I tempi nuovi

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Titolo: I tempi nuovi

Autore: Alessandro Robecchi

Editore: Sellerio

Una utilitaria parcheggiata alla periferia di Milano. Nell’interno un cadavere, le mani legate al volante con le fascette di plastica usate in genere dagli elettricisti, il foro di una pallottola alla tempia, un violento colpo alla nuca. Il morto si chiama Filippo Maria Gelsi. Le indagini scopriranno che era un ragazzo a posto, ottimo studente universitario, fidanzato con una brava ragazza, nato in una famiglia di persone rispettabili. Qualche lavoretto saltuario per mettere da parte i soldi per un viaggio in America. Le indagini sono affidate ai sovraintendenti Ghezzi e Carella e nonostante l’abbondanza di indizi, non riescono a capire da dove partire. Alla agenzia investigativa “Sistemi Integrati” di Oscar Falcone, amico di Carlo Monterossi, noto autore televisivo, si presenta una nuova cliente, Gloria Grechi, impiegata amministrativa di uno studio medico, che chiede di indagare sulla scomparsa del marito Alberto. La donna ha un comportamento strano, per niente turbata dalla scomparsa del marito, certa del suo ritrovamento e del fatto che il marito non sia scappato con una amante. Gloria convince l’agenzia ad occuparsi del caso anche grazie ad un congruo anticipo in contanti. L’agenzia ha da poco acquisito una nuova collaboratrice, Agata Cirielli, ex poliziotta e collega di Ghezzi e Carella. Carlo Monterossi, aiuta il suo amico Oscar Falcone nelle attività dell’agenzia, per umana curiosità e si troverà coinvolto in prima persona nelle indagini sulla sparizione del marito della signora Ghechi molto più di quanto avesse potuto immaginare. La trama ha un breve ma significativo spazio per una vicenda tra adolescenti. Una ragazzina di 14 anni si è lasciata fotografare in qualche posa osé da un ragazzo più grande che minaccia di pubblicare le foto, terrorizzando la ragazzina che per la vergogna non vuole più uscire di casa ed andare a scuola. Il ragazzo delle minacce è figlio di un importante personaggio, uno che scrive libri, che parla in televisione e che non vuole credere che suo figlio possa essere coinvolto in una faccenda squallida come quella delle foto. Il padre “intellettuale” userà tutta la sua influenza per evitare che il figlio sia messo in cattiva luce dalla vicenda, ma intanto riceve una pesante lezione che lo umilierà di fronte a tutta la cerchia dei suoi amici. E questo grazie alla generosità di Ghezzi che ha preso a cuore le sorti della ragazzina. Robecchi si diverte a prendere in giro il tipo di intellettuale rappresentato dal padre del ragazzo, che si protegge dietro le sue conoscenze per evitare di prendere atto della realtà e quindi capire che suo figlio è un mezzo delinquente.

La vicenda è ambientata a Milano, descritta in modo realistico, lontano dai soliti luoghi comuni. Una città in cui circola un fiume di denaro frutto di attività illecite, come scommesse clandestine, spaccio di droga, malaffare di ogni tipo. Tali attività fruttano molti soldi in contanti, che devono essere riciclati per poter essere di nuovo messi in circolazione. Le attività illecite trovano facile manovalanza in giovani disoccupati o semplici pensionati, a cui non sembra vero di poter raggranellare un po di soldi facili, per una o due ore di lavoro semplice come portare un pacco o una borsa ad un indirizzo ben preciso. Nessuno è al corrente del contenuto dei pacchi, nessuno fa domande troppo dettagliate. La povera gente non ha i mezzi per tirare avanti mentre il crimine cresce e si dilaga a macchia d’olio. Monterossi si trova a combattere la sua guerra personale contro la TV spazzatura e la sua trasmissione “Crazy Love” che pure gli ha garantito fama e ricchezza, ma che ormai è diventata una esibizione continua del peggio che una TV commerciale è in grado di offrire. Una trama articolata e piena di diversi personaggi e storie parallele che alla fine confluiranno tutte in un unico finale. Il libro è scritto con il solito stile divertente ed irriverente di Alessandro Robecchi. Dietro la trama “Noir”, l’autore ha scritto una vera e propria critica ai tempi in cui viviamo, mostrando il lato peggiore della nostra società che spesso tende a ignorare o coprire i fenomeni negativi e di  degrado, nonostante le evindenze . Un libro piacevole, ben scritto, che parte lento per poi prendere una velocità inaspettata, con eventi che si accavallano con un ritmo inarrestabile. i libro è meritatamente ai primi posti delle classifiche di vendita e gli appassionati del genere non rimarranno sicuramente delusi.

Le parole di Sara

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Titolo: Le parole di Sara

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Sara Morozzi e Teresa Pandolfi hanno lavorato nella stessa unità dei Servizi. Sara ha abbandonato il lavoro dopo la perdita del marito e del figlio. Era stata una grande investigatrice, nessuno come lei sapeva interpretare il linguaggio del corpo. Sara ha rinunciato a tutto, preferendo vivere nell’oblio e nel ricordo del marito e del figlio, riservando tutto l’affetto di cui è capace verso il nipote Massimiliano, il bambino che suo figlio ha concepito con Viola prima di morire. Viola è una ragazza intelligente e capace, fotografa alle prime armi con un certo talento, che è riuscita ad instaurare con Sara un buon rapporto. Le due donne si aiutano a vicenda per superare la situazione difficile in cui si trovano e per dare al bambino tutto l’affetto possibile pur con i limiti della loro situazione famigliare. In questo è di aiuto l’ispettore Davide Pardo, che è molto affezionato al bambino e che prova a tutti i costi di far innamorare Viola, che però non vede il lui il suo uomo ideale. Viola aiuta Sara nelle sue rare indagini, quando qualcuno si ricorda delle sue abilità. Teresa è rimasta in servizio e per non avere intralci nella carriera ha preferito non sposarsi, vivendo avventure brevi, sfruttando la sua avvenenza e la sua posizione gerarchica per avere rapporti con uomini molto più giovani di lei, avventure da una notte, senza nessun coinvolgimento sentimentale. Ma l’ultima avventura di Teresa è stata diversa, si era innamorata di un giovane ricercatore che era stato inserito nell’Unità per uno stage, Sergio Minucci, che ad un certo punto sparisce senza lasciare traccia. Teresa si rivolge alla sua amica Sara per iniziare una personale indagine. Teresa sa che ha infranto delle regole ma vuole scoprire la verità prima che qualcuno insabbi tutto.

Maurizio De Giovanni, nonostante il grande successo del personaggio del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, ha deciso di lanciare una seconda serie di romanzi che vedono Sara Morozzi come protagonista. In questi libri lo stile narrativo è più semplice, la città di Napoli è solo uno sfondo, protagoniste indiscusse della storia sono Sara e Teresa, con i loro pensieri ed i loro problemi. Il libro tratta molti argomenti di estrema attualità come la collusione tra politica e malavita, l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento degli immigrati da parte di imprenditori spietati e privi di umanità, il cattivo funzionamento della giustizia. Sara è uno dei poliziotti il cui senso della giustizia rimane indelebile nonostante non sia più in servizio e nonostante le vicende della vita la abbiano portata ad abbandonare tutto, ad estraniarsi, per scontare il senso di colpa per il figlio a cui non era riuscita a dare l’amore che avrebbe voluto e per convivere con l’immenso dolore dovuto alla morte del marito. Ma se c’è da aiutare i vecchi colleghi in qualche indagine particolare lei è sempre pronta ad entrare in azione. Le sue doti sono sempre le stesse, la capacità di mimetizzarsi, la lettura del linguaggio del corpo, l’intuito investigativo. Nei due libri dedicati a Sara, DeGiovanni mette in secondo piano l’aspetto investigativo per dare maggiore spazio ai sentimenti ed alle riflessioni dei protagonisti. Questo non è un limite del libro ma una diversa impostazione della trama che aiuta ad allargare l’interesse per il libro.

Il metodo della fenice

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Titolo: Il metodo della fenice

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Il metodo della fenice è il terzo libro che Antonio Fusco ha scritto con protagonista il commissario Casabona, sempre ambientato nella cittadina toscana inventata di Valdenza.

In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza, completamente nudo e in parte carbonizzato.

Subito dopo viene ritrovato il cadavere di un uomo, annegato nella sua auto in un lago. Il cadavere è del principale indiziato per l’omicidio della ragazza ritrovata nella discarica.

Segue il ritrovamento di una ragazza accoltellata.

Una serie di omicidi terribili le cui indagini convergono verso la comunità “La siepe” che accoglie bambini con difficoltà familiari o orfani da portare all’adozione. Ma la comunità non è quello che sembra e le indagini porteranno alla luce una lunga sequenza di violenze e di attività illecite a carico dei responsabili della comunità, oltre a trovare i colpevoli degli omicidi.

La storia è ben costruita e il commissario Casabona continua nella sua attività investigativa con la solita determinazione e dedizione. Le sue vicende familiari hanno sempre una certa importanza nella storia che sembrano prendere una piega drammatica.

Il libro racconta una storia che potrebbe essere vera, senza esagerazioni o vicende inverosimili. I personaggi sono persone normali.

I pregi come scrittore di Antonio Fusco e del commissario Casabona sono, in questo libro, simili a quelli già esposti nelle recenti recensioni degli altri libri di Fusco, ossia “Ogni giorno ha il suo male” e “Le vite parallele”.

Consiglio di leggere i 4 libri dedicati al commissario Casabona seguendo la cronologia di uscita.

Ragione da vendere

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Titolo: Ragione da vendere

Autore: Enrico Pandiani

Editore: Rizzoli

Fine agosto, a Parigi fa caldo. Una tranquilla serata estiva a casa di Servandoni, uno dei flic comandati da Pierre Mordenti, denominati “Les Italiens”. Tutto sembra tranquillo quando per strada si sentono colpi di pistola e raffiche di mitra. Un furgone è stato assaltato, un uomo è rimasto ucciso. Servandono e Mordenti si precipitano in strada ma ormai è troppo tardi. Le indagini sull’accaduto sono condotte proprio dalla squadra “Les Italiens” che si ritrovano impegnati nel tentativo di ritrovare una preziosa opera d’arte insieme ad una compagnia ben assortita di criminali e non, tra cui un ambiguo poliziotto inglese, un ricettatore vietnamita, una donna inglese moglie della vittima della sparatoria sotto casa di Servandoni, una giovane avvocato italiana rapita la sera dell’omicidio dell’inglese e tanti altri personaggi tutti interessati alla misteriosa opera d’arte dal valore inestimabile. Per averla molti sono disposti a commettere qualsiasi tipo di crimine, dal plurimo omicidio alla corruzione di poliziotti. L’avventura si svolge a Parigi e nelle zone periferiche a nord. Les Italiens sono una squadra della Polizia Criminale di Parigi. Sono chiamati così per la loro origine italiana. Sono un gruppo affiatato, sono come una famiglia, persone che sono arrivate dove sono percorrendo strade tortuose, a volte sporche, comunque difficili. Hanno sofferto e stretto i denti, ma sono riusciti a lasciarsi alle spalle passati difficili. Sono i migliori, rispettati dai colleghi e dai superiori per le loro capacità di risolvere i casi più difficili.

“Les Italiens” sono la fortunata invenzione di Enrico Pandiani, protagonisti di sette romanzi che sono forse la parte migliore della sua produzione, almeno per i miei gusti. Sono italiani inseriti nella vita e nelle usanze parigine che mantengono tutte le tradizioni italiane.

“Ragione da vendere” è un “noir” dalla trama ben costruita con un crescendo di eventi che coinvolgono il lettore e lo invogliano alla lettura fino alla fine. I protagonisti sono di diverse etnie e riescono a dare al racconto una certa originalità e varietà, senza cadere in facili luoghi comuni.

Enrico Pandiani è uno dei migliori scrittori italiani di Noir. Il suo stile è unico, scrive in modo diretto, schietto, senza troppi giri di parole. I suoi personaggi sono autentici, duri e teneri, spietati e umani. Pierre Mordenti è un poliziotto integerrimo ma pronto a disobbedire alle regole per ottenere il risultato finale, fidandosi del suo intuito nel conoscere le persone. Mordenti è esigente con i colleghi, spietato con i criminali, tenero e protettivo nei confronti della sua compagna e del figlio di lei. Riesce sempre a sdrammatizzare le situazioni più difficili con batture ciniche ed irriverenti. Tutta la squadra de “Les Italiens” è composta da personaggi originali, empatici che spesso mettono a repentaglio la propria vita coinvolgendo anche le loro compagne di vita nelle operazioni sul campo ad aumentare la coesione del gruppo. Mordenti è un grande polizotto che si preoccupa anche di proteggere i suoi colleghi che sbagliano. Un libro coinvolgente e divertente, pieno di riferimenti culturali. Un buon modo per trascorrere qualche ora in pieno relax.

Le vite parallele

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Titolo: Le vite parallele

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Il commissario Casabona sta vivendo un momento difficile, sua moglie Francesca deve essere operata e lui ha fatto richiesta per ottenere un incarico meno impegnativo per avere più tempo libero. La sua unica preoccupazione è stare vicino alla moglie ed ai due figli Chiara ed Alessandro in questo momento non proprio sereno. Ma i buoni propositi di Casabona vengono rapidamente messi da parte quando arriva la notizia della scomparsa di una bambina di tre anni, Martina Bonelli. La mattina i genitori, Elena Fiano e Mauro Bonelli, non la hanno trovata nella sua cameretta. Nessuna serratura forzata, nessuna finestra rotta, nessun indizio. Il peggior incubo che due genitori possono vivere. La madre di Martina accusa subito un tipo poco raccomandabile con cui ha avuto una breve relazione, Walter Guzman. Elena Fiano mostra agli investigatori alcuni messaggi ricevuti dal Guzman con esplicite minacce. Gli investigatori si mettono subito sulle tracce dell’ex amante della signora Fiano e lo trovano in Costa Azzurra, solo, nessuna traccia della bambina. Dopo un breve interrogatorio della polizia di Nizza, emerge subito l’estraneità dell’uomo al rapimento della bambina. Il giorno dopo Guzman viene ritrovato cadavere dopo essere precipitato dalla finestra dell’albergo in cui alloggiava. Inizia una indagine molto delicata che è anche una corsa contro il tempo per cercare di trovare viva la bambina scomparsa.

Antonio Fusco, oltre che scrittore, è un funzionario di Polizia ed è anche criminologo forense. Conosce bene come si conducono le indagini, come funzionano i rapporti tra Polizia e autorità. Conosce come funzionano le menti dei criminali e riesce a costruire trame avvincenti con personaggi che sono definiti da come si comportano, senza troppe descrizioni dettagliate. Fusco scrive in modo molto lineare, chiaro e semplice. La storia diventa subito avvincente, con continui cambi di indiziati, con protagonisti che hanno vite parallele all’insaputa delle persone con cui vivono. Qualche colpo di scena ben dosato tiene alta l’attenzione fino alla conclusione che sarà diversa da come sembra essere destinata a finire. Il commissario Casabona si dimostra essere una persona semplice, con molto senso del dovere, marito affezionato alla moglie ed ai figli. Cerca di stare vicino alla famiglia durante una indagine difficilissima, di quelle che tolgono il sonno. Un libro senza effetti speciali, ben scritto, piano di sentimenti diversi tra loro, dal dolore per la malattia di una persona cara, alla disperazione per la scomparsa di una bambina, alla fredda crudeltà di chi architetta un piano criminale che vede al centro la sorte di una bambina di tre anni.

La palude

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Titolo: La Palude

Autore: Charlotte Link

Editore: Corbaccio

Traduzione: Alessandra Petrelli

Siamo nel Nord dell’Inghilterra, nel 2017. Viene ritrovato il corpo di una ragazzina scomparsa un anno prima a Scarborough, Saskia Morris, di soli quattordici anni. Dopo pochi giorni scompare Amelie Goldsby, anche lei di quattordici anni che fortunatamente viene ritrovata viva. Le circostanze del ritrovamento sono strane e anomale ed anche in mancanza di prove, portano la polizia ad indagare con particolare attenzione sulla persona che ha ritrovato la ragazza. In quei giorni, Kate Linville, sergente di Scotland Yard, si trova a Scarborough per motivi personali legati alla proprietà della casa dei suoi genitori. Kate conosce per caso i genitori di Amelie che, venuti a conoscenza della sua professione, le chiedono di aiutarli nelle indagini per ritrovare la figlia. I rapimenti di Amelie e Saskia vengono ricollegati ad un terzo caso di sparizione di una ragazza, sempre di quattordici anni, Hannah Casweel, avvenuto anni prima. La ragazza non è stata mai ritrovata. I tre casi hanno in comune l’età delle ragazze, ma non ci sono evidenze di un collegamento. Troppo diverse le personalità delle ragazze, il ceto sociale, gli ambienti frequentati. Ma ipotizzare un filo conduttore che collega i tre casi è inevitabile e la pressione sulla polizia locale cresce giorno dopo giorno fino a diventare quasi insopportabile quando le indagini sembrano andare a rilento senza evidenti risultati. Il timore che un serial killer si possa aggirare nella piccola comunità locale è molto forte. La polizia esclude questa eventualità ma il timore resta alto. L’ispettore capo della polizia locale Caleb Hale brancola nel buio. Le indagini non decollano, non ci sono indizi tali da consentire di prendere una direzione precisa. Sarà il sergente Kate Linville a prendere la giusta direzione con le indagini, fingendosi di essere una giornalista che sta scrivendo un articolo sulla scomparsa delle ragazze per riuscire ad indagare senza destare sospetti.

Le indagini proseguono in tutte le direzioni raccontando storie parallele che sorreggono una trama dalla struttura complessa, ben articolata, verosimile nella spietata crudeltà dei fatti narrati. Molti i colpi di scena e le false piste che sorprendono il lettore aumentando l’interesse verso la storia. Il libro parte lento, si sovrappongono eventi, personaggi, storie diverse e apparentemente scollegate tra loro, poi la storia prende ritmo, i fatti si collegano tra loro, gli eventi si susseguono in un crescendo ben riuscito. Il libro è cupo, come il cielo del Nord Inghilterra, poca luce, poca felicità nelle vite raccontate dei vari personaggi. Il libro ricrea molto bene le atmosfere in cui si svolgono i fatti, sia dal punto di vista climatico e ambientale che sociale. I protagonisti vivono vite semplici, con poche prospettive di successo, dove i problemi sono all’ordine del giorno. L’autrice descrive i protagonisti come persone poco appariscenti, quasi scialbe, personaggi che trovano risalto solo nelle loro capacità professionali senza nulla di attraente sul piano personale. Così come il racconto punta tutto sulla complessità della trama e sulla personalità dei protagonisti, senza effetti speciali, azioni mirabolanti o uso di tecnologie esclusive o futuristiche. Una ottima prova da parte di una delle più apprezzate scrittrici tedesche. La copertina è molto bella e esprime bene le atmosfere del libro.

La pietà dell’acqua

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Titolo: La pietà dell’acqua

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Antonio Fusco è un funzionario della Polizia di Stato, lavora in Toscana dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria. Quindi non è uno scrittore professionista ma comunque, nel caso di gialli e thriller deve essere considerato un addetto ai lavori.

La storia è ambientata in Toscana, è agosto, tempo di vacanze e di giornate caldissime. Un cadavere viene ritrovato in campagna nei pressi di un albero che ha una storia legata alla seconda guerra mondiale. Siamo sulle montagne nei pressi di Valdenza. Il delitto viene commesso nei pressi del paesino di Torre Alta, che ha preso il posto del vecchio borgo di Torre Ghibellina, sommerso da un lago artificiale creato nel dopoguerra dalla costruzione di una diga. Nei giorni dell’omicidio il lago è stato svuotato per la manutenzione straordinaria e la zona è piena di turisti accorsi per visitare il paese sommerso. Il commissario Casabona inizia ad indagare con la sua squadra e conosce subito una presunta giornalista francese che si trova sul posto per indagare su un cold case parigino del 1967. L’indagine è ancora alle fasi preliminari che il caso viene tolto alla polizia giudiziaria e viene preso in carico dalla Dia, in particolare dal commissario Morelli, uno squallido arrivista, al servizio di poteri occulti o deviati, nemico giurato di Casabona. Dopo poco tempo l’inchiesta ritorna di competenza del commissario Casabona e le indagini prenderanno la giusta direzione per chi tiene per la verità e la giustizia.

La storia si svolge tra eventi accaduti durante l’occupazione tedesca, proseguiti nel dopoguerra con ripercussioni anche nel presente, tra suicidi eccellenti, omicidi, pistole fantasma, bossoli di provenienza sospetta, politici ambigui, dossier spariti e molto altro per confezionare un giallo ben scritto e affascinante. Un secondo omicidio, il prete del paese, rende il mistero ancora più oscuro ma fornisce la conferma che è in corso una vendetta che parte da lontano e che è ancora in corso secondo il disegno del suo cinico esecutore.

Il libro racconta gli intrecci tra indagini e politica, il ruolo ambiguo e spesso poco chiaro di coloro che lavorano per i servizi segreti. C’è il personaggio del commissario Casabona, un uomo onesto e incorruttibile che si trova a combattere non solo i criminali ma anche coloro che all’interno del sistema antepongono gli interessi personali o di parte alla giustizia. Un bel personaggio, con i suoi problemi familiari, le sue debolezze personali, i suoi limiti caratteriali, molto umani e condivisibili. C’è anche una figura femminile, la poliziotta francese che collabora con il commissario Casabona, Monique Bernard, che contribuisce a dare alla storia un tocco di seduzione e piacevolezza. Casabona e Monique scopriranno il legame con il passato che condannerà l’omicida. Il commissario Casabona troverà il modo ed il coraggio per sconfiggere anche coloro che avevano interessi politici occulti per far tacere parte della verità.

Casabona si rivela uno dei commissari migliori della lunga serie di personaggi scaturiti dalla fantasia degli scrittori di casa nostra. Un libro piacevole, breve e intenso.

Da molto lontano

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Titolo: Da molto lontano

Autore: Roberto Costantini

Editore: Marsilio

“Da molto lontano” è il sesto romanzo di Roberto Costantini, un “noir” che come i precedenti vede protagonista il commissario Michele Balestrieri.

Il libro ha inizio nel 1990 con la scomparsa di un giovane appartenente ad una importante famiglia di imprenditori romani. Il ragazzo è scomparso in circostanze sospette in compagnia di una presunta nuova fidanzata. Siamo in estate, nei giorni delle fasi conclusive dei campionati mondiali di calcio che nel 1990 si erano tenuti proprio in Italia. Le partite di calcio fanno da sfondo alle vicende criminali che vedono il commissario Balestrieri come responsabile delle indagini, insieme all’ispettore Capuzzo, napoletano verace, tifosissimo di Maradona ma anche della nazionale italiana. Le indagini sulla scomparsa dei due giovani nel 1990 saranno chiuse in modo formalmente ineccepibile ma con qualche dubbio di troppo. La storia riparte nel 2018 con il commissario Balestrieri ormai in pensione, ossessionato più che mai dalle vicende che hanno condizionato la sua gioventù ed anche dalle conseguenze del caso del 1990. Balestrieri soffre di vuoti di memoria che non sono i sintomi di una malattia degenerativa ma le conseguenze di un passato duro da ricordare, di una vita in cui molte cose non sono andate per il verso giusto. I colleghi della questura richiameranno Balestrieri a collaborare alle indagini dato che il vecchio caso del 1990 è stato riaperto grazie ad alcune inchieste giornalistiche condotte proprio dalla figlia di Balestrieri, diventata una ottima giornalista. La storia prenderà direzioni imprevedibili e Balestrieri con il suo intuito e con i suoi modi brutali e poco convenzionali darà un contributo decisivo per la risoluzione definitiva del caso. I personaggi del romanzo contribuiscono tutti, senza eccezioni, a rendere l’atmosfera del romanzo appassionante, con continui cambi di scenario, senza che il lettore abbia la minima possibilità di capire cosa accadrà nelle pagine successive. La trama è complessa ed articolata, con varie storie parallele che si vanno ad incontrare in modo imprevedibile. Roberto Costantini è molto bravo a tessere la tela della trama con una serie di eventi realmente accaduti in Italia, aumentando in questo modo l’interesse del lettore e la credibilità della storia. Il libro è anche l’occasione per denunciare i mali dell’Italia e i difetti degli italiani, raccontati senza alcuna benevolenza. Un libro bellissimo, da leggere con attenzione e concentrazione. Per chi non avesse letto i precedenti 5 libri, consiglio di seguire nella lettura la cronologia delle pubblicazioni dei vari volumi, altrimenti alcuni riferimenti alla vita di Balestrieri o alcuni aspetti del suo carattere risulteranno di difficile comprensione.

Roberto Costantini è uno degli esempi contemporanei di “ingegnere” divenuto grande scrittore, categoria che seguo con particolare interesse. Ha scoperto in età avanzata il suo talento per la narrativa e per le trame “noir”. Il personaggio del commissario Balestrieri, con la sua giovinezza ed adolescenza segnate da storie dolorose e violente, è il poliziotto migliore tra i tanti che sono stati inventati nella ricca produzione di “gialli” e “noir” italiani degli ultimi anni. Senza nulla togliere a tutti gli altri personaggi, il commissario Balestrieri è una figura unica, con i suoi difetti, il suo cinismo e il suo atteggiamento di fronte alle sfide che la vita gli propone. Dove arriva lui con le sue indagini si scatenano le forze del male in tutte le sue forme e solo lui con il suo coraggio e la sua forza interiore è capace di trovare il modo di vincere contro avversari che sembrano essere molto più forti di lui.

L’agente del caos

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Titolo: L’agente del caos

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

Un’autore italiano ha scritto un libro sulla vita di un agente americano di nome Jay Dark. Dopo qualche tempo dall’uscita del libro, l’autore viene avvicinato da un avvocato, anche lui americano, che gli offre la sua versione dei fatti e lo invita a scrivere un nuovo libro su Jay Dark, questa volta senza le imprecisioni contenute nell’opera precedente.

Iniziano una serie di incontri tra lo scrittore e l’avvocato con quest’ultimo che racconta la sua versione dei fatti, che a suo dire conosce bene per esserne stato testimone diretto. Il racconto degli incontri tra scrittore ed avvocato si alterna alle storie della vita di Jay Dark, in un piacevole continuo salto temporale e di ambientazione.

Il libro riscrive la storia degli anni sessanta e settanta con i servizi segreti americani impegnati a destabilizzare i movimenti giovanili con l’immissione nel mercato di droghe quali LSD ed eroina. Il libro parla della vita di Jay Dark, agente infiltrato dei servizi all’interno dei gruppi giovanili americani, ma che ha come coprotagonisti personaggi mitici come Timoty Leary, Andy Warhol, la famiglia Kennedy, oppure si parla dei movimenti hippy, del concerto di Woodstock, delle prime manifestazioni giovanili di protesta. I principali eventi di quegli anni, che hanno per molti versi cambiato i costumi dei giovani e quindi delle società occidentali, si sono svolti con la regia ed la supervisione dei servizi americani, secondo teorie che di solito sono liquidate come non verosimili, frutto delle fantasie paranoiche di persone che pensano che tutto ciò che avviene è il risultato di un complotto. Ma c’erano anche attività scientifiche dimostrate per mettere a punto trattamenti chimici, a base di droghe, per ottenere il controllo delle menti. Tutto ruota attorno alle avventure di Jay Dark, l’uomo venuto dal nulla, capace di parlare undici lingue e di assumere identità diverse a seconda delle necessità, il principale spacciatore di LSD della storia.

Un libro originale, coinvolgente, che tratta con giusto distacco eventi epocali per chi ha vissuto quegli anni, senza mai essere indulgente verso i comportamenti trasgressivi comuni all’epoca, tantomeno verso l’uso delle droghe, ma anche affrontanto la storia con passione e coinvolgimento.

“L’agente del caos” è scritto in modo eccellente, coinvolge ex nazisti, scienziati poco normali, agenti segreti, cospiratori, politici, ideali giovanili, sesso, soldi, musica rock in un mix ricchissimo di fatti, eventi e persone, il tutto dosato con con abilità e senso della misura.

Il libro getta una luce nuova e molto particolare sulla cultura psichedelica degli anni sessanta, che tanta influenza ha avuto sulla musica, letteratura e società dei quegli anni. La rilettura di quegli anni risulta molto credibile e il dubbio che quanto scritto nel romanzo sia molto vicino alla verità aleggia nelle mente del lettore.

Giancarlo De Cataldo si conferma come scrittore versatile e capace di trattare temi e trame molto diverse tra loro, usando fatti reali ed invenzione con grande abilità.

Il fantasma del ponte di ferro

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Titolo: Il Fantasma del ponte di ferro

Autore: Pietro Colaprico

Editore: Rizzoli

Siamo a Milano nel 1985. Una giovane donna russa si presenta a casa del maresciallo Pietro Binda, pensionato, che ha aperto una piccola agenzia investigativa lavorando da casa. La ragazza porta con sé un gioiello che è un indizio utile a riaprire le indagini su un caso risolto solo ufficialmente ma su cui il maresciallo Binda non era riuscito a fare piena luce. I fatti risalgono al 1972 quando un cadavere con la testa mozzata viene ritrovato appeso sotto un ponte dei navigli. Le indagini portano alla luce anche la scomparsa di una persona, una famosa ed importante violinista russa.

La trama si svolge principalmente su due piani temporali, il 1985 a il 1972, a parte l’epilogo che è datato 1999. La trama è molto interessante con riferimenti alla storia italiana che hanno lasciato il segno, così come molti sono i personaggi famosi della vita italiana che in qualche modo sono inseriti nel racconto per renderlo più attuale, interessante e piacevole. Le indagini del maresciallo Binda si andranno ad intersecare con storie di servizi segreti, azioni riconducibili alla guerra fredda ed alla particolare condizione e posizione italiana ed alla sua debolezza politica di quei tempi (non che ora le cose siano cambiate). Alcuni episodi cruciali della storia italiani sono riletti in chiave complottista molto realista e credibile, pur trattandosi sempre di una opera di fantasia.

Il libro è ambientato in una Milano molto ben caratterizzata e differenziata a secondo dell’epoca in cui è ambientata la narrazione. Anche il linguaggio utilizzato è molto differente a seconda dei personaggi. I protagonisti milanesi parlano a volte il dialetto a volte con quel gergo tipico di Milano che li ha sempre caratterizzati dal testo dell’Italia. Ma anche i personaggi stranieri sono caratterizzati da un linguaggio diverso a seconda della loro origine. Da questo punto di vista il libro è sorprendente per la bravura con cui l’autore è riuscito a rendere così bene i vari linguaggi.

I personaggi sono molto ben descritti e pur trattandosi di agenti segreti, spie, malfattori di ogni genere, riescono a mostrare il loro lato umano anche in un contesto fondamentalmente criminale. Un libro molto piacevole da leggere, quasi sorprendente. Ad abbellire il racconto i frequenti riferimenti musicali, sia di musica classica che di musica leggera, con riferimenti ad alcuni successi tipicamente italiani. Il libro è un piacevole viaggio nel tempo raccontato con grazie e stile, un giallo ben scritto, un piccolo trattato di lingua milano-russo-italiano.

L’autore è un profondo conoscitore della storia di Milano, dei suoi difetti e di alcune sue poco onorevoli vicende e nel libro non lesina giudizi poco lusinghieri sulla situazione politica italiana, ma come dargli torto?

In nome del male

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Titolo: In nome del male

Autore: Fabrizio Carcano

Editore: Mursia

“In nome del male” è l’ultimo libro di Fabrizio Carcano, giornalista e scrittore. La storia è ambientata a Milano e in Lombardia, dove gli indizi di alcuni omicidi sembrano orientare le indagini verso le sette sataniche ed i loro terribili e macabri rituali. Il commissario Bruno Ardigò è incaricato a dirigere le indagini fin dal ritrovamento del primo cadavere, vicino al quale sono trovate delle informazioni riguardo il numero totale degli omicidi programmati, tra cui proprio il commissario Ardigò come ultimo della serie. Ardigò quindi si trova nella scomodissima posizione di responsabile delle indagini ed obiettivo del colpevole. Ma il commissario è un uomo duro che non si lascia impressionare e che porterà avanti l’indagine senza paure, commettendo solo un errore, verso la fine, che poteva costargli molto caro. Ardigò si fà aiutare nelle indagini dal “demonologo” Dario Vanner, i cui suggerimenti portano il lettore a conoscere alcuni luoghi misteriosi di Milano, probabilmente sconosciuti a molti. Il libro è basato su una trama molto fitta, continui cambi di scenario, tante storie parallele, tanti personaggi. Una scrittura intensa, piena di spunti, con continui riferimenti alla realtà, anche di crimini realmente avvenuti che hanno catturato per mesi l’attenzione dei media e del pubblico televisivo. Un libro che necessita un certo impegno per essere letto. Un libro che descrive la doppia vita della scintillante Milano, dove dietro il lusso dei locali alla moda frequentati dalle persone più in vista della città, spesso si nasconde un mondo non proprio esaltante, fatto di persone molto ricche che hanno continue voglie ed appetiti che trovano sempre o quasi sempre la malavita organizzata pronta a soddisfarli, basta pagare. Soldi, tanti soldi, che servono a soddisfare tutte le voglie ma anche ad arricchire chi guadagna soldi smerciando droga e ragazze, in una finta corsa al divertimento che porta di solito verso una strada senza uscita. Un libro duro, a tratti violento, che mostra il lato peggiore della nostra società, un mondo occulto che vive nell’ombra, che non viene visto dalla maggioranza delle persone forse perchè fa di tutto per non vederlo. Comunque niente è quello che sembra ed il commissario scoprirà forse troppo tardi il vero motivo per cui è stato inserito nella lista di coloro che devono essere sacrificati.

 

Il compimento è la pioggia

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Titolo: Il compimento è la pioggia

Autore: Giorgia Lepore

Editore: edizionie/o

Il titolo enigmatico “Il compimento è la pioggia” troverà spiegazione nella lettura del libro, un noir ben scritto da Giorgia Lepore, una archeologa insegnante di liceo con la passione per la scrittura. Il libro è ambientato a Bari e nel testo ci sono alcuni inserti in dialetto barese, dosati con misura, che sono un piacevole modo per spezzare il ritmo della lettura. La notte di San Nicola viene scoperto l’omicidio di una giovane donna, madre di due figli. Il corpo della giovane vittima è in condizioni pietose per botte, coltellate e ferite di tutti i tipi. I due figli vengono ritrovati, una bambina di 5 anni ed un bambino di 2, all’interno di una cassapanca nella stanza dell’omicidio. La bambina afferma di aver visto tutto e di essere in grado di smascherare il colpevole. La squadra di investigatori è composta dall’ispettore Gerri Esposito, dall’ispettrice Sara Coen e dal loro capo Marinetti. Il magistrato che segue l’inchiesta è Giancarlo Autieri, milanese, trapiantato a Bari per lavoro, non proprio felicissimo di trovarsi in un posto con mentalità e comportamenti così diversi da quelli a cui è abituato.

Il libro ruota attorno alla figura dell’ispettore Gerri, un uomo che si porta dietro le ferite di una infanzia dolorosa, con i suoi comportamenti estremi ma corretti. Gerri instaura un forte legame con la bambina figlia della vittima, che vuole parlare solo con lui, confidandogli quello che ha visto o sostiene di aver visto il giorno dell’assassinio di sua madre. I colloqui tra l’ispettore e la bambina sono intensi, commoventi ed a tratti straordinari. La storia si sviluppa negli ambienti poveri e degradati della citta di Bari, in famiglie prive di alcuna capacità di intervenire nella formazione dei figli, senza nessuna aspirazione verso la legalità.

E’ una storia di violenza sulle donne, con enormi e devastanti ripercussioni sui bambini, perpetrata da uomini che considerano le donne come “cose” di loro proprietà, per sfruttarle illegalmente o picchiarle in nome di un presunto amore che non contempla tale possibilità. Un “noir” che accosta la violenza, ampiamente raccontata nel romanzo in varie forme, all’umanità dei pensieri e dei comportamenti dell’ispettore Gerri, che pur con qualche limitazione a dimostrare i suoi sentimenti e con comportamenti spesso al limite, tendenti verso l’asocialità, riesce a mostrare il lato migliore degli uomini.

La settina lapide

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Titolo: La settima lapide

Autore: Igor De Amicis

Editore: DeA

Igor De Amicis è un commissario di polizia penitenziaria per professione e scrittore per hobby. Il suo romanzo di esordio è “La settima lapide”, un noir forte, con una trama ben costruita, sostenuta da personaggi duri e di grande carattere. La storia inizia in un cimitero in cui vengono scoperte 7 lapidi con incisi nomi e cognomi e date di nascita dei destinatari, ma una sola è completata con la data di morte ed occupata da un cadavere . Si tratta di un boss della malavita locale a cui è stata tagliata la gola. Le altre sei lapidi sono destinate ad altrettanti boss della camorra napoletana ancora vivi e vegeti. Un presagio di quello che accadrà a breve, una dichiarazione di morte macabra ed enigmatica. La polizia non riesce a ricostruire il filo che lega i sette nomi incisi nelle pietre ed i motivi della comune sentenza di morte emessa da un oscuro e sconosciuto giudice. L’ultimo nome della lista è Michele Vigilante, soprannominato “tiradritto”. Un uomo crudele la cui ascesa ai vertici del crimine era stata interrotta 20 anni prima per una condanna per omicidio, uno dei tanti e forse uno dei meno importanti. La lunga detenzione non lo ha cambiato, è rimasto un crudele assassino ed uno spietato vendicatore dei suoi nemici, forse più consapevole delle proprie azioni, ora che ha smesso di assumere droghe, ma sempre pronto ad uccidere chi si trova sulla sua strada. In carcere ha letto qualche libro che ha segnato il suo carattere, senza cambiarlo, forse dandogli solo una diversa visione della sua condizione. Appena uscito dal carcere non ha tempo per abituarsi alla libertà che il suo passato gli presenta il conto, mettendosi subito alla sua caccia. Vigilante pagherà il conto, fino in fondo, ma pagheranno anche tutti i suoi nemici. Inizia così un libro che racconta il male in modo diretto, senza giudizi, senza esaltazione della crudeltà ma anche senza alcun velo. La vita estrema nelle carceri, la gavetta dei ragazzini che aspirano ad entrare nel giro della criminalità, la venerazione verso i grandi boss da parte dei sottoposti, che diventa ammirazione e fede quasi religiosa verso coloro che possono disporre delle vite altrui solo con un cenno del capo. Un mondo assurdo e crudele, con la droga che fà da amplificatrice della violenza, strumento necessario per scalare la lunga salita verso i vertici dell’organizzazione criminale e per rimanere nelle posizioni raggiunte. Un mondo in cui la vita delle persone non conta nulla, contano solo i soldi, il potere, il controllo del mercato della droga, vero diavolo dei tempi moderni. Un mondo di criminali in carriera o solo poveracci che cercano di sopravvivere, tutti pronti a tradire, vendicarsi, fare doppi e tripli giochi, con montagne di cadaveri che sono gli effetti collaterali delle attività illecite. Il mondo criminale raccontato da chi lo conosce bene, da chi parla tutti i giorni con criminali, che ne conosce i pensieri, le motivazioni, le debolezze.I personaggi del libro sono quasi tutte vittime, della propria storia criminale o delle azioni criminali altrui. Una storia che racconta tante guerre, tutte senza senza vincitori, ma con solo sconfitti.

Come una famiglia

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La casa editrice Sellerio riunisce nella sua squadra alcuni dei migliori scrittori italiani del genere giallo/noir, tra cui Giampaolo Simi, un autore molto abile a usare le trame dei suoi libri per analizzare la società italiana e raccontarne limiti e difetti.

Come una famiglia è una storia che vede coinvolto il giornalista Dario Corbo e la sua ex moglie Giulia, già presenti nel precedente libro di Simi, La ragazza sbagliata. Dario, dopo una carriera come giornalista, lavora ora come addetto stampa della fondazione Beckford, un famoso scultore inglese deceduto, creata dalla figlia Nora, anche lei tra i protagonisti de La ragazza sbagliata.

Luca Corbo, figlio di Dario e Giulia, non ha ancora compiuto diciotto anni, promessa del calcio italiano, è già nel mirino di alcuni procuratori che lo vogliono lanciare nel mondo del calcio professionistico. I due genitori ormai divorziati si ritrovano per la finale della Viareggio Cup, un prestigioso trofeo internazionale giovanile, dove il Rivadarno, la squadra di Luca, gioca contro il Ducka Praga. La partita si risolve solo ai rigori ed è proprio Luca a segnare il goal decisivo per il Rivadarno. La sera tutta la squadra si trova a festeggiare la vittoria in un locale alla moda e avviene il fattaccio. Una ragazza si presenta al pronto soccorso locale massacrata di botte dopo aver subito violenza sessuale ed accusa un ragazzo di nome Luca che fà il calciatore nella locale squadra. Tutto cambia nel giro di pochissime ore. L’accusa di stupro inizialmente sembra essere solo un piccolo incidente di percorso che si chiarirà in poco tempo, poi la storia prende direzioni imprevedibili per molti dei protagonisti.

Come una famiglia è un romanzo noir che è anche un ritratto non molto lusinghiero della società italiana. Il libro racconta le difficoltà dei figli di genitori separati, le false amicizie che nascono in ambienti come quello delle squadre di calcio giovanili che invece di insegnare valori morali e comportamenti etici, lasciano che i ragazzi si lascino comandare dagli istinti più bassi e beceri, pensando che tutto sia loro dovuto solo per qualche risultato sportivo incoraggiante. La storia mostra come il mondo del calcio giovanile sia in mano a personaggi che altro non sono che trafficoni ambigui, viscidi e assetati solo di soldi, capaci di tutto pur di portare avanti i loro affari truffaldini. La trama tocca anche il degrado della vita delle famiglie meno fortunate, della violenza domestica che spesso è il risultato delle cattive condizioni economiche, delle scelte sbagliate che i giovani possono fare per fuggire dalla povertà prendendo scorciatoie che non portano da nessuna parte. C’è anche la violenta ma inarrestabile forza comunicativa di internet e dei social network, dove centinaia di giudici improvvisati sono sempre pronti a condannare ed emettere sentenze senza nessuna conoscenza dei fatti. In tutto questo contesto spicca la mancanza della scuola nella vita dei giovani calciatori, che pur avendo meno di 18 anni, sono presi dallo sport, dai social network, dai telefonini, ma lo studio e la scuola sono completamente assenti. Dario Corbo è un padre che cerca di combattere con tutte le sue forze per salvare il figlio, per evitare altre violenze e disgrazie, ma le sue iniziative spesso sono condizionate dalla cattiva fama che si è conquistato per alcuni presunti errori del passato. Della sua ex moglie Giulia niente da dire se non che non fà una grande figura.

 

Operazione Mercurio

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Titolo: Operazione Mercurio

Autori: Antonio Aloni e Paolo Colonnello

Editore: SEM

Il simbolo dell’aquila e la svastica in copertina richiamano subito la mia attenzione. La didascalia parla di un tesoro nascosto nell’isola di Creta. Mi vengono in mente le tante storie che legano il regime nazista a ricerche su tesori e oggetti preziosi del passato. Basti ricordare film di grande successo come “I predatori dell’arca perduta”, oppure le tante testimonianze storiche delle ricerche fatte dai nazisti per impossessarsi dei tesori dei Catari, oppure dei tentativi di trovare reperti sacri come la “lancia di Longino” , ossia la lancia che secondo la tradizione cristiana trafisse il costato di Gesù sulla croce. Come pure le enormi energie spese dal regime nazista alla ricerca del “Santo Graal”. Vado a leggere le note sul risvolto di copertina e scopro che nulla di tutto quello che avevo immaginato è presente nel libro.

Comunque la trama mi convince e lo compro. La lettura non delude le aspettative.

“Operazione Mercurio” è un libro “Noir” bello, interessante ed originale. Il romanzo è stato scritto a quattro mani da un giornalista alla sua prima esperienza come romanziere (Paolo Colonnello) e un professore di letteratura greca dell’Università di Torino (Antonio Aloni). Il risultato è una storia scritta con i tempi e la suspance di un noir di ottima fattura, con molti riferimenti alla cultura ellenica che arricchiscono il libro e valorizzano la trama. La storia inizia con vicende che risalgono al periodo dell l’invasione dell’isola di Creta da parte delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.

Il commissario Maki Markaris viene invitato in modo abbastanza inusuale ad indagare sulla morte di un anziano pescatore dell’isola di Creta da parte della figlia Afrodite, una bellissima archeologa che è convinta che suo padre sia stato assassinato. Inizia una indagine su un presunto omicidio inizialmente classificato come incidente, per arrivare a scoprire anche un secondo omicidio, entrambi i crimini legati a qualcosa accaduto durante la resistenza alla invazione tedesca nella seconda guerra mondiale ed il coinvolgimento di una spia tedesca infiltrata nelle fila della resistenza cretese che si faceva chiamare “Andreas”. C’è qualcuno disposto ad uccidere per impossessarsi di informazioni o di un oggetto che evidentemente deve essere molto prezioso o estremamente importante,

La storia è narrata su diversi piani temporali. Gli eventi della trama sono ben mescolati con i fatti storici e le descrizioni delle bellezze naturali dell’isola di Creta, i suoi colori ed odori. Il commissario Markaris si deve districare tra le mille difficoltà dell’indagine a cui si aggiunge anche una talpa all’interno della squadra di investigatori che complica non poco le cose. La polizia ufficiale di Creta troverà un insolito alleato, così come degli insospettabili monaci riserveranno grandi sorprese.

Il libro è un ottimo esempio di come scrivere un libro “Noir”, quindi un libro di intrattenimento, ricco di contenuti storici e culturali che non appesantiscono la trama, anzi rendono il libro ancora più interessante e piacevole da leggere. L’isola di Creta con la sua storia millenaria, il suo mare stupendo e la natura selvaggia e bellissima si dimostra essere un luogo ottimale per ambientare una storia che parte dall’epoca egizia, passa per alcuni eventi della seconda guerra mondiale ed arriva ai tempi odierni. Peccato che il professore Antonio Aloni non ci sia più.