Ragazze smarrite

Titolo: Ragazze Smarrite

Autore: Marco Vichi

Editore: Guanda

Firenze, marzo 1970. Il commissario Bordelli sta per andare in pensione. Manca solo una settimana al 3 aprile, il giorno fatidico in cui non sarà più un poliziotto in servizio. Spera che non accada nulla di grave per non lasciare a metà una eventuale indagine. Ma proprio in quei giorni viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, a pochi chilometri dalla sua abitazione, lungo il greto di un fiume. Nessuno ha denunciato la scomparsa della ragazza, nessuna testimonianza, nessun indizio. L’autopsia rivela che la morte è avvenuta per una overdose di morfina, che la ragazza poteva essere salvata se non fosse stata gettata via come un rifiuto. Dopo qualche giorno, le indagini sono ancora ferme, quando una telefonata di una ragazza accende le speranze degli investigatori per una rapida soluzione del caso.

La storia ci racconta l’epilogo dell’esistenza della giovane vittima, una ragazza ventenne a cui il destino ha riservato una fine tragica e prematura. Il commissario Bordelli vive le pressioni dell’indagine e le incognite della nuova vita che lo aspetta, con i dubbi e le incertezze che colgono tutte le persone di fronte alla nuova condizione di pensionato. Il commissario si ritrova in pochi giorni a dover risolvere un caso impegnativo e doloroso, per la giovane età della vittima, per l’ambito in cui è avvenuta la tragedia, ma anche a fare una specie di bilancio della sua vita, a considerare l’importanza degli affetti e della famiglia nella formazione delle persone. Il libro rappresenta bene le idee politiche di quegli anni, con le prime battaglie delle donne per rivendicare i propri diritti e le enormi difficoltà che incontrano, in una società, come quella italiana nel 1970, che non è ancora pronta a considerare nel modo giusto l’emancipazione femminile. Bordelli indaga con umanità e senso di giustizia e si trova a dover combattere ancora una volta l’arroganza di coloro che si credono intoccabili per censo o per posizione di potere raggiunta. Per fortuna uomini integerrimi come Borrelli e il suo amico questore Di Nunzio rendono le istituzioni credibili e degne della fiducia dei cittadini. Un giallo ben scritto, una trama interessante, una storia melanconica e piena di umanità.