Il racconto dell’ancella

IL RACCONTO DELL'ANCELLA

Titolo: Il racconto dell’Ancella

Autore: Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Camillo Pennati

Il libro è uscito nel 1985 e racconta un futuro prossimo, in cui il nostro pianeta è devastato dalle radiazioni, l’America è controllata da un regime totalitario, la Repubblica di Gilead, basata sul controllo del corpo femminile. Le donne fertili sono al servizio degli uomini allo scopo di riprodurre la specie, sono chiamate “Le Ancelle”. L’unica religione ammessa è quella di stato, le altre religioni sono illegali. I ribelli sono annientati o esiliati nelle zone dove vengono smaltiti i rifiuti tossici che inquinano il pianeta. Le donne non fertili o troppo anziane sono dichiarate “nondonne” ed eliminate. Il potere viene mantenuto controllando con il terrore le donne, private di ogni libertà e diritto. La storia viene raccontata da una “Ancella” di nome Offred, ossia la donna che appartiene a Fred.

Il libro ha avuto un grande successo di vendite, è diventato una specie di manifesto di alcuni movimenti a sostegno dei diritti delle donne, oppure un monito di quello che potrebbe accadere continuando a negare i diritti delle donne, in una escalation involutiva difficile da pronosticare ma non da escludere categoricamente.

Il libro tocca il tema della sottomissione della donna e delle interferenze che la politica può avere nelle decisioni delle donne in relazione alla procreazione, un tema sempre attuale con forti implicazioni sociali e religiose. Il romanzo è scritto in modo volutamente incompleto, senza spiegare tutto in dettaglio, per accentuare l’atmosfera di incertezza e di indeterminazione che caratterizza la vita delle protagoniste. Un mondo in cui nessuno vorrebbe vivere, eppure è stato scelto dalla classe dominante per garantire il controllo delle persone. Un libro che può essere letto ed apprezzato secondo diversi metri di giudizio, ossia per i temi trattati, per lo stile di scrittura, per la costruzione visionaria del futuro del genere umano. Un libro complesso che invita chi lo legge  a porsi molte domande ed a cercare le risposte dentro di sé.

4 pensieri su “Il racconto dell’ancella

  1. Ho letto il libro tre anni fa, non è un libro di fantascienza in senso stretto, plausibile in una visione distopica del mondo. Ma è la condizione della donna che emerge con forza ed è la prefigurazione estremizzata di alcune realtà già presenti. Un libro che fa pensare.

  2. Senza voler disonorare Orwell e Huxley, questo romanzo (e pertanto la scrittrice) entra a pieno titolo fra i grandi romanzi distopici che servono ad aprire la mente e a saper guardare i rischi di certe direzioni delle società attuali. Quello che accade nel romanzo riguarda certamente le donne, ma il “campanello di allarme” che la Atwood suona, ci avverte di ogni possibile pericolo che si annida nei tentativi di capovolgere regole, scritti e dettami di per se giusti se contestualizzati, abominevoli se estrapolati dal periodo storico e usati per fini aberranti.

    • Il libro è un grande esempio di romanzo che racconta un futuro fosco e terribile, al pari degli altri grandi romanzi a cui viene spesso accostato. Sono d’accordo con te che è scritto per le donne ma in pratica è un importante monito per tutti.