Complici senza destino

COMPLICI SENZA DESTINO

Titolo: Complici senza destino

Autore: Valentina Mattia

Editore: Golem

Due ragazzi si conoscono su una chat, si incontrano, si piacciono, si innamorano. Nunziatina è nata in una famiglia tradizionale siciliana, padre taciturno, madre più tollerante. Amhir è tunisino, famiglia tradizionale secondo i canoni della sua terra, per lui un matrimonio combinato dalla famiglia che rifiuta per sposare Nunziatina. Non potrà ribellarsi al suo destino di soldato dell’integralismo. Anche Nunziatina va contro ai voleri della famiglia sposando Amhir. Nascono tre figlie, Nunziatina non sospetta nulla della doppia vita di Amhir. Crede che lui la tradisca, lo vede sempre al telefono, ha tanti sospetti, tutti sbagliati. Un epilogo inevitabile, il matrimonio finisce, Amhir sparisce e torna in Tunisia, prova a farsi perdonare come padre, almeno da una delle figlie. Tenta di uscire per sempre dalla cellula, ma il suo destino è segnato, nulla potrà cambiarlo. Anche Nunziatina non potrà cambiare il suo destino, un matrimonio finito male, una grave malattia, la solitudine, la speranza di nuova libertà.

Una storia dura, il racconto di due vite difficili, di due ragazzi che avrebbero desiderato un destino diverso. Una trama tesa, quasi un thriller. Una storia attuale, l’inizio promettente di una relazione che sembra abbattere pregiudizi e differenze culturali che si infrange contro un destino ineluttabile. La Sicilia è una ambientazione ideale, terra di arrivo per molti immigrati dal Nord Africa alla ricerca di una vita migliore. Una terra abituata ad accogliere gli stranieri, capace di ospitalità ma anche restia a vincere i pregiudizi e le diffidenze. Una scrittura piacevole, accurata, piena di dettagli, di colori, di profumi e di cibo siciliano. Anche la Tunisia è ben presente, con la sua natura speciale, le spezie, il cibo i profumi tipici. Una storia dolorosa, dura, come spesso è la vita.

Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino

SETTE CORVI PER SETTE ANIME

Titolo: Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino

Autore: Luca Inglese

La storia è raccontata su un doppio piano temporale, gli eventi del 1945 e quello che accadde settanta anni dopo. Nel 1945, a Cameriano di Casalino, un piccolo paese in provincia di Novara, la parrocchia di Santo Stefano è affidata a Don Natale, un giovane prete. Un giorno, durante una escursione, Don Michele sarà testimone dell’eccidio di un gruppo di partigiani da parte di alcuni soldati tedeschi spalleggiati da alcune camicie nere. Tale evento segnerà la vita di Don Natale fino alla sua morte.

Nel 2015, la Parrocchia di Santo Stefano a Cameriano è ancora nelle mani di Don Michele che è stato affiancato da Don Daniele nell’ormai ultimo periodo della sua vita. In punto di morte, Don Michele rivelerà a Don Daniele un certo segreto che lui ha mantenuto per tutta la vita. Don Daniele si arrampicherà sulla torre della chiesa e in quella occasione troverà un libro, scritto a mano proprio da Don Michele. Il manoscritto racconta alcuni eventi che a partire dal 1945 sono avvenuti proprio a Cameriano. La storia racconta atti di eroismo, storie di amori, storie meno nobili di bassezze umane. I sette corvi altro non sono che sette partigiani massacrati nei pressi di Cameriano, pochi giorni prima della fine della guerra. L’eccisio dei sette partigiani è avvenuto realmente e nel paese a tutt’oggi è presente un monumento che ricorda il massacro, sette croci che ricordano ai posteri il coraggio ed il sacrificio di quei ragazzi. Il racconto è incentrato sulla transizione delle anime dei sette partigiani che trasformati in corvi, sorvegliano quanto accade nel paese.

L’autore è nato in queste zone ed ha voluto onorare i 7 concittadini a modo suo, con questo romanzo un po’ dark e un po’ fantasy, scritto con la passione di chi si sente profondamente attaccato al territorio ed alle persone che lo abitano. Un omaggio per mantenere viva la memoria di quanto accaduto nel 1945 e di come il sacrificio di coloro che lottarono per la libertà del paese meriti di essere ricordato ed onorato per sempre.

Quando abbiamo smesso di capire il mondo

QUANDO ABBIAMO SMESSO DI CAPIRE IL MONDO

Titolo: Quando abbiamo smesso di capire il mondo

Autore: Benjamin Labatut

Editore: Adelphi

Traduzione: Lisa Topi

Un libro di divulgazione scientifica e di scoperta di alcune personalità geniali, che non sempre sono riuscite a passare alla storia ma che hanno avuto una importanza notevole nel progresso della scienza. Aneddoti, storie della loro vita, debolezze, limiti e originalità, raccontate all’ombra delle ricerche scientifiche di cui sono stati protagonisti. I personaggi a cui sono dedicati i vari capitoli del libro sono persone che hanno un tratto in comune, ossia la capacità di vedere le cose dal loro punto di vista che li ha resi capaci di vedere cose che gli altri non avevano visto o non potevano vedere.

I grandi scienziati donano totalmente la propria esistenza allo studio ed alla ricerca della loro verità e in questa ricerca mescolano forma diverse di disagi esistenziali, grandi sofferenze, grandi rinunce. “Smettere di capire il mondo” racconta le vite tormentate di un alchimista di nome Johan Konrad Dippel, che ha inventato il Blu di Prussia, di un matematico giapponese, Shinichi Mochizuki, del dualismo tra Heisenberg e Schrödinger, il delirio matematico di Grothendieck. Un libro affascinante che racconta il lato oscuro degli scienziati, quello meno conosciuto ma che forse meglio li rappresenta.

Mistero vivente

MISTERO VIVENTE

Titolo: Mistero Vivente

Autore: Alessio Di Lupo

La storia è ambientata a Londra, nel 1890. Frank Dixon è un illusionista di incerto successo, che predilige il sesso a pagamento ed il gin, entrambi a buon mercato, date le sue ristrettezze economiche. Durante una serata organizzata con spettatori della buona società, Dixon sarà costretto ad accettare una scommessa, che metterà in discussione la sua fama di illusionista e la sua reputazione. L’ambientazione del libro è ispirata dalle opere degli scrittori che maggiormente hanno influenzato l’autore e rispecchia in modo originale le idee che erano di moda a quei tempi.

Tutta la storia ruota attorno ad una scommessa lanciata da un gruppo di nobili burloni e crudeli a Dixon durante un suo spettacolo. L’illusionista ed il suo assistente sono costretti a trovare un uomo vivente senza testa. Se Dixon lo troverà, incasserà 2 milioni di sterline, altrimenti dovrà pagare 12 pegni, uno per ciascun nobile presente allo spettacolo. Il romanzo è scritto tra il razionale ed il fantastico, tra ciò che è vero e ciò che è frutto della fantasia, tra la vita e la morte, tra colpi di scena ed invenzioni letterarie. La scrittura è tra il serio ed il faceto, tra la commedia ed il dramma, ma sempre piacevole e misurata. Fantasie, fantasmi, amori, illusioni, fallimenti, tutto con leggerezza e lieve ironia. Mistero vivente è il romanzo di debutto di Alessio Di Lupo, una lettura piacevole e misteriosa.

Manichini

MANICHINI

Titolo: Manichini

Autore: Irene Caltabiano e Riccardo Iannaccone

Editore: Rossini

Nel bel mezzo della Milano Fashion Week, esplode una apocalisse zombie. Il morbo non rispetta uno dei riti principali dei giorni d’oggi e si permette di mandare tutto all’aria. Come in ogni apocalisse zombie che si rispetti, c’è un gruppetto di persone che cerca di resistere, di evitare di diventare a loro volta zombie, di restare in vita, per raggiungere la zona sicura, da cui i sopravvissuti possano ricostruire un nuovo mondo, ad apocalisse terminata. Il gruppetto dei sopravvissuti è molto eterogeneo ed è costituito dai seguenti personaggi (in ordine di apparizione nel romanzo): un ex fotografo di guerra, uno stilista, una modella con disturbi alimentari, una fashion blogger, un fattorino senza qualità, un autista di limousine ed una donna muta. I sette personaggi si riparano in un vagone ferroviario, poi andranno alla ricerca della salvezza sul terrazzo di un edificio.

I vari personaggi raccontano il proprio punto di vista e alcuni aneddoti significativi della propria vita. L’atmosfera è da racconto dell’orrore, gli zombie creano una atmosfera orripilante e misteriosa. I sette che tentano di sopravvivere e proseguire il genere umano sono personaggi discutibili, ma tali sono i tempi in cui viviamo. Il libro è una rappresentazione critica del mondo contemporaneo, ai suoi eroi o personaggi di riferimento. I pensieri dei protagonisti mostrano le varie personalità, con limiti e difetti principali. Una scrittura horror brillante, a tratti divertente oppure orripilante, imprevedibile e di sicuro effetto, sicuramente frutto di menti creative e visionarie. I sopravvissuti ad una apocalisse zombie in genere sono i più forti ad adatti alla sopravvivenza. Ma in questo libro appaiono anche per quello che sono, ossia semplici manichini, che prendono vita solo se qualcuno li fa sembrare vivi. Nulla è come sembra e mai come in questo libro è vero.

Robinson Crusoe

ROBINSON CRUSOE

Titolo: Robinson Crusoe

Autore: Daniel DeFoe

Editore: Mondadori

Traduzione: Oriana Previtali

Avevo letto Robinson Crusoe quando ero ragazzo. Ne avevo un ricordo molto sbiadito per i troppi anni passati. Ritenuto da molti come uno dei capostipiti del romanzo moderno, era da tempo in bella vista su uno scaffale, insieme ad altri libri in cerca di una disposizione meno provvisoria. Ho messo da parte per qualche giorno le novità e mi sono immerso nella lettura delle avventure del signor Crusoe.

Il libro è stato pubblicato nel 1719 ed ebbe subito un grande successo. Lo stile dell’autore, minuzioso, elegante e molto fruibile, il personaggio di Robinson sempre alla ricerca di nuove sfide, la lunga serie di avventure prima sull’isola del naufragio con i lunghi anni di solitudine, poi il ritorno in Inghilterra, le nuove avventure in giro per il mondo, sono alcuni degli elementi che hanno determinato il successo del libro. Ci sono molti altri temi degni di nota, alcuni ancora attuali, come la fuga dalla vita piccolo borghese, ripetitiva e poco emozionante, altri come il colonialismo, la scoperta della fede e la tendenza del cristianesimo e dei suoi adepti a fare del proselitismo ovunque si trovassero. La percezione del libro avuta da ragazzo era di un romanzo di avventura. Questa seconda lettura ha evidenziato altre caratteristiche, di un libro centrato sulla scoperta della spiritualità, sul ruolo della fede nei momenti di difficoltà, sull’importanza della lettura dei testi sacri, sul vivere la vita come viaggio di continua crescita, sull’importanza dei comportamenti retti come linea guida per la propria vita in tutte le circostanze. Un libro di grande spessore, complesso e ricco di contenuti, che mostra come dentro di sé gli uomini possano trovare la via per evolvere e rimediare agli errori del passato. Un viaggio nell’animo umano oltre che per mari e terre di tutto il mondo.

Confidenza

CONFIDENZA

Titolo: Confidenza

Autore: Domenico Starnone

Editore: Einaudi

La storia di Pietro, insegnante di liceo, dei suoi grandi amori, Teresa, sua ex allieva ed ex fidanzata, Nadia, sua moglie e madre dei suoi tre figli. Teresa resterà per tutta la vita la donna di riferimento di Pietro, un uomo che avrà un successo imprevedibile come scrittore, saggista e giornalista, oltre che come professore. Pietro è un uomo gentile, che risulta attraente e piacevole più che per il suo aspetto fisico per il suo modo di parlare, per come argomenta le sue tesi, per come espone i suoi pensieri, anche se questi non sono nulla più che buone idee ma niente di geniale, poco più che luoghi comuni ben argomentati. Queste sue doti renderanno la sua vita intrigante e lo esporranno ad un successo con le donne molto maggiore a quello che il suo aspetto fisico gli avrebbe potuto offrire. Pietro si dimostra essere un uomo insicuro, sempre alla ricerca di conferme, che ha bisogno di temere quello che Teresa potrebbe far sapere a tutti della sua gioventù. Teresa vive lontano, ha intrapreso una vita che la ha allontanata definitivamente da Pietro, ma è lui che la cerca, è lui che ha bisogno di lei, della sua approvazione, della sua vicinanza.

Il libro è composto da tre capitoli, scritti in prima persona da tre diversi protagonisti, ossia Pietro, sua figlia Emma e Teresa. Una struttura di grande interesse, con gli stessi avvenimenti che sono raccontati da personaggi diversi che raccontano la realtà dal loro punto di vista secondo la loro interpretazione dei fatti. Un libro che indaga sulle relazioni tra uomo e donna, sui legami nati durante una relazione giovanile che possono condizionare tutta una vita, su un matrimonio apparentemente felice che è rimasto tale solo per le cose non dette e non raccontate piuttosto per le cose dette con sincerità. Una trama originale, una storia accattivante, una scrittura elegante, frasi e spunti di grande effetto, una storia di amori e di relazioni piene di tensioni che potrebbero esplodere da un momento all’altro. Un finale senza i fuochi di artificio che sembrava potessero esplodere.

Il racconto dell’ancella

IL RACCONTO DELL'ANCELLA

Titolo: Il racconto dell’Ancella

Autore: Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Camillo Pennati

Il libro è uscito nel 1985 e racconta un futuro prossimo, in cui il nostro pianeta è devastato dalle radiazioni, l’America è controllata da un regime totalitario, la Repubblica di Gilead, basata sul controllo del corpo femminile. Le donne fertili sono al servizio degli uomini allo scopo di riprodurre la specie, sono chiamate “Le Ancelle”. L’unica religione ammessa è quella di stato, le altre religioni sono illegali. I ribelli sono annientati o esiliati nelle zone dove vengono smaltiti i rifiuti tossici che inquinano il pianeta. Le donne non fertili o troppo anziane sono dichiarate “nondonne” ed eliminate. Il potere viene mantenuto controllando con il terrore le donne, private di ogni libertà e diritto. La storia viene raccontata da una “Ancella” di nome Offred, ossia la donna che appartiene a Fred.

Il libro ha avuto un grande successo di vendite, è diventato una specie di manifesto di alcuni movimenti a sostegno dei diritti delle donne, oppure un monito di quello che potrebbe accadere continuando a negare i diritti delle donne, in una escalation involutiva difficile da pronosticare ma non da escludere categoricamente.

Il libro tocca il tema della sottomissione della donna e delle interferenze che la politica può avere nelle decisioni delle donne in relazione alla procreazione, un tema sempre attuale con forti implicazioni sociali e religiose. Il romanzo è scritto in modo volutamente incompleto, senza spiegare tutto in dettaglio, per accentuare l’atmosfera di incertezza e di indeterminazione che caratterizza la vita delle protagoniste. Un mondo in cui nessuno vorrebbe vivere, eppure è stato scelto dalla classe dominante per garantire il controllo delle persone. Un libro che può essere letto ed apprezzato secondo diversi metri di giudizio, ossia per i temi trattati, per lo stile di scrittura, per la costruzione visionaria del futuro del genere umano. Un libro complesso che invita chi lo legge  a porsi molte domande ed a cercare le risposte dentro di sé.

Un’amicizia

UN'AMICIZIA

Titolo: Un’amicizia

Autore: Silvia Avallone

Editore: Rizzoli

Beatrice ed Elisa, due ragazzine, compagne di scuola, diverse tra loro che più non si può, amiche inseparabili dal 2000 al 2006, quando l’amicizia si interrompe. Beatrice è una ragazza bellissima, famiglia facoltosa, padre avvocato, madre ambiziosa che ha già programmato il futuro della figlia, anche se ha solo 14 anni. Studia per diventare modella, frequenta il miglior parrucchiere della città, veste in modo impeccabile, sempre a dieta.  Elisa è figlia di due genitori scombinati, padre che lavora all’università, professore di informatica, la madre dovrà iniziare a lavorare dopo la separazione dal marito, un passato da rockettara che vorrebbe dimenticare. Le due ragazze soffrono per motivi diversi la situazione familiare, trovano nella loro amicizia, pur nelle diversità, il sostegno reciproco, sono amiche e credono che lo saranno per sempre. Due adolescenti costrette per motivi diversi a decidere da sole senza il sostegno della propria famiglia. Sei anni intensi, pieni di gioie, dolori, rinunce e incomprensioni, in competizione tra loro ma anche con grande condivisione. Ora non si vedono da tredici anni. Beatrice è diventata una Influencer ricca e famosa, Elisa è mamma di un bambino ed è ricercatrice universitaria. Elisa è informata sulle vicende della sua ex amica suo malgrado dato che è onnipresente su tutti i giornali, telegiornali e trasmissioni televisive, la sua è una vita pubblica, tutta immagine. Sono passati tredici anni ed Elisa decide di raccontare la storia della sua amicizia con Beatrice, scrivendo un romanzo tratto dai suoi diari. Anche Beatrice decide qualcosa di inaspettato, contemporaneamente con Elisa. La storia ha un epilogo imprevedibile ed emozionante.

Il romanzo è narrato in prima persona da Elisa, ormai una donna matura che ha dimenticato la rabbia e l’aggressività adolescenziale e racconta i fatti senza risentimento e con una punta di malinconia per come è finita la sua amicizia con Beatrice. Il romanzo è scritto in modo impeccabile, con una trama incalzante in modo piacevole, con personaggi ben definiti nei pregi e nei difetti. Il libro trasmette con grande efficacia emozioni e sentimenti dei protagonisti, i loro problemi, la rabbia ed il disagio, le difficoltà familiari, le carenze di entrambi i padri, l’inadeguatezza della mamma di Elisa e la troppo invasiva presenza della madre di Beatrice. Molti i temi trattati nel libro, le difficoltà dei giovani nella realtà odierna, le paure, le incomprensioni familiari, essere sé stessi o lasciarsi trasportare dalle mode del momento, impegnarsi per realizzare i propri sogni o lasciarsi andare. Beatrice ed Elisa sono due ragazze coraggiose, che affrontano le difficoltà a modo loro, decidono, agiscono, sbagliano o fanno la cosa giusta, con grande determinazione e coraggio. Elisa trova nei libri e nello studio la ragione di vita, mentre Beatrice trova nell’apparire il suo credo. Un romanzo intenso, vibrante, emozionante, moderno, pieno di sentimenti, difficoltà, paure, in linea con i tempi che stiamo vivendo.

La strada di casa

LA STRADA DI CASA

Titolo: La strada di casa

Autore: Kent Haruf

Editore: NN

Traduzione: Fabio Cremonesi

Holt è un paese inventato, ma in America di piccoli centri come Holt ne esistono molti. Poche anime, tutti si conoscono, una vita apparentemente idilliaca ma che nasconde molte insidie. Jack Burdette era nato a Holt, era un ragazzo come altri, aveva una moglie, due figli ed un buon lavoro. Decise di sparire, mettendo nei guai sua moglie e lasciando un pessimo ricordo di sé. Sono passati otto anni e Jack si ripresenta ad Holt, alla guida di una vistosa automobile rossa. Nessuno in paese lo vuole rivedere. Il ritorno di Jack riapre molte ferite che sembravano ormai cicatrizzate. La storia viene raccontata da Pat Arbuckle, direttore del quotidiano locale Holt Mercury, vecchio amico di Jack ed ora compagno di Jessie, la signor Burdette.

La storia di un piccolo centro, di un’America che nulla ha da spartire con città come New York o San Francisco. Zone dove il tempo scorre lento ed immutabile, dove le persone lavorano duramente per sopravvivere, in balia del destino che la vita riserva. Gente affezionate al luogo di nascita, che non vorrebbero mai lasciare se non costretti. Un romanzo che tratta dei diversi livelli di giustizia possibili, quello della legge, quello della comunità e quello insito in ogni persona, ma non solo. Il centro del romanzo è Holt, la piccola città inventata dall’autore, descritta con tale meticolosità e dovizia di dettagli che sembra impossibile che non esista. I personaggi sono delineati con assoluta precisione e maestria, anche se non vengono spese molte parole per farlo, così come i dialoghi sono molto concisi. Lo stile dell’autore è limpido, lineare, gli avvenimenti si susseguono senza fretta, la storia viene raccontata con la cadenza naturale degli eventi. Siano ad Holt mica a New York.

Borgo Sud

BORGO SUD

Titolo: Borgo Sud

Autore: Donatella Di Pietrantonio

Editore: Einaudi

Borgo Sud riprende la storia dell’Arminuta, precedente romanzo di Donatella Di Pierantonio, raccontando le travagliate vicende umane della protagonista, che anche in questo romanzo rimane senza nome, e di sua sorella minore Adriana. Le sorelle sono legate tra loro anche se molto diverse, si attraggono e si respingono, senza avere la capacità di stabilire un rapporto continuo e duraturo. Sia la protagonista che Adriana si sposano presto, ma i matrimoni naufragano lasciando pesanti ferite in entrambe. Il loro rapporto con i genitori è praticamente inesistente, fatto solo di conflitti e di incomprensioni, totalmente anaffettivo. Le due sorelle vorrebbero fuggire da Borgo Sud, periferia di Pescara, ma i legami con la terra natia sono difficili da sciogliere e da dimenticare. Un libro che racconta con molta efficacia la mentalità degli abruzzesi di qualche decennio fa, persone che hanno conosciuto la durezza della vita e che sono rimasti di mentalità chiusa e poco propensi ad esternare i propri sentimenti e le proprie emozioni. Le nuove generazioni sentono l’urgenza di lasciare le case dei genitori, di trovare la propria realizzazione in luoghi diversi, ma la fretta non sempre aiuta a trovare le giuste soluzioni. Un libro di storie di provincia che raccontano la durezza della vita in questi luoghi pur affascinanti e pieni di bellezza. La scrittura contiene inserti di modi di dire e di parole dialettali abruzzesi, facili da comprendere, ma ben inseriti nel racconto, lo fortificano e lo caratterizzano. Continui salti temporali movimentano la storia. Lo stile di scrittura è molto piacevole, fluido ed elegante, quasi musicale. Una storia piena di tristezza, di vite vissute rudemente, senza gioia.

Lacci

LACCI

Titolo: Lacci

Autore: Domenico Starnone

Editore: Einaudi

Un libro che racconta del matrimonio di Vanda e Aldo, dei due figli Sandro ed Anna e di Lidia, l’amante giovanissima di Aldo che era stata la causa di una lunga separazione tra i due coniugi dopo circa 12 anni di matrimonio. Vanda ed Aldo erano riusciti a tornare insieme, per la voglia di Vanda di mantenere unita la famiglia. Il libro è costruito in modo intrigante, con la prima parte raccontata in prima persona da Vanda al tempo della separazione causata dall’innamoramento di Aldo per Lidia, la seconda parte raccontata da Aldo, con i due coniugi ormai anziani, che vivono insieme senza amarsi, ma sono legati tra loro da tanti ricordi e vicende della vita. La terza parte è invece raccontata dai due figli, che scoprono di non amare e di non stimare per niente i due genitori.

I personaggi del libro abbastanza irritanti per la loro inettitudine e non ho provato alcuna empatia per nessuno di loro. Il libro pone al lettore grandi quesiti relativi al matrimonio. E’ meglio seguire i propri istinti quindi non subire i vincoli imposti dal matrimonio oppure è meglio stare insieme a tutti i costi anche quando non c’è più amore? Che conseguenze ci sono per i figli? Tali discussioni sono sempre più comuni ai giorni d’oggi, con l’istituzione del matrimonio sempre meno popolare e con le persone che sempre più spesso inseguono la propria felicità senza tenere conto delle esigenze del partner e gli obblighi verso i figli. Non c’è una riposta unica, dipende dalle persone, ci si può amare per tutta la vita ed essere pessimi genitori, oppure separarsi ed essere ottimi genitori. Di certo se non si è come Vanda ed Aldo il matrimonio ha molte più possibilità di avere buoni risultati in caso di figli.

La pattuglia dei bambini

LA PATTUGLIA DEI BAMBINI

Titolo: La pattuglia dei bambini

Autore: Deepa Anappara

Editore: Einaudi

Traduzione: Monica Pareschi

Il romanzo è ambientato in un basti, ossia uno slum di una grande città indiana. Jai è un ragazzino di nove anni, Pari e Faiz sono i suoi migliori amici. Un loro compagno di scuola e vicino di casa scompare gettando nel panico il basti. La polizia non indaga, la scomparsa di un ragazzino è cosa da poco in India. I tre amici decidono di diventare investigatori per ritrovare il loro amico. Nel basti le persone sono nervose e diffidenti, per la scomparsa del ragazzo e per la presenza della polizia, vengono alla luce gli eterni contrasti tra indù e musulmani, tutti sospettano di tutti. I bambini scopriranno cose che nemmeno la loro enorme immaginazione avrebbe potuto pensare.

Il libro racconta le condizioni di estrema povertà degli slum indiani, in cui vivono persone che non hanno nulla e che guadagnano pochi soldi al giorno che non bastano nemmeno per sfamarsi. Per noi occidentali è difficile immaginare tanta povertà che invece in India è diffusa al punto da non destare alcuna meraviglia. In tale contesto di povertà, i bambini sono consapevoli della loro condizione ma si comportano da bambini, quindi sognano e immaginano un futuro fantastico e si comportano con grande generosità. Per questi bambini soffrire la fame e la sete, vivere nell’immondizia, non avere neanche le poche rupie per comprare una caramella è una condizione normale. Sono bambini ma hanno capito da subito che la loro vita è quella che è, non si fanno illusioni, ma sanno cosa fare. Jai con i suoi amici inizia ad indagare e lo fa iniziando a cercare in una discarica. Lui è appassionato di film polizieschi e sogna di diventare da grande un famoso detective. Altri bambini spariscono, gli abitanti del basti hanno paura di manifestare per timore che la polizia possa cacciare tutti gli abitanti e demolire le casupole di lamiera in cui vivono, ma il dolore per la perdita dei figli è troppo grande anche per chi come loro vive in condizioni così disperate. Gli adulti, la polizia e la politica si dimostrano inconcludenti. I bambini prendono l’iniziativa ma il destino farà il suo corso. Un libro che racconta una realtà cruda e dolorosa, difficile da credere e sopportare. Non c’è lieto fine, nella realtà come nel libro.

L’ultima luna

L'ULTIMA LUNA

Titolo: L’ultima luna

Autore: Camillo Carrea

Editore: Lettere animate

L’ultima luna racconta la storia di un paese abruzzese nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta. Un paese dove il tempo si è fermato, la vita è scandita da vecchie leggende, misteri mai chiariti, storie antiche tramandate di generazione in generazione. Un paese dove le donne sono condannate, dal caso o da una presunta maledizione, a morire nelle notti di luna nuova ed a fare pochi figli. Il protagonista, Alessandro Attilio, è la voce narrante che racconta i fatti salienti della sua vita, che coincidono con quelli del paese. Ci sono i suoi due nonni, Celestino e Bonifacio, che si odieranno fino alla morte, Zelda, unica donna della sua vita. Ricordi storici si intrecciano con storie fantastiche a loro volta collegate con vari personaggi, tutti legati allo stesso luogo. Il racconto non segue un percorso lineare, le storie si susseguono in modo disordinato, senza una precisa cronologia, il racconto tratta dei vari personaggi e le loro storie. Si respira aria di altri tempi, l’ambientazione è quella tipica dei piccoli borghi, il racconto trasmette con efficacia le emozioni del narratore, che rivive la sua vita e la racconta con trasporto e coinvolgimento. Ricordi della guerra, storie di fantasmi, l’avversione verso la modernità, il gridare allo scandalo per qualunque novità, il rifiuto di vedere infrangere vecchi tabù, la paura verso tutto ciò che è creativo e diverso come i nuovi film o la televisione, i giovani che cercano altrove la propria realizzazione, sono tutti temi trattati dal romanzo. Un libro misterioso, affascinante, scritto con grande passione da un giovane autore, che si trova a suo agio tra le vie del paese ed i suoi misteri, di cui ha grande familiarità che lascia intendere come abbia attinto a piene mani dai suoi ricordi autobiografici.

Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

GLI ANSIOSI

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

Autore: Alec Bogdanovic

Editore: Rogas

Tutta colpa dell’insonnia. Aveva sedici anni e non dormiva. Carattere arrendevole, poca voglia di studiare anche se il profitto non era male. Scopre che le sbarre alle finestre della scuola erano state messe dopo che un ragazzo di era buttato di sotto. Questa scoperta gli fece capire che la vita era dura anche per gli altri. Sfigato cronico, fisico non proprio scultoreo, negato per lo sport, sempre in preda all’ansia, inseparabile compagna di vita. Cosa meglio di una pillolina per farla passare? Cominciò con gli ansiolitici per poi passare agli antidepressivi. Una escalation di sfighe, scelte scellerate e miserie varie, il protagonista percorre gli anni dall’adolescenza all’età adulta sempre in preda all’ansia.

Un libro che affronta il problema dell’ansia e della dipendenza dai medicinali che la dovrebbero curare. Un libro che sembra autobiografico, spero per l’autore che non lo sia completamente, che racconta le tragedie della sua vita in forma ironica. Lo stile è brillante, l’umorismo copre le tragedie vissute dal protagonista. Un racconto irriverente, una presa di coscienza della propria condizione, l’umorismo come trattamento alternativo alle medicine. Una presa in giro della nostra società, che ci vuole tutti bravi, quasi perfetti, sempre pronti a salire, la sconfitta non è da prendere in considerazione. Non tutti possono essere vincitori e qui nascono le difficoltà, la depressione che diventa malattia del secolo. Ancora oggi c’è chi non considera la depressione come una malattia, ma in realtà le persone colpite sono molte e il loro numero è in continua crescita. Lo stile di Alec è sarcastico, secco e dissacrante, mette in ridicolo la malattia, i malati e la nostra società, che pensa di far guarire la depressione con le medicine mentre l’unica cura è dentro le persone che devono trovare da sole il modo per lasciarsi alle spalle la depressione.