L’omicidio è denaro

L'OMICIDIO E' DENARO

Titolo: L’omicidio è denaro

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Una nuova avventura per il commissario Kostas Charitos, questa volta impegnato con alcuni misteriosi omicidi di uomini d’affari stranieri che si trovano in Grecia per fare investimenti. Uccidere chi porta soldi stranieri da investire nel Paese è una vera disgrazia, dato che gli investitori sono rari e se i pochi che arrivano vengono uccisi, vuol dire che il futuro della Grecia è più incerto che mai. La crisi economica non è passata, la situazione politica è sempre incerta, la ripresa dell’economia tarda a partire. La Grecia sta cercando a tutti i costi di uscire dalla crisi, ma i risultati non sono tali da poter guardare il futuro con ottimismo. Tutti parlano di investimenti, di crescita economica, ma il numero di poveri continua a crescere e nessuno sembra preoccuparsi di loro. In questo scenario di pesante situazione economica, Petros Markaris ci racconta una storia criminale e le relative indagini affidate a Charitos, il commissario del buon senso e della famiglia numerosa e unita, da cui ricava serenità e sicurezza. Markaris va oltre il giallo scrivendo un piccolo trattato di economia politica, descrivendo una situazione che ormai è comune a molte città europee. Il sistema economico non è più in grado di garantire un futuro roseo per tutti i cittadini, che vivono la riduzione di benessere con incredibile rassegnazione. I nuovi poveri sono tanti e di diverse estrazioni, pensionati, giovani, immigrati, piccoli commercianti. Quelle che sono difficoltà per i ceti più poveri, diventano occasioni di grandi affari per coloro che invece dispongono di molti soldi. I ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, questo è il risultato delle politiche degli ultimi decenni. Le persone non possono più contare sugli Stati, tutti alle prese con problemi economici, sociali e politici. In queste condizioni solo l’istituzione della famiglia è in grado di fare da argine all’impoverimento crescente. Quando le condizioni economiche peggiorano, le persone sono sfiduciate, guardano al futuro senza ottimismo, aumenta il senso di delusione che diventa senso di rivalsa che in un crescendo naturale sfocia nella violenza. Petros Markaris non è solo un giallista ma anche un ottimo conoscitore della situazione economica e sociale dei paesi europei. In questo libro la sua attenzione alla condizione dei poveri è molto evidente ma anche molto attuale e carica di energia , con tanta voglia di credere in un futuro migliore. Niente male per un giovanotto nato nel 1937.

 

La donna cardinale

LA DONNA CARDINALE

Titolo: La donna cardinale

Autore: Lucetta Scaraffia

Editore: Marsilio

Il Vaticano è in subbuglio. L’elezione di papa Ignazio e la sua voglia di pulizia e di onestà, rischia di far saltare tutte le coperture agli affari più o meno leciti che avvengono tra le mura impenetrabili della Città del Vaticano. Un complotto per portare il Papa verso più miti consigli viene organizzato e vede coinvolto il medico personale del pontefice, Gregorio Cesi, l’archiatra. Gregorio riuscirà a sventare tale complotto mettendo a repentaglio la sua vita pur di salvare quella del Papa. L’episodio accentuerà la fiducia del Pontefice nei confronti di Gregorio, che diventa il suo unico confidente, mentre il resto della Curia si mostra sempre più ostile nei confronti del Papa. Ignazio decide che la mossa migliore per spiazzare tutti i suoi avversari e dare una spinta enorme al processo di riforma della Chiesa è nominare una donna cardinale e farla diventare Segretario di Stato. Ma alcuni cardinali cercano di opporsi in ogni modo, si riuniscono in gran segreto, cercano di scongiurare iniziative dannose per i loro giochi di potere, ma ci sono le suore che servono le cene che ascoltano e registrano i discorsi.

Un giallo piacevole ed intrigante ma anche un libro che porta a riflettere sul futuro della Chiesa e sulla direzione che dovrebbero prendere le tanto attese riforme. E’ anche un modo per parlare di come le donne sono viste dalla Chiesa, per il mancato riconoscimento delle loro qualità che invece vengono sfruttate ad esclusivo vantaggio degli uomini. L’ambientazione romana e vaticana è accattivante, si respira l’aria di un antico potere che dura da tanti secoli, si entra negli oscuri misteri di Istituzioni note e impenetrabili come lo IOR, si vive da vicino l’atmosfera di intimidazione, di violenza e di ricatti che serve per mantenere lo status quo, per evitare cambiamenti. Il libro è scritto da Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea, giornalista, per lungo tempo editorialista dell’Osservatore Romano, scrittrice. Una profonda conoscitrice delle vicende vaticane che guarda al futuro della Chiesa con una certa preoccupazione.

Clean

CLEAN

Titolo: Clean

Autore: Glenn Cooper

Editore: Nord

Traduzione: Barbara Ronca

Trovare la cura per l’Alzheimer, questa era l’ossessione del dottor Steadman. Per ottenere questo risultato ha deciso di correre dei rischi ed iniziare una sperimentazione senza tener conto di tutte le prudenze necessarie. Ed è successo quello che non doveva accadere. In pochi giorni si diffonde nel mondo un virus letale che si propaga per le vie respiratorie, quella che si chiama Sindrome da Amnesia Febbrile e che fa perdere la memoria alle persone infette, che si ritrovano senza ricordi e si comportano solo secondo il loro istinto. Il mondo rimane senza corrente elettrica, acqua corrente, cibo, medicine, nessun servizio pubblico, niente polizia e tutori della legge. Le poche persone immuni al virus vivono barricate nelle case per sopravvivere e sperare che tutto torni alla normalità. In poco tempo la legge del più forte diventa l’unico codice applicabile. La civiltà rischia di scomparire per un errore umano. Ma c’è qualcuno tra gli immuni che sta cercando una soluzione alla pandemia, è il dottor Jamie Abbott, l’unico in grado di trovare la cura. La sua sarà una corsa contro il tempo e contro tutte le insidie che la nuova condizione in cui si trova il mondo comporta.

Il romanzo ci racconta un mondo devastato da una pandemia, che sta distruggendo la nostra civiltà che si trova costretta a tornare ad un livello primordiale, dove conta solo la prepotenza e la capacità di sopravvivenza. Glenn Cooper si conferma un grande narratore, sempre a metà tra il verosimile ed il fantastico, il quotidiano e l’extra naturale, mantenendo sempre uno stile fluido, ammaliante, conoscendo bene come attrarre il lettore e suscitare il massimo interesse, coinvolgendolo in una serie di storie parallele con diverso grado di tensione, per una specie di percorso sulle montagne russe. Il libro ci mostra quali sono i rischi a cui potremmo essere esposti se la sperimentazione medica non seguisse completamente i protocolli di sicurezza, di come la violenza sia insita nella natura umana e di cosa resterebbe della nostra civiltà se non avessimo la memoria. Un libro apocalittico, estremo, che raffigura un possibile scenario che determinerebbe la fine della nostra civiltà ed una nuova ripartenza, ossia la Tabula Rasa menzionata nel sottotitolo.

Il giallo della villa abbandonata

IL GIALLO DELLA VILLA ABBANDONATA

Titolo: Il giallo della villa abbandonata

Autore: Riccardo Landini

Editore: Newton Compton Editori

Astore Rossi è un restauratore di mobili, un uomo semplice e ingenuo, ha per aiutante Oscar, un uomo con qualche difficoltà, ma con un grande talento come artigiano. Astore ama lavorare nella sua bottega, senza sorprese ed imprevisti. La sua tranquilla quotidianità viene interrotta da una donna, Roberta Arditi, che gli conferisce l’incarico di valutare alcuni mobili contenuti in una villa fatiscente ereditata da una zia. Astore accetta l’incarico e si reca alla villa dove Astore si rende conto che i mobili valgono molto poco. Ma su una parete di una stanza c’è un quadro molto particolare, una crocifissione dove Cristo è raffigurato in modo inconsueto con una serie di strane figure attorno. Astore non è un esperto di quadri e propone di far valutare il dipinto ad un suo amico, il professore Zeni, grande esperto d’arte, che subito si accorge che il dipinto è una rara opera di un artista tedesco, noto per la sua capacità di evocare i morti e per altri misteri che circondarono la sua vita. Il professore decide di portare il quadro a casa sua per fare delle ricerche più approfondite e Astore lo lascia fare, inconsapevole della sequenza di eventi che si stanno per scatenare. Il professore viene ucciso la sera stessa a casa sua e il quadro scompare. Rossi è il primo indagato per l’omicidio del professore e la cosa lo turba per alcuni passati poco piacevoli che ha avuto con la giustizia italiana, di cui non ha molta fiducia. Altri eventi finiranno per convincere Astore a scappare per non essere travolto da quella che sembra essere una vera e propria maledizione del quadro misterioso. Astore inizia una fuga avventurosa per varie città italiane, in cui troverà una alleata, Caterina, una libraia incontrata per caso a Venezia.

Una storia accattivante che attrae subito il lettore che nel giro di poche pagine si trova coinvolto all’interno di un mistero inestricabile, dove il mite Astore di trova a dover affrontare spietati assassini, antiche e segrete congregazioni, presunti buoni che cercano di aiutarlo, mentre le forze dell’ordine lo ritengono colpevole di atroci delitti. Una avventura senza un attimo di respiro, un viaggio nei misteri dell’arte antica, con tanti riferimenti all’esoterismo, a storie segrete e presunte leggende che hanno ancora oggi un fondo di verità tutto da scoprire. Astore si dimostra essere un protagonista ingenuo ma determinato, capace di comportamenti coraggiosi quando si tratta di difendere la sua compagna di avventura e di portare a casa la sua pelle. Riccardo Landini con una scrittura brillante e coinvolgente, ha costruito una trama complessa piena di imprevisti e di sorprese, riservando quella più grossa per il finale.

Un milione di rovesci sbagliati

UN MILIONE DI ROVESCI SBAGLIATI

Titolo: Un milione di rovesci sbagliati

Autore: Boris Demcenko

Editore: Absolutely Free Libri

Una storia con protagonisti due fratelli gemelli, Nicola e Adriano, entrambi tennisti professionisti, uno ai primi posti della classifica internazionale, l’altro fatica ad entrare nel tabellone dei tornei più importanti. Uno meticoloso, preciso e razionale, l’altro più talentuoso ma sregolato, con tante occasioni mancate su cui recriminare. Un padre ingombrante, dalla forte personalità, un incidente d’auto che ha segnato la famiglia tanti anni fa, in cui è scomparsa la moglie. Il libro racconta una settimana movimentata vissuta a Roma, in occasione degli Internazionali d’Italia, il famoso torneo di tennis del Foro Italico, in cui i due fratelli vivranno una avventura irripetibile, che sarà l’occasione per scacciare i fantasmi del passato e per trovare una nuova armonia familiare.

Un libro in cui il gioco del tennis, con le sue implicazioni psicologiche, è al centro del racconto, diventando metafora delle difficoltà della vita. Le tecniche e le tattiche di gioco non sono più riservate all’area ristretta del campo da tennis ma diventano applicabili alla vita quotidiana. Tennis come guerra, tattiche di gioco come strumenti di sopravvivenza, la guerra non è solo quella combattuta dai militari ma la vita quotidiana. Un libro scritto con gran ritmo e con continui cambi di scena, coinvolgente come un thriller, accattivante come un film di azione. Un libro che piacerà a tutti coloro che giocano o hanno giocato a tennis, sport bellissimo ma crudele, che si ritroveranno nelle sensazioni e difficoltà psicologiche descritte dai protagonisti. Ma il libro piacerà anche ai lettori non tennisti per la scrittura fluida, per lo stile lineare, per la gentile irriverenza e quella leggerezza che aiuta a superare i momenti difficili tipica dei romani. L’autore, di origini ucraine nato a Roma, rientra nella categoria di autori che tanto mi sta a cuore, ossia quella degli scrittori ingegneri. Boris è ingegnere meccanico, imprenditore, tennista dilettante e con questa sua opera prima rivela tutto il suo talento per la scrittura. Spero di poter leggere presto un nuovo suo libro.

La vita è un romanzo

LA VITA E' UN ROMANZO

Titolo: La vita è un romanzo

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Un romanzo che usa un altro romanzo ed i suoi protagonisti, insieme con l’autore e la sua vita reale, per parlare della professione dello scrittore, di come uno scrittore vive le sue giornate, del modo in cui costruisce i suoi personaggi, di come costruisce la trama, della difficoltà che lo scrittore ha nel riconoscere la finzione dalla realtà. Musso ha descritto tutto questo costruendo un romanzo in cui un autore interagisce con i personaggi di un suo romanzo e si introduce in una storia che sta scrivendo. Un romanzo che mescola finzione e realtà in modo inedito e imprevedibile. Un romanzo che parla di altri romanzi, di scrittori, della loro vita, del metodo di lavoro quotidiano. Ma anche delle pressioni degli editori, la pressione della stampa, il peso della notorietà e delle difficoltà ad avere una vita privata normale quando si diventa personaggi pubblici. Il libro è costruito come un thriller, con molti cambiamenti di ambientazioni, con momenti di tensione e di mistero uniti a momenti in cui il protagonista si lascia andare a meditazioni e riflessioni sulla professione dello scrittore, sulla sofferenza che comporta la scrittura, quando lo scrittore si immedesima troppo nelle storie e nei personaggi, fino all’estrema rinuncia alla propria vita, per far vivere i protagonisti delle storie.

Musso è uno scrittore giovane, in continua evoluzione, che ad ogni nuovo romanzo aggiunge qualcosa al suo stile. Questa volta, oltre al tocco thriller, ha aggiunto qualcosa di sovrannaturale e di indefinibile che rende la storia affascinante ed imprevedibile. Musso sa come attirare l’attenzione del lettore, come far salire la tensione, come scombinare tutto, sorprendendo ad ogni cambio di ambientazione dando alla storia una direzione inaspettata. Una lettura piacevole, uno stile chiaro e limpido, un grande affabulatore che si diverte a scrivere e che fa divertire i lettori.

Il metodo del dottor Fonseca

IL METODO DEL DOTTOR FONSECA

Titolo: Il metodo del dottor Fonseca

Autore: Andrea Vitali

Editore: Einaudi

Un ispettore di polizia viene inviato in un villaggio di montagna, di nome Spatz, al confine dello stato, per una indagine di un caso di omicidio di una donna, considerato risolto, con colpevole il fratello della vittima, una persona con disturbi mentali che viveva con lei. L’uomo è scomparso dopo il ritrovamento della vittima. Il paesino è un piccolo borgo sperduto tra le montagne, un luogo dove non accade mai nulla e gli abitanti sono persone strane e bizzarre. L’ispettore è alloggiato in una piccola pensione, dove trova come ospite un personaggio singolare, taciturno, di poca compagnia, che lo informa della presenza, appena fuori del paese, di una clinica in cui vengono trattati malati molto gravi, destinati ad operazioni chirurgiche estreme, dall’esito più che incerto. L’ispettore non si fermerà alle prime conclusioni a cui erano arrivate le indagini e prenderà strade diverse per scoprire la verità che nasconde cose e fatti inimmaginabili.

Andrea Vitali ha sempre raccontato la provincia italiana e la vita dei suoi abitanti, scrivendo gialli tradizionali, con la sua scrittura elegante. Questo romanzo si allontana dalle ambientazioni geografiche che sono familiari all’autore ed affronta una storia per lui poco tradizionale. Il paesino è descritto come un posto buio e inospitale, le montagne che lo circondano sono cupe e spaventose, gli abitanti del luogo appaiono evasivi e ambigui. La clinica incombe sulla vita del villaggio, con la sua presenza oscura e misteriosa, con le mille voci e sospetti sulle attività che si svolgono al suo interno. Una storia quasi “noir”, un racconto dall’incedere costante, con un avvicinamento alla verità regolare, tanti piccoli misteri fin dalle prime pagine, un finale inaspettato. Un libro che tratta argomenti molto forti, che mostrano a quali estremi può arrivare il cinismo degli uomini, quando abbandonano la strada della ragione e dell’etica e perseguono solo la via del guadagno.

Tre passi per un delitto

TRE PASSI PER UN DELITTO

Titolo: Tre passi per un delitto

Autore: Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Un giallo classico, marito, moglie, amante. L’amante, giovane, bella, affascinante e misteriosa, viene uccisa a casa sua, a Roma, quartiere Prati. Il commissario Brandi dirige le indagini e di lui scrive Giancarlo De Cataldo. La giovane era l’amante di un importante e potente uomo d’affari, Marco Valerio Guerra, la sua parte è scritta da Maurizio De Giovanni. La moglie dell’imprenditore è Anna Carla Santucci, di lei scrive Cristina Cassar Scalia. L’omicidio ha grande risalto sulla cronaca romana. La vittima viene descritta in mille modi diversi, una manipolatrice, un’arrivista priva di scrupoli, una talentuosa aspirante artista, una drogata, una brava ragazza. Un omicidio crudele, una storia poco chiara, una soluzione del caso a portata di mano. Ma nulla è come sembra.

I tre autori danno voce ai tre protagonisti che raccontano le loro verità, i loro punti di vista, creando una storia che attrae il lettore e lo cattura con una trama originale, con un ritmo incalzante ed una tensione sempre alta. Gli autori sono riusciti a dare forza e carattere diversi ai tre protagonisti, tutti ben riusciti e aderenti perfettamente alla storia, riuscendo a scrivere come se fossero una sola penna, per un risultato finale armonico senza alcuna discontinuità. Un romanzo ambientato nella Roma dei quartieri bene, dove benessere e ricchezze sono diffuse e qualche volta nascondono segreti che è meglio non divulgare. In questo libro i protagonisti ci sorprendono, facendoci credere quello che vogliono, mostrandosi per quello che non sono o mostrando per la prima volta aspetti inediti della propria personalità. Le apparenze ingannano e scoprire la verità non sarà facile. Un ottimo esperimento di scrittura con alcuni tra i migliori autori di gialli italiani che ha prodotto uno dei migliori libri del 2020.

Odore di chiuso

ODORE DI CHIUSO

Titolo: Odore di chiuso

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

Odore di chiuso è il primo romanzo che Marco Malvaldi ha scritto con protagonista il grande gastronomo Pellegrino Artusi. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011 quando l’autore decise di prendere una pausa dalla scrittura della fortunata serie dei vecchietti del Bar Lume. La vicenda è ambientata in un castello toscano nei pressi di Bolgheri. Pellegrino Artusi ha raggiunto una certa fama per aver scritto il libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, primo storico manuale di cucina italiana ed è ospite del barone Bonaiuti e della sua famiglia, insieme ad un fotografo, un certo Ciceri. I familiari del barone non conoscono il motivo della presenza dell’Artusi e del Ciceri nel castello e lo scopriranno solo alla fine della vicenda. Il soggiorno sarà molto movimentato data la scoperta dell’omicidio del maggiordomo del barone e del tentato omicidio proprio del barone. L’Artusi darà un contributo importante e decisivo alla risoluzione del caso collaborando con il delegato di polizia incaricato delle indagini.

Un libro scritto in perfetto stile dell’epoca, con personaggi ben delineati e molti spunti umoristici, per raccontare sia le vicende legate al giallo che per raccontare l’Italia dell’epoca. Un classico “delitto della stanza chiusa” con tutti i protagonisti e possibili colpevoli costretti a risiedere nel castello per tutta la durata delle indagini, condotte dal delegato con la tecnica degli interrogatori individuali nei quali ogni personaggio riesce a dare la sua versione dei fatti raccontando particolari noti e meno noti degli altri presenti, fornendo nuovi elementi di indagine. La trama consente all’autore di sfoggiare le sue conoscenze della chimica, tramite le deduzioni di alcuni dei protagonisti, tra cui proprio l’Artusi, che si dimostra essere uomo molto perspicace ma anche buon conoscitore di molte nozioni che risulteranno utili per le indagini. Artusi riesce a spiegare nel corso del romanzo il motivo per cui ha scritto il suo trattato di cucina, trattando le ricette in modo scientifico, definendo con precisione quantità, proporzioni e sequenza delle varie operazioni per realizzare la pietanza. Un libro ben costruito, scritto in modo fluido e ironico, qualche volta quasi irriverente, come è nello stile dell’autore. Una indagine vecchio stile dove intuizioni e deduzioni hanno grande importanza per la risoluzione del caso. Il racconto è ambientato nel 1895, l’Unità di Italia è ancora un fatto recente, la nobiltà sembra non voler capire i cambiamenti che sono in corso, credono ancora di essere al di sopra della legge. Tanti riferimenti storici e culturali che si riferiscono all’epoca dei fatti ma che sembrano voler prendere in giro l’Italia contemporanea. Malvaldi si conferma ottimo scrittore, arguto, colto e dotato di una ironia tanto tagliente quanto aggraziata e gradevole.

Il decoro

IL DECORO

Titolo: Il decoro

Autore: David Leavitt

Editore: SEM

Traduzione: Fabio Cremonesi e Alessandra Osti

I protagonisti del libro sono Eva e Bruce, moglie e marito, residenti a New York, molto ricchi grazie al lavoro di Bruce, mentre Eva cura le relazioni sociali, inviti a cena, amicizie, gli arredi di casa, le cene, i cuochi ed i menu per gli invitati. Una vita facile, tanti amici, avvocati, scrittori, architetti, tutti appartenenti alla alta borghesia intellettuale. Eva, Bruce ed i loro amici sono tutti preoccupati per l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e per la direzione politica che l’America prenderà sotto la sua guida. Eva è talmente sconvolta che decide di fare un viaggio in Italia tanto per cambiare aria ed allontanare le sue preoccupazioni. Il soggiorno a Venezia procura ad Eva la possibilità di acquistare un appartamento di prestigio, un ideale rifugio in caso di espatrio. L’investimento immobiliare della coppia diventa il perno attorno al quale ruoterà la vita di Eva, del marito e dei loro amici per il periodo successivo al soggiorno veneziano. Il romanzo racconta l’evoluzione dei rapporti umani tra i vari personaggi, con cambiamenti repentini ed imprevedibili. La principale chiave di lettura del romanzo non è una feroce e crudele critica a Trump ed alla sua politica, bensì un attacco agli ambienti benestanti e liberal, le classi sociali più elevate, che guadagnano molti soldi con lavori sopravvalutati e troppo ben pagati. Gente che vive in un mondo ovattato, lontano dalle difficoltà della gente comune. Gente ricca, priva di spessore morale, con tante relazioni sociali false, basate sulla formalità, senza amicizia, senza sostanza. Il libro è scritto in modo fluido ed elegante, con una ironia tagliente che colpisce le classi sociali dei protagonisti, la politica, il mondo dell’editoria, le relazioni interpersonali tra persone troppo preoccupate della propria immagine per essere ed apparire per quello che sono, troppo preoccupate di mantenere alto il “decoro” di ogni cosa che fanno.

Odio

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Titolo: Odio

Autore: Daniele Rielli

Editore: Mondadori

Marco De Sanctis è il protagonista di questo romanzo, ambientato in Italia nel presente o in un futuro prossimo. Non si può dire che il ritratto che viene fuori del nostro Paese sia così lusinghiero.  Marco è un blogger-filosofo-scrittore che grazie all’amicizia con “il Mastro”, una specie di guru delle nuove tecnologie, diventa imprenditore e raggiunge in brevissimo tempo un successo economico incredibile grazie ad una società che riesce a prevedere i desideri dei consumatori, raccogliendo dati personali ed elaborando il tutto con degli algoritmi che sembrano funzionare quindi promettere grandi guadagni a coloro che potranno disporre di tali dati a fini commerciali. Il racconto del successo professionale di Marco permette all’autore di descrivere gli ambienti che frequenta dopo aver bruciato le tappe della sua ricchissima scalata verso il successo. Il libro descrive il mondo della politica e della colorita umanità che ruota attorno alle stanze del potere, il mondo del giornalismo con i suoi poco edificanti modi di operare, al servizio dei potenti e mai al servizio della verità o del bene comune. Ambienti dall’esteriorità luccicante ma pieni di inconsistenza umana, tutta immagine e niente sostanza. Una società a cui la rivoluzione tecnologica è servita solo ad aumentare le distanze tra i ricchi, sempre più ricchi, e tutti gli altri, sempre più poveri, vessati e senza alcuna possibilità di salire di livello sociale. L’apparente disponibilità di sapere gratuito della rete non corrisponde ad un reale e diffuso accrescimento personale, anzi la nuova economia, ha bisogno di persone sempre meno pensanti e disposte ad alimentare le forme di reperimento dei dati da parte delle grandi aziende. Il popolo, una volta sovrano, poi suddito, ora consumatore, ha una sola possibilità, quella di partecipare alla grande raccolta dati, per consentire alle grandi aziende di vendergli di tutto, aumentando i loro profitti a dismisura, senza che nessun governo possa fare qualcosa per contenere questo assalto alla diligenza del ceto medio, classe sociale da spennare in tutti i modi. Nessuno si preoccupa del benessere delle persone, della loro crescita personale e sociale, l’importante è decidere come fargli spendere i soldi. Marco è un uomo ricco, influente, frequenta altri imprenditori e manager, consulenti, politici, uomini di governo, tutti appiattiti a seguire i sondaggi, a fare quello che è più conveniente per loro, il marketing come unica fede. Il resto non conta nulla. La conseguenza di questa finta modernità costruita dalle nuove tecnologie è l’appiattimento sociale dovuto alla insoddisfazione che la maggior parte delle persone prova per l’impossibilità di realizzare i propri sogni e dalla nascita di un rancore generalizzato che costituisce una marea montante di odio che viene incanalato verso alcuni obiettivi che diventano i capri espiatori su cui scaricare le proprie insoddisfazioni. Marco avrà modo di conoscere tale meccanismo ed affrontarne le conseguenze. E’ un libro sul declino della nostra società, scritto in modo diretto e moderno, con qualche spunto visionario e qualche puntata umoristica, ma anche tanto rammarico per dove ci troviamo.

Perla nera

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Titolo: Perla nera

Autore: Liza Marklund

Editore: Marsilio

Traduzione: Laura Cangemi

Kiona è una ragazza che lavora con tutta la sua famiglia alla coltivazione di ostriche per la produzione di perle. Vive a Manihiki, un piccolo atollo dell’Oceano Pacifico. Vive in pace con la comunità indigena dell’isola, immergendosi tutti i giorni per raccogliere, curare e coltivare le ostriche. Un giorno una barca si incaglia nella barriera corallina e prima che coli a picco spaccandosi in due, gli abitanti locali riescono a salvare l’unico presente a bordo, un cittadino svedese di nome Erik. L’uomo viene curato dalla madre di Kiona, infermiera dell’isola e seguito da Kiona stessa, che nel tempo libero dalla raccolta delle ostriche, aiuta la madre nella gestione dell’infermeria locale. Kiona si innamora di Erik che nel frattempo si è meritato il rispetto della comunità locale, diventando il contabile di tutte le aziende produttrici di ostriche dell’isola. Kiona ed Erik mettono al mondo due figli, un maschietto ed una bimba. Erik si trova a meraviglia sull’isola, affascinato dalla vita semplice e libera dell’isola, senza problemi economici, lontano dal mondo cosiddetto civile che non gli manca affatto. Kiona invece vuole a tutti i costi conoscere il mondo fuori dell’isola, che riesce ad intravedere solo dai giornali internazionali che legge avidamente, per conoscere la vita delle grandi metropoli che tanto la attira. La vita idilliaca dei due innamorati viene turbata dall’arrivo di una barca straniera. A bordo ci sono due uomini che sono alla ricerca di Erik. E’ il passato da cui stava fuggendo che lo ha trovato. Erik implora Kiona e la sua famiglia di non far sapere nulla della sua vita a Manihiki, dei figli avuti e dell’amore per Kiona. Tutto sarebbe messo in pericolo se le persone che lo stanno cercando sapessero del suo soggiorno nell’isola. I due uomini ripartono con la banca con a bordo Erik. Passano i mesi e Kiona non ha nessuna notizia del suo amato Erik. L’unica informazione di cui Kiona è in possesso è l’indirizzo della banca per cui lavora, che si trova a Londra. Lei non riesce a vivere senza avere sue notizie e decide di partire per la Nuova Zelanda per poi raggiungere Londra passando per gli Stati Uniti.

Inizia una avventura nel mondo occidentale che Kiona aveva tanto desiderato ma che non avrebbe mai immaginato di dover scoprire in circostanze così difficili ed improvvisate. Kiona scopre i rischi delle città occidentali, dove violenza e sopraffazione sono diffuse e comuni ovunque. Kiona conoscerà a sue spese molto velocemente la differenza tra gli innocenti e innocui rituali di Manihiki e le consuete violenze quotidiane delle metropoli. Kiona si metterà alla ricerca del suo Erik e per farlo sarà costretta a fare un corso accelerato di economia internazionale, scoprendo cosa nascondono i grandi trattati internazionali, come ci siano persone pronte a tutto per portare a termine affari miliardari e come di fronte al denaro ci siano persone capaci di tutto, persino di uccidere senza il minimo scrupolo. Braccata e minacciata scoprirà tutto questo sulla sua pelle mettendo a repentaglio la sua vita nel tentativo di rintracciare Erik e di salvarlo dal suo destino.

La prima parte del libro è interamente ambientata nelle isole Cook e ci permette di scoprire la vita nelle isole, un vero paradiso terrestre, in cui tutta la comunità vive con quello che hanno che è messo a disposizione di tutti. L’ambientazione esotica è resa alla perfezione da Liza Marklund, descrivendo la meraviglia della natura, del mare e dei suoi fondali. La seconda parte invece è molto più metropolitana, con Kiona in viaggio per il Mondo alla scoperta della crudeltà degli uomini e degli effetti che l’avidità ha sulle persone. Un libro che tratta temi che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alla economia globale, a cosa possono fare le persone per proteggere i propri cari ed a quello che possono fare per ambizione e sete di soldi e di potere. Un ottimo libro, per le ambientazioni, per i caratteri dei protagonisti e per i temi trattati. Bellissimo il disegno della copertina, perfettamente rappresentativo della vita di Kiona nell’isola di Manihaki.

Trio

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Titolo: Trio

Autore: Dacia Maraini

Editore: Rizzoli

Un libro breve, ambientato in Sicilia nel 1743, uno scambio epistolare tra due amiche, Agata e Annuzza, che sono cresciute insieme, hanno imparato insieme l’arte del ricamo, si sono appassionate alla letteratura leggendo gli stessi libri. La loro amicizia è superiore a qualsiasi difficoltà che il destino ha preparato per loro. Agata è la legittima sposa di Girolamo che è anche l’amante di Annuzza. Mentre una epidemia di peste sta mettendo a dura prova la città di Messina, con un numero enorme di morti e di malati, le due amiche si sono allontanate dalla città per sfuggire ai rischi del contagio. La loro amicizia sopravvive alla lontananza ed alla inevitabile gelosia.

Un libro uscito quando eravamo a casa per il Lockdown e la situazione raccontata nel libro, pur ambientata oltre 270 anni prima, è molto simile a quanto abbiamo vissuto nella primavera del 2020. Il libro è molto breve e verte sull’amicizia tra due donne, che hanno deciso di essere amiche prima di tutto e per continuare ad esserlo, danno vita ad un inedito triangolo amoroso che è tanto inverosimile quanto trasgressivo ed unico. La Maraini dedica le sue opere a donne che hanno grande capacità di affrontare la vita ed anche questo breve “Trio” ha come protagoniste due donne che affrontano una situazione estrema che ridefinisce i confini a cui può arrivare l’amicizia tra donne.

Solo Dio è innocente

SOLO DIO E' INNOCENTE

Titolo: Solo Dio è innocente

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

Un legal thriller ambientato tra Roma e la Sardegna. Alessandro Gordiani è un avvocato, titolare di uno studio a Roma con una buona reputazione. Mario Serra ha una fama consolidata di uomo violento e crudele, abita a Fonni, in Barbagia, il paese più in alto della Sardegna. La Barbagia è una regione interna, montuosa, impervia come la vita dei pastori, dura e faticosa, in cui vige il codice barbaricino, una sorta di ordinamento giuridico tramandato da padre in figlio, in vigore fin dai tempi antichi, che regola dignità, diritti e pene e soprattutto considera la vendetta come atto lecito e dovuto di fronte ad uno sgarbo ricevuto. Tale codice è riconosciuto dall’intera comunità non solo dai gruppi di pastori o tra coloro che sono dediti al banditismo. Mario Serra è indagato per un omicidio di un giovane appartenente alla famiglia Rutzu, da sempre in lotta con la famiglia Serra, in una antica e sanguinaria faida senza fine. Serra chiede all’avvocato Gordiani di assisterlo come difensore. Gordiani accetta pur tra molti dubbi e perplessità. Le vicende processuali costringeranno Alessandro a frequenti viaggi in Sardegna, per un processo faticoso ed impegnativo, sia fisicamente che emotivamente, che avrà profonde ripercussioni sulla vita del piccolo paese di Fonni.

Una storia che racconta le complicate vicende che vedono le famiglie Serra e Rutzu da sempre in guerra, con vendette che arrivano senza fretta, a tempo debito, organizzate con fredda e feroce determinazione, senza scadenza temporale, con le colpe dei padri che ricadono inevitabilmente sui figli. Michele Navarra è un avvocato penalista oltre che scrittore, conosce bene il suo mestiere e lo racconta in modo elegante e scorrevole, senza troppi tecnicismi, facendo trasparire un certo fastidio per come i processi vengono spesso conclusi, dove non sempre è la verità ad essere premiata ma il modo in cui le cose vengono raccontate. Tanti i dubbi del Navarra avvocato, espressi tramite i pensieri di Gordiani, su quanto sia lecito difendere imputati colpevoli, così come sono tanti i dubbi sul concetto di giustizia e di legge trattati nel libro. Le riflessioni di Gordiani riguardano anche la malvagità di cui sono capaci gli uomini e come possa essere possibile sconfiggerla. Ma nonostante i dubbi e le perplessità, Alessandro continua ad esercitare la sua professione con grande impegno e capacità. Gli spunti di interesse del libro comprendono anche le storie della vita in Barbagia, in cui la modernità e lo sviluppo ancora non sono riusciti a cancellare le antiche tradizioni, prese come riferimento per regolare i conti della vita quotidiana. Un legal thriller molto italiano, meno spettacolare paragonato a libri simili di arcinoti autori americani, ma molto più profondo e pieno di spunti su cui riflettere.