Vecchie conoscenze

Titolo: Vecchie conoscenze

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

 

Vecchie conoscenze è l’ultimo romanzo di Antonio Manzini con protagonista Rocco Schiavone.

Sofia Martinet viene ritrovata cadavere nella sua abitazione. Era una nota studiosa d’arte, esperta di Leonardo da Vinci. Pochi gli indizi, la soluzione appare lontana. Rocco lavora al caso, indaga con il suo solito acume, tra i pochi indizi disponibili, trova la pista giusta che lo porterà alla soluzione del caso, a modo suo, con i suoi metodi poco ortodossi. Ma non sono le indagini a preoccupare Schiavone. La storia gialla è lo sfondo su cui si svolge la vera storia, quella che piace al grande pubblico, ossia la vicenda umana di Schiavone. Il suo giovane amico Gabriele e la madre hanno lasciato casa Schiavone ad Aosta, sono andati a Milano, per loro si è aperta una buona possibilità. Rocco è rimasto solo, ancora una volta. Gli è rimasta solo Lupa, la sua fedele compagna a quattro zampe. Rocco accusa la solitudine, i suoi vecchi amici di Roma ormai hanno vite lontane dalla sua, le poche amicizie di Aosta si stanno allontanando. E lui con il suo carattere scontroso non può evitare quello che sta accadendo, non riesce a cambiare sé stesso, evitare di essere diventato insopportabile. Rocco riesce ad essere disponibile solo quando scambia messaggi con Gabriele, che per lui è come un figlio e lui riesce ad essere gentile e tenero come un padre. Tra i fantasmi del suo passato, ritorna Sebastiano, amico di infanzia, con cui Rocco condivide tante avventure, non proprio legali. Sebastiano chiede aiuto, deve scappare, Rocco per lui rischia, ma per gli amici lui non si tira mai indietro. Sebastiano sparisce dopo aver usato Rocco per i suoi scopi. Rocco scoprirà alcune cose del suo passato che lo sconvolgeranno. Il passato è sempre meno ingombrante ormai, la corazza protettiva forse non serve più, lui stesso sente la necessità di cambiare. Passa il tempo e il personaggio di Rocco Schiavone non invecchia, anzi cresce in intensità e fascino. Non c’è alcun segno di stanchezza, anzi, aver fatto i conti con il suo passato lo rende ancora più affascinante e pronto per nuove avventure.

Morte agli infedeli

Titolo: Morte agli infedeli

Autore: Francesco Mario Passaro

Editore: Ianeri Edizioni

Siamo a Napoli ai giorni d’oggi. Il Cardinale Clemente Bondja muore improvvisamente mentre era a pranzo nel suo ristorante preferito. La cerimonia funebre viene organizzata nel Duomo di Napoli, alla presenza delle maggiori autorità della città, le figure di spicco dell’imprenditoria, delle professioni e dello spettacolo. Improvvisamente, un commando di terroristi jihadista prende possesso della cattedrale, chiude tutti gli accessi, i presenti in chiesa sono fatti prigionieri. A capo dei terroristi c’è Rashad, che si dimostra subito deciso a portare a compimento il suo piano, fino alle estreme conseguenze, mostrando tutta la sua sanguinaria determinazione. I terroristi per rilasciare gli ostaggi chiedono la scarcerazione di un terrorista, armi e droga alla criminalità organizzata e addirittura il tesoro di San Gennaro.

A gestire i rapporti con i terroristi c’è Nerea Fusco, vicequestore, esperta in trattative in situazioni di emergenza. Nerea sta vivendo un periodo personale terribile, con una figlia in fin di vita per una malattia che non lascia scampo. Nonostante il dramma personale, Nerea condurrà le trattative, che dureranno giorni, in condizioni difficili e di estrema tensione.

Napoli vive il più terribile degli incubi, un attentato terroristico che potrebbe capitare in qualsiasi città italiana. Una azione criminale organizzata con cura ed attenzione, senza lasciare nulla al caso. Alcuni dei terroristi sono italiani inizialmente convertiti alla religione islamica che hanno completato il percorso di radicalizzazione e di adesione alle frange più estreme del terrorismo. Un racconto dal ritmo incalzante, una storia emozionante e coinvolgente. Personaggi perfetti per la resa della storia, nel bene e nel male, come la Vicequestore Nerea, una donna forte resa fragile dalle circostanze familiari. Amal e Rashid, due personaggi ai vertici della banda del terrore, grandi nemici della nostra civiltà, il cui percorso di radicalizzazione è descritto con precisione nei suoi vari aspetti, dai primi insegnamenti alla formazione delle idee più estreme fino all’odio per la loro terra e civiltà natia. Il libro tratta il tema della conversione e dell’adesione al terrorismo di nostri connazionali con molta misura, senza utilizzare logori luoghi comuni, illustrando le ragioni di tale cambiamento in modo veritiero ed obiettivo, lasciando che sia la violenza stessa degli atti compiuti a dimostrare come la violenza non possa mai essere la soluzione per problemi antichi o per cambiare i costumi di una civiltà. Un libro che affronta un tema molto sentito e sempre più attuale, di un conflitto tra civiltà non voluto dalla maggior parte delle persone, ma imposto da pochi facinorosi che usano il terrore per i loro giochi di potere.

Il fantasma della luna

Titolo: Il fantasma della luna

Autore: Anonimo

Editore: Armando Siciliano

 

Un libro senza il nome dell’autore. Una enigmatica dedica ad una pianista di fama internazionale. Una storia costruita attorno al rifiuto improvviso ed irrevocabile di una giovane fotografa di grande talento a continuare ad esercitare la sua arte, chiudendo per sempre la sua iconica Leica in un cassetto. Il suocero della ragazza che si adopera per scoprire il motivo di tale rifiuto. C’è di mezzo una fotografia ma il vero motivo è sconosciuto e la ragazza si rifiuta di parlarne. Una serie di fatti storici concatenati con la trama, lo sbarco sulla luna, il nazismo, gli eccidi dei campi di concentramento, la famiglia Kennedy, la morte di Marylin Monroe. Un tema ricorrente, quello del passato che ritorna e che cambia il presente, un fantasma invisibile che gioca con la vita di chi vive. Una storia dove la realtà e l’inconscio si mescolano con il razionale e l’irrazionale, un viaggio emozionante tra il passato ed il presente, con il ruolo fantastico e surreale di alcune macchine fotografiche che hanno un destino crudele, come fossero capaci di determinare il futuro a partire dalle immagini che vengono immortalate. Una serie incredibile di circostanze che costruiscono una trama immaginifica, un viaggio coinvolgente ed emozionante tra la realtà della Sicilia dei giorni d’oggi, Bruges e gli Stati Uniti. La vita irregolare di una famiglia fantastica, che incorpora diversità ed originalità fuori dal comune. Una scrittura gentile con una scelta delle parole accurata, quasi una composizione musicale, capace di suscitare meraviglia e splendide sensazioni ad ogni pagina, una varietà di sentimenti espressi con una semplicità ed efficacia sorprendenti. Anonimo ha le sue ragioni per rimanere tale, ma il suo romanzo esce dall’anonimo destino di tanti libri di esordienti e colpisce nel segno.

Nella tana del serpente

Titolo: Nella tana del serpente

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

 

Michele Navarra è un avvocato penalista, scrittore per passione e per talento, il suo ultimo romanzo si intitola Nella tana del serpente. Questo libro viene descritto come un Legal thriller ma è in realtà molto di più, è un libro complesso per la vastità dei temi trattati, tutti di grande attualità. Il romanzo racconta in modo critico e realista lo stato attuale di Roma, una città capace di mostrare il meglio di sé nelle zone centrali, nelle vie dello shopping e dei palazzi istituzionali, mentre lascia abbandonate a sé stesse le periferie, dove criminalità, degrado e povertà determinano condizioni di vita molto difficili. La convivenza forzata tra locali e immigrati, con inevitabili tensioni sociali dovute alle differenze culturali e religiose, alle precarie condizioni economiche e per la facilità con cui le organizzazioni criminali riescono ad ingaggiare giovani senza lavoro e senza prospettive di inserimento sociale, alimenta un razzismo crescente, originato non da vero e proprio odio razziale ma dal degrado sociale e dalle difficoltà.

Il Corviale è un complesso residenziale di Roma, tristemente noto per il livello di degrado sociale in cui sono costretti a vivere i suoi abitanti. Uno dei maggiori fallimenti urbanistici dell’umanità, forse il più grande. L’edificio principale del complesso è chiamato Il serpentone, per via della lunghezza di 980 metri. Qui abita Elia Desideri, un piccolo negoziante, in crisi personale per la perdita della moglie, per i magri incassi della sua attività commerciale e per le preoccupazioni che gli procura il figlio maggiore. Elia viene accusato dell’omicidio di un ragazzo siriano, che viveva con la famiglia nell’appartamento di fronte al suo. Elia si dichiara innocente e nomina come suo avvocato difensore Alessandro Gordiani, protagonista anche dei precedenti libri di Michele Navarra. Attorno alle vicende giudiziarie di Elia è costruita la trama del libro.

Una storia criminale in cui un uomo innocente, per via della sua immagine e delle sue esuberanti lamentele nei confronti degli immigrati, rischia di finire in galera per omicidio. Solo il coraggio dell’avvocato Gordiani, un uomo che non si ferma alle apparenze ma che interpreta la sua professione con etica e passione non comune, riuscirà a trovare il vero colpevole. Gordiani non è solo un ottimo avvocato, ma si dimostra anche marito e padre esemplare, con sentimenti e comportamenti che gli fanno onore. Una storia di degrado urbano, di ragazzi attratti dal denaro facile, che non vogliono perdere tempo con lavori faticosi, che non considerano un buon esempio i loro genitori che hanno faticato tanto per rimanere nella mediocrità. Vogliono soldi, tanti soldi e sono pronti anche a rischiare la galera pur di diventare ricchi. C’è spazio anche per raccontare la realtà delle famiglie degli immigrati, le loro storie dolorose e piene di difficoltà, il peso delle differenze culturali a volte insostenibile. Un dramma, quello degli immigrati, che nessuna istituzione riesce a comprendere nella sua completezza, senza trovare soluzioni e rimedi. Un libro coinvolgente, una trama articolata e complessa, un gran numero di personaggi molto diversi tra loro, ognuno con la sua storia, con le proprie contraddizioni, tutti raccontati con grande sensibilità.

Il taglio dell’angelo

Titolo: Il taglio dell’angelo

Autore: Claudio Coletta

Editore: Fazi

Un uomo impiccato ad una gru di un cantiere della metro di Roma. Due ragazzi africani muoiono in circostanze misteriose e incredibilmente simili in due ospedali diversi della capitale. Erano giovani, in buona salute, senza vizi, ospiti della stessa struttura di accoglienza. L’impiccato era un giovane e promettente biologo che lavorava per una importante società svizzera. Lorenzo Baroldi è il medico che ha cercato di salvare il primo ragazzo, è un uomo serio e scrupoloso, che è rimasto sconvolto da quello che ha visto durante l’autopsia della giovane vittima. Capisce che la morte non può essere dovuta a cause naturali, come frettolosamente la medicina ufficiale ha classificato il decesso, ed inizia una sua personale indagine, aiutato da alcuni colleghi e dal suo amico polizotto Nario Domenicucci, che lo metterà di fronte a verità sconvolgenti.

Claudio Coletta è un medico, professore della Sapienza di Roma, rientra nella categoria degli scrittori che prediligo, ossia persone che hanno raggiunto risultati importanti in altre professioni e sono diventati scrittori per passione. Il libro ha molti pregi. Una trama gialla ben costruita, ci sono i buoni ed i cattivi, tratta temi importanti quali le condizioni degli immigrati clandestini, l’impoverimento della missione dei medici ospedalieri costretti a diventare ragionieri che devono far quadrare i conti, la mancanza di etica imposta dalle regole del business, anche quando di tratta della salute delle persone. La storia si svolge a Roma, ancora una volta inerte e colpevole testimone di vicende di degrado, urbano e morale. Una città paralizzata dal suo declino, ormai incapace di reagire, con grandi difficoltà nella gestione dei servizi sociali, che dovrebbero difendere i più deboli, della sanità pubblica, ormai un mostro burocratico ridotto in fin di vita da scelte gestionali irresponsabili e dalle troppe incapacità individuali. C’è spazio anche per raccontare le vicende della famiglia Coletta, dei rapporti tra genitori e figli, delle difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in un paese in declino come l’Italia. L’autore ha saputo costruire un medical thriller intrigante ed appassionante senza insistere più di tanto nei tecnicismi medici, tanto cari in genere a coloro che si occupano della salute altrui, ma puntando il dito su verità scomode che pochi hanno il coraggio di affrontare. Un libro scritto con stile elegante e piacevole, anche quando tratta temi delicati e dolorosi come la morte, la malattia o il crimine nelle sue più varie e inaspettate sfaccettature.

 

I bastardi vanno all’inferno

Titolo: I bastardi vanno all’inferno

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

 

Una storia ambientata nel sud della Francia, negli anni Cinquanta. Due galeotti si trovano nella stessa cella. Uno è una spia, l’altro è un agente dei servizi segreti sotto copertura, con la missione di scoprire il più possibile sulla spia. I due sono subito diffidenti uno dell’altro, si accusano a vicenda, si picchiano, finiscono nelle celle di rigore, poi tornano nella stessa cella e decidono di evadere insieme. La fuga sarà una avventura imprevedibile, con una strana donna che entra nella vita dei due. Il lettore non sa quale è la spia e quale è l’agente. E dalla lettura non scaturiscono indizi.

Frédéric Dard è stato un grande autore attivo fin dagli anni Quaranta, scomparso nel 2000. Questo libro, I bastardi vanno all’inferno, uscito nel 1956, è una delle sue opere che viene ristampata in Italia in questo periodo in cui l’autore sta avendo una meritata riscoperta. Una storia cruda, una atmosfera cupa, una trama con uno sviluppo lineare nella sua complessità, con i protagonisti che si sfidano in continuazione in un braccio di ferro psicologico. La storia è tutta costruita sull’evoluzione del rapporto tra la spia e l’agente segreto. Da odio e diffidenza a prima vista, vivono una serie di vicissitudini e di dolorose avventure. Ogni volta che un barlume di amicizia comincia a fare breccia, c’è la paura di diventare amici che riporta le relazioni al punto di partenza. Ma il tempo fa il suo lavoro, come pure le sofferenze, l’odio si stempera, diventa sopportazione, poi collaborazione che mai arriva a diventare totale reciproca fiducia. Un finale duro, anche se non inaspettato. Una storia che è una intensa e coinvolgente indagine nell’animo umano, una ambientazione noir che si adatta alla perfezione ai contenuti del romanzo. Uno stile di scrittura netto, diretto, senza fronzoli, che colpisce il bersaglio in modo implacabile.

Come delfini tra pescecani

Titolo: Come delfini tra pescecani

Autore: François Morlupi

Editore: Salani

Un giallo ambientato a Roma, con protagonisti un gruppo di poliziotti del commissariato di Monteverde. Il commissario Biagio Maria Ansaldi, un ansioso ipocondriaco appassionato d’arte, il vice ispettore Eugénie Loy, una donna attaccatissima al lavoro e poco propensa a manifestare le sue emozioni, l’agente speciale Roberto Di Chiara, tifoso della Magica Roma e appassionato di film coreani, l’altro agente speciale William Leoncini, un ragazzo di colore adottato da una famiglia italiana appassionato di storia del nazismo e l’agente scelto Eliana Alerami, una giovane poliziotta ancora inesperta di molto bella presenza. Una squadra eterogenea di personaggi che non posseggono doti straordinarie e superpoteri, ma che grazie alla grande intesa ed al gioco di squadra riescono ad ottenere risultati eccellenti.

Monteverde è un quartiere di Roma molto vicino a Trastevere, non lontano dal centro, una zona residenziale in genere tranquilla. Il ritrovamento di un uomo impiccato nel suo appartamento, un certo Giancarlo Gordi, interrompe la tranquilla routine del commissariato. L’uomo aveva oltre ottant’anni e non era molto amato da vicini e conoscenti. Apparentemente sembra un suicidio, ma qualcosa non convince Eugénie Loy che infatti riesce a dimostrare che l’uomo è stato ucciso. Poco dopo, un calciatore ormai ritirato che aveva giocato in una squadra giovanile di cui era stato presidente proprio il Gordi, viene ritrovato cadavere nella sua abitazione. L’indagine impegnerà i cinque delfini di Monteverde alla ricerca di una soluzione del caso che arriverà solo dopo tanto lavoro ed impegno. Una trama gialla ben congegnata, complessa e articolata, una ambientazione perfetta, con Roma in primo piano con le sue meraviglie ma anche con i suoi insopportabili difetti, come traffico, sporcizia, strade dissestate, sporcizia, disordine e maleducazione ovunque. Un gruppo di investigatori con i limiti ed i difetti delle persone comuni, per i quali non si può che provare una grande empatia. François Morlupi ha una scrittura brillante, alterna ironia a preziose riflessioni, è un abile costruttore di trame articolate e complesse oltre che inventore di personaggi di grande umanità e simpatia.

Il sigillo

Titolo: Il sigillo

Autore: Francesco Grimandi

 

Un giallo storico ambientato a Bologna nel 1326. Sono ormai passati 14 anni dalla soppressione dell’ordine dei Templari e 12 anni dal rogo in cui fu arso Jacques de Molay, l’ultimo maestro templare. Le ricchezze dell’ordine erano state suddivise secondo quanto disposto dalla bolla di Papa Clemente V, ma alcune ricchezze ancora non avevano un padrone definitivo e facevano gola a molti. Nel giugno del 1326, un monaco viene ucciso nella notte, nonostante il coprifuoco. Chi ha potuto uccidere un religioso? E per quale motivo? Il vicario di giustizia Jacopo Lamberti si reca sul luogo dell’omicidio e inizia le indagini, scoprendo ben presto che ci sono inquietanti collegamenti tra il monaco ucciso, la fine dell’ordine dei templari e dei misteriosi assassini ingaggiati da persone molto potenti in città per farlo fuori. Il monaco è stato ucciso per prendergli qualcosa di molto prezioso che aveva indosso. Jacopo Lamberti scoprirà cosa si nasconde dietro l’omicidio, mettendo a repentaglio la sua carriera oltre a rischiare la vita.

Un romanzo ambientato in una epoca lontana, il 1326, un giallo storico dal ritmo incalzante, in una Bologna che comincia ad espandersi, ad arricchirsi con i commerci, ad essere popolata da molte persone in cerca di fortuna. L’atmosfera di incertezza e insieme di crescita sociale è ben descritta dall’autore, che si sofferma in interessanti descrizioni urbanistiche ed architettoniche della città, con le locande affollate, le persone che riempiono le strade, facendo trovare il lettore a suo agio pur raccontando una epoca così lontana. Il romanzo lancia alcuni temi di grande interesse, quali il vero motivo dello scioglimento dell’ordine dei templari, la creazione da parte dei cavalieri di alcuni strumenti finanziari all’avanguardia per l’epoca, l’ingordigia di uomini potenti disposti a tutto pur di arricchirsi facilmente ed indebitamente. Ma grazie a uomini integerrimi come Jacopo Lamberti, allora come ora, pronti a qualsiasi sacrificio pur di ottenere giustizia, che il bene comune viene tutelato dalle società civili, contro i malfattori di ogni risma.

La notte non perdona

Titolo: La notte non perdona

Autore: Daniela Grandi

Editore: Sonzogno

Parma, una sera qualunque. Un incendio improvviso distrugge un appartamento all’ultimo piano di un palazzo nel centro della città. Una persona muore tra le fiamme. Si tratta di un negoziante di stoffe, abbastanza noto in città, come noti erano i suoi frequenti incontri con ragazzi giovani. Uno di questi era stato visto allontanarsi dall’edificio poco prima dell’incendio, si tratta di un immigrato del Ghana, che viene subito identificato ed arrestato per volere del colonnello Cattaneo, un uomo vanitoso ed ambizioso, nemico personale del maresciallo Nina Mastrantonio, bella e giovane somala, arruolata nei carabinieri per amore della giustizia. La situazione in città sta esplodendo. In molti non credono nella colpevolezza del giovane ghanese, tra cui la stessa Nina, gli immigrati accusano le forze dell’ordine di voler trovare un capro espiatorio, senza cercare il vero colpevole. Le fazioni anti-immigrati sono in agitazione, preparano manifestazioni contro gli stranieri, cercano di provocare scontri e violenze per aumentare la tensione sociale. Nina Mastrantonio indagherà con i suoi colleghi, andando contro gli ordini del suo capo Cattaneo, per provare l’innocenza del giovane arrestato e trovare il vero colpevole. A peggiorare le cose per Nina, un suo vecchio nemico, un criminale dell’est che aveva fatto arrestare, è tornato in libertà e vuole vendicarsi, cercando di eliminarla.

Una storia dell’Italia di oggi, che racconta le difficoltà esistenziali, lavorative e sentimentali di Nina, di alcuni suoi colleghi e conoscenti, insieme ad una indagine che sembra a tutti i costi voler dimostrare che i cattivi sono sempre di colore. Non è affatto facile per Nina occupare un posto di responsabilità e dover combattere contro tutti i pregiudizi sociali, di genere e di razza. Così come non è facile per il giovane immigrato provare la sua innocenza. Parma si scopre essere una città dove a dispetto della ricchezza diffusa, della bellezza urbana e della sbandierata accoglienza, la convivenza pacifica degli immigrati con la popolazione locale è messa in pericolo da un razzismo latente e dai pregiudizi, presenti sia tra gli italiani che negli stranieri. Sarà una morte misteriosa di tanti anni prima ad indirizzare le indagini nel modo giusto e quando la verità verrà a galla, saranno in tanti a doversi ricredere. Un romanzo ricco di personaggi, tante storie parallele, tante decisioni da prendere, tante scelte sbagliate, una trama veloce, senza tempi morti, che mostra come i valori sociali di oggi possono essere capovolti, con sbandati che aiutano la giustizia mettendo a repentaglio la propria vita, con ricchi e facoltosi personaggi che la ostacolano. Un giallo sociale, che ci ricorda che solo cercando la verità senza pregiudizi si potrà fare giustizia.

Finchè il caffè è caldo

Titolo: Finché il caffè è caldo

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti

Traduzione: Claudia Marseguerra

 

A Tokyo c’è un piccolo caffè, aperto da oltre 100 anni, di cui si raccontano cose strane, per esempio che sedendosi sulla sedia giusta e bevendo un caffè, è possibile tornare indietro nel tempo. Per riuscire a viaggiare nel tempo bisogna bere il caffè prima che si raffreddi e non bisogna cercare di cambiare il presente. Sono poche le persone che si affidano alle possibilità offerte da questa caffetteria, molti non si fidano, molti non ci credono. Il romanzo, completamente ambientato nella caffetteria, racconta le avventure di quattro clienti, ognuno con storie diverse, con obiettivi diversi, ma tutti alla ricerca della possibilità di rimediare ad errori commessi nel passato, sempre per lo stesso motivo, ossia l’incapacità di mostrare i propri sentimenti al momento giusto. A guidare i sentimenti e le parole delle persone c’è sempre l’amore, ma spesso non si percepisce l’importanza di dire quando è il momento quello che si prova, quello che si vorrebbe. Ogni attimo del presente è importante per manifestare i propri sentimenti e spesso si perde il momento giusto per dire cose importanti che non vengono dette. Queste occasioni mancate spesso non si ripresentano e da queste forme di incomunicabilità, nascono situazioni impossibili da rimediare che provocano molte sofferenze.

Una storia delicata, dedicata alle cose non dette che potrebbero avere invece molta importanza nelle relazioni con le persone che amiamo. Nella vita ogni momento è importante, soprattutto nelle relazioni interpersonali, dove contano anche le singole parole, i piccoli gesti, che servono per comunicare vicinanza, comprensione, affetto. Il popolo giapponese è poco propenso a manifestare le proprie emozioni e sentimenti, ma quando scrivono riescono ad esprimere una sensibilità e delicatezza senza eguali.

Lo sciacallo

Titolo: Lo sciacallo

Autore: Giovanni Ascolani

Editore: Delos Digital

 

Questo ebook di Giovanni Ascolani, dal titolo Lo sciacallo è un racconto di genere horror che inizia con una donna decapitata e un cacciatore di streghe che va in giro con la sua testa. Il cacciatore a sua volta è inseguito da una entità a lui sconosciuta. Nel corso dell’avventura il cacciatore verrà a scoprire verità sconvolgenti sconosciute ai comuni mortali. L’autore non spinge molto su paura e repulsione ma impernia il racconto su un tema della religione cristiana, ossia la lotta contro il diavolo. C’è in corso una offensiva delle forze del male, alcuni libri proibiti come il Necronomicon stanno tornando a diffondersi, bisogna difendersi e passare al contrattacco e qui entrano in azione le legioni di San Michele.

Il tema dei libri di magia nera e della loro diffusione, in quanto strumenti del maligno, è presente in molti racconti dell’horror, ma non solo, sono molte le religioni e le culture che affrontano l’argomento del diavolo e della magia nera. La Chiesa cattolica ha sempre avuto una ossessione contro i libri ritenuti pericolosi, tutti messi all’indice.  Nel racconto Lo sciacallo c’è il palese riferimento a libri di magia nera come il Necronomicon, il Liber Ivonis o il De Vermis Mysteriis, testi mai scritti che furono inventati dalla fantasia dello scrittore Howard Phillips Lovecraft per i suoi racconti, nella realtà testi di magia sono da sempre esistiti e tramandati, al punto che opere come Picatrix, forse il più celebre libro di amuleti, furono messe all’Indice dalla Chiesa Cattolica. Giovanni Ascolani è uno scrittore specializzato in libri del genere horror, mescola sacro e profano, reale e sovrannaturale con credibilità ed eleganza, sempre restando fedele al genere horror.

Vipere a San Marco

Titolo: Vipere a San marco

Autore: Paolo Forcellini

Editore: Marsilio

 

Un romanzo giallo ambientato a Venezia, tra calle e canali, isole e palazzi storici, tutto ai giorni nostri. Venezia è una città lenta, dove tutto avviene senza fretta, ma le notizie corrono veloci e la scomparsa del suo Patriarca sveglia in un baleno la placida città lagunare. Tutte le ipotesi sono ammissibili, dalla fuga volontaria al rapimento. Tra i primi ad entrare in azione sono i giornalisti di un quotidiano locale, l’Istrice, con il suo giornalista di punta, Alvise Selvadego. Alvise è grande amico del vicequestore Possamai, che gli passa informazioni riservate con grande anticipo, in modo che il giornalista possa fare la sua figura ed in cambio il vicequestore riceve informazioni giornalistiche prima che queste siano diffuse. Una collaborazione di reciproca utilità.

Oltre alla scomparsa del Patriarca, la cronaca regista anche un omicidio ed i due fatti sono in qualche modo collegati. Cosa sta accadendo a Venezia? Saranno il vice questore Possamai con l’aiuto del giornalista Selvadego e della sua avvenente collega Gaspara ad indirizzare le indagini nel modo giusto per arrivare alla risoluzione del caso.

Paolo Forcellini, in questo suo libro Vipere a San Marco, ci racconta le bellezze e le tradizioni veneziane, tramite le indagini sulla scomparsa del patriarca e le azioni criminali della banda che sta sconvolgendo la vita lagunare. Il libro tratta anche in modo approfondito e intrigante le specialità gastronomiche del posto, data la tendenza dei protagonisti a trascorrere a tavola i momenti cruciali dell’avventura. I temi dell’attualità politica e sociale sono trattati con simpatica ironia ed un pizzico di irriverenza, che rendono la storia interessante e gradevole. La trama è costruita in modo lineare, con un intreccio brillante ma senza esagerazioni, privilegiando il racconto dettagliato dell’ambientazione, questa si straordinaria, per una lettura piacevole arricchita da frequenti inserti in lingua veneziana che danno una impronta tipica ai dialoghi, senza appesantire la lettura.

L’uomo del bosco

Titolo: L’uomo del Bosco

Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Un prologo misterioso che sembra un sogno o un incubo. Poi il richiamo ai giorni d’oggi. John Glynn è uno scienziato di fama internazionale, grande studioso di terremoti e scrittore di libri, veri e propri bestseller, diffusi in tutto il mondo. Ha da poco accettato di tornare in Italia, con un incarico all’Università della Tuscia, nella placida e quieta Viterbo, scegliendo di vivere a Civita di Bagnoregio, meglio nota come la città che muore, per via dei fenomeni naturali che stanno erodendo il terreno su cui è costruita. In questo romanzo acquista nuova vita e notorietà in un contesto del tutto imprevedibile. John sta portando avanti un suo progetto di esplorazione del sottosuolo, come prosecuzione degli studi iniziati da suo padre, altro geologo di grande fama, morto in una esplosione sotterranea in Belgio. La morte del padre rappresenta per John una ferita mai rimarginata con molti ricordi che a volte ritornano dai meandri della sua mente. Il commissario Rico Trivelli, nel carcere Mammagialla, sta indagando su un detenuto, morto suicida, che in tanti anni di detenzione non ha mai parlato delle sue colpe, dando l’impressione di voler nascondere la verità. C’è un collegamento misterioso tra gli studi scientifici di John, i suoi problemi psicologici, le indagini di Rico Rivelli, mentre strani fenomeni naturali avvengono proprio a Civita di Bagnoregio. Il romanzo tratta dei misteri delle profondità terrestri e quelli del profondo dell’animo umano, con i suoi limiti e paure. Una storia in cui si mescolano in modo intimo la razionalità scientifica e la parte irrazionale che per studiare l’inconscio prende in considerazione teorie poco scientifiche frutto della immaginazione e suggestione della mente umana. Mirko Zilahy, con questo L’uomo del Bosco, ha scritto un romanzo molto diverso dai suoi precedenti, confermandosi ottimo scrittore e grande costruttore di trame complesse e articolate. Questa volta ha messo insieme nozioni scientifiche e teorie fantastiche, riuscendo ad adattare il linguaggio e le parole al contesto, dando ad ogni capitolo il giusto tono per rappresentare gli eventi, i luoghi e le emozioni dei protagonisti. Un libro complicato pieno di fascino, di grande suggestione, da leggere con la giusta concentrazione, con tanti riferimenti scientifici, storici, antropologici ed archeologici.

Mind the gap

Titolo: Mind the gap

Autore: Luisa Multinu

Editore: Aporema

 

Ida è innamorata di Londra. Il suo sogno è vivere a Londra, lavorarci, essere integrata tra gli abitanti della città. Laureata, parla quattro lingue, vuole a tutti i costi allontanarsi dalla sua famiglia e provare a realizzare il suo sogno. Una volta a Londra, Ida si ritrova a vivere la dura realtà di tanti ragazzi come lei, sfruttati e sottopagati, impegnati in lavori estenuanti che non lasciano tempo libero. Una vita dura e per niente gratificante, fatta di continue umiliazioni e tante rinunce, per inseguire un sogno che a poco a poco si trasforma in un incubo.

Il libro descrive con grande efficacia i sentimenti di Ida e dei suoi compagni di avventura e illustra con molto realismo gli ambienti e le condizioni di lavoro. Il lettore si immerge nei mal di pancia di Ida, fa il tifo per lei quando lascia un posto di lavoro perché stufa di essere sfruttata, oppure quando inveisce contro la responsabile del reparto che non ha voluto confermarle il contratto di lavoro. Ma Ida non è una rivoluzionaria, insegue un sogno, vuole viverlo e ingoia bocconi amari pur di non rinunciare alla vita nella sua città ideale. Fin qui il commento alla lettura del libro e all’opera di Luisa Multinu, un buon esordio con un romanzo interessante e di grande attualità.

Quello che segue è il mio personale messaggio per tutti i ragazzi come Ida. Mind the gap dovrebbe essere letto da tutti i ragazzi che sono in partenza per l’estero senza una meta o un preciso riferimento lavorativo. Dopo averlo letto avranno una idea più precisa di quello a cui andranno incontro, lavori miseri, condizioni di lavoro umilianti, relazioni sociali con colleghi e superiori superficiali e poco sincere. Saranno esclusi dalla vita dei residenti, vivranno la loro condizione di immigrati frequentando solo persone come loro, una umanità con poche prospettive e poche certezze per il futuro. Pensateci ragazzi prima di buttare al vento la vostra laurea, il vostro sapere, gli anni di formazione. Credete in voi stessi, nessuno vi regalerà nulla né in Italia né all’estero, non ci sono scorciatoie, nessuno è diventato ricco lavando i piatti. Inseguite sogni che possano essere esauditi. L’amore di Ida per Londra non è corrisposto e per fare l’amore bisogna essere in due.

La donna della porta accanto

Titolo: La donna della porta accanto

Autore: Lorena Franco

Editore: Piemme

Traduzione: Claudia Acher Marinelli

Elisa Solano viene trovata cadavere nell’appartamento in cui risiede, in un elegante condominio di un esclusivo quartiere di Barcellona. Tutto lascia pensare che la vittima si sia sparata un colpo di pistola alla testa. Suo marito era tra i passeggeri del volo Barcellona Düsseldorf, precipitato sulle Alpi della Provenza per il tragico suicidio del pilota. Tutto accadde il 24 marzo 2015. Le indagini sulla morte di Elisa sono affidate a Joel Sanz, un poliziotto molto legato alla sua collega Isabel Morgado, che si trova in congedo per la morte del suo compagno, anche lui poliziotto, morto in servizio, ma che Joel vuole a tutti i costi al suo fianco. La scena del suicidio ricalca quella descritta nel romanzo “L’assassino di anime”, scritto da Gustavo de la Cruz, uno scrittore famoso in Spagna, che abita proprio di fronte all’appartamento di Elisa. Il terzo e ultimo appartamento del condominio è abitato da Sara Mendieta, una ricca giovane vedova, il cui marito, morto in un incidente d’auto, le ha lasciato un ingente patrimonio. Sara non convince gli investigatori, per il suo comportamento e per il suo passato nebuloso. Quale è il mistero che unisce gli abitanti di questo strano condominio?

La donna della porta accanto è un thriller mozzafiato, con tanti personaggi, tutti con storie misteriose, piene di inganni e di misteri. Barcellona è una location ideale per la sua atmosfera di perpetua vacanza, con i fatti che si svolgono nelle zone più note ai turisti di tutto il mondo. Una storia dalla trama complessa, piena di personaggi che nutrono le proprie ambizioni con attività criminali, per guadagnare tanti soldi, ma anche per fare del male a tante persone. Un mondo violento, corrotto, immorale, dove nessuno dice il vero, dove tutti fingono di essere quello che non sono. Un libro pieno di misteri, dove nulla è come sembra, con continui colpi di scena, che si susseguono fino alla conclusione del libro. Un thriller che coinvolge fin dalle prime pagine, in un vortice di eventi che aumenta di continuo la velocità, con una tensione crescente per una lettura emozionante.