Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

IL CASO DELL'ABOMINEVOLE PUPAZZO DI NEVE

Titolo: Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

Autore: Nicholas Blake

Editore: Giunti

Traduzione: Roberto Serrai

Siamo in Inghilterra, anni 40, è Natale, fa freddo e nevica. Il detective Nigel Strangeways con la moglie è stato invitato ad indagare sulle strane conseguenze che ha avuto una seduta spiritica in casa Restorick. La mattina successiva la giovane Elizabeth Restorick viene trovata impiccata nella sua stanza. A prima vista sembra un suicidio ma molti elementi spingono tutti a credere che si tratti di un omicidio mascherato da suicidio. L’azione avviene nella villa di campagna di una famiglia importante, tutto comincia con una seduta spiritica che doveva evocare il fantasma che tutti credono sia ospitato dalla villa ed invece sembra che abbia avuto effetto solo sul gatto di casa causando strani comportamenti, c’è il suicidio-omicidio di Elizabeth, ci sono un gran numero di sospettati, dal futuro marito di Elisabeth, Will Dykes, al medico che la aveva in cura, al fratello ed a una amica. Un groviglio di indiziati, di sospetti, di strani eventi difficilmente collegabili tra loro.

Questo libro “giallo” è uscito nel 1941 e fa parte della lista dei romanzi che hanno influenzato il futuro sviluppo del genere. Nigel Strangeways è un investigatore privato ma non è l’unico a lavorare al caso, non ha una personalità dominante, non è velocissimo ed infallibile nelle sue deduzioni. Il libro ha molti protagonisti, tutti diversi tra loro, ben caratterizzati e definiti, che parlano di droghe, dipendenze, sesso e libertà di comportamento. Anche il contesto storico della vicenda è ben rappresentato, con i riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale, da poco iniziata e con le idee di Will Dykes, che appartiene alla classe operaia e si trova poco a suo agio tra gli ospiti di casa Restorick. Un libro interessante che ha anticipato la tendenza moderna del genere di raccontare le trame criminali mescolandole con l’attualità sociale.

Inferno Capitale

INFERNO CAPITALE

Titolo: Inferno Capitale

Autore: Massimo Lugli e Antonio Del Greco

Editore: Newton Compton

Roma è sconvolta, c’è un serial killer che uccide le donne dopo averle violentate. Le indagini sono dirette da Angela Blasi, vicequestore e dirigente della Sezione Omicidi della Mobile, che si trova ad affrontare un caso reso difficile sia dalla mancanza di indizi che dalla pressione dei suoi superiori e della stampa che cavalca le paure delle persone per aumentare le vendite o le visualizzazioni su Internet. Le vittime aumentano, per gli investigatori è una lotta contro il tempo e contro un omicida che non lascia tracce, che non commette errori.

Roma appare come una città in balia della malavita organizzata, dove troppe persone vivono ai confini della legalità e le forze dell’ordine trovano poca collaborazione nelle loro indagini. La storia ha un ritmo intenso, i fatti si susseguono senza un attimo di respiro, le vicende sono descritte con dovizia di particolari drammatici che trasmettono con efficacia al lettore la violenza assoluta del killer, il terrore delle vittime ed il dolore insopportabile delle donne che sono sopravvissute alle aggressioni. Il romanzo racconta le vicende di molti protagonisti, alcune sono persone normali, altre sono persone famose che hanno una immagine pubblica sopravvalutata rispetto alle reali doti umane e personali. Anche il lato privato di alcuni investigatori ha la sua importanza nella trama, con alcune vicende personali che contribuiscono ad allentare il clima di alta tensione del libro. Il romanzo è un piccolo manuale di conduzione delle indagini, spiega come funzionano i rapporti tra Polizia e Magistratura, descrive il lavoro dei giornalisti che seguono la cronaca nera, sempre in strada e in azione, come i poliziotti che indagano. Gli autori sono un giornalista di cronaca nera e un poliziotto che hanno unito le loro esperienze lavorative con le doti di scrittori. Uno spaccato interessante della Roma attuale. E’ finzione ma la realtà non è distante.

L’editor

L'EDITOR

Titolo: L’editor

Autore: Massimiliano Governi

Editore: Atlantide

Un ispettore di polizia appena trasferito a Roma. Un cadavere massacrato nel Parco della Caffarella.

E’ l’inizio del romanzo “L’Editor”, un giallo ambientato a Roma, un giallo che parla di altri gialli, di scrittori e della solitudine delle persone.

La vittima era un editor di una nota casa editrice, una persona molto famosa nel giro degli scrittori per il modo quasi ossessivo con cui svolgeva la sua professione. L’ispettore è in un momento difficile della sua vita, l’indagine sulla morte dell’editor è l’unico incarico che ha e si ritroverà coinvolto nelle indagini in modo inusuale per un poliziotto, immergendosi totalmente nella vita della vittima, nei suoi libri, nei suoi appunti, nel suo modo di vivere, dedicando alle indagini tutto il suo tempo.

Un romanzo che parte come un giallo, con le indagini che stentano a decollare per la mancanza di indizi, di sospettati credibili, di moventi. Andando avanti con la lettura le vicende umane dei protagonisti prendono il sopravvento con le loro sofferenze, speranze e delusioni, dolori ed emozioni.

L’ispettore è uno scrittore dilettante, scrive per il suo piacere, ha pubblicato qualcosa su Amazon. L’Editor era un professionista integerrimo, un integralista della parola, bocciava inesorabilmente testi che altri editori avrebbero pubblicato facilmente, sosteneva con tutte le sue forze scrittori che lui riteneva degni di attenzione. Le indagini raccontano molto su alcuni aspetti nascosti sul mondo dell’editoria che non corrispondono con l’immagine patinata che viene mostrata all’esterno. Il racconto contiene molte citazioni e riferimenti a libri famosi e c’è una evidente ricercatezza nello stile e nel linguaggio. Il testo è molto triste, i personaggi sono tutti poco vitali, anche se in modo diverso tra loro, con una melanconia di fondo, che prevale sul resto.

Confidenza

CONFIDENZA

Titolo: Confidenza

Autore: Domenico Starnone

Editore: Einaudi

La storia di Pietro, insegnante di liceo, dei suoi grandi amori, Teresa, sua ex allieva ed ex fidanzata, Nadia, sua moglie e madre dei suoi tre figli. Teresa resterà per tutta la vita la donna di riferimento di Pietro, un uomo che avrà un successo imprevedibile come scrittore, saggista e giornalista, oltre che come professore. Pietro è un uomo gentile, che risulta attraente e piacevole più che per il suo aspetto fisico per il suo modo di parlare, per come argomenta le sue tesi, per come espone i suoi pensieri, anche se questi non sono nulla più che buone idee ma niente di geniale, poco più che luoghi comuni ben argomentati. Queste sue doti renderanno la sua vita intrigante e lo esporranno ad un successo con le donne molto maggiore a quello che il suo aspetto fisico gli avrebbe potuto offrire. Pietro si dimostra essere un uomo insicuro, sempre alla ricerca di conferme, che ha bisogno di temere quello che Teresa potrebbe far sapere a tutti della sua gioventù. Teresa vive lontano, ha intrapreso una vita che la ha allontanata definitivamente da Pietro, ma è lui che la cerca, è lui che ha bisogno di lei, della sua approvazione, della sua vicinanza.

Il libro è composto da tre capitoli, scritti in prima persona da tre diversi protagonisti, ossia Pietro, sua figlia Emma e Teresa. Una struttura di grande interesse, con gli stessi avvenimenti che sono raccontati da personaggi diversi che raccontano la realtà dal loro punto di vista secondo la loro interpretazione dei fatti. Un libro che indaga sulle relazioni tra uomo e donna, sui legami nati durante una relazione giovanile che possono condizionare tutta una vita, su un matrimonio apparentemente felice che è rimasto tale solo per le cose non dette e non raccontate piuttosto per le cose dette con sincerità. Una trama originale, una storia accattivante, una scrittura elegante, frasi e spunti di grande effetto, una storia di amori e di relazioni piene di tensioni che potrebbero esplodere da un momento all’altro. Un finale senza i fuochi di artificio che sembrava potessero esplodere.

L’uomo dello specchio

L'UOMO DELLO SPECCHIO

Titolo: L’uomo dello specchio

Autore: Lars Kepler

Editore: Longanesi

Traduzione: Andrea Berardini

La storia inizia con la misteriosa scomparsa di una ragazza che tornava da scuola. Dopo cinque anni, il cadavere della ragazza viene ritrovato in un parco giochi di Stoccolma. Della morte della ragazza viene accusato un uomo che era presente sulla scena del crimine, senza riuscire a fornire un motivo per spiegare perché si trovasse sul posto. L’uomo viene scagionato grazie all’intervento di Joona Linna, ma resta l’unico testimone. E’ una persona con qualche problema mentale legato ad un trauma avuto qualche anno prima, per un incidente in cui era morta sua figlia. L’uomo non riesce a parlare di quello che ha visto e Joona capisce che l’unico modo per scavare nella mente del testimone è ricorrere all’aiuto di Erik Maria Bark, l’ipnotista. Intanto la lista di ragazze scomparse si allunga e il mistero si allarga sempre di più.

L’uomo dello specchio è l’ottavo libro che vede protagonista il commissario Joona Linna scritto dai coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril sotto lo pseudonimo di Lars kepler. Come i libri che lo hanno preceduto, l’uomo dello specchio è un thriller psicologico, che racconta una storia criminale toccando anche altri temi quali la violenza sulle donne, il fanatismo religioso e lo sdoppiamento della personalità. Il libro è basato su una trama composta da linee parallele che alla fine convergono, gli aventi si susseguono con un ritmo veloce e continuo. Fin dalle prime pagine i colpi di scena si susseguono in continuazione, lo stile di scrittura, netto e crudo, mai morbido o accomodante, contribuisce non poco ad alzare il livello di tensione del libro. I libri di Lars Kepler sono caratterizzati da una elevata crudeltà, sia dei fatti che dei personaggi, d’altra parte scrivere per mostrare i limiti della crudeltà della mente umana, vuol dire raccontare storie crudeli e violente, dove gli investigatori sono sempre costretti ad operare al limite delle loro possibilità per fermare il male. Il libro è destinato agli amanti del genere. I libri del commissario Joona devono essere letti rispettando l’ordine cronologico di uscita, per cogliere nella trama tutti i riferimenti ai libri precedenti.

Il racconto dell’ancella

IL RACCONTO DELL'ANCELLA

Titolo: Il racconto dell’Ancella

Autore: Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Camillo Pennati

Il libro è uscito nel 1985 e racconta un futuro prossimo, in cui il nostro pianeta è devastato dalle radiazioni, l’America è controllata da un regime totalitario, la Repubblica di Gilead, basata sul controllo del corpo femminile. Le donne fertili sono al servizio degli uomini allo scopo di riprodurre la specie, sono chiamate “Le Ancelle”. L’unica religione ammessa è quella di stato, le altre religioni sono illegali. I ribelli sono annientati o esiliati nelle zone dove vengono smaltiti i rifiuti tossici che inquinano il pianeta. Le donne non fertili o troppo anziane sono dichiarate “nondonne” ed eliminate. Il potere viene mantenuto controllando con il terrore le donne, private di ogni libertà e diritto. La storia viene raccontata da una “Ancella” di nome Offred, ossia la donna che appartiene a Fred.

Il libro ha avuto un grande successo di vendite, è diventato una specie di manifesto di alcuni movimenti a sostegno dei diritti delle donne, oppure un monito di quello che potrebbe accadere continuando a negare i diritti delle donne, in una escalation involutiva difficile da pronosticare ma non da escludere categoricamente.

Il libro tocca il tema della sottomissione della donna e delle interferenze che la politica può avere nelle decisioni delle donne in relazione alla procreazione, un tema sempre attuale con forti implicazioni sociali e religiose. Il romanzo è scritto in modo volutamente incompleto, senza spiegare tutto in dettaglio, per accentuare l’atmosfera di incertezza e di indeterminazione che caratterizza la vita delle protagoniste. Un mondo in cui nessuno vorrebbe vivere, eppure è stato scelto dalla classe dominante per garantire il controllo delle persone. Un libro che può essere letto ed apprezzato secondo diversi metri di giudizio, ossia per i temi trattati, per lo stile di scrittura, per la costruzione visionaria del futuro del genere umano. Un libro complesso che invita chi lo legge  a porsi molte domande ed a cercare le risposte dentro di sé.

A un passo dalla follia

A UN PASSO DALLA FOLLIA

Titolo: A un passo dalla follia.

Autore: Gianluca Arrighi

Editore: CentoAutori

A un passo dalla follia è il seguito di “Il confine dell’ombra”, con gli stessi protagonisti impegnati a sconfiggere un serial killer che uccide le sue vittime con un ordine che segue i Dieci Comandamenti della Religione Cattolica. Elia Preziosi, l’ex magistrato coinvolto dall’Orco nelle indagini a lui riservate, si è trasferito in Africa alla ricerca di un nuovo equilibrio dopo i fatti conseguenti alle indagini sull’Orco. Ancora una volta Elia dovrà rivedere le sue decisioni e tornare a Roma per dare il suo contributo alle indagini, anche se si troverà ad agire contro i suoi colleghi poliziotti per una strana serie di eventi.

Anche in questo libro la trama racconta il male nella versione più cruenta e sconvolgente. Un thriller con un ritmo travolgente, tra le azioni folli del serial killer, poliziotti e servizi segreti impegnati a combattere il male non sempre in modo coeso. In questo romanzo la storia è resa ancora più intrigante grazie ai riferimenti ai Dieci Comandamenti, che conferiscono un alone di mistero ancora più profondo rispetto al precedente libro. Lo stile di scrittura è sempre lo stesso, le indagini sono ad alta tensione, il finale imprevedibile. Elia Preziosi riesce a mantenere la necessaria lucidità per combattere il nuovo serial killer ed anche per evitare che lo scontro con i suoi ex colleghi sconfini nella tragedia. Una trama inedita ed accattivante. Una specie di montagne russe di crimini e di indagini con un percorso infinito, con il lettore che una volta salito sul carro non può più scendere se non all’arrivo, ossia alla fine del libro. Ancora più intenso e pieno di cambi di scena rispetto a “Il confine dell’ombra”, conferma tutti i punti forti della scrittura di Gianluca Arrighi.

Il confine dell’ombra

IL CONFINE DELL'OMBRA

Titolo: Il confine dell’ombra

Autore: Gianluca Arrighi

Editore: CentoAutori

C’è un serial killer che colpisce le sue vittime indossando una maschera dall’aspetto orribile e che uccide con una violenza inaudita, utilizzando sempre modalità diverse. L’assassino è soprannominato “l’orco” per via della orribile maschera che indossa. L’Unità di Analisi del Crimine Violento della Polizia di Stato, con a capo Pietro Tolfa, convoca i migliori investigatori italiani per indagare sui crimini dell’Orco. Le indagini non riescono a prendere nessuna direzione. L’Orco non ha mai lasciato sulla scena del crimine il minimo indizio. Inoltre si è sempre divertito a sbeffeggiare le forze dell’ordine, lasciando messaggi provocatori per i poliziotti. Nell’ultimo messaggio, l’Orco intima alla polizia di inserire nella squadra che indaga contro di lui Elia Preziosi, un ex magistrato, ritirato in Sardegna, stanco e stressato dalla sua vita dedicata a combattere serial killer. Preziosi accetterà la sfida ma pagherà un prezzo elevatissimo.

Un gruppo di poliziotti coraggiosi e generosi, un nemico da combattere che sembra imbattibile, una trama ben costruita e avvincente, un continuo di colpi di scena e di eventi che attraggono l’attenzione del lettore che solo al termine della storia riesce a staccarsi dal libro. Un viaggio nella mente di un criminale odioso e violento, per capire il suo modo di ragionare per prevederne le mosse e per capire da dove nasce tutta la violenza che esprime. Ma anche una analisi delle motivazioni dei poliziotti che solo grazie ad una abnegazione che sconfina con l’ossessione riescono a combattere il crimine. Un thriller in cui azione ed analisi psicologica si mescolano alla perfezione, uno stile di scrittura immediato e senza orpelli per una lettura adrenalinica di grande soddisfazione per gli amanti del genere.

Il tempo della clemenza

IL TEMPO DELLA CLEMENZA

Titolo: Il tempo della clemenza

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari e Sara Prencipe

Drew Gamble è un ragazzo di sedici anni che uccide il compagno della madre, il vicesceriffo Stuart Kofer, dopo una lunga serie di violenze ai danni della madre e della sorella. L’avvocato Jake Brigance viene incaricato della difesa di Drew, che pur minorenne rischia la pena di morte nella camera a gas. Stuart Kofer era un uomo violento con il vizio del bere, ma sul lavoro era apprezzato e considerato un elemento di valore. Tutti chiudevano gli occhi di fronte ai ripetuti segnali delle violenze di cui era capace tra le mura domestiche. L’opinione pubblica locale non può sopportare che il responsabile della morte di un poliziotto non sia punito con la pena capitale, anche se l’uccisione non è avvenuta nello svolgimento del suo lavoro, ma sia conseguenza delle ripetute violenze domestiche. Siamo nello stato del Mississippi, una America tradizionalista, conservatrice, assetata di giustizia, favorevole alla pena di morte. L’avvocato Brigance si ritrova coinvolto nella difesa del ragazzo e questo per lui non sarebbe un problema se non fosse che il suo cliente non ha soldi e lui dovrà lavorare per la gloria in un momento di difficoltà sul fronte economico per la sua attività.

Il romando è un legal thriller molto coinvolgente che descrive con grande efficacia la fase di preparazione del processo, i rapporti tra avvocati dell’accusa e della difesa, tra avvocati e giudice, le difficoltà di Brigance che si ritrova contro buona parte dei suoi concittadini, che non gli perdonano di difendere l’assassino di un poliziotto. Grisham si conferma grande scrittore con un romanzo dalla trama appassionante, una narrazione chiara ed avvincente, alternando le vicende umane dei protagonisti con le parti legali che chiariscono ai non addetti ai lavori le strategie degli avvocati ed il lavoro psicologico necessario per coinvolgere le giurie popolari e scompigliare le carte degli avvocati dell’accusa. Grisham ci racconta le difficoltà che in America hanno le persone che sbagliano, quelle che sono costrette a vivere tra legalità ed indigenza, che hanno difficoltà a trovare il loro posto in una società spietata piena di pregiudizi ed egoismi. Grisham in questo libro tratta argomenti molto scottanti per l’opinione pubblica americana come la pena di morte, la diffusione delle armi, il razzismo e le varie forme di intolleranza sociale che sembrano sempre più diffuse. Grisham analizza nel profondo le conseguenze drammatiche che certi episodi hanno sulle persone coinvolte. Troppo spesso certe tragedie sono considerate fatti di cronaca su cui la giustizia deve fare la sua parte senza tener conto dell’aspetto umano, ma in questo modo si rischia che la giustizia assomigli più ad una resa dei conti che una vittoria della legalità.

Oltre ogni verità

OLTRE OGNI VERITA'

Titolo: Oltre ogni verità

Autore: Gianluca Arrighi

Editore: CentoAutori

I genitori di Roberto Minniti denunciano la scomparsa del figlio alla stazione dei Carabinieri di Rocca Alta, un piccolo centro ai piedi del Monte Terminillo. Il giovane è uno studioso dell’Islam e collabora con una associazione culturale che ha lo scopo di modernizzare l’antica religione. Iniziano le ricerche e dopo poco tempo viene ritrovato il cadavere di Roberto, in un bosco poco distante dal paese. L’autopsia rivela che la morte è avvenuta per strangolamento. L’omicidio viene subito associato alla attività del giovane legate al mondo islamico, di conseguenza le indagini diventano da subito delicate per i possibili risvolti politici. Ad aiutare il comando locale dei Carabinieri, viene inviato il capitano Jader Leoni, uno dei migliori investigatori, appartenente al G.I.S. il gruppo di Intervento Speciale dell’Arma. Leoni si trasferisce a Rocca Alta per il periodo delle indagini e dovrà portare avanti il suo lavoro di carabiniere oltre a gestire una piccola crisi familiare legata alle condizioni di salute di sua figlia. Le indagini sull’omicidio sconvolgeranno il paese di Rocca Alta, con conseguenze imprevedibili ed inaspettate. Lo stesso capitano Leone, uomo addestrato e preparato, perderà il controllo di sé in diverse occasioni, quando i suoi affetti più importanti saranno messi a rischio.

Una trama ben costruita ed uno stile chiaro e lineare, personaggi ben definiti, colpi di scena dosati con giusta cadenza, rendono la lettura piacevole e intrigante. Una storia attuale e vicina a molti temi di grande impatto tra cui i danni irreparabili che le relazioni sentimentali “complesse” possano comportare, in una società tradizionalista come la nostra. Gianluca Arrighi, di professione avvocato penalista oltre che scrittore, si conferma molto sensibile ai cambiamenti della nostra società, riuscendo a parlarne nei suoi libri con misura ed equilibrio.

Il fratello

IL FRATELLO

Titolo: Il fratello

Autore: Jo Nesbo

Editore: Einaudi

Traduzione: Eva Kampmann

Os è un piccolo paese del Nord della Norvegia, vicino al monte Ottertind. Qui sono nati i fratelli Roy e Carl Opgard. Roy e Carl sono sempre stati molto legati tra loro e Roy è sempre stato molto protettivo con Carl. Roy è sempre vissuto a OS, dove dirige la Stazione di Servizio ed una piccola officina meccanica, Carl è andato in America a cercare fortuna. Dopo 15 anni, Carl decide di tornare ad Os, è sposato con Shannon, una donna affascinante dai caratteri esotici nata nelle isole Barbados. I due fratelli si ritrovano e Shannon diventa da subito parte integrante della famiglia Opgard, condividendo completamente il passato dei due fratelli. Un passato che comprende una lunga serie di violenze paterne, un incidente d’auto dove morirono i genitori di Roy e Carl in circostanze sospette, la morte di un poliziotto. Carl in America ha avuto un buon successo come imprenditore ed ora ha deciso di tornare a casa per realizzare una grande idea imprenditoriale, ossia la costruzione di un albergo in montagna, coinvolgendo tutti gli abitanti del paese come soci dell’impresa. Carl è un uomo affascinante, con un sorriso coinvolgente, riesce a convincere con facilità i suoi paesani ad appoggiare il suo piano che porterà ricchezza a tutta la zona. La storia della costruzione del nuovo hotel e le vicende che vedono protagonisti i due fratelli, sconvolgeranno la tranquilla pace di Os in modo del tutto imprevedibile.

Roy è la voce narrante della storia che tra affari, amori clandestini, raggiri e violenze di ogni tipo, vede un susseguirsi di eventi criminali sempre in crescendo, al limite dell’esagerazione. Questa escalation forse è servita a Jo Nesbo per esaltare fino all’inverosimile il legame tra Roy e Carl, un legame indissolubile ed assoluto, con Carl disposto a tutto pur di portare avanti i suoi affari e Roy disposto a tutto pur di difendere il fratello. La piccola comunità del paesino di Os si mostra esibendo un campionario completo di difetti umani, quali gelosie, invidie, opportunismo, cattivo uso dell’informazione. Ma anche tante forme di violenze, fisiche e psicologiche. Un ritratto molto negativo di una apparentemente tranquilla comunità montana sperduta nel nulla.

Un’amicizia

UN'AMICIZIA

Titolo: Un’amicizia

Autore: Silvia Avallone

Editore: Rizzoli

Beatrice ed Elisa, due ragazzine, compagne di scuola, diverse tra loro che più non si può, amiche inseparabili dal 2000 al 2006, quando l’amicizia si interrompe. Beatrice è una ragazza bellissima, famiglia facoltosa, padre avvocato, madre ambiziosa che ha già programmato il futuro della figlia, anche se ha solo 14 anni. Studia per diventare modella, frequenta il miglior parrucchiere della città, veste in modo impeccabile, sempre a dieta.  Elisa è figlia di due genitori scombinati, padre che lavora all’università, professore di informatica, la madre dovrà iniziare a lavorare dopo la separazione dal marito, un passato da rockettara che vorrebbe dimenticare. Le due ragazze soffrono per motivi diversi la situazione familiare, trovano nella loro amicizia, pur nelle diversità, il sostegno reciproco, sono amiche e credono che lo saranno per sempre. Due adolescenti costrette per motivi diversi a decidere da sole senza il sostegno della propria famiglia. Sei anni intensi, pieni di gioie, dolori, rinunce e incomprensioni, in competizione tra loro ma anche con grande condivisione. Ora non si vedono da tredici anni. Beatrice è diventata una Influencer ricca e famosa, Elisa è mamma di un bambino ed è ricercatrice universitaria. Elisa è informata sulle vicende della sua ex amica suo malgrado dato che è onnipresente su tutti i giornali, telegiornali e trasmissioni televisive, la sua è una vita pubblica, tutta immagine. Sono passati tredici anni ed Elisa decide di raccontare la storia della sua amicizia con Beatrice, scrivendo un romanzo tratto dai suoi diari. Anche Beatrice decide qualcosa di inaspettato, contemporaneamente con Elisa. La storia ha un epilogo imprevedibile ed emozionante.

Il romanzo è narrato in prima persona da Elisa, ormai una donna matura che ha dimenticato la rabbia e l’aggressività adolescenziale e racconta i fatti senza risentimento e con una punta di malinconia per come è finita la sua amicizia con Beatrice. Il romanzo è scritto in modo impeccabile, con una trama incalzante in modo piacevole, con personaggi ben definiti nei pregi e nei difetti. Il libro trasmette con grande efficacia emozioni e sentimenti dei protagonisti, i loro problemi, la rabbia ed il disagio, le difficoltà familiari, le carenze di entrambi i padri, l’inadeguatezza della mamma di Elisa e la troppo invasiva presenza della madre di Beatrice. Molti i temi trattati nel libro, le difficoltà dei giovani nella realtà odierna, le paure, le incomprensioni familiari, essere sé stessi o lasciarsi trasportare dalle mode del momento, impegnarsi per realizzare i propri sogni o lasciarsi andare. Beatrice ed Elisa sono due ragazze coraggiose, che affrontano le difficoltà a modo loro, decidono, agiscono, sbagliano o fanno la cosa giusta, con grande determinazione e coraggio. Elisa trova nei libri e nello studio la ragione di vita, mentre Beatrice trova nell’apparire il suo credo. Un romanzo intenso, vibrante, emozionante, moderno, pieno di sentimenti, difficoltà, paure, in linea con i tempi che stiamo vivendo.

La strada di casa

LA STRADA DI CASA

Titolo: La strada di casa

Autore: Kent Haruf

Editore: NN

Traduzione: Fabio Cremonesi

Holt è un paese inventato, ma in America di piccoli centri come Holt ne esistono molti. Poche anime, tutti si conoscono, una vita apparentemente idilliaca ma che nasconde molte insidie. Jack Burdette era nato a Holt, era un ragazzo come altri, aveva una moglie, due figli ed un buon lavoro. Decise di sparire, mettendo nei guai sua moglie e lasciando un pessimo ricordo di sé. Sono passati otto anni e Jack si ripresenta ad Holt, alla guida di una vistosa automobile rossa. Nessuno in paese lo vuole rivedere. Il ritorno di Jack riapre molte ferite che sembravano ormai cicatrizzate. La storia viene raccontata da Pat Arbuckle, direttore del quotidiano locale Holt Mercury, vecchio amico di Jack ed ora compagno di Jessie, la signor Burdette.

La storia di un piccolo centro, di un’America che nulla ha da spartire con città come New York o San Francisco. Zone dove il tempo scorre lento ed immutabile, dove le persone lavorano duramente per sopravvivere, in balia del destino che la vita riserva. Gente affezionate al luogo di nascita, che non vorrebbero mai lasciare se non costretti. Un romanzo che tratta dei diversi livelli di giustizia possibili, quello della legge, quello della comunità e quello insito in ogni persona, ma non solo. Il centro del romanzo è Holt, la piccola città inventata dall’autore, descritta con tale meticolosità e dovizia di dettagli che sembra impossibile che non esista. I personaggi sono delineati con assoluta precisione e maestria, anche se non vengono spese molte parole per farlo, così come i dialoghi sono molto concisi. Lo stile dell’autore è limpido, lineare, gli avvenimenti si susseguono senza fretta, la storia viene raccontata con la cadenza naturale degli eventi. Siano ad Holt mica a New York.