I baffi – Emmanuel Carrère

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Titolo: I baffi

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi

Traduzione: Maurizia Balmelli

Una decisione improvvisa, presa di getto, senza pensarci troppo. Il protagonista è in bagno e decide di cambiare la sua immagine e si taglia i baffi. Niente di speciale, ma un piccolo cambiamento ogni tanto ci vuole, anche solo per la curiosità di vedere le reazioni di sua moglie, degli amici e dei colleghi di lavoro. Con grande sua sorpresa, nessuno si accorge della differenza, anzi tutte le persone che lo circondano dicono che lui i baffi non li ha mai avuti. Lo sostiene la moglie, gli amici con cui va a cena, i suoi colleghi. All’inizio crede che sia uno scherzo organizzato dalla moglie. La cosa prosegue e lui non si capacita di come sia possibile che uno scherzo duri così a lungo e coinvolga così tante persone. La cosa va avanti e lui comincia a temere che la moglie stesse impazzendo o che forse sia già diventata completamente pazza. I dubbi aumentano e il protagonista comincia progressivamente a perdere colpi arrivando a mettere in dubbio la sua intera vita. La storia prosegue con uno smarrimento crescente e sempre più sconcertante.

Un libro inquietante, un thriller psicologico, che descrive l’evoluzione della forma di pazzia distruttiva del protagonista. Tutto inizia da un banale gesto di rottura rispetto alla routine quotidiana, una azione semplice che chiunque può fare ma che in questo caso scatena nel protagonista un cambiamento radicale del punto di vista della sua vita, dei suoi affetti e relazioni, per scoprire che non sopporta più nulla di tutto quello che ha, per desiderare tutt’altro. La narrazione parte lenta e abbastanza piatta ma poi aumenta di ritmo e di intensità riuscendo a descrivere con grande efficacia i turbamenti del protagonista, i suoi momenti di grande sofferenza. Un libro inquietante e terribile che mostra la fragilità delle persone e di come si è sempre soli di fronte alle grandi difficoltà della mente.

 

 

Il signor Cardinaud – Georges Simenon

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Titolo: Il signor Cardinaud

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Sergio Arecco

Huber Cardinaud è un uomo felice. Figlio di un cestaio, è riuscito a diventare un impiegato, ha sposato la donna che ha amato fin da quando aveva 15 anni e che gli ha dato due figli. Ha acquistato la casa in cui vive. La raggiunta tranquillità, economica e familiare, gli consente di godersi la passeggiata domenicale, di salutare i conoscenti e di acquistare un dolce in pasticceria. Tutto sembra andare per il meglio quando improvvisamente, tornando a casa proprio da una passeggiata domenicale, non trova più la moglie, la sua adorata Marthe. La casa è in ordine, i letti rifatti, le stanze pulite. Il pranzo nel forno bruciato, chiaro segnale che è successo qualcosa di strano. La figlioletta è stata lasciata dalla vicina, mentre il bambino era con il padre a passeggio. Hubert comincia una ricerca affannosa della moglie, prima dai suoceri poi dai suoi genitori per poi scoprire che la moglie ha un amante e che è fuggita con lui. Il signor Cardinal comincia la ricerca della moglie deciso a tutti i costi di riportarla a casa, chiedendo in prestito dei soldi ed esponendosi al giudizio ed al dileggio degli altri.

La storia racconta come Hubert per amore e per difendere la sua famiglia è pronto a rischiare tutto pur di riportare a casa la moglie. La storia di un matrimonio solo apparentemente felice, di incomprensioni e incomunicabilità tra coniugi, di una donna che si sente compressa e poco realizzata, in pratica infelice. Ma anche la storia di un marito nato in una famiglia povera con una grande voglia di tentare la scalata sociale, per vivere meglio, per dare a sua moglie il benessere a cui era abituata essendo nata in una famiglia benestante. Una storia d’amore, di un uomo che ha il coraggio di affrontare il tradimento con orgoglio e di una donna che non vuole rinunciare alla sua felicità. In questo libro le ambientazioni sono meno cupe rispetto ad altre opere di Simenon, lo stile è al solito scarno ma di grande efficacia.

Il colibrì – Sandro Veronesi

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Titolo: Il Colibrì

Autore: Sandro Veronesi

Editore: La nave di Teseo

Il libro racconta la vita di Marco Carrera, la sua gioventù, le donne principali della sua vita, il destino di sua figlia Adele, il suo rapporto con i genitori e con i suoi due fratelli, Giacomo ed Irene. Marco è un ragazzo come tanti, una gioventù agiata, sci, tennis, benessere ed ottimismo per un futuro brillante, una storia comune a tanti figli della borghesia italiana di quel periodo. Una storia però funestata da tanti lutti, condizionata da tanto dolore e tanti eventi negativi. La sua vita sembrava destinata alla felicità ed all’armonia, con il matrimonio con una moglie bellissima ed una figlia adorabile. I problemi psicologici della bambina porteranno il matrimonio a sgretolarsi e diventare la causa di molti altri problemi.

Colibrì è il soprannome di Marco, per la sua capacità di restare dove si trova, nonostante tutto quello che accade attorno a lui, dal matrimonio fallito, al grande amore per una donna mai sfociato in una vera relazione, anche questo fonte di tanti dispiaceri e delusioni. Dolori personali, dolori familiari, situazioni difficili e impreviste.

Il libro è scritto in modo molto originale, utilizzando capitoli tradizionali, oppure capitoli che sono delle lettere, oppure e-mail e messaggi telefonici. Il romanzo cambia registro in continuazione con momenti quasi umoristici a situazioni drammatiche e dolorose. Si toccano varie tematiche, dal malessere di vivere, infatti molte protagoniste sono in analisi, ai problemi delle relazioni familiari, problemi psicologici di vario tipo fino all’eutanasia. La storia procede a velocità variabile, con alti e bassi, con alcuni eventi incalzanti ed interessanti con parti più lente e meno coinvolgenti. Ma c’è sempre un nuovo evento, un colpo di scena che fa ripartire l’attenzione verso la storia. I vari capitoli raccontano le vicende senza rispettare l’ordine temporale, ma saltando qua e là nelle diverse epoche in cui si svolgono i fatti. La vita di Marco Carrera ci insegna a superare le difficoltà della vita con la forza e la voglia di andare avanti, cercando dopo ogni batosta del destino un motivo per continuare ad andare avanti.

Scavare – Giovanni Bitetto

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Titolo: Scavare

Autore: Giovanni Bitetto

Editore: Graffi-Italosvevo Editore

Un famoso filosofo marxista muore. E’ stato un grande intellettuale di livello mondiale. Il suo amico–rivale di una vita, uno scrittore nichilista, gli rende un omaggio postumo la sera del suo funerale, ripercorrendo la storia della loro amicizia in una specie di monologo che lo scrittore recita parlando a sé stesso.

E’ lo stesso scrittore a narrare la storia, dal loro primo incontro, alla nascita della loro amicizia, le gelosie, invidie e rivalità. Il racconto si rivela un dettagliato ed approfondito racconto della personalità dello scrittore. Una amicizia molto particolare, in realtà una sorta di competizione continua, una vita spesa a cercare di affermare la sua superiorità sull’amico filosofo. I due antagonisti condividono gioie e dolori, lutti e affermazioni professionali, senza partecipare emotivamente ai sentimenti dell’altro, semplicemente sono dei testimoni di quanto accade. Lo scrittore fa di tutto per catturare l’attenzione e l’approvazione del suo amico filosofo senza riuscirci, covando con il passare del tempo un rancore crescente e nuovi motivi di scontro. Il libro espone solo il punto di vista del narratore, con la sua rabbia ed avversione nei confronti dell’amico che è per lui la ragione principale per fare quello che sta facendo, per dimostrargli le sue capacità ed in qualche modo la sua superiorità.

Questo libro sorprende per lo stile della scrittura, netto e chiaro, per il modo originale scelto dallo scrittore di parlare di sé ricordando il filosofo che non c’è più, descrivendo alla perfezione i suoi pensieri tormentati, le sue idee sviluppate principalmente per andare contro le idee del suo amico. La rivalità come ragione di vita, come ossessione esistenziale. Un libro senza tempo e senza luogo, dove le cose e le persone non hanno aspetto fisico, colori e forme, contano solo i pensieri. Il tutto raccontato con uno stile bello ed essenziale, dove ogni parola è pesata e studiata, senza ridondanze, con grande precisione ed eleganza. Il volume è piccolo e stampato con carta e stile di altri tempi, per una lettura notevole che ha anche il pregio di un piacere tattile ormai perduto.

Le gratitudini – Delphine de Vigan

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Titolo: Le gratitudini

Autore: Delphine de Vigan

Editore: Einaudi

Traduzione: Margherita Botto

Michka era una correttrice di bozze, lavorava con le parole. Ora è in pensione e si è ammalata di afasia, non riesce più ad esprimersi correttamente, ha perso l’uso di quelle parole che aveva maneggiato per tutta la vita. Michka vive da sola, non ha parenti, ha una figlioccia, Maria, che la va a trovare tutti i giorni e non le fa mancare l’affetto e le attenzioni di cui ha bisogno. Ma la malattia avanza inesorabile e Michka oltre alle parole perde anche l’autosufficienza e arriva il momento in cui non è più in grado di vivere da sola. Mette in vendita l’appartamento e va a vivere in una residenza per anziani. Qui trova un giovane ortofonista, di nome Jerome, che la segue con affetto facendole fare esercizi per ritardare gli effetti della malattia. Gli esercizi per Michka diventano sempre più difficili per via delle sue condizioni che peggiorano continuamente.

Il libro narra l’ultimo periodo di vita di Michka attraverso i dialoghi tra i protagonisti, con Jerome e Maria che si alternano come voci narranti capitolo dopo capitolo. I due accudiscono amorevolmente Michka, la sostengono e la seguono nel suo lento declino. Michka perde le parole ma non la capacità di farsi capire e di esprimere i propri sentimenti. Con l’aiuto di Jerome e di Maria, Michka riuscirà ad esaudire il suo ultimo desiderio.  Tra Michka, Jerome e Maria non ci sono legami di sangue ma i due giovani provano per lei un grande affetto e la accompagnano verso il momento dell’inevitabile distacco, trattandola con grazia e amore, senza pretendere nulla da lei, seguendo il cammino inevitabile e inesorabile deciso dalla malattia. Michka è rassegnata al suo destino, sa che nulla potrà cambiarlo, vive l’ultima parte della sua vita cercando di concentrare le sue ultime energie su quello che ritiene giusto fare per chiudere il cerchio della propria esistenza.

Il libro tratta la malattia senza rabbia e senza trasmettere pena o angoscia, spiegando che solo con l’accettazione della malattia è possibile affrontare le grandi difficoltà a cui va incontro il malato e le persone che gli sono vicine, raccontando l’inevitabile distacco con la serenità di chi ha fatto tutto quello che era giusto fare. Delphine de Vigan offre ai suoi lettori un libro gentile e toccante su un argomento potenzialmente crudele come sono le malattie degenerative.

La fine del tempo – Guido Maria Brera

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Titolo: La fine del tempo

Autore: Guido Maria Brera

Editore: La nave di Teseo

“La fine del tempo” racconta la vicenda del professor Philip Wade e della sua amnesia che ha fatto sparire i suoi ricordi recenti oltre al saggio che stava scrivendo. Le vicende della storia sono la base su cui poggia un saggio sul funzionamento della finanza mondiale negli ultimi 10 anni. Il libro tratta argomenti di grande attualità come il populismo delle nuove forze politiche, le grandi corporation protagoniste dell’economia mondiale, la nuova aristocrazia finanziaria che governa il mondo tramite le nuove aziende Hi Tech. Un racconto dettagliato e avvincente su quello che è accaduto e su quello che potrà accadere nel prossimo futuro con l’economia non più basata sulla produzione industriale o sugli investimenti immobiliari. Le enormi quantità di soldi disponibili a tasso zero, grazie alle politiche monetarie delle Banche Centrali, hanno eliminato la variabile del tempo e favorito gli investimenti nell’economia digitale. Il limite di quello che è accaduto è che questa nuova economia crea troppe diseguaglianze e il prezzo maggiore lo stanno pagando i ceti medi che non sono più in grado di mantenere il proprio tenore di vita e non consumano più e da qui il calo della domanda di beni di consumo. I Governi stanno reagendo troppo lentamente per contenere lo strapotere delle Corporation. Solo i Governi potranno fare da argine alla crisi prossima ventura. I consumi dei ceti medi sono indispensabili per mantenere in piedi la macchina dell’economia e la loro tutela deve essere affidata ai Governi e non alla finanza. Non è facile adeguare le leggi alla velocità con cui le corporation operano sui mercati mondiali, creando posizioni dominanti in pochissimo tempo, approfittando dei vuoti legislativi, ponendosi in posizione di indubbio vantaggio quando i Governi cercheranno di modificare le condizioni di mercato. Tutto questo e molto altro è raccontato nel romanzo.

Guido Maria Brera è un imprenditore della Finanza, gode di un punto di vista privilegiato sull’economia e forse è uno dei pochi protagonisti della finanza mondiale che si preoccupa delle sorti del ceto medio. Il suo intento di voler spiegare in modo realistico e senza giri di parole i meccanismi per cui l’ascensore sociale ha smesso di funzionare per i ceti medi è di certo lodevole, come pure la sua posizione critica sull’economia moderna che scarica tutti i rischi sulla classe operaia e tutti i guadagni sulle istituzioni finanziarie. Il libro non è solo finanza, c’è spazio per riferimenti storici, filosofici, culturali di vario tipo. Un libro che si legge di un fiato, interessante e coinvolgente come un giallo.

Piu’ della spada – Jeffrey Archer

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Titolo: Più della spada

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

La Saga arriva a metà degli anni 60. La compagnia Barrington celebra il primo viaggio del “Buckingham”, la grande nave che copre la tratta per New York, ma c’è poco da festeggiare per via di un attentato dell’IRA che rischia di vanificare l’investimento e di distruggere la compagnia navale. Harry Clifton prosegue la sua carriera di scrittore e diventa anche paladino di una battaglia per salvare un dissidente russo che è stato imprigionato per aver scritto un libro contro il regime.

Giles Barrington diventa ministro ma durante un viaggio a Berlino Est commette un errore imperdonabile che rovina il matrimonio e mette in crisi la sua carriera politica. I destini delle due famiglie sono appesi ad un filo ed è Sebastian Cliftor, il figlio di Harry ed Emma che crescendo è diventato uno scaltro e navigato manager bancario, ad essere il vero punto di riferimento della famiglia.

Prosegue tra colpi di scena di tutti i tipi la lotta per la sopravvivenza delle famiglie Clifton e Barrington, il cui elenco di amici fidati comincia ad assottigliarsi mentre l’elenco dei nemici vecchi e nuovi trova sempre nuovi adepti pronti ad investire soldi per favorire vecchie e nuove vendette.

La fine di questo quinto capitolo arriva proprio quando la corte sta per emettere la sentenza del processo per diffamazione che vede Emma Barrington contro la ex moglie di Giles, Virginia Fenwick, capace di radunare attorno a se tutti i potenziali nemici e avversari dei Clifton e Barrington, in una guerra senza fine. L’esito del processo avrà grande importanza per il futuro di Emma e della compagnia di navigazione. Ma per scoprire cosa accadrà bisogna aspettare l’uscita del sesto volume che è prevista, nella edizione italiana, per il prossimo giugno.

I commenti positivi delle recensioni dei volumi precedenti valgono anche per questo quinto volume che continua a raccontare una storia sempre avvincente e con nuovi spunti di interesse.