Reo confesso

Titolo: Reo confesso

Autore: Valerio Varesi

Editore: Mondadori

 

Il commissario Soneri passeggia per le strade di Parma. Un uomo su una panchina sembra dormire. Soneri si avvicina, dice qualcosa all’uomo che si mostra sorpreso che qualcuno di preoccupi di lui. Dice il suo nome, scambia qualche parola con il commissario e alla fine, con grande tranquillità, confessa di aver ucciso un uomo. L’uomo sulla panchina si chiama Roberto Ferrari e si accusa dell’omicidio di Giacomo Malvisi, detto James, consulente finanziario, colpevole di averlo truffato, di avergli rubato tutti i soldi che gli aveva affidato. L’indagine sembra semplicissima, c’è un reo confesso, tutti i riscontri tornano, non resta che chiudere il caso. Ma Soleri sente che c’è qualcosa che non torna, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad eventi che vogliono mostrare una realtà costruita per ingannarlo.

Soneri è un uomo che non si ferma alle apparenze, vuole la verità, è pronto a scavare nell’animo degli indagati, per scoprirne i lati nascosti, i segreti del loro passato, per capire meglio i loro comportamenti del presente. Il commissario andrà avanti con le indagini, scoprendo il gioco di menzogne che lo ha coinvolto, sia nella professione che nella vita sentimentale, lasciandolo ferito e deluso.

Parma mostra tutto il suo fascino di città accogliente e amichevole ma anche fredda e misteriosa, con i suoi abitanti, molti dei quali di origine contadina, che conoscono la fatica ed il valore dei soldi. Ma dove ci sono soldi e ricchezze ci sono anche in azione truffatori senza scrupoli, pronti ad accaparrarsi i risparmi di povere vittime che restano senza soldi e disperati. Anche in questo romanzo comprare il Covid 19, la pandemia, le mascherine ed il distanziamento sociale. Un bel giallo, con molti risvolti psicologici e sociali, un’analisi attenta ed approfondita dell’animo umano quando deve affrontare situazioni difficili e dolorose.

Quarantena

Titolo: Quarantena

Autore: Petros Markaris

Editore: La Nave di Teseo

Traduzine: Andrea Di Gregorio

Questi ultimi due anni saranno ricordati da tutti per il Covid 19. Molti avevano predetto che un virus avrebbe potuto mettere a repentaglio il genere umano, ma nessuno credeva di dover vivere come abbiamo fatto da marzo 2020 ad oggi. La limitazione delle libertà, l’impossibilità di uscire di casa, l’incertezza del futuro e di quando poter tornare alla vita normale, hanno messo a dura prova la resistenza delle persone e la loro fiducia verso il futuro. Tanti hanno perso il lavoro, oppure hanno perso tanti soldi, in troppi hanno perso la vita. Sono molti gli scrittori che stanno pubblicando libri per raccontare a modo loro la pandemia, come hanno vissuto la segregazione e come stanno vivendo questo periodo di progressivo riavvicinamento a condizioni di vita normali. Petros Markaris ha scritto Quarantena, una serie di racconti, che con il suo stile diretto e gentilmente irriverente, ci raccontano la sua quarantena. I primi due racconti vedono protagonista il suo personaggio più famoso, il commissario Kostas Charitos e la sua famiglia, che sta vivendo il lockdown con la solita allegra confusione, nonostante le limitazioni, le file per acquistare i generi alimentari, le insopportabili mascherine, le trafile per fare i tamponi, l’attesa giornaliera per conoscere il numero dei nuovi malati e di quelli che non ci sono più. Ma la vita continua nonostante il Covid così come il crimine non si ferma e miete vittime come prima. I racconti che seguono raccontano come la pandemia abbia cambiato la vita anche a coloro che avevano perso tutto nella crisi finanziaria seguita alle Olimpiadi del 2004, con la cura durissima imposta dalla Comunità Europea, da molti ancora oggi ricordata come la vera tragedia del popolo greco, altro che la pandemia. Markaris scrive con la consueta ironia e con la solita schiettezza, mettendo alla berlina le classi dirigenti del paese, uniche vere responsabili di tante sofferenze vissute dal popolo greco. Ma non c’è solo povertà e sofferenza, la Grecia di Markaris è sempre un posto dalla bellezza naturale incredibile, con la cucina di antica tradizione sempre pronta a dare sollievo alle durezze della vita, con persone amabili e generose. Il sentimento che prevale è un certo ottimismo, per un presente che si spera di dimenticare presto ed un futuro che sarà migliore grazie alla consapevolezza degli errori commessi nel passato.

Le lacrime del commissario

Titolo: Le lacrime del commissario

Autore: Sergio Cova

Editore: Morellini

 

Samagno è un paesino di fantasia posto dall’autore sul lago Maggiore. Una giornalista del posto, Caterina Sala, abbastanza famosa per il suo impegno alla ricerca di verità scomode, viene trovata carbonizzata nella sua auto. Il commissario Scalabrin ha avuto un incidente in moto, la sua caviglia gli crea grandi sofferenze, ma la notizia della morte di Caterina rende il suo dolore ben maggiore. La giornalista era innamorata del commissario, anche se lui non aveva mai ricambiato il sentimento, neanche con qualche comportamento gentile, anzi era solito trattarla con freddezza. C’è anche una seconda ragazza che risulta scomparsa, e il collegamento con la morte di Caterina è immediato. Le indagini porteranno gli investigatori in direzioni insospettabili verso gli abissi dell’animo umano.

La storia è scritta in modo lineare e fluido, la trama intrigante e appassionante, i personaggi ben definiti dai dialoghi e dalle idee che professano. L’indagine è un modo per raccontare le tante cose che non vanno nel nostro paese. Dietro l’apparente facciata pulita di tante attività che sembrano legali, anzi addirittura ammirevoli, in realtà possono nascondere attività criminali insospettabili ed inaccettabili. I guadagni facili delle attività criminali sono a portata di mano di troppe persone senza scrupoli che non esitano a delinquere per sete di denaro. Spesso le attività criminali prosperano grazie alla inefficienza degli apparati dello stato che proteggono personaggi impresentabili per opportunismo o per colpevole negligenza. Ma per fortuna ci sono personaggi come Scalabrin, capaci di combattere per la ricerca dei colpevoli senza fermarsi di fronte a nulla.

Bolle di sapone

Titolo: Bolle di sapone

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

 

Il Covid 19 e il lockdown hanno colpito duramente la piccola e formidabile comunità del Bar Lume. I vecchietti privati della loro principale occupazione, non possono più vedersi, incontrarsi, si sentono inutili e pur industriandosi con i prodigi delle telecomunicazioni possibili grazie ad internet, computer e smart phone, sono prossimi alla depressione. Alice, la vice-questore fidanzata di Massimo, si trova in Calabria per una indagine delicata e complessa e un po’ per noia, un po’ perché ha bisogno di aiuto, coinvolge a poco a poco i vecchietti, chiedendo loro qualche parere sull’indagine che sta conducendo. La sezione investigativa del Bar Lume entra in azione, con Massimo come coordinatore ed i vecchietti come investigatori in smart working, segregati in casa come imposto dalle regole, tutti coesi in aiuto di Alice. Il gruppo del bar Lume vede sempre Tiziana ed il suo fidanzato tra i protagonisti ed in questo volume anche la madre di Massimo entra prepotentemente nella trama. Una allegra e confusionaria brigata alle prese con le difficoltà della vita quotidiana.

Il libro racconta con garbo e con geniale ironia i sentimenti e le paure dell’Italia durante il lock down, le incertezze su quando il Covid 19 potrà essere sconfitto, le paure per il futuro, l’insofferenza verso le restrizioni e le limitazioni alle libertà individuali. C’è spazio per denunciare le condizioni dei precari della sanità, per mettere in risalto altre miserie ed ingiustizie di questa società comandata solo dal profitto e dalla finanza. I vecchietti del Bar Lume sono il miglior manifesto per pubblicizzare e rivendicare l’importanza degli anziani che per le loro doti umane, la loro esperienza e buon senso, sono in grado di apportare contributi sempre importanti e positivi nelle situazioni più diverse. Invece troppo spesso la nostra società dimentica o mal sopporta gli anziani, continuando a perdere di vista i valori fondamentali, in nome di un errato senso del progresso, pilotato dall’egoismo e dagli individualismi, che è fonte solo di ingiustizie sociali. La creatività di Malvaldi trova terreno fertile nel Bar Lume a cui non resta che augurare lunga vita.

La confraternita delle ossa

Titolo: La confraternita delle ossa

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Enrico Radeschi, dalla provincia alla città di Milano, un giovane e inesperto aspirante giornalista che tenta la fortuna nella metropoli. Speranze molte, poche possibilità di lavorare, pochissimi soldi. Enrico capisce subito che la strada per diventare giornalista è dura e impervia, ma non si scoraggia, vive alla giornata, con la leggerezza e la sfrontatezza della giovane età, senza troppi pensieri. Si adatta a fare di tutto, senza mai dimenticare il suo vero scopo, ossia scrivere, diventare cronista di nera. Enrico ha un piccolo colpo di fortuna, si trova al posto giusto al momento giusto, ossia sul luogo dove viene ritrovato il cadavere di un noto avvocato, ucciso da tre coltellate, con vicino al corpo uno strano disegno che la vittima è riuscita a fare con il proprio sangue, appena prima di morire. Radeschi si accorge del disegno di sangue, lo tiene a mente e comincia una personale indagine sul possibile significato del simbolo, lavorerà con la polizia per interrompere una lunga serie di omicidi, avrà la possibilità di diventare amico del vicequestore Loris Sebastiani, sarà anche oggetto delle attenzioni di alcuni adepti di una antica e segreta confraternita che lo vogliono eliminare, per via del simbolo che aveva scoperto.

Una storia accattivante, tra simboli esoterici, antiche leggende, cripte e scheletri, una corsa contro il tempo per fermare una setta di fanatici che vogliono decimare gli abitanti della terra. Un racconto adrenalinico, con grande ritmo, continui colpi di scena, tanti personaggi, alcuni empatici, altri antipatici, tutti caratterizzati con grande precisione. L’ambientazione milanese è brillante e dinamica, piena di energia, come gli irresistibili protagonisti.

Una sirena a settembre

Titolo: Una sirena a settembre

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

 

Una sirena a settembre è il terzo romanzo che Maurizio De Giovanni dedica a Mina Settembre, la dottoressa del Consultorio Quartieri Spagnoli, che, incurante delle critiche della madre, continua con la sua opera umanitaria al servizio delle persone bisognose di aiuto. Il lavoro è molto, i guadagni sono miseri rispetto all’impegno richiesto, le relazioni sociali sono ridotte al minimo dato il poco tempo libero che le rimane, ma lei va avanti per la sua strada, sempre innamorata del collega ginecologo, senza però dichiararsi per timore di un rifiuto. La trama racconta storie di povertà materiale, di miseria umana, di cattiva sorte che colpisce persone che meriterebbero un destino migliore, di uomini arroganti che credono che con i soldi si possa comprare tutto, di giovani ricchi inetti e incapaci di trovare la propria strada, di personaggi attratti dalla fama effimera che può dare la televisione. Tante storie che appassionano, commuovono, indignano, ma che mostrano la realtà di una società che ha perso molti dei riferimenti e stenta a trovare la strada per un futuro migliore. Tutto questo accade nella Napoli di Maurizio De Giovanni, descritta come solo lui sa fare, in modo unico e straordinario, mostrando ogni dettaglio di quartieri, strade, luoghi ed ogni sfumatura dell’animo dei napoletani. Una umanità variegata, unica, magari con una indole poco laboriosa, capace di gesti di grande umanità, gentilezza e generosità ma anche di dare vita alle organizzazioni criminali più crudeli, violente e sanguinarie.

Le storie di De Giovanni colpiscono per la varietà dei temi trattati, per il modo che ha di raccontare sentimenti e pensieri di personaggi tanto diversi tra loro, le cui personalità sono descritte in profondità con precisione e dettagli unici, in tanti contesti diversi. Sono storie che colpiscono per la passione dei protagonisti che si oppongono al degrado umano e sociale con l’unica arma che posseggono ossia la generosità. Napoli appare come un groviglio di problemi irrisolvibili e di prorompente umanità, niente luoghi comuni o banali stereotipi. In questo romanzo c’è una Signora che anticipa i fatti e che tesse la tela della trama, come se De Giovanni avesse voluto dare una veste fisica alla sua creatività, presentandola come un personaggio del romanzo.

La donna del faro

Titolo: La donna del faro

Autore: Ragnar Jónasson

Editore: Marsilio

Traduzione: Silvia Cosimini

Una ragazza, Ásta, lascia Reykjavík per tornare a Kálfshamarsnes, nel Nord dell’Islanda, dove c’è una villa di un facoltoso uomo d’affari islandese, dove lei ha abitato da piccola con la famiglia. Non era mai tornata in quella località dove la sua infanzia era stata segnata da due terribili disgrazie, ossia la morte della madre e della sorellina, tutte e due cadute da una scogliera, in circostanze misteriose. E’ la vigilia di Natale, ma per Ásta non c’è tempo per festeggiare. Il suo corpo senza vita viene ritrovato nello stesso posto dove erano morte la madre e la sorella.

Le indagini sono affidate ad Ari Þór, che parte da Reykjavík con la moglie che sta per partorire. Le indagini saranno complicate, si tratta di un suicidio o di un omicidio? Ci sono collegamenti tra questa nuova morte e quanto accaduto nel passato?

Il giallo è di tipo classico, sulla scena del crimine sono presenti tutti i possibili indiziati, nessuno con evidenti motivi per uccidere la ragazza. La storia procede con andamento costante, i protagonisti provano emozioni e sensazioni diverse, tutte ben descritte, anche se solo alla fine della storia verrà fuori la vera indole dei vari sospettati. Grande protagonista del romanzo è l’Islanda, con la sua natura selvaggia, magnifica nella sua durezza, il suo mare impietoso, un faro che incombe minaccioso sulla zona. Una ambientazione piena di fascino ed anche evocativa di misteri e miti antichi, che incutono paura anche a chi non crede alle leggende. Un romanzo cupo, ambientato nella solitudine del Nord dell’Islanda, dove la neve e il Natale non riescono ad addolcire la natura selvaggia e l’aggressività del mare del Nord. Un finale a sorpresa, imprevedibile, che lascia stupefatto il lettore.

Una rabbia semplice

Titolo: Una rabbia semplice

Autore: Davide Longo

Editore: Einaudi

Una donna viene aggredita e ridotta in fin di vita in un centro commerciale da uno sconosciuto che indossa un kimono ed una maschera. Il commissario Arcadipane è responsabile dell’inchiesta che fornisce subito un indiziato, che viene immediatamente fermato ed interrogato. Ma quelle che sembravano prove schiaccianti dopo qualche giorno si trasformano in indizi sempre meno solidi. C’è ben altro dietro la brutale aggressione.

Un libro intenso, una storia criminale dei giorni d’oggi, con le indagini che portano alla luce una terribile verità, che coinvolge molti giovanissimi in una sfida che pare un gioco ma che procura vittime vere. Una pazzia come tante altre che si trovano nel dark web, quella parte oscura e terribile di internet, dove tutto è possibile. Un giallo tradizionale che racconta l’animo umano nelle sue varie versioni, con comportamenti spesso influenzati da episodi avvenuti nell’infanzia.

Il commissario Arcadipane vive la sua vita con i piedi per terra, si sente uno sconfitto ma riesce a mantenere una certa ironia che gli consente di sopravvivere alle mazzate della vita. Cerca di superare il dolore della separazione dalla moglie, non sopporta che lei abbia un altro. Vorrebbe essere più presente nella vita dei figli, ma non ci riesce e questo contribuisce ad aumentare le sue inquietudini. Prova con una psicologa, che lo invita a cercare compagnia tramite un sito di incontri, ma pochi e maldestri tentativi mal riusciti lo convincono che non è quella la strada giusta per lui.

Il libro è scritto in modo lineare, senza colpi di scena o episodi mirabolanti, le scoperte chiave per l’indagine avvengono quasi naturalmente, grazie a deduzioni e molto lavoro di cervello degli investigatori. Tutto è narrato in modo impeccabile, scelta delle parole accurata, dialoghi espressivi, descrizioni quasi scarne ma sempre efficaci, un intreccio complesso ma di grande ingegno e originalità. Una copertina scura, inquietante, che ben rappresenta i contenuti della storia.

Che dispiacere

Titolo: Che dispiacere

Autore: Paolo Nori

Editore: Salani

 

Bernardo Barigazzi e Susanna Bergamini hanno diversi motivi per essere insoddisfatti della propria carriera lavorativa e della propria vita. Ma la fantasia non manca e decidono di fondare un giornale sportivo che pubblica un numero solo quando la Juventus perde una partita. Il giornale si chiama “Che dispiacere” e gli autori degli articoli sono sconosciuti ai lettori, per evitare rappresaglie. Un giorno Barigazzi si trova coinvolto in una indagine per omicidio di un tifoso ultrà proprio della “odiata” Juve, diversi indizi sono contro di lui che diventa il principale sospettato.

La storia dell’omicidio e le relative indagini sono la base portante della trama che contiene anche molte altre storie parallele, che vedono protagonisti personaggi normali, banali, quasi tristi, che nulla hanno fatto per essere protagonisti. Così le ambientazioni, trattorie, bar e luoghi frequentati dai protagonisti, non hanno niente di glamour o di speciale, tutto è normale e banale. In tutti i personaggi troviamo gli stessi caratteri, ossia persone che non hanno una vita invidiabile, anzi sono tutte scontente, insoddisfatte, sole e incomprese. La scrittura di Paolo Nori rende tutta questa normalità straordinaria, giocando su continue ripetizioni degli stessi concetti, dove la trama del giallo è poca cosa comparata con le battute argute e imprevedibili, che fanno sorridere ma invitano anche alla riflessione, dato che sono molto più profonde di quello che sembrano. Un libro fuori dagli schemi, una comicità surreale, piacevole e leggermente malinconica, da prendere per quello che è, ossia un divertimento, tra battute e riferimenti ai classici russi, di cui l’autore è stato un importante traduttore, per qualche ora di svago e di piacevole lettura.