La legge dell’innocenza

LA LEGGE DELL'INNOCENZA

Titolo: La legge dell’innocenza

Autore: Michael Connelly

Editore: Piemme

Traduzione: Alfredo Colitto

La vittoria in un processo, solita bevuta offerta ai colleghi, poi il ritorno a casa su una delle sue Lincoln. Una vettura della polizia, l’agente che lo invita a scendere, la targa posteriore mancante, forse uno scherzo di un collega burlone. Un cadavere nel bagagliaio. Mickey Haller è stato incastrato e l’accusa di omicidio arriva immediatamente. Le prove contro di lui sono inattaccabili, decide di difendersi da solo nel processo più importante della sua vita. Al suo fianco gli amici e colleghi di sempre, l’investigatore Cisco, la socia Jennifer Aronson, il fratellastro Harry Bosch e la sua ex, tornata a Los Angeles per il processo, con la figlia di lui e la ex moglie.

Mickey Haller è un grande avvocato, conosce il suo lavoro, sa come demolire l’accusa, come lavorarsi il giudice, come farsi benvolere dalle giurie, ma deve combattere contro un nemico che ha previsto tutto, che fornisce prove inconfutabili. Deve fronteggiare l’avvocato dell’accusa, che rappresenta lo Stato americano, che lo crede veramente colpevole e vorrebbe vederlo marcire in galera fino alla fine dei suoi giorni. Un legal thriller avvincente dal ritmo incalzante, con Haller contro lo Stato americano, con i cattivi che riescono a portare avanti il loro piano criminale proprio grazie alla legge ed alla insensata testardaggine dell’avvocato dell’accusa, l’avvocato Dana Berg detta Dana Braccio della Morte, un mastino a cui non interessa la verità, ma che vuole solo la condanna degli imputati.

Una storia che spiega con chiarezza i meccanismi dei processi, con i trucchi dell’accusa e della difesa, con le prese di posizione dei giudici e la quasi incomprensibile presenza della giuria popolare, che premia oltre ogni misura chi la racconta meglio a scapito della verità e della giustizia. Haller è un duro, non teme nulla, vuole vincere contro nemici molto più forti di lui, non si accontenta di risultare non colpevole, vuole essere proclamato innocente ed è disposto a tutto pur di dimostrarlo. Il romanzo tratta anche il tema delle carceri in America ed il trattamento che viene riservato agli ospiti scomodi, così come risulta del tutto inaccettabile il potere dei federali e la libertà che hanno di infrangere la legge. Un grande thriller, con tanti temi di interesse e di attualità, una storia coinvolgente narrata con grande abilità e mestiere.

La regola di Santa Croce

LA REGOLA DI SANTA CROCE

Titolo: La regola di Santa Croce

Autore: Gabriella Genisi

Editore: Rizzoli

La produzione italiana di gialli in questi anni è piuttosto prolifica e gli autori stanno creando un discreto numero di investigatori a cui appassionarsi. Sono in genere personaggi di grande empatia, non sempre riconosciuti dai superiori per i loro meriti e la loro dedizione alle indagini, ma che diventano protagonisti di storie appassionanti. Chicca Lopez, protagonista del giallo “La regola di Santa Croce”, fa parte di questo gruppo, avendone tutti i requisiti.

La storia è ambientata nel Salento, terra magnifica, mai come ora di gran moda. Chicca Lopez è un maresciallo dei Carabinieri, una vita segnata da una infanzia difficile, che ha lasciato ferite ancora aperte e difficili da curare. E’ stata spostata dal Nucleo Operativo alla Tutela dei Beni Culturali, lei non se lo aspettava, vorrebbe tornare al suo posto, ma i suoi capi non vogliono, meglio metterla dove può dare loro meno fastidio. Lei è un cavallo di razza a cui non sfugge niente e intraprende il nuovo incarico con la consueta grinta e dedizione.  Da un piccolo sfregio sulla facciata della chiesa di Santa Croce a Lecce, Lopez riesce a scoprire un collegamento con la scomparsa di tre giovani avvenuta oltre vent’anni prima. L’indagine sarà l’occasione per descrivere le meraviglie della chiesa di Santa Croce, di scoprire parte dei processi di realizzazione di tali capolavori dell’arte sacra, ricostruendo la storia recente del Salento e quanto le attività illegali abbiano influito nello sviluppo della zona con i vari intrecci tra criminalità organizzata e società civile. Le vicende personali della protagonista hanno una parte importante nella storia, per via della sua infanzia piena di difficoltà e per le conseguenze che da adulta si porta dietro. Anche la sua situazione sentimentale è fonte di preoccupazioni, che però non la distraggono dal suo obiettivo principale, ossia indagare e risolvere il caso. La vicenda del passato racconta come una innocente amicizia possa trasformarsi e diventare causa di tanto dolore. Misteri moderni e leggende antiche, tutto ben dosato e miscelato secondo una ricetta alchemica che Gabriella Genisi riesce a trasformare in un romanzo intenso, che tratta vari temi in modo appassionato e coinvolgente.

Il lusso della giovinezza

IL LUSSO DELLA GIOVINEZZA

Titolo: Il lusso della giovinezza

Autore: Gaetano Savatteri

Editore: Sellerio

Saverio Lamanna è un quarantenne, amante delle battute sarcastiche, giornalista e scrittore, fuori luogo nella maggior parte delle situazioni, fidanzato con la bellissima Suleima, una ragazza che lavora con un americano, Steve Parker, facoltoso imprenditore che vuole investire in Sicilia, che crede in un futuro migliore per l’isola. Un giorno Saverio riceve una telefonata da Suleima che lo avvisa della morte dell’americano, trovato in fondo ad un dirupo. Saverio lascia il mare di Màkari per recarsi nelle Madonie, a Castelbuono, accompagnato dal suo fido amico Peppe Piccionello. Per lui è come recarsi al Polo Nord, in un ambiente ostile, lontano dal suo amato mare. Saverio capisce che la morte di Steve non è un semplice incidente, così comincia una sua indagine, insieme ai giovani che compongono la squadra con cui lavorava l’americano, compresa la fidanzata. Chi poteva avere interesse ad uccidere un uomo generoso che credeva nei giovani e nello sviluppo della zona?

Saverio Lamanna è protagonista dell’azione e scrittore del libro, un sagace battutista, incapace di trattenersi da comportamenti inadeguati in ogni occasione, spesso insopportabile, ma in fondo una brava persona. Un libro dalla lettura piacevole, dal ritmo incalzante, capitoli brevi con dialoghi serratissimi, che caratterizzano alla perfezione i vari personaggi. Tante citazioni letterarie, cinematografiche, poetiche e di cultura popolare. Un giallo che racconta il degrado sociale ed i contrasti tra le giovani generazioni e quelle più anziane, con i giovani che vogliono cambiare le cose senza dover abbandonare la terra natia e gli anziani che fanno di tutto per scoraggiare qualsiasi idea innovativa ed ogni tipo di cambiamento. Una scrittura a tratti esilarante, sempre brillante, piena di personaggi originali e di sicuro effetto, un pessimismo comico che considera il destino immodificabile, una rappresentazione dell’attuale situazione siciliana realistica, malinconica ma nello stesso tempo che guarda al futuro con un certo ottimismo. Il libro lancia il tema del cambiamento della Sicilia e lascia intendere come possibile risposta che tutto è nelle mani delle nuove generazioni, nei giovani, che non dovrebbero lasciarsi sfuggire la possibilità di cambiare.

Il mistero della finocchiona a pedali

IL MISTERO DELLA FINOCCHIONA A PEDALI

Titolo: Il mistero della finocchiona a pedali

Autore: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi

Editore: Giunti

Dario Cecchini è il titolare della Macelleria Cecchini di Panzano in Chianti, Ambasciatore della carne toscana nel mondo, uomo vulcanico e geniale. Alessandro Mauro Rossi è un giornalista finanziario, appassionato della Toscana che ha scelto di vivere a Panzano. I due hanno scritto “Il mistero della finocchiona a pedali”, unendo le rispettive creatività e passione per la Toscana.

I protagonisti sono tutti abitanti di Panzano, tutti adorano la “ciccia” di Cecchini, tutti vanno a caccia di cinghiali, tutti hanno un soprannome, tutti spettegolano di tutto e di tutti. La storia inizia con un ciclista che viene ritrovato cadavere in una strada nelle vicinanze di Panzano. Durante una battuta di caccia organizzata per ridurre il numero di cinghiali ed evitare i conseguenti disastri provocati dalle loro scorrerie nelle coltivazioni, vengono ritrovati diversi animali morti. Poi ancora un ciclista muore sulle strade del parse. Quindi ormai è certo che Panzano è un paese meraviglioso ma pericoloso per cinghiali e ciclisti. Sarà proprio Dario Cecchini con la sua curiosità e la sua intraprendenza a risolvere il caso insieme al suo amico Alessandro. Gli autori del libro sono anche i protagonisti del giallo, una grande operazione promozionale per le bellezze di Panzano e per la gloriosa Macelleria Cecchini e i suoi fantastici prodotti. Un libro simpaticamente politically incorrect, che mette nel mirino i ciclisti e la loro esagerata passione per l’Eroica, la mitica corsa per bici d’epoca che passa proprio per Panzano, che non considera le ragioni di coloro che sono contro la caccia e di coloro che non mangiano la carne. Tutto il paese di Panzano è coinvolto nella risoluzione del giallo che si rivelerà un intrigo internazionale, con addirittura servizi ed agenti segreti in azione. La finocchiona che pedala è un povero ciclista asiatico in carne che fa parte delle vittime del giallo, tanto per dare una misura dell’irriverenza degli autori. Un libro divertente, un giallo ben costruito, un viaggio nella toscana più vera, irriverente e irresistibile, che regala qualche ora di benessere e relax.

I delitti di via Margutta

I DELITTI DI VIA MARGUTTA

Titolo: I delitti di via Margutta

Autore: Giancarlo Capaldo

Editore: Chiarelettere

L’autore di questo giallo appartiene alla categoria di scrittori che preferisco, ossia autori che nella vita hanno fatto tutt’altro e che si sono dedicati alla scrittura per passione e non per professione.  Giancarlo Capaldo è un magistrato ora in pensione, è stato responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, incaricato di importanti indagini su fatti che hanno segnato la storia recente italiana. I delitti di via Margutta è un libro molto piacevole, ambientato a Roma, con il suo consueto fascino architettonico e storico, una affollata lista di personaggi di vario tipo, politici, banchieri, imprenditori, nobili, faccendieri, massoni, donne affascinanti ed altre poco inclini alla morigeratezza. I protagonisti della storia sono il principe Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia e sua moglie Gloria, insieme al loro fidatissimo maggiordomo Oliver. Un trio irresistibile, empatico, raffinato e gentile, con ottime introduzioni in tutti i salotti buoni e negli uffici del potere. Il Principe e la moglie, oltre alle varie attività che coltivano grazie alla loro fortunata condizione sociale, hanno la passione per le indagini ed una incredibile capacità di entrare in sintonia con le persone, indipendentemente dalla loro condizione sociale. Questa volta l’occasione per mettere alla prova il loro fiuto investigativo è l’assassinio di una loro amica, una signora molto in vista nel bel mondo romano, con la polizia che brancola nel buio ed i tre che con metodi poco ortodossi, cercano la verità a modo loro.

La storia si sviluppa tra ricevimenti eleganti, viaggi per il mondo, incontri con misteriosi faccendieri, prelati anonimi di grande potere, uomini delle istituzioni, avvocati prestigiosi che conoscono tutto di tutti. La trama è ben costruita, nessun indizio trapela dalle indagini e la soluzione del caso sarà del tutto imprevedibile. La finzione si mescola con la storia di Roma degli ultimi decenni, con riferimenti a fatti realmente accaduti, che conferiscono alla trama una maggiore veridicità. La scrittura di Capaldo è chiara e scorrevole, ironica e tagliente ma anche profonda e piena di considerazioni sull’animo umano, sulla giustizia, sul potere, sugli errori che comportano la caduta di alcuni e la carriera di altri. Descrizioni dettagliate ed appassionate dei luoghi in cui si svolgono i fatti e dialoghi serrati che rendono molto bene il carattere dei protagonisti. Un giallo appassionante per la personalità dei protagonisti ed il fascino della storia, per i temi trattati e per la personalità dei protagonisti, la trama avvincente e il ritmo serrato del racconto, per una lettura di grande piacere.

Alle porte della notte

ALLE PORTE DELLA NOTTE

Titolo: Alle porte della notte

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Una storia che vede protagonisti il vicequestore Loris Sebastiani e il giornalista hacker Enrico Radeschi. Una rapina in una famosa ed elegante gioielleria di via Montenapoleone, il tempio sacro della moda meneghina e le sue relative indagini, trovano un collegamento con una precedente rapina, avvenuta 15 anni prima, nel Diamond Center di Anversa, in Belgio. Radeschi sarà coinvolto nelle indagini insieme al suo pericoloso amico criminale, il Danese, il bandito spietato che quando si tratta di aiutare Radeschi diventa generoso e altruista. Gli ingredienti della storia sono i soliti ben collaudati. Sebastiani riesce a fare colpo sulle donne, Radeschi riesce a infilarsi nei guai, ma con amici come il Danese e Sebastiani, riesce sempre a trovare una soluzione. La sua conoscenza dei computer e delle tecnologie lo aiuta ad essere protagonista delle indagini, ad essere sempre in prima linea, ad entrare in possesso di notizie in anticipo sugli altri quotidiani a tutto vantaggio del portale Milano Nera, la sua creatura giornalistica che spera lo renda ricco e famoso. Una storia costruita ad arte, con un epilogo imprevedibile, dove accade di tutto, dove molti non sono quello che sembrano. Numerosi indizi che portano il lettore in direzioni lontane dalla verità, che sarà svelata solo alla fine di un intreccio geniale. Personaggi ben definiti, storie diverse tra loro che si incastrano alla perfezione, capitoli brevi e continui cambi di scenario, una scrittura chiara e veloce, dialoghi molto serrati e diretti, senza fronzoli. Milano appare nelle sue due facce contrastanti, la città moderna ed elegante delle vie della moda, e la città dei grandi traffici illeciti, gestiti da criminali di tutto il mondo, dove le varie mafie e associazioni a delinquere di varia provenienza prosperano e fanno affari di ogni tipo. Il finale mette assieme tutti i pezzi del complicato puzzle disegnato da Roversi, e quello che sembrava un’accozzaglia di indizi e di possibili piste diventa una conclusione logica e lineare.

 

Quando tornerò

QUANDO TORNERO'

Titolo: Quando tornerò

Autore: Marco Balzano

Editore: Einaudi

Una madre, Daniela, un figlio, Manuel, una figlia, Angelica. Un padre fannullone senza ambizioni. Una famiglia come tante che vive nella campagna rumena, vite misere, senza soldi e senza futuro. Daniela non vuole continuare con la vita che sta conducendo, vuole fare qualcosa per uscire dallo squallore. Decide di scappare, di raggiungere l’Italia, guadagnare dei soldi e mandarli ai figli, per farli studiare, per dare loro un futuro migliore. La vita in Italia di Daniela è dura, fatta di solitudine, emarginazione, lavora come badante per anziani, guadagna abbastanza, manda i soldi a casa, ma quanta sofferenza, quante incomprensioni con i suoi figli che non capiscono e non condividono la sua scelta. I figli beneficiano dei soldi che la madre manda tutti i mesi, ma non basta. A loro manca l’affetto della madre, la sua presenza, l’essere una famiglia. Il padre scappa dopo poco tempo, anche lui abbandona la famiglia, ma la sua partenza è meno dolorosa, gli uomini come lui sono dei fannulloni, non hanno ambizioni, non fanno nulla per migliorare la propria vita e quella della famiglia.

La storia è raccontata in prima persona dalla madre e dai figli. Il racconto di una vita dura, degli sforzi di una madre che non accetta la vita che sta vivendo, la solitudine dei figli e le incomprensioni in famiglia. La scelta di Daniela garantisce qualche soldo in più, ma quanta sofferenza, sia per lei che per i due figli. Poi un evento tragico che cambia tutto. Una scrittura scarna, dialoghi essenziali ma profondi, pensieri ed emozioni dei protagonisti resi con gentilezza ed eleganza, riproducendo con grande precisione l’atmosfera della campagna rumena come la vita a Milano di Daniela, benessere e solitudine, nostalgia del proprio paese e voglia di emancipazione.

Il tema dell’emigrazione viene raccontato in una vicenda drammatica che mostra come la vita può essere dura ed il destino avverso, ma che c’è sempre qualcosa da fare per cambiare. La forza di volontà e la determinazione, unite alla ambizione di realizzare il proprio sogno, sono indispensabili per cambiare il proprio destino. Ogni scelta ha le sue conseguenze, c’è chi vuole partire e chi vuole restare. I soldi sono importanti ma sono gli affetti familiari le vere fondamenta su cui le persone costruiscono la propria vita.

Nella luce di un’alba più fredda

NELLA LUCE DI UN'ALBA PIù FREDDA

Titolo: Nella luce di un’alba più fredda

Autore: Hans Tuzzi

Editore: Bollati Boringhieri

Un giallo ambientato a Milano nel 1990, poco prima dell’inizio dell’era di “Mani pulite”. Norberto Melis è un dirigente della questura che si occupa preferibilmente di omicidi dove sono coinvolte persone normali, lasciando ad altri funzionari le indagini su omicidi di malavitosi conclamati. Melis è uno specialista nell’immedesimarsi nelle vite delle vittime per scoprire gli assassini, sfruttando il suo intuito e la conoscenza dell’animo umano. La storia ruota attorno alle indagini condotte dal commissario Iurilli sull’omicidio di un uomo solitario e di due anziane donne uccise con modalità simili, mentre Melis indaga sugli omicidi di un avvocato e della sua amante.

L’atmosfera è quella della Milano da bere degli anni Novanta, appena prima di Natale, euforia generalizzata, nessuno prevede il ciclone Mani Pulite che si sta per abbattere sulla città e sul resto d’Italia. Il clima politico e sociale è ricostruito con molto realismo, così come sono netti e chiari i riferimenti alle collusioni tra malavita, attività imprenditoriali e politica.  Le piccole truffe organizzate dai protagonisti appaiono come innocenti passatempi rispetto alle grandi truffe che coinvolsero molte istituzioni all’epoca.

Melis indaga, osserva e descrive la città di Milano, le sue imperfezioni, i difetti, le cose che non vanno come dovrebbero, una città laboriosa coma sempre ma con una voglia crescente di guadagnare soldi facili, di vivere alla grande. Le piccole truffe sono all’ordine del giorno, tutti ci provano, tanti ci cascano, qualcuno ci lascia la pelle. I colpevoli si mostrano capaci di tutto per ottenere dei vantaggi, forti nelle ambizioni e deboli moralmente, convinti di essere più furbi senza esserlo. Lo stile è diretto, chiaro, con inserti in dialetto milanese che danno incisività alle battute, oltre a ben localizzare la storia. Un giallo classico, uno spaccato dell’Italia di trent’anni fa, forse incomprensibile a chi è nato negli anni successivi.

L’uomo della pianura

L'UOMO DELLA PIANURA

Titolo: L’uomo della pianura

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Dopo la lettura de “Il pregiudizio della sopravvivenza”, ultimo uscito tra i libri della serie dedicata a Radeschi, il giornalista hacker, non potevo non andare a ritroso e leggere il libro in cui si racconta la vicenda di Hurricane, il criminale che lo vuole uccidere. La storia ha inizio con un una storia d’amore finita male tra la figlia del proprietario di un grosso allevamento di mucche e un giovane di etnia sikh addetto alla cura del bestiame. La ragazza viene trovata uccisa con ferite che sembrano fatte con un kirpan, il coltello che ogni sikh indossa. Il giovane indiano si è dato alla fuga protetto dalla complicità della comunità sikh. Radeschi viene inviato sul posto a seguire le indagini che avranno sviluppi imprevedibili. La storia di Hurricane ha inizio negli anni settanta, quando un giovane viene condannato al carcere per un errore giudiziario. Hurricane entra in carcere da innocente e ne esce trasformato in un criminale omicida. Scontata la condanna, esce dal carcere, organizza un rapimento, estorce un cospicuo riscatto, ruba i soldi ai suoi complici, uccide l’ostaggio in modo brutale, si dà alla fuga con il malloppo. Da qui la scomparsa, tanti anni in fuga, poi il ritorno e la decisione di eliminare i suoi nemici.

Radeschi è un giornalista freelance, sempre alla guida della sua inseparabile vespa gialla, una vita dedicata alla professione ma con poche soddisfazioni economiche. Una storia ambientata nella Bassa Padana, al freddo ed in mezzo alla nebbia, per le vicende di Radeschi. Più internazionale e varia la vita di Hurricane, che si dedica al recupero del  tempo perso in galera, girando per il mondo e godendo degli agi che si può permettere grazie ai soldi frutto delle sue azioni criminali. Lo stile di Roversi è brillante, con una ironia sottile e incisiva, che sa cogliere gli aspetti negativi e drammaticamente comici della società italiana, dalla politica ai comportamenti delle persone. Il ritmo della vicenda è continuo ed incalzante, tra indagini e crimini, critica sociale e brillante ironia. Una storia dalle tinte “noir”, tra malavita, carceri e giornalismo. Una lettura piacevole e appassionante con un finale drammatico.

Il pregiudizio della sopravvivenza

IL PREGIUDIZIO DELLA SOPRAVVIVENZA

Titolo: Il pregiudizio della sopravvivenza

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Enrico Radeschi è un giornalista, esperto di informatica, fidanzato con Andrea, anche lei giornalista. Andrea è a Salisburgo per una conferenza e improvvisamente scompare. Enrico riceve un video in cui la ragazza è legata, il mittente è un suo vecchio nemico, che è tornato per la definitiva resa dei conti. Andrea è solo un modo per coinvolgere Enrico, ma è lui la vittima predestinata. Enrico, per salvare Andrea, chiede aiuto al suo amico vicequestore Sebastiani e al Danese, un fuori legge molto generoso quando si tratta di aiutarlo. La storia è una corsa senza soste tra Milano, l’Austria e poi di nuovo Milano, gli eventi si susseguono senza respiro. Sebastiani con la sua squadra è impegnato nell’indagine su una rapina spettacolare compiuta da 4 donne durante una festa privata tra persone molto abbienti, ma trova il tempo per aiutare il suo amico Enrico. Una storia movimentata, una corsa contro il tempo e contro un nemico spietato, che non esita ad uccidere chiunque pur di ottenere il suo scopo. La trama è lineare, i fatti si susseguono vorticosamente e sono raccontati con una scrittura piacevole e accattivante. La storia coinvolge subito il lettore che si ritrova impigliato nella rete degli eventi, continuando a leggere senza fermarsi per non interrompere il divertimento. Il libro è una specie di ottovolante, una volta partito, puoi solo scendere alla fine. Una lettura che garantisce qualche ora di evasione, con una storia attraente, personaggi ben definiti di grande empatia, riferimenti alla realtà dei nostri giorni, al potere delle organizzazioni criminali che dispongono di vere e proprie zone franche al centro delle principali città italiane. Milano è descritta rispettando l’evoluzione modaiola dei locali e dei quartieri. Enrico è sempre in sella alla sua eterna vespa gialla, Sebastiani ha il sigaro spento sempre in bocca, il Danese non abbandona mai la sua iguana Iris, ognuno ha il suo elemento caratterizzante. Il testo è composto da capitoli brevi, continui cambi di scena, dialoghi ironici, situazioni a metà tra il tragico e il comico. Tanti riferimenti musicali adornano ed abbelliscono il racconto.

Sangue Inquieto

SANGUE INQUIETO

Titolo: Sangue Inquieto

Autore: Robert Galbraith

Editore: Salani

Traduzione: Barbara Ronca, Laura Serra, Loredana Serratore

Sangue inquieto è il quinto romanzo della serie dedicata all’investigatore Cormoran Strike ed alla sua socia Robin Ellacott.

Cormoran si trova in Cornovaglia per assistere sua zia Joan, che in pratica lo aveva adottato, giunta in punto di morte per una malattia inesorabile. Una sconosciuta lo avvicina per chiedergli di indagare sulla scomparsa della madre, Margot Bamborough, una dottoressa che quasi quarant’anni prima era sparita senza lasciare tracce. Riprendere una indagine dopo che sono passati così tanti anni non è affatto facile e le probabilità di successo sono molto poche. Ma Cormoran e Robin decidono di accettare l’incarico e iniziano una indagine lunga e complessa, alla ricerca dei pochi testimoni ormai rimasti in vita e di ulteriori prove e indizi che non è affatto facile trovare dato il tanto tempo trascorso. La storia del giallo si intreccia con le vicende personali di Cormoran e di Robin. Cormoran sta soffrendo per la malattia della sua madre adottiva, mentre sia la sua ex fidanzata che la sua famiglia biologica si fanno sentire tanto per complicargli la vita. Robin è alle prese con il divorzio e la cosa non è affatto semplice. Le loro vite si complicano ed anche i loro rapporti ne risentono, sia sul piano professionale che personale.

Un libro scritto con lo stile che caratterizza i libri di Robert Galbraith (lo pseudonimo di J.R.Rowling, autrice della serie di Harry Potter), ossia storie costruite su una trama solida e ben strutturata, storie in cui gli eventi si susseguono con calma, senza un grosso ritmo, con ampie e dettagliate descrizioni degli ambienti e dei caratteri dei personaggi. Sono libri adatti per essere letti con calma, per apprezzarne tutti i dettagli, la trama e tutti i riferimenti che sono richiamati. In questo caso ci sono anche alcuni disegni, che arricchiscono la trama di mistero e di un tocco di esoterismo, che vanno a complicare ulteriormente il quadro investigativo. La lunghezza del libro, oltre 1100 pagine, mette a dura prova la tenacia del lettore e forse una stesura più breve avrebbe giovato alla piacevolezza della lettura. La conclusione del libro lascia intendere che ci sarà un seguito. La saga di Cormoran e Robin continua.

Gli occhi di sara

GLI OCCHI DI SARA

Titolo: Gli occhi di Sara

Autore: Maurizio de Giovanni

Editore: Rizzoli

Gli occhi di Sara è il quarto romanzo di Maurizio De Giovanni dedicato al personaggio di Sara, la ex agente dei servizi segreti con un talento unico nell’ interpretare il linguaggio del corpo. La storia inizia da dove il precedente romanzo era terminato, ossia con la malattia del nipote di Sara, di soli due anni, colpito da un tumore inoperabile, il cui destino è ormai segnato. Sara combatte una nuova battaglia contro il male, fa affidamento sui suoi pochi veri amici per trovare il modo di salvare il nipote, per non arrendersi al destino. Sara capisce che c’è una possibilità, carpisce dalla dottoressa che ha in cura il piccolo che una strada alternativa è possibile e passa attraverso un chirurgo straniero, un tipo bizzarro, che potrebbe fare il miracolo. La ricerca di questo medico porta Sara a rivivere il suo primo incarico con i Servizi, quando nel 1990 spiava un gruppo di ragazzi stranieri che stavano organizzando un attentato al Papa.

Il libro è il più riuscito dei quattro dedicati a Sara ed è uno dei migliori di De Giovanni. La trama è complessa ed articolata, si sviluppa su due piani temporali, il presente e il 1990, con vari personaggi che con le loro personalità, passioni politiche, sentimenti, contribuiscono a costruire una storia di grande spessore. Il racconto è un perfetto incastro di temi diversi come il dolore della malattia, le condizioni dei malati e del personale degli ospedali, la forza necessaria per reagire al destino avverso, ma anche le vicende storiche e politiche, i giochi di potere tra politica e servizi segreti.

In questo libro la protagonista Sara appare molto più determinata, vitale, mostrando lati fin qui inediti del suo carattere. In tante occasioni Sara è stata in balia di un destino che non è mai riuscita a cambiare, questa volta lei vuole cambiare un destino che sembra già scritto, riuscendo anche a chiudere alcuni conti ancora aperti del suo passato. Una storia con molti punti di interesse, una serie di personaggi dell’umanità prorompente, una tensione crescente, un finale che rimane in bilico tra il dramma e il lieto fine.

Flora

FLORA

Titolo: Flora

Autore: Alessandro Robecchi

Editore: Sellerio

La tivù al centro della vicenda. Flora De Pisis, la presentatrice del programma Crazy Love, è stata rapita. Proprio lei che sulle disgrazie altrui ha basato il successo delle sue trasmissioni, diventa protagonista di un atto criminale. Immediata la richiesta di riscatto, 10 milioni di euro più un’ora di trasmissione in diretta televisiva, in prima serata, senza interruzioni e senza pubblicità, condotta proprio da Flora De Pisis. I vertici della prima tivù commerciale italiana accettano le condizioni dei rapitori, aprendo un enorme dibattito nel paese, spaccato tra favorevoli e contrari. Mancano pochi giorni alla diretta, l’Italia attende con ansia, cosa farà Flora? Che fine farà Flora? Il piano dei rapitori è ardito quanto semplice e romantico. Ma si tratta di un vero rapimento oppure è solo un trucco per aumentare gli spettatori?  Una donna tanto amata dai suoi fan quanto odiata dai suoi detrattori, ma a nessuno indifferente, al centro di una vicenda che di fatto sta bloccando l’Italia, come se non ci fossero problemi maggiori da risolvere.

Un libro avvincente, una storia originale, raccontata con grande ritmo e con una tensione crescente. La storia mescola l’idealismo dei rapitori con i calcoli dei manager della tivù privata. Poesia e trash televisivo, i due opposti della produzione culturale, mescolati in modo sapiente, divertente e stimolante. La società italiana raccontata attraverso il freddo modo di ragionare dei manager, l’occhio statico della politica e delle istituzioni, le menti creative dei criminali, capaci di elaborare un piano tanto folle quanto nobile, almeno in parte. Un libro che riesce a divertire, emozionare e intrigare il lettore con una storia originale e appassionante, da leggere con sapiente lentezza, per apprezzare al meglio i tanti riferimenti alle opere di Robert Desnos, poeta surrealista parigino, noto per la sua produzione artistica quanto per il suo impegno politico a favore della libertà.