Come navi nella notte

Titolo: Come navi nella notte

Autore: Tullio Avoledo

Editore: Marsilio

 

Marco Ferrari è uno scrittore italiano che vive in Germania, i suoi libri hanno un buon successo, vive con una fotoreporter sempre pronta a partire ovunque ci sia una guerra. Ha un passato da poliziotto che si era autodenunciato per alcuni pestaggi non proprio legali, aveva collaborato con la magistratura per assicurare che quelli come lui pagassero il giusto tributo alla giustizia. Dopo tanti anni in Germania, decide di tornare in Italia per vendere la casa al mare di famiglia, a Sabbie Dorate, una località inventata della costa friulana. Marco diventa testimone di un rapimento, salva un cane bisognoso di cure. Incontra una veterinaria, Miriam, una donna attraente e misteriosa. Marco e Miriam hanno entrambi un passato scomodo, si attraggono fisicamente ed emotivamente, ma attraggano anche troppi nemici. I due si troveranno al centro di una specie di guerra mondiale tra neonazisti, servizi segreti, emissari cinesi che sembrano poter controllare tutto della vita di Marco.

Un romanzo che racconta una società post pandemica, abitata da persone che non hanno più le certezze del passato, in balia di quello che accade attorno a loro, senza alcuna possibilità di cambiare il proprio destino. Le navi nella notte sono le persone che da sole cercano la rotta, nonostante le difficoltà e le avversità, affidandosi alle uniche certezze della convivenza civile, del rispetto per gli altri, della cultura. L’auto elettrica che guida Marco sembra voler fare un confronto tra due aspetti della nostra società, ossia la capacità tecnologica di produrre oggetti straordinari e l’incapacità di produrre analoghi progressi nel campo sociale, di imparare dagli errori del passato per evitare di ripeterli nel futuro. Un libro che appassiona, che emoziona, che ci mostra un futuro inquietante ma che ci spinge a fare qualcosa per renderlo migliore.