L’enigma dell’Abate Nero – Marcello Simoni

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Titolo: L’enigma dell’abate nero

Autore: Marcello Simoni

Editore: Newton Compton Editori

Siamo nel 1461. Una nave che proviene da Avignone rimane vittima di un abbordaggio da parte di contrabbandieri italiani. A bordo della nave francese si nasconde una spia che è al corrente di un complotto contro il famoso e potente cardinal Bessarione che vive a Ravenna. Il capo dei contrabbandieri, Angelo Bruni, venuto a conoscenza della presenza della spia, vuole sfruttare a suo vantaggio la cosa, per presentarsi con lui dal cardinale per derubarlo. Per questa azione criminale, Angelo si avvale dell’aiuto di un noto ladro, tal Tigrinus. Il piano non andrà come previsto e solo Tigrinus arriverà a Ravenna, dove dovrà far fronte ai fedeli di Bessarione e quelli di Bianca de Brancacci, inviata a Ravenna da Cosimo de Medici. Tigrinus dovrà far uso di tutte le sue abilità per riuscire ad impossessarsi della Tavola di Smeraldo, un libro antico che è desiderato da tutti.

Un romanzo storico raccontato con il ritmo di un thriller moderno, scritto in modo coinvolgente e attuale. Le ambientazioni sono rese alla perfezione, tutto viene raccontato con precisione e con dovizia di dettagli, per una ottima comprensione del testo anche se non si è molto informati sul periodo storico in cui è ambientato il romanzo. Simoni è un grande affabulatore che riesce ogni volta a creare storie intriganti raccontando di uomini di potere, di chiesa, banchieri ed imbroglioni, di corruzione, voglia di arricchirsi, rendendo il passato molto simile al nostro presente. Qualche ora di relax per gli amanti del genere.

La vita bugiarda degli adulti – Elena Ferrante

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Titolo: La vita bugiarda degli adulti

Autore: Elena Ferrante

Editore: Edizioni e/o

Siamo a Napoli, inizio anni 90, la protagonista è Giovanna, una ragazzina di 12 anni. Tutto inizia con il cambiamento del viso di bambina che si sta trasformando in quello di una adolescente, che sta diventando uguale a quello di Vittoria, sua zia. Così disse il padre di Giovanna, inconsapevole che la figlia lo stesse ascoltando. La zia Vittoria è la sorella del padre, una parente scomoda, giudicata molto male dai genitori di Giovanna, con cui hanno rotto tutti i rapporti. Giovanna non conosce la zia Vittoria, in famiglia è sempre stata descritta come una persona orribile. Da qui nasce il desiderio di conoscerla, per capire qualcosa di più di quello che lei stessa sta diventando.

Questo è l’evento scatenante del romanzo che racconta la vita di Giovanna negli anni dell’adolescenza. La famiglia di Giovanna è benestante, vive al Vomero, Napoli alta, un quartiere lontano dalla povertà e dalla miseria dei quartieri popolari, Napoli bassa, dove invece vive la zia Vittoria, costretta per vivere a fare i mestieri nelle case altrui. I genitori di Giovanna sono insegnanti, il padre è un intellettuale, insegna filosofia in un importante liceo cittadino. Ma è il contesto familiare, pur senza difficoltà economiche, il principale problema di Giovanna, costretta a vivere con i comportamenti dei genitori basati sulle bugie e falsità. Le cose vanno peggiorando con il divorzio dei genitori, la frequentazione della zia Vittoria, osteggiata dai genitori ma non impedita, le poche amicizie di riferimento. Giovanna cresce senza certezze, senza punti fermi a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà.

Il romanzo segue l’evoluzione della personalità di Giovanna, con i suoi alti e bassi, le sue evoluzioni a tratti infantili e improvvisate, a tratti mature e ponderate. Giovanna si ritrova sola a scegliere tra l’ipocrisia falsa e bugiarda dei genitori e la sgradevole ma sincera rozzezza dei modi della zia Vittoria. Giovanna scopre presto che il sesso è un potente mezzo per piegare al suo volere i ragazzi ma scopre anche il piacere di stupire le persone con sue idee e conoscenze.

In questo libro gli adulti sono descritti come persone da poco, inadatte all’educazione dei figli, incapaci di scelte coerenti, persone che non danno importanza alla sostanza delle cose ma solo all’apparenza, egoisti e deboli. I ragazzi si dimostrano interessati solo al sesso ed al divertimento, le ragazze amiche di Giovanna sono tutte senza aspirazioni e senza obiettivi. Solo Giovanna si distingue per la voglia di provare ad ottenere quello che vuole.  Il libro è scritto in modo impeccabile con una prosa elegante e scorrevole, dialoghi ben scritti, sentimenti, paure ed emozioni dei protagonisti resi alla perfezione, tensione che sale e scende, tutto funziona a meraviglia per attrarre il lettore. Ma troppa desolazione, troppa miseria umana e urbana, troppo squallore ovunque, niente di positivo. Questo spaccato della società descritto dalla Ferrante è poi così veritiero? E che dire dei protagonisti? Giovanna non mi sembra un personaggio che meriti tanta attenzione.

L’isola delle anime – Piergiorgio Pulixi

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Titolo: L’isola delle anime

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Rizzoli

La questura di Cagliari ha costituito per la prima volta la sezione Delitti Insoluti a cui vengono assegnate due ispettrici, Mara Rais e Eva Croce, le protagoniste del romanzo. Le due poliziotte sono in una fase delicata della loro carriera, sono entrambe in “punizione” e per questo assegnate alla sezione Delitti Insoluti. Mara è cagliaritana mentre Eva è di Milano, trasferita a Cagliari per scontare le sue colpe. Le due poliziotte iniziano il loro rapporto senza piacersi, diffidando una dell’altra, anche se si conoscono appena. Ma sono due persone capaci e determinate e troveranno insieme la forza per uscire dai loro rispettivi momenti difficili sostenendosi a vicenda. Come primo caso della sezione “Delitti Insoluti”, le due ispettrici devono riaprire una indagine legata a due omicidi di tanti anni fa, avvenuti con le stesse modalità, come fossero rituali sacri, con le vittime uccise per fare un dono a qualche divinità delle tenebre. L’indagine sembra impossibile da resuscitare per il tempo trascorso e per la totale mancanza di indizi quando improvvisamente tutto si riapre con il rapimento di una giovane donna che appare subito come possibile nuova vittima sacrificale. Il prologo del libro contribuisce subito ad innalzare la tensione, con la narrazione di un episodio terribile e difficile da credere possibile ai giorni d’oggi.

Il romanzo narra due storie parallele e collegate tra loro in modo quasi inverosimile. La vita delle due ispettrici con le loro indagini su crimini efferati e la storia di una grande famiglia della Barbagia, quasi una popolazione autoctona, che vive da secoli in quelle terre, dove la vita è dura e difficile, con le antiche usanze delle civiltà nuragiche e di culti antichissimi tramandati da generazioni in generazioni ed ancora vivi e rispettati, che in qualche caso nascondono violenze e crudeltà inenarrabili.

“L’isola delle anime” è un romanzo in cui Piergiorgio Pulixi è riuscito in modo brillante a mescolare la trama criminale con i misteri della terra sarda, mostrando antiche tradizioni che richiedono rispetto quando non finiscono in crudeli ed efferati delitti. Le descrizioni ambientali suscitano emozione e ammirazione per le bellezze descritte, coinvolgendo tutti i sensi del lettore, per una esperienza emozionale completa. Il testo è mescolato con frasi in lingua sarda, di facile comprensione, ma inserite con misura per aumentare il piacere della lettura di una prosa eccellente, molto accurata in tutti i dettagli. Un libro con personaggi ben definiti, storie diverse e ben collegate tra loro, una trama criminale originale e dall’esito inaspettato, con una immersione nella storia più antica della Sardegna, sotto forma romanzata di un breve ma efficace saggio di antropologia sarda.

L’avvocato degli innocenti – John Grisham

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Titolo: L’avvocato degli innocenti

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari e Sara Prencipe

L’avvocato degli innocenti è l’ultimo libro in ordine di tempi di John Ghisham, uno dei principali autori di legal thrillere di best seller internazionali. Il protagonista del romanzo, voce che narra in prima persona, è Cullen Post, un avvocato che all’inizio della carriera aveva perso completamente la fiducia nella giustizia ed aveva deciso di lasciare la professione. In seguito soffrirà di esaurimento nervoso e solo la fede in Dio riuscirà a rimetterlo in carreggiata. Diventato pastore episcopale affianca un parroco che assiste i condannati. Qui Post entra in contatto con molti condannati innocenti e decide di tornare a fare l’avvocato per riaprire i processi che hanno portato a condanne di innocenti. Post inizia a collaborare con una organizzazione no profit che segue i casi di condannati ingiustamente, indipendentemente dal loro colore della pelle o dell’etnia di cui fanno parte. Il libro tratta le vicende dei casi che Post sta seguendo e che contribuiranno a costruire la sua fama di Avvocato degli innocenti.

Il libro entra subito nel vivo della vicenda, con le storie dei clienti di Post in primo piano, le ricerche per trovare nuovi indizi, per scoprire errori nelle prove utilizzate per condannare gli imputati. Storie di ingiustizie evidenti, raccontate con ottimo ritmo, senza un attimo di respiro, con un susseguirsi di colpi di scena e di eventi molto serrato. Grisham si conferma grande narratore, in grado di raccontare le vicende umane mescolandole con le vicende processuali senza perdersi nei tecnicismi legali, riuscendo a spiegare con parole comuni il funzionamento della giustizia in America. Non ne esce un quadro confortante. L’America risulta essere un paese con un altissimo tasso di illegalità, con il traffico di droga che muove montagne di soldi e condiziona il funzionamento delle forze dell’ordine che dovrebbero contrastarlo. L’America de “L’avvocato degli innocenti” è un paese razzista, corrotto, con una macchina giudiziaria complessa e poco reattiva, spesso alla ricerca di un colpevole qualsiasi, capace di mandare in carcere un innocente pur di chiudere il caso con una condanna. John Grisham apre uno squarcio sul velo di ipocrisia che copre molti dei misfatti che avvengono nel nome della legge e questo è di sicuro un merito di questo libro.  Se un americano come lui, Grisham è stato senatore del Partito Democratico, critica il suo paese vuol dire che ci sono ancora speranze per vedere dei progressi nel prossimo futuro nel sistema giuridico americano.

 

Bassa marea – Enrico Franceschini

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Titolo: Bassa marea

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un giornalista in pensione anticipata, un medico primario, un bibliotecario ed un ingegnere. 4 amici inseparabili che vivono a Borgomarina, Romagna. Mare, sole, piadina, gente simpatica e molti vitelloni. Siamo in bassa stagione, un periodo in cui le spiagge non hanno ancora l’aspetto curato e ammaliante della stagione estiva. Si respira aria buona, ideale per una vita tranquilla. Il giornalista, soprannominato Mura, ha solo 60 anni e gli pesa il fatto di essere stato pensionato anticipatamente. Si sente messo da parte troppo presto, la cosa non gli va giù, anche se non tornerebbe indietro. Ma il suo lavoro di inviato speciale, sempre in giro per il mondo, gli manca. Dorme poco e la mattina presto, tutti i giorni, si concede una corsetta lungo la spiaggia, tanto per tenersi in forma. Una mattina sulla riva vede un corpo di donna. Sembra morta ma respira ancora. La prende in braccio e con uno sforzo sovrumano la porta a casa, cercando di non essere visto. La donna è in cattive condizioni, sembra svenuta e non dà segno di riprendersi. Appena si riprende, Mura scopre che la donna è russa, non si ricorda come mai è caduta in acqua e per quanto tempo ha nuotato prima di arrivare a terra. Mura si rende conto che la faccenda potrebbe essere pericolosa. Ma non ha ancora idea di quanto è grande il guaio in cui si è cacciato. Inizia l’avventura di “Bassa marea”, un thriller romagnolo, in cui Enrico Franceschini scrive una storia piena di humor, ma con pesanti critiche al mondo del giornalismo, con una analisi storica dell’evoluzione della Romagna dal dopoguerra ad oggi e di come sia diventata la principale area per il divertimento estivo in Italia. Un quadro della situazione economica e delle infiltrazioni malavitose, attratte dai facili guadagni e dal giro enorme di prostituzione, piuttosto evidenti e preoccupanti. Tutto questo in un racconto divertente, in una atmosfera goliardica alla “Amici miei”, con i 4 amici che pur nelle differenze economiche, sociali e sentimentali, antepongono la loro amicizia a tutto il resto. Una specie di 4 moschettieri, non al servizio del re, ma della regina del divertimento, la Romagna.

 

 

 

 

L’assassinio del commendatore – Murakami Hanuri

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Titolo: L’assassinio del Commendatore parte prima e parte seconda

Autore. Murakami Hanuri

Editore: Einaudi

Traduzione: Antonietta Pastore

Un libro uscito inizialmente in due volumi e solo successivamente in un unico volume. Una storia moderna e attuale nella prima parte, mentre la seconda parte presenta diverse escursioni nel mondo fantastico e visionario di Murakami.

Il protagonista è un artista, un pittore specializzato in ritratti, che narra la vicenda in prima persona. Improvvisamente la moglie gli comunica che non lo ama più e che vuole divorziare. I due sono sposati da 6 anni e non hanno figli. Il pittore preso dallo sconforto parte per un viaggio in auto senza meta, riconoscendo alla moglie il diritto a divorziare se questo è quello che vuole. Dopo qualche settimana di vagabondaggio, riceve l’offerta di un suo amico per andare ad abitare nella casa del padre che è stato ricoverato in una clinica per malati di demenza senile. Il pittore accetta l’offerta che è molto conveniente. Il padrone di casa è uno dei più importanti pittori giapponesi contemporanei e per il protagonista, anche lui aspirante pittore, è una occasione allettante per vivere nella casa che fu di un grande artista. Il trasferimento nella casa del grande artista coincide con una serie di eventi che cambieranno per sempre la vita del protagonista. Accadranno fatti misteriosi e inspiegabili con la razionalità. La casa pur essendo isolata, consente al protagonista, di conoscere un vicino di casa molto ricco che gli commissiona un suo ritrattato, una ragazzina di 13 anni, Marie, la zia di Marie, una donna affascinante e misteriosa oltre ad una serie di protagonisti misteriosi e fantastici che fanno parte di un universo parallelo a quello della vita reale del protagonista.

Il romanzo è scritto in modo straordinario, con protagonisti sorprendenti, ciascuno con un fascino diverso. La trama è lineare e ben costruita, le descrizioni dei paesaggi, dei luoghi e dei personaggi sono armoniose e delicate. I continui riferimenti musicali aumentano l’atmosfera incantata che caratterizza il romanzo. La seconda parte del romanzo presenta molte intrusioni nel mondo fantastico, con personaggi frutto delle visioni dei protagonisti, le idee e le metafore richiamate nei titoli, secondo lo stile tipico e caro a Murakami, abile come pochi a creare storie piene di enigmi e personaggi tra il sogno e la visione. Il protagonista compie un viaggio tra il reale ed il visionario sulle colpe e le responsabilità, della storia e delle singole persone, per approdare alla fine ad una nuova consapevolezza di come possa essere possibile sconfiggere le nostre paure, costruendo un futuro dopo di noi, prendendo a cuore il futuro della nostra discendenza. Murakami con “L’assassinio del commendatore” ha scritto un bel libro, da leggere con calma, immergendosi completamente nel mondo creato dall’autore, lasciandosi trasportare dalla magia.

La confraternita dei mancini – Hakar Nesser

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Titolo: La confraternita dei mancini

Autore: Håkan Nesser

Editore: Guanda

Traduzione: Carmen Giorgetti Cima

Un tempo essere mancino era considerato un difetto da correggere nelle prime classi di scuola. Non esistevano le penne biro, si scriveva con le stilografiche ed essere mancino voleva dire passare con la mano sull’inchiostro fresco, quindi macchiare il foglio. Alcuni compagni di scuola fondarono la Confraternita dei mancini, un club riservato a coloro che erano nati con tale “difetto”. Ne facevano parte 5 ragazzi, che divennero molto più che amici, che condivisero alcune esperienze che ebbero pesanti conseguenze nella loro vita. Dopo qualche anno si persero di vista ed ognuno proseguì per la sua strada. Nel 1991 fu organizzata una cena tra gli iscritti alla confraternita, una occasione per rivedersi, per riparlare delle esperienze del passato. L’appuntamento era stato fissato presso la “Pensione Molly”. Durante la cena avvenne un fatto tragico. Un incendio distrusse il locale in cui la confraternita si era riunita e tutti i presenti morirono. Le indagini mostrano subito che c’èra qualcosa di strano. Gli iscritti alla confraternita erano 5 ma furono ritrovati solo 4 cadaveri. Gli investigatori pensarono che fu il quinto confratello mancante a dare fuoco al locale del ritrovo e che fosse riuscito a fuggire.

Nel 2012 viene ritrovato un cadavere nei pressi della zona in cui sorgeva l’edificio che ospitava la “Pensione Molly”. Si tratta del corpo del quinto iscritto alla confraternita. Il caso viene riaperto e l’ex commissario Van Veeteren, in pensione da tempo, viene coinvolto nelle nuove indagini, costringendolo ad interrompere l’attività di libraio intrapresa con l’andata in pensione. Le indagini di Van Veeteren sono affiancate a quelle dell’ispettore Barbarotti, che sta indagando su un omicidio compiuto in Svezia che alcuni indizi sembrano collegarlo con il caso del 1991.

La struttura del romanzo è divisa in tre periodi storici diversi, ogni capitolo ha nel titolo l’anno a cui è dedicato e si passa dalla fine degli anni 50 ai primi anni 60 per poi passare ai fatti del 1991 e del 2012. Il romanzo è un continuo saltare da un periodo all’altro, in ogni capitolo ci sono piccole tracce del passato che spiegano a poco a poco gli eventi successivi, in un continuo va e vieni dal passato al presente. L’autore presta molta attenzione al carattere e personalità dei personaggi del romanzo e queste caratteristiche si evidenziano dai dialoghi dei personaggi stessi, senza lunghe analisi introspettive, a vantaggio della lettura che scorre piacevolmente. Il segreto della confraternita sarà svelato a poco a poco e solo alla fine tutto il quadro investigativo sarà chiaro.  Le ultime indagini, quelle del 2012, sono raccontate sotto forma di dialogo tra il commissario Van Veeteren e sua moglie e questa si dimostra essere una scelta indovinata. In una sua intervista recente, Håkan Nesser ha dichiarato di non essere un amante del sangue e che nei suoi romanzi preferisce non descrivere scene violente. “La confraternita dei mancini” conferma questa linea dell’autore che per scrivere questo romanzo si è affidato alla psicologia dei personaggi piuttosto che all’azione, realizzando un ottimo thriller psicologico dal ritmo costante ed appassionante. L’incontro tra l’anziano commissario Van Veeteren con il più giovane Barbarotti dà luogo ad una felice collaborazione tra due ottimi investigatori che con metodi diversi contribuiscono in modo determinante alla soluzione di un caso intricato e difficile.