Stella o croce

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Titolo: Stella o croce

Autore: Gian Mauro Costa

Editore: Sellerio

Per scrivere un buon giallo non è necessario inventare storie complicate, con tecnologie spaziali e personaggi straordinari con doti da supereroe. Basta scrivere una storia credibile, con personaggi normali ma ben caratterizzati, con una ambientazione piacevole, una scrittura lineare e piacevole ed il gioco è fatto, come è il caso di Stella o croce di Gian Mauro Costa.

Una donna viene uccisa a Palermo. Era una parruccaia, produceva parrucche su misura, soprattutto per malati oncologici. Era una donna buona e generosa, ben voluta da tutti. Chi può averla uccisa?  A distanza di alcuni mesi dal ritrovamento del cadavere, le indagini sono ferme, nessun indizio, nessuna pista da seguire. Angela Mazzola è una poliziotta, giovane, intraprendente e grazie ad una amicizia in comune con la parruccaia, inizia una sua indagine personale per scoprire il colpevole dell’omicidio. Questo Stella o Croce è il primo libro che l’autore scrive con protagonista Angela Mazzola. Il libro è ambientato a Palermo, con le sue strade trafficate e rumorose, la sua gastronomia esuberante, i suoi abitanti dalla spiccata umanità. Angela è una semplice agente della squadra mobile, decide di indagare per semplice voglia di giustizia, per far prevalere il bene, senza trarne benefici personali. Il libro scorre veloce, i colpi di scena si susseguono con buon tempismo. Il mondo dei clienti della parruccaia era vasto e variegato, una umanità che soffriva in silenzio e subiva il peso della malattia, continuando a vivere la vita delle persone semplici, che viene abilmente descritta e messa in risalto. Un giallo tradizionale, senza alcun riferimento alla mafia e per essere una storia ambientata a Palermo è un pregio non da poco. Una trama ben studiata, originale, ben scritta, per una piacevole ed intrigante lettura.

L’appeso di Conakry

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Titolo: L’appeso di Conakry

Autore: Jean Christophe Rufin

Editore: Edizioni e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

L’appeso di Conakry è Jacques Mayères, un ricco ex industriale francese che si è ritirato dagli affari e vive a bordo del suo yacht in giro per il mondo. La sua barca è ancorata a Conakry, capitale della Guinea. Una mattina il suo cadavere viene trovato appeso ad un albero della sua imbarcazione. Le autorità locali iniziano le indagini e il consolato francese incarica Aurel Timescu, un suo addetto, di seguire il caso. Aurel è nato in Romania ed è riuscito a intraprendere la carriera diplomatica per caso, grazie alla famiglia della sua ex moglie. Aurel è un tipo originale, amante del vino bianco, è un buon suonatore di pianoforte, veste sempre in modo troppo pesante per il caldo esagerato africano e indossa sempre occhiali da sole da alpinista. Vestito così è difficile essere presi sul serio e infatti Aurel è spesso oggetto di scherno da parte di colleghi e conoscenti. Aurel decide di iniziare una sua indagine personale sull’omicidio di Jacques Mayères, per dare un senso alla sua presenza a Conakry ed anche perché fare l’investigatore è sempre stato un suo sogno.

La trama del libro è consistente e originale, l’ambientazione è esotica e accattivante, descritta in modo dettagliato e realistico. La situazione generale della Guinea, sia sociale che politica, è ben descritta e il contesto di tutta la storia è molto verosimile. Il porto di Conakry diventa l’ambientazione ideale per una storia come quella raccontata, al centro di traffici di armi e droga da e verso il Sudamerica, ma anche approdo turistico per esperti naviganti, frequentato, come tutti i porti, da una umanità varia, con molti personaggi che conducono una vita di espedienti al limite della legalità. L’omicidio sembra l’epilogo di una rapina andata a finire male ma con il procedere del racconto diventa una nuova storia, quello che sembrava essere un ricco e annoiato milionario francese in cerca di facili avventure si dimostra essere un uomo del tutto diverso e di tutt’altra pasta. L’autore, Jean-Christophe Rufin, è un medico, diplomatico ed è tra i fondatori di Medici senza Frontiere. Un uomo intraprendente, generoso e dotato di molti talenti, tra cui anche quello della scrittura.

Il furto della Divina Commedia

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Titolo: Il furto della divina commedia

Autore: Dario Crapanzano

Editore: Mondadori

Il furto della Divina Commedia è un giallo ambientato a Milano nell’ormai lontano 1954. Il preside di un liceo cittadino. Michele Esposito, ha la passione per i libri antichi. Una inaspettata eredità gli consente di acquistare per una cifra notevole per l’epoca, circa 4 milioni di lire, un antico incunabolo della Divina Commedia. Un volume raro e di grande valore che il preside decide di custodire nella cassaforte della scuola dato che a casa sua non dispone di un posto altrettanto sicuro dove custodire il prezioso oggetto. Passano pochi giorni e il volume sparisce e il preside non può che denunciare il furto alla polizia. L’indagine è affidata a Fausto Lorenzi, un giovane ispettore dal fisico imponente da ex giocatore di pallacanestro. I primi indiziati del furto sono i professori del liceo e la segretaria del preside, Anna Maria Rosellini. Tutto il gruppo viene convocato per essere interrogato dall’ispettore Lorenzi. Pochi giorni dopo la signora Rosellini viene ritrovata cadavere nel suo appartamento. Non ci sono evidenti collegamenti tra l’omicidio della donna e il furto del volume, ma l’ispettore Lorenzi ritiene da subito che i due reati sono collegati tra loro. Le indagini proseguono con sullo sfondo la vita tranquilla della Milano dell’epoca. Lorenzi trova il tempo per indagare e svolgere i suoi doveri professionali insieme a quelli della sua vita privata, essendo separato dalla moglie con un figlio, a cui non fa mai sentire la mancanza della sua compagnia e del suo affetto, così come trova il tempo di corteggiare una ragazza molto sensibile alle sue attenzioni.

Crapanzano ricrea le atmosfere del periodo con molta precisione, eleganza e gentilezza. In quegli anni la vita era semplice, le persone vivevano con moderazione ed equilibrio, apprezzando quel poco che c’era. Un libro piacevole scritto con uno stile limpido e lineare per una lettura rilassante e gratificante.

Al momento della scomparsa la ragazza indossava

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Titolo: Al momento della scomparsa la ragazza indossava

Autore: Colin Dexter

Editore: Sellerio

Traduzione: Luisa Nera

Una ragazza è scomparsa da due anni. Il responsabile dell’indagine, l’ispettore Ainley, muore in un incidente stradale. L’ispettore Morse eredita tutte le indagini del suo collega deceduto tra cui quella della ragazza scomparsa, Valerie Taylor. Le indagini non sono riuscite a stabilire se la ragazza possa essere ancora viva o tragicamente scomparsa. Morse lavora nella stazione di polizia della Thames Valley, nei pressi di Oxford ed ha come aiutante il sergente Lewis, è un gran lavoratore, dedica alle indagini tutto il tempo necessario, lavora con pazienza e metodo, forse non è brillante come altri suoi colleghi, ma lavora con molta attenzione e cura dei dettagli. Morse è un uomo che vive solo a cui piacerebbe trovare una compagna con cui dividere la vita ma non riesce a trovarla. Ogni tanto si lascia andare e beve qualche bicchiere di troppo ma è sempre puntuale al lavoro, senza eccezioni.

Al momento della scomparsa la ragazza indossava è un giallo scritto in modo brillante con protagonista un investigatore che non sa nulla dell’indagine, non sa bene da dove cominciare, prende in considerazione tutte le ipotesi e procede per tentativi, arrancando spesso nel buio più totale. Procede lentamente con le scoperte, che portano a qualche nuovo indizio che consente all’indagine di progredire e così via. Il racconto procede tra le ipotesi e le deduzioni di Morse, nel lavoro sul campo e nell’analisi dei dati. L’ispettore Morse è un personaggio lontano dagli investigatori tradizionali della letteratura gialla, di solito intelligentissimi, brillanti e geniali. Lui non ha colpi di genio, procede lentamente, senza grosse intuizioni, non ne sa più del lettore che si sente quasi incoraggiato a partecipare all’indagine fornendo qualche contributo. Caratteristiche le atmosfere della campagna inglese, lontane dai fasti e dalla opulenza della vicina Londra. Libro per gli amanti dei gialli tradizionali, basato sull’analisi dei fatti e sul metodo investigativo. La conclusione dell’indagine arriva con ragionamenti semplici senza ricorrere a doti speciali, memorie fuori dal comune o conoscenze scientifiche speciali. Tutto è molto normale, descritto con stile scanzonato e brillante, con un leggero humor tipico britannico che non guasta. Una lettura piacevole.

 

Violette di marzo

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Titolo: Violette di marzo

Autore: Philip Kerr

Editore: Fazi

Traduzione: Patrizia Bernardini

Siamo a Berlino nel 1936, mancano pochi giorni ai Giochi Olimpici, quelli della storica vittoria del velocista di colore Owens nei cento metri piani davanti ad Hitler. Marito e moglie vengono uccisi a casa loro che viene successivamente data alle fiamme. La donna era figlia di un famoso e ricchissimo uomo d’affari, Hermann Six, che incarica l’investigatore privato Bernie Gunther, ex poliziotto, per indagare sul duplice omicidio e soprattutto ritrovare una preziosissima collana di diamanti della figlia Grete, che risulta scompara. La donna non aveva fatto testamento, quindi tutti i suoi beni, compresa la collana, sarebbero andati al marito, Paul Pfarr, che, come avrebbero scoperto le indagini, era una “violetta di marzo”, ossia un affiliato recente al partito nazionalsocialista, che  aveva fatto testamento e designato come unico suo erede il Reich. L’investigatore Bernie Gunther accetta l’incarico dal signor Six, attratto dal generoso compenso offerto, pur consapevole dei rischi che l’indagine avrebbe comportato.

Violette di marzo  è uscito nel 1989 ed è il primo di una trilogia che vede Bernie Gunther come protagonista. L’indagine porterà Bernie ad incontrare figure importanti della politica del momento, quindi personaggi di spicco del Terzo Reich, che passeranno alla storia per le notissime e terribili vicende legate al nazismo. La situazione all’interno del partito nazionalsocialista è ben diversa da quella del gruppo di potere monolitico che potremmo essere portati a credere. Grandi conflitti interni, lotte di potere per prendere le posizioni più vicine ad Hitler, corruzione, violenza, controllo sulla popolazione da parte della polizia esagerato, violento ed eccessivo. Bernie si rivela un abile e scaltro investigatore, anche se la sua intraprendenza gli farà correre moliti rischi per la sua incolumità. I suoi agganci da ex poliziotto lo salveranno da alcune situazioni molto complicate. Bernie è un convinto antinazista che si trova a disagio nel clima tetro della vita quotidiana Berlinese, con tutti gli episodi di antisemitismo e di violenza che si ripetono con ormai monotona frequenza.  In quei giorni a Berlino si respira un’aria di maggiore libertà, in quanto proprio per le Olimpiadi, il regime aveva adottato alcune misure per dimostrare ai turisti ed agli stranieri come la Germania fosse un paese aperto e libero, che lasciava spazio alla libertà di stampa ed alle voci critiche verso il governo. Un giallo con una trama molto ben costruita, un investigatore empatico e anticonformista, una ambientazione che mostra dall’interno alcuni aspetti e fatti poco noti della storia della Germania del Terzo Reich. In questa storia nulla è come sembra, nell’indagine di Bernie, dove i vari personaggi appaiono per quello che non sono, come nella vita quotidiana di Berlino, grazie all’atmosfera olimpica.

Notturno di Gibilterra

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Titolo: Notturno di Gibilterra

Autore: Gennaro Serio

Editore: L’orma

Lo scrittore Enrique Vila-Matas uccide un giornalista che lo sta intervistando. Il motivo della furia omicida è la scarsa preparazione e professionalità dell’intervistatore. Dopo aver ucciso il giornalista, lo scrittore scappa. Ad indagare sull’omicidio è il detective che è anche voce narrante del romanzo, guidato dalla sorella Soledad, altra voce narrante. Il detective si mette alla ricerca dell’unico sospettato per l’omicidio, ossia il fuggiasco Vila-Matas, che cerca di scappare viaggiando qua e là per l’Europa. Il detective si proclama “Nemico delle lettere” ma per sostenere di esserlo dimostra una grande conoscenza del genere letterario che vorrebbe combattere mentre la sorella è una donna di enorme cultura e conoscenza letteraria, anche se un po’ stramba e originale. La storia si sviluppa sotto forma di romanzo epistolare tra il detective e la sorella, con i vari capitoli che altro non sono che le lettere con cui il detective racconta i progressi delle indagini e le risposte scritte che la sorella scrive per spingerlo a continuare le ricerche e guidarlo nel suo peregrinare all’inseguimento dello scrittore.

Il libro altro non è che una critica alla produzione di libri di media e scarsa qualità, con particolare attenzione verso il genere giallo, di cui è una colta parodia fatta attraverso gli strumenti delle citazioni letterarie e dei tanti e continui riferimenti agli autori del passato, che in qualche modo sono rappresentati dal detective. La scrittura è brillante e ironica, tanti i riferimenti alle opere della letteratura, la costruzione della trama trapela fantasia ed inventiva. Un grande gioco che usa la letteratura per criticare la letteratura, con grande sfoggio di conoscenza della materia. Un libro originale per gli appassionati di romanzi e dei loro protagonisti. Il libro può anche essere visto, invece che come una critica, come un modo per rendere omaggio alla narrativa nel suo complesso.

Il metodo Catalanotti

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Titolo: Il metodo Catalanotti

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Sellerio

Il romanzo inizia con Mimì Augello in piena azione con l’ennesima amante occasionale quando improvvisamente il marito rientra a casa. Per Mimì non rimane che la fuga attraverso la finestra della camera da letto. L’unica possibilità di allontanarsi è quella offerta dall’appartamento al piano di sotto dove Mimì entra e si ritrova di fronte un uomo, sdraiato sul letto, vestito di tutto punto ma rigido e freddo. Mimì scappa e corre a casa del suo amico Salvo Montalbano, in piena notte. La mattina successiva in commissariato arriva la notizia del ritrovamento di un cadavere in un appartamento, ma l’indirizzo non è quello dove si trovava Mimì la notte precedente, ma è quello dell’abitazione di Carmelo Catalanotti, un impresario teatrale ma anche strozzino. Ch allora l’uomo visto morto da Mimì?

In questo romanzo Camilleri unisce le doti investigative ed umane della squadra di Montalbano con le sue conoscenze ed esperienze di regista teatrale. La trama è costruita ad arte, con più storie che si intrecciano tra loro, con al centro l’attività teatrale del Catalanotti e dei suoi metodi per la selezione degli attori per le sue rappresentazioni. Il libro è un piccolo corso di recitazione e di regia teatrale raccontato con la verve e la simpatia che Camilleri è in grado di inserire nelle sue storie. In questo romanzo, il Commissario Montalbano è più tormentato che mai, con la sua consueta brama di giustizia, con la solita determinazione con cui aiuta chi a suo giudizio merita di essere aiutato e con la sensazione che la sua storia d’amore con la storica fidanzata Livia sia arrivata al capolinea. Non mancano nel romanzo riferimenti al difficile momento sociale del paese, con la crisi economica e la disoccupazione che rendono difficile la vita per i giovani e per alcune categorie della società siciliana. Le indagini mostreranno che Catalanotti era stato un discreto intellettuale, un regista con ottime intuizioni e la soluzione del caso sarà possibile proprio grazie alle intuizioni che Montalbano avrà leggendo le sceneggiature del regista. L’incontro con una giovane e avvenente collega della polizia scientifica aiuterà Montalbano alla soluzione del caso ma lo farà anche innamorare al punto che troveremo Montalbano pronto a cambiare tutto nella sua vita per la giovane poliziotta. Ma dovrà superare velocemente la fase dell’innamoramento per rendersi conto che in amore bisogna volere in due le stesse cose. Una bella storia, movimentata e piena di colpi di scena, con Montalbano determinato come poliziotto e fragile e indeciso come uomo. Camilleri ancora una volta conferma tutte le sue doti con una scrittura capace di descrivere perfettamente gli scenari della storia ed i sentimenti dei protagonisti, con il solito tono scanzonato e impertinente.

La pietra per gli occhi – La bottega dello speziale – L’angelo del mare fangoso

LA PIETRA PER GLI OCCHILA BOTTEGA DELLO SPEZIALEL'ANGELO DEL MARE FANGOSO

Titolo:

La Pietra per gli occhi

La bottega dello speziale

L’angelo del mare fangoso

Autore: Roberto Tiraboschi

Editore: e/o

 

Tre libri, una unica recensione. Una trilogia che narra la storia di Edgardo d’Arduino, dal 1106 al 1119. Edgardo è il primogenito di una famiglia nobile nato con una deformità fisica che ne condiziona sia l’aspetto fisico che psicologico. Si sente inadeguato per diventare cavaliere, come vorrebbe il padre, quindi decide di diventare chierico e amanuense presso l’Abazia di Bobbio. La storia ha inizio quando in giovane età Edgardo perde progressivamente la vista, rendendolo non più adatto a fare l’amanuense, attività a cui aveva dedicato la sua vita e per la quale aveva un enorme talento. Alla ricerca di quelli che furono i primi occhiali della storia, Edgardo si reca a Venezia. Da qui hanno inizio le mille avventure raccontate nella trilogia.

I tre libri hanno gli stessi protagonisti ed è consigliabile leggerli in ordine cronologico di uscita per apprezzare l’evoluzione dei personaggi e il mutare delle condizioni storiche.

I tre romanzi sono veri e propri libri gialli ambientati nel 12° secolo, in una Venezia piena di artigiani del vetro, commercianti, centro dei commerci verso l’oriente, ma anche una città pericolosa, piena di rapinatori e avventurieri di ogni tipo. Un agglomerato urbano in preda alle maree ed al fango, una mezza palude piena di una umanità dedita ad ogni tipo di traffici, leciti e non, di intrighi e di persone che con mille sotterfugi provavano a vincere la guerra contro la miseria che caratterizzava la vita della maggior parte della popolazione.

I romanzi presentano un numero incredibile di personaggi, tutti ben definiti e caratterizzati, donne, uomini, mercanti, soffiatori di vetro, frati, garzoni, poveri, schiavi, medici, signori e magistrati. C’è di tutto, una umanità varia e multiforme, che ne combina di tutti i colori pur di avere la meglio sugli altri, nemici, concorrenti o anche sconosciuti.

Le vicende ci descriveranno le tecnologie dell’epoca per la produzione del vetro, dei traffici commerciali e delle pratiche mercantili dell’epoca, oltre ad un quadro affascinante delle scienze, della medicina e del sapere dell’epoca. Tanti riferimenti alle opere classiche che all’epoca erano il riferimento dei saggi, dai trattati di filosofia, a quelli di medicina, astronomia e astrologia. Un misto di sapere antichissimo e di nozioni dalla provenienza misteriosa, scienza, alchimia e cialtronaggine mischiate insieme. Tre libri di grande fascino ma anche di divertimento, per il tono quasi scanzonato con cui molte parti delle vicende sono raccontate e per gli inserti in dialetto veneto che aumentano la varietà e il piacere della lettura, mettendo alla prova il lettore con esercizi di comprensione inediti.

Tre libri da leggere facendosi trasportare dagli avvenimenti, pieni di imprevisti e di colpi di scena sapientemente distribuiti nel racconto. La lettura coinvolge l’uso anche del senso dell’olfatto e dell’udito, con odori e rumori descritti in modo efficace ed a volte anche troppo cruento. Una lettura per spendere in modo piacevole alcune ore di tempo libero che in questo periodo non dovrebbe essere merce rara per la maggior parte di noi.

L’angelo di Monaco

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Titolo: L’angelo di Monaco

Autore: Fabiano Massimi

Editore: Longanesi

Un romanzo a metà tra lo storico ed il giallo. Siamo a Monaco, in Germania, nel 1931. La Repubblica di Weimar sta per finire, il partito di Adolf Hitler sta per prendere il potere. Già allora Hitler e il suo apparato poteva contare su una organizzazione potentissima, con una rete di fedelissimi inseriti in ogni apparato della società civile, anche se molta parte della popolazione è contraria alle idee professate da Hitler, ma per paura molti di loro non fanno sentire la propria voce come dovrebbe essere. Il libro Mein Kampf era già stato pubblicato e le basi ideologiche del futuro Terzo Reich erano già state gettate. Si profila quella che sarà una delle dittature peggiori della storia dell’umanità. Hitler è già allora un personaggio discusso non solo per le sue idee politiche ma anche per il suo stile di vita e per alcune sue perversioni, difficilmente accettabili per le persone normali, ma tollerate da tutti i suoi sostenitori osannanti. Il Commissario Sauner è chiamato a dirigere l’inchiesta per la morte di una donna di soli 22 anni, Angela Raubal, trovata cadavere nell’appartamento di suo zio, che era anche il tutore legale. La ragazza era molto legata allo zio, che lei chiamava affettuosamente zio Alf. Lo zio era nientemeno che Aldolf Hitler. Le indagini furono chiuse in tempo record stabilendo che si era trattato di un suicidio. Ma su pressione dello stesso Hitler, Sauer continuò ad indagare perché forti erano i sospetti che si fosse trattato di omicidio. Le indagini si svilupperanno attorno agli uomini che circondavano Hitler, tutti nomi che la storia seguente renderà tristemente noti per i crimini di cui si renderanno responsabili. Un giallo avvincente, scritto in modo brillante, anche con un piacevole senso dell’umorismo che riesce a stemperare la tensione di alcune parti del racconto. Una ricostruzione storica attenta e precisa, alternata con la parte creativa in modo molto abile ed intrigante. Un libro i cui protagonisti sono tutti nomi tristemente noti, visti da un punto di vista inedito, ambientato in un periodo storico, quello tra le due guerre mondiali, che solo in apparenza sembrava tranquillo ma che stava preparando quello che poi sarebbe accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Una lettura molto coinvolgente e interessante con un personaggio come il commissario Sauer che ci farà riflettere sull’importanza della ricerca della verità a tutti i costi e che non reagire di fronte a chi proclama idee violente e irrispettose della dignità di una parte del genere umano è forse il comportamento peggiore che la gente può avere. Vale per allora ma anche per i giorni d’oggi.

L’università del crimine – Petros Markaris

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Titolo: L’università del crimine

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Il commissario Charitos è appena tornato dalle vacanze e scopre che il suo direttore sta per andare in pensione ed a lui sarà assegnato provvisoriamente il comando della Centrale di polizia di Atene. Il commissario non ha tempo di festeggiare perché arriva subito la notizia del ritrovamento del cadavere del ministro per le Riforme. Si tratta di un importante politico ed ex professore universitario. La rivendicazione dell’omicidio, senza citare sigle terroristiche o gruppi organizzati,  parla del tradimento da parte del professore nei confronti dell’Istituzione universitaria per abbracciare la carriera politica. L’indagine si presenta difficile per la mancanza di indizi e di moventi ed insidiosa trattandosi di un Ministro. La vita privata di Charitos è allietata dalla notizia che la figlia è in attesa di un bimbo ed il commissario e la moglie non vedono l’ora di diventare nonni. La città è ancora molto scossa per l’assassinio del Ministro quando un secondo uomo politico anche lui ex professore universitario viene ritrovato cadavere. E poi un terzo ancora. Charitos deve affrontare le indagini nella nuova posizione di maggior responsabilità, con addosso la pressione delle Istituzioni che vogliono trovare al più presto i responsabili di questa mattanza di politici ex universitari. Il commissario riuscirà a risolvere il caso che si rivelerà assai difficile e per lui in un certo qual modo imbarazzante.

Un romanzo giallo che si affida ad una trama complessa e ben costruita, dove le vicende criminali sono mescolate con le allegre cronache della vita quotidiana della famiglia Charitos, un nucleo affiatato ed empatico, dove vige la serenità e l’equilibrio dato dal buon senso delle persone che vivono con i piedi per terra senza mai lasciarsi andare. La trama assegna all’Italia una certa importanza dato il collegamento di uno dei politici uccisi con esponenti di una notissima formazione dell’estrema sinistra, un tempo molto nota ed attiva in Italia. Il romanzo fornisce un quadro della situazione politica e sociale della Grecia da un punto di vista originale, mostrando un paese che non rinuncia ad uno stile di vita rilassato nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica. Petros Markaris si conferma un ottimo tessitore di trame, raccontate con la giusta dose di tensione e di umorismo per una lettura piacevole e divertente.

Ah l’amore l’amore – Antonio Manzini

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Titolo: Ah l’amore l’amore

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Roberto Sirchia muore durante una operazione di asportazione di un rene all’ospedale di Aosta. Una improvvisa emorragia ha reso necessaria una trasfusione ma la sacca è sbagliata, contiene sangue incompatibile con quello del paziente che muore in sala operatoria. La famiglia Sirchia accusa subito l’ospedale di malasanità. In quei giorni il caso ha voluto che nello stesso ospedale fosse ricoverato il vicequestore Rocco Schiavone per subire una operazione identica a quella di Roberto Sirchia, ossia l’asportazione di un rene. Schiavone è stato colpito durante un conflitto a fuoco da un proiettile che gli ha colpito un rene. Rocco è impressionato dal fatto che una persona possa essere morta per un errore incorso per una operazione identica alla sua, quindi parla con Filippo Neri, il chirurgo che ha operato Roberto Sirchia, indaga, fa domande e dalle risposte del chirurgo si convince che la morte non è stata provocata da un errore ma da un gesto volontario. Non si è trattato di un errore in sala operatoria ma di omicidio mascherato da incidente. Rocco pur convalescente e ricoverato in ospedale, inizia le indagini per omicidio, mostrando la consueta irascibilità ed iperattività nonostante le limitazioni nel movimenti dovute ai punti ed alla ferita ancora in corso di rimarginazione.

Il romanzo racconta l’andamento delle indagini ma anche le vicende privare delle persone della sua squadra e sue personali, oltre ai consueti riferimenti alla cronaca ed allo stato della società contemporanea. Schiavone ha ormai quasi cinquant’anni, le sue inquietudini si vanno placando, il suo passato è sempre meno presente nella sua mente ed è sempre meno ingombrante. I cattivi pensieri lasciano spazio a momenti di inedita serenità anche grazie alla relazione sentimentale con Sandra Buccellato, la giornalista che in passato tanto gli era stata ostile.

Antonio Manzini racconta le vicende di Schiavone e soci con il consueto umorismo e disincanto, con il vicequestore che resta un personaggio scomodo, che vive senza rispettare regole e divieti, con il suo carattere burbero e intrattabile, ma capace di gesti di generosità e di umanità non comuni. Questo “Ah l’amore l’amore” è il nono capitolo della serie dedicata a Rocco Schiavone e ancora non si percepiscono segni di stanchezza, il personaggio è più vivo che mai.

La notte più lunga – Michael Connelly

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Titolo: La notte più lunga

Autore: Michael Connelly

Editore: Piemme

Traduzione: Alfredo Colitto

Renée Ballard è una detective, lavora ad Hollywood, fa il turno di notte, quello che viene chiamato “l’ultimo spettacolo”. Lavora da sola da quando ha denunciato un suo superiore per aggressione sessuale. Non si fida più di nessuno, ma anche gli altri non hanno più tanta fiducia in lei. Recandosi in ufficio trova l’ex detective Harry Bosch intento a consultare documenti negli schedari dell’ufficio. Il primo incontro tra i due non promette nulla di buono. Renée mette mano alla pistola ed intima a Bosch di fermarsi e di chiarire cosa stesse facendo. Harry è ormai in pensione ma continua a collaborare con il dipartimento per alcune indagini sui vecchi casi. Ha ancora le chiavi dell’ufficio come i poliziotti in servizio e gode della massima fiducia di chi lo conosce. Harry Bosch sta conducendo una indagine su un omicidio rimasto insoluto di una giovane prostituta avvenuto nel lontano 2009, di nome Daisy Clayton. Harry lo ha promesso alla madre di Daisy, conosciuta durante una operazione sotto copertura e Harry mantiene sempre le promesse. Ballard e Bosch indagheranno insieme alla soluzione del caso e dopo l’inizio burrascoso, la loro collaborazione proseguirà in modo leale e proficuo. Harry lavora a modo suo, non sempre rispetta le regole, ma ha un desiderio irrefrenabile di rendere giustizia a chi non la può più chiedere. I due si alleano per trovare la soluzione dell’omicidio di Daisy, sono due solisti ma per lavorare insieme devono mettere da parte alcuni aspetti del proprio carattere e mettersi alla caccia del colpevole.

La trama scorre sicura, i riferimenti alle vie e ai quartieri di Los Angeles sono precisi e dettagliati, i collegamenti a fatti di cronaca che hanno investito il mondo del cinema sono veritieri e ben definiti, per garantire nel tempo la veridicità del racconto. Hollywood oltre che la patria del cinema è anche una parte della città di Los Angeles dove le gang criminali impazzano, la droga scorre a fiumi, prostituzione ed attività illecite rendono la vita difficile e molto impegnativa alla polizia. Le storie personali dei due detective protagonisti hanno un grande peso nella trama narrativa, ma sono distribuiti nel racconto, dove la parte relativa alle indagini resta sempre in primo piano. La collaborazione trai i due detective si prospetta chiaramente come una serie, quindi ci saranno altri volumi con Harry e Renèe protagonisti.

Il richiamo del cuculo – Robert Galbraith

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Titolo: Il richiamo del cuculo

Autore: Robert Galbraith

Editore: Salani

Traduzione: Alessandra Casella e Angela Ragusa

Una famosa modella, Lula Landry, precipita dalla finestra del suo lussuoso appartamento in una delle zone più esclusive di Londra. L’inchiesta archivia il caso come suicidio. Gli investigatori non hanno dubbi, il cadavere non presenta segni di violenza, la porta dell’abitazione non è stata forzata. La donna aveva conquistato molte copertine di giornali, non solo per le campagne pubblicitarie con i principali stilisti del momento, ma anche per i continui eccessi per droga e per una vita privata piuttosto movimentata. A distanza di tre mesi dal tragico volo, il fratello di Lula, John Bristow, si reca da Cormoran Strike, un ex investigatore dell’esercito che ora svolge la professione di investigatore privato. I due si conoscono da quando erano ragazzi e dovendo ingaggiare un investigatore, Bristow non ha dubbi nel rivolgersi a Cormoran. Bristow è convinto che la sorella Lula non si sia suicidata ma sia stata uccisa. Sostiene che le indagini della polizia erano state molto superficiali e che soprattutto non avevano analizzato nel modo giusto alcune immagini riprese dalle telecamere della zona, che avevano inquadrato due uomini sospetti mentre si allontanavano velocemente dal palazzo in cui abitava Lula, proprio nei minuti immediatamente seguenti la caduta. La morte della modella aveva avuto una rilevanza eccezionale sui giornali e sembrava proprio che ogni aspetto della vicenda e della vita della vittima fosse stato analizzato e nessun articolo pubblicato aveva mai adombrato la possibilità che non si trattasse di suicidio. Cormoran è indeciso se accettare l’incarico che sembra essere destinato a confermare l’operato della polizia. Bristow insiste per convincere l’investigatore ad accettare l’incarico. Alla fine offre un ricco onorario al quale Cormoran non può dire di no.

Il romanzo racconta le indagini e le beghe familiari di Lula, esplora il mondo delle relazioni tra gli appartenenti ad una famiglia ricca e numerosa come quella di Bristow. Racconta anche gli eccessi e la vita irregolare di una modella ricca e famosa alla ricerca della sua identità familiare. Lula era stata adottata dalla famiglia di John Bristow, ma di nascosto aveva fatto delle ricerche per risalire alla identità dei suoi genitori. Racconta anche le difficoltà esistenziali di Cormoran, un ex soldato che in Afghanistan aveva perso una gamba, la relazione contrastata con la sua ex fidanzata, le tentazioni che suscita la nuova segretaria Robin. La scrittura è piacevole senza particolari punti di forza, descrizioni efficaci e molto dettagliate, a volte forse anche troppo senza una particolare ragione. Se il libro fosse stato scritto da un esordiente si potrebbe definire un inizio promettente. Ma dato che Robert Galbraith è lo pseudonimo di J.K. Rowling, l’autrice della saga di Harry Potter, forse è lecito pretendere qualcosa in più.

La ragazza di Brooklyn – Guillaume Musso

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Titolo: La ragazza di Brooklyn

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Raphael è un giovane scrittore che dopo un grande successo di vendite è andato in crisi e non riesce più a scrivere. Vive con un figlio di tre anni, avuto in un precedente matrimonio che è naufragato subito dopo la nascita del bambino e che è rimasto con il padre per scelta della madre, che ha preferito seguire la sua carriera ed abbandonare Parigi per vivere negli Stati Uniti. Raphael si sta per sposare con Maria, una donna di 25 anni, bella, intelligente, apparentemente senza difetti. Durante una serata di un week end romantico in Costa Azzurra, una banale discussione tra i due innamorati diventa uno scontro irreparabile che provoca la fuga di Maria  dalla casa, in piena notte, dopo che lei ha mostrato a lui una foto, dal contenuto terribile. La mattina dopo Raphael si mette alla ricerca di Maria, scopre che è partita per Parigi, dove entrambi risiedono. Raphael, arrivato a Parigi, va subito a casa di Maria ma non la trova. Sembra sparita, anzi rapita. Nel suo appartamento trova una borsa con una cifra considerevole in contanti. I soldi, la fuga, la foto mostrata la sera prima, Rapahel ha la certezza che la donna che ama ha un passato che lui non conosce e che lei sta cercando a tutti i costi di non mostrare.

Inizia una avventura mozzafiato con Raphael che da scrittore di gialli diventa investigatore, per andare alla ricerca della sua amata Maria. Nelle ricerche Raphael si fa aiutare da un vicino di casa, un ex poliziotto, Marc Caradec, che avrà un ruolo centrale nella storia. Un libro scritto tra Parigi e New York, in cui convivono le ricche abitudini del giovane scrittore, con le meno fascinose condizioni di vita di persone con storie dolorose alle spalle che non hanno raggiunto nessun successo nella vita. La trama è una continua alternanza di progressi nelle indagini e scoperte di cose che riguardano persone che apparentemente non sono coinvolte in alcun fatto criminale. Un romanzo con una serie di colpi di scena infinita, con i fatti raccontati da diversi punti di vista dai vari protagonisti, per dare completezza e varietà al racconto. Bisogna seguire con attenzione la scala temporale in cui i vari capitoli si susseguono per non perdersi nei meandri della storia. La scrittura di Musso scorre veloce, gli eventi si susseguono senza pausa, le cose cambiano in continuazione. Una lettura appassionante e piacevole che assicura divertimento e relax.

Le sigarette del manager – Bruno Morchio

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Titolo: Le sigarette del manager

Autore: Bruno Morchio

Editore: Garzanti

Bacci Pagano è un investigatore privato di Genova. La città è ancora sotto shock per il crollo del ponte Morandi, una ferita che non potrà mai essere guarita. Oreste Mari è un imprenditore che è scomparso da qualche mese, lasciando la sua azienda in bancarotta. Le indagini vanno a rilento, non ci sono indizi di una fine violenta, anzi, alcune voci lasciano pensare che il Mari se ne stia in qualche paradiso esotico a godersi i soldi sottratti al fisco. La moglie di Mari chiede aiuto a Bacci Pagano per trovare suo marito. La donna vive con grandi difficoltà. Lavora come donna di servizio per guadagnare pochi soldi al mese necessari per sopravvivere. Non ha soldi per pagare l’investigatore ma ha bisogno di sapere che fine ha fatto suo marito e confida sulla sua generosità. Bacci Pagano è attratto dalla storia, capisce la situazione drammatica in cui si trova la donna, senza mezzi, con il rischio di vedersi sequestrata la casa e le poche cose che le sono rimaste. Decide di accettare l’incarico della donna, anche se non sarà pagato, per una volta se lo può permettere, in fondo la sua agenzia investigativa guadagna a sufficienza per accettare un incarico gratuito.

La storia della scomparsa di Oreste Mari è l’occasione per Bruno Morchio di raccontare gli ultimi decenni di storia della citta di Genova, dalle speranze del dopoguerra, alle prime chiusure delle grandi aziende, alla crisi economica degli ultimi anni, culminata con l’evento epocale del crollo del ponte Morandi. Bacci Pagano racconta i cambiamenti della città, il degrado, l’immigrazione clandestina, lo spaccio di droga, l’evoluzione sociale ed economica, l’infiltrazione della mafia in tutte le attività produttive, di come i soldi sporchi frutto di ogni tipo di attività illecita vengano riciclati nell’economia quotidiana, con pesanti conseguenze nella vita della gente comune. Morchio racconta Genova, l’evoluzione territoriale, il cambiamento dovuto alla quasi sparizione della classe operaia, un tempo cuore pulsante della città. Ma la storia del declino di Genova è anche la storia dell’Italia contemporanea. Un Paese ed un Popolo incapaci di affrontare la modernità ed il futuro, una società incapace di muoversi agilmente perché appesantita dalla zavorra rappresentata dagli errori del passato, per colpa di generazioni che non hanno saputo lavorare per costruire e garantire il futuro del nostro paese. Una analisi cruda ma realistica, un messaggio chiaro, un invito a fare per chi ha voglia di costruire un nuovo futuro per Genova e per il nostro Paese basato sulla legalità, modernità, giustizia ed equità. Una spinta a smettere di guardare con nostalgia ad un passato che sembra sempre migliore del presente, ma che forse non è stato così bello. Un bel libro, piacevole e a tratti divertente, con un invito a riflettere su cosa siamo diventati e cosa possiamo fare per avere un futuro migliore.