La donna del faro

Titolo: La donna del faro

Autore: Ragnar Jónasson

Editore: Marsilio

Traduzione: Silvia Cosimini

Una ragazza, Ásta, lascia Reykjavík per tornare a Kálfshamarsnes, nel Nord dell’Islanda, dove c’è una villa di un facoltoso uomo d’affari islandese, dove lei ha abitato da piccola con la famiglia. Non era mai tornata in quella località dove la sua infanzia era stata segnata da due terribili disgrazie, ossia la morte della madre e della sorellina, tutte e due cadute da una scogliera, in circostanze misteriose. E’ la vigilia di Natale, ma per Ásta non c’è tempo per festeggiare. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nello stesso posto dove erano morte la madre e la sorella.

Le indagini sono affidate ad Ari Þór, che parte da Reykjavík con la moglie che sta per partorire. Le indagini saranno complicate, si tratta di un suicidio o di un omicidio? Ci sono collegamenti tra questa nuova morte e quanto accaduto nel passato?

Il giallo è di tipo classico, sulla scena del crimine sono presenti tutti i possibili indiziati, nessuno con evidenti motivi per uccidere la ragazza. La storia procede con andamento costante, i protagonisti provano emozioni e sensazioni diverse, tutte ben descritte, anche se solo alla fine della storia verrà fuori la vera indole dei vari sospettati. Grande protagonista del romanzo è l’Islanda, con la sua natura selvaggia, magnifica nella sua durezza, il suo mare impietoso, un faro che incombe minaccioso sulla zona. Una ambientazione piena di fascino ed anche evocativa di misteri e miti antichi, che incutono paura anche a chi non crede alle leggende. Un romanzo cupo, ambientato nella solitudine del Nord dell’Islanda, dove la neve e il Natale non riescono ad addolcire la natura selvaggia e l’aggressività del mare del Nord. Un finale a sorpresa, imprevedibile, che lascia stupefatto il lettore.