Reo confesso

Titolo: Reo confesso

Autore: Valerio Varesi

Editore: Mondadori

 

Il commissario Soneri passeggia per le strade di Parma. Un uomo su una panchina sembra dormire. Soneri si avvicina, dice qualcosa all’uomo che si mostra sorpreso che qualcuno di preoccupi di lui. Dice il suo nome, scambia qualche parola con il commissario e alla fine, con grande tranquillità, confessa di aver ucciso un uomo. L’uomo sulla panchina si chiama Roberto Ferrari e si accusa dell’omicidio di Giacomo Malvisi, detto James, consulente finanziario, colpevole di averlo truffato, di avergli rubato tutti i soldi che gli aveva affidato. L’indagine sembra semplicissima, c’è un reo confesso, tutti i riscontri tornano, non resta che chiudere il caso. Ma Soleri sente che c’è qualcosa che non torna, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad eventi che vogliono mostrare una realtà costruita per ingannarlo.

Soneri è un uomo che non si ferma alle apparenze, vuole la verità, è pronto a scavare nell’animo degli indagati, per scoprirne i lati nascosti, i segreti del loro passato, per capire meglio i loro comportamenti del presente. Il commissario andrà avanti con le indagini, scoprendo il gioco di menzogne che lo ha coinvolto, sia nella professione che nella vita sentimentale, lasciandolo ferito e deluso.

Parma mostra tutto il suo fascino di città accogliente e amichevole ma anche fredda e misteriosa, con i suoi abitanti, molti dei quali di origine contadina, che conoscono la fatica ed il valore dei soldi. Ma dove ci sono soldi e ricchezze ci sono anche in azione truffatori senza scrupoli, pronti ad accaparrarsi i risparmi di povere vittime che restano senza soldi e disperati. Anche in questo romanzo comprare il Covid 19, la pandemia, le mascherine ed il distanziamento sociale. Un bel giallo, con molti risvolti psicologici e sociali, un’analisi attenta ed approfondita dell’animo umano quando deve affrontare situazioni difficili e dolorose.

Le lacrime del commissario

Titolo: Le lacrime del commissario

Autore: Sergio Cova

Editore: Morellini

 

Samagno è un paesino di fantasia posto dall’autore sul lago Maggiore. Una giornalista del posto, Caterina Sala, abbastanza famosa per il suo impegno alla ricerca di verità scomode, viene trovata carbonizzata nella sua auto. Il commissario Scalabrin ha avuto un incidente in moto, la sua caviglia gli crea grandi sofferenze, ma la notizia della morte di Caterina rende il suo dolore ben maggiore. La giornalista era innamorata del commissario, anche se lui non aveva mai ricambiato il sentimento, neanche con qualche comportamento gentile, anzi era solito trattarla con freddezza. C’è anche una seconda ragazza che risulta scomparsa, e il collegamento con la morte di Caterina è immediato. Le indagini porteranno gli investigatori in direzioni insospettabili verso gli abissi dell’animo umano.

La storia è scritta in modo lineare e fluido, la trama intrigante e appassionante, i personaggi ben definiti dai dialoghi e dalle idee che professano. L’indagine è un modo per raccontare le tante cose che non vanno nel nostro paese. Dietro l’apparente facciata pulita di tante attività che sembrano legali, anzi addirittura ammirevoli, in realtà possono nascondere attività criminali insospettabili ed inaccettabili. I guadagni facili delle attività criminali sono a portata di mano di troppe persone senza scrupoli che non esitano a delinquere per sete di denaro. Spesso le attività criminali prosperano grazie alla inefficienza degli apparati dello stato che proteggono personaggi impresentabili per opportunismo o per colpevole negligenza. Ma per fortuna ci sono personaggi come Scalabrin, capaci di combattere per la ricerca dei colpevoli senza fermarsi di fronte a nulla.

Bolle di sapone

Titolo: Bolle di sapone

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

 

Il Covid 19 e il lockdown hanno colpito duramente la piccola e formidabile comunità del Bar Lume. I vecchietti privati della loro principale occupazione, non possono più vedersi, incontrarsi, si sentono inutili e pur industriandosi con i prodigi delle telecomunicazioni possibili grazie ad internet, computer e smart phone, sono prossimi alla depressione. Alice, la vice-questore fidanzata di Massimo, si trova in Calabria per una indagine delicata e complessa e un po’ per noia, un po’ perché ha bisogno di aiuto, coinvolge a poco a poco i vecchietti, chiedendo loro qualche parere sull’indagine che sta conducendo. La sezione investigativa del Bar Lume entra in azione, con Massimo come coordinatore ed i vecchietti come investigatori in smart working, segregati in casa come imposto dalle regole, tutti coesi in aiuto di Alice. Il gruppo del bar Lume vede sempre Tiziana ed il suo fidanzato tra i protagonisti ed in questo volume anche la madre di Massimo entra prepotentemente nella trama. Una allegra e confusionaria brigata alle prese con le difficoltà della vita quotidiana.

Il libro racconta con garbo e con geniale ironia i sentimenti e le paure dell’Italia durante il lock down, le incertezze su quando il Covid 19 potrà essere sconfitto, le paure per il futuro, l’insofferenza verso le restrizioni e le limitazioni alle libertà individuali. C’è spazio per denunciare le condizioni dei precari della sanità, per mettere in risalto altre miserie ed ingiustizie di questa società comandata solo dal profitto e dalla finanza. I vecchietti del Bar Lume sono il miglior manifesto per pubblicizzare e rivendicare l’importanza degli anziani che per le loro doti umane, la loro esperienza e buon senso, sono in grado di apportare contributi sempre importanti e positivi nelle situazioni più diverse. Invece troppo spesso la nostra società dimentica o mal sopporta gli anziani, continuando a perdere di vista i valori fondamentali, in nome di un errato senso del progresso, pilotato dall’egoismo e dagli individualismi, che è fonte solo di ingiustizie sociali. La creatività di Malvaldi trova terreno fertile nel Bar Lume a cui non resta che augurare lunga vita.

La donna del faro

Titolo: La donna del faro

Autore: Ragnar Jónasson

Editore: Marsilio

Traduzione: Silvia Cosimini

Una ragazza, Ásta, lascia Reykjavík per tornare a Kálfshamarsnes, nel Nord dell’Islanda, dove c’è una villa di un facoltoso uomo d’affari islandese, dove lei ha abitato da piccola con la famiglia. Non era mai tornata in quella località dove la sua infanzia era stata segnata da due terribili disgrazie, ossia la morte della madre e della sorellina, tutte e due cadute da una scogliera, in circostanze misteriose. E’ la vigilia di Natale, ma per Ásta non c’è tempo per festeggiare. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nello stesso posto dove erano morte la madre e la sorella.

Le indagini sono affidate ad Ari Þór, che parte da Reykjavík con la moglie che sta per partorire. Le indagini saranno complicate, si tratta di un suicidio o di un omicidio? Ci sono collegamenti tra questa nuova morte e quanto accaduto nel passato?

Il giallo è di tipo classico, sulla scena del crimine sono presenti tutti i possibili indiziati, nessuno con evidenti motivi per uccidere la ragazza. La storia procede con andamento costante, i protagonisti provano emozioni e sensazioni diverse, tutte ben descritte, anche se solo alla fine della storia verrà fuori la vera indole dei vari sospettati. Grande protagonista del romanzo è l’Islanda, con la sua natura selvaggia, magnifica nella sua durezza, il suo mare impietoso, un faro che incombe minaccioso sulla zona. Una ambientazione piena di fascino ed anche evocativa di misteri e miti antichi, che incutono paura anche a chi non crede alle leggende. Un romanzo cupo, ambientato nella solitudine del Nord dell’Islanda, dove la neve e il Natale non riescono ad addolcire la natura selvaggia e l’aggressività del mare del Nord. Un finale a sorpresa, imprevedibile, che lascia stupefatto il lettore.

Una rabbia semplice

Titolo: Una rabbia semplice

Autore: Davide Longo

Editore: Einaudi

Una donna viene aggredita e ridotta in fin di vita in un centro commerciale da uno sconosciuto che indossa un kimono ed una maschera. Il commissario Arcadipane è responsabile dell’inchiesta che fornisce subito un indiziato, che viene immediatamente fermato ed interrogato. Ma quelle che sembravano prove schiaccianti dopo qualche giorno si trasformano in indizi sempre meno solidi. C’è ben altro dietro la brutale aggressione.

Un libro intenso, una storia criminale dei giorni d’oggi, con le indagini che portano alla luce una terribile verità, che coinvolge molti giovanissimi in una sfida che pare un gioco ma che procura vittime vere. Una pazzia come tante altre che si trovano nel dark web, quella parte oscura e terribile di internet, dove tutto è possibile. Un giallo tradizionale che racconta l’animo umano nelle sue varie versioni, con comportamenti spesso influenzati da episodi avvenuti nell’infanzia.

Il commissario Arcadipane vive la sua vita con i piedi per terra, si sente uno sconfitto ma riesce a mantenere una certa ironia che gli consente di sopravvivere alle mazzate della vita. Cerca di superare il dolore della separazione dalla moglie, non sopporta che lei abbia un altro. Vorrebbe essere più presente nella vita dei figli, ma non ci riesce e questo contribuisce ad aumentare le sue inquietudini. Prova con una psicologa, che lo invita a cercare compagnia tramite un sito di incontri, ma pochi e maldestri tentativi mal riusciti lo convincono che non è quella la strada giusta per lui.

Il libro è scritto in modo lineare, senza colpi di scena o episodi mirabolanti, le scoperte chiave per l’indagine avvengono quasi naturalmente, grazie a deduzioni e molto lavoro di cervello degli investigatori. Tutto è narrato in modo impeccabile, scelta delle parole accurata, dialoghi espressivi, descrizioni quasi scarne ma sempre efficaci, un intreccio complesso ma di grande ingegno e originalità. Una copertina scura, inquietante, che ben rappresenta i contenuti della storia.

Che dispiacere

Titolo: Che dispiacere

Autore: Paolo Nori

Editore: Salani

 

Bernardo Barigazzi e Susanna Bergamini hanno diversi motivi per essere insoddisfatti della propria carriera lavorativa e della propria vita. Ma la fantasia non manca e decidono di fondare un giornale sportivo che pubblica un numero solo quando la Juventus perde una partita. Il giornale si chiama “Che dispiacere” e gli autori degli articoli sono sconosciuti ai lettori, per evitare rappresaglie. Un giorno Barigazzi si trova coinvolto in una indagine per omicidio di un tifoso ultrà proprio della “odiata” Juve, diversi indizi sono contro di lui che diventa il principale sospettato.

La storia dell’omicidio e le relative indagini sono la base portante della trama che contiene anche molte altre storie parallele, che vedono protagonisti personaggi normali, banali, quasi tristi, che nulla hanno fatto per essere protagonisti. Così le ambientazioni, trattorie, bar e luoghi frequentati dai protagonisti, non hanno niente di glamour o di speciale, tutto è normale e banale. In tutti i personaggi troviamo gli stessi caratteri, ossia persone che non hanno una vita invidiabile, anzi sono tutte scontente, insoddisfatte, sole e incomprese. La scrittura di Paolo Nori rende tutta questa normalità straordinaria, giocando su continue ripetizioni degli stessi concetti, dove la trama del giallo è poca cosa comparata con le battute argute e imprevedibili, che fanno sorridere ma invitano anche alla riflessione, dato che sono molto più profonde di quello che sembrano. Un libro fuori dagli schemi, una comicità surreale, piacevole e leggermente malinconica, da prendere per quello che è, ossia un divertimento, tra battute e riferimenti ai classici russi, di cui l’autore è stato un importante traduttore, per qualche ora di svago e di piacevole lettura.

Indipendenza

Titolo: Indipendenza

Autore: Javier Cercas

Editore: Guanda

Traduzione: Bruno Arpaia

 

Indipendenza è, dopo Terra Alta, il secondo libro di Javier Cercas con protagonista il poliziotto Melchor Marin, appassionato di libri che vive solo per la amatissima figlia Cosette nella nostalgia per la perdita della moglie Olga e il rimorso per non aver ancora trovato i responsabili dell’omicidio della madre. Melchor è chiamato a Barcellona per una indagine che riguarda la sindaca, ricattata per un video hard girato a sua insaputa quando era una ragazza di vent’anni.

Le indagini dovranno essere condotte con la massima discrezione, per evitare di compromettere la posizione della sindaca e la sua carriera politica.

Attraverso la storia del ricatto e del filmino hard, piena di colpi di scena e di risvolti inaspettati, Javier Cercas ci racconta l’ambiente delle élite che governano il paese, rimanendo nell’ombra, per fare i propri interessi a discapito della comunità. Viene descritto un mondo dove le persone sono pronte a tutto per il potere, a combattere i nemici ma anche gli amici con ricatti e sotterfugi, dove l’importante è il potere a tutti i costi, in una società che sembra aver perso completamente la cognizione del bene comune. Una classe politica che promette molto ma che cambia idea appena eletta, assumendo posizioni contrarie a quelle con cui avevano acquisito la fiducia degli elettori.

Ma c’è anche la vicenda personale di Melchor, il poliziotto appassionato di libri e di romanzi, che si lascia guidare nella vita da quello che per lui è il libro dei libri, ossia i Miserabili di Victor Hugo, il testo dove trova sempre l’ispirazione su cosa è giusto fare, quando si trova in difficoltà. Il suo senso della giustizia non lo abbandona mai, anche se è tanta la voglia di vendicarsi contro chi gli ha fatto male. Tante le vicende che si intrecciano per formare una trama ben costruita e raccontata con stile diretto, senza troppi orpelli. Un bel romanzo, di sicuro interesse per chi segue la politica spagnola, ma adatto anche agli amanti dei gialli tradizionali.

 

Ragazze smarrite

Titolo: Ragazze Smarrite

Autore: Marco Vichi

Editore: Guanda

Firenze, marzo 1970. Il commissario Bordelli sta per andare in pensione. Manca solo una settimana al 3 aprile, il giorno fatidico in cui non sarà più un poliziotto in servizio. Spera che non accada nulla di grave per non lasciare a metà una eventuale indagine. Ma proprio in quei giorni viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, a pochi chilometri dalla sua abitazione, lungo il greto di un fiume. Nessuno ha denunciato la scomparsa della ragazza, nessuna testimonianza, nessun indizio. L’autopsia rivela che la morte è avvenuta per una overdose di morfina, che la ragazza poteva essere salvata se non fosse stata gettata via come un rifiuto. Dopo qualche giorno, le indagini sono ancora ferme, quando una telefonata di una ragazza accende le speranze degli investigatori per una rapida soluzione del caso.

La storia ci racconta l’epilogo dell’esistenza della giovane vittima, una ragazza ventenne a cui il destino ha riservato una fine tragica e prematura. Il commissario Bordelli vive le pressioni dell’indagine e le incognite della nuova vita che lo aspetta, con i dubbi e le incertezze che colgono tutte le persone di fronte alla nuova condizione di pensionato. Il commissario si ritrova in pochi giorni a dover risolvere un caso impegnativo e doloroso, per la giovane età della vittima, per l’ambito in cui è avvenuta la tragedia, ma anche a fare una specie di bilancio della sua vita, a considerare l’importanza degli affetti e della famiglia nella formazione delle persone. Il libro rappresenta bene le idee politiche di quegli anni, con le prime battaglie delle donne per rivendicare i propri diritti e le enormi difficoltà che incontrano, in una società, come quella italiana nel 1970, che non è ancora pronta a considerare nel modo giusto l’emancipazione femminile. Bordelli indaga con umanità e senso di giustizia e si trova a dover combattere ancora una volta l’arroganza di coloro che si credono intoccabili per censo o per posizione di potere raggiunta. Per fortuna uomini integerrimi come Borrelli e il suo amico questore Di Nunzio rendono le istituzioni credibili e degne della fiducia dei cittadini. Un giallo ben scritto, una trama interessante, una storia melanconica e piena di umanità.

 

Il pozzo della discordia

Titolo: Il pozzo della discordia

Autore: Cristina Rava

Editore: Rizzoli

Una donna viene trovata morta sulla porta di casa, sembra un infarto ma c’è una ferita sospetta alla testa che sembra non essere compatibile con una caduta. La figlia della donna, Costanza, chirurgo plastico che gode di una certa notorietà, non aveva un buon rapporto con la madre, ma vuole vederci chiaro sulle cause della sua morte. Quella che  sembrava una morte per cause naturali, potrebbe essere in realtà un omicidio. Costanza torna ad abitare nella casa di famiglia e si rende conto che c’è qualcosa di strano. Qualcuno entra ed esce a piacimento dalla villa ed anche dalla casa di fronte arrivano strani segnali, sembra che ci sia qualcuno che voglia spaventare Costanza. Qui entrano in azione i due protagonisti, Bartolomeo Rebaudengo e Ardelia Spinola, lui commissario in pensione, lei medico legale. In passato hanno avuto una relazione, ora sono rimasti amici, con caratteri che più diversi tra loro non potrebbero essere, ma insieme costituiscono una coppia di investigatori unica.

La storia è ambientata nelle Langhe, descritte in tutto il loro splendore naturale, con il sostegno dei fantastici vini che vi sono prodotti oltre che per i cibi unici per varietà e sapori. Il romanzo racconta una storia complessa, in cui si parla di infanzie sofferte, tradimenti, violenze, dolore e rabbia tenuta nascosta per anni. Una storia di rapporti familiari difficili, addirittura torbidi, ma anche di sentimenti solidi, di ricordi di infanzia che sono più forti della collera accumulata, che può essere rimossa con facilità, se si vuole, come polvere dalla mobilia. Bartolomeo e Ardelia sono la parte migliore dell’umanità delle Langhe, persone generose, capaci di tutto pur di aiutare gli altri. Un libro giallo di stile classico, scritto con grazia ed eleganza, con una trama costruita con ingegno e precisione, per un risultato piacevole e intrigante.

Segreti che uccidono

Titolo: Segreti che uccidono

Autore: Riccardo Landini

Editore: Newton Compton

Astore Rossi è un restauratore di mobili, vive e lavora nella stessa via, con la bottega al piano terra e l’appartamento al piano di sopra. Un amico, Sergio Candurra, gli lascia alcuni mobili da restaurare. Sembra un lavoro come tanti, ma non è così. In uno dei mobili ricevuti, Astore trova un anello ed alcune monete antiche, oltre ad una lista di nomi, con a fianco ad ogni nome una croce nera. Il negozio di Astore diventa oggetto di interessi di sconosciuti che cercano di forzare le porte di ingresso alla ricerca di chissà che cosa. Prova a contattare l’amico Candurra che gli comunica di essere in fuga da nemici sconosciuti quanto pericolosi e lo informa che deve tenere in custodia sua figlia Isabella, una ragazzina di sette anni, che Astore è costretto ad ospitare suo malgrado. Tra i nomi della lista ne trova uno che conosce, il fratello del sindaco di Garbano, un paese dell’Appennino, dove Astore decide di trascorrere una breve vacanza, per scoprire qualcosa di più sulla misteriosa lista.

Inizia per Astore una avventura fatta di misteriosi personaggi che lo spiano e lo intimoriscono. Cosa nasconde quella lista, cosa hanno in comune i personaggi dell’elenco? Perché il suo amico è sparito? Una ambientazione affascinante per le bellezze naturali e misteriosa per gli eventi che si susseguono, con Astore ed i suoi ospiti nella casa presa in affitto per le vacanze, vittime designate, dei nemici del suo amico Candurra e di qualcuno che non vuole che la lista venga alla luce. Astore si dimostrerà perspicace e coraggioso, in grado di combattere i suoi nemici, spietati e determinati ad ottenere quello che vogliono. Una trama ben costruita e piena di misteri, ritmo serrato con colpi di scena ben cadenzati e distribuiti, sentimenti dei protagonisti resi con precisione e umana sensibilità. Il finale dipana la complessa trama e non manca il colpo di scena finale, del tutto inaspettato.

Con l’arte e con l’inganno

Titolo: Con l’arte e con l’inganno

Autore. Valeria Corciolani

Editore: Rizzoli

Edna Silvera ha dedicato la sua vita all’arte, prima come restauratrice poi come studiosa. Un carattere poco malleabile non le ha permesso di raggiungere i risultati accademici che avrebbe meritato, ma la sua competenza è universalmente riconosciuta anche dai suoi detrattori. Vive a Chiavari, da sola in una casa isolata, in compagnia del suo gatto e delle adorate galline. Edna viene invitata ad una conferenza a Siestri, un paese nell’entroterra ligure. Qui ha un piccolo incidente e il caso la porta ad entrare nella bottega di un antiquario alla ricerca di qualcuno che possa aiutarla. Entra e poco dopo trova il cadavere del bottegaio. Ha inizio l’avventura di Edna investigatrice.

Un romanzo giallo che mescola le vicende personali di Edna, di sua madre ottantenne insofferente alle varie badanti che dovrebbero assisterla, dei suoi rapporti con l’Università ed i vari professoroni che ancora la assillano per farla lavorare, delle galline con cui Edna intrattiene un rapporto insolito, con le indagini sulla morte dell’antiquario, con il suo nuovo vicino di casa, con il rapporto conflittuale con il magistrato che indaga e che considera Edna come una testimone reticente che non dice tutta la verità. Il racconto delle indagini contiene un piccolo trattato sulla pittura antica, sui materiali usati per dipingere, sul significato dei vari colori, su come interpretare le antiche opere d’arte, tra alchimia, conoscenze esoteriche ed interpretazione dei simboli. Non mancano i riferimenti al rapporto che ebbero i Nazisti con le opere d’arte, per le quali i vertici del Terzo Reicht ebbero una vera e propria ossessione.

Il romanzo tratta varie storie e personaggi , racconta il tutto con grande misura, grazia ed ironia. Valeria Corciolani ci mostra i segreti dell’arte antica con chiarezza e semplicità, senza tecnicismi esasperati, a dimostrazione della sua competenza e passione. Una lettura interessante e piacevole, che diverte e ci invita a cambiare prospettiva con cui osservare le opere d’arte antiche per capirne meglio l’essenza.

Muro di nebbia

Titolo: Muro di nebbia

Autore: Michele Catozzi

Editore: TEA

Venezia è sconvolta dall’omicidio di una ragazza, studentessa universitaria, uccisa da diverse coltellate e sfregiata in modo sospetto. La pressione sul commissario Aldani e sulla sua squadra è fortissima. La stampa parla di un possibile assassinio rituale e intravede il rischio di un serial killer in azione nelle strade di Venezia. La città vorrebbe una rapida cattura dell’omicida, ma le indagini sono ferme, non ci sono indizi, la ragazza era di famiglia benestante, studiava con ottimo profitto, aveva amicizie ineccepibili, nulla che possa essere collegato ad un omicidio. Da Roma arriva un rinforzo alle indagini, la commissaria Santoro, della Unità di analisi del crimine violento. Aldani non la prende bene, ma capisce che qualsiasi aiuto deve essere benvenuto, le indagini sono ferme e la città non può aspettare. Passano i giorni ed una seconda ragazza viene trovata uccisa da sette coltellate. E non finisce qui.

Un giallo classico, ambientato a Venezia, tra calle e canali, con motoscafi al posto delle volanti della polizia, con la nebbia che nasconde i crimini ma non il fascino eterno della laguna che si conferma come ambientazione ideale per romanzi avvolti nel mistero. Aldani è un poliziotto che ama Venezia, la conosce bene, con tutta la sua squadra è completamente dedito al lavoro. Tutta la tensione del racconto è concentrata sulla trama del giallo, sugli indizi lasciati con parsimonia dal killer, sui rapporti tra gli investigatori, magistrati e altre istituzioni cittadine, che spingono per una rapida soluzione del caso, a prescindere dalla verità. Un libro con una bella trama, ottima ambientazione e personaggi empatici. La copertina del libro evoca con precisione l’atmosfera tipica invernale di Venezia, nebbia e pioggia sottile, tenui luci e ombre diffuse, fascino e mistero.

Ferragosto

Titolo: Ferragosto

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

 

Andrea Muratori, detto Mura, è un giornalista in pensione, vive a Borgomarina, riviera romagnola. La sua vita è un dolce far niente in compagnia dei suoi tre indivisibili amici e di una amica molto più giovane di lui che ogni tanto lo va a trovare. A volte si improvvisa investigatore, per passare il tempo, non certo per professione. Questa volta viene abbordato sulla spiaggia da una nota e bellissima donna, sposata con un pilota di aerei di linea, che vuole scoprire se il marito la tradisce. Mura accetta l’incarico, confidando non tanto sulla parcella, ma sulla gratitudine della donna e sul possibile e sperato pagamento in natura. Nel frattempo, un noto fotografo del paese viene trovato cadavere a casa sua. La scena del crimine è inequivocabile, l’uomo è rimasto ucciso durante un festino sadomaso, alcuni particolari raccapriccianti non lasciano dubbi. Le infedeltà matrimoniali e l’omicidio a luci rosse saranno legate da un filo sottile che porterà Mura ad indagare addirittura sul tesoro scomparso di Mussolini. Tra ballerine caraibiche, trans brasiliani e la solita assortita umanità che alimenta le estati in riviera, Mura si troverà coinvolto in avventure non prive di rischi per la sua incolumità. Un libro che racconta il mito della vita estiva nella riviera romagnola, la fabbrica del divertimento italiana, mare, vacanze e spensieratezza a prezzi accessibili, dove c’è posto per tutti, ricchi e meno ricchi, persone alla ricerca di discoteche e sale da ballo, oppure alla ricerca di compagnia tradizionale o alternativa, c’è né per tutti i gusti. Uno spaccato della società italiana da un punto di vista inedito ed originale, il tutto accompagnato da uno humor sottile con un pizzico di malinconia. C’è anche un po’ di storia, il racconto di fatti realmente accaduti alla fine del fascismo, eventi di cui in genere poco si parla, anche sui libri di storia. Mura è un personaggio di grande empatia, imprevedibile, sregolato ma di grande generosità e umanità. Una lettura piacevole e rilassante con ampi spazi di riflessione.

Vecchie conoscenze

Titolo: Vecchie conoscenze

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

 

Vecchie conoscenze è l’ultimo romanzo di Antonio Manzini con protagonista Rocco Schiavone.

Sofia Martinet viene ritrovata cadavere nella sua abitazione. Era una nota studiosa d’arte, esperta di Leonardo da Vinci. Pochi gli indizi, la soluzione appare lontana. Rocco lavora al caso, indaga con il suo solito acume, tra i pochi indizi disponibili, trova la pista giusta che lo porterà alla soluzione del caso, a modo suo, con i suoi metodi poco ortodossi. Ma non sono le indagini a preoccupare Schiavone. La storia gialla è lo sfondo su cui si svolge la vera storia, quella che piace al grande pubblico, ossia la vicenda umana di Schiavone. Il suo giovane amico Gabriele e la madre hanno lasciato casa Schiavone ad Aosta, sono andati a Milano, per loro si è aperta una buona possibilità. Rocco è rimasto solo, ancora una volta. Gli è rimasta solo Lupa, la sua fedele compagna a quattro zampe. Rocco accusa la solitudine, i suoi vecchi amici di Roma ormai hanno vite lontane dalla sua, le poche amicizie di Aosta si stanno allontanando. E lui con il suo carattere scontroso non può evitare quello che sta accadendo, non riesce a cambiare sé stesso, evitare di essere diventato insopportabile. Rocco riesce ad essere disponibile solo quando scambia messaggi con Gabriele, che per lui è come un figlio e lui riesce ad essere gentile e tenero come un padre. Tra i fantasmi del suo passato, ritorna Sebastiano, amico di infanzia, con cui Rocco condivide tante avventure, non proprio legali. Sebastiano chiede aiuto, deve scappare, Rocco per lui rischia, ma per gli amici lui non si tira mai indietro. Sebastiano sparisce dopo aver usato Rocco per i suoi scopi. Rocco scoprirà alcune cose del suo passato che lo sconvolgeranno. Il passato è sempre meno ingombrante ormai, la corazza protettiva forse non serve più, lui stesso sente la necessità di cambiare. Passa il tempo e il personaggio di Rocco Schiavone non invecchia, anzi cresce in intensità e fascino. Non c’è alcun segno di stanchezza, anzi, aver fatto i conti con il suo passato lo rende ancora più affascinante e pronto per nuove avventure.

Come delfini tra pescecani

Titolo: Come delfini tra pescecani

Autore: François Morlupi

Editore: Salani

Un giallo ambientato a Roma, con protagonisti un gruppo di poliziotti del commissariato di Monteverde. Il commissario Biagio Maria Ansaldi, un ansioso ipocondriaco appassionato d’arte, il vice ispettore Eugénie Loy, una donna attaccatissima al lavoro e poco propensa a manifestare le sue emozioni, l’agente speciale Roberto Di Chiara, tifoso della Magica Roma e appassionato di film coreani, l’altro agente speciale William Leoncini, un ragazzo di colore adottato da una famiglia italiana appassionato di storia del nazismo e l’agente scelto Eliana Alerami, una giovane poliziotta ancora inesperta di molto bella presenza. Una squadra eterogenea di personaggi che non posseggono doti straordinarie e superpoteri, ma che grazie alla grande intesa ed al gioco di squadra riescono ad ottenere risultati eccellenti.

Monteverde è un quartiere di Roma molto vicino a Trastevere, non lontano dal centro, una zona residenziale in genere tranquilla. Il ritrovamento di un uomo impiccato nel suo appartamento, un certo Giancarlo Gordi, interrompe la tranquilla routine del commissariato. L’uomo aveva oltre ottant’anni e non era molto amato da vicini e conoscenti. Apparentemente sembra un suicidio, ma qualcosa non convince Eugénie Loy che infatti riesce a dimostrare che l’uomo è stato ucciso. Poco dopo, un calciatore ormai ritirato che aveva giocato in una squadra giovanile di cui era stato presidente proprio il Gordi, viene ritrovato cadavere nella sua abitazione. L’indagine impegnerà i cinque delfini di Monteverde alla ricerca di una soluzione del caso che arriverà solo dopo tanto lavoro ed impegno. Una trama gialla ben congegnata, complessa e articolata, una ambientazione perfetta, con Roma in primo piano con le sue meraviglie ma anche con i suoi insopportabili difetti, come traffico, sporcizia, strade dissestate, sporcizia, disordine e maleducazione ovunque. Un gruppo di investigatori con i limiti ed i difetti delle persone comuni, per i quali non si può che provare una grande empatia. François Morlupi ha una scrittura brillante, alterna ironia a preziose riflessioni, è un abile costruttore di trame articolate e complesse oltre che inventore di personaggi di grande umanità e simpatia.