La porta per lo spirito – Segnalazione

La-Porta-per-lo-Spirito

Andrea Serafini è un giovane aspirante scrittore che ha lanciato una campagna di Crowfunding su bookabook.it per finanziare l’uscita del suo primo libro dal titolo “La porta per lo spirito”.

Sinossi

Mattia è un ragazzo davvero speciale, per il fatto che da sempre avverte uno strano respiro lungo le vie della sua città: Origo, luogo piccolo ma misterioso. Un giorno, a casa del professore di cui è assistente universitario, finisce invischiato in una vicenda più grande di lui, che cambia il corso della sua vita. Scopre che esistono persone in grado di seguire la voce delle città. Lui stesso ha il dono di farlo e lo aspetta un importante compito. Assieme ai suoi quattro amici inizia così l’avventura alla ricerca della Porta per lo Spirito, soglia di un luogo segreto che racchiude l’anima di Origo. Il gruppo seguirà un percorso nel quale prenderanno vita storie e leggende che soltanto loro possono veder scorrere davanti ai propri occhi. È Origo che gli sta indicando la strada perché vuole essere salvata. E perché… ogni città dona a un ristretto numero di persone un frammento della propria anima, affinché non venga perso alcun ricordo della sua storia.

M49 Libero come prima

L’orso M49 è di nuovo libero. Non solo è scappato dal recinto supertecnologico in cui credevano di poterlo contenere, si è anche liberato del collare elettronico con il sistema GPS che ne controllava gli spostamenti. Nel post precedente avevo detto che l’orso aveva il nome da agente segreto. Mi sbagliavo. M49 non hai solo il nome da agente segreto, tu sei un agente segreto, con licenza di scappare. Sei inarrestabile e incontenibile. Nessun recinto è abbastanza ben progettato per te. Non c’è tecnologia umana che possa riuscire ad intrappolarti. M49, li hai fregati tutti. Prima ti sei fatto prendere, poi sei scappato per dimostrare che sei più furbo di loro. Scappa, rimani libero, tu che puoi e che sai lottare per la tua libertà.

 

Scrittori ingegneri – aggiornamento n.2

L’elenco degli scrittori ingegneri si arricchisce di altri tre nomi, Veronica Galletta, in libreria con “Le isole di Norman”. Franck Thilliez, uscito di recente con “Il sogno”. Grazie a Federico Gnech ho saputo che anche Gerge Saunders va inserito nella lista.

Ingegneri scrittori (aggiornamento del 19/07/2020)

  • Fyodor Dostoyevsky
  • Robert Musil
  • Carlo Emilio Gadda
  • Andrea Barbato
  • Claudio Calabrese
  • Roberto Costantini
  • Luciano De Crescenzo
  • Patrik Fogli
  • Leonardo Sinisgalli
  • Roberto Vacca
  • Yrsa Sigurdardottir
  • Elisabeth Noreback
  • Emilio Bignami
  • Louis Notari
  • Francesco Grandis
  • Paolo Zardi
  • Veronica Galletta
  • Franck Thilliez
  • George Saunders

Se la ricerca si estende ad altre specialità scientifiche, quali la chimica, l’elenco si arricchisce con:

  • Elias Canetti
  • Primo Levi
  • Marco Malvaldi

Come architetto c’è:

  • Rosanna Rubino (Architetto)

La ricerca continua.

Ennio Morricone

Ennio Morricone ci ha lasciato. Uno dei più grandi compositori di musica contemporanea. Tantissime le sue opere indimenticabili. Le mie preferite sono la colonna sonora del film Mission e la Ballata di Sacco e Vanzetti ossia Here’s to you. Morricone sapeva esaltare le scene dei film con le sue composizioni, colpendo al cuore gli spettatori, riuscendo a cogliere alla perfezione i loro stati d’animo di fronte alle immagini, creando proprio quella musica che tutti avrebbero voluto sentire in quel preciso momento. Un grande artista patrimonio del mondo intero. Riposa in pace maestro.

Liebster Award

Liebster Award

LIEBSTER

Buongiorno a tutti.

Sono stato nominato per il Liebster Award da Farida Hakin che ringrazio per avermi scelto e per la conseguente opportunità di avere una maggior visibilità.

Farida Hakim ha un bellissimo blog che si occupa del mondo al femminile, dalla finanza fino all’educazione, la salute, la tecnologia e il turismo.

Le regole del Liebster Award sono le seguenti:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il lnk al suo blog
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Ecco le domande ricevute con a fianco le mie risposte:

  1. Quale è l’argomento preferito del tuo blog?  Sul mio blog potete trovare le recensioni dei libri che leggo oltre a qualche commento su fatti di cronaca.
  2. Perché il blogging è importante di questi tempi? Alcuni blogger si impegnano a scrivere contenuti originali che non troverebbero spazio su altri media e spesso sono persone che hanno da dire cose interessanti.
  3. Pensi che avresti potuto cominciare prima a fare il blogger? Si certo, ma per trovare la convinzione ci vuole il giusto tempo.
  4. Qual è il tuo libro preferito e perché: Il vecchio e il mare. Una meravigliosa metafora della vita.
  5. Qual è la tua cucina preferita? Sono banale, quella italiana. Tra i paesi stranieri mi piace mangiare in Turchia.
  6. Qual è la caratteristica che senti delle persone che hai vicine? La passione nel fare le cose insieme.
  7. Perché la realizzazione personale è importante? Per dare un senso alla propria vita.
  8. Di cosa sei grato? Della mia famiglia e degli amici.
  9. Cosa ti da ispirazione nello scrivere per il tuo blog? L’ispirazione nasce da quello che leggo.
  10. Qual è il tuo motto?  Il meglio deve ancora arrivare
  11. Se potessi cambiare qualcosa, cosa sarebbe? Cambierei i comportamenti di un certo tipo di persone

Le mie domande

  1. Perché hai aperto un blog?
  2. Pensi che il tuo blog possa essere utile per la tua professione?
  3. Come accogli le critiche?
  4. Come vedi il momento attuale del mondo o anche solo dell’Italia ?
  5. Dalla attuale pandemia ne usciremo più forti e migliori?
  6. Hai i pieni poteri per un giorno. Cosa cambieresti dell’Italia?
  7. Se dovessi consigliare 3 libri da salvare, quali titoli diresti?
  8. Lavorare per vivere o vivere per lavorare?
  9. Nomina le tre persone più influenti nella storia dell’umanità
  10. Hai la possibilità di prendere un anno sabbatico, cosa faresti?
  11. In quale paese straniero ti piacerebbe trasferirti?

Blog nominati:

FRITZ GEMINI

DIARIO DI UNA LETTRICE

CLAUDIO TURRI

QUASIBIANCANEVE

IL RE CENSORE

VOLTAIRE

Buon Blogging a tutti.

 

Florian Schneider

Addio Florian.

sei stato uno dei miei idoli sonori. Con i Kraftwerk hai anticipato il futuro della musica, degli strumenti musicali e del mondo. Sei stato uno visionario e un rivoluzionario pacifico. Sei andato via a soli 73 anni. Con te va via una parte di me, quella che ricordo con più emozione, quella del ragazzo che sognava il suo futuro riempiendosi le orecchie e la testa con la tua musica.  Dovevi venire a suonare in Italia, ma per colpa del Corona Virus il concerto è stato cancellato. La malattia ti ha portato via. Ci resterà la tua musica.

Primo Maggio

Ho sempre considerato il primo maggio una festa per persone generose. Persone che sperano che tutti possano avere un lavoro dignitoso o che augurano a chi è disoccupato di trovare presto un lavoro. Imprenditori che svolgolo il loro ruolo nobilmente preoccupandosi delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei propri dipendenti. Persone che possano far sentire in minoranza gli sfruttatori dei lavoratori in nero e di quelli sottopagati. Oggi più che mai è il momento di augurare e augurarci buon primo maggio. Che sia questo primo maggio 2020 il giorno di un nuovo inizio per tutta l’Italia. Dell’Italia che si riprende, che ricomincia meglio di prima perchè ha imparato la lezione, perchè d’ora in avanti diventi il paese delle persone serie e competenti. E’ una speranza. Ma almeno oggi è bello sperare.

Buon primo maggio a tutti.

Catturato M49

M49, ti sei fatto beccare. Con quel nome da agente segreto infiltrato non potevi che essere un genio della fuga. Ma ti sei distratto e la trappola tubo ti ha fregato. Ora sei rinchiuso, spero ti trattino bene. Colpevole di aver aggredito e fatto fuori qualche animale, saccheggiato qualche pollaio. Hai fatto ammattire tutti. Sei fuggito da un recinto invalicabile (a detta del progettista, ma tu l’hai valicato, quindi tanto invalicabile non doveva essere), era addirittura elettrificato, che neanche un carcere di massima sicurezza, ma forse non avevano acceso l’interruttore. Eri in una specie di prigione di sicurezza, ma sei riuscito ad evadere. Li hai sorpresi perché facevi decine di chilometri al giorno. Perché nonostante gli sforzi dei tuoi inseguitori, sei riuscito a far durare la tua latitanza quasi un anno. Ma eri braccato, inseguito da un esercito neanche fossi il peggiore dei criminali. Non avevi scampo. Noi uomini siamo fatti così. Forti contro i deboli. Inermi contro i forti. Sei considerato un pericolo pubblico, c’è qualcuno che dice che nella tua carriera di ribelle hai fatto danni incalcolabili. Neanche un terremoto produce danni incalcolabili. Neanche un’alluvione, neanche decenni di comportamenti scriteriati contro la natura fanno danni incalcolabili. Tutto è calcolabile. Ora ti hanno preso. Povero M49. Magari sei solo stanco e hai preferito finire la tua fuga di libertà in modo poco onorevole ma con l’aspettativa di una vita meno frenetica. Mi piace pensare che sia stato tu a decidere di andare in pensione. M49, un amante della libertà. M49, un mito. Migliore di molti di noi che diciamo di amare la libertà ma sprechiamo il nostro tempo incatenati.

25 aprile 2020

I giornali hanno parlato della festa del 25 aprile, quella tradizionale legata alla Liberazione ed alla Resistenza, così come hanno dedicato un omaggio alle vittime che il Corona Virus 19 ha fatto tra il personale medico, oltre 150 vittime solo in Italia. È giusto rendere omaggio a queste persone che con grande senso del dovere e di responsabilità hanno affrontato con coraggio la pandemia arrivando al massimo sacrificio per salvare gli ammalati. È doveroso rendere omaggio alle vittime, ai medici come gli ammalati che non c’è l’hanno fatta, così come è d’obbligo guardare al futuro e quindi programmare e progettare il nostro domani. È giusto non lasciarsi andare al pessimismo oppure farsi travolgere dalle difficoltà. Non è il momento di cercare colpevoli, anche se qualcuno dovrà in futuro fare luce sui troppi morti nelle case di assistenza per anziani, sulle troppe speculazioni sulle mascherine, ancora incredibilmente non disponibili, così come sulle carenze organizzative del sistema sanitario. È indubbio che ad oggi ci sono cose che preoccupano moltissimo e non ci danno la giusta serenità. I ritardi con cui si sta programmando la fase 2, la poca chiarezza su quali aiuti economici saranno realmente disponibili per chi ne ha bisogno, i troppi tavoli riuniti per decidere, la mancanza di una voce unica ed autorevole che dia la certezza ai cittadini di essere guidati verso il futuro in modo autorevole ed affidabile. Troppe incertezze e troppi timori si stanno accumulando. Se il Corona Virus forse fa meno paura, i timori per noi semplici cittadini crescono sempre più. Se è vero che dobbiamo crederci, ora abbiamo bisogno di un cambio di passo da parte dei nostri governanti. Basta retorica ed annunci ma più fatti e decisioni autorevoli.

Luis Sepulveda

Addio Luis. Sei stato un grande scrittore e un uomo coraggioso. Ci hai commosso con le tue storie. Hai avvicinato tanti bambini alla letteratura con la meraviglia della Gabbianella. Io non dimenticherò mai Il vecchio che leggeva romanzi d’amore. La vita è ingiusta, sei andato via troppo presto. Grazie per quello che hai fatto. Riposa in pace.

L’autodichiarazione

Kafka-autocertificazione

Tra le tante cose ironiche reperibili in rete sulla ormai arci famosa Autodichiarazione che il Governo ha introdotto per tutti i cittadini che dovessero spostarsi in tempi di quarantena, ho trovato questa (ovviamente) finta copertina di un libro scritto da Franz Kafka che mi ha fatto sbellicare dalle risate. Pensare che proprio Kafka possa scrivere un libro del genere è un vero colpo di genio. Complimenti a chi ha pensato e pubblicato questa gag.

 

Corona Virus 19

Le dichiarazioni del numero uno della principale istituzione finanziaria europea, dicono dettate dalla prudenza, in realtà per salvaguardare i capienti forzieri della istituzione che dirige, hanno provocato un crollo delle borse del 10%. Di un bel tacer non fu mai scritto.

In una isola del Mare del Nord c’è chi si diverte a prendere in giro gli italiani per le misure prese dal governo, perchè così possiamo riposare ancora di più di quanto non facciamo di solito. Nella stessa isola il capo del governo ancora non si rende conto della situazione e non impone misure di sicurezza adeguate. Ma questi ancora non hanno capito che il mondo è cambiato?

Il capo della maggiore potenza mondiale, nonostante tutto, si comporta in base al suo tornaconto politico invece che per tutelare la salute dei suoi concittadini. Ognuno ha il presidente che si merita.

Da noi ancora mancano mascherine e disinfettanti per le mani. Le buone intenzioni si infrangono contro la dura realtà delle cose. C’è chi è stato fermato perchè andava a comprare il giornale in edicola con il motivo che il giornale non è essenziale, anche se i provvedimenti del Governo hanno mantenuto aperte le edicole proprio per l’importanza che hanno i quotidiani ed i giornali in genere. Ma chi deve fare applicare la legge forse non legge abbastanza. Ah l’Italia …

Siamo appena agli inizi di questa domiciliazione forzata. Ho più tempo per leggere i giornali. Sono preoccupato. Non solo per il Corona Virus 19, ma anche per tutto il resto.

India

Il mio lavoro mi porta spesso in India. Visito le industrie che producono auto, camion e motociclette, che sono concentrate in poche città, per vendere gli impianti che produce l’azienda per cui lavoro. Sono appena rientrato dall’ultimo viaggio. Ho visitato Bengaluru (non è un refuso, è la vecchia Bangalore che ora si chiama così), Pune, Delhi e Rudrapur. Frequento l’India dal 2002 e la visito diverse volte l’anno. Negli ultimi due o tre anni ho notato una improvvisa accelerazione del processo di ammodernamento delle città. A Bengaluru la nuova metropolitana ha prodotto significative riduzioni del traffico, che è sempre intenso ma gli ingorghi delle ore di punta sono molto minori che in passato e attraversare la citta in auto è diventato molto più facile. A Pune la costruzione della metro, che per quasi tutto il percorso è all’aperto su linee sopraelevate, ha trasformato la città in un cantiere enorme che provoca caos e ingorghi peggio che nel passato. Ma è il prezzo da pagare per avere un futuro migliore. A Delhi la metropolitana è in funzione da vari anni ma il traffico è sempre impossibile e viaggiare per la città un vero incubo.

L’India sta facendo grossi investimenti nelle infrastrutture. Ormai gli aeroporti delle principali città sono moderni e ben organizzati, al livello dei migliori paesi al mondo. La rete di voli interni copre buona parte degli spostamenti con tariffe molto convenienti, almeno per noi stranieri, ma visto l’affollamento di tutti i voli, evidentemente anche molti indiani possono permettersi di volare. Viaggiare in auto da una città all’altra non è semplice. La velocità media effettiva fuori città, quando va bene, è di 40 / 50 km/h, la condizione delle strade è abbastanza critica e tra buche, lavori in corso, dissuasori di velocità, spericolati motociclisti che passano da tutte le parti, mucche sacre che si fermano dove vogliono, l’imprevisto è sempre in agguato. Riguardo treni ed autobus meglio lasciare perdere, qui ancora non è arrivata la modernità e c’è ancora da fare moltissimo.

Un dato comune a tutte le principali città è che le vecchie baracchine e i piccoli negozietti senza porte e vetrine con la merce esposta per strada stanno piano piano diventando negozi arredati modernamente, con pareti pulite e vetrine con la merce esposta. Il nuovo e il vecchio convivono ma il cambiamento è in corso e sarà inarrestabile. La tappa del mio viaggio verso Rudrapur, nella regione di Uttarakhand, tra Delhi e il Nepal, mi ha riportato nell’India rurale, quella dove il progresso fatica ad arrivare. La regione è stata negli ultimi anni aiutata dallo stato indiano che ha favorito la costruzione di alcuni grandi stabilimenti industriali che hanno portato lavoro ma lo sviluppo dell’area è ancora molto limitato. Le strade sono in costruzione e molti tratti sono ancora non asfaltati. C’è meno inquinamento e se il tempo è bello è possibile vedere il cielo azzurro, cosa che non è possibile quasi mai a Delhi, dove una coltre di nebbia e smog non abbandona mai il cielo, anche nelle giornate migliori. L’India è terra di grandi contrasti e ingiustizie sociali per chi ci vive e di sentimenti contrastanti per gli stranieri che visitano il paese. Si sta in hotel di lusso, a prezzi abbordabili, dove c’è da mangiare e da bere a volontà, pulizia e personale sempre sorridente che ti chiede se hai bisogno di qualcosa. Se dici di si, quello che chiedi tarda ad arrivare, gli inservienti non sono mai pronti, c’è sempre un imprevisto, l’attesa in genere è lunga e apparentemente ingiustificata. Fuori dell’hotel c’è la povertà più assoluta, persone che non mangiano da giorni, che non hanno mai avuto un lavoro, che non si sono mai preoccupati di nulla non avendo nulla, non potendo aspirare a nulla. Contrasti e ingiustizie, ricchezza e povertà.

Ho scattato tre foto dalla vettura lungo la strada che da Rudrapur porta a Delhi.

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La prima immagine mostra un negozio di stoffe, uno dei tanti lungo la stessa strada, ma incredibilmente pieno di persone, mentre gli altri erano vuoti anche se esponevano la stessa merce.

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La seconda immagine è un carretto della frutta. L’India è piena di questi carretti, tutti con frutti di vario colore e bellissimi di aspetto, tutto disposto con ordine e regolarità geometrica. La frutta in India è buonissima, i sapori sono intensi e prolungati. Bisogna stare attenti solo all’igiene, un frutto ancora bagnato con l’acqua indiana potrebbe essere letale per il povero stomaco di un turista ignaro della potenza dei batteri indiani.

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L’ultima foto mostra un negozietto piccolo e vuoto, che ha in vendita delle galline, esposte in una gabbia. Tra l’uomo anziano che le sorveglia e le galline in gabbia, non è facile capire chi ha lo sguardo più mesto. Guardate la mancanza di asfalto sul bordo della strada. Anche questa è una caratteristica comune di quasi tutta l’India. I bordi delle strade non sono asfaltati e il grande traffico solleva quantità enormi di terra che si diffondono nell’aria e di conseguenza vengono respirate dalle persone con effetti non proprio ideali per la salute, oltre che per l’igene. Mezza giornata per strada e si ritorna in albergo che è obbligatoria una doccia. Pur di fronte a tante  contraddizioni, l’India rimane un paese incredibile e affascinante. La sua cultura millenaria è stata la base della cultura umana ma non è stata abbastanza per garantirle uno sviluppo normale ai giorni nostri. Il Paese sta facendo progressi ma la strada da percorrere è ancora lunga.

La cosa migliore dell’India sono le persone. Generalmente colte, empatiche, affabili e disponibili, gentili e simpatiche.

La cosa che mi piace e intenerisce è quando al mattino e all’ora di uscita delle scuole le strade delle città sono piene di studenti. Al solito caos del traffico si aggiunge l’allegra confusione di centinaia di studenti, ragazze e ragazzi, tutti in divisa. Le divise sono uguali per tutti ma basta guardare i piedi per scoprire le differenti condizioni della famiglia. C’è chi ha semplici infradito, altri scarpe logore e consunte, altri scarpe sportive nuove. Arrivano da ogni parte, alcuni di loro camminano per chilometri, sembrano tutti allegri, ridono e scherzano tra loro. Una serenità che forse perderanno da grandi. Anche un grande paese e in progresso come l’India non potrà garantire a tutti benessere e miglioramenti sociali, molti dei giovani non riusciranno a salire la scala sociale. Ma quando si è giovani i brutti pensieri possono stare lontani e vedere tanti ragazzini che sorridono e scherzano riscalda il cuore. Che il loro futuro sia radioso come lo sono i loro sorrisi.

Luciano De Crescenzo

Anche Luciano De Crescenzo ci ha lasciato. Devo molto della mia passione per la lettura proprio a lui. Lo ammiravo per la sua evoluzione, da ingegnere idraulico a scrittore di successo, da dirigente di industria ad uomo di cultura e di spettacolo. Lo trovavo spassoso e nello stesso tempo gentile ed arguto, mai volgare, con quella cadenza napoletana delicata ed irresistibile. Riposa in pace anche tu, Luciano.

Andrea Camilleri

Addio Andrea Camilleri, riposa in pace. Sei stato un grande scrittore ma soprattutto un grande uomo. Hai sempre espresso le tue idee con chiarezza e coraggio, mai nessun cedimento all’opportunismo. Hai scritto per divertire ma anche per insegnare a difendere la libertà e combattere gli egoismi. Ci lasci una eredità ricchissima, i tuoi scritti e le tue idee. Chissà se ne saremo degni.