L’agente del caos

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Titolo: L’agente del caos

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

Un’autore italiano ha scritto un libro sulla vita di un agente americano di nome Jay Dark. Dopo qualche tempo dall’uscita del libro, l’autore viene avvicinato da un avvocato, anche lui americano, che gli offre la sua versione dei fatti e lo invita a scrivere un nuovo libro su Jay Dark, questa volta senza le imprecisioni contenute nell’opera precedente.

Iniziano una serie di incontri tra lo scrittore e l’avvocato con quest’ultimo che racconta la sua versione dei fatti, che a suo dire conosce bene per esserne stato testimone diretto. Il racconto degli incontri tra scrittore ed avvocato si alterna alle storie della vita di Jay Dark, in un piacevole continuo salto temporale e di ambientazione.

Il libro riscrive la storia degli anni sessanta e settanta con i servizi segreti americani impegnati a destabilizzare i movimenti giovanili con l’immissione nel mercato di droghe quali LSD ed eroina. Il libro parla della vita di Jay Dark, agente infiltrato dei servizi all’interno dei gruppi giovanili americani, ma che ha come coprotagonisti personaggi mitici come Timoty Leary, Andy Warhol, la famiglia Kennedy, oppure si parla dei movimenti hippy, del concerto di Woodstock, delle prime manifestazioni giovanili di protesta. I principali eventi di quegli anni, che hanno per molti versi cambiato i costumi dei giovani e quindi delle società occidentali, si sono svolti con la regia ed la supervisione dei servizi americani, secondo teorie che di solito sono liquidate come non verosimili, frutto delle fantasie paranoiche di persone che pensano che tutto ciò che avviene è il risultato di un complotto. Ma c’erano anche attività scientifiche dimostrate per mettere a punto trattamenti chimici, a base di droghe, per ottenere il controllo delle menti. Tutto ruota attorno alle avventure di Jay Dark, l’uomo venuto dal nulla, capace di parlare undici lingue e di assumere identità diverse a seconda delle necessità, il principale spacciatore di LSD della storia.

Un libro originale, coinvolgente, che tratta con giusto distacco eventi epocali per chi ha vissuto quegli anni, senza mai essere indulgente verso i comportamenti trasgressivi comuni all’epoca, tantomeno verso l’uso delle droghe, ma anche affrontanto la storia con passione e coinvolgimento.

“L’agente del caos” è scritto in modo eccellente, coinvolge ex nazisti, scienziati poco normali, agenti segreti, cospiratori, politici, ideali giovanili, sesso, soldi, musica rock in un mix ricchissimo di fatti, eventi e persone, il tutto dosato con con abilità e senso della misura.

Il libro getta una luce nuova e molto particolare sulla cultura psichedelica degli anni sessanta, che tanta influenza ha avuto sulla musica, letteratura e società dei quegli anni. La rilettura di quegli anni risulta molto credibile e il dubbio che quanto scritto nel romanzo sia molto vicino alla verità aleggia nelle mente del lettore.

Giancarlo De Cataldo si conferma come scrittore versatile e capace di trattare temi e trame molto diverse tra loro, usando fatti reali ed invenzione con grande abilità.

Il fantasma del ponte di ferro

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Titolo: Il Fantasma del ponte di ferro

Autore: Pietro Colaprico

Editore: Rizzoli

Siamo a Milano nel 1985. Una giovane donna russa si presenta a casa del maresciallo Pietro Binda, pensionato, che ha aperto una piccola agenzia investigativa lavorando da casa. La ragazza porta con sé un gioiello che è un indizio utile a riaprire le indagini su un caso risolto solo ufficialmente ma su cui il maresciallo Binda non era riuscito a fare piena luce. I fatti risalgono al 1972 quando un cadavere con la testa mozzata viene ritrovato appeso sotto un ponte dei navigli. Le indagini portano alla luce anche la scomparsa di una persona, una famosa ed importante violinista russa.

La trama si svolge principalmente su due piani temporali, il 1985 a il 1972, a parte l’epilogo che è datato 1999. La trama è molto interessante con riferimenti alla storia italiana che hanno lasciato il segno, così come molti sono i personaggi famosi della vita italiana che in qualche modo sono inseriti nel racconto per renderlo più attuale, interessante e piacevole. Le indagini del maresciallo Binda si andranno ad intersecare con storie di servizi segreti, azioni riconducibili alla guerra fredda ed alla particolare condizione e posizione italiana ed alla sua debolezza politica di quei tempi (non che ora le cose siano cambiate). Alcuni episodi cruciali della storia italiani sono riletti in chiave complottista molto realista e credibile, pur trattandosi sempre di una opera di fantasia.

Il libro è ambientato in una Milano molto ben caratterizzata e differenziata a secondo dell’epoca in cui è ambientata la narrazione. Anche il linguaggio utilizzato è molto differente a seconda dei personaggi. I protagonisti milanesi parlano a volte il dialetto a volte con quel gergo tipico di Milano che li ha sempre caratterizzati dal testo dell’Italia. Ma anche i personaggi stranieri sono caratterizzati da un linguaggio diverso a seconda della loro origine. Da questo punto di vista il libro è sorprendente per la bravura con cui l’autore è riuscito a rendere così bene i vari linguaggi.

I personaggi sono molto ben descritti e pur trattandosi di agenti segreti, spie, malfattori di ogni genere, riescono a mostrare il loro lato umano anche in un contesto fondamentalmente criminale. Un libro molto piacevole da leggere, quasi sorprendente. Ad abbellire il racconto i frequenti riferimenti musicali, sia di musica classica che di musica leggera, con riferimenti ad alcuni successi tipicamente italiani. Il libro è un piacevole viaggio nel tempo raccontato con grazie e stile, un giallo ben scritto, un piccolo trattato di lingua milano-russo-italiano.

L’autore è un profondo conoscitore della storia di Milano, dei suoi difetti e di alcune sue poco onorevoli vicende e nel libro non lesina giudizi poco lusinghieri sulla situazione politica italiana, ma come dargli torto?

In nome del male

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Titolo: In nome del male

Autore: Fabrizio Carcano

Editore: Mursia

“In nome del male” è l’ultimo libro di Fabrizio Carcano, giornalista e scrittore. La storia è ambientata a Milano e in Lombardia, dove gli indizi di alcuni omicidi sembrano orientare le indagini verso le sette sataniche ed i loro terribili e macabri rituali. Il commissario Bruno Ardigò è incaricato a dirigere le indagini fin dal ritrovamento del primo cadavere, vicino al quale sono trovate delle informazioni riguardo il numero totale degli omicidi programmati, tra cui proprio il commissario Ardigò come ultimo della serie. Ardigò quindi si trova nella scomodissima posizione di responsabile delle indagini ed obiettivo del colpevole. Ma il commissario è un uomo duro che non si lascia impressionare e che porterà avanti l’indagine senza paure, commettendo solo un errore, verso la fine, che poteva costargli molto caro. Ardigò si fà aiutare nelle indagini dal “demonologo” Dario Vanner, i cui suggerimenti portano il lettore a conoscere alcuni luoghi misteriosi di Milano, probabilmente sconosciuti a molti. Il libro è basato su una trama molto fitta, continui cambi di scenario, tante storie parallele, tanti personaggi. Una scrittura intensa, piena di spunti, con continui riferimenti alla realtà, anche di crimini realmente avvenuti che hanno catturato per mesi l’attenzione dei media e del pubblico televisivo. Un libro che necessita un certo impegno per essere letto. Un libro che descrive la doppia vita della scintillante Milano, dove dietro il lusso dei locali alla moda frequentati dalle persone più in vista della città, spesso si nasconde un mondo non proprio esaltante, fatto di persone molto ricche che hanno continue voglie ed appetiti che trovano sempre o quasi sempre la malavita organizzata pronta a soddisfarli, basta pagare. Soldi, tanti soldi, che servono a soddisfare tutte le voglie ma anche ad arricchire chi guadagna soldi smerciando droga e ragazze, in una finta corsa al divertimento che porta di solito verso una strada senza uscita. Un libro duro, a tratti violento, che mostra il lato peggiore della nostra società, un mondo occulto che vive nell’ombra, che non viene visto dalla maggioranza delle persone forse perchè fa di tutto per non vederlo. Comunque niente è quello che sembra ed il commissario scoprirà forse troppo tardi il vero motivo per cui è stato inserito nella lista di coloro che devono essere sacrificati.

 

Il compimento è la pioggia

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Titolo: Il compimento è la pioggia

Autore: Giorgia Lepore

Editore: edizionie/o

Il titolo enigmatico “Il compimento è la pioggia” troverà spiegazione nella lettura del libro, un noir ben scritto da Giorgia Lepore, una archeologa insegnante di liceo con la passione per la scrittura. Il libro è ambientato a Bari e nel testo ci sono alcuni inserti in dialetto barese, dosati con misura, che sono un piacevole modo per spezzare il ritmo della lettura. La notte di San Nicola viene scoperto l’omicidio di una giovane donna, madre di due figli. Il corpo della giovane vittima è in condizioni pietose per botte, coltellate e ferite di tutti i tipi. I due figli vengono ritrovati, una bambina di 5 anni ed un bambino di 2, all’interno di una cassapanca nella stanza dell’omicidio. La bambina afferma di aver visto tutto e di essere in grado di smascherare il colpevole. La squadra di investigatori è composta dall’ispettore Gerri Esposito, dall’ispettrice Sara Coen e dal loro capo Marinetti. Il magistrato che segue l’inchiesta è Giancarlo Autieri, milanese, trapiantato a Bari per lavoro, non proprio felicissimo di trovarsi in un posto con mentalità e comportamenti così diversi da quelli a cui è abituato.

Il libro ruota attorno alla figura dell’ispettore Gerri, un uomo che si porta dietro le ferite di una infanzia dolorosa, con i suoi comportamenti estremi ma corretti. Gerri instaura un forte legame con la bambina figlia della vittima, che vuole parlare solo con lui, confidandogli quello che ha visto o sostiene di aver visto il giorno dell’assassinio di sua madre. I colloqui tra l’ispettore e la bambina sono intensi, commoventi ed a tratti straordinari. La storia si sviluppa negli ambienti poveri e degradati della citta di Bari, in famiglie prive di alcuna capacità di intervenire nella formazione dei figli, senza nessuna aspirazione verso la legalità.

E’ una storia di violenza sulle donne, con enormi e devastanti ripercussioni sui bambini, perpetrata da uomini che considerano le donne come “cose” di loro proprietà, per sfruttarle illegalmente o picchiarle in nome di un presunto amore che non contempla tale possibilità. Un “noir” che accosta la violenza, ampiamente raccontata nel romanzo in varie forme, all’umanità dei pensieri e dei comportamenti dell’ispettore Gerri, che pur con qualche limitazione a dimostrare i suoi sentimenti e con comportamenti spesso al limite, tendenti verso l’asocialità, riesce a mostrare il lato migliore degli uomini.

La settina lapide

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Titolo: La settima lapide

Autore: Igor De Amicis

Editore: DeA

Igor De Amicis è un commissario di polizia penitenziaria per professione e scrittore per hobby. Il suo romanzo di esordio è “La settima lapide”, un noir forte, con una trama ben costruita, sostenuta da personaggi duri e di grande carattere. La storia inizia in un cimitero in cui vengono scoperte 7 lapidi con incisi nomi e cognomi e date di nascita dei destinatari, ma una sola è completata con la data di morte ed occupata da un cadavere . Si tratta di un boss della malavita locale a cui è stata tagliata la gola. Le altre sei lapidi sono destinate ad altrettanti boss della camorra napoletana ancora vivi e vegeti. Un presagio di quello che accadrà a breve, una dichiarazione di morte macabra ed enigmatica. La polizia non riesce a ricostruire il filo che lega i sette nomi incisi nelle pietre ed i motivi della comune sentenza di morte emessa da un oscuro e sconosciuto giudice. L’ultimo nome della lista è Michele Vigilante, soprannominato “tiradritto”. Un uomo crudele la cui ascesa ai vertici del crimine era stata interrotta 20 anni prima per una condanna per omicidio, uno dei tanti e forse uno dei meno importanti. La lunga detenzione non lo ha cambiato, è rimasto un crudele assassino ed uno spietato vendicatore dei suoi nemici, forse più consapevole delle proprie azioni, ora che ha smesso di assumere droghe, ma sempre pronto ad uccidere chi si trova sulla sua strada. In carcere ha letto qualche libro che ha segnato il suo carattere, senza cambiarlo, forse dandogli solo una diversa visione della sua condizione. Appena uscito dal carcere non ha tempo per abituarsi alla libertà che il suo passato gli presenta il conto, mettendosi subito alla sua caccia. Vigilante pagherà il conto, fino in fondo, ma pagheranno anche tutti i suoi nemici. Inizia così un libro che racconta il male in modo diretto, senza giudizi, senza esaltazione della crudeltà ma anche senza alcun velo. La vita estrema nelle carceri, la gavetta dei ragazzini che aspirano ad entrare nel giro della criminalità, la venerazione verso i grandi boss da parte dei sottoposti, che diventa ammirazione e fede quasi religiosa verso coloro che possono disporre delle vite altrui solo con un cenno del capo. Un mondo assurdo e crudele, con la droga che fà da amplificatrice della violenza, strumento necessario per scalare la lunga salita verso i vertici dell’organizzazione criminale e per rimanere nelle posizioni raggiunte. Un mondo in cui la vita delle persone non conta nulla, contano solo i soldi, il potere, il controllo del mercato della droga, vero diavolo dei tempi moderni. Un mondo di criminali in carriera o solo poveracci che cercano di sopravvivere, tutti pronti a tradire, vendicarsi, fare doppi e tripli giochi, con montagne di cadaveri che sono gli effetti collaterali delle attività illecite. Il mondo criminale raccontato da chi lo conosce bene, da chi parla tutti i giorni con criminali, che ne conosce i pensieri, le motivazioni, le debolezze.I personaggi del libro sono quasi tutte vittime, della propria storia criminale o delle azioni criminali altrui. Una storia che racconta tante guerre, tutte senza senza vincitori, ma con solo sconfitti.

Come una famiglia

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La casa editrice Sellerio riunisce nella sua squadra alcuni dei migliori scrittori italiani del genere giallo/noir, tra cui Giampaolo Simi, un autore molto abile a usare le trame dei suoi libri per analizzare la società italiana e raccontarne limiti e difetti.

Come una famiglia è una storia che vede coinvolto il giornalista Dario Corbo e la sua ex moglie Giulia, già presenti nel precedente libro di Simi, La ragazza sbagliata. Dario, dopo una carriera come giornalista, lavora ora come addetto stampa della fondazione Beckford, un famoso scultore inglese deceduto, creata dalla figlia Nora, anche lei tra i protagonisti de La ragazza sbagliata.

Luca Corbo, figlio di Dario e Giulia, non ha ancora compiuto diciotto anni, promessa del calcio italiano, è già nel mirino di alcuni procuratori che lo vogliono lanciare nel mondo del calcio professionistico. I due genitori ormai divorziati si ritrovano per la finale della Viareggio Cup, un prestigioso trofeo internazionale giovanile, dove il Rivadarno, la squadra di Luca, gioca contro il Ducka Praga. La partita si risolve solo ai rigori ed è proprio Luca a segnare il goal decisivo per il Rivadarno. La sera tutta la squadra si trova a festeggiare la vittoria in un locale alla moda e avviene il fattaccio. Una ragazza si presenta al pronto soccorso locale massacrata di botte dopo aver subito violenza sessuale ed accusa un ragazzo di nome Luca che fà il calciatore nella locale squadra. Tutto cambia nel giro di pochissime ore. L’accusa di stupro inizialmente sembra essere solo un piccolo incidente di percorso che si chiarirà in poco tempo, poi la storia prende direzioni imprevedibili per molti dei protagonisti.

Come una famiglia è un romanzo noir che è anche un ritratto non molto lusinghiero della società italiana. Il libro racconta le difficoltà dei figli di genitori separati, le false amicizie che nascono in ambienti come quello delle squadre di calcio giovanili che invece di insegnare valori morali e comportamenti etici, lasciano che i ragazzi si lascino comandare dagli istinti più bassi e beceri, pensando che tutto sia loro dovuto solo per qualche risultato sportivo incoraggiante. La storia mostra come il mondo del calcio giovanile sia in mano a personaggi che altro non sono che trafficoni ambigui, viscidi e assetati solo di soldi, capaci di tutto pur di portare avanti i loro affari truffaldini. La trama tocca anche il degrado della vita delle famiglie meno fortunate, della violenza domestica che spesso è il risultato delle cattive condizioni economiche, delle scelte sbagliate che i giovani possono fare per fuggire dalla povertà prendendo scorciatoie che non portano da nessuna parte. C’è anche la violenta ma inarrestabile forza comunicativa di internet e dei social network, dove centinaia di giudici improvvisati sono sempre pronti a condannare ed emettere sentenze senza nessuna conoscenza dei fatti. In tutto questo contesto spicca la mancanza della scuola nella vita dei giovani calciatori, che pur avendo meno di 18 anni, sono presi dallo sport, dai social network, dai telefonini, ma lo studio e la scuola sono completamente assenti. Dario Corbo è un padre che cerca di combattere con tutte le sue forze per salvare il figlio, per evitare altre violenze e disgrazie, ma le sue iniziative spesso sono condizionate dalla cattiva fama che si è conquistato per alcuni presunti errori del passato. Della sua ex moglie Giulia niente da dire se non che non fà una grande figura.

 

Operazione Mercurio

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Titolo: Operazione Mercurio

Autori: Antonio Aloni e Paolo Colonnello

Editore: SEM

Il simbolo dell’aquila e la svastica in copertina richiamano subito la mia attenzione. La didascalia parla di un tesoro nascosto nell’isola di Creta. Mi vengono in mente le tante storie che legano il regime nazista a ricerche su tesori e oggetti preziosi del passato. Basti ricordare film di grande successo come “I predatori dell’arca perduta”, oppure le tante testimonianze storiche delle ricerche fatte dai nazisti per impossessarsi dei tesori dei Catari, oppure dei tentativi di trovare reperti sacri come la “lancia di Longino” , ossia la lancia che secondo la tradizione cristiana trafisse il costato di Gesù sulla croce. Come pure le enormi energie spese dal regime nazista alla ricerca del “Santo Graal”. Vado a leggere le note sul risvolto di copertina e scopro che nulla di tutto quello che avevo immaginato è presente nel libro.

Comunque la trama mi convince e lo compro. La lettura non delude le aspettative.

“Operazione Mercurio” è un libro “Noir” bello, interessante ed originale. Il romanzo è stato scritto a quattro mani da un giornalista alla sua prima esperienza come romanziere (Paolo Colonnello) e un professore di letteratura greca dell’Università di Torino (Antonio Aloni). Il risultato è una storia scritta con i tempi e la suspance di un noir di ottima fattura, con molti riferimenti alla cultura ellenica che arricchiscono il libro e valorizzano la trama. La storia inizia con vicende che risalgono al periodo dell l’invasione dell’isola di Creta da parte delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.

Il commissario Maki Markaris viene invitato in modo abbastanza inusuale ad indagare sulla morte di un anziano pescatore dell’isola di Creta da parte della figlia Afrodite, una bellissima archeologa che è convinta che suo padre sia stato assassinato. Inizia una indagine su un presunto omicidio inizialmente classificato come incidente, per arrivare a scoprire anche un secondo omicidio, entrambi i crimini legati a qualcosa accaduto durante la resistenza alla invazione tedesca nella seconda guerra mondiale ed il coinvolgimento di una spia tedesca infiltrata nelle fila della resistenza cretese che si faceva chiamare “Andreas”. C’è qualcuno disposto ad uccidere per impossessarsi di informazioni o di un oggetto che evidentemente deve essere molto prezioso o estremamente importante,

La storia è narrata su diversi piani temporali. Gli eventi della trama sono ben mescolati con i fatti storici e le descrizioni delle bellezze naturali dell’isola di Creta, i suoi colori ed odori. Il commissario Markaris si deve districare tra le mille difficoltà dell’indagine a cui si aggiunge anche una talpa all’interno della squadra di investigatori che complica non poco le cose. La polizia ufficiale di Creta troverà un insolito alleato, così come degli insospettabili monaci riserveranno grandi sorprese.

Il libro è un ottimo esempio di come scrivere un libro “Noir”, quindi un libro di intrattenimento, ricco di contenuti storici e culturali che non appesantiscono la trama, anzi rendono il libro ancora più interessante e piacevole da leggere. L’isola di Creta con la sua storia millenaria, il suo mare stupendo e la natura selvaggia e bellissima si dimostra essere un luogo ottimale per ambientare una storia che parte dall’epoca egizia, passa per alcuni eventi della seconda guerra mondiale ed arriva ai tempi odierni. Peccato che il professore Antonio Aloni non ci sia più.

The cage

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Titolo: The cage – Uno di noi mente

Autore: Lorenzo Ostuni

Editore: Mondadori

Ho comprato “The cage – Uno di noi mente” colpito dalle recensioni positive lette sulla stampa e in rete.

L’autore è Lorenzo Ostuni, “youtuber” campione di visualizzazioni, con già all’attivo un altro libro scritto nel 2015.

I fenomeni mediatici dei nostri tempi mi lasciano indifferente e il genere di video prodotti dall’autore non rientra affatto nei miei interessi, non solo per la differenza di età, ma per un diverso concetto di divertimento.

Ma qui si parla di libri, serenamente, senza preconcetti di alcun tipo.

Il libro è stato scritto a 4 mani da Lorenzo Ostuni e da Jacopo Olivieri, un esperto autore con all’attivo una nutrita lista di opere di vario genere. Non è dato sapere in che modo i due si sono divisi il lavoro, tra l’attività creativa e quella di scrittura, ma al momento ha poca importanza, solo il futuro ci dirà a chi si deve il maggior merito dell’opera.

Il libro è sorprendente, per l’originalità della trama e per il sorprendente finale, l’ambientazione claustrofobica, il buio come protagonista assoluto, la mancanza totale di spiegazioni del perchè i protagonisti sono coinvolti nella storia. Ci sono evidenti riferimenti al mondo dei videogiochi ed a quello della fantascenza, con qualche sconfinamento nel mondo dei sentimenti. Una lettura piacevole e originale.