Gli ultimi giorni di quiete

GLI ULTIMI GIORNI DI QUIETE

Titolo: Gli ultimi giorni di quiete

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Nora e Pasquale, marito e moglie, genitori di Corrado, l’amato figlio ucciso nel corso di una rapina nella tabaccheria di famiglia. Un dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare. Dopo neanche sei anni dal terribile giorno della rapina, Nora sta viaggiando in treno e riconosce l’assassino di suo figlio, Paolo Dainese. Da poco uscito di prigione, grazie alla buona condotta e qualche aiutino, è libero dopo così poco tempo e sta cercando di rifarsi una vita, ha pagato il suo debito con la giustizia. Nora avvisa Pasquale dell’incontro. I due genitori ritengono sia inaccettabile che l’assassino di loro figlio sia in libertà dopo così poco tempo, mentre il loro amato figlio è per sempre in un cimitero. I due non si parlano quasi più da quando il figlio è morto. La loro vita è stata distrutta in modo irreparabile. Nora decide da sola cosa fare, sparisce di casa senza condividere la sua decisione con Pasquale. Anche Pasquale prende una decisione, ma poi cambia idea, torna indietro e decide cosa fare davvero.

Un libro che racconta una vicenda drammatica, che colpisce profondamente i sentimenti, che mette alla prova le persone colpite al di la di ogni immaginabile limite. Per i due genitori inizia un viaggio senza ritorno, dove il dolore cancella la razionalità ed il perdono non può essere una possibilità. Un romanzo che pone il lettore di fronte a dubbi enormi su ciò che è lecito e illecito fare quando la sorte è così violenta ed avversa come nel caso di Nora e Pasquale. Quante vite per sempre rovinate per un gesto insensato, quando dolore e quante sofferenze. Un libro duro, durissimo, che lascia il segno, tanto dolore che non può essere alleviato. Manzini abbandona lo stile irriverente delle storie di Rocco Schiavone per scrivere una storia crudele, durissima, con uno stile diretto, senza giri di parole, senza ammorbidire nulla di un racconto purtroppo ispirato da una storia vera. Questo libro non è evasione o finzione, ma una lettura sofferta, dolorosa, piena di domande a cui tutti noi non vorremmo mai dover dare una risposta.

2 pensieri su “Gli ultimi giorni di quiete

  1. Questa storia ricorda in un qualche modo quella del film ” Un borghese piccolo piccolo ” con Alberto Sordi. Perdere un figlio è qualcosa di veramente assurdo. Qualcosa che ti spezza le gambe, un dolore impossibile da sostenere. Vedo quello che mio fratello sta purtroppo passando e mi fa tanto male. Ci vuole tempo per metabolizzare un dolore così profondo. E forza dopo aver sperimentato il dolore di una perdita così grave, per leggere di questi due genitori. Però è una storia che mi ” chiama”. Buon pomeriggio. Isabella