L’omicidio è denaro

L'OMICIDIO E' DENARO

Titolo: L’omicidio è denaro

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Una nuova avventura per il commissario Kostas Charitos, questa volta impegnato con alcuni misteriosi omicidi di uomini d’affari stranieri che si trovano in Grecia per fare investimenti. Uccidere chi porta soldi stranieri da investire nel Paese è una vera disgrazia, dato che gli investitori sono rari e se i pochi che arrivano vengono uccisi, vuol dire che il futuro della Grecia è più incerto che mai. La crisi economica non è passata, la situazione politica è sempre incerta, la ripresa dell’economia tarda a partire. La Grecia sta cercando a tutti i costi di uscire dalla crisi, ma i risultati non sono tali da poter guardare il futuro con ottimismo. Tutti parlano di investimenti, di crescita economica, ma il numero di poveri continua a crescere e nessuno sembra preoccuparsi di loro. In questo scenario di pesante situazione economica, Petros Markaris ci racconta una storia criminale e le relative indagini affidate a Charitos, il commissario del buon senso e della famiglia numerosa e unita, da cui ricava serenità e sicurezza. Markaris va oltre il giallo scrivendo un piccolo trattato di economia politica, descrivendo una situazione che ormai è comune a molte città europee. Il sistema economico non è più in grado di garantire un futuro roseo per tutti i cittadini, che vivono la riduzione di benessere con incredibile rassegnazione. I nuovi poveri sono tanti e di diverse estrazioni, pensionati, giovani, immigrati, piccoli commercianti. Quelle che sono difficoltà per i ceti più poveri, diventano occasioni di grandi affari per coloro che invece dispongono di molti soldi. I ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, questo è il risultato delle politiche degli ultimi decenni. Le persone non possono più contare sugli Stati, tutti alle prese con problemi economici, sociali e politici. In queste condizioni solo l’istituzione della famiglia è in grado di fare da argine all’impoverimento crescente. Quando le condizioni economiche peggiorano, le persone sono sfiduciate, guardano al futuro senza ottimismo, aumenta il senso di delusione che diventa senso di rivalsa che in un crescendo naturale sfocia nella violenza. Petros Markaris non è solo un giallista ma anche un ottimo conoscitore della situazione economica e sociale dei paesi europei. In questo libro la sua attenzione alla condizione dei poveri è molto evidente ma anche molto attuale e carica di energia , con tanta voglia di credere in un futuro migliore. Niente male per un giovanotto nato nel 1937.

 

La donna cardinale

LA DONNA CARDINALE

Titolo: La donna cardinale

Autore: Lucetta Scaraffia

Editore: Marsilio

Il Vaticano è in subbuglio. L’elezione di papa Ignazio e la sua voglia di pulizia e di onestà, rischia di far saltare tutte le coperture agli affari più o meno leciti che avvengono tra le mura impenetrabili della Città del Vaticano. Un complotto per portare il Papa verso più miti consigli viene organizzato e vede coinvolto il medico personale del pontefice, Gregorio Cesi, l’archiatra. Gregorio riuscirà a sventare tale complotto mettendo a repentaglio la sua vita pur di salvare quella del Papa. L’episodio accentuerà la fiducia del Pontefice nei confronti di Gregorio, che diventa il suo unico confidente, mentre il resto della Curia si mostra sempre più ostile nei confronti del Papa. Ignazio decide che la mossa migliore per spiazzare tutti i suoi avversari e dare una spinta enorme al processo di riforma della Chiesa è nominare una donna cardinale e farla diventare Segretario di Stato. Ma alcuni cardinali cercano di opporsi in ogni modo, si riuniscono in gran segreto, cercano di scongiurare iniziative dannose per i loro giochi di potere, ma ci sono le suore che servono le cene che ascoltano e registrano i discorsi.

Un giallo piacevole ed intrigante ma anche un libro che porta a riflettere sul futuro della Chiesa e sulla direzione che dovrebbero prendere le tanto attese riforme. E’ anche un modo per parlare di come le donne sono viste dalla Chiesa, per il mancato riconoscimento delle loro qualità che invece vengono sfruttate ad esclusivo vantaggio degli uomini. L’ambientazione romana e vaticana è accattivante, si respira l’aria di un antico potere che dura da tanti secoli, si entra negli oscuri misteri di Istituzioni note e impenetrabili come lo IOR, si vive da vicino l’atmosfera di intimidazione, di violenza e di ricatti che serve per mantenere lo status quo, per evitare cambiamenti. Il libro è scritto da Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea, giornalista, per lungo tempo editorialista dell’Osservatore Romano, scrittrice. Una profonda conoscitrice delle vicende vaticane che guarda al futuro della Chiesa con una certa preoccupazione.

Il giallo della villa abbandonata

IL GIALLO DELLA VILLA ABBANDONATA

Titolo: Il giallo della villa abbandonata

Autore: Riccardo Landini

Editore: Newton Compton Editori

Astore Rossi è un restauratore di mobili, un uomo semplice e ingenuo, ha per aiutante Oscar, un uomo con qualche difficoltà, ma con un grande talento come artigiano. Astore ama lavorare nella sua bottega, senza sorprese ed imprevisti. La sua tranquilla quotidianità viene interrotta da una donna, Roberta Arditi, che gli conferisce l’incarico di valutare alcuni mobili contenuti in una villa fatiscente ereditata da una zia. Astore accetta l’incarico e si reca alla villa dove Astore si rende conto che i mobili valgono molto poco. Ma su una parete di una stanza c’è un quadro molto particolare, una crocifissione dove Cristo è raffigurato in modo inconsueto con una serie di strane figure attorno. Astore non è un esperto di quadri e propone di far valutare il dipinto ad un suo amico, il professore Zeni, grande esperto d’arte, che subito si accorge che il dipinto è una rara opera di un artista tedesco, noto per la sua capacità di evocare i morti e per altri misteri che circondarono la sua vita. Il professore decide di portare il quadro a casa sua per fare delle ricerche più approfondite e Astore lo lascia fare, inconsapevole della sequenza di eventi che si stanno per scatenare. Il professore viene ucciso la sera stessa a casa sua e il quadro scompare. Rossi è il primo indagato per l’omicidio del professore e la cosa lo turba per alcuni passati poco piacevoli che ha avuto con la giustizia italiana, di cui non ha molta fiducia. Altri eventi finiranno per convincere Astore a scappare per non essere travolto da quella che sembra essere una vera e propria maledizione del quadro misterioso. Astore inizia una fuga avventurosa per varie città italiane, in cui troverà una alleata, Caterina, una libraia incontrata per caso a Venezia.

Una storia accattivante che attrae subito il lettore che nel giro di poche pagine si trova coinvolto all’interno di un mistero inestricabile, dove il mite Astore di trova a dover affrontare spietati assassini, antiche e segrete congregazioni, presunti buoni che cercano di aiutarlo, mentre le forze dell’ordine lo ritengono colpevole di atroci delitti. Una avventura senza un attimo di respiro, un viaggio nei misteri dell’arte antica, con tanti riferimenti all’esoterismo, a storie segrete e presunte leggende che hanno ancora oggi un fondo di verità tutto da scoprire. Astore si dimostra essere un protagonista ingenuo ma determinato, capace di comportamenti coraggiosi quando si tratta di difendere la sua compagna di avventura e di portare a casa la sua pelle. Riccardo Landini con una scrittura brillante e coinvolgente, ha costruito una trama complessa piena di imprevisti e di sorprese, riservando quella più grossa per il finale.

Il metodo del dottor Fonseca

IL METODO DEL DOTTOR FONSECA

Titolo: Il metodo del dottor Fonseca

Autore: Andrea Vitali

Editore: Einaudi

Un ispettore di polizia viene inviato in un villaggio di montagna, di nome Spatz, al confine dello stato, per una indagine di un caso di omicidio di una donna, considerato risolto, con colpevole il fratello della vittima, una persona con disturbi mentali che viveva con lei. L’uomo è scomparso dopo il ritrovamento della vittima. Il paesino è un piccolo borgo sperduto tra le montagne, un luogo dove non accade mai nulla e gli abitanti sono persone strane e bizzarre. L’ispettore è alloggiato in una piccola pensione, dove trova come ospite un personaggio singolare, taciturno, di poca compagnia, che lo informa della presenza, appena fuori del paese, di una clinica in cui vengono trattati malati molto gravi, destinati ad operazioni chirurgiche estreme, dall’esito più che incerto. L’ispettore non si fermerà alle prime conclusioni a cui erano arrivate le indagini e prenderà strade diverse per scoprire la verità che nasconde cose e fatti inimmaginabili.

Andrea Vitali ha sempre raccontato la provincia italiana e la vita dei suoi abitanti, scrivendo gialli tradizionali, con la sua scrittura elegante. Questo romanzo si allontana dalle ambientazioni geografiche che sono familiari all’autore ed affronta una storia per lui poco tradizionale. Il paesino è descritto come un posto buio e inospitale, le montagne che lo circondano sono cupe e spaventose, gli abitanti del luogo appaiono evasivi e ambigui. La clinica incombe sulla vita del villaggio, con la sua presenza oscura e misteriosa, con le mille voci e sospetti sulle attività che si svolgono al suo interno. Una storia quasi “noir”, un racconto dall’incedere costante, con un avvicinamento alla verità regolare, tanti piccoli misteri fin dalle prime pagine, un finale inaspettato. Un libro che tratta argomenti molto forti, che mostrano a quali estremi può arrivare il cinismo degli uomini, quando abbandonano la strada della ragione e dell’etica e perseguono solo la via del guadagno.

Tre passi per un delitto

TRE PASSI PER UN DELITTO

Titolo: Tre passi per un delitto

Autore: Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Un giallo classico, marito, moglie, amante. L’amante, giovane, bella, affascinante e misteriosa, viene uccisa a casa sua, a Roma, quartiere Prati. Il commissario Brandi dirige le indagini e di lui scrive Giancarlo De Cataldo. La giovane era l’amante di un importante e potente uomo d’affari, Marco Valerio Guerra, la sua parte è scritta da Maurizio De Giovanni. La moglie dell’imprenditore è Anna Carla Santucci, di lei scrive Cristina Cassar Scalia. L’omicidio ha grande risalto sulla cronaca romana. La vittima viene descritta in mille modi diversi, una manipolatrice, un’arrivista priva di scrupoli, una talentuosa aspirante artista, una drogata, una brava ragazza. Un omicidio crudele, una storia poco chiara, una soluzione del caso a portata di mano. Ma nulla è come sembra.

I tre autori danno voce ai tre protagonisti che raccontano le loro verità, i loro punti di vista, creando una storia che attrae il lettore e lo cattura con una trama originale, con un ritmo incalzante ed una tensione sempre alta. Gli autori sono riusciti a dare forza e carattere diversi ai tre protagonisti, tutti ben riusciti e aderenti perfettamente alla storia, riuscendo a scrivere come se fossero una sola penna, per un risultato finale armonico senza alcuna discontinuità. Un romanzo ambientato nella Roma dei quartieri bene, dove benessere e ricchezze sono diffuse e qualche volta nascondono segreti che è meglio non divulgare. In questo libro i protagonisti ci sorprendono, facendoci credere quello che vogliono, mostrandosi per quello che non sono o mostrando per la prima volta aspetti inediti della propria personalità. Le apparenze ingannano e scoprire la verità non sarà facile. Un ottimo esperimento di scrittura con alcuni tra i migliori autori di gialli italiani che ha prodotto uno dei migliori libri del 2020.

Odore di chiuso

ODORE DI CHIUSO

Titolo: Odore di chiuso

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

Odore di chiuso è il primo romanzo che Marco Malvaldi ha scritto con protagonista il grande gastronomo Pellegrino Artusi. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011 quando l’autore decise di prendere una pausa dalla scrittura della fortunata serie dei vecchietti del Bar Lume. La vicenda è ambientata in un castello toscano nei pressi di Bolgheri. Pellegrino Artusi ha raggiunto una certa fama per aver scritto il libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, primo storico manuale di cucina italiana ed è ospite del barone Bonaiuti e della sua famiglia, insieme ad un fotografo, un certo Ciceri. I familiari del barone non conoscono il motivo della presenza dell’Artusi e del Ciceri nel castello e lo scopriranno solo alla fine della vicenda. Il soggiorno sarà molto movimentato data la scoperta dell’omicidio del maggiordomo del barone e del tentato omicidio proprio del barone. L’Artusi darà un contributo importante e decisivo alla risoluzione del caso collaborando con il delegato di polizia incaricato delle indagini.

Un libro scritto in perfetto stile dell’epoca, con personaggi ben delineati e molti spunti umoristici, per raccontare sia le vicende legate al giallo che per raccontare l’Italia dell’epoca. Un classico “delitto della stanza chiusa” con tutti i protagonisti e possibili colpevoli costretti a risiedere nel castello per tutta la durata delle indagini, condotte dal delegato con la tecnica degli interrogatori individuali nei quali ogni personaggio riesce a dare la sua versione dei fatti raccontando particolari noti e meno noti degli altri presenti, fornendo nuovi elementi di indagine. La trama consente all’autore di sfoggiare le sue conoscenze della chimica, tramite le deduzioni di alcuni dei protagonisti, tra cui proprio l’Artusi, che si dimostra essere uomo molto perspicace ma anche buon conoscitore di molte nozioni che risulteranno utili per le indagini. Artusi riesce a spiegare nel corso del romanzo il motivo per cui ha scritto il suo trattato di cucina, trattando le ricette in modo scientifico, definendo con precisione quantità, proporzioni e sequenza delle varie operazioni per realizzare la pietanza. Un libro ben costruito, scritto in modo fluido e ironico, qualche volta quasi irriverente, come è nello stile dell’autore. Una indagine vecchio stile dove intuizioni e deduzioni hanno grande importanza per la risoluzione del caso. Il racconto è ambientato nel 1895, l’Unità di Italia è ancora un fatto recente, la nobiltà sembra non voler capire i cambiamenti che sono in corso, credono ancora di essere al di sopra della legge. Tanti riferimenti storici e culturali che si riferiscono all’epoca dei fatti ma che sembrano voler prendere in giro l’Italia contemporanea. Malvaldi si conferma ottimo scrittore, arguto, colto e dotato di una ironia tanto tagliente quanto aggraziata e gradevole.

Conosci l’estate?

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Titolo: Conosci l’estate?

Autore: Simona Tanzini

Editore: Sellerio

“Conosci l’estate?” È un giallo che vede protagonista Viola, una giornalista televisiva che da Roma si è trasferita a Palermo. Viola ha una caratteristica particolare nella percezione sensoriale, ossia quello che vede lo associa ad una musica che a sua volta è associata ad un colore, una specie di disturbo che si definisce “sinestesia”. Soffre anche di una malattia degenerativa che le crea qualche problema di mobilità e sul modo di affrontare alcuni aspetti della vita quotidiana.

La vicenda ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una ragazza di soli vent’anni, di buona famiglia, amica di un cantante abbastanza famoso che viene subito collegato con l’omicidio. Viola si sente coinvolta dall’accaduto dato che conosce per caso il cantante e lo ritiene incapace di uccidere una persona. Inizia da parte di Viola la raccolta di elementi per una inchiesta sul caso, coinvolgendo alcuni suoi amici e colleghi, unendo ai fatti le sue intuizioni e le sue percezioni.

La storia è raccontata da Viola in prima persona e il giallo e le indagini sono lo sfondo per raccontare i sentimenti, le paure e le emozioni di una donna consapevole del suo destino che affronta con ironia, convivendo con i suoi limiti e la sua fragilità. Palermo ancora una volta si conferma ambientazione ideale per i romanzi, con le sue contraddizioni, la convivenza di nobiltà e di malavita, i quartieri ricchi e quelli popolari, tutti con il loro fascino e le loro caratteristiche uniche. Una città particolare, accogliente e pericolosa nello stesso tempo, capace della più grande indifferenza come della più emozionante partecipazione. Viola è una donna che ha imparato a vivere con la sua solitudine, la sua unicità percettiva la rende speciale come la sua generosità e il coraggio con cui affronta la sua malattia.

La salita dei saponari

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Titolo: La salita dei saponari

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Un uomo viene trovato cadavere con un colpo di pistola al torace nella sua auto nel parcheggio dell’aeroporto di Catania. E’ un cittadino americano nato a Cuba, residente in Svizzera. Iniziano le indagini che sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra. Un omicidio anomalo, un morto che è un personaggio misterioso, nessun apparente legame con la criminalità, un imprenditore, un uomo di successo, tanti piccoli indizi ma nessun motivo evidente per essere ucciso. Le indagini si preannunciano complesse, bisogna trovare collegamenti con le sue origini cubane, con la sua vita in America e quella in Svizzera. Una indagine di portata internazionale che metterà a dura prova le capacità della squadra di investigatori catanesi, che dovranno dedicarsi con tutte le loro capacità ed energie. Un giallo con una trama ben costruita, una scrittura fluida e piacevole. La protagonista è una poliziotta che ha visto il padre ucciso in un agguato di mafia e il suo quasi ex compagno magistrato che vive a Palermo con cui ha un rapporto intenso e combattuto. Ambientazione molto siciliana, si sentono i profumi dell’isola, si vedono le bellezze dell’ambiente, si assaporano le prelibatezze gastronomiche, ben descritte e molto presenti in tutto il romanzo. Non mancano le critiche alle cattive abitudini dell’isola, alle cose che non funzionano, alla dirompente presenza criminale, ma il libro ha la Sicilia come protagonista e sono i tratti positivi ad essere messi in evidenza. I personaggi siciliani sono empatici, schietti, ospitali e generosi, come lo sanno essere i nativi dell’isola. Vanina sa attrarre le attenzioni di tutti quelli con cui ha a che fare, per la sua disponibilità personale, per la sua dedizione al lavoro e per l’attaccamento alla ricerca della verità. E’ ben protetta dall’ambiente in cui vive, dalle persone che la conoscono e che lavorano con lei, tutti pronti a tutto per lei e le sue indagini. Ma la vita è piena di ostacoli come dimostra il colpo di scena finale che chiude il libro ed anticipa un sicuro quarto capitolo della serie dedicata a Vanina Guarrasi.

 

Il borghese Pellegrino

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Titolo: Il borghese Pellegrino

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

La vicenda è ambientata nei pressi di Firenze, nel 1900. Il Commendatore Secondo Gazzolo è un ricco industriale dell’industria conserviera dell’epoca ed è anche proprietario del castello di Campoventoso, dove ha organizzato un fine settimana per definire alcuni ricchi accordi commerciali per la sua azienda. Il Commendatore ha riunito il grande gastronomo Pellegrino Artusi, anche abile mercante di stoffe, il professore Paolo Mantegazza, medico di grande fama, il ragioniere Bonci e sua figlia Delia, il banchiere Viterbo, Everardo D’Ancona delegato del consiglio Italia Turchia e il suo collega turco Reza Kemal Akuyan. Il fine settimana inizia con qualche piccolo screzio tra i presenti, ma gli interessi economici in ballo sono tali da superare le divergenze. Il fatto più eclatante avviene la notte seguente. Uno degli ospiti viene ritrovato cadavere nella sua camera da letto. Inevitabile l’intervento delle forze dell’ordine, con l’arrivo dell’incaricato dell’indagine Saverio Maria Artistico, grande amico dell’Artusi. Artistico sospetta da subito che la morte del povero ospite non sia dovuta a cause naturali e inizia le indagini per scovare l’assassino. La soluzione del caso sarà possibile grazie alla collaborazione dell’Artusi.

Il romanzo è un classico giallo “a porta chiusa”, con tutti i presenti nel castello sospettati dell’omicidio e il poliziotto che indaga senza trascurare nessuna ipotesi. Ognuno dei presenti è sospettato per quello che ha fatto durante il soggiorno nel castello o per i vantaggi che avrebbe avuto in seguito alla morte dell’ospite. Malvaldi conduce il lettore attraverso le vicende della trama per raccontare i vari punti di vista dei protagonisti, di professioni diverse, così come diverse erano le loro appartenenze sociali e finanziarie, la loro visione del momento storico. Il 1900 era un momento favorevole all’iniziativa privata e le possibilità di fare affari offerte dalle aperture dei mercati internazionali erano molto attraenti per coloro che avessero voglia di rischiare. La scrittura è ironica e divertente, la trama è ben costruita e l’ambientazione ben fatta e molto verosimile. Il libro rende omaggio alla figura di Pellegrino Artusi che appare anche nella sua veste di grande conoscitore della chimica, materia in cui Malvaldi gioca in casa.

Io sono il castigo

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Titolo: Io sono il castigo

Autore: Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi

A Roma, in un incidente stradale come tanti, rimane ucciso un famoso cantante degli anni Sessanta, soprannominato Ciuffo d’Oro, ora diventato un importante boss dell’industria discografica. L’inchiesta parte come incidente stradale ma presto si tramuta in indagine per omicidio. Alla vittima non mancano i nemici ma nessuno tra le persone coinvolte nell’inchiesta sembra capace di uccidere. Il magistrato che segue il caso è Manrico Spinori della Rocca, per gli amici Rick. Un uomo posato e gentile, di famiglia nobile ormai decaduta, con una madre vittima del vizio del gioco d’azzardo. Manrico è un appassionato di opera lirica, segue tutti i concerti che può, andando anche in giro per l’Europa per soddisfare la sua voglia di musica. Vive solo, ha un certo successo con le donne, soprattutto se appassionate di opera lirica. Il magistrato lavora con una nuova collega, una ispettrice dal fisico avvenente e statuario per il suo metro e ottanta, con qualche tatuaggio e dalla parlata molto romana, quasi da coatta. La squadra investigativa di Manrico Spinori della Rocca inizia l’indagine alla scoperta dei segreti di Ciuffo d’Oro, della sua famiglia e delle sue numerose amichette del cuore.

Questo “Io sono il castigo” è un giallo che vede come protagonista un magistrato affascinante e di buon livello sociale contrapposto ad una investigatrice di modeste origini che è tutta il contrario di lui, ma i due insieme costituiscono una coppia ben assortita dalle buone intuizioni. De Cataldo si è divertito ad adattare il linguaggio usato nel testo alle origini dei personaggi, creando situazioni simpatiche e divertenti, senza nessuno snobismo. L’avventura è ambientata a Roma che si presenta in tutto lo splendore dei variopinti personaggi che la abitano, che vanno dai nobili che vivono fuori dal tempo ai nuovi arricchiti, agli avventurieri di vario tipo fino alle persone semplici. Ben fatti i riferimenti alle opere liriche famose e meno famose che vanno ad arricchire la trama senza appesantirla con molti riferimenti alle similitudini delle trame del melodramma con le vicende quotidiane. Manrico tra le indagini, le preoccupazioni che gli procura la madre e la frequentazione dei teatri, ha la fortuna di incontrare una misteriosa ed appassionata melomane, con cui inizia una simpatica ed intrigante amicizia. Siamo molto lontani dalle storie violente e crudeli di Romanzo Criminale, questo è un libro giallo dai tratti gentili, scritto in modo lineare e con un filo di umorismo. Qui anche gli assassini hanno un cuore grande.

Mercato nero

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Titolo: Mercato nero

Autore: Gian Mauro Costa

Editore: Sellerio

Ballarò è il quartiere del centro storico di Palermo famoso per la vita notturna. Una sera, nel momento di massimo affollamento, viene ucciso un uomo, che cade all’improvviso per terra. L’uomo si chiama Ernesto Altavilla ed appartiene ad una famiglia molto ricca dell’aristocrazia palermitana. La morte è dovuta ad un proiettile che lo ha colpito da distanza ravvicinata. L’ucciso è una persona rispettabilissima, senza precedenti e senza nemici. E’ stato ucciso per errore? Un proiettile vacante? La morte di Ernesto è un vero rompicapo. Angela Mazzola è un agente semplice della squadra mobile ma questa volta viene prestata alla sezione omicidi per essere infiltrata nei locali di Ballarò, data la sua avvenenza e la sua buona conoscenza dei vini, per riuscire a trovare uno spunto per le indagini dell’omicidio Altavilla.

La storia, a parte un breve prologo a Torino, si svolge interamente a Palermo. Le indagini partono dai locali di Ballarò e dal mondo degli immigrati nigeriani che trovano facili lavori temporanei nei tanti esercizi commerciali del quartiere, con le loro storie dolorose e spesso violente, con le incertezze dell’attraversata del mare verso la speranza di una vita nuova, le difficoltà ad inserirsi nella società del paese che li ospita, la povertà che li rende fragili ed esposti alle lusinghe della malavita o delle organizzazioni terroristiche. Angela ed i suoi colleghi sono persone che provengono da famiglie umili, sanno cosa vuol dire vivere con pochi soldi, guardano gli immigrati senza pregiudizi e sono pronti ad aiutarli quando vedono nei loro occhi la sincera voglia di integrarsi e vivere onestamente. Le indagini dell’omicidio avanzano lentamente ma inesorabilmente e grazie alle doti personali di Angela, si arriverà alla conclusione del caso con i colpevoli che pagheranno per i loro sbagli. Il romanzo mostra la città di Palermo come una città multietnica, dai mille volti e dalle mille sfaccettature, con i difetti delle grandi città, con la consueta criminalità che opera e controlla tutto, ma anche con molte persone alla ricerca del riscatto, per sé stessi e per la città in cui vivono. Angela Mazzola è una poliziotta, è uno spirito libero, una donna con una visione moderna di se stessa, capace di interpretare ruoli diversi a seconda delle circostanze, capace di superare i luoghi comuni e riuscire ad imporre la sua personalità in un mondo che per le donne non è mai semplice. La scrittura di Gian mauro Costa è leggera, ironica, a tratti pungente, ma sempre piacevole. Palermo è lo sfondo ideale per il romanzo e la città fa quasi da protagonista principale.

Una lettera per Sara

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Titolo: Una lettera per Sara

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Maurizio De Giovanni è uno dei giallisti italiani più prolifico ed interessante. È tornato in libreria con il terzo volume della serie che ha come protagonista Sara Morozzi, l’ex agente dei servizi segreti in pensione, che continua la sua saltuaria collaborazione con l’amico ispettore Davide Pardo. Sara ha una particolare abilità nell’interpretazione del linguaggio del corpo, è sempre stata la migliore e non ha perso lo smalto ora che è in pensione ed è diventata anche nonna. Il caso di questo “Una lettera per Sara” ha inizio molti anni fa, quando una ragazza che lavorava in una libreria come commessa viene uccisa in circostanze misteriose senza che il colpevole sia mai stato trovato. Tornati ai giorni nostri, un anziano collega di Davide Pardo, Angelo Fusco ex vicecommissario, malato e male in arnese, si presenta in commissariato, chiedendogli in nome della loro vecchia amicizia, di fare in modo che possa incontrare in carcere un anziano detenuto che, anche lui in punto di morte, vorrebbe confidargli alcuni segreti prima di morire. Pardo è scocciato prima di tutto per essere stato interrotto nella sua pausa caffè del lunedì mattina, un rito propiziatorio per la settimana che inizia che per nulla al mondo dovrebbe essere disturbato, poi per la richiesta del suo ex collega che lo mette in difficoltà, dovendo scomodare persone che non ha piacere di rivedere per poterlo aiutare. Pardo non si lascia intenerire dalle cattive condizioni di salute di Fusco e non fa nulla per aiutarlo. Il detenuto muore senza che l’ex vicecommissario sia riuscito a parlargli e solo allora Pardo decide di aiutare Fusco cercando di scoprire cosa il detenuto voleva confidargli. Inizia una avventura con un gran numero di personaggi, coinvolti in un viaggio nel tempo e nelle sofferenze umane. C’è chi è malato oppure nasconde colpe per le quali non ha mai pagato pegno, chi vive ai margini della legge ma è pieno di coraggio e di buoni pensieri, chi vive la pena di non aver visto condannati gli assassini di una persona cara. C’è molta umanità nei romanzi di De Giovanni, che è un grande narratore ed un bravissimo esploratore dell’animo dei suoi personaggi. Se le sue storie mostrano il lato criminale della società, violenta e crudele, i suoi personaggi mostrano la potenza dei sentimenti e della volontà e dimostrano la loro forza a seconda di come reagiscono alle prove dolorose che il destino gli riserba, quando vedono distrutte le convinzioni più forti e profonde su cui hanno basato la propria vita. L’atmosfera scanzonata dei libri dei Bastardi di Pizzofalcone è sparita, i libri con Sara sono malinconici, ci sono troppi ricordi che hanno lasciato tracce profonde e dolorose, ma il piacere della lettura è sempre lo stesso.

Stella o croce

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Titolo: Stella o croce

Autore: Gian Mauro Costa

Editore: Sellerio

Per scrivere un buon giallo non è necessario inventare storie complicate, con tecnologie spaziali e personaggi straordinari con doti da supereroe. Basta scrivere una storia credibile, con personaggi normali ma ben caratterizzati, con una ambientazione piacevole, una scrittura lineare e piacevole ed il gioco è fatto, come è il caso di Stella o croce di Gian Mauro Costa.

Una donna viene uccisa a Palermo. Era una parruccaia, produceva parrucche su misura, soprattutto per malati oncologici. Era una donna buona e generosa, ben voluta da tutti. Chi può averla uccisa?  A distanza di alcuni mesi dal ritrovamento del cadavere, le indagini sono ferme, nessun indizio, nessuna pista da seguire. Angela Mazzola è una poliziotta, giovane, intraprendente e grazie ad una amicizia in comune con la parruccaia, inizia una sua indagine personale per scoprire il colpevole dell’omicidio. Questo Stella o Croce è il primo libro che l’autore scrive con protagonista Angela Mazzola. Il libro è ambientato a Palermo, con le sue strade trafficate e rumorose, la sua gastronomia esuberante, i suoi abitanti dalla spiccata umanità. Angela è una semplice agente della squadra mobile, decide di indagare per semplice voglia di giustizia, per far prevalere il bene, senza trarne benefici personali. Il libro scorre veloce, i colpi di scena si susseguono con buon tempismo. Il mondo dei clienti della parruccaia era vasto e variegato, una umanità che soffriva in silenzio e subiva il peso della malattia, continuando a vivere la vita delle persone semplici, che viene abilmente descritta e messa in risalto. Un giallo tradizionale, senza alcun riferimento alla mafia e per essere una storia ambientata a Palermo è un pregio non da poco. Una trama ben studiata, originale, ben scritta, per una piacevole ed intrigante lettura.

L’appeso di Conakry

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Titolo: L’appeso di Conakry

Autore: Jean Christophe Rufin

Editore: Edizioni e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

L’appeso di Conakry è Jacques Mayères, un ricco ex industriale francese che si è ritirato dagli affari e vive a bordo del suo yacht in giro per il mondo. La sua barca è ancorata a Conakry, capitale della Guinea. Una mattina il suo cadavere viene trovato appeso ad un albero della sua imbarcazione. Le autorità locali iniziano le indagini e il consolato francese incarica Aurel Timescu, un suo addetto, di seguire il caso. Aurel è nato in Romania ed è riuscito a intraprendere la carriera diplomatica per caso, grazie alla famiglia della sua ex moglie. Aurel è un tipo originale, amante del vino bianco, è un buon suonatore di pianoforte, veste sempre in modo troppo pesante per il caldo esagerato africano e indossa sempre occhiali da sole da alpinista. Vestito così è difficile essere presi sul serio e infatti Aurel è spesso oggetto di scherno da parte di colleghi e conoscenti. Aurel decide di iniziare una sua indagine personale sull’omicidio di Jacques Mayères, per dare un senso alla sua presenza a Conakry ed anche perché fare l’investigatore è sempre stato un suo sogno.

La trama del libro è consistente e originale, l’ambientazione è esotica e accattivante, descritta in modo dettagliato e realistico. La situazione generale della Guinea, sia sociale che politica, è ben descritta e il contesto di tutta la storia è molto verosimile. Il porto di Conakry diventa l’ambientazione ideale per una storia come quella raccontata, al centro di traffici di armi e droga da e verso il Sudamerica, ma anche approdo turistico per esperti naviganti, frequentato, come tutti i porti, da una umanità varia, con molti personaggi che conducono una vita di espedienti al limite della legalità. L’omicidio sembra l’epilogo di una rapina andata a finire male ma con il procedere del racconto diventa una nuova storia, quello che sembrava essere un ricco e annoiato milionario francese in cerca di facili avventure si dimostra essere un uomo del tutto diverso e di tutt’altra pasta. L’autore, Jean-Christophe Rufin, è un medico, diplomatico ed è tra i fondatori di Medici senza Frontiere. Un uomo intraprendente, generoso e dotato di molti talenti, tra cui anche quello della scrittura.

Il furto della Divina Commedia

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Titolo: Il furto della divina commedia

Autore: Dario Crapanzano

Editore: Mondadori

Il furto della Divina Commedia è un giallo ambientato a Milano nell’ormai lontano 1954. Il preside di un liceo cittadino. Michele Esposito, ha la passione per i libri antichi. Una inaspettata eredità gli consente di acquistare per una cifra notevole per l’epoca, circa 4 milioni di lire, un antico incunabolo della Divina Commedia. Un volume raro e di grande valore che il preside decide di custodire nella cassaforte della scuola dato che a casa sua non dispone di un posto altrettanto sicuro dove custodire il prezioso oggetto. Passano pochi giorni e il volume sparisce e il preside non può che denunciare il furto alla polizia. L’indagine è affidata a Fausto Lorenzi, un giovane ispettore dal fisico imponente da ex giocatore di pallacanestro. I primi indiziati del furto sono i professori del liceo e la segretaria del preside, Anna Maria Rosellini. Tutto il gruppo viene convocato per essere interrogato dall’ispettore Lorenzi. Pochi giorni dopo la signora Rosellini viene ritrovata cadavere nel suo appartamento. Non ci sono evidenti collegamenti tra l’omicidio della donna e il furto del volume, ma l’ispettore Lorenzi ritiene da subito che i due reati sono collegati tra loro. Le indagini proseguono con sullo sfondo la vita tranquilla della Milano dell’epoca. Lorenzi trova il tempo per indagare e svolgere i suoi doveri professionali insieme a quelli della sua vita privata, essendo separato dalla moglie con un figlio, a cui non fa mai sentire la mancanza della sua compagnia e del suo affetto, così come trova il tempo di corteggiare una ragazza molto sensibile alle sue attenzioni.

Crapanzano ricrea le atmosfere del periodo con molta precisione, eleganza e gentilezza. In quegli anni la vita era semplice, le persone vivevano con moderazione ed equilibrio, apprezzando quel poco che c’era. Un libro piacevole scritto con uno stile limpido e lineare per una lettura rilassante e gratificante.