esigenze delle donne rispetto all’Europa Meridionale, evidentemente c’è ancora molto da fare dato che molto spesso la letteratura che arriva da questi paesi mette la violenza sulle donne al centro delle storie. Un giallo incalzante, crimini terribili e storie personali a lieto fine, per una lettura piacevole e coinvolgente.

 

Clean

CLEAN

Titolo: Clean

Autore: Glenn Cooper

Editore: Nord

Traduzione: Barbara Ronca

Trovare la cura per l’Alzheimer, questa era l’ossessione del dottor Steadman. Per ottenere questo risultato ha deciso di correre dei rischi ed iniziare una sperimentazione senza tener conto di tutte le prudenze necessarie. Ed è successo quello che non doveva accadere. In pochi giorni si diffonde nel mondo un virus letale che si propaga per le vie respiratorie, quella che si chiama Sindrome da Amnesia Febbrile e che fa perdere la memoria alle persone infette, che si ritrovano senza ricordi e si comportano solo secondo il loro istinto. Il mondo rimane senza corrente elettrica, acqua corrente, cibo, medicine, nessun servizio pubblico, niente polizia e tutori della legge. Le poche persone immuni al virus vivono barricate nelle case per sopravvivere e sperare che tutto torni alla normalità. In poco tempo la legge del più forte diventa l’unico codice applicabile. La civiltà rischia di scomparire per un errore umano. Ma c’è qualcuno tra gli immuni che sta cercando una soluzione alla pandemia, è il dottor Jamie Abbott, l’unico in grado di trovare la cura. La sua sarà una corsa contro il tempo e contro tutte le insidie che la nuova condizione in cui si trova il mondo comporta.

Il romanzo ci racconta un mondo devastato da una pandemia, che sta distruggendo la nostra civiltà che si trova costretta a tornare ad un livello primordiale, dove conta solo la prepotenza e la capacità di sopravvivenza. Glenn Cooper si conferma un grande narratore, sempre a metà tra il verosimile ed il fantastico, il quotidiano e l’extra naturale, mantenendo sempre uno stile fluido, ammaliante, conoscendo bene come attrarre il lettore e suscitare il massimo interesse, coinvolgendolo in una serie di storie parallele con diverso grado di tensione, per una specie di percorso sulle montagne russe. Il libro ci mostra quali sono i rischi a cui potremmo essere esposti se la sperimentazione medica non seguisse completamente i protocolli di sicurezza, di come la violenza sia insita nella natura umana e di cosa resterebbe della nostra civiltà se non avessimo la memoria. Un libro apocalittico, estremo, che raffigura un possibile scenario che determinerebbe la fine della nostra civiltà ed una nuova ripartenza, ossia la Tabula Rasa menzionata nel sottotitolo.

La vita è un romanzo

LA VITA E' UN ROMANZO

Titolo: La vita è un romanzo

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Un romanzo che usa un altro romanzo ed i suoi protagonisti, insieme con l’autore e la sua vita reale, per parlare della professione dello scrittore, di come uno scrittore vive le sue giornate, del modo in cui costruisce i suoi personaggi, di come costruisce la trama, della difficoltà che lo scrittore ha nel riconoscere la finzione dalla realtà. Musso ha descritto tutto questo costruendo un romanzo in cui un autore interagisce con i personaggi di un suo romanzo e si introduce in una storia che sta scrivendo. Un romanzo che mescola finzione e realtà in modo inedito e imprevedibile. Un romanzo che parla di altri romanzi, di scrittori, della loro vita, del metodo di lavoro quotidiano. Ma anche delle pressioni degli editori, la pressione della stampa, il peso della notorietà e delle difficoltà ad avere una vita privata normale quando si diventa personaggi pubblici. Il libro è costruito come un thriller, con molti cambiamenti di ambientazioni, con momenti di tensione e di mistero uniti a momenti in cui il protagonista si lascia andare a meditazioni e riflessioni sulla professione dello scrittore, sulla sofferenza che comporta la scrittura, quando lo scrittore si immedesima troppo nelle storie e nei personaggi, fino all’estrema rinuncia alla propria vita, per far vivere i protagonisti delle storie.

Musso è uno scrittore giovane, in continua evoluzione, che ad ogni nuovo romanzo aggiunge qualcosa al suo stile. Questa volta, oltre al tocco thriller, ha aggiunto qualcosa di sovrannaturale e di indefinibile che rende la storia affascinante ed imprevedibile. Musso sa come attirare l’attenzione del lettore, come far salire la tensione, come scombinare tutto, sorprendendo ad ogni cambio di ambientazione dando alla storia una direzione inaspettata. Una lettura piacevole, uno stile chiaro e limpido, un grande affabulatore che si diverte a scrivere e che fa divertire i lettori.

Se scorre il sangue

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Titolo: Se scorre il sangue

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Traduzione: Luca Briasco

Se scorre il sangue è un libro di quattro racconti, in cui Stephen King tratta temi moderni come il futuro del mondo, i cambiamenti climatici, i media e le forme di comunicazione, il lavoro degli scrittori e lo fa a modo suo, partendo dalla vita semplice ed ordinaria di persone comuni, impegnate nella loro quotidianità, che viene perturbata da fatti misteriosi, a volte inspiegabili, sempre terrorizzanti. La scrittura di King è subito ammaliante, qualsiasi cosa scriva, dopo qualche riga ha già catturato l’attenzione del lettore. I personaggi sono delineati alla perfezione dopo poche pagine senza che siano descritti, le ambientazioni sono sempre varie e riuscite, per creare inquietudine, sospetto, per aspettarsi di tutto ovunque. King riesce come pochi a stimolare le inquietudini del lettore, a generare incertezza. Si arriva al culmine della tensione in modo graduale ma costante, come una ascesa su una montagna e quando di arriva alla cima si può solo scendere, per arrivare alla fine del racconto. King trova ispirazione per i suoi scritti dalla sua quotidianità, che poi elabora con la sua sterminata fantasia e mescola con le sue ossessioni. I racconti sono costruiti sempre con grande abilità, con le varie azioni che si susseguono raccordate come se fosse un film mirabilmente montato. Per gli amanti di King è sicuramente un buon libro, per chi non lo conosce forse è meglio cominciare dai suoi romanzi principali.

 

Perla nera

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Titolo: Perla nera

Autore: Liza Marklund

Editore: Marsilio

Traduzione: Laura Cangemi

Kiona è una ragazza che lavora con tutta la sua famiglia alla coltivazione di ostriche per la produzione di perle. Vive a Manihiki, un piccolo atollo dell’Oceano Pacifico. Vive in pace con la comunità indigena dell’isola, immergendosi tutti i giorni per raccogliere, curare e coltivare le ostriche. Un giorno una barca si incaglia nella barriera corallina e prima che coli a picco spaccandosi in due, gli abitanti locali riescono a salvare l’unico presente a bordo, un cittadino svedese di nome Erik. L’uomo viene curato dalla madre di Kiona, infermiera dell’isola e seguito da Kiona stessa, che nel tempo libero dalla raccolta delle ostriche, aiuta la madre nella gestione dell’infermeria locale. Kiona si innamora di Erik che nel frattempo si è meritato il rispetto della comunità locale, diventando il contabile di tutte le aziende produttrici di ostriche dell’isola. Kiona ed Erik mettono al mondo due figli, un maschietto ed una bimba. Erik si trova a meraviglia sull’isola, affascinato dalla vita semplice e libera dell’isola, senza problemi economici, lontano dal mondo cosiddetto civile che non gli manca affatto. Kiona invece vuole a tutti i costi conoscere il mondo fuori dell’isola, che riesce ad intravedere solo dai giornali internazionali che legge avidamente, per conoscere la vita delle grandi metropoli che tanto la attira. La vita idilliaca dei due innamorati viene turbata dall’arrivo di una barca straniera. A bordo ci sono due uomini che sono alla ricerca di Erik. E’ il passato da cui stava fuggendo che lo ha trovato. Erik implora Kiona e la sua famiglia di non far sapere nulla della sua vita a Manihiki, dei figli avuti e dell’amore per Kiona. Tutto sarebbe messo in pericolo se le persone che lo stanno cercando sapessero del suo soggiorno nell’isola. I due uomini ripartono con la banca con a bordo Erik. Passano i mesi e Kiona non ha nessuna notizia del suo amato Erik. L’unica informazione di cui Kiona è in possesso è l’indirizzo della banca per cui lavora, che si trova a Londra. Lei non riesce a vivere senza avere sue notizie e decide di partire per la Nuova Zelanda per poi raggiungere Londra passando per gli Stati Uniti.

Inizia una avventura nel mondo occidentale che Kiona aveva tanto desiderato ma che non avrebbe mai immaginato di dover scoprire in circostanze così difficili ed improvvisate. Kiona scopre i rischi delle città occidentali, dove violenza e sopraffazione sono diffuse e comuni ovunque. Kiona conoscerà a sue spese molto velocemente la differenza tra gli innocenti e innocui rituali di Manihiki e le consuete violenze quotidiane delle metropoli. Kiona si metterà alla ricerca del suo Erik e per farlo sarà costretta a fare un corso accelerato di economia internazionale, scoprendo cosa nascondono i grandi trattati internazionali, come ci siano persone pronte a tutto per portare a termine affari miliardari e come di fronte al denaro ci siano persone capaci di tutto, persino di uccidere senza il minimo scrupolo. Braccata e minacciata scoprirà tutto questo sulla sua pelle mettendo a repentaglio la sua vita nel tentativo di rintracciare Erik e di salvarlo dal suo destino.

La prima parte del libro è interamente ambientata nelle isole Cook e ci permette di scoprire la vita nelle isole, un vero paradiso terrestre, in cui tutta la comunità vive con quello che hanno che è messo a disposizione di tutti. L’ambientazione esotica è resa alla perfezione da Liza Marklund, descrivendo la meraviglia della natura, del mare e dei suoi fondali. La seconda parte invece è molto più metropolitana, con Kiona in viaggio per il Mondo alla scoperta della crudeltà degli uomini e degli effetti che l’avidità ha sulle persone. Un libro che tratta temi che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alla economia globale, a cosa possono fare le persone per proteggere i propri cari ed a quello che possono fare per ambizione e sete di soldi e di potere. Un ottimo libro, per le ambientazioni, per i caratteri dei protagonisti e per i temi trattati. Bellissimo il disegno della copertina, perfettamente rappresentativo della vita di Kiona nell’isola di Manihaki.

Solo Dio è innocente

SOLO DIO E' INNOCENTE

Titolo: Solo Dio è innocente

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

Un legal thriller ambientato tra Roma e la Sardegna. Alessandro Gordiani è un avvocato, titolare di uno studio a Roma con una buona reputazione. Mario Serra ha una fama consolidata di uomo violento e crudele, abita a Fonni, in Barbagia, il paese più in alto della Sardegna. La Barbagia è una regione interna, montuosa, impervia come la vita dei pastori, dura e faticosa, in cui vige il codice barbaricino, una sorta di ordinamento giuridico tramandato da padre in figlio, in vigore fin dai tempi antichi, che regola dignità, diritti e pene e soprattutto considera la vendetta come atto lecito e dovuto di fronte ad uno sgarbo ricevuto. Tale codice è riconosciuto dall’intera comunità non solo dai gruppi di pastori o tra coloro che sono dediti al banditismo. Mario Serra è indagato per un omicidio di un giovane appartenente alla famiglia Rutzu, da sempre in lotta con la famiglia Serra, in una antica e sanguinaria faida senza fine. Serra chiede all’avvocato Gordiani di assisterlo come difensore. Gordiani accetta pur tra molti dubbi e perplessità. Le vicende processuali costringeranno Alessandro a frequenti viaggi in Sardegna, per un processo faticoso ed impegnativo, sia fisicamente che emotivamente, che avrà profonde ripercussioni sulla vita del piccolo paese di Fonni.

Una storia che racconta le complicate vicende che vedono le famiglie Serra e Rutzu da sempre in guerra, con vendette che arrivano senza fretta, a tempo debito, organizzate con fredda e feroce determinazione, senza scadenza temporale, con le colpe dei padri che ricadono inevitabilmente sui figli. Michele Navarra è un avvocato penalista oltre che scrittore, conosce bene il suo mestiere e lo racconta in modo elegante e scorrevole, senza troppi tecnicismi, facendo trasparire un certo fastidio per come i processi vengono spesso conclusi, dove non sempre è la verità ad essere premiata ma il modo in cui le cose vengono raccontate. Tanti i dubbi del Navarra avvocato, espressi tramite i pensieri di Gordiani, su quanto sia lecito difendere imputati colpevoli, così come sono tanti i dubbi sul concetto di giustizia e di legge trattati nel libro. Le riflessioni di Gordiani riguardano anche la malvagità di cui sono capaci gli uomini e come possa essere possibile sconfiggerla. Ma nonostante i dubbi e le perplessità, Alessandro continua ad esercitare la sua professione con grande impegno e capacità. Gli spunti di interesse del libro comprendono anche le storie della vita in Barbagia, in cui la modernità e lo sviluppo ancora non sono riusciti a cancellare le antiche tradizioni, prese come riferimento per regolare i conti della vita quotidiana. Un legal thriller molto italiano, meno spettacolare paragonato a libri simili di arcinoti autori americani, ma molto più profondo e pieno di spunti su cui riflettere.

Il sogno

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Titolo: Il sogno

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

L’azione si svolge nel Nord della Francia, una zona dalla natura affascinante e dal tempo inclemente, che con le sue piogge frequenti, le nebbie e l’influenza del mare, si adatta perfettamente alla ambientazione cupa e misteriosa del romanzo. La protagonista è Abigaël, una psicologa Criminale, brava quanto fragile per via di una forma di narcolessia che le complica la vita al punto che non riesce a riconoscere la realtà dal sogno al punto di procurarsi bruciature e piccole ferite per essere sicura che quello che sta vedendo sia reale o no. Abigaël sta lavorando ad un caso complicato e doloroso, di un rapitore seriale di bambini, detto Freddy, che si sta dimostrando estremamente pericoloso ed in grado di farsi gioco degli investigatori a suo piacimento. Abigaël, come se non avesse abbastanza problemi, è anche l’unica sopravvissuta ad un tragico incidente automobilistico in cui sono morti suo padre e la sua amatissima figlia. Un dolore insopportabile ed un vuoto incolmabile nella sua vita, motivo di ulteriori disturbi del sonno e di confusione tra sogno e realtà. Le indagini saranno lunghe e complesse e prenderanno direzioni imprevedibili e sorprendenti.

Il sogno è un romanzo completo, per la complessità della trama, per il complicato piano criminale, per il gran numero di colpi di scena, per la malattia della protagonista che di continuo si trova a dover scoprire se quello che sta vivendo è realtà o finzione onirica, e con lei il lettore si trova ad avere gli stessi dubbi e le stesse difficoltà. Tutta la trama si svolge come se il lettore si trovasse in un labirinto senza via di uscita, dove qua e là sono disseminati degli indizi su dove trovare la via di uscita ma gli indizi danno sempre indicazioni sbagliate per confonderti e inoltrarti sempre più in luoghi misteriosi. Il libro è una specie di rebus da risolvere, dove bisogna saper distinguere gli indizi veri dai falsi. L’autore riesce a confondere le idee in modo raffinato, con metodo scientifico, trovando sempre nuovi modi per dirorientare il lettore, che si trova completamente in balia del racconto, senza punti di riferimento, avendo come unica possibilità continuare a leggere per arrivare alla fine e ricollegare tutte le vicende. Thilliez è bravissimo a creare il meccanismo perfetto di dissimulazione della verità e dell’inganno, dove le trame criminali del rapitore di bambini, le visioni di Abigaël, le manipolazioni della verità, i presunti colpevoli ed i veri colpevoli rendono la storia indecifrabile fino alla fine. Un rompicapo che è una ottima prova di abilità dell’autore che mette a dura prova le capacità logiche del lettore. Un gioco divertente oltre che un ottimo romanzo.

Il difensore

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Titolo: Il difensore
Autore: Steve Cavanagh
Editore: TEA
Traduzione: Guido Calza

L’autore Steve Cavanagh ha studiato giurisprudenza, ha lavorato come investigatore e come avvocato civilista prima di iniziare la sua carriera di scrittore di gialli. Mi piacciono le persone che sono capaci di dare una svolta alla propria vita cambiando radicalmente attività, dopo aver studiato e iniziato una carriera coerente con gli studi fatti. Ci vuole coraggio e determinazione in misura fuori dell’ordinario per riuscire a cambiare in modo così netto.

Il difensore è un libro che vede l’avvocato Eddie Flynn come protagonista di una strana ed avventurosa corsa contro il tempo. Eddie ha avuto un passato da truffatore e borseggiatore, poi è passato all’altra parte diventando avvocato. Una mattina viene intercettato per strada da un noto boss della mafia russa che gli affida l’incarico di difenderlo nel processo che sta per iniziare. Gli viene messo addosso un cappotto da cui pendono due fili, collegati ad una bomba che dovrebbe uccidere il testimone chiave del processo, qualora le cose si dovessero mettere male. Per garantirsi la massima collaborazione da parte dell’avvocato, il gruppo di mafiosi che lo ha forzatamente ingaggiato, gli ha anche rapito la figlia Amy. Eddie si trova quindi costretto a vincere, oppure ad essere condannato a morte insieme a sua figlia e altre persone presenti al processo ed ha solo 48 ore per riuscirci.

Per essere l’opera prima di Steve Cavanagh, questo libro è un romanzo originale e tutto sommato riuscito. Il protagonista, ossia l’avvocato Flynn, è un bel personaggio. E’un avvocato che difende criminali con un passato da ladro borseggiatore e di truffatore professionista, esperienze che di solito sono difficilmente riscontrabili nella stessa persona. L’avventura con i russi sarà per lui una esperienza terribile, vivere con una bomba addosso non è facile per nessuno, ma sarà proprio grazie alle sue esperienze di borseggiatore che riuscirà ad ottenere le informazioni decisiveper salvare se stesso e sua figlia. Tutta l’azione è concentrata in 48 ore, il tempo che il boss della mafia russa sotto processo ha concesso a Flynn. Eddie mette tutto sé stesso alla ricerca della soluzione, usando metodi legali ed illegali, la sua scaltrezza ed esperienza oltre al suo coraggio per salvare la sua vita e quella della figlia. Qualche episodio della trama è inverosimile ma tutto sommato la storia è intrigante e piacevole. Per gli appassionati del genere legal thriller estremo.

L’enigma della camera 622

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Titolo: L’enigma della camera 622

Autore: Joël Dicker

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra

Lo scrittore Joël Dicker  è uno dei protagonisti della storia che inizia con lui che sta scrivendo un romanzo da dedicare al suo editore, Bernard de Fallois, morto nel 2018, l’anno in cui il libro è ambientato. Reduce da una delusione sentimentale, Dicker decide di trascorrere qualche giorno di vacanza in montagna, presso il Palace de Verbier, un lussuoso hotel della famosa località alpina. Dicker alloggia nella stanza numero 623. La sua vicina di stanza è una affascinante donna inglese, bella e curiosa, che subito stabilisce un contatto con lo scrittore. Ovvio che sia bellissima, Dicker non sarà Proust ma mica è tonto. Se deve dividere l’avventura con una donna sconosciuta è chiaro che se la sceglie come si deve. La stanza della donna ha il numero 621 bis. L’anomalia nella numerazione delle stanze incuriosisce la coppia che inizia ad indagare sul motivo della non esistenza della stanza numero 622. Dicker e la sua nuova amica iniziano una indagine personale su quanto accaduto quindici anni prima. Dopo qualche ingenuo tentativo di depistaggio da parte del personale dell’albergo, i due improvvisati detective scoprono che l’Hotel de Verbier aveva ospitato la festa annuale di una famosa Banca d’Affari di Ginevra fino a 15 anni prima, quando accadde qualcosa di tragico legato proprio alla stanza numero 622. I due non demordono e affrontano le indagini con attenzione e determinazione.

La trama mette insieme due romanzi, uno quello che vede Dicker e la sua amica indagare sui fatti relativi al mistero della stanza 622 e l’altro che racconta le trame e le vicende che si svolsero attorno alla Banca Ebezner, una delle banche d’affari più importanti di Givevra, che culminarono con quanto accaduto nella stanza 622 dell’Hotel de Verbier. Dicker nella parte che lo vede protagonista riesce sia a rendere omaggio al suo editore, a cui lo lega vera ammirazione e stima incondizionata, che a descrivere il suo modo di scrivere, come costruisce le sue trame e come è la sua routine quotidiana quando è impegnato nella scrittura di un romanzo.

Il racconto su svolge su diversi piani temporali e racconta le avventure di molti personaggi, dai banchieri vecchio stampo, alle nuove generazioni meno accorte ed imprudenti, madri e figlie scappate dal paese di origine e rifugiate in Svizzera alla ricerca di un migliore futuro e di un buon matrimonio, romantici sognatori ed i loro figli ambiziosi e coraggiosi. Si raccontano amori, speranze, delusioni, dolori, complotti, trame, giochi sotterranei e sotterfugi, piccoli e grandi imbrogli, giustificati dal potere e dai soldi che la banca Ebezner è in grado di garantire ai suoi dirigenti. C’è di tutto in questo libro, una trama complessa ed articolata, resa in modo chiaro ed affascinante da Dicker che si conferma come scrittore di talento e ottimo produttore di best sellers. Questo libro costringe il lettore ad essere come il passeggero di un carrello lanciato a folle velocità sulle montagne russe, non può che subire il percorso e le relative emozioni, senza potere fare altro, senza poter scendere. Un libro dove nessuno è come sembra, dove i personaggi appaiono per quello che non sono per poi apparire in modo nuovo, diverso, sorprendente. Un susseguirsi di emozioni e colpi di scena che si esaurisce solo con l’ultima pagina del libro. Vi consiglio di leggerlo senza farvi troppe domande. E’ divertimento puro.

Il passato non muore

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Titolo: Il passato non muore

Autore: Lee Child

Editore: Longanesi

Traduzione: Adria Tissoni

L’ultimo libro di Lee Child dal titolo “Il passato non muore” allunga la lista di romanzi con protagonista Jack Reacher, un ex militare, pluridecorato, fisico possente ed allenato, esperto di arti marziali, grande conoscitore di ogni tipo di arma, ottimo tiratore, addestrato a vivere in tutte le condizioni. Ha scelto di vivere senza fissa dimora, girando per l’America, vivendo nei motel, cambiando spesso i vestiti acquistandone di nuovi piuttosto che girare con pesanti e ingombranti valige. Viaggia spesso facendo l’autostop, preferendo le vie secondarie, per evitare troppe attenzioni. Durante un viaggio verso la California, Jack si ritrova a pochi chilometri da Laconia, la città dove nacque suo padre. Non aveva previsto questa visita ma la curiosità di conoscere meglio le sue radici familiari ebbe il sopravvento. Voleva vedere la casa paterna, conoscere chi lo aveva conosciuto, saperne qualcosa in più. Le sorprese cominciano subito dato che dalle prime richieste di informazioni, sembra che nessun Reacher sia mai vissuto a Laconia.

A pochi chilometri da Laconia, ci sono due ragazzi, Shorty e Patty, che provengono dal Canada, vogliono arrivare a New York, hanno delle cose da vendere e credono di poter fare buoni affari una volta raggiunta la città della mela. Il loro viaggio non è semplice, sono a bordo di una auto vecchia e poco affidabile, le temperature dell’acqua e dell’olio sono alle stelle, sentono che il motore sta per saltare per aria. Vedono il cartello che indica un motel, seguono l’indicazione e raggiungono un posto strano. Trovano quello che è a tutti gli effetti un motel, isolato da tutto, senza nessun ospite. I proprietari del motel cercano di riparare la vettura dei due ragazzi, si preoccupano di chiamare un meccanico, sembrano premurosi e gentili, ma c’è qualcosa di strano e Shorty e Patty scopriranno presto di aver scelto il posto sbagliato.

Due storie che sembrano completamente separate ma che convergono verso un comune epilogo. La storia che riguarda in prima persona Jack Reacher parte lentamente e procede senza particolari colpi di scena, mentre la storia che riguarda i due ragazzi canadesi fin dalle prime pagine riesce subito ad essere misteriosa ed inquietante. I ragazzi che gestiscono il motel sono affamati di soldi e per arricchirsi hanno escogitato un sistema per soddisfare i desideri di ricchi depravati che non hanno alcun rispetto della vita umana. Il libro racconta la vita nell’America sperduta, lontana dai fasti delle città più famose e conosciute e lo fa con un protagonista come Jack Reacher che rappresenta un supereroe dei nostri giorni, una specie di Rambo in borghese, sempre pronto ad aiutare i più deboli, quando stanno per essere sopraffatti dal cattivo di turno. Lee Child come scrittore rientra nella categoria dei grandi affabulatori, i suoi libri sono storie che catturano i lettori a cui piacciono le gesta dei grandi giustizieri che vivono al limite della legge ma che rappresentano il sogno dell’uomo comune contro le sopraffazioni e le ingiustizie che è costretto a subire in una società sempre più violenta e ingiusta.

 

L’angelo

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Titolo: L’angelo

Autore: Sandrone Dazieri

Editore: Mondadori

Il treno Milano Roma arriva alla stazione Termini. Le porte della carrozza di Top Class non si aprono. Il capotreno le apre dall’esterno e sale sul treno. Un collega lo sta aspettando per consumare qualcosa al bar nella imminente pausa dal servizio e non vedendolo arrivare si incammina verso la carrozza. Sale e si accorge subito che il suo amico è accasciato a terra, un fiotto di sangue pende dalla bocca.  Morto, senza ombra di dubbio. Il ferroviere dà immediatamente l’allarme e preoccupandosi solo del collega, non si rende conto che tutti i passeggeri della carrozza sono morti, riversi a terra nelle posizioni più impensabili, soffocati da qualcosa presente nell’aria. Colomba Caselli è la prima investigatrice ad entrare nella carrozza. Dopo pochi minuti arriva la  rivendicazione dall’Isis, ma i due presunti combattenti, nel leggere il comunicato, non riescono ad essere molto convincenti, c’è qualcosa che non quadra.  Colomba si rivolge a Dante, l’uomo capace di scoprire meglio di chiunque altro chi mente. Si riforma così, a pochi mesi dalla conclusione dell’indagine che ha eliminato il “padre”, colui che tenne prigioniero Dante per 11 anni, la coppia protagonista di “Uccidi il padre”. I due questa volta sono alle prese con una indagine su un crimine di portata internazionale che li porterà da Roma a Berlino e poi ancora a Venezia. I due scopriranno presto che l’attentato al treno è stato solo un depistaggio per coprire un delitto commesso da una killer russa chiamata Giltiné che ha in mente un piano criminale molto vasto per vendicarsi di coloro che le hanno rovinato la vita. Il romanzo è scritto con lo stile consueto di Dazieri, brevi capitoli, molta azione e continui cambi di ambientazione con frequenti colpi di scena. Questa volta la storia è arricchita da protagonisti che provengono da servizi segreti di vari paesi, diverse operazioni si intersecano in una trama complessa. In questo libro compare un presunto fratello di Dante, la cui presenza rende la storia ancora più misteriosa ed avvincente. Colomba e Dante sono sempre gli indiscussi protagonisti, con le loro debolezze e paure, sempre uniti e pronti a tutto per combattere il male, ma questa volta le loro storie personali hanno un peso minore della trama, per fare posto ad altri personaggi dell’intelligence internazionale e relativi complotti. Questo non riduce l’importanza di Colomba e Dante che rimangono due straordinari protagonisti di una storia avvincente ed intrigante.

Uccidi il padre

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Titolo: Uccidi il padre

Autore: Sandrone Dazieri

Editore: Mondadori

Periferia di Roma. Due agenti trovano un uomo in stato confusionale. Racconta che sua moglie e suo figlio sono scomparsi. Era andato a fare un picnic con la famiglia a qualche chilometro da dove era stato trovato. Si era addormentato dopo aver mangiato e non si è reso conto di nulla. Al suo risveglio moglie e figlio erano spariti. La polizia inizia subito le ricerche. Dopo poco trovano la moglie, orrendamente decapitata. Colomba Caselli è una poliziotta in congedo, si sta riprendendo dopo essere rimasta coinvolta in un attentato esplosivo a Parigi, viene richiamata in servizio per indagare sul caso. La versione del marito della vittima non la convince e Colomba chiede la collaborazione di Dante Torre, un esperto di persone scomparse e di abusi su minori. Dante da piccolo è stato rapito e tenuto prigioniero per 11 anni, rinchiuso in un silos, costretto a subire le volontà del suo carceriere che si faceva chiamare “il padre”. Dante arriva sul luogo dove è stata uccisa la donna e riconosce subito nell’omicidio la firma “del padre”.

Colomba Caselli e Dante Torre sono due persone dalla psicologia molto fragile, Colomba si fa forza da sola, Dante resiste prendendo una quantità inaudita di medicinali, per farsi forza, per non crollare.  I due singolarmente sono deboli e fragili, ma lavorando insieme superano i propri limiti e diventano una formidabile coppia di investigatori, fuori da ogni standard disciplinare e regolamentare, ma in grado di sconfiggere chiunque. Il thriller è un susseguirsi di eventi imprevedibili ed incalzanti. Colomba e Dante, due fuori di testa, eccentrici e imprevedibili, due personaggi costruiti e descritti in modo originale ed impeccabile, protagonisti di un romanzo pieno di fatti criminosi che diventa anche un trattato sulle debolezze e le virtù dell’animo umano, esplorato nei suoi aspetti più bui e profondi da Dazieri, con abilità e crudezza. La vicenda di Uccidi il padre rivela i collegamenti tra alcuni fatti criminosi, apparentemente opera di menti criminali impazzite, con i mandanti da ricercare molto lontano, addirittura tra le istituzioni del nostro e di altri paesi occidentali. Uscito per la prima volta nel 2014, ambientato per la maggior parte a Roma, città che in questo libro perde il suo fascino antico per divenire la location ideale di un thriller. Uccidi il padre è un libro pieno di fascino e di potenza narrativa. Da non perdere per gli amanti del genere.