C’era due volte

Titolo: C’era due volte

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

La storia ha inizio nel 2008 a Sagas, in Alta Savoia. Julia Moscato, una ragazza di 17 anni, era uscita per il solito allenamento in bicicletta senza mai fare ritorno a casa. La ragazza era figlia di Gabriel Moscato, della Gendarmeria locale. Il padre cercò la figlia ininterrottamente per 15 giorni, senza mai fermarsi. Durante le ricerche, Gabriel si recò all’hotel dove la figlia aveva lavorato durante le ultime estati, nel tentativo di trovare qualche traccia. Si addormentò nella stanza 29 e si risvegliò nella stanza numero 7, scoprendo di essere improvvisamente cambiato, invecchiato. Scopre di trovarsi nel 2020, il 10 di aprile. Gabriel non ricorda nulla dei suoi ultimi 12 anni, è rimasto vittima di una amnesia psicogena atipica. Con grande difficoltà, si dedica di nuovo alle ricerche di sua figlia e al tentativo di ricostruire gli ultimi 12 anni della sua vita.

Un libro dalla trama complessa, una vicenda che mescola indagini e fenomeni naturali con misteri e strane vicende, in un clima di tensione e di incertezza crescente, costruito con ingegno e abilità. L’autore ha seminato indizi per tutto il libro, con molti riferimenti ad una sua opera precedente, Il manoscritto, per aumentare l’incertezza e la tensione del racconto. Le varie scene narrative si alternano con alta frequenza grazie a capitoli brevi e continui eventi che allargano lo scenario della storia senza mai dare al lettore la sensazione di aver trovato la chiave per interpretare gli eventi.

Un mosaico di difficile composizione, tanti temi trattati, come l’amore familiare, l’amicizia, il trascorrere del tempo, per una lettura impegnativa, piena di trappole e manipolazioni, con il lettore che resta catturato dalla trama e che rimane vittima dei tranelli dell’autore. Ma anche un viaggio nel male più profondo, nelle peggiori perversioni che l’animo umano può concepire.

A contribuire al clima di tensione ci sono le ambientazioni, sempre cupe e minacciose, anche se si tratta delle meravigliose montagne della Savoia francese.

 

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