V2

V2

Titolo: V2

Autore: Roberto Harris

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

V2, titolo inequivocabile. Si parla dei razzi che i nazisti usavano per bombardare Londra. Macchine velocissime che colpivano il bersaglio senza nessun preavviso, disseminando morte e distruzione. Era il 1944 e lo sbarco in Normandia era già avvenuto. La Germania stava per soccombere e le V2 erano l’arma segreta con cui Hitler e la sua propaganda cercava di convincere il suo popolo che era ancora possibile cambiare le sorti della guerra. Il libro racconta gli avvenimenti dell’epoca attraverso gli occhi di due giovani, uno appartenente alle forze armate tedesche, l’altro appartenente alle forze armate inglesi. Rudi Graf è un ingegnere tedesco, ha partecipato al progetto delle V2, è stato compagno di studi di Werner Von Braun, ideatore dell’arma micidiale. Graf non è un nazista ma si ritrova costretto a lavorare al programma missilistico, sotto lo stretto controllo di un ufficiale delle SS che ne controlla la fedeltà all’ideologia hitleriana. Kay Caton-Walsh è una giovane ausiliaria dell’aeronautica inglese, ha una relazione con il suo comandante. Si trovava con il suo amante in un albergo di Londra quando proprio una V2 colpì l’edificio. La giovane Kay, dopo aver rischiato la vita, decise di partecipare più attivamente alle operazioni contro i tedeschi e si fece inviare in missione in Belgio per far parte di una squadra speciale con il compito di individuare e distruggere le basi da cui partivano i missili V2.

La trama racconta le drammatiche vicende della Seconda Guerra Mondiale attraverso i destini di Rudi e di Kay, impegnati sui due fronti opposti. Tanti colpi di scena, tante vicende umane all’interno di una vicenda terribile come la Seconda Guerra Mondiale. Robert Harris è un grande scrittore di thriller storici, raccontati con ritmo incalzante, con tanti dettagli verosimili e credibili sul piano storico, con grande attenzione verso le tecnologie utilizzate, raccontale con dovizia di particolari ma mantenendo una grande chiarezza. Una lettura avvincente e di grande interesse.

L’ultima luna

L'ULTIMA LUNA

Titolo: L’ultima luna

Autore: Camillo Carrea

Editore: Lettere animate

L’ultima luna racconta la storia di un paese abruzzese nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta. Un paese dove il tempo si è fermato, la vita è scandita da vecchie leggende, misteri mai chiariti, storie antiche tramandate di generazione in generazione. Un paese dove le donne sono condannate, dal caso o da una presunta maledizione, a morire nelle notti di luna nuova ed a fare pochi figli. Il protagonista, Alessandro Attilio, è la voce narrante che racconta i fatti salienti della sua vita, che coincidono con quelli del paese. Ci sono i suoi due nonni, Celestino e Bonifacio, che si odieranno fino alla morte, Zelda, unica donna della sua vita. Ricordi storici si intrecciano con storie fantastiche a loro volta collegate con vari personaggi, tutti legati allo stesso luogo. Il racconto non segue un percorso lineare, le storie si susseguono in modo disordinato, senza una precisa cronologia, il racconto tratta dei vari personaggi e le loro storie. Si respira aria di altri tempi, l’ambientazione è quella tipica dei piccoli borghi, il racconto trasmette con efficacia le emozioni del narratore, che rivive la sua vita e la racconta con trasporto e coinvolgimento. Ricordi della guerra, storie di fantasmi, l’avversione verso la modernità, il gridare allo scandalo per qualunque novità, il rifiuto di vedere infrangere vecchi tabù, la paura verso tutto ciò che è creativo e diverso come i nuovi film o la televisione, i giovani che cercano altrove la propria realizzazione, sono tutti temi trattati dal romanzo. Un libro misterioso, affascinante, scritto con grande passione da un giovane autore, che si trova a suo agio tra le vie del paese ed i suoi misteri, di cui ha grande familiarità che lascia intendere come abbia attinto a piene mani dai suoi ricordi autobiografici.

L’ultima volta che ti ho vista

L'ULTIMA VOLTA CHE TI HO VISTA

Titolo: l’ultima volta che ti ho vista

Autore: Alafair Burke

Editore: Piemme

Traduzione: Rachele Salerno

 

Metropolitana di New York, affollata come sempre, gente che la usa per recarsi al lavoro o per altri motivi leciti, altra gente la frequenta alla ricerca della vittima a cui rubare una borsa, un portafoglio, qualsiasi cosa. Nicky ha bisogno di soldi, individua la vittima, inquadra cosa rubare, l’ultimo modello di telefono, desiderato da tutti, facile da vendere con un buon profitto. Lo scippo va male, Nicky scappa e viene inseguito dalla vittima. Nicky inciampa e cade sui binari. Lo salva la sua vittima che lo solleva proprio un istante prima che un treno lo travolga. Subito dopo il salvataggio la donna sparisce senza lasciare alcuna traccia. Una giornalista assiste alla scena, McKenna Wright, che riesce a trovare un testimone con un filmato della scena del ritrovamento. Osservando il filmato riconosce il volto della donna. Si tratta di Susan Hauptmann, una sua amica scomparsa da oltre dieci anni. McKenna inizia ad indagare sull’accaduto per ritrovare la sua amica a capire il perché della sua sparizione.

Un intrigo che si infittisce con il progredire della storia, che diventa sempre più contorta ed imprigiona il lettore nelle spire di una trama che parte lenta e poi prende un ritmo sempre più incalzante e che si evolve senza lasciare un attimo di respiro. Un thriller a metà tra lo psicologico e il legal, dove l’autrice mostra tutte le sue competenze professionali. La storia approfondisce i rapporti di amicizia e di conoscenza affettiva che abbiamo delle persone che ci circondano. La narrazione prosegue con uno stile diretto e lineare che mostra l’indubbio talento narrativo della Burke. Molti punti della trama richiamano le ferite sociali che operazioni militari in paesi come Iraq ed Afghanistan lasciano nella società civile oltre al rischio del terrorismo, molto sentito negli USA.

Lockdown

LOCKDOWN

Titolo: Lockdown

Autore: Peter May

Editore: Einaudi

Traduzione: Alessandra Montrucchio e Carla Palmieri.

La storia di questo libro è singolare. Scritto nel 2005, fu rifiutato dagli editori perché troppo inverosimile. Pubblicato nel 2020 perché divenuto di grande attualità. La storia racconta di una Londra colpita da una pandemia dovuta ad una malattia che sembra influenza ma che è molto più grave, che costringe le autorità ad imporre il coprifuoco, chiudere i negozi, impedire gli assembramenti. Migliaia di contagiati, ospedali al collasso, situazione in continuo peggioramento giorno dopo giorno. Quella pandemia, frutto della fantasia di Peter May, ora è diventata realtà e le condizioni estreme raccontate nel libro sono purtroppo divenute familiari in tantissime città del mondo.

La città di Londra colpita ed affondata da una delle peggiori emergenze sanitarie che la storia ricordi. Un grande ospedale è in costruzione, bisogna finire in fretta, i malati non possono aspettare. In questa situazione di emergenza assoluta, avviene un fatto che costringe le autorità a chiudere i lavori. Nel cantiere viene ritrovata una borsa con dentro lo scheletro di una bambina cinese. Le indagini sono affidate ad un detective che sta per andare in pensione, Jack MacNeil. C’è qualcuno che sta cercando di distruggere la borsa con le ossa e che vuole tacitare tutti i testimoni e per farlo si serve di un sicario implacabile.

Una storia in cui la pandemia con la sua attualità, si mescola con l’omicidio, le indagini e gli interessi indicibili di uomini senza scrupoli. Una storia che apre a coloro che nutrono dubbi sulle vere cause dei virus che sembrano invincibili, che sembra abbiano cause naturali ma non tutti ne sono pienamente convinti. Una storia dalle tinte forti, che usa la finzione per disegnare scenari terrificanti che per molti aspetti sono diventati cronaca dei giorni nostri. C’è da sperare che l’epilogo del libro rimanga finzione e non diventi anch’esso attualità.

Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

GLI ANSIOSI

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

Autore: Alec Bogdanovic

Editore: Rogas

Tutta colpa dell’insonnia. Aveva sedici anni e non dormiva. Carattere arrendevole, poca voglia di studiare anche se il profitto non era male. Scopre che le sbarre alle finestre della scuola erano state messe dopo che un ragazzo di era buttato di sotto. Questa scoperta gli fece capire che la vita era dura anche per gli altri. Sfigato cronico, fisico non proprio scultoreo, negato per lo sport, sempre in preda all’ansia, inseparabile compagna di vita. Cosa meglio di una pillolina per farla passare? Cominciò con gli ansiolitici per poi passare agli antidepressivi. Una escalation di sfighe, scelte scellerate e miserie varie, il protagonista percorre gli anni dall’adolescenza all’età adulta sempre in preda all’ansia.

Un libro che affronta il problema dell’ansia e della dipendenza dai medicinali che la dovrebbero curare. Un libro che sembra autobiografico, spero per l’autore che non lo sia completamente, che racconta le tragedie della sua vita in forma ironica. Lo stile è brillante, l’umorismo copre le tragedie vissute dal protagonista. Un racconto irriverente, una presa di coscienza della propria condizione, l’umorismo come trattamento alternativo alle medicine. Una presa in giro della nostra società, che ci vuole tutti bravi, quasi perfetti, sempre pronti a salire, la sconfitta non è da prendere in considerazione. Non tutti possono essere vincitori e qui nascono le difficoltà, la depressione che diventa malattia del secolo. Ancora oggi c’è chi non considera la depressione come una malattia, ma in realtà le persone colpite sono molte e il loro numero è in continua crescita. Lo stile di Alec è sarcastico, secco e dissacrante, mette in ridicolo la malattia, i malati e la nostra società, che pensa di far guarire la depressione con le medicine mentre l’unica cura è dentro le persone che devono trovare da sole il modo per lasciarsi alle spalle la depressione.

Mossad – Una notte a Teheran

MOSSAD UNA NOTTE A TEHERAN

Titolo: Mossad Una notte a Teheran

Autore: Michael Sfaradi

Editore: La Nave di Teseo

Era il 30 aprile 2018 quanto il Primo Ministro israeliano mostrò in televisione i documenti che provavano come l’Iran non stesse rispettando l’accordo internazionale che avrebbe dovuto fermare tutte le attività di ricerca nel campo nucleare. Il governo iraniano fu smascherato pubblicamente dal suo grande nemico Israele e la cosa ebbe un grande effetto mediatico e politico. La scoperta di questi documenti contribuì a cancellare l’accordo che Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e Russia avevano firmato con l’Iran. I documenti furono trafugati da Teheran da parte di un gruppo di agenti israeliani infiltrati in Iran da parte del Mossad, ossia i servizi segreti israeliani, l’organizzazione di intelligence più efficiente e temuta al mondo, famosa per l’alone di mistero che circonda i suoi metodi e le sue operazioni. Il romanzo unisce fatti storici reali alla finzione che ricostruisce i retroscena dell’operazione e le attività che la prepararono. Era l’estate del 2017, i servizi dei paesi occidentali, la CIA e MI6, non segnalavano nessuna attività sospetta nei siti dove l’Iran portava avanti il suo programma nucleare. Le informazioni in mano al Mossad dicevano cose diverse, segnalando invece una notevole e sospetta attività. La differenza di vedute tra gli alleati ed i suoi agenti convinse il capo del Mossad a proporre al Primo Ministro israeliano di fare una verifica sul campo. A quel tempo Israele aveva 12 agenti a Teheran. Ne inviarono uno in più, una donna, per verificare quanto ci fosse di verità nei report ricevuti. L’Iran non accetta che Paesi stranieri possano svolgere attività di spionaggio sul proprio territorio ed infiltrare agenti sotto copertura in Iran non è affatto semplice rispetto ad altri paesi, per via dei controlli esagerati e per l’efficienza dei servizi di sicurezza, ma anche per la fine che fanno le spie una volta scoperte, il cui destino non è regolato dalle norme del diritto internazionale.

Il romanzo racconta i metodi di arruolamento degli agenti israeliani, l’addestramento, il modo di lavorare degli agenti una volta infiltrati, ricostruisce con grande efficacia la situazione politica internazionale di quel periodo, le complicate relazioni diplomatiche tra i vari paesi coinvolti e le operazioni militari che facevano da sfondo alla storia. Il libro è appassionante come una spy-story, interessante per le analisi sulle situazioni geo-politiche della zona, adrenalinico come un thriller d’azione. La conoscenza della geografia dell’Iran, di Teheran ed i confini a Nord, facilita la comprensione di alcune parti molto efficaci del romanzo relativi alle operazioni logistiche del Mossad ai confini dell’Iran. Un libro appassionante da non perdere per chi vuole capire qualcosa di più sulla complicata situazione medio orientale e sul mondo dello spionaggio. Michael Sfaradi è un grande giornalista e cronista di guerra israeliano, ha scritto la storia dal punto di vista del Mossad e di Israele, ma creando alcuni personaggi dalle grandi doti umane ha reso omaggio al popolo iraniano.

La stagione del fango

LA STAGIONE DEL FANGO

Titolo: La stagione del fango

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

 

Il commissario Casabona viene svegliato all’alba mentre sta dormendo. Solo i suoi colleghi che bussano alla porta con un mandato di perquisizione ed un ordine di arresto. Il Commissario è sospettato dell’omicidio dell’ex-amante di sua moglie Francesca. Casabona riesce a fuggire prima che il provvedimento gli venga notificato. Qualcuno vuole incastrarlo e non ha esitato a colpire duro. Casabona fugge per difendersi e deve chiedere aiuto a tutti i suoi amici, poliziotti e non, per riuscire a scoprire l’assassino e la persona che lo vuole incastrare. Non è un buon periodo per lui che si è da poco separato dalla moglie, i figli lavorano lontano e soffre la solitudine. Ora la tegola dell’accusa di omicidio. Ma Casabona è un uomo solido, crede nella legge e nelle istituzioni per cui lavora, non si lascia andare e costruisce la sua personale indagine da clandestino. Il Commissario si produce in una serie di depistaggi, fughe, improvvise apparizioni da suoi presunti amici e nemici, per cercare di scoprire chi lo vuole distruggere. E non importa se per troppa fretta qualcuno invece di difenderlo lo ha messo sotto accusa, nonostante la sua carriera integerrima.

Un romanzo pieno di azione, con Casabona che si aggrappa alla famiglia ed alle amicizie per uscire dalle difficoltà e utilizza tutta la sua capacità investigativa posizionandosi per una volta dalla parte opposta a quella della giustizia, per anticipare le mosse dei suoi colleghi ed arrivare prima nelle indagini che sta conducendo per non farsi incastrare.

Il racconto è diviso in due storie parallele, una raccontata in prima persona da Casabona e l’altra raccontata da un narratore onnisciente che racconta il resto dei fatti.

Un romanzo che affronta temi delicati come gli errori giudiziari, l’uso dei pentiti da parte della giustizia, la vicinanza dei poliziotti ai protagonisti del crimine, che possono aiutare le indagini a volte o rovinare carriere, le regole ed i presunti codici d’onore che regolano i funzionamenti di organizzazioni come la camorra e la mafia. Casabona è un personaggio molto riuscito, un uomo normale, nessun superpotere, crede nella famiglia, nello stato, è un uomo affidabile e con i piedi per terra. Rispetto ai volumi precedenti, questa volta l’ambientazione è varia, non c’è solo Toscana ma l’azione si sposta anche a Napoli, descritta nelle sue bellezze e nelle sue contraddizioni. Antonio Fusco riesce a trasferire la sua esperienza e competenza di funzionario di polizia e di criminologo per dare credibilità e sostanza ai suoi romanzi, ma sono la sua creatività e capacità di raccontare cose e sentimenti che sono la principale ragione che rende i suoi libri appassionanti.

Quattordici Spine

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Titolo: Quattordici Spine

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

L’ispettore Traversa è un veneto di Feltre, trasferito ad Acireale dopo che un incidente di percorso ha rischiato di rovinare per sempre la sua promettente carriera. Lui ne è uscito assolto da ogni accusa, ma le ferite erano rimaste, dolorose e profonde. Il suo primo impatto con la Sicilia è stato traumatico, troppo diverse le abitudini sociali, troppo diverso il cibo, con tutto quel pesce che proprio non sopporta. Neanche il tempo di ambientarsi e subito si comincia con il primo omicidio. Don Mario Spina viene ucciso nella sacrestia della Basilica di San Pietro. Oltre all’omicidio, gli investigatori scoprono che risultano scomparse le spoglie di un noto artista del posto, Paolo vasta, i cui resti erano custoditi proprio in quella chiesa. Le indagini condotte da Traversa porteranno alla luce fatti violenti e terribili, opera di persone insospettabili, dalla reputazione apparentemente impeccabile.

Quattordici spine è un giallo pieno di spunti di interesse. L’ambientazione nella cittadina di Acireale porta alla luce di chi non la conosce scorci magnifici del barocco Siciliano. La storia che si cela dietro l’omicidio di Don Mario è drammatica, piena di reticenze e depistaggi, per impedire che si faccia luce sui colpevoli. Solo l’abilità di Traversa eviterà che le indagini prendano una strada sbagliata, come in molti si augurano. Una storia criminale dei giorni d’oggi, dove gli omicidi più efferati non sono commessi da criminali incalliti provenienti da ambienti sociali degradati, ma sono opera di persone in apparenza normali, con vite agiate e storie di successo, persone a cui il benessere ed una sbagliata visione del potere, hanno dato alla testa. Rosario Russo ha una scrittura fluida, costruisce trame ben strutturate che catturano l’interesse del lettore, miscelando fatti di grande attualità con la storia gloriosa della Sicilia e le sue bellezze naturali. Una lettura piacevole e originale, con alcuni omaggi a grandi maestri come Sciascia e Camilleri.

Troppo freddo per settembre

TROPPO FREDDO PER SETTEMBRE

Titolo: Troppo freddo per settembre

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Gelsomina Settembre, detta Mina, lavora come assistente sociale nel Consultorio dei Quartieri Spagnoli Ovest, luogo dove sono di casa drammi personali e sociali. Mina è una donna sensibile, sempre disponibile quando c’è da aiutare qualcuno. Lei è una donna che farebbe di tutto per passare inosservata ma il suo fisico prorompente e sensuale non fa che attirare le attenzioni degli uomini che la incontrano. Un professore in pensione muore in circostanze sospette nella soffitta abusiva dove la famiglia del figlio lo aveva relegato per toglierlo di mezzo. In famiglia aveva rapporti solo con la nipotina che lo adorava e spendeva con lui tutto il tempo che le era possibile. Il principale indagato per la morte del professore è un suo ex alunno, che era stato condannato a quasi 7 anni di carcere per una denuncia fatta proprio dal professore. La madre del sospettato, convinta della innocenza del figlio, non sapendo a quale istituzione rivolgersi, si reca al consultorio e chiede aiuto proprio alla dottoressa Mina. Vuole a tutti i costi salvare il figlio.

Una ambientazione classica nei rioni centrali di Napoli, quelli con il maggiore degrado sociale, dove il potere delle famiglie che controllano tutto si tramanda di padre in figlio. Il coraggio di una madre che vuole fare di tutto per evitare che il figlio finisca per sempre nella rete della criminalità. Il coraggio di Mina che non esita a mettere in pericolo la sua incolumità e quella di amiche e colleghi pur di salvare un innocente. L’amore di un nonno per la sua nipotina, la strampalata amicizia del nonno con un ex medico ora diventato barbone. La condizione degli anziani, l’importanza dello studio, la voglia di riscatto morale. Sono questi, insieme ad altri, i temi trattati nel libro, con De Giovanni che riesce a tratteggiare personaggi sempre nuovi, generosi e dall’umanità prorompente. La trama è originale e accattivante, resa leggera da un umorismo mai eccessivo. De Giovanni in ogni suo romanzo racconta la città di Napoli in modo sempre diverso, da nuovi punti di vista, raccontando il bello ed il brutto della sua città, stupendoci e divertendoci ogni volta in modo sorprendente.

La porta della frontiera

LA PORTA DELLA FRONTIERA

Titolo: La porta della frontiera

Autore: Federica Caporaso

Editore: Scatole Parlanti

Siamo nel futuro. Una società iper-connessa e super tecnologica, dove umani e androidi convivono e lavorano insieme, addirittura possono avere dei rapporti intimi tra loro. Il Governo ha il controllo totale delle persone e degli androidi. Gli umani sono dotati di un dispositivo detto “Porta” che rende possibile il controllo dei pensieri e della memoria, sentimenti ed emozioni compresi. Berta è la protagonista del romanzo, una ragazza brava, intelligente e di belle speranze. Berta subisce una scansione della memoria che le provoca dolore ed umiliazione, al punto che decide di farsi chiudere chirurgicamente la porta per non dover più condividere i suoi pensieri più intimi, anche se la cosa implica importanti rinunce, come l’impossibilità di frequentare l’università o di lavorare per le aziende più importanti. Finita la scuola Berta si ritrova a dover fare un lavoro umile ed alienante, in una città lontana da casa, in condizioni difficili. Berta trova in Derek, un bravo ragazzo di cui si innamora, la dolcezza e la comprensione che va cercando. Ma ad un certo punto Derek scompare.

Una storia affascinante ed inquietante, ambientata in un futuro che ben rappresenta il nostro presente. Berta è uno spirito libero, ama la libertà e vorrebbe vivere senza insopportabili imposizioni nella sfera sentimentale e personale. Le emozioni ed i sentimenti dei protagonisti sono resi con naturale realismo. Lo stile di Federica è netto, chiaro ed efficace e riesce ad affrontare temi delicati e controversi come la condizione delle donne nella famiglia e nella società, le scelte sessuali, le libertà individuali, l’eccesso di controllo, la possibilità di dotare gli androidi di coscienza e sentimenti, con gentilezza e misura. Temi attuali oggi ma che di sicuro rimarranno tali anche nel futuro.

Effetti collaterali

EFFETTI COLLATERALI

Titolo: Effetti collaterali

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

“Effetti collaterali” è una raccolta di 6 racconti ambientati in Sicilia, che descrivono l’isola da punti di vista inediti, rivelandone alcuni aspetti originali e seducenti. I racconti potrebbero essere classificati come appartenenti al genere “giallo” ma la riduzione ad un solo genere sta molto stretta alle opere di Rosario Russo. Il cuore di ogni racconto è sempre qualcosa che viene dal passato, una leggenda o una storia della tradizione popolare, collegata con la vicenda oggetto della narrazione. La parte più affascinante dei racconti è proprio il mescolare antiche tradizioni con l’attualità, che viene descritta senza nascondere il degrado sociale ed urbanistico della Sicilia, ma con la parte storica e tradizionale che ha il sopravvento. Rosario Russo dimostra grande conoscenza della storia e cultura antica della Sicilia, il cui splendore viene continuamente richiamato e ricordato. La trama gialla viene utilizzata per rendere i racconti più intriganti ma è la Sicilia che è posta al centro dell’attenzione. Le tradizioni sicule sono raccontate con semplice eleganza e chiarezza, senza mai cadere nell’inutile sfoggio di conoscenze riservate a pochi, utilizzando e dosando l’ironia nei momenti più opportuni, senza mai essere banale. Si respira aria di Sicilia ad ogni pagina, se ne percepiscono i colori e le atmosfere, quel misto di fascino e di eleganza che richiama i fasti antichi che forse non ci sono più, ma la storia non la si può cancellare e il ricordo rimane indelebile. Una lettura piacevole e appassionante, che mostra una Sicilia misteriosa ed affascinante. Rosario è riuscito ad evidenziare le bellezze della Sicilia, esaltandone le tradizioni e la storia, ironizzando benevolmente su alcuni difetti tipici dei siciliani, lasciando trasparire il grande amore per la sua terra, a cui rende un ottimo servizio con i suoi scritti.

Tra il diavolo e il mare

TRA IL DIAVOLO E IL MARE

Titolo: Tra il diavolo e il mare

Autore: Maria Adolfsson

Editore: SEM

Traduzione: Stefania Forlani

Il romanzo è ambientato a Doggerland, in un arcipelago immaginario, situato in una zona che migliaia di anni fa era una terra emersa che univa l’Inghilterra con la Danimarca, ora è una zona interamente coperta dal mare. Luna è una cantante nota in tutto il mondo e si trova a Doggeland all’insaputa di stampa e ammiratori per registrare il suo nuovo disco. Le registrazioni avvengono in gran segreto in uno studio ricavato in una casa lontana da occhi indiscreti. Luna è una donna affascinante e bellissima, adorata da tutti i collaboratori. Alla fine delle registrazioni, il gruppo di lavoro organizza una festa a cui partecipa anche Leo, un musicista che in passato ha avuto con Luna una relazione, mentre ora ha una storia con Karen, ispettore di polizia di Doggerland. Karen è presente alla festa ed è molto infastidita dalle attenzioni che Leo riserva a Luna, scatenando la sua gelosia. Il giorno dopo la festa, Luna scompare senza lasciare tracce. Dopo qualche giorno, in mancanza di notizie, viene denunciata la sua scomparsa. La sparizione di Luna è seguita, dopo pochi giorni, dalla uccisione di una donna che stava facendo jogging nei pressi della sua abitazione. L’omicidio è stato commesso con modalità violente e perverse, tipiche di un maniaco, che in precedenza ha fatto delle altre vittime, con modalità analoghe. Le indagini collegano subito i due fatti e la polizia è orientata per ricercare un unico colpevole. Karen è incaricata delle indagini per i due crimini e si ritroverà a dover affrontare una corsa contro il tempo e contro le varie difficoltà che la sua vita privata le sta riservando.

Un giallo incalzante, tanti eventi che si susseguono senza respiro. Una storia che racconta la condizione delle donne e delle violenze in famiglia, che generano conseguenze dolorose che sembrano non avere mai fine. Se la trama del giallo ci racconta crimini e indagini, la storia di Karen ci racconta le difficoltà che una donna deve affrontare nella vita quotidiana e nella professione, con profonde conseguenze che lacerano e colpiscono sia il fisico che la mente. Nonostante le civiltà dei paesi del Nord Europa siano apparentemente più vicine alle esigenze delle donne rispetto all’Europa Meridionale, evidentemente c’è ancora molto da fare dato che molto spesso la letteratura che arriva da questi paesi mette la violenza sulle donne al centro delle storie. Un giallo incalzante, crimini terribili e storie personali a lieto fine, per una lettura piacevole e coinvolgente.

 

L’ultimo traghetto

L'ULTIMO TRAGHETTO

Titolo: L’ultimo traghetto

Autore: Domingo Villar

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Silvia Sichel

Vigo e la Galizia sono l’ambientazione del libro giallo “L’ultimo traghetto”, con protagonista il commissario Leo Caldas. Mónica Andrade, figlia di un facoltoso chirurgo di Vigo, è scomparsa senza lasciare tracce. Il padre si reca alla polizia dopo aver provato ad avere notizie della figlia da amici e colleghi di lavoro. Mónica doveva andare al pranzo domenicale con i genitori ma non si era presentata. Le preoccupazioni del dottor Andrade sembrano esagerate al commissario Caldas dato che tutto lascia pensare che la donna di 35 anni si sia allontanata volontariamente dalla sua abitazione e il fatto che non abbia avvertito i genitori appare come un dettaglio di poco conto. Ma le pressioni del potente dottor Andrade spingono la polizia ad avviare le indagini, con grande riservatezza, per non creare allarme e per evitare l’attenzione morbosa della stampa. Non ci sono indizi, vengono interrogati tutti i conoscenti e colleghi della donna. Le indagini partono lentamente, senza particolari progressi, poi gli eventi cominciano ad acquisire un ritmo crescente di grande efficacia.

La trama del romanzo è ben strutturata, con un intreccio inedito e avvincente. L’ambientazione è affascinante e si adatta a meraviglia alla storia, la natura del posto ha un impatto profondo nel racconto come nella vita degli abitanti. I personaggi sono molto ben rappresentati e caratterizzati, con descrizioni dei loro stati d’animo e sentimenti molto profonde e sempre a tono con il resto del racconto. I dialoghi sono uno dei punti di forza del romanzo, molto naturali, riescono a dare spessore ai protagonisti ed al racconto. Tanti i personaggi, molto diversi tra loro, tutti ben inseriti nella trama. Molti gli aspetti sociali toccati dal romanzo, tutti importanti ed attuali, trattati con grande stile. I capitoli brevi aiutano la fluidità ed il piacere della lettura. Uno dei migliori gialli che ho letto nel 2020.

Questo fu un uomo

SE QUESTO FU UN UOMO

Titolo: Questo fu un uomo

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

Questo fu un uomo è il settimo ed ultimo volume dedicato alla saga del Clifton, che racconta la storia delle dinastie Clifton e Barrington e quella della società inglese dalla metà dell’800 fino al 1992. Una avventura di quasi 150 anni piena di successi, qualche inciampo, avventure imprenditoriali, politiche, finanziarie e professionali, amicizie, tradimenti, amori. Le figure di maggiore importanza sono senza dubbio Harry ed Emma, una vita insieme, nella buona e nella cattiva sorte, per sempre, fino alla fine. L’autore ha scritto una storia di fantasia ma ha attinto in abbondanza dalle cose che ha fatto nella vita, dalla sua carriera politica e dalla sua esperienza come scrittore. Questo volume rispecchia la struttura dei precedenti, con tante storie parallele, continui cambi di ambientazione, tanti personaggi, per affascinare il lettore sia con il racconto in sé, con l’esito delle varie vicende sempre imprevedibile, sia per lo sfondo della storia che mostra il dietro le quinte di eventi storici realmente avvenuti della recente storia inglese. L’autore dimostra la sua competenza politica nel raccontare i fatti che riguardano la politica ed il funzionamento delle istituzioni inglese, ma conferma ancora una volta il suo talento di grande affabulatore riuscendo a raccontare in modo efficace qualsiasi cosa decida di inserire nei suoi libri. E’ il racconto nel suo complesso che funziona, per una lettura che dopo 7 volumi ed oltre 3500 pagine non risente di nessun calo di interesse. Un epilogo inevitabile e commovente chiude l’avventura.

La cassa refrigerata

LA CASSA REFRIGERATA

Titolo: La cassa refrigerata

Autore: Francesco recami

Editore: Sellerio

Siamo in Veneto, nel 1992. L’anziana signora Maria Carrer muore nella sua casa, sola, così come aveva trascorso gran parte della sua vita. Non era molto ben voluta da conoscenti e vicini di casa.  Viene allestita una camera ardente in casa della defunta ed a dispetto delle previsioni, una folla di persone è presente apparentemente per rendere omaggio alla salma, in pratica per scoprire eventuali piccoli o grandi tesori che possano essere nascosti dentro l’abitazione. Le voci che girano in paese narrano di grandi ricchezze possedute dalla signora di cui lei non aveva mai fatto sfoggio. Il gruppo di persone presenti si lancia in una ricerca affannosa di ricchezze o di possibili indizi su dove possano essere nascoste. Il racconto si svolge completamente nella abitazione della signora Carrer come si addice ai tipici gialli della camera chiusa. Ma il romanzo non è un vero e proprio giallo, è più un libro di critica sociale pieno di satira e di umorismo un po’ macabro.

La trama racconta una storia inverosimile piena di umorismo che prende in giro alcuni tipici caratteri della nostra società. Il libro è scritto come se fosse una commedia, infatti non è diviso in capitoli ma bensì in scene, il lettore si trova come seduto di fronte ad un palcoscenico teatrale. Recami riesce nel suo intento in modo molto efficace, con una scrittura piacevole e divertente. La storia unisce il dramma della morte, molto presente nella storia in vari modi, con l’umorismo determinato dalle gesta dei presenti, che si esibiscono in una serie di comportamenti assurdi e veramente poco adatti a quello che ci si aspetta in una casa dove c’è un morto esposto. La trama è abbastanza complessa soprattutto data la limitata lunghezza del libro ed i continui colpi di scena coinvolgono il lettore senza interruzioni. Recami continua con i suoi racconti a mettere alla berlina i difetti degli italiani, che a quanto pare sono incorreggibili. Nell’assurdità del racconto e dei suoi sviluppi, alla fine tutto sarà chiarito con una conclusione sorprendente che evidenzia come ognuno di noi presenta un lato oscuro che al momento opportuno viene fuori per trarne il massimo beneficio.