Il manifesto del rinoceronte

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Titolo: Il manifesto del rinoceronte

Autore: Adam Gopnik

Editore: Guanda

Traduzione: Isabella C. Blum

Il manifesto del rinoceronte, con sottotitolo “l’avventura del liberalismo”, ripercorre la storia del liberalismo, dalle origini fino ad oggi. L’autore è un giornalista del New Yorker, il giornale un po’ fighetto dell’America progressista, tifosa di Obama e contraria a Trump. Gopnik è un ottimo scrittore di saggi di storia, uno scrittore raffinato con uno stile chiaro e fluido. Il libro parla del liberalismo, dei suoi nemici, dei suoi punti di forza, del fatto che le idee liberali siano comunque il vero motore dei grandi progressi sociali che l’umanità è riuscita a compiere. Anche se sembra che negli ultimi anni le risposte delle urne elettorali stiano premiando movimenti populistici o tendenti al totalitarismo o all’integralismo religioso, Adam Gopnik è un convinto sostenitore delle idee liberali e lo dimostra con questo libro. Vuole dare l’esempio a tutti coloro che sembrano aver perso l’abitudine di guardare al liberalismo come fonte di idee per il progresso sociale e civile.

Nel breve periodo possono avere la meglio movimenti di estrema destra o sinistra, ma alla lunga è sempre il liberalismo che segna il passo del progresso. Il libro presenta le sue tesi con dovizia di riferimenti a fatti storici, saggi e testi di vario tipo, risultati politici inconfutabili. Le tesi sono portate avanti con buone argomentazioni e con il garbo di chi è convinto dei propri argomenti. Le tesi di Gopnik ci lasciano sperare che quello che stiamo attraversando sia uno dei tanti momenti di transizione e che prima o poi passerà il momento dei governi populisti, finiranno i razzismi di vario tipo e le intolleranze verso le minoranze etniche e le diversità di genere. Così come prima o poi anche le grandi potenze mondiali governate da regimi totalitari travestiti da sistemi democratici dovrebbero evolversi e seguire le indicazioni del liberalismo. Un libro interessante che lascia aperta la speranza che il cammino del progresso sociale non si sta interrompendo ma prosegue sia pure con qualche intralcio. La soluzione migliore per la politica mondiale non sarà né la destra né la sinistra, ma il liberalismo con la sua collocazione centrale e con il suo avanzare lento e graduale. Almeno secondo Gopnik.

 

Concupiscenza Libraria

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Titolo: Concupiscenza Libraria

Autore: Giorgio Manganelli

Editore: Adelphi

Giorgio Manganelli è stato un grande uomo di cultura, giornalista e critico letterario, non avevo mai letto nulla di suo. L’uscita di questo libro “Concupiscenza Libraria” mi ha dato l’occasione di conoscerlo. Si tratta di un libro complesso che necessita di una lettura impegnativa anche se di sicuro fascino. Ho acquistato questo libro augurandomi di imparare qualcosa da un maestro della recensione ma mi sono dovuto subito rendere conto che non posso neanche minimamente considerarmi un modesto allievo. Manganelli è stato un letterato che ha creato un genere a sé stante, quello della critica come opera letteraria. Scriveva in modo deciso, perentorio, usando un vocabolario forbito ed esclusivo, con riferimenti ad altre opere di autori noti e meno noti, che solo una ristretta cerchia di lettori poteva conoscere. Aveva un modo del tutto personale di incuriosire il lettore portandolo su territori inaspettati, costringendolo a vedere le cose in modo unico ed originale. Le sue recensioni sono ben diverse da quelle che è possibile leggere oggi sui quotidiani o sui loro inserti dedicati alla letteratura. All’epoca la recensione era parte integrante ed importante del quotidiano. Manganelli rappresentò il più alto livello del recensore, interpretando la sua professione di critico mettendosi allo stesso livello degli scrittori che recensiva. Manganelli scrisse per molti quotidiani e riviste, tra il meglio che fosse pubblicato in quegli anni. Scrisse anche per L’Illustrazione Italiana, rivista stupenda e prestigiosa che terminò le pubblicazioni negli anni Sessanta. Il mondo della critica letteraria di Manganelli ormai non c’è più. Oggi la letteratura è diventata un prodotto da vendere e la critica letteraria è uno strumento di marketing, può essere buona fin che si vuole ma alla fine è un mezzo per vendere. Il marketing ha cambiato le regole. Manganelli fece sua la classificazione dei lettori fatta da Hermann Hesse che li suddivideva in tre categorie: gli ingenui, gli infantili e il lettore supremo ed infimo, colui che legge di tutto senza distinzione. In base a tale classificazione ho scoperto di essere nella categoria degli “ingenui” ossia coloro che si appassionano alle storie che leggono. Felice di esserlo.

Come ordinare una biblioteca

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Titolo: Come ordinare una biblioteca

Autore: Roberto Calasso

Editore: Adelphi

Roberto Calasso è un grande intellettuale, un grande scrittore e un grande editore. Con questo libro abbiamo l’occasione di conoscerlo come bibliofilo. Un uomo come lui che ha raggiunto in tutto quello che ha fatto i più alti livelli, non poteva che essere un bibliofilo esclusivo, raffinato, un collezionista di libri antichi, frequentatore di aste dove sono battuti volumi e cimeli di scrittori unici e rari. Un collezionista con una vita ricca di esperienze legate ai libri, con la conoscenza diretta degli scrittori, tanti episodi da raccontare, tante conoscenze da condividere con i suoi lettori, il tutto raccontato con passione ed entusiasmo raro. Calasso racconta anche come alcuni scrittori famosissimi interagiscono con i libri delle proprie biblioteche, con che metodo evidenziano i passi più importanti dei libri mentre leggono, dove scrivono i commenti o prendono appunti, se usano la penna o la matita. Il libro è diviso in quattro capitoli, dove Calasso racconta tutto il suo sapere in fatto di libri, i suoi acquisti, le sue abitudini, le sue esperienze. Il primo capitolo si intitola Come ordinare una biblioteca e racconta di tutto un po’ in fatto di libri. Il secondo capitolo parla dell’importanza delle riviste letterarie. Il terzo capitolo racconta di come nacquero le recensioni delle opere letterarie. Nel quarto capitolo racconta Come ordinare una libreria, in pratica un discorso tenuto dall’Autore nel 2019 ad una scuola per librai. Il libro parla di libri e dei loro collezionisti L’ordine di una biblioteca non può essere studiato a tavolino, non può essere ridotto ad un ordine alfabetico per autore, per titolo del libro o per casa editrice. Non serve fissare delle regole o delle procedure, ogni libro deve stare accanto ai libri suoi simili o che siano utili tra di loro secondo lo schema mentale del bibliofilo, secondo il suo criterio mentale che sicuramente non sarà condiviso da altri collezionisti. Non tutti i criteri si applicano efficacemente ad ogni tipo di libro. Lo stesso vale per le librerie. Gli appassionati di libri hanno il piacere di cercare libri che non conoscono, che trovano per caso, vicino al libro che vogliono comprare. E l’ordine non è fisso, costante, è qualcosa in divenire, che cambio sempre, con il passare del tempo. Una scrittura un po’ esclusiva, elitaria, come è nelle corde dell’autore.

L’odore dell’India

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Titolo: L’odore dell’India

Autore: Pier Paolo Pasolini

Editore: Guanda

Nel 1961, Pier Paolo Pasolini in compagnia di Alberto Moravia ed Elsa Morante, fecero un viaggio in india per partecipare ad un convegno commemorativo del centenario della nascita di Tagore, poeta, scrittore e filosofo indiano. Moravia era l’inviato del Corriere della Sera, mentre Pasolini era l’inviato del Giorno. Pasolini raccolse le sue impressioni di viaggio in questo libro L’odore dell’India, che rappresenta uno dei migliori libri scritti in italiano per chi vuole conoscere l’India. Moravia scrisse il suo di libro su questo viaggio, ma questa è una storia diversa.

In questo “L’odore dell’India”, Pasolini racconta la sua esperienza di viaggio attraverso le sue sensazioni, elaborate dal suo spirito artistico e dalla sua sensibilità, soffermandosi principalmente sulle persone, tralasciando quasi del tutto gli aspetti paesaggistici e urbanistici. Un viaggio alla scoperta degli indiani, del loro rapporto con la religiosità, con la morte, con la povertà. Un tentativo di capire la cultura indiana e l’atteggiamento nei confronti della vita delle persone che vivono in condizioni di assoluta povertà. All’epoca l’India era un paese molto diverso da quello di adesso, ma tutte le profonde e bellissime osservazioni fatte da Pasolini sulle caratteristiche umane degli abitanti dell’India sono tuttora valide. Ad un grande poeta, sensibile e curioso come è stato Pasolini, è bastato un solo viaggio per comprendere l’essenza degli indiani. Egli è riuscito con parole chiare e meravigliose a spiegare quello che ha provato, svelando quello che nessuna guida turistica può essere in grado di far scoprire e che forse un turista normale non riuscirebbe a scoprire neanche visitando il paese più volte.

Il naufragio delle civiltà

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Titolo: Il naufragio della civiltà

Autore: Amin Maalouf

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Anna Maria Lorusso

Amin Maalouf è un giornalista e scrittore nato in Libano nel 1949, residente a Parigi dal 1976. La sua vita professionale gli ha permesso di osservare l’evoluzione del mondo, seguendo la cronaca ed analizzando i fatti ed il modo in cui hanno avuto influenza nello sviluppo delle varie società che ha avuto modo di conoscere. Il libro è un saggio che ripercorre i principali fatti storici che hanno caratterizzato lo sviluppo del mondo nel secolo scorso comprendendo nella sua analisi i paesi del Medio Oriente, l’America, l’Europa. Il libro racconta episodi che hanno cambiato la storia, i grandi e piccoli cambiamenti, le occasioni mancate, errori politici e strategici. L’autore esprime il rammarico per le tante volte in cui l’umanità si è divisa invece di coalizzarsi di fronte alle grandi sfide, così come ancora ai nostri giorni le sfide del clima e della salute sono occasioni per creare ulteriori divisioni e lacerazione. Prevedere il futuro non è mai facile ma vedendo l’attuale corsa di tutte le Nazioni verso un aumento degli armamenti non è difficile capire che ci si sta attrezzando per un cambio degli equilibri mondiali e che tutte queste armi prima o poi saranno usate. Questo dipende dal fatto che al momento mancano Stati in grado di guidare il Mondo. Paesi che potevano essere la guida del mondo hanno fallito nella loro funzione, altri Paesi che potevano avere ambizioni di leader e progetti credibili hanno perso per strada tutta la loro forza. Le nuove forze sono troppo impegnate a gestire i propri problemi e le aspirazioni dei loro abitanti, così il Mondo si trova senza un leader e senza una guida che sappia indirizzare tutti verso un futuro migliore. Il naufragio delle civiltà è un ottimo libro, scritto in modo molto chiaro, che ci mostra come episodi politici o bellici di rilevanza locale possano avere ripercussioni enormi e imprevedibili in termini economici e di spartizione del potere a livello mondiale. La scrittura è brillante, le idee sono espresse con chiarezza e originalità. La visione del futuro di Maalouf è completamente protesa alla ricerca del bene e del progresso dell’umanità, indipendentemente delle credenze religiose o politiche e questo gli consente di vedere le cose da una prospettiva alta ed originale. Molto diversa da quella degli uomini politici che hanno in mano il potere e che ci stanno guidando oggi. La visione di Maalouf forse è troppo pessimista riguardo l’immediato futuro, ma resta comunque condivisibile e realista.

Hitler e il nazismo magico

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Titolo: Hitler e il nazismo magico

Autore: Giorgio Galli

Editore: Rizzoli

Tra le recensioni delle ultime settimane di questo blog avete trovato due romanzi “L’angelo di Monaco “e “Violette di marzo” che sono ambientati in Germania negli anni che videro la presa del potere di Hitler, con protagonisti i vertici del terzo Reich. Nell’Angelo di Monaco compare Hitler in persona, in quanto zio dell’angelo del titolo, ossia la sua amata nipote. I due romanzi hanno il pregio di mostrare come andassero le cose nel partito naziolasocialista di Hitler, dando la possibilità al lettore conoscere aspetti inediti e poco noti della storia di quegli anni.

Questi due libri mi hanno riportato in mente un terzo libro che secondo me è molto interessante che si intitola Hitler e il nazismo magico scritto da Giorgio Galli. Se i due romanzi sono opere di fantasia con elementi storici reali, il libro di Giorgio Galli è un saggio un po’ complesso ma ben scritto e documentato che racconta la formazione delle basi culturali dell’ideologia nazista. Senza cercare alcuna giustificazione o nobilitazione alle atrocità commesse dal regime di Hitler, il libro offre una inedita ricostruzione di come si sono formate le idee che erano alla base del nazismo, offrendo una visione da un punto di vista diverso da quello prettamente storico. Alla fine del milleottocento tornarono di moda alcune teorie antiche, che trovarono molti adepti negli ambienti esoterici degli Stati Uniti, Inghilterra, Francia e soprattutto Germania. Le idee erano derivate da culture che furono cancellate dalla rivoluzione scientifica e dall’illuminismo. L’opera di riferimento di tale cultura era l’opera “De occulta philosophia” di Agrippa Von Netteshein, filosofo tedesco vissuto tra il 1486 e il 1535. Agrippa fu alchimista, astrologo, esoterista e filosofo e la sua opera principale fu un trattato dedicato alla magia, considerata la vera scienza perfetta. L’opera presta particolare attenzione agli elementi che costituiscono le cose, sia materiali che spirituali, oltre ai poteri occulti delle cose. Il libro racconta come dietro decisioni dei nazisti difficilmente giustificabili con la logica e attribuite dagli storici alla follia di Hitler e dei suoi collaboratori, in realtà ci fossero ragioni dettate dalla magia, esoterismo, ermetismo ed altre scienze occulte. Il libro non è l’unico testo che tratta dell’interesse dei nazisti per le discipline esoteriche ed i misteri, esiste una ricca bibliografia in merito. E’ noto e dimostrato l’interesse dei nazisti per il Santo Graal e gli scavi e le ricerche fatte nei castelli Catari in Francia alla ricerca del presunto tesoro che poteva contenere il Graal. A tal riguardo c’è un libro dal titolo “Crociata contro il Graal” scritto da Otto Rahn, uno storico che fu anche ufficiale nazista, scomparso in circostanze msteriose. E’ anche noto il grande interessamento dei vertici nazisti per la “Lancia di Longino”, ossia la lancia del soldato che ferì il costato di Gesù crocifisso, reliquia a cui sono attribuiti poteri magici.

Altro riferimento noto a tutti è il famosissimo film “Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta”, il primo film della fortunata serie, dove è evidente l’interessamento dei dei nazisti per il ritrovamento dell’ “Arca dell’Alleanza”, la cassa di legno di acacia con coperchio d’oro che conteneva le Tavole della Legge date da Dio a Mosè.

Sette brevi lezioni di fisica

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Titolo: Sette brevi lezioni di fisica

Autore: Carlo Rovelli

Editore: Adelphi

Sette brevi lezioni di fisica è un libro del 2015, edito da Adelphi, per la collana “Piccola Biblioteca”. Un libro breve, sole 88 pagine, piccolo nelle sue dimensioni. L’autore si chiama Carlo Rovelli, è un fisico teorico che insegna all’Università di Marsiglia ed è già stato autore di altri libri di divulgazione scientifica. Il libro riassume 7 brevi lezioni di fisica ognuna dedicata ai seguenti argomenti:

  • La teoria della relatività di Einstein
  • Meccanica Quantistica
  • Il cosmo e la sua architettura
  • Le particelle elementari
  • Gravità quantistica
  • La probabilità e il calore dei buchi neri
  • Ultimo capitolo dedicato all’Uomo.

Il libro è stato scritto con lo scopo di spiegare la fisica quantistica a persone che non hanno una formazione scientifica e riesce benissimo nel suo intento. Gli argomenti sono trattati in modo semplice e chiaro e soprattutto breve, senza perdersi in troppi dettagli e senza esempi ampiamente utilizzati in altre opere di divulgazione che non sempre sono riuscite a raggiungere l’obiettivo della chiarezza. Il libro contiene brevi riferimenti autobiografici sia dell’autore che degli scienziati nominati nei racconti e questi riferimenti rendono la lettura più appassionante.

Rovelli scrive con vera passione per gli argomenti che tratta e che ama e lo fa in modo poco scientifico ma ricorrendo ad una scrittura lineare e chiara con molti riferimenti alla filosofia ed alla cultura umanistica. Sia la fisica che la filosofia studiano le leggi della natura e il pensiero scientifico non contraddice il modo di funzionare della mente umana.

In questo libro si parla di grandi scienziati come Einstein, Galilei, Keplero, Newton, Rubbia, ma per spiegare il loro pensiero l’autore deve ricorrere alle opere di grandi filosofi come Aristotele, Euclide, Kant, Parmenide, Pitagora e Spinoza. Sembra proprio che a raccontare il sapere umano non sia possibile farlo lasciando parlare solo gli scienziati ma è necessario coinvolgere anche i grandi filosofi.

Lezioni di letteratura

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Titolo: Lezioni di letteratura

Autore: Vladimir Nabokov

Editore: Adelphi

Traduzione: Franca Pece

Vladimir Nabokov è stato uno dei maggiori scrittori del novecento. Fu esule dalla Russia a causa del bolscevismo e poi dall’Europa a causa di Hitler. Approdò in America nel 1941 e dal 1948 al 1958 fu insegnante di letteratura russa e di scrittura creativa alla Cornell University. Dagli appunti delle sue lezioni universitarie è stato tratto “Lezioni di letteratura” che è uno dei libri migliori che abbia letto dedicati alla scrittura, ai romanzi, all’arte di scrivere. Il libro svela i segreti delle strutture di alcuni grandi romanzi come Mansfield Park di Jane Austen, Casa Desolata di Charles Dickens, Madame Bovary di Gustave Flaubert, Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, Dalla parte di Swann di Marcel Proust, La metamorfosi di Franz Kafka, Ulisse di James Joyce. Le riflessioni dell’autore sono accompagnate da immagini che riportano i gli schemi originali disegnati Nabokov per preparare le lezioni. Lui era dedito allo studio dei particolari, alla scoperta di ogni dettaglio, attività indispensabile per capire i grandi romanzi, in cui “lo stile e la struttura solo l’essenza del libro”. Nabokov si rivela come un grande e appassionato professore, dotato di senso dell’umorismo e grande polemista.

“Lezioni di letteratura” è di grande interesse sia per gli studiosi di letteratura che per gli aspiranti scrittori, ma anche per chi, come me, appassionato lettore, è sempre alla ricerca di qualche insegnamento per diventare un lettore migliore, per riconoscere i particolari che fanno di un romanzo un grande romanzo.  Ci sono alcuni passi del libro che spiegano con grande efficacia la concezione che aveva Nabokov dell’arte del romanzo. Per lui la narrazione è sempre invenzione, non c’è spazio per la verità. Nabokov sostiene che la letteratura non è nata il giorno in cui un ragazzino inseguito da un lupo ha gridato “al lupo al lupo”, è nata il giorno in cui il ragazzino ha gridato “al lupo al lupo” senza avere nessun lupo che lo inseguiva. La magia della letteratura consisteva nell’invenzione del lupo inesistente. Così come efficacemente descrive le tre caratteristiche che un autore deve avere dentro di se, ossia dell’affabulatore, del maestro e dell’incantatore. L’ultima delle tre doti è quella del grande scrittore. Ma non basta la creatività e la magia dello scrivere, serve anche avere una base scientifica per dare credibilità e sostanza al racconto. Quindi scienza e magia unite insieme. “Lezioni di letteratura” può essere letto come un romanzo, ma conviene leggerlo come un testo da studiare, su una scrivania, con quaderno degli appunti, penna o matita a seconda dei gusti, per segnare tutti gli spunti da ristudiare, ripassare ed approfondire, per capire meglio quello che leggiamo. Un grande libro a cui Nabokov avrebbe voluto dare il sottotitolo “Come diventare un buon lettore”. Un buon lettore non è colui che legge ma colui che rilegge, per cogliere tutti i minimi dettagli e particolari.

Bella la copertina con una immagine che rappresenta gli itinerari di Boom e Stephen nell’Ulisse di Joyce, che rende bene l’idea di cosa troverà il lettore all’interno del libro.

Cari fanatici

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Titolo: Cari fanatici

Autore: Amos Oz

Editore: Feltrinelli

Traduzione: Elena Loewenthal

La recente scomparsa di Amos Oz ha riportato i suoi libri in primo piano sugli scaffali delle librerie. Tra i vari titoli disponibili ho scelto “Cari fanatici”, una raccolta di tre saggi, “Cari fanatici, Tante luci e non una luce, Sogni di cui Israele farebbe bene a sbarazzarsi il prima possibile” che raccolgono frasi, concetti, ricordi e pensieri dell’autore elaborati dalla sua esperienza e anticipati nelle varie occasioni pubbliche a cui aveva partecipato. Il libro è breve ma ogni parola pesa ed ha valore, sia per chi la pensa come l’autore ma anche per i suoi detrattori. Amos Oz è da sempre un fautore del dialogo tra Israele e Palestina ed è favorevole al riconoscimento dello stato palestinese per porre fine al conflitto arabo israeliano e imboccare in medio oriente una nuova strada verso una pace duratura costruita su basi solide. Lo scopo del libro è quello di dimostrare come il fanatismo sia il principale male dei nostri tempi e nello stesso tempo fornire argomenti logici e solidi per contrastare con la ragione le tesi dei fanatici di ogni tipo. La scrittura di Amos Oz è sempre chiara ed incisiva, ricca di esempi e riferimenti alla cultura e storia del suo paese, alle sacre scritture, alle parole ed insegnamenti dei suoi avi. Amos Oz ci indica la strada della moderazione per affrontare gli argomenti dei fanatici, che non vuol dire essere pacifista ad oltranza o cedere sempre l’altra guancia; gli assassini vanno puniti, così come la prepotenza che è la madre della violenza. Per combattere i fanatismi possiamo usare armi non convenzionali, come la fantasia e l’ironia, trasformare gli slogan in azioni concrete per far venire fuori le contraddizioni contenute nelle parole stesse dei fanatici, per fare breccia nel muro che il fanatico costruisce contro i suoi nemici. Un libro che esprime idee coraggiose, destinato a tutti noi, per aiutarci a non cadere nelle trappole tese dai nemici della nostra civiltà.

The game

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Titolo: The game

Autore: Alessandro Baricco

Editore: Einaudi

“The game” è l’ultimo libro di Alessandro Baricco, un saggio sulla rivoluzione digitale che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni. La maggior parte della popolazione mondiale è interessata al fenomeno, come dimostrano i grandi successi di aziende come Google, Facebook, Amazon, Alibaba, LinkedIn, Apple e molte altre. Queste aziende stanno cambiando la nostra vita rivoluzionando le regole del business nei rispettivi settori, diventando sempre più potenti e ricche, al punto di essere difficilmente controllabili, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista fiscale.

E’ naturale che tale fenomeno sia al centro degli interessi di coloro che studiano la nostra società e la sua evoluzione.

Alessandro Baricco è un uomo di cultura, scrittore di romanzi e saggi, è uno dei fondatori della principale scuola di scrittura creativa italiana, quindi un uomo “analogico” che si è inoltrato nel mondo digitale per elaborare il proprio punto di vista.

Il titolo “The game” riassume in una parola la tesi principale del libro, ossia l’attuale evoluzione digitale che stiamo vivendo si ispira al mondo dei video giochi per realizzare quello che è il desiderio della maggior parte delle persone, ossia di avere la sensazione di giocare utilizzando i vari strumenti tecnologici del momento, anche quando stanno lavorando o durante lo svolgimento delle altre azioni della vita quotidiana.

Il libro è interessante, scritto in modo chiaro, ben strutturato e documentato. L’autore analizza l’evoluzione digitale per capire come questa abbia influito sui modi di pensare delle persone e come questi cambiamenti siano in qualche modo una reazione a quanto avvenuto nel 900, uno dei peggiori periodi per l’umanità, almeno secondo il punto di vista di Baricco. Il libro tratta di tecnologie che sono viste con gli occhi di un umanista, più interessato ai comportamenti delle persone che al punto di vista tecnico. I vari argomenti sono trattati in modo chiaro e discorsivo, ricorrendo in alcuni casi a mappe che aiutano a comprendere il quadro di insieme. Sarà interessante rileggere “The game” tra qualche tempo per valutare le tesi esposte, quando la rivoluzione digitale, fenomeno inarrestabile che aumenta di continuo la velocità di crescita, ci avrà portato verso scenari al momento impossibili da individuare.