Una sirena a settembre

Titolo: Una sirena a settembre

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

 

Una sirena a settembre è il terzo romanzo che Maurizio De Giovanni dedica a Mina Settembre, la dottoressa del Consultorio Quartieri Spagnoli, che, incurante delle critiche della madre, continua con la sua opera umanitaria al servizio delle persone bisognose di aiuto. Il lavoro è molto, i guadagni sono miseri rispetto all’impegno richiesto, le relazioni sociali sono ridotte al minimo dato il poco tempo libero che le rimane, ma lei va avanti per la sua strada, sempre innamorata del collega ginecologo, senza però dichiararsi per timore di un rifiuto. La trama racconta storie di povertà materiale, di miseria umana, di cattiva sorte che colpisce persone che meriterebbero un destino migliore, di uomini arroganti che credono che con i soldi si possa comprare tutto, di giovani ricchi inetti e incapaci di trovare la propria strada, di personaggi attratti dalla fama effimera che può dare la televisione. Tante storie che appassionano, commuovono, indignano, ma che mostrano la realtà di una società che ha perso molti dei riferimenti e stenta a trovare la strada per un futuro migliore. Tutto questo accade nella Napoli di Maurizio De Giovanni, descritta come solo lui sa fare, in modo unico e straordinario, mostrando ogni dettaglio di quartieri, strade, luoghi ed ogni sfumatura dell’animo dei napoletani. Una umanità variegata, unica, magari con una indole poco laboriosa, capace di gesti di grande umanità, gentilezza e generosità ma anche di dare vita alle organizzazioni criminali più crudeli, violente e sanguinarie.

Le storie di De Giovanni colpiscono per la varietà dei temi trattati, per il modo che ha di raccontare sentimenti e pensieri di personaggi tanto diversi tra loro, le cui personalità sono descritte in profondità con precisione e dettagli unici, in tanti contesti diversi. Sono storie che colpiscono per la passione dei protagonisti che si oppongono al degrado umano e sociale con l’unica arma che posseggono ossia la generosità. Napoli appare come un groviglio di problemi irrisolvibili e di prorompente umanità, niente luoghi comuni o banali stereotipi. In questo romanzo c’è una Signora che anticipa i fatti e che tesse la tela della trama, come se De Giovanni avesse voluto dare una veste fisica alla sua creatività, presentandola come un personaggio del romanzo.

La Cacciatrice

Titolo: La cacciatrice

Autore: Kate Quinn

Editore: Nord

Traduzione: Anna Ricci

La storia racconta vicende che ebbero inizio durante la Seconda Guerra Mondiale e trovarono il loro epilogo nel 1959. La Cacciatrice è una donna malvagia, un killer del Reich, infallibile, solo una preda riuscì a sfuggirle. Nina è una donna russa, coraggiosa e volitiva, divenne pilota di aerei da guerra, pluridecorata, ma costretta a fuggire dal suo paese, nonostante la sua abnegazione e lealtà verso la  patria. Jordan è una ragazza americana, adora il padre, vorrebbe diventare fotografa, ma una donna dal passato misterioso sconvolge la sua vita e quella del padre. Tony e Ian hanno dedicato la loro vita alla caccia dei criminali tedeschi nel dopo guerra. Il loro principale obiettivo è trovare la Cacciatrice, ovunque si trovi, per consegnarla al destino che merita.

Una trama complessa, con molti salti temporali e continui cambi di ambientazione. Una storia appassionante, per i fatti raccontati e per le personalità dei protagonisti, per gli intrecci del destino che porteranno i protagonisti ad incontrarsi per una definitiva resa dei conti. La Seconda Guerra Mondiale è stata raccontata in molti romanzi, che hanno riportato gli eventi secondo molteplici punti di vista. Questo romanzo dedica ampio spazio al fatto che la Russia fu l’unica grande potenza ad usare donne come piloti dei caccia nei bombardamenti contro le truppe tedesche. Le vicende personali di Nina, del periodo di addestramento e delle sue missioni di volo sono tra le pagine più vibranti ed emozionanti del libro. La trama trae spunto da vicende reali ma è nel complesso un’opera di fantasia. Tanti gli spunti di interesse del libro, ma due prevalgono sugli altri, ossia il coraggio delle donne e l’importanza di assicurare alla giustizia i colpevoli, anche a distanza di anni, per onorare i morti, che non possono più lottare.

Tre madri

Titolo: Tre madri

Autore: Francesca Serafini

Editore: La Nave di Teseo

Lisa Mancini è una persona enigmatica, ha 33 anni, con una brillante carriera alle spalle, lavorava all’Interpol di Lione, ma improvvisamente ha deciso di andare a dirigere il commissariato di un piccolo paese romagnolo, Montezenta, una cittadina inventata che assomiglia molto a Santarcangelo di Romagna. Lisa da quando si è trasferita a Montezenta è distratta, disinteressata a tutto, soprattutto al lavoro, sempre con il cellulare in mano a giocare ad un noto videogame. Ma accade che un giovane adolescente sparisce di casa e Lisa è chiamata ad indagare. Il ragazzo si chiama River, vive con i genitori in una specie di comunità di artisti. E’ un ragazzo posato, con ottimi risultati scolastici, non ha mai dato alcun problema alla famiglia, ha un grande talento per la musica e proprio il giorno della sua scomparsa avrebbe dovuto partecipare ad un concerto in onore di Fabrizio De André, a cui teneva moltissimo, essendo anche uno degli organizzatori. Lisa si sente fin da subito coinvolta nell’indagine, trova una grande empatia con la madre di River e riversa nell’indagine tutte le sue energie, ritrovando lo smalto che sembrava ormai perso.

Il titolo del libro è lo stesso di una struggente canzone di Fabrizio De André, a cui il libro fa riferimento, due storie simili di figli e madri. A leggere le note di copertina sembra un libro “noir” con protagonista il commissario Lisa Mancini, in realtà il libro è soprattutto un romanzo psicologico che racconta il dolore delle madri quando perdono i figli, sia quando muoiono che quando scompaiono o si allontanano, oltre ad analizzare i rapporti tra genitori e figli, le difficoltà di un compito così difficile a cui spesso molti arrivano del tutto impreparati. Nella storia tanti i riferimenti ad opere letterarie, musicali e filosofiche, tutte segnalate nelle pagine finali del libro. Una scrittura molto accurata, meticolosa, con personaggi ben definiti, ambientazioni descritte con grande efficacia. Una storia piena di dolore e sofferenza, raccontata con passione e partecipazione.

La lampada del diavolo

Titolo: La lampada del diavolo

Autore: Patrick Mc Grath

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Carlo Prosperi

Francis McNulty è alla fine del suo transito terrestre, è stato un poeta ed un volontario al tempo della guerra di Spagna, con le brigate internazionali che combatterono il franchismo. Ora non scrive più, la sua attività artistica si è conclusa da tempo, vive in una grande casa con la figlia e una specie di colf. Da qualche tempo soffre di visoni, gli appare il Generale Franco, nel giardino di casa o nella sua stanza da letto. Nessuno gli crede e tutti lo prendono per matto. La storia è ambientata nel 1975 e Franco all’epoca era in fin di vita, afflitto da vari problemi di salute. La sua morte fu data per imminente per molto tempo, si diceva che lo tenessero in vita artificialmente, per ritardare la successione. Le visioni del generalissimo riportano alla memoria di Francis ricordi lontani, della guerra civile spagnola, che lui visse da protagonista come conducente di ambulanze. Un giornalista si interessa alle sue memorie, lo intervista ripetutamente, lo aiuta a ricordare alcuni fatti salienti della sua vita. Riaffiorano i ricordi, le operazioni di salvataggio, le violenze della guerra, tanti episodi che hanno reso il generale Franco uno dei dittatori più sanguinari della storia recente. Ma anche una grande colpa di Francis, che dovrà espiare prima di ritrovare la serenità.

Un libro toccante, che tratta due temi importanti. Il primo è quello della vecchiaia e del decadimento fisico e mentale causato dagli anni, dei rapporti sempre più difficili con i familiari per via delle diverse esigenze ed aspettative di vita. Il secondo è quello della guerra civile spagnola, del regime franchista, per non dimenticare una delle più cruente dittature del 900, l’ultima in ordine di tempo a cadere, prima di lasciare il campo alla monarchia parlamentare. L’autore scrive in modo elegante e fluido, creando una trama solida, ben costruita, per far dire ai personaggi tutto quello che vuole riguardo i temi che gli sono cari. Francis McNulty appare come un simpatico ed imprevedibile vecchio, non più lucidissimo, ma ancora dotato di spirito di iniziativa, riuscendo nella sua operazione di redenzione della sua colpa, a commettere un pericoloso gesto che poteva avere ripercussioni molto gravi per la sua incolumità.

Quando volevamo fermare il mondo

Titolo: Quando volevamo fermare il mondo

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

 

Le grandi amicizie giovanili non reggono il peso di un amore conteso. Così è stato tra Massimo e Pietro, grandi amici, fino a quando l’amore per Giulia non li ha allontanati. Si ritroveranno tanti anni dopo, in circostanze tragiche, senza riavvicinarsi. Il tempo passa e le amicizie finiscono. Massimo Valeri è diventato un ispettore di polizia, Pietro ha sposato Giulia, è diventato un No-Global. I due amici si rincontreranno a Genova, nei tragici giorni del G8, nel luglio del 2001, su posizioni contrapposte. Quando volevamo fermare il mondo non è solo la storia di una amicizia, ma è anche e soprattutto la cronaca dei giorni del G8, una ferita ancora aperta e dolorosa della recente storia d’Italia, raccontata da chi, come Antonio Fusco, quei giorni li ha vissuti in prima linea. Fusco è un funzionario di Polizia, un uomo dello Stato, oltre che ottimo scrittore, da quello che si percepisce dai suoi scritti è un uomo integerrimo, rispettoso delle regole e delle leggi, che porta con orgoglio la divisa che onora tutti i giorni. E’ evidente il suo disagio personale nel raccontare i fatti di Genova, gli errori commessi da chi in quei giorni aveva il compito di gestire l’ordine pubblico, con le forze di Polizia schierate sul campo ed impiegate in modo sbagliato, come i pessimi risultati stanno a dimostrare. L’assalto alla scuola Diaz fu l’ultimo clamoroso errore di chi sperava con quel bliz di rimediare alle brutte figure accumulate nei giorni precedenti. Una scandalosa mattanza che gettò vergogna sull’Italia. Un libro doloroso ma necessario, per fare luce su quei fatti, senza visioni di parte offuscate dall’ideologia. I fatti raccontati da chi ama la divisa ma che rispetta soprattutto il compito principale affidato a chi quella divisa indossa, ossia la protezione delle persone. Fusco esprime con chiarezza e misura il disagio di tanti poliziotti che hanno dovuto obbedire ad ordini sbagliati. Antonio Fusco ci aveva abituati alla lettura di gialli piacevoli e ben costruiti. Con questo Quando volevano fermare il mondo, ci racconta le insidie delle amicizie e la brutalità della realtà. Con l’equilibrio e la misura che il tempo concede a chi come Fusco, ha voluto analizzare i fatti con la necessaria serenità.

 

Il fantasma della luna

Titolo: Il fantasma della luna

Autore: Anonimo

Editore: Armando Siciliano

 

Un libro senza il nome dell’autore. Una enigmatica dedica ad una pianista di fama internazionale. Una storia costruita attorno al rifiuto improvviso ed irrevocabile di una giovane fotografa di grande talento a continuare ad esercitare la sua arte, chiudendo per sempre la sua iconica Leica in un cassetto. Il suocero della ragazza che si adopera per scoprire il motivo di tale rifiuto. C’è di mezzo una fotografia ma il vero motivo è sconosciuto e la ragazza si rifiuta di parlarne. Una serie di fatti storici concatenati con la trama, lo sbarco sulla luna, il nazismo, gli eccidi dei campi di concentramento, la famiglia Kennedy, la morte di Marylin Monroe. Un tema ricorrente, quello del passato che ritorna e che cambia il presente, un fantasma invisibile che gioca con la vita di chi vive. Una storia dove la realtà e l’inconscio si mescolano con il razionale e l’irrazionale, un viaggio emozionante tra il passato ed il presente, con il ruolo fantastico e surreale di alcune macchine fotografiche che hanno un destino crudele, come fossero capaci di determinare il futuro a partire dalle immagini che vengono immortalate. Una serie incredibile di circostanze che costruiscono una trama immaginifica, un viaggio coinvolgente ed emozionante tra la realtà della Sicilia dei giorni d’oggi, Bruges e gli Stati Uniti. La vita irregolare di una famiglia fantastica, che incorpora diversità ed originalità fuori dal comune. Una scrittura gentile con una scelta delle parole accurata, quasi una composizione musicale, capace di suscitare meraviglia e splendide sensazioni ad ogni pagina, una varietà di sentimenti espressi con una semplicità ed efficacia sorprendenti. Anonimo ha le sue ragioni per rimanere tale, ma il suo romanzo esce dall’anonimo destino di tanti libri di esordienti e colpisce nel segno.

Finchè il caffè è caldo

Titolo: Finché il caffè è caldo

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti

Traduzione: Claudia Marseguerra

 

A Tokyo c’è un piccolo caffè, aperto da oltre 100 anni, di cui si raccontano cose strane, per esempio che sedendosi sulla sedia giusta e bevendo un caffè, è possibile tornare indietro nel tempo. Per riuscire a viaggiare nel tempo bisogna bere il caffè prima che si raffreddi e non bisogna cercare di cambiare il presente. Sono poche le persone che si affidano alle possibilità offerte da questa caffetteria, molti non si fidano, molti non ci credono. Il romanzo, completamente ambientato nella caffetteria, racconta le avventure di quattro clienti, ognuno con storie diverse, con obiettivi diversi, ma tutti alla ricerca della possibilità di rimediare ad errori commessi nel passato, sempre per lo stesso motivo, ossia l’incapacità di mostrare i propri sentimenti al momento giusto. A guidare i sentimenti e le parole delle persone c’è sempre l’amore, ma spesso non si percepisce l’importanza di dire quando è il momento quello che si prova, quello che si vorrebbe. Ogni attimo del presente è importante per manifestare i propri sentimenti e spesso si perde il momento giusto per dire cose importanti che non vengono dette. Queste occasioni mancate spesso non si ripresentano e da queste forme di incomunicabilità, nascono situazioni impossibili da rimediare che provocano molte sofferenze.

Una storia delicata, dedicata alle cose non dette che potrebbero avere invece molta importanza nelle relazioni con le persone che amiamo. Nella vita ogni momento è importante, soprattutto nelle relazioni interpersonali, dove contano anche le singole parole, i piccoli gesti, che servono per comunicare vicinanza, comprensione, affetto. Il popolo giapponese è poco propenso a manifestare le proprie emozioni e sentimenti, ma quando scrivono riescono ad esprimere una sensibilità e delicatezza senza eguali.

Mind the gap

Titolo: Mind the gap

Autore: Luisa Multinu

Editore: Aporema

 

Ida è innamorata di Londra. Il suo sogno è vivere a Londra, lavorarci, essere integrata tra gli abitanti della città. Laureata, parla quattro lingue, vuole a tutti i costi allontanarsi dalla sua famiglia e provare a realizzare il suo sogno. Una volta a Londra, Ida si ritrova a vivere la dura realtà di tanti ragazzi come lei, sfruttati e sottopagati, impegnati in lavori estenuanti che non lasciano tempo libero. Una vita dura e per niente gratificante, fatta di continue umiliazioni e tante rinunce, per inseguire un sogno che a poco a poco si trasforma in un incubo.

Il libro descrive con grande efficacia i sentimenti di Ida e dei suoi compagni di avventura e illustra con molto realismo gli ambienti e le condizioni di lavoro. Il lettore si immerge nei mal di pancia di Ida, fa il tifo per lei quando lascia un posto di lavoro perché stufa di essere sfruttata, oppure quando inveisce contro la responsabile del reparto che non ha voluto confermarle il contratto di lavoro. Ma Ida non è una rivoluzionaria, insegue un sogno, vuole viverlo e ingoia bocconi amari pur di non rinunciare alla vita nella sua città ideale. Fin qui il commento alla lettura del libro e all’opera di Luisa Multinu, un buon esordio con un romanzo interessante e di grande attualità.

Quello che segue è il mio personale messaggio per tutti i ragazzi come Ida. Mind the gap dovrebbe essere letto da tutti i ragazzi che sono in partenza per l’estero senza una meta o un preciso riferimento lavorativo. Dopo averlo letto avranno una idea più precisa di quello a cui andranno incontro, lavori miseri, condizioni di lavoro umilianti, relazioni sociali con colleghi e superiori superficiali e poco sincere. Saranno esclusi dalla vita dei residenti, vivranno la loro condizione di immigrati frequentando solo persone come loro, una umanità con poche prospettive e poche certezze per il futuro. Pensateci ragazzi prima di buttare al vento la vostra laurea, il vostro sapere, gli anni di formazione. Credete in voi stessi, nessuno vi regalerà nulla né in Italia né all’estero, non ci sono scorciatoie, nessuno è diventato ricco lavando i piatti. Inseguite sogni che possano essere esauditi. L’amore di Ida per Londra non è corrisposto e per fare l’amore bisogna essere in due.

La colpa e l’innocenza

Titolo: La colpa e l’innocenza

Autore: Sergio Fanara

Editore: Scatole parlanti

Una storia ambientata tra la Francia del sud, Palermo e Firenze. L’infanzia di un bambino povero a cui non è mai mancato l’amore dei genitori e dei tanti fratelli, con un padre putativo di cui non conosce nulla del suo passato, che lo ha iniziato alla lettura ed alla cultura. Un padre ed una figlia che non sono al corrente delle reciproche esistenze. Una storia struggente di un amore immenso che ha avuto un finale tragico. Una serie di circostanze fortuite che ricollegano un passato che si voleva dimenticare con il presente. Sono questi gli elementi portanti del romanzo La colpa e l’innocenza, una storia tragica e romantica che unisce i protagonisti del romanzo con lo sfondo di alcuni tra i principali e più dolorosi fatti della storia d’Italia di fine secolo scorso. Un racconto delicato, pieno di sentimenti, che mostra come nella vita le cose che durano nel tempo e che sono la base portante delle nostre personalità sono gli affetti, quelli veri, quelli che superano tutte le difficoltà. L’effimero, tutto ciò che si può comprare, non ha importanza, serve a poco, certo non a costruire personalità forti e resistenti ai colpi della vita. Sergio Fanara ha una scrittura poetica e musicale, racconta le sue storie con semplice raffinatezza, trovando sempre le parole giuste per esprimere nel modo migliore la potenza dei sentimenti dei suoi protagonisti. Un libro toccante e intenso, una storia su come la vita può essere bella e crudele nello stesso tempo, sugli errori che si commettono quando intransigenza ed egoismo impediscono di vedere le cose nella giusta prospettiva. Sergio Fanara è un carabiniere, questo è il suo primo romanzo, è un uomo dello Stato, che non ha dimenticato di rendere omaggio a valorosi uomini di Stato morti per mano mafiosa a Palermo e Firenze, negli anni ottanta e novanta, per non dimenticare.

Quando tornerò

QUANDO TORNERO'

Titolo: Quando tornerò

Autore: Marco Balzano

Editore: Einaudi

Una madre, Daniela, un figlio, Manuel, una figlia, Angelica. Un padre fannullone senza ambizioni. Una famiglia come tante che vive nella campagna rumena, vite misere, senza soldi e senza futuro. Daniela non vuole continuare con la vita che sta conducendo, vuole fare qualcosa per uscire dallo squallore. Decide di scappare, di raggiungere l’Italia, guadagnare dei soldi e mandarli ai figli, per farli studiare, per dare loro un futuro migliore. La vita in Italia di Daniela è dura, fatta di solitudine, emarginazione, lavora come badante per anziani, guadagna abbastanza, manda i soldi a casa, ma quanta sofferenza, quante incomprensioni con i suoi figli che non capiscono e non condividono la sua scelta. I figli beneficiano dei soldi che la madre manda tutti i mesi, ma non basta. A loro manca l’affetto della madre, la sua presenza, l’essere una famiglia. Il padre scappa dopo poco tempo, anche lui abbandona la famiglia, ma la sua partenza è meno dolorosa, gli uomini come lui sono dei fannulloni, non hanno ambizioni, non fanno nulla per migliorare la propria vita e quella della famiglia.

La storia è raccontata in prima persona dalla madre e dai figli. Il racconto di una vita dura, degli sforzi di una madre che non accetta la vita che sta vivendo, la solitudine dei figli e le incomprensioni in famiglia. La scelta di Daniela garantisce qualche soldo in più, ma quanta sofferenza, sia per lei che per i due figli. Poi un evento tragico che cambia tutto. Una scrittura scarna, dialoghi essenziali ma profondi, pensieri ed emozioni dei protagonisti resi con gentilezza ed eleganza, riproducendo con grande precisione l’atmosfera della campagna rumena come la vita a Milano di Daniela, benessere e solitudine, nostalgia del proprio paese e voglia di emancipazione.

Il tema dell’emigrazione viene raccontato in una vicenda drammatica che mostra come la vita può essere dura ed il destino avverso, ma che c’è sempre qualcosa da fare per cambiare. La forza di volontà e la determinazione, unite alla ambizione di realizzare il proprio sogno, sono indispensabili per cambiare il proprio destino. Ogni scelta ha le sue conseguenze, c’è chi vuole partire e chi vuole restare. I soldi sono importanti ma sono gli affetti familiari le vere fondamenta su cui le persone costruiscono la propria vita.

Il mondo dietro di te

IL MONDO DIETRO DI TE

Titolo: Il mondo dietro di te

Autore: Rumaan Alam

Editore: La Nave di Teseo

Traduzione: Tiziana Lo Porto

Una famiglia che abita a New York, padre, madre e due figli, decide di trascorrere una settimana di vacanza in una casa di villeggiatura presa in affitto. La casa è molto bella, elegante e raffinata, piena di ogni comodità. Tutto funziona a meraviglia quanto nel cuore della notte una coppia bussa alla porta. I due dicono di essere i padroni di casa, sono scappati da New York per via di un improvviso blackout, hanno deciso di andare nella loro casa per sentirsi al sicuro, pur sapendo di trovarci gli affittuari. I cellulari sono fuori uso, internet non funziona, nessuno può controllare quello che dicono i due estranei. Le sei persone sono costrette ad una convivenza forzata, la casa non sembra essere così sicura, fuori la natura sembra volersi ribellare in modo oscuro e misterioso. Senza notizie certe, senza internet, senza informazioni su quello che sta accadendo, le certezze vengono meno ed affrontare le impreviste difficoltà è molto difficile.

Un libro particolare, strano, una storia statica, senza azione, nulla di drammatico viene descritto, ma la tensione regna alta per tutto il racconto, come fosse un thriller. L’autore riesce a dire poco di quello che sta accadendo al di fuori della casa, ma c’è un alone di mistero su ogni cosa raccontata, ci sono solo le sensazioni e le reazioni dei protagonisti, che creano inquietudine e paura. Siamo abituati a pensare che le tragedie tocchino agli altri, tendiamo a non dare peso alle cose che accadono attorno a noi, fino a quando non ci riguardano direttamente. Allora anche un blackout diventa una cosa terribile, la mancanza delle notifiche dei social sul cellulare, questi sono i segnali della tragedia imminente, che mette in dubbio la nostra sopravvivenza, che alimenta tutte le paure che abbiamo dentro, che ci costringe a trovare dentro di noi le forze e le energie per sopravvivere attaccandoci alle cose più care che abbiamo, cioè i figli e gli affetti familiari. Un romanzo che ci porta a riflettere a cosa per noi è realmente importante, a cosa fare nella nostra vita per ritrovare la felicità autentica e non quella artificiale che ci viene offerta dalla tecnologia. A come potrebbe essere la nostra vita in un futuro non troppo distante.

Elbrus

ELBRUS

Titolo: Elbrus

Autore: Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

Editore: Armando Curcio

Una storia ambientata nel futuro su due piani temporali, uno nel 2155 e l’altro nel 2113.

La terra è diventata invivibile per via del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. Le missioni spaziali hanno fallito l’obiettivo di creare colonie su altri pianeti. In modo imprevedibile si prospetta una soluzione che arriva sulla terra proveniente dallo spazio.

Un libro di fantascienza che esplora uno scenario verosimile, per quanto del tutto di fantasia, di come potrebbe essere il futuro della nostra civiltà. La scienza e la tecnologia sono completamente nelle mani del capitale privato e le scelte sono sempre orientate verso interessi di parte e la morale viene considerata da molti un inutile orpello, se non un ostacolo verso il progresso. Il raggiungimento degli obiettivi delle classi dominanti non prevede ostacoli insormontabili ed anche gli scienziati più prudenti e ragionevoli sono attratti dal fascino di poter creare qualcosa che non era mai stato fatto. La storia ruota attorno all’ingegneria genetica, che in questo libro supera ogni limite immaginabile, fino a creare una nuova razza umana “ibrida”. Il libro è un grande monito contro le manipolazioni genetiche, alcune finalizzate a curare alcune malattie, altre finalizzate ad ottenere risultati discutibili. Un libro molto coinvolgente, una trama complessa scritta con stile molto chiaro e lineare, non sembra scritto a quattro mani. Giuseppe di Clemente ha la passione di delineare il futuro dell’umanità, Marco Capocasa è un esperto di genetica. Le competenze di ognuno sono ben amalgamate nel libro, insieme alla capacità creativa. Il libro ci mostra il cinismo estremo della nostra specie ed è un monito contro le manipolazioni genetiche, dato che non si può mai prevedere che conseguenze potrebbero avere. Fantascienza, fantapolitica e genetica estrema, divertimento e divulgazione scientifica.

Il club della solitudine

IL CLUB DELLA SOLITUDINE

Titolo: Il club della Solitudine

Autore: Deborah Bincoletto

Editore: Scatole Parlanti

Il Club della solitudine è il romanzo di esordio di Deborah Bincoletto. La protagonista si chiama Vera, una ragazza a cui il destino ha riservato un passato drammatico che le ha rubato sogni ed ambizioni, accentuando le sue insicurezze e costringendola ad una vita molto diversa da quella che avrebbe desiderato. Un incontro con una signora sconosciuta le farà conoscere “Il club della solitudine”, farà amicizia con alcune persone che la costringeranno a scavare dentro sé stessa. Vera troverà la forza di rimettersi alla prova, di superare le sue paure, gettare alle spalle definitivamente il suo passato e le sue sofferenze e dare una svolta alla sua vita. Un libro che affronta il tema della realizzazione di sé stessi inseguendo i propri sogni, mantenendo intatta la propria indole. Un libro intenso e delicato, scritto con misura e gentilezza, che racconta un personaggio forte e generoso, anche se fragile e indeciso. La storia di questo libro ci invita a riflettere su noi stessi, ci spinge ad uscire dalla solita routine, dove spesso ci siamo infilati per non subire altre delusioni, a non temere gli insuccessi e tentare di realizzare quello che non abbiamo mai osato fare. Ci sono tanti libri e manuali che affrontano questo tema raccontando storie di persone vincenti, esempi improbabili e improponibili. Questo libro invita a fare la stessa cosa, ma la protagonista è una che è stata sconfitta dalla vita, ma che scopre che non è mai troppo tardi per prendersi una rivincita. E per questo è molto più credibile.

Complici senza destino

COMPLICI SENZA DESTINO

Titolo: Complici senza destino

Autore: Valentina Mattia

Editore: Golem

Due ragazzi si conoscono su una chat, si incontrano, si piacciono, si innamorano. Nunziatina è nata in una famiglia tradizionale siciliana, padre taciturno, madre più tollerante. Amhir è tunisino, famiglia tradizionale secondo i canoni della sua terra, per lui un matrimonio combinato dalla famiglia che rifiuta per sposare Nunziatina. Non potrà ribellarsi al suo destino di soldato dell’integralismo. Anche Nunziatina va contro ai voleri della famiglia sposando Amhir. Nascono tre figlie, Nunziatina non sospetta nulla della doppia vita di Amhir. Crede che lui la tradisca, lo vede sempre al telefono, ha tanti sospetti, tutti sbagliati. Un epilogo inevitabile, il matrimonio finisce, Amhir sparisce e torna in Tunisia, prova a farsi perdonare come padre, almeno da una delle figlie. Tenta di uscire per sempre dalla cellula, ma il suo destino è segnato, nulla potrà cambiarlo. Anche Nunziatina non potrà cambiare il suo destino, un matrimonio finito male, una grave malattia, la solitudine, la speranza di nuova libertà.

Una storia dura, il racconto di due vite difficili, di due ragazzi che avrebbero desiderato un destino diverso. Una trama tesa, quasi un thriller. Una storia attuale, l’inizio promettente di una relazione che sembra abbattere pregiudizi e differenze culturali che si infrange contro un destino ineluttabile. La Sicilia è una ambientazione ideale, terra di arrivo per molti immigrati dal Nord Africa alla ricerca di una vita migliore. Una terra abituata ad accogliere gli stranieri, capace di ospitalità ma anche restia a vincere i pregiudizi e le diffidenze. Una scrittura piacevole, accurata, piena di dettagli, di colori, di profumi e di cibo siciliano. Anche la Tunisia è ben presente, con la sua natura speciale, le spezie, il cibo i profumi tipici. Una storia dolorosa, dura, come spesso è la vita.

Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino

SETTE CORVI PER SETTE ANIME

Titolo: Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino

Autore: Luca Inglese

La storia è raccontata su un doppio piano temporale, gli eventi del 1945 e quello che accadde settanta anni dopo. Nel 1945, a Cameriano di Casalino, un piccolo paese in provincia di Novara, la parrocchia di Santo Stefano è affidata a Don Natale, un giovane prete. Un giorno, durante una escursione, Don Michele sarà testimone dell’eccidio di un gruppo di partigiani da parte di alcuni soldati tedeschi spalleggiati da alcune camicie nere. Tale evento segnerà la vita di Don Natale fino alla sua morte.

Nel 2015, la Parrocchia di Santo Stefano a Cameriano è ancora nelle mani di Don Michele che è stato affiancato da Don Daniele nell’ormai ultimo periodo della sua vita. In punto di morte, Don Michele rivelerà a Don Daniele un certo segreto che lui ha mantenuto per tutta la vita. Don Daniele si arrampicherà sulla torre della chiesa e in quella occasione troverà un libro, scritto a mano proprio da Don Michele. Il manoscritto racconta alcuni eventi che a partire dal 1945 sono avvenuti proprio a Cameriano. La storia racconta atti di eroismo, storie di amori, storie meno nobili di bassezze umane. I sette corvi altro non sono che sette partigiani massacrati nei pressi di Cameriano, pochi giorni prima della fine della guerra. L’eccisio dei sette partigiani è avvenuto realmente e nel paese a tutt’oggi è presente un monumento che ricorda il massacro, sette croci che ricordano ai posteri il coraggio ed il sacrificio di quei ragazzi. Il racconto è incentrato sulla transizione delle anime dei sette partigiani che trasformati in corvi, sorvegliano quanto accade nel paese.

L’autore è nato in queste zone ed ha voluto onorare i 7 concittadini a modo suo, con questo romanzo un po’ dark e un po’ fantasy, scritto con la passione di chi si sente profondamente attaccato al territorio ed alle persone che lo abitano. Un omaggio per mantenere viva la memoria di quanto accaduto nel 1945 e di come il sacrificio di coloro che lottarono per la libertà del paese meriti di essere ricordato ed onorato per sempre.