I delitti di via Margutta

I DELITTI DI VIA MARGUTTA

Titolo: I delitti di via Margutta

Autore: Giancarlo Capaldo

Editore: Chiarelettere

L’autore di questo giallo appartiene alla categoria di scrittori che preferisco, ossia autori che nella vita hanno fatto tutt’altro e che si sono dedicati alla scrittura per passione e non per professione.  Giancarlo Capaldo è un magistrato ora in pensione, è stato responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, incaricato di importanti indagini su fatti che hanno segnato la storia recente italiana. I delitti di via Margutta è un libro molto piacevole, ambientato a Roma, con il suo consueto fascino architettonico e storico, una affollata lista di personaggi di vario tipo, politici, banchieri, imprenditori, nobili, faccendieri, massoni, donne affascinanti ed altre poco inclini alla morigeratezza. I protagonisti della storia sono il principe Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia e sua moglie Gloria, insieme al loro fidatissimo maggiordomo Oliver. Un trio irresistibile, empatico, raffinato e gentile, con ottime introduzioni in tutti i salotti buoni e negli uffici del potere. Il Principe e la moglie, oltre alle varie attività che coltivano grazie alla loro fortunata condizione sociale, hanno la passione per le indagini ed una incredibile capacità di entrare in sintonia con le persone, indipendentemente dalla loro condizione sociale. Questa volta l’occasione per mettere alla prova il loro fiuto investigativo è l’assassinio di una loro amica, una signora molto in vista nel bel mondo romano, con la polizia che brancola nel buio ed i tre che con metodi poco ortodossi, cercano la verità a modo loro.

La storia si sviluppa tra ricevimenti eleganti, viaggi per il mondo, incontri con misteriosi faccendieri, prelati anonimi di grande potere, uomini delle istituzioni, avvocati prestigiosi che conoscono tutto di tutti. La trama è ben costruita, nessun indizio trapela dalle indagini e la soluzione del caso sarà del tutto imprevedibile. La finzione si mescola con la storia di Roma degli ultimi decenni, con riferimenti a fatti realmente accaduti, che conferiscono alla trama una maggiore veridicità. La scrittura di Capaldo è chiara e scorrevole, ironica e tagliente ma anche profonda e piena di considerazioni sull’animo umano, sulla giustizia, sul potere, sugli errori che comportano la caduta di alcuni e la carriera di altri. Descrizioni dettagliate ed appassionate dei luoghi in cui si svolgono i fatti e dialoghi serrati che rendono molto bene il carattere dei protagonisti. Un giallo appassionante per la personalità dei protagonisti ed il fascino della storia, per i temi trattati e per la personalità dei protagonisti, la trama avvincente e il ritmo serrato del racconto, per una lettura di grande piacere.

Alle porte della notte

ALLE PORTE DELLA NOTTE

Titolo: Alle porte della notte

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Una storia che vede protagonisti il vicequestore Loris Sebastiani e il giornalista hacker Enrico Radeschi. Una rapina in una famosa ed elegante gioielleria di via Montenapoleone, il tempio sacro della moda meneghina e le sue relative indagini, trovano un collegamento con una precedente rapina, avvenuta 15 anni prima, nel Diamond Center di Anversa, in Belgio. Radeschi sarà coinvolto nelle indagini insieme al suo pericoloso amico criminale, il Danese, il bandito spietato che quando si tratta di aiutare Radeschi diventa generoso e altruista. Gli ingredienti della storia sono i soliti ben collaudati. Sebastiani riesce a fare colpo sulle donne, Radeschi riesce a infilarsi nei guai, ma con amici come il Danese e Sebastiani, riesce sempre a trovare una soluzione. La sua conoscenza dei computer e delle tecnologie lo aiuta ad essere protagonista delle indagini, ad essere sempre in prima linea, ad entrare in possesso di notizie in anticipo sugli altri quotidiani a tutto vantaggio del portale Milano Nera, la sua creatura giornalistica che spera lo renda ricco e famoso. Una storia costruita ad arte, con un epilogo imprevedibile, dove accade di tutto, dove molti non sono quello che sembrano. Numerosi indizi che portano il lettore in direzioni lontane dalla verità, che sarà svelata solo alla fine di un intreccio geniale. Personaggi ben definiti, storie diverse tra loro che si incastrano alla perfezione, capitoli brevi e continui cambi di scenario, una scrittura chiara e veloce, dialoghi molto serrati e diretti, senza fronzoli. Milano appare nelle sue due facce contrastanti, la città moderna ed elegante delle vie della moda, e la città dei grandi traffici illeciti, gestiti da criminali di tutto il mondo, dove le varie mafie e associazioni a delinquere di varia provenienza prosperano e fanno affari di ogni tipo. Il finale mette assieme tutti i pezzi del complicato puzzle disegnato da Roversi, e quello che sembrava un’accozzaglia di indizi e di possibili piste diventa una conclusione logica e lineare.

 

Nella luce di un’alba più fredda

NELLA LUCE DI UN'ALBA PIù FREDDA

Titolo: Nella luce di un’alba più fredda

Autore: Hans Tuzzi

Editore: Bollati Boringhieri

Un giallo ambientato a Milano nel 1990, poco prima dell’inizio dell’era di “Mani pulite”. Norberto Melis è un dirigente della questura che si occupa preferibilmente di omicidi dove sono coinvolte persone normali, lasciando ad altri funzionari le indagini su omicidi di malavitosi conclamati. Melis è uno specialista nell’immedesimarsi nelle vite delle vittime per scoprire gli assassini, sfruttando il suo intuito e la conoscenza dell’animo umano. La storia ruota attorno alle indagini condotte dal commissario Iurilli sull’omicidio di un uomo solitario e di due anziane donne uccise con modalità simili, mentre Melis indaga sugli omicidi di un avvocato e della sua amante.

L’atmosfera è quella della Milano da bere degli anni Novanta, appena prima di Natale, euforia generalizzata, nessuno prevede il ciclone Mani Pulite che si sta per abbattere sulla città e sul resto d’Italia. Il clima politico e sociale è ricostruito con molto realismo, così come sono netti e chiari i riferimenti alle collusioni tra malavita, attività imprenditoriali e politica.  Le piccole truffe organizzate dai protagonisti appaiono come innocenti passatempi rispetto alle grandi truffe che coinvolsero molte istituzioni all’epoca.

Melis indaga, osserva e descrive la città di Milano, le sue imperfezioni, i difetti, le cose che non vanno come dovrebbero, una città laboriosa coma sempre ma con una voglia crescente di guadagnare soldi facili, di vivere alla grande. Le piccole truffe sono all’ordine del giorno, tutti ci provano, tanti ci cascano, qualcuno ci lascia la pelle. I colpevoli si mostrano capaci di tutto per ottenere dei vantaggi, forti nelle ambizioni e deboli moralmente, convinti di essere più furbi senza esserlo. Lo stile è diretto, chiaro, con inserti in dialetto milanese che danno incisività alle battute, oltre a ben localizzare la storia. Un giallo classico, uno spaccato dell’Italia di trent’anni fa, forse incomprensibile a chi è nato negli anni successivi.

L’uomo della pianura

L'UOMO DELLA PIANURA

Titolo: L’uomo della pianura

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Dopo la lettura de “Il pregiudizio della sopravvivenza”, ultimo uscito tra i libri della serie dedicata a Radeschi, il giornalista hacker, non potevo non andare a ritroso e leggere il libro in cui si racconta la vicenda di Hurricane, il criminale che lo vuole uccidere. La storia ha inizio con un una storia d’amore finita male tra la figlia del proprietario di un grosso allevamento di mucche e un giovane di etnia sikh addetto alla cura del bestiame. La ragazza viene trovata uccisa con ferite che sembrano fatte con un kirpan, il coltello che ogni sikh indossa. Il giovane indiano si è dato alla fuga protetto dalla complicità della comunità sikh. Radeschi viene inviato sul posto a seguire le indagini che avranno sviluppi imprevedibili. La storia di Hurricane ha inizio negli anni settanta, quando un giovane viene condannato al carcere per un errore giudiziario. Hurricane entra in carcere da innocente e ne esce trasformato in un criminale omicida. Scontata la condanna, esce dal carcere, organizza un rapimento, estorce un cospicuo riscatto, ruba i soldi ai suoi complici, uccide l’ostaggio in modo brutale, si dà alla fuga con il malloppo. Da qui la scomparsa, tanti anni in fuga, poi il ritorno e la decisione di eliminare i suoi nemici.

Radeschi è un giornalista freelance, sempre alla guida della sua inseparabile vespa gialla, una vita dedicata alla professione ma con poche soddisfazioni economiche. Una storia ambientata nella Bassa Padana, al freddo ed in mezzo alla nebbia, per le vicende di Radeschi. Più internazionale e varia la vita di Hurricane, che si dedica al recupero del  tempo perso in galera, girando per il mondo e godendo degli agi che si può permettere grazie ai soldi frutto delle sue azioni criminali. Lo stile di Roversi è brillante, con una ironia sottile e incisiva, che sa cogliere gli aspetti negativi e drammaticamente comici della società italiana, dalla politica ai comportamenti delle persone. Il ritmo della vicenda è continuo ed incalzante, tra indagini e crimini, critica sociale e brillante ironia. Una storia dalle tinte “noir”, tra malavita, carceri e giornalismo. Una lettura piacevole e appassionante con un finale drammatico.

Il pregiudizio della sopravvivenza

IL PREGIUDIZIO DELLA SOPRAVVIVENZA

Titolo: Il pregiudizio della sopravvivenza

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Enrico Radeschi è un giornalista, esperto di informatica, fidanzato con Andrea, anche lei giornalista. Andrea è a Salisburgo per una conferenza e improvvisamente scompare. Enrico riceve un video in cui la ragazza è legata, il mittente è un suo vecchio nemico, che è tornato per la definitiva resa dei conti. Andrea è solo un modo per coinvolgere Enrico, ma è lui la vittima predestinata. Enrico, per salvare Andrea, chiede aiuto al suo amico vicequestore Sebastiani e al Danese, un fuori legge molto generoso quando si tratta di aiutarlo. La storia è una corsa senza soste tra Milano, l’Austria e poi di nuovo Milano, gli eventi si susseguono senza respiro. Sebastiani con la sua squadra è impegnato nell’indagine su una rapina spettacolare compiuta da 4 donne durante una festa privata tra persone molto abbienti, ma trova il tempo per aiutare il suo amico Enrico. Una storia movimentata, una corsa contro il tempo e contro un nemico spietato, che non esita ad uccidere chiunque pur di ottenere il suo scopo. La trama è lineare, i fatti si susseguono vorticosamente e sono raccontati con una scrittura piacevole e accattivante. La storia coinvolge subito il lettore che si ritrova impigliato nella rete degli eventi, continuando a leggere senza fermarsi per non interrompere il divertimento. Il libro è una specie di ottovolante, una volta partito, puoi solo scendere alla fine. Una lettura che garantisce qualche ora di evasione, con una storia attraente, personaggi ben definiti di grande empatia, riferimenti alla realtà dei nostri giorni, al potere delle organizzazioni criminali che dispongono di vere e proprie zone franche al centro delle principali città italiane. Milano è descritta rispettando l’evoluzione modaiola dei locali e dei quartieri. Enrico è sempre in sella alla sua eterna vespa gialla, Sebastiani ha il sigaro spento sempre in bocca, il Danese non abbandona mai la sua iguana Iris, ognuno ha il suo elemento caratterizzante. Il testo è composto da capitoli brevi, continui cambi di scena, dialoghi ironici, situazioni a metà tra il tragico e il comico. Tanti riferimenti musicali adornano ed abbelliscono il racconto.

Sangue Inquieto

SANGUE INQUIETO

Titolo: Sangue Inquieto

Autore: Robert Galbraith

Editore: Salani

Traduzione: Barbara Ronca, Laura Serra, Loredana Serratore

Sangue inquieto è il quinto romanzo della serie dedicata all’investigatore Cormoran Strike ed alla sua socia Robin Ellacott.

Cormoran si trova in Cornovaglia per assistere sua zia Joan, che in pratica lo aveva adottato, giunta in punto di morte per una malattia inesorabile. Una sconosciuta lo avvicina per chiedergli di indagare sulla scomparsa della madre, Margot Bamborough, una dottoressa che quasi quarant’anni prima era sparita senza lasciare tracce. Riprendere una indagine dopo che sono passati così tanti anni non è affatto facile e le probabilità di successo sono molto poche. Ma Cormoran e Robin decidono di accettare l’incarico e iniziano una indagine lunga e complessa, alla ricerca dei pochi testimoni ormai rimasti in vita e di ulteriori prove e indizi che non è affatto facile trovare dato il tanto tempo trascorso. La storia del giallo si intreccia con le vicende personali di Cormoran e di Robin. Cormoran sta soffrendo per la malattia della sua madre adottiva, mentre sia la sua ex fidanzata che la sua famiglia biologica si fanno sentire tanto per complicargli la vita. Robin è alle prese con il divorzio e la cosa non è affatto semplice. Le loro vite si complicano ed anche i loro rapporti ne risentono, sia sul piano professionale che personale.

Un libro scritto con lo stile che caratterizza i libri di Robert Galbraith (lo pseudonimo di J.R.Rowling, autrice della serie di Harry Potter), ossia storie costruite su una trama solida e ben strutturata, storie in cui gli eventi si susseguono con calma, senza un grosso ritmo, con ampie e dettagliate descrizioni degli ambienti e dei caratteri dei personaggi. Sono libri adatti per essere letti con calma, per apprezzarne tutti i dettagli, la trama e tutti i riferimenti che sono richiamati. In questo caso ci sono anche alcuni disegni, che arricchiscono la trama di mistero e di un tocco di esoterismo, che vanno a complicare ulteriormente il quadro investigativo. La lunghezza del libro, oltre 1100 pagine, mette a dura prova la tenacia del lettore e forse una stesura più breve avrebbe giovato alla piacevolezza della lettura. La conclusione del libro lascia intendere che ci sarà un seguito. La saga di Cormoran e Robin continua.

Gli occhi di sara

GLI OCCHI DI SARA

Titolo: Gli occhi di Sara

Autore: Maurizio de Giovanni

Editore: Rizzoli

Gli occhi di Sara è il quarto romanzo di Maurizio De Giovanni dedicato al personaggio di Sara, la ex agente dei servizi segreti con un talento unico nell’ interpretare il linguaggio del corpo. La storia inizia da dove il precedente romanzo era terminato, ossia con la malattia del nipote di Sara, di soli due anni, colpito da un tumore inoperabile, il cui destino è ormai segnato. Sara combatte una nuova battaglia contro il male, fa affidamento sui suoi pochi veri amici per trovare il modo di salvare il nipote, per non arrendersi al destino. Sara capisce che c’è una possibilità, carpisce dalla dottoressa che ha in cura il piccolo che una strada alternativa è possibile e passa attraverso un chirurgo straniero, un tipo bizzarro, che potrebbe fare il miracolo. La ricerca di questo medico porta Sara a rivivere il suo primo incarico con i Servizi, quando nel 1990 spiava un gruppo di ragazzi stranieri che stavano organizzando un attentato al Papa.

Il libro è il più riuscito dei quattro dedicati a Sara ed è uno dei migliori di De Giovanni. La trama è complessa ed articolata, si sviluppa su due piani temporali, il presente e il 1990, con vari personaggi che con le loro personalità, passioni politiche, sentimenti, contribuiscono a costruire una storia di grande spessore. Il racconto è un perfetto incastro di temi diversi come il dolore della malattia, le condizioni dei malati e del personale degli ospedali, la forza necessaria per reagire al destino avverso, ma anche le vicende storiche e politiche, i giochi di potere tra politica e servizi segreti.

In questo libro la protagonista Sara appare molto più determinata, vitale, mostrando lati fin qui inediti del suo carattere. In tante occasioni Sara è stata in balia di un destino che non è mai riuscita a cambiare, questa volta lei vuole cambiare un destino che sembra già scritto, riuscendo anche a chiudere alcuni conti ancora aperti del suo passato. Una storia con molti punti di interesse, una serie di personaggi dell’umanità prorompente, una tensione crescente, un finale che rimane in bilico tra il dramma e il lieto fine.

Flora

FLORA

Titolo: Flora

Autore: Alessandro Robecchi

Editore: Sellerio

La tivù al centro della vicenda. Flora De Pisis, la presentatrice del programma Crazy Love, è stata rapita. Proprio lei che sulle disgrazie altrui ha basato il successo delle sue trasmissioni, diventa protagonista di un atto criminale. Immediata la richiesta di riscatto, 10 milioni di euro più un’ora di trasmissione in diretta televisiva, in prima serata, senza interruzioni e senza pubblicità, condotta proprio da Flora De Pisis. I vertici della prima tivù commerciale italiana accettano le condizioni dei rapitori, aprendo un enorme dibattito nel paese, spaccato tra favorevoli e contrari. Mancano pochi giorni alla diretta, l’Italia attende con ansia, cosa farà Flora? Che fine farà Flora? Il piano dei rapitori è ardito quanto semplice e romantico. Ma si tratta di un vero rapimento oppure è solo un trucco per aumentare gli spettatori?  Una donna tanto amata dai suoi fan quanto odiata dai suoi detrattori, ma a nessuno indifferente, al centro di una vicenda che di fatto sta bloccando l’Italia, come se non ci fossero problemi maggiori da risolvere.

Un libro avvincente, una storia originale, raccontata con grande ritmo e con una tensione crescente. La storia mescola l’idealismo dei rapitori con i calcoli dei manager della tivù privata. Poesia e trash televisivo, i due opposti della produzione culturale, mescolati in modo sapiente, divertente e stimolante. La società italiana raccontata attraverso il freddo modo di ragionare dei manager, l’occhio statico della politica e delle istituzioni, le menti creative dei criminali, capaci di elaborare un piano tanto folle quanto nobile, almeno in parte. Un libro che riesce a divertire, emozionare e intrigare il lettore con una storia originale e appassionante, da leggere con sapiente lentezza, per apprezzare al meglio i tanti riferimenti alle opere di Robert Desnos, poeta surrealista parigino, noto per la sua produzione artistica quanto per il suo impegno politico a favore della libertà.

Omicidio a regola d’arte

OMICIDIO A REGOLA D'ARTE

Titolo: Omicidio a regola d’arte

Autore: Letizia Triches

Editore: Newton Compton

La storia è ambientata a Napoli negli anni ottanta. Nel giro di pochi giorni due pittori muoiono. Giovanni Aiello è un pittore di scarso successo, marito del Commissario Chantal Chiusano, e Michele Tosti, un artista molto noto nel campo accademico, trovato morto insieme alla sua giovane amante. Nonostante sia devastata dalla morte del marito, Chantal diventa responsabile delle indagini sulla morte di Michele Tosti ed al suo funerale ha occasione di conoscere la moglie, una nota psichiatra, Sara Steno. Le indagini avvicineranno le due vedove, unite dallo sfortunato destino dei mariti e dalle indagini che le coinvolgono con posizioni diverse. Il mondo dell’arte napoletano è sconvolto dalla morte dei due pittori ma ci saranno altre persone che perderanno la vita. Chantal si trova ad indagare in un mondo che credeva di conoscere per quello che il marito le aveva insegnato ma che le indagini le mostreranno in modo del tutto diverso. Un mondo molto meno affascinate di quello che era percepito dall’esterno, dove l’arte era solo un modo per fare soldi, per traffici illegali, truffe e sfruttamento di ingenui artisti esordienti. Per restare nel giro che conta bisognava adattarsi alle regole che personaggi potenti e famosi senza scrupoli imponevano.

Il romanzo è ben scritto, con una trama intrigante e costruita con ingegno, con l’arte di sottofondo, sia con interessanti descrizioni delle tecniche di pittura che come approfondimento sui materiali da usare, che avranno un impatto notevole sullo svolgimento della storia. Napoli è una ambientazione ideale per questo giallo, per il fascino delle varie zone della città, per le abitudini di vita e per la sua popolazione che mette assieme aristocratici, ricchi e disperati. I vari personaggi sono molto diversi tra loro per carattere e modi di pensare che mostrano un campionario ben assortito di sentimenti umani, dalle invidie alle gelosie, amore romantico e passioni complicate e perverse. Un ottimo giallo, arricchito dalla indubbia competenza artistica di Letizia Triches.

Arrigoni e il delitto in redazione

ARRIGONI E IL DELITTO IN REDAZIONE

Titolo: Arrigoni e il delitto in redazione

Autore. Dario Crapanzano

Editore: SEM

Il commissario Arrigoni è il protagonista della fortunata serie a lui dedicata dallo scrittore milanese Dario Crapanzano. Questo “Arrigoni e il delitto in redazione” è stato pubblicato nel 2020. La storia è ambientata a Milano nel 1958, un periodo storico pieno di grandi aspettative e di speranze per l’Italia e gli italiani, raccontato con grande efficacia e sentimento. Un giovane redattore capo di una casa editrice molto nota viene ritrovato bel suo appartamento, ucciso con un oggetto tagliente che gli ha squarciato la gola. Il commissario Arrigoni è il responsabile dell’indagine che parte senza alcun indizio, movente e sospetti. La vittima era in apparenza una persona integerrima, ma gli investigatori riusciranno a scoprire i suoi vizi ed i suoi segreti, molto distanti dalla immagine pubblica che si era costruito.

Una indagine che impegnerà il commissario Arrigoni con tutto il suo acume e la sua intelligenza, doti che avevano da sempre caratterizzato la sua carriera di investigatore. Un giallo tradizionale, raccontato con uno stile gradevole ed elegante, che racconta Milano e l’Italia del dopo guerra, una nazione in crescita economica, con la televisione che era l’oggetto dei desideri di molte famiglie, con i primi programmi di grande successo popolare come “Lascia o Raddoppia” o il festival di San Remo che in quell’anno fu vinto da Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu” meglio nota come “Volare”. Un libro per gli appassionati di libri gialli e della bella scrittura. Questa è l’ultima storia del commissario Arrigoni, un addio elegante e sobrio, da parte dell’autore che ci ha lasciato per sempre nel 2020.

La disciplina di Penelope

LA DISCIPLINA DI PENELOPE

Titolo: La disciplina di Penelope

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Mondadori

La protagonista del romanzo è Penelope Spada, un ex Pubblico Ministero molto apprezzato, che ha visto la sua carriera interrompersi per un errore commesso che rimane misterioso per tutto il romanzo. La sua vita da allora è cambiata totalmente, lavora saltuariamente, beve troppi caffè, fuma troppe sigarette, troppo alcol e troppi Tavor. Ha mantenuto però l’abitudine di mangiare sano e di allenarsi correndo. Un suo amico giornalista, tale Zanardi, gli manda un amico che gli chiede di aiutarlo a trovare il colpevole dell’omicidio di sua moglie, una personal trainer di nome Giuliana. Penelope come prima reazione rifiuta la proposta, convinta di non poter scoprire nulla di più di quanto non sia emerso durante le indagini. Però il caso è intrigante, c’è qualcosa che potrebbe essere sfuggito agli investigatori e si lascia convincere ad indagare, anche se non ha la licenza di investigatore privato.

Un legal thriller ambientato a Milano, una protagonista inedita per l’autore, una scrittura molto piacevole e diretta, che spiega con chiarezza i meccanismi della giustizia e delle indagini. La ex pm diventa investigatrice privata e questa nuova veste le dà la possibilità di indagare in prima persona, con maggiore libertà ed intraprendenza. Penelope è un personaggio intrigante e misterioso, anche se con qualche contraddizione di troppo. Fuma e beve in modo esagerato, mangia biologico e cura la sua forma fisica, dorme solo se prende degli ansiolitici. Vive da sola, cambia partner quando vuole, vive la sua vita solitaria pagando le conseguenze del suo errore misterioso, soffre e convive con le sue debolezze. Il suo carattere è un punto di forza, la sua imperfezione la rende normale, fragile come lo siamo tutti. Ma è determinata e coraggiosa e sente la necessità di ricercare la verità ed il colpevole come un obbligo superiore. Il libro ha tutte le caratteristiche di essere il primo di una serie con protagonista un personaggio promettente.

Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

IL CASO DELL'ABOMINEVOLE PUPAZZO DI NEVE

Titolo: Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

Autore: Nicholas Blake

Editore: Giunti

Traduzione: Roberto Serrai

Siamo in Inghilterra, anni 40, è Natale, fa freddo e nevica. Il detective Nigel Strangeways con la moglie è stato invitato ad indagare sulle strane conseguenze che ha avuto una seduta spiritica in casa Restorick. La mattina successiva la giovane Elizabeth Restorick viene trovata impiccata nella sua stanza. A prima vista sembra un suicidio ma molti elementi spingono tutti a credere che si tratti di un omicidio mascherato da suicidio. L’azione avviene nella villa di campagna di una famiglia importante, tutto comincia con una seduta spiritica che doveva evocare il fantasma che tutti credono sia ospitato dalla villa ed invece sembra che abbia avuto effetto solo sul gatto di casa causando strani comportamenti, c’è il suicidio-omicidio di Elizabeth, ci sono un gran numero di sospettati, dal futuro marito di Elisabeth, Will Dykes, al medico che la aveva in cura, al fratello ed a una amica. Un groviglio di indiziati, di sospetti, di strani eventi difficilmente collegabili tra loro.

Questo libro “giallo” è uscito nel 1941 e fa parte della lista dei romanzi che hanno influenzato il futuro sviluppo del genere. Nigel Strangeways è un investigatore privato ma non è l’unico a lavorare al caso, non ha una personalità dominante, non è velocissimo ed infallibile nelle sue deduzioni. Il libro ha molti protagonisti, tutti diversi tra loro, ben caratterizzati e definiti, che parlano di droghe, dipendenze, sesso e libertà di comportamento. Anche il contesto storico della vicenda è ben rappresentato, con i riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale, da poco iniziata e con le idee di Will Dykes, che appartiene alla classe operaia e si trova poco a suo agio tra gli ospiti di casa Restorick. Un libro interessante che ha anticipato la tendenza moderna del genere di raccontare le trame criminali mescolandole con l’attualità sociale.

Inferno Capitale

INFERNO CAPITALE

Titolo: Inferno Capitale

Autore: Massimo Lugli e Antonio Del Greco

Editore: Newton Compton

Roma è sconvolta, c’è un serial killer che uccide le donne dopo averle violentate. Le indagini sono dirette da Angela Blasi, vicequestore e dirigente della Sezione Omicidi della Mobile, che si trova ad affrontare un caso reso difficile sia dalla mancanza di indizi che dalla pressione dei suoi superiori e della stampa che cavalca le paure delle persone per aumentare le vendite o le visualizzazioni su Internet. Le vittime aumentano, per gli investigatori è una lotta contro il tempo e contro un omicida che non lascia tracce, che non commette errori.

Roma appare come una città in balia della malavita organizzata, dove troppe persone vivono ai confini della legalità e le forze dell’ordine trovano poca collaborazione nelle loro indagini. La storia ha un ritmo intenso, i fatti si susseguono senza un attimo di respiro, le vicende sono descritte con dovizia di particolari drammatici che trasmettono con efficacia al lettore la violenza assoluta del killer, il terrore delle vittime ed il dolore insopportabile delle donne che sono sopravvissute alle aggressioni. Il romanzo racconta le vicende di molti protagonisti, alcune sono persone normali, altre sono persone famose che hanno una immagine pubblica sopravvalutata rispetto alle reali doti umane e personali. Anche il lato privato di alcuni investigatori ha la sua importanza nella trama, con alcune vicende personali che contribuiscono ad allentare il clima di alta tensione del libro. Il romanzo è un piccolo manuale di conduzione delle indagini, spiega come funzionano i rapporti tra Polizia e Magistratura, descrive il lavoro dei giornalisti che seguono la cronaca nera, sempre in strada e in azione, come i poliziotti che indagano. Gli autori sono un giornalista di cronaca nera e un poliziotto che hanno unito le loro esperienze lavorative con le doti di scrittori. Uno spaccato interessante della Roma attuale. E’ finzione ma la realtà non è distante.

L’editor

L'EDITOR

Titolo: L’editor

Autore: Massimiliano Governi

Editore: Atlantide

Un ispettore di polizia appena trasferito a Roma. Un cadavere massacrato nel Parco della Caffarella.

E’ l’inizio del romanzo “L’Editor”, un giallo ambientato a Roma, un giallo che parla di altri gialli, di scrittori e della solitudine delle persone.

La vittima era un editor di una nota casa editrice, una persona molto famosa nel giro degli scrittori per il modo quasi ossessivo con cui svolgeva la sua professione. L’ispettore è in un momento difficile della sua vita, l’indagine sulla morte dell’editor è l’unico incarico che ha e si ritroverà coinvolto nelle indagini in modo inusuale per un poliziotto, immergendosi totalmente nella vita della vittima, nei suoi libri, nei suoi appunti, nel suo modo di vivere, dedicando alle indagini tutto il suo tempo.

Un romanzo che parte come un giallo, con le indagini che stentano a decollare per la mancanza di indizi, di sospettati credibili, di moventi. Andando avanti con la lettura le vicende umane dei protagonisti prendono il sopravvento con le loro sofferenze, speranze e delusioni, dolori ed emozioni.

L’ispettore è uno scrittore dilettante, scrive per il suo piacere, ha pubblicato qualcosa su Amazon. L’Editor era un professionista integerrimo, un integralista della parola, bocciava inesorabilmente testi che altri editori avrebbero pubblicato facilmente, sosteneva con tutte le sue forze scrittori che lui riteneva degni di attenzione. Le indagini raccontano molto su alcuni aspetti nascosti sul mondo dell’editoria che non corrispondono con l’immagine patinata che viene mostrata all’esterno. Il racconto contiene molte citazioni e riferimenti a libri famosi e c’è una evidente ricercatezza nello stile e nel linguaggio. Il testo è molto triste, i personaggi sono tutti poco vitali, anche se in modo diverso tra loro, con una melanconia di fondo, che prevale sul resto.

Oltre ogni verità

OLTRE OGNI VERITA'

Titolo: Oltre ogni verità

Autore: Gianluca Arrighi

Editore: CentoAutori

I genitori di Roberto Minniti denunciano la scomparsa del figlio alla stazione dei Carabinieri di Rocca Alta, un piccolo centro ai piedi del Monte Terminillo. Il giovane è uno studioso dell’Islam e collabora con una associazione culturale che ha lo scopo di modernizzare l’antica religione. Iniziano le ricerche e dopo poco tempo viene ritrovato il cadavere di Roberto, in un bosco poco distante dal paese. L’autopsia rivela che la morte è avvenuta per strangolamento. L’omicidio viene subito associato alla attività del giovane legate al mondo islamico, di conseguenza le indagini diventano da subito delicate per i possibili risvolti politici. Ad aiutare il comando locale dei Carabinieri, viene inviato il capitano Jader Leoni, uno dei migliori investigatori, appartenente al G.I.S. il gruppo di Intervento Speciale dell’Arma. Leoni si trasferisce a Rocca Alta per il periodo delle indagini e dovrà portare avanti il suo lavoro di carabiniere oltre a gestire una piccola crisi familiare legata alle condizioni di salute di sua figlia. Le indagini sull’omicidio sconvolgeranno il paese di Rocca Alta, con conseguenze imprevedibili ed inaspettate. Lo stesso capitano Leone, uomo addestrato e preparato, perderà il controllo di sé in diverse occasioni, quando i suoi affetti più importanti saranno messi a rischio.

Una trama ben costruita ed uno stile chiaro e lineare, personaggi ben definiti, colpi di scena dosati con giusta cadenza, rendono la lettura piacevole e intrigante. Una storia attuale e vicina a molti temi di grande impatto tra cui i danni irreparabili che le relazioni sentimentali “complesse” possano comportare, in una società tradizionalista come la nostra. Gianluca Arrighi, di professione avvocato penalista oltre che scrittore, si conferma molto sensibile ai cambiamenti della nostra società, riuscendo a parlarne nei suoi libri con misura ed equilibrio.