I bastardi vanno all’inferno

Titolo: I bastardi vanno all’inferno

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

 

Una storia ambientata nel sud della Francia, negli anni Cinquanta. Due galeotti si trovano nella stessa cella. Uno è una spia, l’altro è un agente dei servizi segreti sotto copertura, con la missione di scoprire il più possibile sulla spia. I due sono subito diffidenti uno dell’altro, si accusano a vicenda, si picchiano, finiscono nelle celle di rigore, poi tornano nella stessa cella e decidono di evadere insieme. La fuga sarà una avventura imprevedibile, con una strana donna che entra nella vita dei due. Il lettore non sa quale è la spia e quale è l’agente. E dalla lettura non scaturiscono indizi.

Frédéric Dard è stato un grande autore attivo fin dagli anni Quaranta, scomparso nel 2000. Questo libro, I bastardi vanno all’inferno, uscito nel 1956, è una delle sue opere che viene ristampata in Italia in questo periodo in cui l’autore sta avendo una meritata riscoperta. Una storia cruda, una atmosfera cupa, una trama con uno sviluppo lineare nella sua complessità, con i protagonisti che si sfidano in continuazione in un braccio di ferro psicologico. La storia è tutta costruita sull’evoluzione del rapporto tra la spia e l’agente segreto. Da odio e diffidenza a prima vista, vivono una serie di vicissitudini e di dolorose avventure. Ogni volta che un barlume di amicizia comincia a fare breccia, c’è la paura di diventare amici che riporta le relazioni al punto di partenza. Ma il tempo fa il suo lavoro, come pure le sofferenze, l’odio si stempera, diventa sopportazione, poi collaborazione che mai arriva a diventare totale reciproca fiducia. Un finale duro, anche se non inaspettato. Una storia che è una intensa e coinvolgente indagine nell’animo umano, una ambientazione noir che si adatta alla perfezione ai contenuti del romanzo. Uno stile di scrittura netto, diretto, senza fronzoli, che colpisce il bersaglio in modo implacabile.