L’ira funesta

Titolo: L’ira funesta

Autore: Paolo Roversi

Editore: SEM

 

Un piccolo borgo nella Bassa mantovana denominato Piccola Russia, con le strade chiamate con i nomi di compagni famosi. Una piccola e tranquilla comunità, che un bel giorno vede la farmacia del paese chiusa, per parto della proprietaria. In paese ogni abitante ha un soprannome. Mauro Storchi, da tutti chiamato il Gaggina, trova la farmacia chiusa e non può comprare gli ansiolitici che lo fanno stare tranquillo. Senza le pillole e forse anche per il gran caldo, dà fuori di testa, aggredisce a calci la serranda della farmacia, irrompe nel bar della Polisportiva ed assale i presenti, poi alla fine si chiude in casa e minaccia con una spada giapponese chi si avvicina. Quello stesso giorno, sempre nello stesso borgo, rientra dopo una assenza di 30 anni Giuanìn Penna, emigrato in America, per trascorrere nel borgo natio il resto della sua vita. Il Gaggina continua con le sue intemperanze, reputate innocue fino a quando viene ritrovato il corpo del Penna, ucciso a colpi di spada. Il Gaggina è il sospettato numero uno e quindi deve essere arrestato. Sarà il maresciallo dei carabinieri Omar Valdes ad occuparsi del caso.

Una storia ambientata nella provincia italiana, con protagonista una piccola comunità che comprende i vari caratteri tipici di ogni paese, a rappresentare pregi e difetti umani. Una piccola tragedia raccontata con gentile ironia, che approfitta dei fatti criminali per esaltare l’importanza della vita sociale, vissuta nei luoghi di aggregazione tipici quali bar e piazze del paese e per evidenziare l’importanza della saggezza popolare, fonte infinita di soluzioni pratiche e di buon senso. C’è spazio per criticare come stampa e televisione si occupino dei fatti tragici pensando solo a dare spettacolo. Una scrittura facile e scorrevole, piacevole e divertente.