Le sigarette del manager

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Titolo: Le sigarette del manager

Autore: Bruno Morchio

Editore: Garzanti

Bacci Pagano è un investigatore privato di Genova. La città è ancora sotto shock per il crollo del ponte Morandi, una ferita che non potrà mai essere guarita. Oreste Mari è un imprenditore che è scomparso da qualche mese, lasciando la sua azienda in bancarotta. Le indagini vanno a rilento, non ci sono indizi di una fine violenta, anzi, alcune voci lasciano pensare che il Mari se ne stia in qualche paradiso esotico a godersi i soldi sottratti al fisco. La moglie di Mari chiede aiuto a Bacci Pagano per trovare suo marito. La donna vive con grandi difficoltà. Lavora come donna di servizio per guadagnare pochi soldi al mese necessari per sopravvivere. Non ha soldi per pagare l’investigatore ma ha bisogno di sapere che fine ha fatto suo marito e confida sulla sua generosità. Bacci Pagano è attratto dalla storia, capisce la situazione drammatica in cui si trova la donna, senza mezzi, con il rischio di vedersi sequestrata la casa e le poche cose che le sono rimaste. Decide di accettare l’incarico della donna, anche se non sarà pagato, per una volta se lo può permettere, in fondo la sua agenzia investigativa guadagna a sufficienza per accettare un incarico gratuito.

La storia della scomparsa di Oreste Mari è l’occasione per Bruno Morchio di raccontare gli ultimi decenni di storia della citta di Genova, dalle speranze del dopoguerra, alle prime chiusure delle grandi aziende, alla crisi economica degli ultimi anni, culminata con l’evento epocale del crollo del ponte Morandi. Bacci Pagano racconta i cambiamenti della città, il degrado, l’immigrazione clandestina, lo spaccio di droga, l’evoluzione sociale ed economica, l’infiltrazione della mafia in tutte le attività produttive, di come i soldi sporchi frutto di ogni tipo di attività illecita vengano riciclati nell’economia quotidiana, con pesanti conseguenze nella vita della gente comune. Morchio racconta Genova, l’evoluzione territoriale, il cambiamento dovuto alla quasi sparizione della classe operaia, un tempo cuore pulsante della città. Ma la storia del declino di Genova è anche la storia dell’Italia contemporanea. Un Paese ed un Popolo incapaci di affrontare la modernità ed il futuro, una società incapace di muoversi agilmente perché appesantita dalla zavorra rappresentata dagli errori del passato, per colpa di generazioni che non hanno saputo lavorare per costruire e garantire il futuro del nostro paese. Una analisi cruda ma realistica, un messaggio chiaro, un invito a fare per chi ha voglia di costruire un nuovo futuro per Genova e per il nostro Paese basato sulla legalità, modernità, giustizia ed equità. Una spinta a smettere di guardare con nostalgia ad un passato che sembra sempre migliore del presente, ma che forse non è stato così bello. Un bel libro, piacevole e a tratti divertente, con un invito a riflettere su cosa siamo diventati e cosa possiamo fare per avere un futuro migliore.

Oxen Gli uomini oscuri

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Titolo: Oxen – Gli uomini oscuri

Autore: Jens Henrik Jensen

Editore: Salani

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Niels Oxen è un ex soldato pluridecorato, tante medaglie al valore ma anche tanti disturbi da stress post traumatico, ossessioni ed incubi. E molti nemici che lo vogliono far fuori. Vive sotto una falsa identità, si nasconde da tutto e da tutti. Non ha amici ed alleati, solo la la sua amica Margrethe Franck, una agente dei servizi segreti che cerca di aiutarlo quando è possibile. I nemici di Oxen appartengono ad una associazione segreta e criminale, la Danehof, che vede tra i suoi adepti alcuni tra le principali figure politiche della Danimarca. Oxen è in possesso di filmati e documenti che se divulgati provocherebbero una crisi politica senza precedenti. Ha stipulato una specie di assicurazione sulla sua vita facendo in modo che in caso di sua morte per mano dei suoi nemici, il materiale in suo possesso fosse divulgato alla stampa ed alle televisioni di tutto il mondo, rovinando per sempre alcuni uomini politici aderenti alla Danehof. In passato la cosa aveva funzionato ma la situazione stava cambiando velocemente e qualcuno molto in alto aveva deciso di fare fuori Oxen in ogni caso. Senza alleati e nessun tipo di appoggio, Oxen si troverà da solo a combattere contro un nemico dalle risorse tecnologiche immense e con collaboratori ovunque.

Questo libro, Oxen gli uomini oscuri, è il secondo della serie. Il primo volume, Oxen La prima vittima, è uscito nel 2019 e recensito lo scorso 27 agosto. Oxen è un uomo rude, addestrato alla vita negli ambienti ostili, alla solitudine, vivere nascondendosi non gli pesa, per lui è ormai una condizione di vita normale. In questo secondo capitolo, Oxen continua la sua fuga solitaria, trascorre la  vita vagando per boschi e foreste, alla ricerca di rifugi e posti dove può vivere senza essere visto. Non ha contatti con la madre, con la sorella, con nessun membro della sua famiglia. Ma la sua è una vita nascosta solo in apparenza, i suoi nemici sono sempre in agguato e la sua vita è un continuo fuggire e proteggersi da chi lo vuole morto. Oxen combatte i suoi nemici che sono nemici della liberta e delle persone normali. Il quadro della situazione politica danese che viene descritto nel libro non è proprio confortante. Corruzione, violenze, interessi privati anteposti al bene comune. Società segrete con collaboratori in tutte le istituzioni dello stato danese, con disponibilità illimitate e con mezzi tecnici ed uomini come e meglio di un esercito nazionale, che controllano tutto e condizionare la vita della nazione. Un libro coinvolgente, con un protagonista unico e carismatico, che combatte da solo contro nemici occulti non solo suoi ma di tutti i cittadini.

La casa sulla scogliera

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Titolo: La casa sulla scogliera

Autore: Emma Rous

Editore: Sperling & Kupfer

Traduzione: Roberta Zuppet

Seraphine è una ragazza di 25 anni, ha un fratello gemello e un fratello maggiore. Una infanzia segnata da un tragico evento, il suicidio della madre il giorno stesso in cui ha messo alla luce Seraphine e suo fratello, lanciandosi dalle scogliere vicine a Summerbourne, la casa di famiglia sulla costa del Norfolk. Sono passati 25 anni da quel tragico giorno ed il padre dei tre ragazzi muore improvvisamente in un incidente domestico. Seraphine, pur sconvolta per la perdita, è costretta a tornare a Summerbourne per sistemare alcune pratiche burocratiche e per mettere ordine alle cose del padre. Sistemando vecchie carte e documenti, trova una fotografia che mostra la madre con in braccio un bambino. La foto è stata scattata il giorno della nascita di Seraphine. Nella foto appare una donna ben vestita e pettinata, il volto raggiante di una donna fiera di tenere in braccio il suo bambino appena nato, nulla che possa far credere che di lì a poco la stessa donna si possa essere suicidata. Seraphine è sconvolta dalla scoperta della foto. Perché la madre ha in braccio un solo bambino e non entrambi i gemelli? Dove stava il gemello mancante? E perché proprio quel bambino stava in grembo alla madre? Perché la foto era stata tenuta nascosta per tutti quegli anni? Quale mistero si nasconde dietro quella foto? Seraphine decide di scoprirlo.

Ha inizio una avventura raccontata su due piani temporali, quello dell’anno della nascita dei due gemelli, raccontato da Laura, la ragazza alla pari che stava nella famiglia di Seraphine ed il secondo, quello attuale, raccontato da Seraphine stessa. I capitoli si alternano e gli eventi del passato piano piano vanno a definire le risposte che Seraphine sta cercando. Un romanzo incentrato sull’importanza che la famiglia ha per le persone e della perdita dei riferimenti se l’appartenenza alla famiglia vien emesse in discussione da un passato nascosto e diverso da quello che si è creduto di aver vissuto. Ma oltre che un riferimento, la famiglia è anche il centro attorno al quale avvengono cose impensabili, i cui effetti devastanti fanno ancora danni a distanza di tanti anni. Un romanzo crudele ma appassionante, con una trama ben costruita, forse con un finale che poteva essere scritto in modo più accurato. I continui salti avanti ed indietro nel tempo sono ben distribuiti e non intaccano il piacere della lettura.

L’isola dei fucili – Amitav Ghish

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Titolo: L’isola dei fucili

Autore: Amitav Ghish

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Anna Nadotti e Norman Gobetti

Il protagonista e voce narrante del romanzo è un indiano, che vive da anni a Brooklyn ed è un commerciante di libri e di oggetti antichi, di nome Dinanath Datta, detto Deen. Una volta all’anno, Deen lascia l’America per tornare in India, sia per i suoi affari che per rivedere amici e parenti. Durante l’ultimo suo viaggio in India viene a conoscenza della legenda di Bonduki Sadagar, un mercante di fucili, che fece costruire un tempio nel Bengala dedicato alla dea Manasa Devi, nella foresta di mangrovie più grande del mondo, Le Sundarban. Tale foresta si estende in una delle aree più povere del mondo, alla congiunzione dei fiumi Gange e Brahmaputra. E’ una zona simbolo dell’ecologismo indiano, patrimonio dell’Unesco, ospita una numero enorme di animali tra cui la famosa tigre del Bengala. I frequenti cicloni e il forte sfruttamento industriale ne condizionano la sopravvivenza. Per una serie di circostanze fortuite, alcuni conoscenti di Deen organizzano un viaggio al tempio costruito da Bonduki Sadagar. Inizia una avventura del tutto inaspettata e dall’esito imprevedibile, in un ambiente ostile e non proprio adatto ad un cittadino americano come è ormai diventato Dinanath. L’atmosfera del racconto è quella tipica indiana, in cui convivono culture antiche, povertà estrema con la diffusione capillare di internet e l’abilità nel suo uso anche da parte delle persone poverissime. Il racconto contiene visioni, divinità e demoni, storie, leggende e credenze varie che si mescolano per creare idee e convinzioni a cui le persone si affidano per comprendere e in qualche modo determinare il loro destino, sempre affidato alla fede, secondo modalità molto personali. La prima parte del libro parla di emigrazione e del bisogno delle popolazioni più povere di sognare di vivere nei paesi occidentali, ricchi, confortevoli, apparentemente accoglienti.

La seconda parte è ambientata a Venezia dove gli stessi protagonisti si ritrovano, grazie ad una serie di circostanze uniche, nella città storica più famosa del mondo. E si continua a parlare di ecologia, delle sorti del pianeta e di immigrazione clandestina.

Per essere un romanzo scritto da un indiano, sorprende per la conoscenza di molti aspetti della cultura occidentale, della situazione politica, soprattutto nei confronti dell’immigrazione. Mi ha sorpreso particolarmente l’introduzione nel racconto di riferimenti al libro Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, edito nel 1499. Tale testo, pur di grande importanza letteraria ed artistica non credo sia molto conosciuto e il fatto che un indiano abbia ritenuto di inserirlo in un romanzo tipicamente indiano lo trovo un grande riconoscimento alla nostra cultura. Tutti i riferimenti ai cambiamenti climatici ed alla salvaguardia del pianeta sono trattati in modo molto vicino al modello occidentale. Buona parte del piacere della lettura di questo libro consiste nel fatto che la mentalità indiana e i loro modi di fare sono mescolati con punti di vista e visioni del mondo molto vicine al punto di vista occidentale.

La ragazza nuova – Daniel Silva

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Titolo: La ragazza nuova

Autore: Daniel Silva

Editore: HarperCollins

Traduzione: Luigi Maria Sponzilli

La ragazza nuova è l’ultimo romanzo di Daniel Silva, con Gabriel Allon protagonista con la consueta compagnia di spie, agenti, dirigenti dei servizi segreti di mezzo mondo. La storia ha inizio con una misteriosa ragazzina che frequenta uno dei più esclusivi collegi svizzeri. Arriva tutti i giorni a bordo di una lussuosa berlina scortata da una seconda auto, per scomparire velocemente dal collegio al termine delle lezioni, sempre con la stessa macchina e la scorta. Il rendimento scolastico non è molto buono e i professori non sono molto soddisfatti della ragazza, che continua ad avere un comportamento molto distaccato con i suoi compagni di scuola. Si dice che sia figlia di un ricco uomo d’affari, ma nonostante le tante ricerche su internet, nessuno dei professori riesce a trovare informazioni sulla famiglia della ragazza. Nulla di quello che si dice su di lei è vero. Suo padre è l’erede al trono dell’Arabia Saudita, Khalid bin Mohamed. Khalid aveva avviato le prime riforme per ammodernare il paese ma le speranze erano andate perdute con l’assassinio del giornalista dissidente Omar Nawwaf, di cui Khalid è stato il responsabile morale, dopo un pestaggio avvenuto nella sede dell’ambasciata araba ad Istanbul. La ragazza scompare improvvisamente durante il tragitto dalla sua residenza al collegio. Si tratta di un rapimento a scopo di estorsione. I rapitori non vogliono soldi, ma chiedono al principe Khalid di abdicare, di rinunciare al trono, altrimenti sua figlia sarà uccisa. Khalid deve ritrovare la figlia, a tutti i costi, prima che scada l’ultimatum dei rapitori. Non può rinunciare agli oltre 1000 miliardi di dollari che rappresentano la ricchezza della famiglia reale, ma non può neanche sopportare che a sua figlia sia fatto del male. Per farlo chiede aiuto alla persona che meglio di tutti lo può aiutare, ossia Gabriel Allon, il capo dei servizi segreti israeliani. La storia si svolge in una moltitudine di luoghi e di nazioni diverse e sono implicati i servizi segreti israeliani, inglesi, americani, arabi, russi, francesi. Gabriel Allon è un grande manovratore di trame tra le varie agenzie di intelligence, riuscendo a tutelare gli interessi dello stato di Israele ma anche quelli dei suoi amici e collaboratori, indipendentemente dalla nazione per cui lavorano.

Daniel Silva si conferma come uno dei migliori autori di spy story e di intrighi internazionali. “La ragazza nuova” è un thriller mozzafiato ma è anche un piccolo trattato di come le grandi potenze si schierano nel gioco internazionale delle alleanze e di come fanno pesare il proprio ruolo in ogni occasione. Daniel Silva inserisce spesso nel racconto riferimenti ad episodi reali per rendere attuale e verosimile il romanzo. In questo caso ci sono riferimenti all’elezione del presidente Trump in USA, la Brexit, le proteste dei gilet gialli in Francia, la Russia con il suo Presidente e i discussi oligarghi, il ruolo dell’Islam in Medio Oriente, la mancata evoluzione democratica dell’Arabia Saudita, l’Iran. Daniel Silva riesce a costruire trame complesse e credibili, creando le giuste atmosfere in ogni occasione, dalle scene d’azione, ai dialoghi tra spie o tra uomini di governo di diverse nazioni, così come quando tratta gli argomenti legati alla famiglia, ai figli ed alle ferite che la vita lascia indelebili su personaggi apparentemente indistruttibili come Gabriel Allon. Se vi piace il genere spy story, questo libro, come tutti gli altri di Daniel Siva, è imperdibile.

Una contessa a Chinatown – Dario Crapanzano

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Titolo: Una contessa a Chinatown

Autore: Dario Crapanzano

Editore: SEM

La storia è ambientata a Milano nel 1953. Margherita Grande è una giovane avvenente ragazza che lavora in una delle più eleganti case chiuse di Milano gestita dalla contessa Vergani. Grazie ai guadagni della sua attività è riuscita a tirare fuori dalla povertà la sua famiglia. Improvvisamente la contessa viene ritrovata senza vita in uno dei suoi appartamenti nella Chinatown  milanese. Grande lo sgomento di Margherita e delle altre ragazze che lavorano per la defunta contessa. L’inchiesta giudiziaria è fin da subito orientata verso il suicidio, dato che tutti gli indizi portano a tale conclusione. Margherita viene convocata dal notaio per l’apertura del testamento della contessa che le ha lasciato quasi l’intero patrimonio. La ragazza si ritrova ad essere ricca in modo improvviso e del tutto inaspettato.  Decide quindi di abbandonare la “professione”, ma vuole anche indagare sulla morte della contessa dato che la tesi del suicidio non la convince. La Contessa non aveva nessun motivo per suicidarsi e Margherita è convinta che si è trattato di un omicidio. Per rispetto alla sua immagine postuma e per la generosità mostrata nei suoi confronti, Margherita veste i panni dell’investigatrice.

Crapanzano è riuscito a ricostruire l’atmosfera frizzante ed ottimista dell’epoca, di una Milano che stava per diventare la città più moderna e ricca d’Italia, dopo le sofferenze e ristrettezze imposte dalla guerra. Il libro trasmette una certa allegria nonostante ci sia di mezzo il cadavere della contessa, ma tutto è lieve e delicato. I personaggi della vicenda, pur svolgendo attività illecite o al limite dell’illecito, collaborano con la polizia per contribuire alla ricerca del colpevole, esprimendo un senso di solidarietà che forse era più comune all’epoca ma che ormai è andato completamente perduto. Lo stile di Crapanzano è elegante e simpaticamente  retrò, privo di qualsiasi volgarità pur trattando un argomento che si sarebbe prestato facilmente a qualche caduta di stile. Un viaggio piacevole e rilassante in un mondo che non c’è più.

La chiave rubata – Gianni Simoni

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Titolo: La chiave rubata e altri racconti

Autore: Gianni Simoni

Editore: Tea

La chiave rubata contiene 6 racconti di Gianni Simoni, con protagonista il giudice Petri e il commissario Grazia Bruni. Le storie raccontano di piccole vicende giudiziarie, storie di provincia, vicende da cronaca locale. Racconti scritti con misura, eleganza, che trattano di indagini condotte con calma, metodo, senza l’urgenza di trovare un colpevole ad ogni costo, senza le pressioni indebite di superiori o della stampa. Si indaga sui profili degli indiziati, sulla loro vita, abitudini. Le intuizioni sono quasi sempre determinanti per trovare la soluzione del caso. Ogni racconto è dedicato ad un certo profilo di colpevole e di vittima, si indaga sulle loro motivazioni e comportamenti. I racconti mostrano il lato gentile della giustizia, quando l’umanità ed il buon senso si combinano con la scaltrezza e l’acume degli investigatori di professione. Una lettura piacevole e tranquilla che si differenzia molto dalla lettura di molti gialli attuali, frenetici e senza un attimo di respiro.