Gelosia

Titolo: Gelosia

Autore: Jo Nesbo

Editore: Einaudi

Traduzione: Eva Kampmann

Jo Nesbo è un grande autore di thriller con trame complesse e personaggi difficili, con alle spalle storie travagliate. I suoi romanzi sono in genere lunghi, per dare modo alla trama di sviluppare tutte le sue potenzialità. Questo libro “Gelosia” mi ha incuriosito perché volevo capire come Jo Nesbo se la sarebbe cavata con la scrittura di storie brevi, oltre che per conoscere più da vicino come al Nord Europa la gelosia sia vissuta e considerata.

In questi racconti i personaggi appartengono a categorie sociali ed estrazioni culturali molto diverse, la varietà è ben rappresentata ma la scrittura è poco intensa. I racconti funzionano dal punto di vista generale, la lettura risulta gradevole, ma a mio giudizio ci voleva più mordente. Le opere di Nesbo raccontano con dovizia di particolari la vita quotidiana della Norvegia e sono uno spaccato in genere interessante della società civile. Mi ha sorpreso leggere come nella civilissima Norvegia la gelosia sia un sentimento così forte da sfociale con frequenza preoccupante nella furia omicida. Noi italiani sappiamo bene cos’ è la gelosia, retaggio di antiche tradizioni, soprattutto del sud Italia. Mai come in questi tempi c’è la massima attenzione dell’opinione pubblica verso la violenza che le donne subiscono da mariti, fidanzati ed ex, che perdono la testa per essere stati lasciati e si abbandonano a violenze inaudite, uccidendo chi dicono di amare. Anche in Norvegia la gelosia è un sentimento forte, che non riesce ad essere dominato dalla razionalità e dalla capacità di controllare la rabbia. Un sentimento che offusca la mente, che esplode improvviso e che può essere spento solo con la vendetta. Che spesso diventa omicidio.

4 pensieri su “Gelosia

  1. Sono appassionato dei gialli “nordici” di cui Nesbo è senz’altro un maestro. Certo è diventata un’industria, a star dietro a loro sembrerebbe che da quelle parti ci si ammazzi in continuazione, peggio che nella Gubbio di don Matteo. In realtà poi è più il tasso di suicidi che di omicidi che è alto, le depressioni (poco sole e parecchio alcool) e insomma il mito del benessere nordico si scardina. Mi piace molto nei loro gialli la parte di critica sociale, in questo era maestro Mankell, svedese. Da Nesbo ricordo che è stato tratto anche un film (L’uomo di neve) ben fatto. Scusa se mi sono dilungato e ho divagato…

    • Non devi scusarti. Un commento ben argomentato come il tuo e’ sempre utilissimo. E’ vero che e’ ormai una industria, quella della letteratura criminale scandinava, ma la vita da quelle parti non e’ solo pace ed armonia. Saluti e grazie per il commento