L’ultima luna

L'ULTIMA LUNA

Titolo: L’ultima luna

Autore: Camillo Carrea

Editore: Lettere animate

L’ultima luna racconta la storia di un paese abruzzese nel periodo tra gli anni Sessanta e Settanta. Un paese dove il tempo si è fermato, la vita è scandita da vecchie leggende, misteri mai chiariti, storie antiche tramandate di generazione in generazione. Un paese dove le donne sono condannate, dal caso o da una presunta maledizione, a morire nelle notti di luna nuova ed a fare pochi figli. Il protagonista, Alessandro Attilio, è la voce narrante che racconta i fatti salienti della sua vita, che coincidono con quelli del paese. Ci sono i suoi due nonni, Celestino e Bonifacio, che si odieranno fino alla morte, Zelda, unica donna della sua vita. Ricordi storici si intrecciano con storie fantastiche a loro volta collegate con vari personaggi, tutti legati allo stesso luogo. Il racconto non segue un percorso lineare, le storie si susseguono in modo disordinato, senza una precisa cronologia, il racconto tratta dei vari personaggi e le loro storie. Si respira aria di altri tempi, l’ambientazione è quella tipica dei piccoli borghi, il racconto trasmette con efficacia le emozioni del narratore, che rivive la sua vita e la racconta con trasporto e coinvolgimento. Ricordi della guerra, storie di fantasmi, l’avversione verso la modernità, il gridare allo scandalo per qualunque novità, il rifiuto di vedere infrangere vecchi tabù, la paura verso tutto ciò che è creativo e diverso come i nuovi film o la televisione, i giovani che cercano altrove la propria realizzazione, sono tutti temi trattati dal romanzo. Un libro misterioso, affascinante, scritto con grande passione da un giovane autore, che si trova a suo agio tra le vie del paese ed i suoi misteri, di cui ha grande familiarità che lascia intendere come abbia attinto a piene mani dai suoi ricordi autobiografici.

Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

GLI ANSIOSI

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie

Autore: Alec Bogdanovic

Editore: Rogas

Tutta colpa dell’insonnia. Aveva sedici anni e non dormiva. Carattere arrendevole, poca voglia di studiare anche se il profitto non era male. Scopre che le sbarre alle finestre della scuola erano state messe dopo che un ragazzo di era buttato di sotto. Questa scoperta gli fece capire che la vita era dura anche per gli altri. Sfigato cronico, fisico non proprio scultoreo, negato per lo sport, sempre in preda all’ansia, inseparabile compagna di vita. Cosa meglio di una pillolina per farla passare? Cominciò con gli ansiolitici per poi passare agli antidepressivi. Una escalation di sfighe, scelte scellerate e miserie varie, il protagonista percorre gli anni dall’adolescenza all’età adulta sempre in preda all’ansia.

Un libro che affronta il problema dell’ansia e della dipendenza dai medicinali che la dovrebbero curare. Un libro che sembra autobiografico, spero per l’autore che non lo sia completamente, che racconta le tragedie della sua vita in forma ironica. Lo stile è brillante, l’umorismo copre le tragedie vissute dal protagonista. Un racconto irriverente, una presa di coscienza della propria condizione, l’umorismo come trattamento alternativo alle medicine. Una presa in giro della nostra società, che ci vuole tutti bravi, quasi perfetti, sempre pronti a salire, la sconfitta non è da prendere in considerazione. Non tutti possono essere vincitori e qui nascono le difficoltà, la depressione che diventa malattia del secolo. Ancora oggi c’è chi non considera la depressione come una malattia, ma in realtà le persone colpite sono molte e il loro numero è in continua crescita. Lo stile di Alec è sarcastico, secco e dissacrante, mette in ridicolo la malattia, i malati e la nostra società, che pensa di far guarire la depressione con le medicine mentre l’unica cura è dentro le persone che devono trovare da sole il modo per lasciarsi alle spalle la depressione.

La porta della frontiera

LA PORTA DELLA FRONTIERA

Titolo: La porta della frontiera

Autore: Federica Caporaso

Editore: Scatole Parlanti

Siamo nel futuro. Una società iper-connessa e super tecnologica, dove umani e androidi convivono e lavorano insieme, addirittura possono avere dei rapporti intimi tra loro. Il Governo ha il controllo totale delle persone e degli androidi. Gli umani sono dotati di un dispositivo detto “Porta” che rende possibile il controllo dei pensieri e della memoria, sentimenti ed emozioni compresi. Berta è la protagonista del romanzo, una ragazza brava, intelligente e di belle speranze. Berta subisce una scansione della memoria che le provoca dolore ed umiliazione, al punto che decide di farsi chiudere chirurgicamente la porta per non dover più condividere i suoi pensieri più intimi, anche se la cosa implica importanti rinunce, come l’impossibilità di frequentare l’università o di lavorare per le aziende più importanti. Finita la scuola Berta si ritrova a dover fare un lavoro umile ed alienante, in una città lontana da casa, in condizioni difficili. Berta trova in Derek, un bravo ragazzo di cui si innamora, la dolcezza e la comprensione che va cercando. Ma ad un certo punto Derek scompare.

Una storia affascinante ed inquietante, ambientata in un futuro che ben rappresenta il nostro presente. Berta è uno spirito libero, ama la libertà e vorrebbe vivere senza insopportabili imposizioni nella sfera sentimentale e personale. Le emozioni ed i sentimenti dei protagonisti sono resi con naturale realismo. Lo stile di Federica è netto, chiaro ed efficace e riesce ad affrontare temi delicati e controversi come la condizione delle donne nella famiglia e nella società, le scelte sessuali, le libertà individuali, l’eccesso di controllo, la possibilità di dotare gli androidi di coscienza e sentimenti, con gentilezza e misura. Temi attuali oggi ma che di sicuro rimarranno tali anche nel futuro.

Effetti collaterali

EFFETTI COLLATERALI

Titolo: Effetti collaterali

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

“Effetti collaterali” è una raccolta di 6 racconti ambientati in Sicilia, che descrivono l’isola da punti di vista inediti, rivelandone alcuni aspetti originali e seducenti. I racconti potrebbero essere classificati come appartenenti al genere “giallo” ma la riduzione ad un solo genere sta molto stretta alle opere di Rosario Russo. Il cuore di ogni racconto è sempre qualcosa che viene dal passato, una leggenda o una storia della tradizione popolare, collegata con la vicenda oggetto della narrazione. La parte più affascinante dei racconti è proprio il mescolare antiche tradizioni con l’attualità, che viene descritta senza nascondere il degrado sociale ed urbanistico della Sicilia, ma con la parte storica e tradizionale che ha il sopravvento. Rosario Russo dimostra grande conoscenza della storia e cultura antica della Sicilia, il cui splendore viene continuamente richiamato e ricordato. La trama gialla viene utilizzata per rendere i racconti più intriganti ma è la Sicilia che è posta al centro dell’attenzione. Le tradizioni sicule sono raccontate con semplice eleganza e chiarezza, senza mai cadere nell’inutile sfoggio di conoscenze riservate a pochi, utilizzando e dosando l’ironia nei momenti più opportuni, senza mai essere banale. Si respira aria di Sicilia ad ogni pagina, se ne percepiscono i colori e le atmosfere, quel misto di fascino e di eleganza che richiama i fasti antichi che forse non ci sono più, ma la storia non la si può cancellare e il ricordo rimane indelebile. Una lettura piacevole e appassionante, che mostra una Sicilia misteriosa ed affascinante. Rosario è riuscito ad evidenziare le bellezze della Sicilia, esaltandone le tradizioni e la storia, ironizzando benevolmente su alcuni difetti tipici dei siciliani, lasciando trasparire il grande amore per la sua terra, a cui rende un ottimo servizio con i suoi scritti.

Questo fu un uomo

SE QUESTO FU UN UOMO

Titolo: Questo fu un uomo

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

Questo fu un uomo è il settimo ed ultimo volume dedicato alla saga del Clifton, che racconta la storia delle dinastie Clifton e Barrington e quella della società inglese dalla metà dell’800 fino al 1992. Una avventura di quasi 150 anni piena di successi, qualche inciampo, avventure imprenditoriali, politiche, finanziarie e professionali, amicizie, tradimenti, amori. Le figure di maggiore importanza sono senza dubbio Harry ed Emma, una vita insieme, nella buona e nella cattiva sorte, per sempre, fino alla fine. L’autore ha scritto una storia di fantasia ma ha attinto in abbondanza dalle cose che ha fatto nella vita, dalla sua carriera politica e dalla sua esperienza come scrittore. Questo volume rispecchia la struttura dei precedenti, con tante storie parallele, continui cambi di ambientazione, tanti personaggi, per affascinare il lettore sia con il racconto in sé, con l’esito delle varie vicende sempre imprevedibile, sia per lo sfondo della storia che mostra il dietro le quinte di eventi storici realmente avvenuti della recente storia inglese. L’autore dimostra la sua competenza politica nel raccontare i fatti che riguardano la politica ed il funzionamento delle istituzioni inglese, ma conferma ancora una volta il suo talento di grande affabulatore riuscendo a raccontare in modo efficace qualsiasi cosa decida di inserire nei suoi libri. E’ il racconto nel suo complesso che funziona, per una lettura che dopo 7 volumi ed oltre 3500 pagine non risente di nessun calo di interesse. Un epilogo inevitabile e commovente chiude l’avventura.

Quando sarà il momento

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Titolo: Quando sarà il momento

Autore: Jeffrey Archer

Editore: Harper Collins

Traduzione: Seba Pezzani

Quando sarà il momento è il sesto capitolo della Saga dei Clifton. Il libro narra le avventure delle famiglie Clifton e Barrington dal 1970 al 1978. I vari protagonisti crescono e diventano sempre più importanti nei ruoli imprenditoriali, finanziari e politici. Emma è una donna sempre saldamente al comando della compagnia di famiglia, Harry è uno scrittore di grande successo ed impegnato nella sua battaglia a favore di un poeta dissidente russo. Il resto dei protagonisti si muove nel mondo delle banche e della politica. Il periodo storico della trama si avvicina ai giorni nostri e le avventure dei protagonisti hanno come sfondo fatti di attualità ben conosciuti ai lettori, come l’inizio dell’avventura politica della signora Thatcher, oppure la condizione politica e sociale della Russia, la guerra fredda con l’Occidente e le attività di spionaggio e controspionaggio tra est ed ovest. La trama è diventata più articolata, i fatti si susseguono con un ritmo incalzante, le storie sono sempre più intriganti, lo stile è sempre molto lineare e scorrevole, tra amicizie, tradimenti, complotti di nemici, spie, amori sfortunati e storie a lieto fine. Il libro assomiglia sempre più ad un mix tra la spy-story ed un thriller, con gli ingredienti ben amalgamati dall’autore, che si dimostra abile narratore e costruttore di trame. Le avventure di questo volume si svolgono tra Inghilterra, America, Russia, India e in piccola parte in Italia per dare al racconto maggiori spunti di interesse. Alcuni protagonisti sono al centro di disavventure che finiranno in un processo, le cui fasi cruciali sono raccontate in modo avvincente degno dei migliori legal-thriller di produzione americana. La serie deve essere letta in ordine cronologico quindi chi è interessato alla lettura di questo libro deve prima leggere i cinque capitoli precedenti.

Un milione di rovesci sbagliati

UN MILIONE DI ROVESCI SBAGLIATI

Titolo: Un milione di rovesci sbagliati

Autore: Boris Demcenko

Editore: Absolutely Free Libri

Una storia con protagonisti due fratelli gemelli, Nicola e Adriano, entrambi tennisti professionisti, uno ai primi posti della classifica internazionale, l’altro fatica ad entrare nel tabellone dei tornei più importanti. Uno meticoloso, preciso e razionale, l’altro più talentuoso ma sregolato, con tante occasioni mancate su cui recriminare. Un padre ingombrante, dalla forte personalità, un incidente d’auto che ha segnato la famiglia tanti anni fa, in cui è scomparsa la moglie. Il libro racconta una settimana movimentata vissuta a Roma, in occasione degli Internazionali d’Italia, il famoso torneo di tennis del Foro Italico, in cui i due fratelli vivranno una avventura irripetibile, che sarà l’occasione per scacciare i fantasmi del passato e per trovare una nuova armonia familiare.

Un libro in cui il gioco del tennis, con le sue implicazioni psicologiche, è al centro del racconto, diventando metafora delle difficoltà della vita. Le tecniche e le tattiche di gioco non sono più riservate all’area ristretta del campo da tennis ma diventano applicabili alla vita quotidiana. Tennis come guerra, tattiche di gioco come strumenti di sopravvivenza, la guerra non è solo quella combattuta dai militari ma la vita quotidiana. Un libro scritto con gran ritmo e con continui cambi di scena, coinvolgente come un thriller, accattivante come un film di azione. Un libro che piacerà a tutti coloro che giocano o hanno giocato a tennis, sport bellissimo ma crudele, che si ritroveranno nelle sensazioni e difficoltà psicologiche descritte dai protagonisti. Ma il libro piacerà anche ai lettori non tennisti per la scrittura fluida, per lo stile lineare, per la gentile irriverenza e quella leggerezza che aiuta a superare i momenti difficili tipica dei romani. L’autore, di origini ucraine nato a Roma, rientra nella categoria di autori che tanto mi sta a cuore, ossia quella degli scrittori ingegneri. Boris è ingegnere meccanico, imprenditore, tennista dilettante e con questa sua opera prima rivela tutto il suo talento per la scrittura. Spero di poter leggere presto un nuovo suo libro.

Granelli di rabbia

copertina granelli di rabbia

Titolo: Granelli di rabbia

Autore: Irene Caltabiano

Editore: The Freak

Granelli di Rabbia è una raccolta di 14 racconti, scritti da Irene Caltabiano, scrittrice messinese dalla prorompente sicilianità e grande amante del mare. Irene tratta i drammi, le ingiustizie e le difficoltà della vita dei nostri tempi e lo fa scrivendo in modo fluido e diretto, senza giri di parole. Che parli di amore, di violenza o di disagi giovanili o di fragilità umane, riesce sempre a trovare le parole e il modo giusto per colpire la mente ed il cuore del lettore, che si ritrova a vivere le emozioni ed i pensieri dei protagonisti con un coinvolgimento totale. In un mondo senza più punti di riferimento, dove molti si perdono senza possibilità di ritrovarsi, il mare diventa il luogo in cui tutto possono trovare la risposta, l’elemento a cui affidarsi per trovare quello che si sta cercando.

La scrittura di Irene richiama il clima, i colori, gli odori della Sicilia, una terra meravigliosa dove la vita spesso è molto più dura di quanto una persona possa sopportare. La lettura dei suoi racconti a volte colpisce duro senza lasciare speranza, a volte è una gentile carezza che lascia intendere che un futuro migliore è possibile, sempre che si sappia navigare nelle acque agitate del mare. I racconti di Irene non hanno un finale definito, è il lettore che potrà scegliere o immaginare come la vicenda finirà. Lei si pone l’obiettivo di raccontare con la sua storia qualcosa che non va bene, qualcosa che genera la sua rabbia, lancia i suoi granelli di rabbia sui lettori, che saranno liberi di usarli a loro piacimento. Il mare di Irene è a tratti scuro e terribile, a tratti trasparente e calmo, a volte ci culla dolcemente, a volte ci scuote violentemente. Tutto questo è la vita, anche per chi non conosce il mare.

Il volume è disponibile sul sito dell’editore: http://www.thefreak.it.

Il decoro

IL DECORO

Titolo: Il decoro

Autore: David Leavitt

Editore: SEM

Traduzione: Fabio Cremonesi e Alessandra Osti

I protagonisti del libro sono Eva e Bruce, moglie e marito, residenti a New York, molto ricchi grazie al lavoro di Bruce, mentre Eva cura le relazioni sociali, inviti a cena, amicizie, gli arredi di casa, le cene, i cuochi ed i menu per gli invitati. Una vita facile, tanti amici, avvocati, scrittori, architetti, tutti appartenenti alla alta borghesia intellettuale. Eva, Bruce ed i loro amici sono tutti preoccupati per l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e per la direzione politica che l’America prenderà sotto la sua guida. Eva è talmente sconvolta che decide di fare un viaggio in Italia tanto per cambiare aria ed allontanare le sue preoccupazioni. Il soggiorno a Venezia procura ad Eva la possibilità di acquistare un appartamento di prestigio, un ideale rifugio in caso di espatrio. L’investimento immobiliare della coppia diventa il perno attorno al quale ruoterà la vita di Eva, del marito e dei loro amici per il periodo successivo al soggiorno veneziano. Il romanzo racconta l’evoluzione dei rapporti umani tra i vari personaggi, con cambiamenti repentini ed imprevedibili. La principale chiave di lettura del romanzo non è una feroce e crudele critica a Trump ed alla sua politica, bensì un attacco agli ambienti benestanti e liberal, le classi sociali più elevate, che guadagnano molti soldi con lavori sopravvalutati e troppo ben pagati. Gente che vive in un mondo ovattato, lontano dalle difficoltà della gente comune. Gente ricca, priva di spessore morale, con tante relazioni sociali false, basate sulla formalità, senza amicizia, senza sostanza. Il libro è scritto in modo fluido ed elegante, con una ironia tagliente che colpisce le classi sociali dei protagonisti, la politica, il mondo dell’editoria, le relazioni interpersonali tra persone troppo preoccupate della propria immagine per essere ed apparire per quello che sono, troppo preoccupate di mantenere alto il “decoro” di ogni cosa che fanno.

Odio

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Titolo: Odio

Autore: Daniele Rielli

Editore: Mondadori

Marco De Sanctis è il protagonista di questo romanzo, ambientato in Italia nel presente o in un futuro prossimo. Non si può dire che il ritratto che viene fuori del nostro Paese sia così lusinghiero.  Marco è un blogger-filosofo-scrittore che grazie all’amicizia con “il Mastro”, una specie di guru delle nuove tecnologie, diventa imprenditore e raggiunge in brevissimo tempo un successo economico incredibile grazie ad una società che riesce a prevedere i desideri dei consumatori, raccogliendo dati personali ed elaborando il tutto con degli algoritmi che sembrano funzionare quindi promettere grandi guadagni a coloro che potranno disporre di tali dati a fini commerciali. Il racconto del successo professionale di Marco permette all’autore di descrivere gli ambienti che frequenta dopo aver bruciato le tappe della sua ricchissima scalata verso il successo. Il libro descrive il mondo della politica e della colorita umanità che ruota attorno alle stanze del potere, il mondo del giornalismo con i suoi poco edificanti modi di operare, al servizio dei potenti e mai al servizio della verità o del bene comune. Ambienti dall’esteriorità luccicante ma pieni di inconsistenza umana, tutta immagine e niente sostanza. Una società a cui la rivoluzione tecnologica è servita solo ad aumentare le distanze tra i ricchi, sempre più ricchi, e tutti gli altri, sempre più poveri, vessati e senza alcuna possibilità di salire di livello sociale. L’apparente disponibilità di sapere gratuito della rete non corrisponde ad un reale e diffuso accrescimento personale, anzi la nuova economia, ha bisogno di persone sempre meno pensanti e disposte ad alimentare le forme di reperimento dei dati da parte delle grandi aziende. Il popolo, una volta sovrano, poi suddito, ora consumatore, ha una sola possibilità, quella di partecipare alla grande raccolta dati, per consentire alle grandi aziende di vendergli di tutto, aumentando i loro profitti a dismisura, senza che nessun governo possa fare qualcosa per contenere questo assalto alla diligenza del ceto medio, classe sociale da spennare in tutti i modi. Nessuno si preoccupa del benessere delle persone, della loro crescita personale e sociale, l’importante è decidere come fargli spendere i soldi. Marco è un uomo ricco, influente, frequenta altri imprenditori e manager, consulenti, politici, uomini di governo, tutti appiattiti a seguire i sondaggi, a fare quello che è più conveniente per loro, il marketing come unica fede. Il resto non conta nulla. La conseguenza di questa finta modernità costruita dalle nuove tecnologie è l’appiattimento sociale dovuto alla insoddisfazione che la maggior parte delle persone prova per l’impossibilità di realizzare i propri sogni e dalla nascita di un rancore generalizzato che costituisce una marea montante di odio che viene incanalato verso alcuni obiettivi che diventano i capri espiatori su cui scaricare le proprie insoddisfazioni. Marco avrà modo di conoscere tale meccanismo ed affrontarne le conseguenze. E’ un libro sul declino della nostra società, scritto in modo diretto e moderno, con qualche spunto visionario e qualche puntata umoristica, ma anche tanto rammarico per dove ci troviamo.

Trio

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Titolo: Trio

Autore: Dacia Maraini

Editore: Rizzoli

Un libro breve, ambientato in Sicilia nel 1743, uno scambio epistolare tra due amiche, Agata e Annuzza, che sono cresciute insieme, hanno imparato insieme l’arte del ricamo, si sono appassionate alla letteratura leggendo gli stessi libri. La loro amicizia è superiore a qualsiasi difficoltà che il destino ha preparato per loro. Agata è la legittima sposa di Girolamo che è anche l’amante di Annuzza. Mentre una epidemia di peste sta mettendo a dura prova la città di Messina, con un numero enorme di morti e di malati, le due amiche si sono allontanate dalla città per sfuggire ai rischi del contagio. La loro amicizia sopravvive alla lontananza ed alla inevitabile gelosia.

Un libro uscito quando eravamo a casa per il Lockdown e la situazione raccontata nel libro, pur ambientata oltre 270 anni prima, è molto simile a quanto abbiamo vissuto nella primavera del 2020. Il libro è molto breve e verte sull’amicizia tra due donne, che hanno deciso di essere amiche prima di tutto e per continuare ad esserlo, danno vita ad un inedito triangolo amoroso che è tanto inverosimile quanto trasgressivo ed unico. La Maraini dedica le sue opere a donne che hanno grande capacità di affrontare la vita ed anche questo breve “Trio” ha come protagoniste due donne che affrontano una situazione estrema che ridefinisce i confini a cui può arrivare l’amicizia tra donne.

L’incanto del pesce luna

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Titolo: L’incanto del pesce luna

Autore: Ade Zeno

Editore: Bollati Boringhieri

L’incanto del pesce luna è il titolo dell’ultimo romanzo di Ade Zeno, un libro originale che vuole esplorare i limiti della mente umana e per farlo ha dovuto inventare una trama in grado di creare condizioni estreme. Il protagonista del libro è Gonzalo, di professione cerimoniere della Società di Cremazione cittadina. Lui è il migliore nel suo lavoro, riesce a trasformare ogni mesta cerimonia di cremazione in un momento indimenticabile per i parenti dello scomparso. Gonzalo trova sempre la poesia giusta, la musica evocativa, sa costruire la giusta atmosfera per trasformare il dolore dei presenti in commozione per come il defunto viene ricordato. Gonzalo è sposato ed è padre di una bambina, Ines, che è tutto per lui, padre orgoglioso e felice. Ma il destino sarà duro con Gonzalo. La sua piccola Ines si ammala di una malattia rara, sprofonda in uno stato vegetativo irreversibile. Per permettersi di pagare le cure della figlia, Gonzalo abbandona il suo lavoro di cerimoniere per diventare l’uomo di fiducia di una famiglia ricchissima che deve convivere con un segreto che per nulla al mondo deve essere svelato. La vita di Gonzalo sprofonda nel più buio degli inferni, da cui tenterà di risalire quando si renderà conto di quello che era diventato per amore della figlia.

Il libro affronta molti temi quali i tranelli che il destino ci riserva, la crudeltà di cui ognuno di noi può essere capace per fare il bene ad una persona cara, della pericolosità delle proprie ansie e della insoddisfazione di quello che si è. Il romanzo racconta cose molto diverse tra di loro e definirne il genere non è semplice dato che si va dal noir al drammatico, dal fantastico al libro di azione. Tutto è ben dosato, la narrazione è fluida, i temi trattati, pur scabrosi e tremendi, sono resi in modo elegante e raffinato. L’atmosfera del romanzo è pesante, c’è sempre di mezzo la morte nelle sue varie espressioni, con cui Gonzalo è costretto a convivere, per scelta e per necessità. Gonzalo vive la sua vita estrema senza chiedersi se c’è una via di uscita, con la disperazione che gli impedisce di vedere altro che la morte di cui è circondato. Un romanzo provocatorio, a tratti terribile, a tratti commovente. E’ davvero tutto lecito se viene fatto per amore? E’ possibile redimersi e tornare indietro? Tutto può tornare come prima come se niente fosse accaduto? Il libro non dà risposte definitive, lascia all’immaginazione di ognuno le possibili risposte.

Le isole di Norman

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Titolo: Le isole di Norman

Autore: Veronica Galletta

Editore: Italo Svevo

 

Elena è una studentessa universitaria, iscritta al primo anno della facoltà di geologia, abita sull’isola di Ortigia con i genitori. Il padre è professore di matematica, ex militante del PCI, ha il diabete e cura le sue malinconie cucinando melanzane alla parmigiana. La madre è malata, soffre di depressione, vive chiusa nella sua stanza, con pile di libri che sposta e riordina spesso secondo schemi che solo lei ha nella testa. Elena cerca di conoscere meglio sua madre mappando gli spostamenti dei libri, cercando di coglierne il senso. La donna improvvisamente abbandona la casa senza lasciare alcun messaggio di addio o un qualche indizio su dove possa essere andata. Elena si spende per ritrovare sua madre e nello stesso tempo scoprire cosa è successo durante la sua infanzia, quando un incidente domestico le provocò delle profonde ustioni le cui cicatrici ancora porta addosso. Elena adora leggere, il suo romanzo preferito è l’Isola del Tesoro, ed è a questo libro che lei si è ispirata per dare un nome alle sue cicatrici, come fossero isole sul suo corpo. Elena ha sempre avuto un forte legame con la sua casa, un rapporto con i genitori di affetto ma privo di dialogo e di comunicazione. La scomparsa della madre libera Elena dalle sue angosce e accelera il suo processo di maturazione, preparandola alla sua nuova vita. Il libro è ambientato negli anni Novanta, con eventi storici, politici e di cronaca che segnarono fortemente il periodo.

Il libro racconta la crescita e la formazione della ragazza, il suo modo di trovare la forza per liberarsi del suo passato e del suo legame al luogo dove è nata e trovare la direzione per la sua vita di adulta.

Un libro dall’incedere lento, dove i pensieri di Elena si accumulano in disordine, il suo metodo delle mappe mentali sembra non possa dare i risultati voluti. Una storia chiusa in se stessa, un pò opprimente, ambientata in spazi limitati, una protagonista che cerca nel passato risposte che non potrà avere. 

La ragazza dei segreti

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Titolo: La ragazza dei segreti

Autore: Kate Furnivall

Editore: Piemme

Traduzione: Giada Fattoretto

Siamo in Francia, nel 1953. La Seconda Guerra Mondiale è finita da qualche anno e il Paese sta vivendo il periodo della guerra fredda, con i francesi divisi in due fazioni, coloro che appoggiano senza esitazioni gli americani e le loro basi militari in territorio francese e coloro che invece appoggiano il regime comunista di Mosca come unica forza capace di contrastare il predominio americano. Eloïse è la protagonista del romanzo insieme al fratello maggiore André, agente della Cia. I due fratelli sono sempre vissuti insieme con André che ha cercato di sopperire alla prematura scomparsa della madre, avvenuta quando Eloïse era ancora una bambina. Il forte legame tra i fratelli e la situazione storica della Francia in quel periodo danno origine ad una storia ben scritta ed affascinante, ambientata nella terra di origine dei due fratelli, ossia la Camargue, con i suoi animali selvaggi, fenicotteri, la vita dura e faticosa degli allevamenti di bestiame e le caratteristiche corride “alla francese” che si discostano da quelle spagnole per il diverso trattamento riservato ai tori. La storia racconta le vite di persone che reagiscono in modo diverso al delicato momento storico, alcuni scelgono la fedeltà alla patria, altre scelgono il tradimento, per ideali, per denaro o per vanità. Una storia piena di doppi giochi, bugie, mancate verità, tranelli. Un libro dal ritmo incalzante che non lascia molto respiro al lettore che si trova coinvolto in una storia in cui ci sono poche certezze, tanta è l’ambiguità dei personaggi e delle cose che vengono dette e fatte. La scrittura di Kate Furnivall è trascinante e decisa, riesce ad interpretare i pensieri di personaggi di fazioni opposte in modo chiaro, costruendo un quadro complessivo credibile e coinvolgente. Tante storie nella storia, tanti personaggi, molte tensioni familiari e civili, per descrivere un periodo storico non cui non era possibile rimanere indifferenti a quanto stava accadendo e si doveva decidere da che parte stare. Il romanzo rende molto bene i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni politiche e personali, riuscendo a descrivere la situazione francese con molta precisione. La copertina è piuttosto fuorviante rispetto al contenuto del libro.