Finchè il caffè è caldo

Titolo: Finché il caffè è caldo

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti

Traduzione: Claudia Marseguerra

 

A Tokyo c’è un piccolo caffè, aperto da oltre 100 anni, di cui si raccontano cose strane, per esempio che sedendosi sulla sedia giusta e bevendo un caffè, è possibile tornare indietro nel tempo. Per riuscire a viaggiare nel tempo bisogna bere il caffè prima che si raffreddi e non bisogna cercare di cambiare il presente. Sono poche le persone che si affidano alle possibilità offerte da questa caffetteria, molti non si fidano, molti non ci credono. Il romanzo, completamente ambientato nella caffetteria, racconta le avventure di quattro clienti, ognuno con storie diverse, con obiettivi diversi, ma tutti alla ricerca della possibilità di rimediare ad errori commessi nel passato, sempre per lo stesso motivo, ossia l’incapacità di mostrare i propri sentimenti al momento giusto. A guidare i sentimenti e le parole delle persone c’è sempre l’amore, ma spesso non si percepisce l’importanza di dire quando è il momento quello che si prova, quello che si vorrebbe. Ogni attimo del presente è importante per manifestare i propri sentimenti e spesso si perde il momento giusto per dire cose importanti che non vengono dette. Queste occasioni mancate spesso non si ripresentano e da queste forme di incomunicabilità, nascono situazioni impossibili da rimediare che provocano molte sofferenze.

Una storia delicata, dedicata alle cose non dette che potrebbero avere invece molta importanza nelle relazioni con le persone che amiamo. Nella vita ogni momento è importante, soprattutto nelle relazioni interpersonali, dove contano anche le singole parole, i piccoli gesti, che servono per comunicare vicinanza, comprensione, affetto. Il popolo giapponese è poco propenso a manifestare le proprie emozioni e sentimenti, ma quando scrivono riescono ad esprimere una sensibilità e delicatezza senza eguali.