Così crudele è la fine – Mirko Zilahy

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Titolo: Così crudele è la fine

Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Roma è teatro di alcuni misteriosi e cruenti omicidi su cui indaga il Commissario Mancini. I reati sono commessi con modalità diverse, in luoghi archeologici di grande importanza della Roma antica collegati ad alcuni miti del passato, che hanno mantenuto intatto nel tempo l’alone di mistero e magia. La trama del romanzo racconta le indagini sugli omicidi e le storie parallele dei protagonisti, tutte legate alla ricerca della propria identità. In particolare la storia personale di Mancini, che deve ritrovare il proprio equilibrio mentale dopo la perdita della moglie.

Il libro è un thriller emozionante che provoca sensazioni intense nel lettore che si sente trascinato in una storia macabra e misteriosa, in cui è difficile trovare il bandolo della intricata matassa preparata dall’omicida. Le vittime vengono uccise in luoghi diversi, non collegabili tra loro, con modalità che sembrano seguire rituali macabri senza apparenti analogie tra di loro. Per tutto il romanzo si respira un clima di altissima tensione che viene accentuato da alcuni inserti scritti in corsivo che forniscono un agghiacciante preludio alle mosse successive dell’omicida, in cui le vittime riflettono su quello che sta per accadere, pochi istanti prima di subire la sorte che l’assassino ha loro riservato. Lo stile di scrittura è diretto, senza fronzoli, di immediato impatto, particolarmente adatto al ritmo degli eventi che si susseguono senza respiro. Roma con le sue straordinarie ricchezze archeologiche piene di simbolismi è una ambientazione ideale per un romanzo che riesce a mescolare il fascino dell’arte con le gesta di un criminale che si comporta in modo inspiegabile e imprevedibile anche per un “profiler” esperto come il Commissario Mancini. Un romanzo oscuro e misterioso, inquietante ed affascinante al tempo stesso, in cui tutti gli ingredienti sono mescolati e dosati con abilità e grande ritmo. Insomma, un bel thriller che non deluderà gli appassionati del genere.

La ragazza che hai sposato – Alafair Burke

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Titolo: La ragazza che hai sposato

Autore: Alafair Burke

Editore: Piemme

Traduzione: Rachele Salerno

Jason Powell è un professore di Economia in una Università di New York, è famoso, scrive libri, è spesso ospite di trasmissioni televisive. Angela non si aspetta molto dalla relazione con il famoso economista. E’ una ragazza che viene da una famiglia povera, ha anche un figlio, non ha studiato. Ma le cose vanno per il meglio. Jason la sposa, acquista una bella casa a Manhattan, scuole private per il figlio, belle automobili, insomma una vita agiata oltre ogni aspettativa.  Arriva però un fulmine a ciel sereno. Jason viene accusato da una studentessa di molestie. Iniziano delle indagini, l’immagine di Jason comincia ad incrinarsi. La Polizia bussa alla porta di casa, Angela si preoccupa sia per il marito che per la improvvisa notorietà che la sua famiglia si trova a dover affrontare. Pochi giorni dopo una seconda donna accusa Jason di averla violentata. Tutto sembra precipitare, Angela si ritrova ancora di più, suo malgrado, al centro dell’attenzione di investigatori, giornalisti, amici, social media. Ma non sono le accuse al marito la sua principale preoccupazione. C’è un segreto che deve rimanere tale e non deve essere scoperto.

Una trama incalzante, una serie di eventi che sconvolgono la vita di Jason ed Angela come un fiume in piena. Protagonisti che mentono, fingono, nascondono, comportamenti elusivi, difficile riconoscere il vero dal falso, il buono dal cattivo. Jason sembra avere tutto a portata di mano, fama, ricchezza, autorevolezza, la donna che ama, ma rischia di perdere tutto quello che ha per delle accuse che potrebbero anche essere false. Angela che era povera, ha sposato l’uomo dei sogni, vive una vita che non avrebbe mai pensato di poter vivere, ora rischia di perdere tutto per le conseguenze che potrebbero avere le bravate di suo marito sui segreti che lei custodisce della sua vita precedente alla conoscenza di Jason. La costruzione della storia è fatta con abilità, con una trama intricata basata su eventi che si susseguono a ritmo velocissimo, senza un attimo di tregua, con situazioni imprevedibili di difficile interpretazione. L’autrice pone al centro della trama gli abusi sessuali, tema di grande attualità negli Usa, ma evidenzia anche come nella giustizia americana i procedimenti civili, con i relativi indennizzi, siano più importanti dei procedimenti penali.

I segreti del professore – Cristina Rava

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Titolo: I segreti del professore

Autore: Cristina Rava

Editore: Rizzoli

Un noir interregionale, tra Piemonte e Liguria, una ambientazione ben riuscita con descrizioni dei luoghi molto efficaci. Protagonista l’ex commissario di polizia Bartolomeo Rabaudengo, pensionato libero da impegni familiari, con il medico legale Ardelia Spinola, entrambi coinvolti in una indagine su alcuni omicidi commessi da un serial killer. Altri protagonisti del romanzo nascondono delle verità che non possono essere svelate. Il professore Federico Giraudo è uno scrittore affermato che vive in disparte, non ha grandi contatti con il mondo esterno, vive con un dolore che non può manifestare, ha affidato la sua vendetta a tre fogli in cui descrive i fatti che tanto dolore gli hanno provocato. Una parrucchiera aspirante scrittrice riesce a scrivere una storia misteriosa e agghiacciante, che trova anche un editore. La fonte di ispirazione del racconto rimane un mistero. Una ecologista ed uno psicoterapeuta vengono uccisi e ci sono molte analogie tra i due assassinii con il contenuto del romanzo della parrucchiera. Le vittime sembrano essere uccise secondo un rituale ben studiato, con tre colpi sparati al petto, a formare un macabro triangolo sul corpo dei poveri cadaveri. Nessun indizio, nessun punto di partenza per una indagine complicata e che con il passare del tempo rischia di vedere aumentare il numero delle vittime.

La storia racconta le vicende di molti personaggi, tante storie d’amore, alcune possibili altre impossibili, alcuni tradimenti. Tante storie parallele che all’inizio il lettore segue con qualche difficoltà, ma piano piano la trama di dispiega e tutto trova la sua giusta collocazione. Un romanzo dal ritmo incalzante e ben scadenzato, una storia complessa e costruita con inventiva, raccontata con dovizia di riferimenti alle abitudini dei luoghi in cui si svolgono i fatti. Il commissario Rabaudengo si dimostra simpatico e molto attivo e intraprendente per essere un pensionato. Un noir ben assortito per qualche ora di evasione in questo periodo di quarantena forzata.

L’autodichiarazione

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Tra le tante cose ironiche reperibili in rete sulla ormai arci famosa Autodichiarazione che il Governo ha introdotto per tutti i cittadini che dovessero spostarsi in tempi di quarantena, ho trovato questa (ovviamente) finta copertina di un libro scritto da Franz Kafka che mi ha fatto sbellicare dalle risate. Pensare che proprio Kafka possa scrivere un libro del genere è un vero colpo di genio. Complimenti a chi ha pensato e pubblicato questa gag.

 

I baffi – Emmanuel Carrère

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Titolo: I baffi

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi

Traduzione: Maurizia Balmelli

Una decisione improvvisa, presa di getto, senza pensarci troppo. Il protagonista è in bagno e decide di cambiare la sua immagine e si taglia i baffi. Niente di speciale, ma un piccolo cambiamento ogni tanto ci vuole, anche solo per la curiosità di vedere le reazioni di sua moglie, degli amici e dei colleghi di lavoro. Con grande sua sorpresa, nessuno si accorge della differenza, anzi tutte le persone che lo circondano dicono che lui i baffi non li ha mai avuti. Lo sostiene la moglie, gli amici con cui va a cena, i suoi colleghi. All’inizio crede che sia uno scherzo organizzato dalla moglie. La cosa prosegue e lui non si capacita di come sia possibile che uno scherzo duri così a lungo e coinvolga così tante persone. La cosa va avanti e lui comincia a temere che la moglie stesse impazzendo o che forse sia già diventata completamente pazza. I dubbi aumentano e il protagonista comincia progressivamente a perdere colpi arrivando a mettere in dubbio la sua intera vita. La storia prosegue con uno smarrimento crescente e sempre più sconcertante.

Un libro inquietante, un thriller psicologico, che descrive l’evoluzione della forma di pazzia distruttiva del protagonista. Tutto inizia da un banale gesto di rottura rispetto alla routine quotidiana, una azione semplice che chiunque può fare ma che in questo caso scatena nel protagonista un cambiamento radicale del punto di vista della sua vita, dei suoi affetti e relazioni, per scoprire che non sopporta più nulla di tutto quello che ha, per desiderare tutt’altro. La narrazione parte lenta e abbastanza piatta ma poi aumenta di ritmo e di intensità riuscendo a descrivere con grande efficacia i turbamenti del protagonista, i suoi momenti di grande sofferenza. Un libro inquietante e terribile che mostra la fragilità delle persone e di come si è sempre soli di fronte alle grandi difficoltà della mente.

 

 

Serie “I Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni

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Titolo: Serie “I Bastardi di Pizzofalcone”

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

La serie dei libri dedicati ai Bastardi di Pizzofalcone ha inizio con “Il metodo del coccodrillo” seguito in ordine cronologico di uscita da “I bastardi di Pizzofalcone”, “Buio per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Pane per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Vita quotidiana per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone”, “Vuoto per i Bastradi di Pizzofalcone”, “Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone”. Una serie lunga, tanti libri, stessa ambientazione, stessi personaggi. Ma non ci si annoia leggendoli, tutti i libri sono godibili, belli da leggere, tragici e divertenti nello stesso tempo.

L’ispettore Loiacono è stato trasferito a Napoli, dopo un problema che stava per costargli il posto per una storia di collusione con la mafia. Ne uscì innocente ma bruciato come poliziotto. Dovette divorziare dalla moglie e dalla Sicilia fu trasferito a Napoli, in ufficio, lontano dalle indagini, a fare il passacarte, nessuno si fidava di lui. Nel primo libro, “Il metodo del coccodrillo”, Loiacono ha un colpo di fortuna e riesce ad essere inserito in una squadra che investigava su un caso di omicidi plurimi. Le sue intuizioni furono decisive per la risoluzione del caso. Per farlo tornare operativo, fu trasferito al Commissariato di Pizzofalcone, che era salito alla cronaca per una storia molto grave dato che quattro poliziotti del commissariato facevano sparire la droga dei sequestri e la rivendevano. Una volta scoperti furono processati e condannati. Tali poliziotti furono definiti come ”I bastardi di Pizzofalcone”. Il commissariato era rimasto sguarnito di polizotti e l’organico fu rimpolpato con presunte mezze tacche provenienti da vari commissariati della zona. La nuova squadra di poliziotti mantenne il soprannome di “Bastardi di Pizzofalcone”, in genere poco onorevole ma che rimase come marchio di fabbrica del gruppo. Indagine dopo indagine, il gruppo di reietti si rivelò una squadra vincente, capace di risolvere i casi più difficili, con brillanti intuizioni anche se con metodi poco ortodossi.

Tutti i libri sono avvincenti e divertenti in egual misura. Vanno letti in ordine cronologico per riuscire a cogliere ogni sfumatura ed ogni riferimento a quanto accaduto nei volumi precedenti.

I romanzi raccontano delle indagini più diverse, sempre relative a crimini commessi a Napoli, con vittime appartenenti a ceti sociali diversi, con storie diverse. Napoli sullo sfondo, sia la Napoli ricca e benestante, delle case da sogno, oppure la Napoli dei rioni più poveri e devastati socialmente. Tutti i personaggi, sia i poliziotti che i criminali sono descritti alla perfezione, mostrando sentimenti, paure, difetti e pregi, nel bene e nel male. Nelle storie ha un peso importante la vita quotidiana. Mori che nascono, che finiscono, divorzi, figli che perdono la rotta, depressione, solitudine, difficoltà economiche e sociali. Ma c’è anche la forza del gruppo, il sollievo di lavorare in squadra, la partecipazione alle sofferenze degli altri. Napoli è la scena del crimine ma è anche un posto dove la natura si è divertita a creare alcune delle ambientazioni più belle e spettacolari del mondo abitato dalla popolazione dalle caratteristiche umane uniche e dirompenti, nel benessere come nella miseria. De Giovanni sfrutta tutte le capacità di Napoli di essere bella e terribile, empatica e crudele, con grande abilità, scrivendo sempre in modo brillante e lineare, con grande attenzione agli aspetti psicologici dei personaggi, delle vittime e dei carnefici. Una serie di thriller imperdibile con la migliore squadra di poliziotti che si possa immaginare.

Il peso della neve – Christian Guay-Poliquin

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Titolo: Il peso della neve

Autore: Christian Guay Poliquin

Editore: Marsilio

Traduzione: Francesco Bruno

Un uomo rimane coinvolto in un incidente stradale riportando gravi ferite alle gambe. Dopo alcuni giorni di ospedale viene sistemato in una casa a lui sconosciuta, con le gambe paralizzate. In casa manca la luce, tutta la zona è priva di elettricità per un black-out totale che durerà un tempo indefinito. L’uomo si ritrova ad essere accudito da un vecchio, un certo Matteo, per lui uno sconosciuto, che gli prepara da mangiare, accende il fuoco, gli cambia le bende alle ferite e gli dosa le medicine quotidiane. L’uomo ferito piano piano migliora, comincia a muovere le gambe e poi lentamente ricomincia a camminare. I due sono costretti a vivere nella casa, fuori c’è una spessa coltre di neve, che copre tutto ed impedisce di attuare qualsiasi piano di fuga. Matteo è un tipo di poche parole, ma con il tempo comincia a raccontare qualcosa della sua vita, che ha una moglie malata, che vorrebbe rivedere al più presto, che vorrebbe tornare a casa sua. Anche l’uomo ferito vorrebbe tornare alla sua vita, porre fine a quella convivenza forzata con Matteo, ma fuori c’è la neve che li blocca. Sono entrambi prigionieri dell’inverno del Quebec e prigionieri uno dell’altro.

Un romanzo sul rapporto dell’uomo con la natura ed anche sulla solitudine e sul modo in cui le persone che hanno bisogno di aiuto reagiscono alle difficoltà. Un protagonista di cui non conosciamo l’identità, prigioniero con il suo forzato convivente della neve, che toglie loro ogni speranza. Un romanzo con una ambientazione opprimente, scura, con i protagonisti che vivono una condizione estrema, tra silenzi e solitudine, prigionieri, oltre che della neve, del caso che ha voluto unire i loro destini. Un libro scritto con una prosa elegante e scarna, senza fronzoli, con atmosfere cupe e poco rassicuranti. Il racconto ha una sua dinamicità che cattura il lettore, interessandolo sempre più a scoprire la conclusione della vicenda, come fosse un vero thriller.