Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

IL CASO DELL'ABOMINEVOLE PUPAZZO DI NEVE

Titolo: Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

Autore: Nicholas Blake

Editore: Giunti

Traduzione: Roberto Serrai

Siamo in Inghilterra, anni 40, è Natale, fa freddo e nevica. Il detective Nigel Strangeways con la moglie è stato invitato ad indagare sulle strane conseguenze che ha avuto una seduta spiritica in casa Restorick. La mattina successiva la giovane Elizabeth Restorick viene trovata impiccata nella sua stanza. A prima vista sembra un suicidio ma molti elementi spingono tutti a credere che si tratti di un omicidio mascherato da suicidio. L’azione avviene nella villa di campagna di una famiglia importante, tutto comincia con una seduta spiritica che doveva evocare il fantasma che tutti credono sia ospitato dalla villa ed invece sembra che abbia avuto effetto solo sul gatto di casa causando strani comportamenti, c’è il suicidio-omicidio di Elizabeth, ci sono un gran numero di sospettati, dal futuro marito di Elisabeth, Will Dykes, al medico che la aveva in cura, al fratello ed a una amica. Un groviglio di indiziati, di sospetti, di strani eventi difficilmente collegabili tra loro.

Questo libro “giallo” è uscito nel 1941 e fa parte della lista dei romanzi che hanno influenzato il futuro sviluppo del genere. Nigel Strangeways è un investigatore privato ma non è l’unico a lavorare al caso, non ha una personalità dominante, non è velocissimo ed infallibile nelle sue deduzioni. Il libro ha molti protagonisti, tutti diversi tra loro, ben caratterizzati e definiti, che parlano di droghe, dipendenze, sesso e libertà di comportamento. Anche il contesto storico della vicenda è ben rappresentato, con i riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale, da poco iniziata e con le idee di Will Dykes, che appartiene alla classe operaia e si trova poco a suo agio tra gli ospiti di casa Restorick. Un libro interessante che ha anticipato la tendenza moderna del genere di raccontare le trame criminali mescolandole con l’attualità sociale.