Luana e Christian.

Non abbiamo finito di piangere Luana e dobbiamo compiangere Christian. Luana vittima di un orditoio, Christian schacciato da un tornio. Dal primo gennaio 2021 al 31 marzo 2021 sono morte in Italia 185 persone per incidenti sul lavoro. Il trend è in crescita rispetto al 2020. Sono numeri che lasciano senza parole. A mio parere, anche un solo morto all’anno in Italia sul lavoro dovrebbe essere considerato inaccettabile e dovrebbero essere tutti d’accordo, lavoratori, imprenditori, controllori, legislatori e lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo di vera civiltà ed evoluzione sociale. La vita di una persona non vale nessun incremento di produttività conseguente all’allentamento delle misure di sicurezza, nessun risparmio per le omesse misure di sicurezza o per gli omessi controlli. La legislazione italiana ed europea sulla sicurezza del lavoro è molto avanzata e completa, con tanti obblighi, tanti adempimenti e tante sanzioni. Ma i controlli sono pochi, inefficati, insufficienti. La sicurezza sul lavoro è troppo spesso percepita come un inutile balzello da aggirare per guadagnare tempo e risparmiare qualche costo. Ma la logica del profitto aziendale, sacrosanta quando si parla di business, di vendite e di gestione, non può essere applicata quando c’è di mezzo la vita delle persone. Spero che le indagini sulle morti di Luana e Christian siano accurate e che portino alla verità. Chi ha sbagliato è giusto che paghi un prezzo adeguato alla colpa. Luana, Christian, le loro famiglie e tutte le altre vittime del lavoro, hanno già pagato un prezzo troppo alto. Non c’è indennizzo che possa ripagare la perdita di una persona cara, ma la verità non ha prezzo e spesso è il vero indennizzo che le famiglie delle vittime desiderano ricevere.