Nella luce di un’alba più fredda

NELLA LUCE DI UN'ALBA PIù FREDDA

Titolo: Nella luce di un’alba più fredda

Autore: Hans Tuzzi

Editore: Bollati Boringhieri

Un giallo ambientato a Milano nel 1990, poco prima dell’inizio dell’era di “Mani pulite”. Norberto Melis è un dirigente della questura che si occupa preferibilmente di omicidi dove sono coinvolte persone normali, lasciando ad altri funzionari le indagini su omicidi di malavitosi conclamati. Melis è uno specialista nell’immedesimarsi nelle vite delle vittime per scoprire gli assassini, sfruttando il suo intuito e la conoscenza dell’animo umano. La storia ruota attorno alle indagini condotte dal commissario Iurilli sull’omicidio di un uomo solitario e di due anziane donne uccise con modalità simili, mentre Melis indaga sugli omicidi di un avvocato e della sua amante.

L’atmosfera è quella della Milano da bere degli anni Novanta, appena prima di Natale, euforia generalizzata, nessuno prevede il ciclone Mani Pulite che si sta per abbattere sulla città e sul resto d’Italia. Il clima politico e sociale è ricostruito con molto realismo, così come sono netti e chiari i riferimenti alle collusioni tra malavita, attività imprenditoriali e politica.  Le piccole truffe organizzate dai protagonisti appaiono come innocenti passatempi rispetto alle grandi truffe che coinvolsero molte istituzioni all’epoca.

Melis indaga, osserva e descrive la città di Milano, le sue imperfezioni, i difetti, le cose che non vanno come dovrebbero, una città laboriosa coma sempre ma con una voglia crescente di guadagnare soldi facili, di vivere alla grande. Le piccole truffe sono all’ordine del giorno, tutti ci provano, tanti ci cascano, qualcuno ci lascia la pelle. I colpevoli si mostrano capaci di tutto per ottenere dei vantaggi, forti nelle ambizioni e deboli moralmente, convinti di essere più furbi senza esserlo. Lo stile è diretto, chiaro, con inserti in dialetto milanese che danno incisività alle battute, oltre a ben localizzare la storia. Un giallo classico, uno spaccato dell’Italia di trent’anni fa, forse incomprensibile a chi è nato negli anni successivi.