Quattordici Spine

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Titolo: Quattordici Spine

Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

L’ispettore Traversa è un veneto di Feltre, trasferito ad Acireale dopo che un incidente di percorso ha rischiato di rovinare per sempre la sua promettente carriera. Lui ne è uscito assolto da ogni accusa, ma le ferite erano rimaste, dolorose e profonde. Il suo primo impatto con la Sicilia è stato traumatico, troppo diverse le abitudini sociali, troppo diverso il cibo, con tutto quel pesce che proprio non sopporta. Neanche il tempo di ambientarsi e subito si comincia con il primo omicidio. Don Mario Spina viene ucciso nella sacrestia della Basilica di San Pietro. Oltre all’omicidio, gli investigatori scoprono che risultano scomparse le spoglie di un noto artista del posto, Paolo vasta, i cui resti erano custoditi proprio in quella chiesa. Le indagini condotte da Traversa porteranno alla luce fatti violenti e terribili, opera di persone insospettabili, dalla reputazione apparentemente impeccabile.

Quattordici spine è un giallo pieno di spunti di interesse. L’ambientazione nella cittadina di Acireale porta alla luce di chi non la conosce scorci magnifici del barocco Siciliano. La storia che si cela dietro l’omicidio di Don Mario è drammatica, piena di reticenze e depistaggi, per impedire che si faccia luce sui colpevoli. Solo l’abilità di Traversa eviterà che le indagini prendano una strada sbagliata, come in molti si augurano. Una storia criminale dei giorni d’oggi, dove gli omicidi più efferati non sono commessi da criminali incalliti provenienti da ambienti sociali degradati, ma sono opera di persone in apparenza normali, con vite agiate e storie di successo, persone a cui il benessere ed una sbagliata visione del potere, hanno dato alla testa. Rosario Russo ha una scrittura fluida, costruisce trame ben strutturate che catturano l’interesse del lettore, miscelando fatti di grande attualità con la storia gloriosa della Sicilia e le sue bellezze naturali. Una lettura piacevole e originale, con alcuni omaggi a grandi maestri come Sciascia e Camilleri.