Tre passi per un delitto

TRE PASSI PER UN DELITTO

Titolo: Tre passi per un delitto

Autore: Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Un giallo classico, marito, moglie, amante. L’amante, giovane, bella, affascinante e misteriosa, viene uccisa a casa sua, a Roma, quartiere Prati. Il commissario Brandi dirige le indagini e di lui scrive Giancarlo De Cataldo. La giovane era l’amante di un importante e potente uomo d’affari, Marco Valerio Guerra, la sua parte è scritta da Maurizio De Giovanni. La moglie dell’imprenditore è Anna Carla Santucci, di lei scrive Cristina Cassar Scalia. L’omicidio ha grande risalto sulla cronaca romana. La vittima viene descritta in mille modi diversi, una manipolatrice, un’arrivista priva di scrupoli, una talentuosa aspirante artista, una drogata, una brava ragazza. Un omicidio crudele, una storia poco chiara, una soluzione del caso a portata di mano. Ma nulla è come sembra.

I tre autori danno voce ai tre protagonisti che raccontano le loro verità, i loro punti di vista, creando una storia che attrae il lettore e lo cattura con una trama originale, con un ritmo incalzante ed una tensione sempre alta. Gli autori sono riusciti a dare forza e carattere diversi ai tre protagonisti, tutti ben riusciti e aderenti perfettamente alla storia, riuscendo a scrivere come se fossero una sola penna, per un risultato finale armonico senza alcuna discontinuità. Un romanzo ambientato nella Roma dei quartieri bene, dove benessere e ricchezze sono diffuse e qualche volta nascondono segreti che è meglio non divulgare. In questo libro i protagonisti ci sorprendono, facendoci credere quello che vogliono, mostrandosi per quello che non sono o mostrando per la prima volta aspetti inediti della propria personalità. Le apparenze ingannano e scoprire la verità non sarà facile. Un ottimo esperimento di scrittura con alcuni tra i migliori autori di gialli italiani che ha prodotto uno dei migliori libri del 2020.

Odore di chiuso

ODORE DI CHIUSO

Titolo: Odore di chiuso

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

Odore di chiuso è il primo romanzo che Marco Malvaldi ha scritto con protagonista il grande gastronomo Pellegrino Artusi. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011 quando l’autore decise di prendere una pausa dalla scrittura della fortunata serie dei vecchietti del Bar Lume. La vicenda è ambientata in un castello toscano nei pressi di Bolgheri. Pellegrino Artusi ha raggiunto una certa fama per aver scritto il libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, primo storico manuale di cucina italiana ed è ospite del barone Bonaiuti e della sua famiglia, insieme ad un fotografo, un certo Ciceri. I familiari del barone non conoscono il motivo della presenza dell’Artusi e del Ciceri nel castello e lo scopriranno solo alla fine della vicenda. Il soggiorno sarà molto movimentato data la scoperta dell’omicidio del maggiordomo del barone e del tentato omicidio proprio del barone. L’Artusi darà un contributo importante e decisivo alla risoluzione del caso collaborando con il delegato di polizia incaricato delle indagini.

Un libro scritto in perfetto stile dell’epoca, con personaggi ben delineati e molti spunti umoristici, per raccontare sia le vicende legate al giallo che per raccontare l’Italia dell’epoca. Un classico “delitto della stanza chiusa” con tutti i protagonisti e possibili colpevoli costretti a risiedere nel castello per tutta la durata delle indagini, condotte dal delegato con la tecnica degli interrogatori individuali nei quali ogni personaggio riesce a dare la sua versione dei fatti raccontando particolari noti e meno noti degli altri presenti, fornendo nuovi elementi di indagine. La trama consente all’autore di sfoggiare le sue conoscenze della chimica, tramite le deduzioni di alcuni dei protagonisti, tra cui proprio l’Artusi, che si dimostra essere uomo molto perspicace ma anche buon conoscitore di molte nozioni che risulteranno utili per le indagini. Artusi riesce a spiegare nel corso del romanzo il motivo per cui ha scritto il suo trattato di cucina, trattando le ricette in modo scientifico, definendo con precisione quantità, proporzioni e sequenza delle varie operazioni per realizzare la pietanza. Un libro ben costruito, scritto in modo fluido e ironico, qualche volta quasi irriverente, come è nello stile dell’autore. Una indagine vecchio stile dove intuizioni e deduzioni hanno grande importanza per la risoluzione del caso. Il racconto è ambientato nel 1895, l’Unità di Italia è ancora un fatto recente, la nobiltà sembra non voler capire i cambiamenti che sono in corso, credono ancora di essere al di sopra della legge. Tanti riferimenti storici e culturali che si riferiscono all’epoca dei fatti ma che sembrano voler prendere in giro l’Italia contemporanea. Malvaldi si conferma ottimo scrittore, arguto, colto e dotato di una ironia tanto tagliente quanto aggraziata e gradevole.

Il decoro

IL DECORO

Titolo: Il decoro

Autore: David Leavitt

Editore: SEM

Traduzione: Fabio Cremonesi e Alessandra Osti

I protagonisti del libro sono Eva e Bruce, moglie e marito, residenti a New York, molto ricchi grazie al lavoro di Bruce, mentre Eva cura le relazioni sociali, inviti a cena, amicizie, gli arredi di casa, le cene, i cuochi ed i menu per gli invitati. Una vita facile, tanti amici, avvocati, scrittori, architetti, tutti appartenenti alla alta borghesia intellettuale. Eva, Bruce ed i loro amici sono tutti preoccupati per l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e per la direzione politica che l’America prenderà sotto la sua guida. Eva è talmente sconvolta che decide di fare un viaggio in Italia tanto per cambiare aria ed allontanare le sue preoccupazioni. Il soggiorno a Venezia procura ad Eva la possibilità di acquistare un appartamento di prestigio, un ideale rifugio in caso di espatrio. L’investimento immobiliare della coppia diventa il perno attorno al quale ruoterà la vita di Eva, del marito e dei loro amici per il periodo successivo al soggiorno veneziano. Il romanzo racconta l’evoluzione dei rapporti umani tra i vari personaggi, con cambiamenti repentini ed imprevedibili. La principale chiave di lettura del romanzo non è una feroce e crudele critica a Trump ed alla sua politica, bensì un attacco agli ambienti benestanti e liberal, le classi sociali più elevate, che guadagnano molti soldi con lavori sopravvalutati e troppo ben pagati. Gente che vive in un mondo ovattato, lontano dalle difficoltà della gente comune. Gente ricca, priva di spessore morale, con tante relazioni sociali false, basate sulla formalità, senza amicizia, senza sostanza. Il libro è scritto in modo fluido ed elegante, con una ironia tagliente che colpisce le classi sociali dei protagonisti, la politica, il mondo dell’editoria, le relazioni interpersonali tra persone troppo preoccupate della propria immagine per essere ed apparire per quello che sono, troppo preoccupate di mantenere alto il “decoro” di ogni cosa che fanno.

Odio

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Titolo: Odio

Autore: Daniele Rielli

Editore: Mondadori

Marco De Sanctis è il protagonista di questo romanzo, ambientato in Italia nel presente o in un futuro prossimo. Non si può dire che il ritratto che viene fuori del nostro Paese sia così lusinghiero.  Marco è un blogger-filosofo-scrittore che grazie all’amicizia con “il Mastro”, una specie di guru delle nuove tecnologie, diventa imprenditore e raggiunge in brevissimo tempo un successo economico incredibile grazie ad una società che riesce a prevedere i desideri dei consumatori, raccogliendo dati personali ed elaborando il tutto con degli algoritmi che sembrano funzionare quindi promettere grandi guadagni a coloro che potranno disporre di tali dati a fini commerciali. Il racconto del successo professionale di Marco permette all’autore di descrivere gli ambienti che frequenta dopo aver bruciato le tappe della sua ricchissima scalata verso il successo. Il libro descrive il mondo della politica e della colorita umanità che ruota attorno alle stanze del potere, il mondo del giornalismo con i suoi poco edificanti modi di operare, al servizio dei potenti e mai al servizio della verità o del bene comune. Ambienti dall’esteriorità luccicante ma pieni di inconsistenza umana, tutta immagine e niente sostanza. Una società a cui la rivoluzione tecnologica è servita solo ad aumentare le distanze tra i ricchi, sempre più ricchi, e tutti gli altri, sempre più poveri, vessati e senza alcuna possibilità di salire di livello sociale. L’apparente disponibilità di sapere gratuito della rete non corrisponde ad un reale e diffuso accrescimento personale, anzi la nuova economia, ha bisogno di persone sempre meno pensanti e disposte ad alimentare le forme di reperimento dei dati da parte delle grandi aziende. Il popolo, una volta sovrano, poi suddito, ora consumatore, ha una sola possibilità, quella di partecipare alla grande raccolta dati, per consentire alle grandi aziende di vendergli di tutto, aumentando i loro profitti a dismisura, senza che nessun governo possa fare qualcosa per contenere questo assalto alla diligenza del ceto medio, classe sociale da spennare in tutti i modi. Nessuno si preoccupa del benessere delle persone, della loro crescita personale e sociale, l’importante è decidere come fargli spendere i soldi. Marco è un uomo ricco, influente, frequenta altri imprenditori e manager, consulenti, politici, uomini di governo, tutti appiattiti a seguire i sondaggi, a fare quello che è più conveniente per loro, il marketing come unica fede. Il resto non conta nulla. La conseguenza di questa finta modernità costruita dalle nuove tecnologie è l’appiattimento sociale dovuto alla insoddisfazione che la maggior parte delle persone prova per l’impossibilità di realizzare i propri sogni e dalla nascita di un rancore generalizzato che costituisce una marea montante di odio che viene incanalato verso alcuni obiettivi che diventano i capri espiatori su cui scaricare le proprie insoddisfazioni. Marco avrà modo di conoscere tale meccanismo ed affrontarne le conseguenze. E’ un libro sul declino della nostra società, scritto in modo diretto e moderno, con qualche spunto visionario e qualche puntata umoristica, ma anche tanto rammarico per dove ci troviamo.

Perla nera

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Titolo: Perla nera

Autore: Liza Marklund

Editore: Marsilio

Traduzione: Laura Cangemi

Kiona è una ragazza che lavora con tutta la sua famiglia alla coltivazione di ostriche per la produzione di perle. Vive a Manihiki, un piccolo atollo dell’Oceano Pacifico. Vive in pace con la comunità indigena dell’isola, immergendosi tutti i giorni per raccogliere, curare e coltivare le ostriche. Un giorno una barca si incaglia nella barriera corallina e prima che coli a picco spaccandosi in due, gli abitanti locali riescono a salvare l’unico presente a bordo, un cittadino svedese di nome Erik. L’uomo viene curato dalla madre di Kiona, infermiera dell’isola e seguito da Kiona stessa, che nel tempo libero dalla raccolta delle ostriche, aiuta la madre nella gestione dell’infermeria locale. Kiona si innamora di Erik che nel frattempo si è meritato il rispetto della comunità locale, diventando il contabile di tutte le aziende produttrici di ostriche dell’isola. Kiona ed Erik mettono al mondo due figli, un maschietto ed una bimba. Erik si trova a meraviglia sull’isola, affascinato dalla vita semplice e libera dell’isola, senza problemi economici, lontano dal mondo cosiddetto civile che non gli manca affatto. Kiona invece vuole a tutti i costi conoscere il mondo fuori dell’isola, che riesce ad intravedere solo dai giornali internazionali che legge avidamente, per conoscere la vita delle grandi metropoli che tanto la attira. La vita idilliaca dei due innamorati viene turbata dall’arrivo di una barca straniera. A bordo ci sono due uomini che sono alla ricerca di Erik. E’ il passato da cui stava fuggendo che lo ha trovato. Erik implora Kiona e la sua famiglia di non far sapere nulla della sua vita a Manihiki, dei figli avuti e dell’amore per Kiona. Tutto sarebbe messo in pericolo se le persone che lo stanno cercando sapessero del suo soggiorno nell’isola. I due uomini ripartono con la banca con a bordo Erik. Passano i mesi e Kiona non ha nessuna notizia del suo amato Erik. L’unica informazione di cui Kiona è in possesso è l’indirizzo della banca per cui lavora, che si trova a Londra. Lei non riesce a vivere senza avere sue notizie e decide di partire per la Nuova Zelanda per poi raggiungere Londra passando per gli Stati Uniti.

Inizia una avventura nel mondo occidentale che Kiona aveva tanto desiderato ma che non avrebbe mai immaginato di dover scoprire in circostanze così difficili ed improvvisate. Kiona scopre i rischi delle città occidentali, dove violenza e sopraffazione sono diffuse e comuni ovunque. Kiona conoscerà a sue spese molto velocemente la differenza tra gli innocenti e innocui rituali di Manihiki e le consuete violenze quotidiane delle metropoli. Kiona si metterà alla ricerca del suo Erik e per farlo sarà costretta a fare un corso accelerato di economia internazionale, scoprendo cosa nascondono i grandi trattati internazionali, come ci siano persone pronte a tutto per portare a termine affari miliardari e come di fronte al denaro ci siano persone capaci di tutto, persino di uccidere senza il minimo scrupolo. Braccata e minacciata scoprirà tutto questo sulla sua pelle mettendo a repentaglio la sua vita nel tentativo di rintracciare Erik e di salvarlo dal suo destino.

La prima parte del libro è interamente ambientata nelle isole Cook e ci permette di scoprire la vita nelle isole, un vero paradiso terrestre, in cui tutta la comunità vive con quello che hanno che è messo a disposizione di tutti. L’ambientazione esotica è resa alla perfezione da Liza Marklund, descrivendo la meraviglia della natura, del mare e dei suoi fondali. La seconda parte invece è molto più metropolitana, con Kiona in viaggio per il Mondo alla scoperta della crudeltà degli uomini e degli effetti che l’avidità ha sulle persone. Un libro che tratta temi che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alla economia globale, a cosa possono fare le persone per proteggere i propri cari ed a quello che possono fare per ambizione e sete di soldi e di potere. Un ottimo libro, per le ambientazioni, per i caratteri dei protagonisti e per i temi trattati. Bellissimo il disegno della copertina, perfettamente rappresentativo della vita di Kiona nell’isola di Manihaki.

Trio

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Titolo: Trio

Autore: Dacia Maraini

Editore: Rizzoli

Un libro breve, ambientato in Sicilia nel 1743, uno scambio epistolare tra due amiche, Agata e Annuzza, che sono cresciute insieme, hanno imparato insieme l’arte del ricamo, si sono appassionate alla letteratura leggendo gli stessi libri. La loro amicizia è superiore a qualsiasi difficoltà che il destino ha preparato per loro. Agata è la legittima sposa di Girolamo che è anche l’amante di Annuzza. Mentre una epidemia di peste sta mettendo a dura prova la città di Messina, con un numero enorme di morti e di malati, le due amiche si sono allontanate dalla città per sfuggire ai rischi del contagio. La loro amicizia sopravvive alla lontananza ed alla inevitabile gelosia.

Un libro uscito quando eravamo a casa per il Lockdown e la situazione raccontata nel libro, pur ambientata oltre 270 anni prima, è molto simile a quanto abbiamo vissuto nella primavera del 2020. Il libro è molto breve e verte sull’amicizia tra due donne, che hanno deciso di essere amiche prima di tutto e per continuare ad esserlo, danno vita ad un inedito triangolo amoroso che è tanto inverosimile quanto trasgressivo ed unico. La Maraini dedica le sue opere a donne che hanno grande capacità di affrontare la vita ed anche questo breve “Trio” ha come protagoniste due donne che affrontano una situazione estrema che ridefinisce i confini a cui può arrivare l’amicizia tra donne.

Solo Dio è innocente

SOLO DIO E' INNOCENTE

Titolo: Solo Dio è innocente

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

Un legal thriller ambientato tra Roma e la Sardegna. Alessandro Gordiani è un avvocato, titolare di uno studio a Roma con una buona reputazione. Mario Serra ha una fama consolidata di uomo violento e crudele, abita a Fonni, in Barbagia, il paese più in alto della Sardegna. La Barbagia è una regione interna, montuosa, impervia come la vita dei pastori, dura e faticosa, in cui vige il codice barbaricino, una sorta di ordinamento giuridico tramandato da padre in figlio, in vigore fin dai tempi antichi, che regola dignità, diritti e pene e soprattutto considera la vendetta come atto lecito e dovuto di fronte ad uno sgarbo ricevuto. Tale codice è riconosciuto dall’intera comunità non solo dai gruppi di pastori o tra coloro che sono dediti al banditismo. Mario Serra è indagato per un omicidio di un giovane appartenente alla famiglia Rutzu, da sempre in lotta con la famiglia Serra, in una antica e sanguinaria faida senza fine. Serra chiede all’avvocato Gordiani di assisterlo come difensore. Gordiani accetta pur tra molti dubbi e perplessità. Le vicende processuali costringeranno Alessandro a frequenti viaggi in Sardegna, per un processo faticoso ed impegnativo, sia fisicamente che emotivamente, che avrà profonde ripercussioni sulla vita del piccolo paese di Fonni.

Una storia che racconta le complicate vicende che vedono le famiglie Serra e Rutzu da sempre in guerra, con vendette che arrivano senza fretta, a tempo debito, organizzate con fredda e feroce determinazione, senza scadenza temporale, con le colpe dei padri che ricadono inevitabilmente sui figli. Michele Navarra è un avvocato penalista oltre che scrittore, conosce bene il suo mestiere e lo racconta in modo elegante e scorrevole, senza troppi tecnicismi, facendo trasparire un certo fastidio per come i processi vengono spesso conclusi, dove non sempre è la verità ad essere premiata ma il modo in cui le cose vengono raccontate. Tanti i dubbi del Navarra avvocato, espressi tramite i pensieri di Gordiani, su quanto sia lecito difendere imputati colpevoli, così come sono tanti i dubbi sul concetto di giustizia e di legge trattati nel libro. Le riflessioni di Gordiani riguardano anche la malvagità di cui sono capaci gli uomini e come possa essere possibile sconfiggerla. Ma nonostante i dubbi e le perplessità, Alessandro continua ad esercitare la sua professione con grande impegno e capacità. Gli spunti di interesse del libro comprendono anche le storie della vita in Barbagia, in cui la modernità e lo sviluppo ancora non sono riusciti a cancellare le antiche tradizioni, prese come riferimento per regolare i conti della vita quotidiana. Un legal thriller molto italiano, meno spettacolare paragonato a libri simili di arcinoti autori americani, ma molto più profondo e pieno di spunti su cui riflettere.

Il sogno

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Titolo: Il sogno

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

L’azione si svolge nel Nord della Francia, una zona dalla natura affascinante e dal tempo inclemente, che con le sue piogge frequenti, le nebbie e l’influenza del mare, si adatta perfettamente alla ambientazione cupa e misteriosa del romanzo. La protagonista è Abigaël, una psicologa Criminale, brava quanto fragile per via di una forma di narcolessia che le complica la vita al punto che non riesce a riconoscere la realtà dal sogno al punto di procurarsi bruciature e piccole ferite per essere sicura che quello che sta vedendo sia reale o no. Abigaël sta lavorando ad un caso complicato e doloroso, di un rapitore seriale di bambini, detto Freddy, che si sta dimostrando estremamente pericoloso ed in grado di farsi gioco degli investigatori a suo piacimento. Abigaël, come se non avesse abbastanza problemi, è anche l’unica sopravvissuta ad un tragico incidente automobilistico in cui sono morti suo padre e la sua amatissima figlia. Un dolore insopportabile ed un vuoto incolmabile nella sua vita, motivo di ulteriori disturbi del sonno e di confusione tra sogno e realtà. Le indagini saranno lunghe e complesse e prenderanno direzioni imprevedibili e sorprendenti.

Il sogno è un romanzo completo, per la complessità della trama, per il complicato piano criminale, per il gran numero di colpi di scena, per la malattia della protagonista che di continuo si trova a dover scoprire se quello che sta vivendo è realtà o finzione onirica, e con lei il lettore si trova ad avere gli stessi dubbi e le stesse difficoltà. Tutta la trama si svolge come se il lettore si trovasse in un labirinto senza via di uscita, dove qua e là sono disseminati degli indizi su dove trovare la via di uscita ma gli indizi danno sempre indicazioni sbagliate per confonderti e inoltrarti sempre più in luoghi misteriosi. Il libro è una specie di rebus da risolvere, dove bisogna saper distinguere gli indizi veri dai falsi. L’autore riesce a confondere le idee in modo raffinato, con metodo scientifico, trovando sempre nuovi modi per dirorientare il lettore, che si trova completamente in balia del racconto, senza punti di riferimento, avendo come unica possibilità continuare a leggere per arrivare alla fine e ricollegare tutte le vicende. Thilliez è bravissimo a creare il meccanismo perfetto di dissimulazione della verità e dell’inganno, dove le trame criminali del rapitore di bambini, le visioni di Abigaël, le manipolazioni della verità, i presunti colpevoli ed i veri colpevoli rendono la storia indecifrabile fino alla fine. Un rompicapo che è una ottima prova di abilità dell’autore che mette a dura prova le capacità logiche del lettore. Un gioco divertente oltre che un ottimo romanzo.

L’incanto del pesce luna

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Titolo: L’incanto del pesce luna

Autore: Ade Zeno

Editore: Bollati Boringhieri

L’incanto del pesce luna è il titolo dell’ultimo romanzo di Ade Zeno, un libro originale che vuole esplorare i limiti della mente umana e per farlo ha dovuto inventare una trama in grado di creare condizioni estreme. Il protagonista del libro è Gonzalo, di professione cerimoniere della Società di Cremazione cittadina. Lui è il migliore nel suo lavoro, riesce a trasformare ogni mesta cerimonia di cremazione in un momento indimenticabile per i parenti dello scomparso. Gonzalo trova sempre la poesia giusta, la musica evocativa, sa costruire la giusta atmosfera per trasformare il dolore dei presenti in commozione per come il defunto viene ricordato. Gonzalo è sposato ed è padre di una bambina, Ines, che è tutto per lui, padre orgoglioso e felice. Ma il destino sarà duro con Gonzalo. La sua piccola Ines si ammala di una malattia rara, sprofonda in uno stato vegetativo irreversibile. Per permettersi di pagare le cure della figlia, Gonzalo abbandona il suo lavoro di cerimoniere per diventare l’uomo di fiducia di una famiglia ricchissima che deve convivere con un segreto che per nulla al mondo deve essere svelato. La vita di Gonzalo sprofonda nel più buio degli inferni, da cui tenterà di risalire quando si renderà conto di quello che era diventato per amore della figlia.

Il libro affronta molti temi quali i tranelli che il destino ci riserva, la crudeltà di cui ognuno di noi può essere capace per fare il bene ad una persona cara, della pericolosità delle proprie ansie e della insoddisfazione di quello che si è. Il romanzo racconta cose molto diverse tra di loro e definirne il genere non è semplice dato che si va dal noir al drammatico, dal fantastico al libro di azione. Tutto è ben dosato, la narrazione è fluida, i temi trattati, pur scabrosi e tremendi, sono resi in modo elegante e raffinato. L’atmosfera del romanzo è pesante, c’è sempre di mezzo la morte nelle sue varie espressioni, con cui Gonzalo è costretto a convivere, per scelta e per necessità. Gonzalo vive la sua vita estrema senza chiedersi se c’è una via di uscita, con la disperazione che gli impedisce di vedere altro che la morte di cui è circondato. Un romanzo provocatorio, a tratti terribile, a tratti commovente. E’ davvero tutto lecito se viene fatto per amore? E’ possibile redimersi e tornare indietro? Tutto può tornare come prima come se niente fosse accaduto? Il libro non dà risposte definitive, lascia all’immaginazione di ognuno le possibili risposte.

Le isole di Norman

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Titolo: Le isole di Norman

Autore: Veronica Galletta

Editore: Italo Svevo

 

Elena è una studentessa universitaria, iscritta al primo anno della facoltà di geologia, abita sull’isola di Ortigia con i genitori. Il padre è professore di matematica, ex militante del PCI, ha il diabete e cura le sue malinconie cucinando melanzane alla parmigiana. La madre è malata, soffre di depressione, vive chiusa nella sua stanza, con pile di libri che sposta e riordina spesso secondo schemi che solo lei ha nella testa. Elena cerca di conoscere meglio sua madre mappando gli spostamenti dei libri, cercando di coglierne il senso. La donna improvvisamente abbandona la casa senza lasciare alcun messaggio di addio o un qualche indizio su dove possa essere andata. Elena si spende per ritrovare sua madre e nello stesso tempo scoprire cosa è successo durante la sua infanzia, quando un incidente domestico le provocò delle profonde ustioni le cui cicatrici ancora porta addosso. Elena adora leggere, il suo romanzo preferito è l’Isola del Tesoro, ed è a questo libro che lei si è ispirata per dare un nome alle sue cicatrici, come fossero isole sul suo corpo. Elena ha sempre avuto un forte legame con la sua casa, un rapporto con i genitori di affetto ma privo di dialogo e di comunicazione. La scomparsa della madre libera Elena dalle sue angosce e accelera il suo processo di maturazione, preparandola alla sua nuova vita. Il libro è ambientato negli anni Novanta, con eventi storici, politici e di cronaca che segnarono fortemente il periodo.

Il libro racconta la crescita e la formazione della ragazza, il suo modo di trovare la forza per liberarsi del suo passato e del suo legame al luogo dove è nata e trovare la direzione per la sua vita di adulta.

Un libro dall’incedere lento, dove i pensieri di Elena si accumulano in disordine, il suo metodo delle mappe mentali sembra non possa dare i risultati voluti. Una storia chiusa in se stessa, un pò opprimente, ambientata in spazi limitati, una protagonista che cerca nel passato risposte che non potrà avere. 

Conosci l’estate?

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Titolo: Conosci l’estate?

Autore: Simona Tanzini

Editore: Sellerio

“Conosci l’estate?” È un giallo che vede protagonista Viola, una giornalista televisiva che da Roma si è trasferita a Palermo. Viola ha una caratteristica particolare nella percezione sensoriale, ossia quello che vede lo associa ad una musica che a sua volta è associata ad un colore, una specie di disturbo che si definisce “sinestesia”. Soffre anche di una malattia degenerativa che le crea qualche problema di mobilità e sul modo di affrontare alcuni aspetti della vita quotidiana.

La vicenda ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una ragazza di soli vent’anni, di buona famiglia, amica di un cantante abbastanza famoso che viene subito collegato con l’omicidio. Viola si sente coinvolta dall’accaduto dato che conosce per caso il cantante e lo ritiene incapace di uccidere una persona. Inizia da parte di Viola la raccolta di elementi per una inchiesta sul caso, coinvolgendo alcuni suoi amici e colleghi, unendo ai fatti le sue intuizioni e le sue percezioni.

La storia è raccontata da Viola in prima persona e il giallo e le indagini sono lo sfondo per raccontare i sentimenti, le paure e le emozioni di una donna consapevole del suo destino che affronta con ironia, convivendo con i suoi limiti e la sua fragilità. Palermo ancora una volta si conferma ambientazione ideale per i romanzi, con le sue contraddizioni, la convivenza di nobiltà e di malavita, i quartieri ricchi e quelli popolari, tutti con il loro fascino e le loro caratteristiche uniche. Una città particolare, accogliente e pericolosa nello stesso tempo, capace della più grande indifferenza come della più emozionante partecipazione. Viola è una donna che ha imparato a vivere con la sua solitudine, la sua unicità percettiva la rende speciale come la sua generosità e il coraggio con cui affronta la sua malattia.

La salita dei saponari

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Titolo: La salita dei saponari

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Un uomo viene trovato cadavere con un colpo di pistola al torace nella sua auto nel parcheggio dell’aeroporto di Catania. E’ un cittadino americano nato a Cuba, residente in Svizzera. Iniziano le indagini che sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra. Un omicidio anomalo, un morto che è un personaggio misterioso, nessun apparente legame con la criminalità, un imprenditore, un uomo di successo, tanti piccoli indizi ma nessun motivo evidente per essere ucciso. Le indagini si preannunciano complesse, bisogna trovare collegamenti con le sue origini cubane, con la sua vita in America e quella in Svizzera. Una indagine di portata internazionale che metterà a dura prova le capacità della squadra di investigatori catanesi, che dovranno dedicarsi con tutte le loro capacità ed energie. Un giallo con una trama ben costruita, una scrittura fluida e piacevole. La protagonista è una poliziotta che ha visto il padre ucciso in un agguato di mafia e il suo quasi ex compagno magistrato che vive a Palermo con cui ha un rapporto intenso e combattuto. Ambientazione molto siciliana, si sentono i profumi dell’isola, si vedono le bellezze dell’ambiente, si assaporano le prelibatezze gastronomiche, ben descritte e molto presenti in tutto il romanzo. Non mancano le critiche alle cattive abitudini dell’isola, alle cose che non funzionano, alla dirompente presenza criminale, ma il libro ha la Sicilia come protagonista e sono i tratti positivi ad essere messi in evidenza. I personaggi siciliani sono empatici, schietti, ospitali e generosi, come lo sanno essere i nativi dell’isola. Vanina sa attrarre le attenzioni di tutti quelli con cui ha a che fare, per la sua disponibilità personale, per la sua dedizione al lavoro e per l’attaccamento alla ricerca della verità. E’ ben protetta dall’ambiente in cui vive, dalle persone che la conoscono e che lavorano con lei, tutti pronti a tutto per lei e le sue indagini. Ma la vita è piena di ostacoli come dimostra il colpo di scena finale che chiude il libro ed anticipa un sicuro quarto capitolo della serie dedicata a Vanina Guarrasi.

 

La ragazza dei segreti

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Titolo: La ragazza dei segreti

Autore: Kate Furnivall

Editore: Piemme

Traduzione: Giada Fattoretto

Siamo in Francia, nel 1953. La Seconda Guerra Mondiale è finita da qualche anno e il Paese sta vivendo il periodo della guerra fredda, con i francesi divisi in due fazioni, coloro che appoggiano senza esitazioni gli americani e le loro basi militari in territorio francese e coloro che invece appoggiano il regime comunista di Mosca come unica forza capace di contrastare il predominio americano. Eloïse è la protagonista del romanzo insieme al fratello maggiore André, agente della Cia. I due fratelli sono sempre vissuti insieme con André che ha cercato di sopperire alla prematura scomparsa della madre, avvenuta quando Eloïse era ancora una bambina. Il forte legame tra i fratelli e la situazione storica della Francia in quel periodo danno origine ad una storia ben scritta ed affascinante, ambientata nella terra di origine dei due fratelli, ossia la Camargue, con i suoi animali selvaggi, fenicotteri, la vita dura e faticosa degli allevamenti di bestiame e le caratteristiche corride “alla francese” che si discostano da quelle spagnole per il diverso trattamento riservato ai tori. La storia racconta le vite di persone che reagiscono in modo diverso al delicato momento storico, alcuni scelgono la fedeltà alla patria, altre scelgono il tradimento, per ideali, per denaro o per vanità. Una storia piena di doppi giochi, bugie, mancate verità, tranelli. Un libro dal ritmo incalzante che non lascia molto respiro al lettore che si trova coinvolto in una storia in cui ci sono poche certezze, tanta è l’ambiguità dei personaggi e delle cose che vengono dette e fatte. La scrittura di Kate Furnivall è trascinante e decisa, riesce ad interpretare i pensieri di personaggi di fazioni opposte in modo chiaro, costruendo un quadro complessivo credibile e coinvolgente. Tante storie nella storia, tanti personaggi, molte tensioni familiari e civili, per descrivere un periodo storico non cui non era possibile rimanere indifferenti a quanto stava accadendo e si doveva decidere da che parte stare. Il romanzo rende molto bene i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni politiche e personali, riuscendo a descrivere la situazione francese con molta precisione. La copertina è piuttosto fuorviante rispetto al contenuto del libro.

 

I superstiti del Télémaque

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Titolo: I superstiti del Télémaque

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Simona Mambrini

La Adelphi continua con la pubblicazione dei libri gialli di Georges Simenon. L’ultimo della serie è il romanzo I superstiti del Télémaque, una storia che sa di mare, di pesce e di vite dure e difficili. L’ambientazione della storia è nel piccolo borgo marinaro di Fécamp, in Normandia, affacciato sul Canale della Manica. Un mare insidioso e per niente cortese con i pescatori che trovano abbondanti quantità di pesce ma anche condizioni meteo e di mare spesso proibitive. Georges Simenon è stato uno scrittore in grado di raccontare in modo veritiero ed appassionante la vita di provincia francese ed anche in questo caso non viene meno al suo stile scarno e diretto.

La storia racconta la vicenda dei fratelli Pierre e Charles Canut, che abitano con la madre a Fécamp, cittadina della Normandia, affacciata sul canale della Manica. Pierre viene accusato dell’omicidio di Février, un ex marinaio ritrovato con la gola tagliata a casa sua. Il marinaio ucciso era uno dei superstiti del naufragio del Télémaque, una nave affondata nelle acque al largo del Brasile, in cui morì in circostanze misteriose il padre dei fratelli Canut. Mentre Pierre si trova in carcere, suo fratello Charles, convinto della sua innocenza, inizia una personale indagine per scoprire il vero colpevole. Man mano che la storia avanza, aumentano i sospettati per l’omicidio, viene scoperto un testamento, oltre che vecchie storie e relazioni sentimentali tenute nascoste. Charles è un uomo di natura mite e gentile, che vuole molto bene al fratello e lo ha sempre aiutato e protetto. Conduce una vita semplice, impiegato delle ferrovie ed innamorato di una giovane che serve da bere in un caffè del paese. Charles diventa il protagonista del racconto, un uomo tranquillo che indossa per una volta le vesti dell’eroe che cerca il riscatto da una vita anonima oltre che la salvezza per il fratello. Una storia di povertà, di difficoltà psicologiche, di drammi e disagi famigliari, raccontata con tutta la forza che Simenon riesce a dare nel raccontare le vicende delle vite altrui.

Simenon è stato un grande amante del mare e della vita a bordo delle navi, prese il brevetto di capitano e navigò a lungo per i mari del Nord. Fu proprietario di una barca che fu costruita proprio a Fécamp su cui ha trascorso lunghi periodi della sua vita. Questo libro è un omaggio di Simenon alla sua passione per il mare e la vita dei marinai, fatto a modo suo, raccontando la crudeltà del destino che non fa sconti a nessuno.