La stagione del fango

LA STAGIONE DEL FANGO

Titolo: La stagione del fango

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

 

Il commissario Casabona viene svegliato all’alba mentre sta dormendo. Solo i suoi colleghi che bussano alla porta con un mandato di perquisizione ed un ordine di arresto. Il Commissario è sospettato dell’omicidio dell’ex-amante di sua moglie Francesca. Casabona riesce a fuggire prima che il provvedimento gli venga notificato. Qualcuno vuole incastrarlo e non ha esitato a colpire duro. Casabona fugge per difendersi e deve chiedere aiuto a tutti i suoi amici, poliziotti e non, per riuscire a scoprire l’assassino e la persona che lo vuole incastrare. Non è un buon periodo per lui che si è da poco separato dalla moglie, i figli lavorano lontano e soffre la solitudine. Ora la tegola dell’accusa di omicidio. Ma Casabona è un uomo solido, crede nella legge e nelle istituzioni per cui lavora, non si lascia andare e costruisce la sua personale indagine da clandestino. Il Commissario si produce in una serie di depistaggi, fughe, improvvise apparizioni da suoi presunti amici e nemici, per cercare di scoprire chi lo vuole distruggere. E non importa se per troppa fretta qualcuno invece di difenderlo lo ha messo sotto accusa, nonostante la sua carriera integerrima.

Un romanzo pieno di azione, con Casabona che si aggrappa alla famiglia ed alle amicizie per uscire dalle difficoltà e utilizza tutta la sua capacità investigativa posizionandosi per una volta dalla parte opposta a quella della giustizia, per anticipare le mosse dei suoi colleghi ed arrivare prima nelle indagini che sta conducendo per non farsi incastrare.

Il racconto è diviso in due storie parallele, una raccontata in prima persona da Casabona e l’altra raccontata da un narratore onnisciente che racconta il resto dei fatti.

Un romanzo che affronta temi delicati come gli errori giudiziari, l’uso dei pentiti da parte della giustizia, la vicinanza dei poliziotti ai protagonisti del crimine, che possono aiutare le indagini a volte o rovinare carriere, le regole ed i presunti codici d’onore che regolano i funzionamenti di organizzazioni come la camorra e la mafia. Casabona è un personaggio molto riuscito, un uomo normale, nessun superpotere, crede nella famiglia, nello stato, è un uomo affidabile e con i piedi per terra. Rispetto ai volumi precedenti, questa volta l’ambientazione è varia, non c’è solo Toscana ma l’azione si sposta anche a Napoli, descritta nelle sue bellezze e nelle sue contraddizioni. Antonio Fusco riesce a trasferire la sua esperienza e competenza di funzionario di polizia e di criminologo per dare credibilità e sostanza ai suoi romanzi, ma sono la sua creatività e capacità di raccontare cose e sentimenti che sono la principale ragione che rende i suoi libri appassionanti.

Quattordici Spine

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Titolo: Quattordici Spine

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

L’ispettore Traversa è un veneto di Feltre, trasferito ad Acireale dopo che un incidente di percorso ha rischiato di rovinare per sempre la sua promettente carriera. Lui ne è uscito assolto da ogni accusa, ma le ferite erano rimaste, dolorose e profonde. Il suo primo impatto con la Sicilia è stato traumatico, troppo diverse le abitudini sociali, troppo diverso il cibo, con tutto quel pesce che proprio non sopporta. Neanche il tempo di ambientarsi e subito si comincia con il primo omicidio. Don Mario Spina viene ucciso nella sacrestia della Basilica di San Pietro. Oltre all’omicidio, gli investigatori scoprono che risultano scomparse le spoglie di un noto artista del posto, Paolo vasta, i cui resti erano custoditi proprio in quella chiesa. Le indagini condotte da Traversa porteranno alla luce fatti violenti e terribili, opera di persone insospettabili, dalla reputazione apparentemente impeccabile.

Quattordici spine è un giallo pieno di spunti di interesse. L’ambientazione nella cittadina di Acireale porta alla luce di chi non la conosce scorci magnifici del barocco Siciliano. La storia che si cela dietro l’omicidio di Don Mario è drammatica, piena di reticenze e depistaggi, per impedire che si faccia luce sui colpevoli. Solo l’abilità di Traversa eviterà che le indagini prendano una strada sbagliata, come in molti si augurano. Una storia criminale dei giorni d’oggi, dove gli omicidi più efferati non sono commessi da criminali incalliti provenienti da ambienti sociali degradati, ma sono opera di persone in apparenza normali, con vite agiate e storie di successo, persone a cui il benessere ed una sbagliata visione del potere, hanno dato alla testa. Rosario Russo ha una scrittura fluida, costruisce trame ben strutturate che catturano l’interesse del lettore, miscelando fatti di grande attualità con la storia gloriosa della Sicilia e le sue bellezze naturali. Una lettura piacevole e originale, con alcuni omaggi a grandi maestri come Sciascia e Camilleri.

Troppo freddo per settembre

TROPPO FREDDO PER SETTEMBRE

Titolo: Troppo freddo per settembre

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Gelsomina Settembre, detta Mina, lavora come assistente sociale nel Consultorio dei Quartieri Spagnoli Ovest, luogo dove sono di casa drammi personali e sociali. Mina è una donna sensibile, sempre disponibile quando c’è da aiutare qualcuno. Lei è una donna che farebbe di tutto per passare inosservata ma il suo fisico prorompente e sensuale non fa che attirare le attenzioni degli uomini che la incontrano. Un professore in pensione muore in circostanze sospette nella soffitta abusiva dove la famiglia del figlio lo aveva relegato per toglierlo di mezzo. In famiglia aveva rapporti solo con la nipotina che lo adorava e spendeva con lui tutto il tempo che le era possibile. Il principale indagato per la morte del professore è un suo ex alunno, che era stato condannato a quasi 7 anni di carcere per una denuncia fatta proprio dal professore. La madre del sospettato, convinta della innocenza del figlio, non sapendo a quale istituzione rivolgersi, si reca al consultorio e chiede aiuto proprio alla dottoressa Mina. Vuole a tutti i costi salvare il figlio.

Una ambientazione classica nei rioni centrali di Napoli, quelli con il maggiore degrado sociale, dove il potere delle famiglie che controllano tutto si tramanda di padre in figlio. Il coraggio di una madre che vuole fare di tutto per evitare che il figlio finisca per sempre nella rete della criminalità. Il coraggio di Mina che non esita a mettere in pericolo la sua incolumità e quella di amiche e colleghi pur di salvare un innocente. L’amore di un nonno per la sua nipotina, la strampalata amicizia del nonno con un ex medico ora diventato barbone. La condizione degli anziani, l’importanza dello studio, la voglia di riscatto morale. Sono questi, insieme ad altri, i temi trattati nel libro, con De Giovanni che riesce a tratteggiare personaggi sempre nuovi, generosi e dall’umanità prorompente. La trama è originale e accattivante, resa leggera da un umorismo mai eccessivo. De Giovanni in ogni suo romanzo racconta la città di Napoli in modo sempre diverso, da nuovi punti di vista, raccontando il bello ed il brutto della sua città, stupendoci e divertendoci ogni volta in modo sorprendente.

Effetti collaterali

EFFETTI COLLATERALI

Titolo: Effetti collaterali

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

“Effetti collaterali” è una raccolta di 6 racconti ambientati in Sicilia, che descrivono l’isola da punti di vista inediti, rivelandone alcuni aspetti originali e seducenti. I racconti potrebbero essere classificati come appartenenti al genere “giallo” ma la riduzione ad un solo genere sta molto stretta alle opere di Rosario Russo. Il cuore di ogni racconto è sempre qualcosa che viene dal passato, una leggenda o una storia della tradizione popolare, collegata con la vicenda oggetto della narrazione. La parte più affascinante dei racconti è proprio il mescolare antiche tradizioni con l’attualità, che viene descritta senza nascondere il degrado sociale ed urbanistico della Sicilia, ma con la parte storica e tradizionale che ha il sopravvento. Rosario Russo dimostra grande conoscenza della storia e cultura antica della Sicilia, il cui splendore viene continuamente richiamato e ricordato. La trama gialla viene utilizzata per rendere i racconti più intriganti ma è la Sicilia che è posta al centro dell’attenzione. Le tradizioni sicule sono raccontate con semplice eleganza e chiarezza, senza mai cadere nell’inutile sfoggio di conoscenze riservate a pochi, utilizzando e dosando l’ironia nei momenti più opportuni, senza mai essere banale. Si respira aria di Sicilia ad ogni pagina, se ne percepiscono i colori e le atmosfere, quel misto di fascino e di eleganza che richiama i fasti antichi che forse non ci sono più, ma la storia non la si può cancellare e il ricordo rimane indelebile. Una lettura piacevole e appassionante, che mostra una Sicilia misteriosa ed affascinante. Rosario è riuscito ad evidenziare le bellezze della Sicilia, esaltandone le tradizioni e la storia, ironizzando benevolmente su alcuni difetti tipici dei siciliani, lasciando trasparire il grande amore per la sua terra, a cui rende un ottimo servizio con i suoi scritti.

L’ultimo traghetto

L'ULTIMO TRAGHETTO

Titolo: L’ultimo traghetto

Autore: Domingo Villar

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Silvia Sichel

Vigo e la Galizia sono l’ambientazione del libro giallo “L’ultimo traghetto”, con protagonista il commissario Leo Caldas. Mónica Andrade, figlia di un facoltoso chirurgo di Vigo, è scomparsa senza lasciare tracce. Il padre si reca alla polizia dopo aver provato ad avere notizie della figlia da amici e colleghi di lavoro. Mónica doveva andare al pranzo domenicale con i genitori ma non si era presentata. Le preoccupazioni del dottor Andrade sembrano esagerate al commissario Caldas dato che tutto lascia pensare che la donna di 35 anni si sia allontanata volontariamente dalla sua abitazione e il fatto che non abbia avvertito i genitori appare come un dettaglio di poco conto. Ma le pressioni del potente dottor Andrade spingono la polizia ad avviare le indagini, con grande riservatezza, per non creare allarme e per evitare l’attenzione morbosa della stampa. Non ci sono indizi, vengono interrogati tutti i conoscenti e colleghi della donna. Le indagini partono lentamente, senza particolari progressi, poi gli eventi cominciano ad acquisire un ritmo crescente di grande efficacia.

La trama del romanzo è ben strutturata, con un intreccio inedito e avvincente. L’ambientazione è affascinante e si adatta a meraviglia alla storia, la natura del posto ha un impatto profondo nel racconto come nella vita degli abitanti. I personaggi sono molto ben rappresentati e caratterizzati, con descrizioni dei loro stati d’animo e sentimenti molto profonde e sempre a tono con il resto del racconto. I dialoghi sono uno dei punti di forza del romanzo, molto naturali, riescono a dare spessore ai protagonisti ed al racconto. Tanti i personaggi, molto diversi tra loro, tutti ben inseriti nella trama. Molti gli aspetti sociali toccati dal romanzo, tutti importanti ed attuali, trattati con grande stile. I capitoli brevi aiutano la fluidità ed il piacere della lettura. Uno dei migliori gialli che ho letto nel 2020.

La cassa refrigerata

LA CASSA REFRIGERATA

Titolo: La cassa refrigerata

Autore: Francesco recami

Editore: Sellerio

Siamo in Veneto, nel 1992. L’anziana signora Maria Carrer muore nella sua casa, sola, così come aveva trascorso gran parte della sua vita. Non era molto ben voluta da conoscenti e vicini di casa.  Viene allestita una camera ardente in casa della defunta ed a dispetto delle previsioni, una folla di persone è presente apparentemente per rendere omaggio alla salma, in pratica per scoprire eventuali piccoli o grandi tesori che possano essere nascosti dentro l’abitazione. Le voci che girano in paese narrano di grandi ricchezze possedute dalla signora di cui lei non aveva mai fatto sfoggio. Il gruppo di persone presenti si lancia in una ricerca affannosa di ricchezze o di possibili indizi su dove possano essere nascoste. Il racconto si svolge completamente nella abitazione della signora Carrer come si addice ai tipici gialli della camera chiusa. Ma il romanzo non è un vero e proprio giallo, è più un libro di critica sociale pieno di satira e di umorismo un po’ macabro.

La trama racconta una storia inverosimile piena di umorismo che prende in giro alcuni tipici caratteri della nostra società. Il libro è scritto come se fosse una commedia, infatti non è diviso in capitoli ma bensì in scene, il lettore si trova come seduto di fronte ad un palcoscenico teatrale. Recami riesce nel suo intento in modo molto efficace, con una scrittura piacevole e divertente. La storia unisce il dramma della morte, molto presente nella storia in vari modi, con l’umorismo determinato dalle gesta dei presenti, che si esibiscono in una serie di comportamenti assurdi e veramente poco adatti a quello che ci si aspetta in una casa dove c’è un morto esposto. La trama è abbastanza complessa soprattutto data la limitata lunghezza del libro ed i continui colpi di scena coinvolgono il lettore senza interruzioni. Recami continua con i suoi racconti a mettere alla berlina i difetti degli italiani, che a quanto pare sono incorreggibili. Nell’assurdità del racconto e dei suoi sviluppi, alla fine tutto sarà chiarito con una conclusione sorprendente che evidenzia come ognuno di noi presenta un lato oscuro che al momento opportuno viene fuori per trarne il massimo beneficio.

La ragazza del ponte

LA RAGAZZA DEL PONTE

Titolo: La ragazza del ponte

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Danni è sparita da qualche giorno. Frequentava persone poco raccomandabili, era coinvolta in un giro di droga, tra consumo e spaccio. Anche il suo ragazzo è irreperibile e forse è l’unico che potrebbe sapere che fine ha fatto Danni. I nonni con cui viveva la ragazza sono preoccupati e temono per lei. Si rivolgono a Konráð, un poliziotto ormai in pensione, un loro conoscente di cui si fidano. Il poliziotto in pensione gode di una certa fama a Reykjavík, per i risultati avuti con le sue indagini, quando era ancora in servizio. La storia di Danni e le indagini relative alla sua scomparsa si andranno a collegare con il caso della morte di una ragazzina che era annegata in un laghetto della città cinquant’anni prima.

Un giallo che affronta un caso del presente, un caso del passato, con sfondo i mali di una società in cui la droga e la violenza sulle donne sono presenti in misura maggiore rispetto alla percezione che in genere si ha da lontano. Una storia piena di personaggi di grande personalità, ben definiti, storie avvincenti che si intrecciano con altre storie, passato e presente legati insieme da una serie quasi incredibile di circostanze, personaggi irreprensibili si scoprono capaci delle peggiori violenze immaginabili. La società islandese nasconde dietro la facciata una violenza inaspettata, tenuta nascosta per evitare scandali, per salvare la faccia. I gialli nordici in genere mostrano poliziotti che sono veri e propri eroi sociali, capaci di tutto pur di arrivare alla verità, a tutti i costi.

Indriðason è un abile tessitore di trame, capace di mescolare storie e personaggi molto diversi, in apparenza senza legami tra loro, rendendo impossibile per il lettore individuare le prossime mosse dei colpevoli e degli investigatori, rendendo la lettura avvincente con un finale a sorpresa che sorprende il lettore. Uno stile di scrittura diretto, senza fronzoli o parole ridondanti. Un bel giallo, consigliato agli amanti del genere nordico.

Sei sospetti per un delitto

SEI SOSPETTI PER UN DELITTO

Titolo: Sei sospetti per un delitto

Autore: Raffaele Malavasi

Editore: Newton Compton

Genova è colpita al cuore da un attentato terroristico proprio nel luogo in cui si celebra la sua manifestazione più importante, ossia il Salone Nautico. Una vera a propria strage, i terroristi hanno agito con incredibile efferatezza e determinazione, con una azione che presuppone una organizzazione molto articolata e molte coperture. Le indagini che seguono l’attentato costituiscono la trama di un romanzo avvincente e attuale, con un crescendo di tensione e di eventi che culmina in un finale inaspettato. Personaggi molto ben definiti, di grande personalità e determinazione, una descrizione molto veritiera del contesto sociale in cui si svolgono le azioni, tante storie personali che ben rappresentano le paure ed i pericoli della nostra società.

Il libro tratta il terrorismo fondamentalista ed i non sempre facili rapporti tra le comunità musulmane con il resto degli abitanti, spesso condizionati dai pregiudizi e dalla paura per la diversità. Tutto è raccontato con prudenza e realismo, inserendo nel racconto anche argomenti quali le inquietudini giovanili, i difetti del sistema informativo italiano ed una critica alla condizione generale dell’Italia, che paga l’inadeguatezza della sua classe dirigente. I personaggi sono la parte forte del romanzo e sono rappresentativi di alcune componenti migliori della società italiana come gli uomini delle istituzioni che lavorano nell’ombra, lontani dai riflettori, pieni di competenze, con una totale dedizione al proprio lavoro, oppure la giornalista coraggiosa ed amante della verità al punto di mettere a repentaglio la sua incolumità per fare al meglio il suo lavoro. Un libro avvincente, attuale, uno spaccato interessante della società italiana, multietnica e complessa, piena di tensioni sociali, dove le difficoltà personali che non vengono recepite per tempo che possono diventare terreno di conquista delle fazioni più estremiste per trovare adepti ed esecutori per i loro piani criminali.

L’omicidio è denaro

L'OMICIDIO E' DENARO

Titolo: L’omicidio è denaro

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Una nuova avventura per il commissario Kostas Charitos, questa volta impegnato con alcuni misteriosi omicidi di uomini d’affari stranieri che si trovano in Grecia per fare investimenti. Uccidere chi porta soldi stranieri da investire nel Paese è una vera disgrazia, dato che gli investitori sono rari e se i pochi che arrivano vengono uccisi, vuol dire che il futuro della Grecia è più incerto che mai. La crisi economica non è passata, la situazione politica è sempre incerta, la ripresa dell’economia tarda a partire. La Grecia sta cercando a tutti i costi di uscire dalla crisi, ma i risultati non sono tali da poter guardare il futuro con ottimismo. Tutti parlano di investimenti, di crescita economica, ma il numero di poveri continua a crescere e nessuno sembra preoccuparsi di loro. In questo scenario di pesante situazione economica, Petros Markaris ci racconta una storia criminale e le relative indagini affidate a Charitos, il commissario del buon senso e della famiglia numerosa e unita, da cui ricava serenità e sicurezza. Markaris va oltre il giallo scrivendo un piccolo trattato di economia politica, descrivendo una situazione che ormai è comune a molte città europee. Il sistema economico non è più in grado di garantire un futuro roseo per tutti i cittadini, che vivono la riduzione di benessere con incredibile rassegnazione. I nuovi poveri sono tanti e di diverse estrazioni, pensionati, giovani, immigrati, piccoli commercianti. Quelle che sono difficoltà per i ceti più poveri, diventano occasioni di grandi affari per coloro che invece dispongono di molti soldi. I ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, questo è il risultato delle politiche degli ultimi decenni. Le persone non possono più contare sugli Stati, tutti alle prese con problemi economici, sociali e politici. In queste condizioni solo l’istituzione della famiglia è in grado di fare da argine all’impoverimento crescente. Quando le condizioni economiche peggiorano, le persone sono sfiduciate, guardano al futuro senza ottimismo, aumenta il senso di delusione che diventa senso di rivalsa che in un crescendo naturale sfocia nella violenza. Petros Markaris non è solo un giallista ma anche un ottimo conoscitore della situazione economica e sociale dei paesi europei. In questo libro la sua attenzione alla condizione dei poveri è molto evidente ma anche molto attuale e carica di energia , con tanta voglia di credere in un futuro migliore. Niente male per un giovanotto nato nel 1937.

 

La donna cardinale

LA DONNA CARDINALE

Titolo: La donna cardinale

Autore: Lucetta Scaraffia

Editore: Marsilio

Il Vaticano è in subbuglio. L’elezione di papa Ignazio e la sua voglia di pulizia e di onestà, rischia di far saltare tutte le coperture agli affari più o meno leciti che avvengono tra le mura impenetrabili della Città del Vaticano. Un complotto per portare il Papa verso più miti consigli viene organizzato e vede coinvolto il medico personale del pontefice, Gregorio Cesi, l’archiatra. Gregorio riuscirà a sventare tale complotto mettendo a repentaglio la sua vita pur di salvare quella del Papa. L’episodio accentuerà la fiducia del Pontefice nei confronti di Gregorio, che diventa il suo unico confidente, mentre il resto della Curia si mostra sempre più ostile nei confronti del Papa. Ignazio decide che la mossa migliore per spiazzare tutti i suoi avversari e dare una spinta enorme al processo di riforma della Chiesa è nominare una donna cardinale e farla diventare Segretario di Stato. Ma alcuni cardinali cercano di opporsi in ogni modo, si riuniscono in gran segreto, cercano di scongiurare iniziative dannose per i loro giochi di potere, ma ci sono le suore che servono le cene che ascoltano e registrano i discorsi.

Un giallo piacevole ed intrigante ma anche un libro che porta a riflettere sul futuro della Chiesa e sulla direzione che dovrebbero prendere le tanto attese riforme. E’ anche un modo per parlare di come le donne sono viste dalla Chiesa, per il mancato riconoscimento delle loro qualità che invece vengono sfruttate ad esclusivo vantaggio degli uomini. L’ambientazione romana e vaticana è accattivante, si respira l’aria di un antico potere che dura da tanti secoli, si entra negli oscuri misteri di Istituzioni note e impenetrabili come lo IOR, si vive da vicino l’atmosfera di intimidazione, di violenza e di ricatti che serve per mantenere lo status quo, per evitare cambiamenti. Il libro è scritto da Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea, giornalista, per lungo tempo editorialista dell’Osservatore Romano, scrittrice. Una profonda conoscitrice delle vicende vaticane che guarda al futuro della Chiesa con una certa preoccupazione.

Il giallo della villa abbandonata

IL GIALLO DELLA VILLA ABBANDONATA

Titolo: Il giallo della villa abbandonata

Autore: Riccardo Landini

Editore: Newton Compton Editori

Astore Rossi è un restauratore di mobili, un uomo semplice e ingenuo, ha per aiutante Oscar, un uomo con qualche difficoltà, ma con un grande talento come artigiano. Astore ama lavorare nella sua bottega, senza sorprese ed imprevisti. La sua tranquilla quotidianità viene interrotta da una donna, Roberta Arditi, che gli conferisce l’incarico di valutare alcuni mobili contenuti in una villa fatiscente ereditata da una zia. Astore accetta l’incarico e si reca alla villa dove Astore si rende conto che i mobili valgono molto poco. Ma su una parete di una stanza c’è un quadro molto particolare, una crocifissione dove Cristo è raffigurato in modo inconsueto con una serie di strane figure attorno. Astore non è un esperto di quadri e propone di far valutare il dipinto ad un suo amico, il professore Zeni, grande esperto d’arte, che subito si accorge che il dipinto è una rara opera di un artista tedesco, noto per la sua capacità di evocare i morti e per altri misteri che circondarono la sua vita. Il professore decide di portare il quadro a casa sua per fare delle ricerche più approfondite e Astore lo lascia fare, inconsapevole della sequenza di eventi che si stanno per scatenare. Il professore viene ucciso la sera stessa a casa sua e il quadro scompare. Rossi è il primo indagato per l’omicidio del professore e la cosa lo turba per alcuni passati poco piacevoli che ha avuto con la giustizia italiana, di cui non ha molta fiducia. Altri eventi finiranno per convincere Astore a scappare per non essere travolto da quella che sembra essere una vera e propria maledizione del quadro misterioso. Astore inizia una fuga avventurosa per varie città italiane, in cui troverà una alleata, Caterina, una libraia incontrata per caso a Venezia.

Una storia accattivante che attrae subito il lettore che nel giro di poche pagine si trova coinvolto all’interno di un mistero inestricabile, dove il mite Astore di trova a dover affrontare spietati assassini, antiche e segrete congregazioni, presunti buoni che cercano di aiutarlo, mentre le forze dell’ordine lo ritengono colpevole di atroci delitti. Una avventura senza un attimo di respiro, un viaggio nei misteri dell’arte antica, con tanti riferimenti all’esoterismo, a storie segrete e presunte leggende che hanno ancora oggi un fondo di verità tutto da scoprire. Astore si dimostra essere un protagonista ingenuo ma determinato, capace di comportamenti coraggiosi quando si tratta di difendere la sua compagna di avventura e di portare a casa la sua pelle. Riccardo Landini con una scrittura brillante e coinvolgente, ha costruito una trama complessa piena di imprevisti e di sorprese, riservando quella più grossa per il finale.

Il metodo del dottor Fonseca

IL METODO DEL DOTTOR FONSECA

Titolo: Il metodo del dottor Fonseca

Autore: Andrea Vitali

Editore: Einaudi

Un ispettore di polizia viene inviato in un villaggio di montagna, di nome Spatz, al confine dello stato, per una indagine di un caso di omicidio di una donna, considerato risolto, con colpevole il fratello della vittima, una persona con disturbi mentali che viveva con lei. L’uomo è scomparso dopo il ritrovamento della vittima. Il paesino è un piccolo borgo sperduto tra le montagne, un luogo dove non accade mai nulla e gli abitanti sono persone strane e bizzarre. L’ispettore è alloggiato in una piccola pensione, dove trova come ospite un personaggio singolare, taciturno, di poca compagnia, che lo informa della presenza, appena fuori del paese, di una clinica in cui vengono trattati malati molto gravi, destinati ad operazioni chirurgiche estreme, dall’esito più che incerto. L’ispettore non si fermerà alle prime conclusioni a cui erano arrivate le indagini e prenderà strade diverse per scoprire la verità che nasconde cose e fatti inimmaginabili.

Andrea Vitali ha sempre raccontato la provincia italiana e la vita dei suoi abitanti, scrivendo gialli tradizionali, con la sua scrittura elegante. Questo romanzo si allontana dalle ambientazioni geografiche che sono familiari all’autore ed affronta una storia per lui poco tradizionale. Il paesino è descritto come un posto buio e inospitale, le montagne che lo circondano sono cupe e spaventose, gli abitanti del luogo appaiono evasivi e ambigui. La clinica incombe sulla vita del villaggio, con la sua presenza oscura e misteriosa, con le mille voci e sospetti sulle attività che si svolgono al suo interno. Una storia quasi “noir”, un racconto dall’incedere costante, con un avvicinamento alla verità regolare, tanti piccoli misteri fin dalle prime pagine, un finale inaspettato. Un libro che tratta argomenti molto forti, che mostrano a quali estremi può arrivare il cinismo degli uomini, quando abbandonano la strada della ragione e dell’etica e perseguono solo la via del guadagno.

Tre passi per un delitto

TRE PASSI PER UN DELITTO

Titolo: Tre passi per un delitto

Autore: Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Un giallo classico, marito, moglie, amante. L’amante, giovane, bella, affascinante e misteriosa, viene uccisa a casa sua, a Roma, quartiere Prati. Il commissario Brandi dirige le indagini e di lui scrive Giancarlo De Cataldo. La giovane era l’amante di un importante e potente uomo d’affari, Marco Valerio Guerra, la sua parte è scritta da Maurizio De Giovanni. La moglie dell’imprenditore è Anna Carla Santucci, di lei scrive Cristina Cassar Scalia. L’omicidio ha grande risalto sulla cronaca romana. La vittima viene descritta in mille modi diversi, una manipolatrice, un’arrivista priva di scrupoli, una talentuosa aspirante artista, una drogata, una brava ragazza. Un omicidio crudele, una storia poco chiara, una soluzione del caso a portata di mano. Ma nulla è come sembra.

I tre autori danno voce ai tre protagonisti che raccontano le loro verità, i loro punti di vista, creando una storia che attrae il lettore e lo cattura con una trama originale, con un ritmo incalzante ed una tensione sempre alta. Gli autori sono riusciti a dare forza e carattere diversi ai tre protagonisti, tutti ben riusciti e aderenti perfettamente alla storia, riuscendo a scrivere come se fossero una sola penna, per un risultato finale armonico senza alcuna discontinuità. Un romanzo ambientato nella Roma dei quartieri bene, dove benessere e ricchezze sono diffuse e qualche volta nascondono segreti che è meglio non divulgare. In questo libro i protagonisti ci sorprendono, facendoci credere quello che vogliono, mostrandosi per quello che non sono o mostrando per la prima volta aspetti inediti della propria personalità. Le apparenze ingannano e scoprire la verità non sarà facile. Un ottimo esperimento di scrittura con alcuni tra i migliori autori di gialli italiani che ha prodotto uno dei migliori libri del 2020.

Odore di chiuso

ODORE DI CHIUSO

Titolo: Odore di chiuso

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

Odore di chiuso è il primo romanzo che Marco Malvaldi ha scritto con protagonista il grande gastronomo Pellegrino Artusi. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011 quando l’autore decise di prendere una pausa dalla scrittura della fortunata serie dei vecchietti del Bar Lume. La vicenda è ambientata in un castello toscano nei pressi di Bolgheri. Pellegrino Artusi ha raggiunto una certa fama per aver scritto il libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, primo storico manuale di cucina italiana ed è ospite del barone Bonaiuti e della sua famiglia, insieme ad un fotografo, un certo Ciceri. I familiari del barone non conoscono il motivo della presenza dell’Artusi e del Ciceri nel castello e lo scopriranno solo alla fine della vicenda. Il soggiorno sarà molto movimentato data la scoperta dell’omicidio del maggiordomo del barone e del tentato omicidio proprio del barone. L’Artusi darà un contributo importante e decisivo alla risoluzione del caso collaborando con il delegato di polizia incaricato delle indagini.

Un libro scritto in perfetto stile dell’epoca, con personaggi ben delineati e molti spunti umoristici, per raccontare sia le vicende legate al giallo che per raccontare l’Italia dell’epoca. Un classico “delitto della stanza chiusa” con tutti i protagonisti e possibili colpevoli costretti a risiedere nel castello per tutta la durata delle indagini, condotte dal delegato con la tecnica degli interrogatori individuali nei quali ogni personaggio riesce a dare la sua versione dei fatti raccontando particolari noti e meno noti degli altri presenti, fornendo nuovi elementi di indagine. La trama consente all’autore di sfoggiare le sue conoscenze della chimica, tramite le deduzioni di alcuni dei protagonisti, tra cui proprio l’Artusi, che si dimostra essere uomo molto perspicace ma anche buon conoscitore di molte nozioni che risulteranno utili per le indagini. Artusi riesce a spiegare nel corso del romanzo il motivo per cui ha scritto il suo trattato di cucina, trattando le ricette in modo scientifico, definendo con precisione quantità, proporzioni e sequenza delle varie operazioni per realizzare la pietanza. Un libro ben costruito, scritto in modo fluido e ironico, qualche volta quasi irriverente, come è nello stile dell’autore. Una indagine vecchio stile dove intuizioni e deduzioni hanno grande importanza per la risoluzione del caso. Il racconto è ambientato nel 1895, l’Unità di Italia è ancora un fatto recente, la nobiltà sembra non voler capire i cambiamenti che sono in corso, credono ancora di essere al di sopra della legge. Tanti riferimenti storici e culturali che si riferiscono all’epoca dei fatti ma che sembrano voler prendere in giro l’Italia contemporanea. Malvaldi si conferma ottimo scrittore, arguto, colto e dotato di una ironia tanto tagliente quanto aggraziata e gradevole.

Conosci l’estate?

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Titolo: Conosci l’estate?

Autore: Simona Tanzini

Editore: Sellerio

“Conosci l’estate?” È un giallo che vede protagonista Viola, una giornalista televisiva che da Roma si è trasferita a Palermo. Viola ha una caratteristica particolare nella percezione sensoriale, ossia quello che vede lo associa ad una musica che a sua volta è associata ad un colore, una specie di disturbo che si definisce “sinestesia”. Soffre anche di una malattia degenerativa che le crea qualche problema di mobilità e sul modo di affrontare alcuni aspetti della vita quotidiana.

La vicenda ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una ragazza di soli vent’anni, di buona famiglia, amica di un cantante abbastanza famoso che viene subito collegato con l’omicidio. Viola si sente coinvolta dall’accaduto dato che conosce per caso il cantante e lo ritiene incapace di uccidere una persona. Inizia da parte di Viola la raccolta di elementi per una inchiesta sul caso, coinvolgendo alcuni suoi amici e colleghi, unendo ai fatti le sue intuizioni e le sue percezioni.

La storia è raccontata da Viola in prima persona e il giallo e le indagini sono lo sfondo per raccontare i sentimenti, le paure e le emozioni di una donna consapevole del suo destino che affronta con ironia, convivendo con i suoi limiti e la sua fragilità. Palermo ancora una volta si conferma ambientazione ideale per i romanzi, con le sue contraddizioni, la convivenza di nobiltà e di malavita, i quartieri ricchi e quelli popolari, tutti con il loro fascino e le loro caratteristiche uniche. Una città particolare, accogliente e pericolosa nello stesso tempo, capace della più grande indifferenza come della più emozionante partecipazione. Viola è una donna che ha imparato a vivere con la sua solitudine, la sua unicità percettiva la rende speciale come la sua generosità e il coraggio con cui affronta la sua malattia.