Ninfa Dormiente

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Titolo: Ninfa Dormiente

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Il commissario Teresa Battaglia e l’ispettore Massimo Marini, insieme alla loro squadra investigativa, sono impegnati in una indagine che riguarda un omicidio avvenuto settanta anni prima, nel 1945. Il nipote del pittore Alessio Andrian ha ritrovato un dipinto dello zio che rappresenta un volto di donna, un quadro bellissimo ed inquietante, testimonianza di un delitto che sarebbe stato troppo facile attribuire all’artista. Il quadro risulterà disegnato non con inchiostro ma con sangue e tessuto cardiaco umano. Teresa Battaglia è incaricata dell’indagine che sembra impossibile da risolvere. Un delitto commesso settanta anni prima, senza alcun indizio sull’identità della vittima, testimoni o persone che possano aiutare a ricostruire i fatti. Il pittore Alessio Andrian è ancora in vita ma è ridotto ad uno stato vegetativo proprio dal 1945, quando fu ritrovato nei boschi della Val Resia in condizioni terribili, scambiato per un cadavere e salvato per miracolo dalla morte. L’indagine prende forma e porterà la squadra di investigatori a conoscere nel profondo l’antica civiltà che vive nella Val Resia, a combattere il male che si manifesta e si confonde con riti antichi e superstizioni recenti, tra realtà e tradizioni popolari. L’indagine diventa un viaggio complicato tra fatti storici, incidenti familiari e follia omicida, sullo sfondo della vita difficile e violenta degli anni che videro la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una zona che ha subito grandi perdite umane e ferite ancora oggi non rimarginate. Teresa Battaglia e Massimo Marini dovranno combattere anche con i fantasmi del loro passato, ricordi di vite difficili che è impossibile dimenticare, con cui sono costretti a fare i conti. Questo libro rivela sui protagonisti Battaglia e Marini molto di più di quanto non abbia fatto il libro precedente dal titolo “I fiori sopra l’inferno”, mostrandoli nelle loro debolezze ed incertezze, per meglio chiarire le affinità che li avvicinano anche se apparentemente sembrano respingersi.

La protagonista indiscussa del libro è il Commissario Teresa Battaglia. Una persona provata dalla vita e dalle condizioni di salute che le creano non pochi problemi, ma che riesce con la volontà, determinazione e con la sua umanità molto particolare, ad andare avanti e guidare la sua squadra verso i successi investigativi. La scelta di inventare una protagonista di oltre sessant’anni, in condizioni precarie di salute, con un fisico fuori forma che non aiuta, è molto coraggiosa ma risulta una delle carte vincenti della produzione letteraria di Ilaria Tuti. Il libro mostra le sue parti migliori nelle descrizioni dei luoghi, molto precise e veritiere, nella storia e nelle usanze degli abitanti della Val Resia, piena di riferimenti e dettagli, a dimostrazione di un lavoro di ricerca approfondito ed accurato. I personaggi sono ben caratterizzati ed i loro pensieri e le loro emozioni sono rese molto bene nel racconto. La squadra investigativa è composta da persone normali e non da supereroi invincibili senza limiti e difetti, come a volte capita di leggere in altri thriller. La storia parte in modo originale ed intrigante, con un alone di mistero che sembra impenetrabile fino a quando le indagini prendono corpo ed inizia l’avventura nella storia recente della Val Resia. Nel 1945 sono accaduti fatti crudeli, la fine della guerra ha fatto dimenticare alcuni degli episodi che hanno dato origine alla trama del libro. Il nipote del pittore ha riportato alla luce alcuni eventi che dovevano restare segreti. C’è chi non vuole che la storia torni al centro dell’attenzione e farà di tutto per evitarlo. La trama svelerà tutto alla fine, come ogni thriller che si rispetti. La storia si svolge nel presente con frequenti flash-back nel 1945 che rivelano alcuni aspetti dei fatti avvenuti all’epoca, anche se la soluzione del caso sarà svelata solo alla fine del racconto quando il mistero sarà del tutto chiarito. L’epilogo del libro mi ha lasciato qualche perplessità. Come accade in cucina quando troppi ingredienti a volte non migliorano la pietanza, così nel finale di questo libro ci sono troppe cose. Forse sarebbe stato meglio semplificare.

Luciano De Crescenzo

Anche Luciano De Crescenzo ci ha lasciato. Devo molto della mia passione per la lettura proprio a lui. Lo ammiravo per la sua evoluzione, da ingegnere idraulico a scrittore di successo, da dirigente di industria ad uomo di cultura e di spettacolo. Lo trovavo spassoso e nello stesso tempo gentile ed arguto, mai volgare, con quella cadenza napoletana delicata ed irresistibile. Riposa in pace anche tu, Luciano.

Andrea Camilleri

Addio Andrea Camilleri, riposa in pace. Sei stato un grande scrittore ma soprattutto un grande uomo. Hai sempre espresso le tue idee con chiarezza e coraggio, mai nessun cedimento all’opportunismo. Hai scritto per divertire ma anche per insegnare a difendere la libertà e combattere gli egoismi. Ci lasci una eredità ricchissima, i tuoi scritti e le tue idee. Chissà se ne saremo degni.

Crisis

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Titolo: Crisis

Autore: Frank Gardner

Editore: Longanesi

Traduzione: Adria Tissoni

Luke Carlton è un ex marine in prova all’MI6 per diventare un gestore di operazioni ad alto rischio. La sua esperienza e la sua abilità nelle azioni sul campo lo portano ad essere utilizzato in rischiose missioni operative come quella che lo vede protagonista dell’indagine sulla morte di un ufficiale dei servizi segreti britannici in Colombia. Luke è un abile soldato abituato alla guerriglia nella giungla ed in territori avversi ed ha una ottima conoscenza della lingua locale, per questo è l’agente inglese più adatto alle operazioni contro i Narcos. Le indagini portano Luke sulle tracce di uno dei più potenti e pericolosi trafficanti di droga della Colombia, Nelson Garcia detto “El Pobrecito”, un uomo che sia i servizi segreti inglesi che americani vorrebbero morto. Luke dovrà fare i conti con poliziotti corrotti che vanificheranno una importante operazione militare che stava conducendo all’arresto di Garcia e che invece porterà alla sua cattura. Sarà sottoposto a terribili torture ma riuscirà a fuggire, a salvarsi e continuare le indagini che gli faranno scoprire un complotto di dimensioni internazionali, che partirà dalla Colombia passando per la Corea del Nord per arrivare in Inghilterra che sarà la sede scelta per un attentato che potrebbe avere conseguenze catastrofiche se portato a termine. L’attentato di Londra è la vendetta di Garcia contro la Nazione che gli ha provocato ingenti perdite umane ed economiche. Agenti segreti, eserciti nazionali e truppe dei narcos, spie inglesi infiltrate nelle famiglie dei trafficanti, uomini dei narcos infiltrati nella società inglese, una guerra globale del crimine organizzato agli stati che lo combattono. Se la sua vita come agente non è semplice, la vita privata di Luke è anch’essa complicata. La fidanzata Elise non conosce esattamente le sue attività a difesa della nazione e non capisce le sue sparizioni per giorni senza avere sue notizie oppure il motivo di alcuni comportamenti distratti quando sono insieme e perché ogni tanto deve correre perché i suoi capi lo cercano. Anche lei avrà modo di conoscere la crudeltà dei nemici della Nazione e di Luke, riuscirà a salvarsi dopo aver rischiato grosso e scoprirà i motivi per cui essere orgogliosa del suo fidanzato.

Crisis è un thriller mozzafiato scritto con abilità da Frank Gardner, un giornalista inviato di guerra ed esperto di sicurezza internazionale, che nel raccontare azioni di spionaggio e di guerriglia gioca sul suo terreno preferito. La trama è ben costruita con grande tensione e continui cambi di scena, raccontando di tecnologie all’avanguardia utilizzate sia dai criminali che dai servizi segreti, strategia di guerra e di difesa, tecniche di indagine e vita quotidiana nelle ville dei trafficanti di droga colombiani, tra continue fughe e vite sempre in bilico tra la folle ricchezza e la paura di un intervento di qualche esercito che possa porre fine a tutto. Merito a Gardner per aver saputo costruire una trama originale mescolando servizi segreti, narcotrafficanti e un attentato che avrebbe potuto sconvolgere la citta di Londra. Tutto bene quindi? Non del tutto. Se la trama è interessante e coinvolgente, i personaggi protagonisti sono poco interessanti e quasi scontati. Luke Carlton è un super soldato, un uomo coraggioso che antepone il suo dovere nei confronti dello stato per cui lavora a tutto il resto, vita privata compresa.  Ma alla fine dei conti risulta un personaggio poco attraente, senza fascino particolare. Stessa cosa per gli altri personaggi, nessuno di loro colpisce. Un libro riservato agli appassionati del genere ma che difficilmente troverà sostenitori tra gli altri lettori.

Quattro piccole ostriche

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Titolo: Quattro piccole ostriche

Autore: Andrea Purgatori

Editore: HarperColling

Sono un appassionato di libri di spionaggio, soprattutto di quelli che raccontano storie della guerra fredda, della Stasi e del KGB alleati contro l’occidente e “Quattro piccole ostriche” rientra a pieno titolo in tale categoria. La trama del libro è molto articolata, con molte storie che si intrecciano e si svolgono in due periodi diversi, nel 2019 e nel novembre del 1989, proprio nei giorni della caduta del muro di Berlino.

“Quattro piccole ostriche” è un romanzo il cui titolo richiama un esperimento portato avanti da uno psichiatra della Germania Est che con l’ausilio della ipnosi, doveva creare quattro agenti speciali, selezionati e cresciuti in modo da essere incapaci di provare dei sentimenti, pronti ad uccidere a comando. Il progetto dal nome “Walrus” era gestito nel 1989 dal colonnello russo Yuri Grishin, divenuto poi nel 2019 presidente della Russia.

Wilhelm Lang è una ex spia della Stasi, i servizi segreti della Germania dell’Est, il cui vero nome è Markus Graf. La sera della caduta del muro Markus si impadronì dei soldi contenuti dei conti bancari dei servizi segreti entrando in possesso di ingenti capitali. Fuggì in Svizzera, abbandonò al suo destino l’amante e collega della Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est, Greta Pfeiffer. Markus cambiò nome e divenne un ricco abitante delle Alpi Svizzere, vivendo di rendita e dedicando le sue giornate all’ozio ed alle diverse amanti che poteva permettersi, grazie al suo fascino ma anche grazie alla privilegiata condizione economica.. Nel 2019, quando il suo passato sembrava ormai definitivamente dimenticato, riceve una lettera proprio da Greta. Quel giorno un uomo della diplomazia russa venne ucciso a Berlino. A dirigere l’inchiesta sull’assassinio è Nina Barbato, una poliziotta di origine italiana, che pur ricevendo grandi pressioni per chiudere velocemente il caso attribuendo la responsabilità all’Isis, non cede e porta avanti l’indagine per trovare i veri colpevoli.

Inizia una avventura ambientata tra le Alpi Svizzere, Berlino e Mosca, tra il 2019 e il 1989. Tante storie, tante persone diverse, tutte in vario modo collegate tra loro. La caduta del muro è stato un evento grande per tutta l’umanità ma per alcuni protagonisti del libro è stata la svolta epocale della propria vita. Alcuni hanno un passato da dimenticare per costruire un nuovo futuro, altri rimarranno ancorati al loro passato senza possibilità di cambiare vita. Il libro rende con molto realismo le descrizioni dei luoghi dove si svolgono le azioni, così come i personaggi ed i loro sentimenti sono narrati con realismo e misura, evidenziando il carattere mutevole delle spie che da ciniche e crudeli nelle azioni di guerra, possono diventare umane e gentili nella vita normale, soprattutto quando di mezzo ci sono i sentimenti. Un libro con molti riferimenti letterari importanti, con una serie di temi musicali ricorrenti che compongono una sorta di colonna sonora muta del libro. Molti i riferimenti storici, i cambi di scenario ed i salti temporali, per una lettura intensa e appassionante. Andrea Purgatori è un giornalista di inchiesta e “Quattro piccole ostriche” è il suo romanzo di esordio.

Con tanto affetto ti ammazzerò

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Titolo: Con tanto affetto ti ammazzerò

Autore: Pino Imperatore

Editore: DeA

“Con tanto affetto ti ammazzerò” è il secondo libro di Pino Imperatore che vede protagonisti l’ispettore Scapece, il commissario Improta e la famiglia Vitiello con la loro trattoria Parthenope, a Mergellina.

L’avventura inizia in una storica e stupenda casa di Posillipo, Villa Roccaromana, di proprietà della Baronessa Elena De Flavis, la sera dei festeggiamenti del suo novantesimo compleanno. Tra gli invitati i nomi più in vista della alta società napoletana ma anche alcune autorità tra le quali il questore e l’ispettore Scapece con il commissario Improta. La serata sta andando benissimo, tutti gli invitati sono incantati dalla bellezza del posto e dall’atmosfera festosa e serena. Un tenore sta per intonare la celebre aria “Nessun dorma” quando alcuni invitati crollano a terra, narcotizzati. Lo scoppio di un improvviso temporale rende lo scenario ancora più inquietante. In quei momenti di grande scompiglio ed agitazione, la baronessa Elena ed il suo fido maggiordomo Kiribaba spariscono.

La scomparsa della nobildonna fa scattare subito le indagini ed i primi ad essere ascoltati sono i tre figli della De Flavis e la sua unica nipote Noemi. Ne risulta un quadro familiare poco rassicurante. I tre figli della baronessa si dimostrano per nulla sconvolti dalla morte della madre e mostrano senza alcun ritegno interesse solo per l’eredità che li aspetta. Le indagini avranno sempre i tre figli e la nipote al centro delle attenzioni degli investigatori, che saranno portati a credere che il colpevole non possa che essere uno dei tre o addirittura tutti e tre, coalizzati contro una madre che forse non era quella donna raffinata e generosa come era considerata dalla maggior parte delle persone.

La storia del giallo è ben costruita e dotata di una struttura complessa e articolata. Nulla viene fatto trapelare e tutti i sospetti rimangono tali fino alla svolta finale che porta alla conclusione del caso. Il giallo è accompagnato da una serie di storie parallele che coinvolgono a vari livelli sentimenti ed aspetti umani dei vari protagonisti, che contribuiscono alla buona riuscita del libro oltre ad aumentarne lo spessore della storia.

La trama ed il racconto sono arricchite dagli inserti con le pagine dedicate al diario della Baronessa, che descrivono la sua personalità, le sue sofferenze, le varie epoche storiche che ha vissuto e le sue grandi doti umane e di generosità. La sua è la storia di una donna che non si è mai arresa e che ha sempre vissuto guardando al futuro, per costruire quello che aveva in mente e per fare del bene al prossimo. L’atmosfera del romanzo è caratterizzata dall’umorismo che si vive nella trattoria Parthenope, vera e propria sede distaccata del commissariato di Mergellina, dove l’ispettore Scapece prende le decisioni più importanti, riunendo la famiglia Vitiello al gran completo. La scrittura di Pino Imperatore è piena di riferimenti storici e culturali ma anche molto ironica, con mille episodi di vita quotidiana inseriti nella storia principale, per rendere la lettura leggera e veloce. Le descrizioni di Napoli e degli altri luoghi dove si svolgono le scene del libro sono suggestive, cosi come sono spassosi i tanti personaggi comuni che partecipano alla storia. Il libro descrive come le persone, quando diventano schiave dei soldi, perdono completamente la ragione, odio ed egoismo prevalgono su tutti gli altri sentimenti. Un giallo divertente che riesce anche a far pensare alla nostra condizione umana.

Il tempo dell’ipocrisia

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Titolo: Il tempo dell’Ipocrisia

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Il tempo passa inesorabile ed il commissario Charitos è diventato nonno. In famiglia è grande festa per l’arrivo del piccolo Lambros, a cui sono destinate tutte le attenzioni di genitori e nonni. L’atmosfera di festa di casa Charitos per l’arrivo del nipotino è subito rovinata da una notizia terribile. Un famoso imprenditore, proprietario di una delle principali catene alberghiere della Grecia, filantropo e considerato da tutti persona irreprensibile, viene ucciso con una bomba messa nella sua auto. L’assassinio viene rivendicato dall’”Esercito degli Idioti nazionali”, una organizzazione che per la prima volta viene alla ribalta della cronaca nazionale. Il nome del gruppo omicida pone seri dubbi sulla veridicità della rivendicazione, come è possibile prendere sul serio una organizzazione criminale che si autodefinisce composta da “idioti”. Ma c’è un morto ed una bomba che è stata fatta scoppiare con professionalità che consigliano di non soffermarsi sul nome ma sulle capacità dei criminali. Le indagini partono senza una direzione precisa, tra terrorismo e criminalità, andando a scoprire tutti i dettagli della vita privata della vittima. Una seconda auto bomba uccide un dirigente dell’ufficio nazionale di statistica che si occupava in particolare del mondo del lavoro. La tecnica omicida è la stessa del primo attentato, la vettura della vittima era stata manomessa con l’installazione di una potente bomba la cui esplosione ha distrutto completamente l’auto rendendo molto difficile il riconoscimento del cadavere. Il comunicato di rivendicazione è firmato anche questa volta dall’”Esercito degli Idioti Nazionali”, una sigla ormai divenuta familiare. Ci saranno altri omicidi, le indagini metteranno in evidenza le capacità investigative del commissario Charitos che riceverà l’agognata promozione che provocherà nella sua famiglia ulteriore euforia dopo la nascita del nipote. Le indagini porteranno alla scoperta dei colpevoli rendendo ancora più evidenti le capacità del commissario, ma anche le conseguenze terribili che la crisi economica ha generato. Tutte le vittime sono colpevoli di “ipocrisia”, per aver contribuito, con i loro comportamenti, al declino dell’economia. Il libro utilizza la storia degli omicidi come sfondo per fare una analisi della situazione sociale e finanziaria della Grecia. I racconti di casa Charitos ci aprono una finestra sui principali piatti della cucina greca, sulle abitudini alimentari e familiari delle famiglie. I continui spostamenti del commissario di descrivono la situazione del traffico della città di Atene, che tra tanti progressi, evidentemente non riesce a fare nulla per ridurre gli ingorghi ed i tempi di percorrenza. La parte più interessante e provocatoria del libro è quella che riguarda la situazione economica della società greca. Sappiamo tutti come l’Europa abbia costretto la Grecia a sacrifici enormi per evitare la bancarotta e l’uscita dall’Euro. Markaris denuncia in modo chiaro e schietto le colpe dei greci, della classa dirigente e imprenditoriale, riguardo la crisi economica che ha portato la Grecia nelle condizioni economiche attuali, con la distruzione economica della classe media, oltre che il definitivo impoverimento della classe proletaria. La classe media è quella che ha pagato in misura maggiore il conto della crisi economica e la cosa dovrebbe essere di monito per chi governa, perchè prima o poi a qualcuno sarà presentato il conto per le malefatte fatte e rimaste impunite. Le osservazioni di Markaris fatte in questo libro sulla classe media sono valide anche per l’Italia e la sua situazione attuale. Copertina molto estiva e vacanziera leggermente in contrasto con il contenuto del libro.

L’avvocato colpevole

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Titolo: L’avvocato colpevole

Autore: John Fairfax

Editore: Piemme

Traduzione: Alfredo Colitto

John Fairfax è uno pseudonimo, il vero nome dell’autore è William Broderik, filosofo e teologo che è stato anche frate per alcuni anni prima di lavorare come avvocato e poi successivamente come scrittore. Usa lo pseudonimo quando scrive legal thriller come “L’avvocato colpevole”.

William Benson ha vent’anni e viene condannato all’ergastolo per un omicidio che lui dichiara di non aver commesso. Le prove sono tutte contro di lui e la giuria non avrà esitazioni nel condannarlo. In carcere decide di studiare legge, di laurearsi e di superare l’esame da avvocato. Tutti lo sconsigliano, cercano di convincerlo a non provarci nemmeno, perché avrebbe avuto contro l’ordine professionale e tutti gli avvocati. Il sistema si sarebbe ribellato, la professione di avvocato è riservata a persone dal passato integerrimo, un assassino non potrà mai difendere qualcuno in un tribunale. Benson non si arrende, va dritto per la sua strada. Per avere lo sconto di pena confessa ciò che non ha commesso, deve farlo per uscire di galera prima possibile. Dopo dieci anni di detenzione, Benson esce per buona condotta. Non ha amici, nessuno che lo sostenga. Apre il suo studio in una ex pescheria. Trova spesso immondizia davanti la porta di casa, ogni tanto qualcuno per strada lo aggredisce, per provocarlo, per farlo reagire. Ma Benson sa perfettamente che una sua reazione potrebbe riportarlo in galera per sempre, è un ergastolano che è uscito di galera per buona condotta, ma è una decisione revocabile, provvisoria, non può permettersi errori. Solo una persona lo ritiene degno di fiducia, Tess de Vere, all’epoca della condanna di William era una stagista dello studio legale che aveva difeso Benson, allora aveva creduto nella sua innocenza ed ora non teme di compromettere la sua carriera continuando a credere in Benson, nella sua innocenza come imputato nel processo e nelle sue buone intenzioni nella professione di avvocato. William e Tess lavoreranno insieme alla difesa di una donna, Sarah, accusata di aver ucciso il suo amante. Le prove sono tutte contro di lei, sembra una difesa senza speranza, proprio come era stato il processo di William. I due proveranno a far vincere la giustizia, contro tutto e contro tutti. Dovranno combattere contro l’opinione pubblica e contro l’ordine degli avvocati, contro l’accusa della loro cliente, che conduce il processo non per trovare la verità ma solo per condannare Sarah e quindi Benson. Il romanzo racconta in dettaglio la cronaca del processo dove Benson è il difensore e l’indagine sul suo processo da parte di Tess de Vere, per capire se può fidarsi dell’uomo per cui sta mettendo a repentaglio la sua promettente carriera. Il lettore si trova combattuto, da un lato è portato a credere nell’innocenza di Benson, a considerarlo un piccolo eroe, un paladino dei deboli, dall’altra i fatti e le prove non sono così nette ed indiscutibili e la sua innocenza viene spesso messa in dubbio dall’evolversi della storia. L’autore riesce benissimo a dosare le informazioni, aggiungendo di volta in volta, maggiori informazioni per seminare nuovi indizi e nuovi dubbi sia su Benson che su Sarah. Benson è un personaggio per cui il lettore non può che fare il tifo. Nonostante la condanna ingiusta si laurea, passa l’esame da avvocato, studia e si prepara per la sua carriera legale con una determinazione ammirevole, vuole migliorare il funzionamento della giustizia, vuole evitare che altri innocenti finiscano in galera, come è capitato a lui. Combatte contro tutti per dimostrare che è giusto dare una seconda possibilità anche a chi ha commesso gravi colpe ma ha scontato la propria pena. Benson diventa un rappresentante di tutti coloro che non sono riusciti ad avere questa seconda possibilità e sono rimasti emarginati dalla società. Per gli amanti del genere “legal thriller” un romanzo da leggere senza alcun dubbio.

Il sigillo del cielo

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Titolo: Il sigillo del cielo

Autore: Glenn Cooper

Editore: Nord

Traduzione: Barbara Ronca

Glenn Cooper ha scritto un nuovo romanzo che vede come protagonista Cal Donovan, professore di Teologia alla Università di Hardvard. Dopo “Il segno della croce”, “Il debito” e “I figli di Dio”, l’ultimo libro si intitola “Il sigillo del cielo”. La formula è ormai collaudata e vincente. Una avventura nel presente che ha le radici nel passato, fatti storici realmente accaduti con una dose non indifferente di contributi della fantasia dell’autore, tutto messo insieme con abilità, in una trama appassionante e coinvolgente. Il libro ruota attorno alla capacità di alcune persone di entrare in contatto con entità sovrannaturali, le forze del bene e del male. Per farlo bisogna conoscere una lingua speciale, che si apprende solo se si hanno poteri personali straordinari. Solo pochi possono si possono mettere in contatto con angeli e demoni. Ma per farlo servono anche delle pietre speciali, una specie di antenna capace di amplificare le doti del veggente per migliorare il contatto con le forze dell’aldilà.

Il padre di Cal, Hiram Donovan, era stato un importante archeologo che nel 1989, durante una campagna di scavi in Iraq, ritrovò una pietra ed intuì immediatamente che aveva dei poteri straordinari, la prese e la spedì alla moglie negli Stati Uniti. Il luogo dello scavo era controllato e Hiram ricevette subito una visita di persone interessate alla pietra. Lui fece resistenza e fu ucciso, come punizione per non aver consegnato la pietra ai suoi nemici, simulando un incidente, ossia una caduta proprio nello scavo del ritrovamento. La moglie di Hiram rimase sconvolta dalla morte del marito e si dimenticò completamente del plico che era arrivato dall’Iraq. Dopo trent’anni dalla morte del padre Hiram, anche la madre di Cal viene uccisa mentre si trovava nel suo appartamento, dalle stesse persone che uccisero suo padre, sempre alla ricerca della pietra ritrovata in Iraq. Lo stesso Cal Donovan si troverà in pericolo. E’ stata dichiarata una specie di guerra a Cal Donovan, da parte di persone dotate dei poteri di chiaroveggenza, che vogliono entrare in possesso della pietra per riuscire ad evocare poteri superiori. Il libro è un susseguirsi di vicende che vedono Cal Donovan nella doppia veste di investigatore e di vittima, che grazie alle sue conoscenze teologiche ed alle sue doti atletiche, retaggio di un passato di atleta di buon livello, unite ad una buona dose di incoscienza, lo rendono un personaggio brillante ed affascinante, una via di mezzo tra Indiana Jones, il protagonista della serie fortunata di film, e Robert Langdon, il protagonista dei romanzi di Dan Brown, anche lui esperto di religioni.

“Il sigillo del cielo” è un romanzo che spazia dagli inizi dell’anno mille all’Inghilterra del 1500, fino ai giorni nostri, dall’Egitto all’Inghilterra e gli Stati Uniti, con la resa dei conti tra Cal Donovan ed i suoi nemici. Il libro è costruito con molta abilità, ha dialoghi efficaci, ricostruzioni storiche dettagliate, descrizioni dei vari luoghi veritiere e ben fatte, una serie di personaggi ben definiti ed affascinanti, tutto in una avventura che mescola misteri religiosi, esoterismo ed azione. Glenn Cooper è di sicuro un grande affabulatore, un grande inventore e narratore di storie intriganti, per una lettura di evasione e di grande relax.

Alla fine del viaggio

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Titolo: Alla fine del viaggio

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

La cittadina di Valdenza è teatro di un efferato ed insolito delitto. Un uomo legato ad una sedia a rotelle viene lasciato in mezzo ai binari ferroviari e viene travolto da un treno in corsa. Ovvio che non è stato un incidente ma un terribile e macabro omicidio proprio alla vigilia del palio di San Jacopo, l’evento dell’anno a Valdenza. Il giorno dopo, durante i festeggiamenti in piazza, un uomo si suicida sparandosi un colpo in pieno viso. Le indagini portano verso una pista pedofila ma gli eventi si susseguono e le indagini scopriranno collegamenti con eventi criminali del passato le cui indagini sono state condotte in modo approssimativo e frettoloso, lasciando diversi dubbi sulle conclusioni tratte a suo tempo degli investigatori. I recenti sviluppi costringeranno le autorità a riaprire indagini chiuse e dimenticate. Un periodo lavorativo difficile per il commissario Casabona, impegnato anche sul fronte della sua vita privata, dato che la moglie Francesca, dopo tante difficoltà passate per guarire da un brutto male, decide di lasciare il marito.

Antonio Fusco è un napoletano trasferito in Toscana ed è un funzionario della Polizia di Stato, oltre che scrittore di romanzi noir. Da addetto ai lavori, conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini, le condizioni lavorative dei commissariati, le difficoltà di un lavoro reso famoso da film, sceneggiati e romanzi, che mettono in risalto alcuni aspetti più spettacolari, ma che non sempre rendono giustizia alla fatica, ai sacrifici ed alle rinunce che comporta questo lavoro, che è duro, faticoso, destinato a persone con alto senso del dovere e dello Stato. Nel suo ultimo romanzo, “Alla fine del viaggio”, Antonio Fusco è riuscito a mescolare crimini, indagini e vita privata dei protagonisti, sempre con misura ed attenzione all’aspetto umano. Il commissario Casabona è un uomo dai principi morali saldi, la cui vita non è mai stata in discesa, ha saputo affrontare tanti problemi e difficoltà, ed ora si trova anche a dover sopportare l’abbandono da parte della moglie, un fatto imprevisto, a cui era completamente impreparato. Casabona ha una enorme esperienza di vita maturata sul campo, ha affrontato persone e situazioni di ogni tipo, è diventato un profondo conoscitore dell’animo umano e riesce, in tutte le circostanze, ad analizzare i comportamenti degli altri, senza lasciarsi andare a giudizi affrettati o azioni di cui di potrebbe pentire.  Le indagini riempiranno le giornate lavorative di Casabona che non avrà tanto tempo per pensare alla separazione dalla moglie, anche se la cosa lo rattrista e lo fa soffrire. Ma Casabona è un uomo integro che affronta la difficoltà con razionalità, senza risentimenti. Le indagini sugli omicidi di Valdenza affrontano il mondo della pedofilia e di internet e ci porteranno a conoscere meglio il fenomeno del “dark web” e dei loschi traffici che avvengono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere, spesso nella più totale immunità. Un romanzo dalla trama più complessa rispetto ai precedenti romanzi di Fusco, con tanti personaggi, con storie del presente e del passato, che si intrecciano e rivelano fatti violenti e terribili, che hanno generato a loro volta reazioni per punire colpevoli che la giustizia ufficiale non è riuscita a trovare.

Attacco dalla Cina

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Titolo: Attacco dalla Cina

Autore: Michael Dobbs

Editore: Fazio

Traduzione: Giuseppe Marano

Mai la situazione mondiale era stata così vicina alla catastrofe, alla guerra globale. Le armi in gioco non sono aerei e missili ma i computer. La guerra informatica può essere scatenata da chiunque attaccando centrali elettriche, mercati finanziari, ospedali, archivi di ogni tipo. Il nemico più temuto è la Cina, che sta mandando segnali molto chiari di un prossimo attacco informatico di dimensioni inaudite ai computer dei principali paesi occidentali.

Mao Yanmimg, presidente cinese, sta per mettere in pratica il piano che lo porterà, in caso di successo, a prendere il controllo del mondo intero. Il primo ministro inglese Mark D’Arby viene a conoscenza del piano cinese grazie ad una giovane spia che era diventata amante di Mao Yanming che però aveva scoperto la sua infedeltà e l’aveva uccisa senza alcuna pietà. Il primo ministro inglese organizza un summit segreto, invitando i principali leader occidentali, in un castello scozzese tanto isolato quanto affascinante, situato nella regione del Lorne, un luogo incontaminato con un ricco patrimonio storico e folkloristico.

I presidenti di Stati Uniti e Russia si riuniscono con il primo ministro inglese durante un week end nel castello scozzese, per decidere cosa fare per salvare il Mondo, i propri Stati ed anche le proprie carriere politiche. I leader dei tre grandi paesi sono in Scozia in grande segreto, neanche i loro più stretti collaboratori sono informati sulla loro destinazione. Non hanno a disposizione neanche i telefoni per comunicare, isolamento più totale per prendere decisioni di fondamentale importanza.

Tanti piccoli incidenti stanno mettendo a repentaglio la situazione mondiale, in una regione inglese un reattore nucleare sta andando in crisi senza che gli strumenti diano alcun allarme, così come una nave da guerra americana si ritrova in un posto diverso da quello che indicano i radar. Tutto sembra essere causato dai cinesi, dai loro temibilissimi esperti informatici, capaci di penetrare in tutti i computer del mondo, mettendo a repentaglio l’incolumità di qualsiasi cittadino in qualsiasi parte del mondo.

Durante il soggiorno nel Castello i leader mondiali dovranno fare i conti con la situazione mondiale ma anche con le loro situazioni personali ed i pericoli maggiori che correranno non saranno quelli organizzati dai cinesi.

Un thriller complesso, ambientato in varie parti del mondo, che fornisce un quadro della situazione mondiale molto preoccupante, con i leader alle prese con problemi che sembrano essere più grandi di loro e delle loro capacità. Un libro per gli appassionati di politica internazionale e di spionaggio, con ambientazioni diverse e di certo molto interessanti. Michael Dobbs scrive in modo molto incisivo, con grande ritmo e grande facilità di cambiare scene ed ambientazione, mantenendo sempre alta l’attenzione del lettore, senza perdersi in troppi particolari.

La vita segreta degli scrittori

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Titolo: La vita segreta degli scrittori

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Il protagonista di “La vita segreta degli scrittori” è Nathan Fawles, uno scrittore che al culmine del suo successo editoriale, dovuto a tre libri di culto per i suoi appassionati lettori, si ritira nell’isola di Beaumont nel 1999, a sud della Francia, senza avere più contatti con mondo esterno, lontano da TV, stampa, semplici appassionati e suoi ammiratori.  Nel 2018 una giornalista svizzera di nome Mathilde Monney arriva sull’isola di Beaument con l’intenzione di scoprire i segreti che circolano attorno alla vita dello scrittore. Nello stesso giorno dell’arrivo della giornalista, su una spiaggia della piccola isola, viene ritrovato il cadavere di una donna. Le autorità locali decidono di sospendere tutti i trasporti da e verso l’isola per facilitare le indagini ed impedire la fuga dell’assassino, che dato il blocco sarà impossibilitato a fuggire dall’isola. Nathan Fawles vive in modo molto riservato, senza contatti con gli abitanti dell’isola e la villa in cui abita riesce a proteggere in modo efficace la sua privacy. Ma Mathilde Monney è una donna intraprendente e poco arrendevole che trova il modo di entrare nella villa di Nathan Fawles con uno stratagemma. Rapisce il cane dello scrittore e con la scusa di restituirlo al padrone, riesce ad entrare nella villa. L’incontro con Mathilde lascia il segno in Nathan Fawles che prova subito una attrazione inedita verso la giornalista al punto che dopo averla salutata in occasione dell’incontro avuto per riprendersi il cane, non vede l’ora di rivederla. Inizia una frequentazione tra i due che riporterà alla luce eventi del passato tra verità e bugie, tra fatti accaduti e ricostruzioni false. Riemergono fatti criminosi del passato rimasti senza colpevoli che hanno generato dolore, odio, voglia di vendetta. Nella storia si inserisce anche un giovane scrittore infatuato di Nathan Fawles che troverà lavoro proprio nella libreria dell’isola di Beaument con l’idea di incontrare il suo autore preferito per tentare di carpirgli i segreti della sua scrittura.

Un romanzo in cui si parla di crimini efferati ma anche di scrittori, di romanzi, di tecniche di scrittura, del rapporto tra scrittori ed editori, delle motivazioni che portano gli scrittori a scrivere e gli editori a pubblicare. Un thriller costruito con ingegno e originalità, in cui l’appassionato del genere troverà una duplice fonte di interesse. Nella storia criminale, per la costruzione della trama e la moltitudine di storie che contiene, nella parte che riguarda la scrittura, perché questo libro può essere considerato una sorta di manuale dello scrittore esordiente, che vuole saperne di più del mondo che potrebbe frequentare se mai dovesse diventare uno scrittore vero.

“La vita segreta degli scrittori” è un romanzo inedito e brillante, scritto con molta passione da Guillaume Musso, che tratta il mondo della scrittura in tutti i suoi aspetti. Dal romanzo del giovane scrittore che non viene pubblicato per mancanza di editori, a come si lavora per scrivere una inchiesta, a come scrivere lettere d’amore efficaci, alle varie forme di scrittura moderna, tra sms e social media. Ma anche molto altro, con riferimenti a libri ed altre opere, dettagliatamente riportate nella ricca bibliografia a fine libro. Mi è piaciuta molto la copertina. Geniale l’idea della mappa dell’isola con le zone in cui si svolge la storia. Tutto inventato.

Il respiro del sangue

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Titolo: Il respiro del sangue

Autore. Luca D’Andrea

Editore: Einaudi

Luca D’Andrea è un giovane scrittore nato e cresciuto a Bolzano dove tutt’ora vive. Il protagonista del suo romanzo “Il respiro del sangue” si chiama Tony Carcano e di mestiere fa lo scrittore di libri “rosa”. Tony Carcano vive per scrivere, si è isolato dal mondo esterno, divide la sua casa con Freddy, un simpatico cane San Bernardo, e con la sua domestica, di nome Polliana. Il suo consulente legale è l’avvocato Tante Frida, che è anche sua amica affidabile e battagliera. Tony lavora con impegno e si gode i meritati guadagni delle vendite dei suoi libri vivendo in una comoda casa e guidando una auto storica affascinante e prestigiosa come la sua Ford Mustang, di colore rosso, una icona di stile e di potenza, sogno di molti appassionati collezionisti di auto. La vita forse monotona di Tony viene improvvisamente movimentata dall’irruzione di Sibylle, figlia ventenne di Erika, una donna morta annegata nel 1999 in un laghetto della località di Kreuzwirt, in Sud Tirolo. Sibylle percorre in motocicletta il tragitto fino a Bolzano per incontrare Tony che si vede raggiunto da una ragazza in corti short con ìn mano una foto in cui lui appare sorridente accanto al cadavere di Erika. Sibylle chiede a Tony perchè, ma non aspetta la risposta e stampa un sonoro ceffone sulla faccia dello scrittore. Sibylle non vuole credere alla versione delle autorità che hanno archiviato come “suicidio” la morte della madre Erika ed inizia una personale indagine per scoprire la verità, partendo proprio da Tony Carcano.

Inizia una avventura che unisce storie del passato e del presente, persone scomparse e presunti testi magici, racconti esoterici e favole per bambini, simboli misteriosi e spaventose credenze popolari, violenza e follia. C’è di tutto nel “Respiro del sangue”.

Luca D’Andrea ha messo insieme tanti ingredienti diversi creando un thriller con una trama articolata e ingegnosa, riuscendo a dare al racconto un ottimo ritmo che tiene alta l’attenzione del lettore grazie a capitoli brevi, continui cambi di scena, tanti personaggi con storie e vite diverse. Un romanzo in bilico tra omicidi cruenti e storie sovrannaturali con un finale pieno di sorprese e colpi di scena a non finire. Molti riferimenti alla musica pop e rock, a film di culto, libri famosi. Luca d’Andrea ha una scrittura lineare e diretta, non si perde in lunghe digressioni o pesanti descrizioni. Va dritto al punto, colpisce il bersaglio e poi riparte alla ricerca di un nuovo obiettivo. Così pagina dopo pagina, per tutto il romanzo.

Delitti senza castigo

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Titolo: Delitti senza castigo

Autore: Loriano Macchiavelli

Editore: Einaudi

Tutti gli autori, scrivendo un libro, hanno un obiettivo, uno scopo ben preciso. Alcuni creano storie per sorprendere i lettori con trame complesse, altri puntano tutto sui continui colpi di scena, per intrattenere il lettore e divertirlo. Altri scrittori scrivono “gialli” o “noir” per raccontare il crimine ed esplorare gli aspetti più violenti dell’animo umano. Altri invece usano la trama del libro poliziesco come sfondo per raccontare qualcosa di più importante, che possa essere di insegnamento per tutti i lettori. Loriano Macchiavelli è uno scrittore del genere “noir” ma i suoi libri sono molto di più di un poliziesco. “Delitti senza castigo” è un libro dove i crimini e le indagini servono come contorno a dei contenuti profondi quali sono le lezioni che ci lascia la storia e che non dobbiamo dimenticare. Così come non dobbiamo dimenticare che anche gli ultimi e gli emarginati  hanno diritto alla giustizia, che invece loro viene spesso negata.

Lo stile di scrittura è asciutto, diretto, senza troppi giri di parole. “Delitti senza castigo” racconta fatti accaduti negli anni novanta e nel dopoguerra. I vari delitti irrisolti del presente, raccontano l’Italia di quegli anni, che sono stati il preludio dei grandi cambiamenti politici e sociali che in qualche modo hanno cambiato la vita degli italiani. I racconti del periodo della Seconda guerra mondiale, raccontano alcune stragi naziste viste dal punto di vista di piccoli protagonisti, di persone capitate per caso in avvenimenti terribili ed efferati, di cui non si dovrebbe mai perdere la memoria. Ora come in passato, tanti colpevoli sono rimasti sconosciuti, tante persone non hanno avuto giustizia. I crimini irrisolti spesso hanno come vittime persone ai margini della società, persone di cui nessuno si preoccupa.

Il protagonista di “Delitti senza castigo” è Sarti Antonio, sergente di polizia, questurino a Bologna, affiancato dal suo compagno di avventure da Rosas, detto il talpone. Sarti Antonio è un piccolo giustiziere di coloro che vivono ai margini dela società, di quelli che non contano, degli esclusi. Sono tempi duri a Bologna, diversi delitti rimangono senza colpevole, la città sembra impazzita. I nervi di Sarti Antonio sono messi a dura prova. Anche un innocuo barbone, noto a tutti come Settecappotti, per la sua abitudine di portare tanti cappotti sia in estate che in inverno, per proteggersi dalle radiazioni cosmiche, viene aggredito e ridotto in fin di vita per le percosse ricevute. Sarti comincia ad indagare su questa aggressione del tutto inspiegabile. L’indagine porta Sarti a villa Rosantico, di proprietà di un facoltoso industriale delle acque minerali e della sua giovane ed avvenente moglie, Elena, che tra ammiccamenti e piccole provocazioni, mette a dura prova i principi morali di Sarti. L’indagine porterà il sergente anche in Calabria, sulle tracce del marito di Elena, ma il cuore del racconto è nella scoperta di un legame indicibile tra alcuni protagonisti del racconto con episodi tra i più sanguinari e violenti accaduti durante la Seconda guerra mondiale.

Il cuoco dell’Alcyon

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Titolo: Il cuoco dell’Alcyon

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Sellerio

Il cuoco dell’Alcyon è l’ultimo libro scritto da Andrea Camilleri con protagonista il Commissario Montalbano. La collana “La memoria” di Sellerio si arricchisce di un nuovo romanzo delle serie ambientata a Vicata, ormai giunta al trentesimo episodio.

In questo romanzo ai soliti coprotagonisti come Fazio, Mimi Augello, Catarella, Livia, Adelina, si aggiungono addirittura uomini dell’FBI, per una operazione di livello internazionale, che coinvolgerà Montalbano e la sua banda. Questo romanzo ha un respiro diverso, insolito, quasi una spy story, una avventura caratterizzata da un ritmo incalzante di eventi con una tensione crescente, insolita rispetto alle storie più tradizionali di Montalbano.

Il romanzo inizia con la crisi di un cantiere navale di Vicata, con la tensione suscitata dalle proteste degli operai e dal suicidio di uno di loro. La situazione in paese è molto delicata, la polizia si trova in difficoltà a controllare l’ordine pubblico, c’è molta tensione tra gli operai rimasti senza lavoro e le guardie giurate poste a protezione dell’azienda in chiusura. Il proprietario del cantiere navale è un uomo ricco e viziato, noto per il suo stile di vita dispendioso e libertino. Dopo pochi giorni viene ritrovato assassinato, i segni dell’omicidio sembrano quelli di una esecuzione mafiosa. In tutto questo trambusto, una misteriosa imbarcazione, una lussuosa goletta, l’Alcyon, compare e scompare dal porto di Vigata, senza lasciare tracce, senza indizi sui possibili passeggeri. Il commissario Montalbano, oltre alle indagini, deve far fronte alla apparente guerra che i suoi superiori hanno dichiarato al suo commissariato. Infatti lui riceve l’invito a consumare le ferie arretrate e mentre si trova lontano da Vigata, parte lo smantellamento del commissariato con il trasferimento dei suoi fidi collaboratori. La storia prenderà direzioni inaspettate e Montalbano sarà coinvolto in una avventura tra le più pericolose tra le tante conosciute.

Un libro che si discosta dalle storie tradizionali che Camilleri ha scritto per il grande commissario. Questa volta l’autore ha scelto una trama meno “siciliana”, riuscendo a dare un taglio inaspettato alla storia ed anche alle azioni dei personaggi principali, che appaiono in attività inedite. Il solito linguaggio italo-siculo costringe ad una lettura lenta ed attenta, di quello che ormai non è più un dialetto siciliano ma una vera e propria lingua autonoma, “il Camilleriese”. Buon divertimento.