L’ultimo traghetto

L'ULTIMO TRAGHETTO

Titolo: L’ultimo traghetto

Autore: Domingo Villar

Editore: Ponte alle Grazie

Traduzione: Silvia Sichel

Vigo e la Galizia sono l’ambientazione del libro giallo “L’ultimo traghetto”, con protagonista il commissario Leo Caldas. Mónica Andrade, figlia di un facoltoso chirurgo di Vigo, è scomparsa senza lasciare tracce. Il padre si reca alla polizia dopo aver provato ad avere notizie della figlia da amici e colleghi di lavoro. Mónica doveva andare al pranzo domenicale con i genitori ma non si era presentata. Le preoccupazioni del dottor Andrade sembrano esagerate al commissario Caldas dato che tutto lascia pensare che la donna di 35 anni si sia allontanata volontariamente dalla sua abitazione e il fatto che non abbia avvertito i genitori appare come un dettaglio di poco conto. Ma le pressioni del potente dottor Andrade spingono la polizia ad avviare le indagini, con grande riservatezza, per non creare allarme e per evitare l’attenzione morbosa della stampa. Non ci sono indizi, vengono interrogati tutti i conoscenti e colleghi della donna. Le indagini partono lentamente, senza particolari progressi, poi gli eventi cominciano ad acquisire un ritmo crescente di grande efficacia.

La trama del romanzo è ben strutturata, con un intreccio inedito e avvincente. L’ambientazione è affascinante e si adatta a meraviglia alla storia, la natura del posto ha un impatto profondo nel racconto come nella vita degli abitanti. I personaggi sono molto ben rappresentati e caratterizzati, con descrizioni dei loro stati d’animo e sentimenti molto profonde e sempre a tono con il resto del racconto. I dialoghi sono uno dei punti di forza del romanzo, molto naturali, riescono a dare spessore ai protagonisti ed al racconto. Tanti i personaggi, molto diversi tra loro, tutti ben inseriti nella trama. Molti gli aspetti sociali toccati dal romanzo, tutti importanti ed attuali, trattati con grande stile. I capitoli brevi aiutano la fluidità ed il piacere della lettura. Uno dei migliori gialli che ho letto nel 2020.

Della gentilezza e del coraggio

DELLA GENTILEZZA E DEL CORAGGIO

Titolo: Della gentilezza e del coraggio

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Feltrinelli

Della gentilezza e del coraggio è un libro, che nella sua brevità, si presta a diverse chiavi di interpretazione. Il sottotitolo “Breviario di politica e altre cose” lo fa sembrare come un testo dedicato principalmente alla politica, mentre si occupa anche di politica come di tante occasioni della vita di chiunque di noi. Il testo spiega alcune tecniche comunicative, molto utilizzate nei dibattiti politici televisivi, ma che possono essere sfruttate in tutte le altre situazioni in cui ci si trova di fronte ad un interlocutore che non ha le stesse nostre idee e con cui siamo chiamati a doverci confrontare. Viene spiegato come manipolare i ragionamenti degli interlocutori per mettere alla berlina le loro tesi, per creare loro difficoltà partendo dai loro stessi argomenti, per distruggere le loro certezze. Tali tecniche sono l’opposto di quello che dovrebbe fare un buon comunicatore che vuole discutere in modo franco e leale, ma i tempi sono quello che sono e l’importante è sembrare di avere ragione, non fare il miglior ragionamento. Tutto deve avvenire in fretta, non c’è tempo per fare discorsi ben ponderati e argomentati, quindi come le cose vengono dette e non quello che si dice assume una importanza fondamentale. Conoscere le tecniche comunicative aiuta a diventare più consapevoli e capaci di distinguere il vero dal falso, le buone idee dalle parole vuote, buone solo per spuntarla al momento della discussione, ma sulle quali non si può costruire nulla di buono. Carofiglio suggerisce l’arma della gentilezza per accettare il confronto con gli altri interlocutori, ascoltare le loro ragioni, senza cercare di distruggerli o di irriderli, spostando il dibattito sul confronto delle idee. La ragionevolezza contro la gazzarra verbale. Mai come adesso saper comunicare è importante, nella vita professionale, pubblica e privata ma non sempre le persone si sforzano quanto dovrebbero per migliorare le proprie doti comunicative. Riuscirà la gentilezza, come la intende Carofiglio, a renderci cittadini migliori? Ardua la risposta.

Dialoghi con una Intelligenza Artificiale

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Titolo: Dialoghi con una Intelligenza Artificiale

Autore: Michele Laurelli

Editore: Midnight

Il progresso tecnologico viaggia a velocità spaventosa grazie allo sviluppo di internet e la raccolta dei dati degli utenti e grazie ai software che forniscono ai computer, che gestiscono la maggior parte dei processi, la capacità di evolversi e di sostituire l’uomo in molte attività. Manca il salto di qualità finale che dovrebbe rendere le macchine pensanti ed in grado di prendere decisioni come il cervello umano. Si parla di Intelligenza Artificiale, a cui Michele Laurelli ha dedicato questo libro che tratta l’argomento in modo chiaro e originale. Il libro è ben strutturato con una bella prefazione e con i capitoli successivi che in modo ordinato e razionale trattano la storia dei progressi fatti dall’Intelligenza Artificiale, per poi presentare alcuni esempi concreti per mostrare l’impatto nella vita quotidiana che potrebbe avere l’introduzione di tale tecnologia.

Il libro è scritto in bello stile, piacevole e fluido, i concetti sono espressi con chiarezza, l’intento non è quello di stupire con le meraviglie della tecnologia ma di spiegare il funzionamento dell’Intelligenza Artificiale ai non addetti ai lavori. Il merito principale del libro è quello di mettere in evidenza l’importanza di discipline come la filosofia, la psicologia e in genere il sapere umanistico per sviluppare le macchine e quanto sia difficile arrivare a dare alle macchine, oltre alla capacità di apprendere, che ormai ha raggiunto livelli impensabili, la capacità di comprendere, qualità che ancora non è posseduta dalle macchine, che restano ancora non paragonabili al cervello umano, basti solo pensare alla capacità di elaborare in tempi brevissimi decisioni complesse tenendo conto dei retaggi culturali, della storia della civiltà e della società in cui si vive. Un libro ben scritto, con interventi e commenti che arricchiscono la narrazione, per una lettura interessante e stimolante.

Questo fu un uomo

SE QUESTO FU UN UOMO

Titolo: Questo fu un uomo

Autore: Jeffrey Archer

Editore: HarperCollins

Traduzione: Seba Pezzani

Questo fu un uomo è il settimo ed ultimo volume dedicato alla saga del Clifton, che racconta la storia delle dinastie Clifton e Barrington e quella della società inglese dalla metà dell’800 fino al 1992. Una avventura di quasi 150 anni piena di successi, qualche inciampo, avventure imprenditoriali, politiche, finanziarie e professionali, amicizie, tradimenti, amori. Le figure di maggiore importanza sono senza dubbio Harry ed Emma, una vita insieme, nella buona e nella cattiva sorte, per sempre, fino alla fine. L’autore ha scritto una storia di fantasia ma ha attinto in abbondanza dalle cose che ha fatto nella vita, dalla sua carriera politica e dalla sua esperienza come scrittore. Questo volume rispecchia la struttura dei precedenti, con tante storie parallele, continui cambi di ambientazione, tanti personaggi, per affascinare il lettore sia con il racconto in sé, con l’esito delle varie vicende sempre imprevedibile, sia per lo sfondo della storia che mostra il dietro le quinte di eventi storici realmente avvenuti della recente storia inglese. L’autore dimostra la sua competenza politica nel raccontare i fatti che riguardano la politica ed il funzionamento delle istituzioni inglese, ma conferma ancora una volta il suo talento di grande affabulatore riuscendo a raccontare in modo efficace qualsiasi cosa decida di inserire nei suoi libri. E’ il racconto nel suo complesso che funziona, per una lettura che dopo 7 volumi ed oltre 3500 pagine non risente di nessun calo di interesse. Un epilogo inevitabile e commovente chiude l’avventura.

La cassa refrigerata

LA CASSA REFRIGERATA

Titolo: La cassa refrigerata

Autore: Francesco recami

Editore: Sellerio

Siamo in Veneto, nel 1992. L’anziana signora Maria Carrer muore nella sua casa, sola, così come aveva trascorso gran parte della sua vita. Non era molto ben voluta da conoscenti e vicini di casa.  Viene allestita una camera ardente in casa della defunta ed a dispetto delle previsioni, una folla di persone è presente apparentemente per rendere omaggio alla salma, in pratica per scoprire eventuali piccoli o grandi tesori che possano essere nascosti dentro l’abitazione. Le voci che girano in paese narrano di grandi ricchezze possedute dalla signora di cui lei non aveva mai fatto sfoggio. Il gruppo di persone presenti si lancia in una ricerca affannosa di ricchezze o di possibili indizi su dove possano essere nascoste. Il racconto si svolge completamente nella abitazione della signora Carrer come si addice ai tipici gialli della camera chiusa. Ma il romanzo non è un vero e proprio giallo, è più un libro di critica sociale pieno di satira e di umorismo un po’ macabro.

La trama racconta una storia inverosimile piena di umorismo che prende in giro alcuni tipici caratteri della nostra società. Il libro è scritto come se fosse una commedia, infatti non è diviso in capitoli ma bensì in scene, il lettore si trova come seduto di fronte ad un palcoscenico teatrale. Recami riesce nel suo intento in modo molto efficace, con una scrittura piacevole e divertente. La storia unisce il dramma della morte, molto presente nella storia in vari modi, con l’umorismo determinato dalle gesta dei presenti, che si esibiscono in una serie di comportamenti assurdi e veramente poco adatti a quello che ci si aspetta in una casa dove c’è un morto esposto. La trama è abbastanza complessa soprattutto data la limitata lunghezza del libro ed i continui colpi di scena coinvolgono il lettore senza interruzioni. Recami continua con i suoi racconti a mettere alla berlina i difetti degli italiani, che a quanto pare sono incorreggibili. Nell’assurdità del racconto e dei suoi sviluppi, alla fine tutto sarà chiarito con una conclusione sorprendente che evidenzia come ognuno di noi presenta un lato oscuro che al momento opportuno viene fuori per trarne il massimo beneficio.

Quando sarà il momento

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Titolo: Quando sarà il momento

Autore: Jeffrey Archer

Editore: Harper Collins

Traduzione: Seba Pezzani

Quando sarà il momento è il sesto capitolo della Saga dei Clifton. Il libro narra le avventure delle famiglie Clifton e Barrington dal 1970 al 1978. I vari protagonisti crescono e diventano sempre più importanti nei ruoli imprenditoriali, finanziari e politici. Emma è una donna sempre saldamente al comando della compagnia di famiglia, Harry è uno scrittore di grande successo ed impegnato nella sua battaglia a favore di un poeta dissidente russo. Il resto dei protagonisti si muove nel mondo delle banche e della politica. Il periodo storico della trama si avvicina ai giorni nostri e le avventure dei protagonisti hanno come sfondo fatti di attualità ben conosciuti ai lettori, come l’inizio dell’avventura politica della signora Thatcher, oppure la condizione politica e sociale della Russia, la guerra fredda con l’Occidente e le attività di spionaggio e controspionaggio tra est ed ovest. La trama è diventata più articolata, i fatti si susseguono con un ritmo incalzante, le storie sono sempre più intriganti, lo stile è sempre molto lineare e scorrevole, tra amicizie, tradimenti, complotti di nemici, spie, amori sfortunati e storie a lieto fine. Il libro assomiglia sempre più ad un mix tra la spy-story ed un thriller, con gli ingredienti ben amalgamati dall’autore, che si dimostra abile narratore e costruttore di trame. Le avventure di questo volume si svolgono tra Inghilterra, America, Russia, India e in piccola parte in Italia per dare al racconto maggiori spunti di interesse. Alcuni protagonisti sono al centro di disavventure che finiranno in un processo, le cui fasi cruciali sono raccontate in modo avvincente degno dei migliori legal-thriller di produzione americana. La serie deve essere letta in ordine cronologico quindi chi è interessato alla lettura di questo libro deve prima leggere i cinque capitoli precedenti.

La ragazza del ponte

LA RAGAZZA DEL PONTE

Titolo: La ragazza del ponte

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Danni è sparita da qualche giorno. Frequentava persone poco raccomandabili, era coinvolta in un giro di droga, tra consumo e spaccio. Anche il suo ragazzo è irreperibile e forse è l’unico che potrebbe sapere che fine ha fatto Danni. I nonni con cui viveva la ragazza sono preoccupati e temono per lei. Si rivolgono a Konráð, un poliziotto ormai in pensione, un loro conoscente di cui si fidano. Il poliziotto in pensione gode di una certa fama a Reykjavík, per i risultati avuti con le sue indagini, quando era ancora in servizio. La storia di Danni e le indagini relative alla sua scomparsa si andranno a collegare con il caso della morte di una ragazzina che era annegata in un laghetto della città cinquant’anni prima.

Un giallo che affronta un caso del presente, un caso del passato, con sfondo i mali di una società in cui la droga e la violenza sulle donne sono presenti in misura maggiore rispetto alla percezione che in genere si ha da lontano. Una storia piena di personaggi di grande personalità, ben definiti, storie avvincenti che si intrecciano con altre storie, passato e presente legati insieme da una serie quasi incredibile di circostanze, personaggi irreprensibili si scoprono capaci delle peggiori violenze immaginabili. La società islandese nasconde dietro la facciata una violenza inaspettata, tenuta nascosta per evitare scandali, per salvare la faccia. I gialli nordici in genere mostrano poliziotti che sono veri e propri eroi sociali, capaci di tutto pur di arrivare alla verità, a tutti i costi.

Indriðason è un abile tessitore di trame, capace di mescolare storie e personaggi molto diversi, in apparenza senza legami tra loro, rendendo impossibile per il lettore individuare le prossime mosse dei colpevoli e degli investigatori, rendendo la lettura avvincente con un finale a sorpresa che sorprende il lettore. Uno stile di scrittura diretto, senza fronzoli o parole ridondanti. Un bel giallo, consigliato agli amanti del genere nordico.

Sei sospetti per un delitto

SEI SOSPETTI PER UN DELITTO

Titolo: Sei sospetti per un delitto

Autore: Raffaele Malavasi

Editore: Newton Compton

Genova è colpita al cuore da un attentato terroristico proprio nel luogo in cui si celebra la sua manifestazione più importante, ossia il Salone Nautico. Una vera a propria strage, i terroristi hanno agito con incredibile efferatezza e determinazione, con una azione che presuppone una organizzazione molto articolata e molte coperture. Le indagini che seguono l’attentato costituiscono la trama di un romanzo avvincente e attuale, con un crescendo di tensione e di eventi che culmina in un finale inaspettato. Personaggi molto ben definiti, di grande personalità e determinazione, una descrizione molto veritiera del contesto sociale in cui si svolgono le azioni, tante storie personali che ben rappresentano le paure ed i pericoli della nostra società.

Il libro tratta il terrorismo fondamentalista ed i non sempre facili rapporti tra le comunità musulmane con il resto degli abitanti, spesso condizionati dai pregiudizi e dalla paura per la diversità. Tutto è raccontato con prudenza e realismo, inserendo nel racconto anche argomenti quali le inquietudini giovanili, i difetti del sistema informativo italiano ed una critica alla condizione generale dell’Italia, che paga l’inadeguatezza della sua classe dirigente. I personaggi sono la parte forte del romanzo e sono rappresentativi di alcune componenti migliori della società italiana come gli uomini delle istituzioni che lavorano nell’ombra, lontani dai riflettori, pieni di competenze, con una totale dedizione al proprio lavoro, oppure la giornalista coraggiosa ed amante della verità al punto di mettere a repentaglio la sua incolumità per fare al meglio il suo lavoro. Un libro avvincente, attuale, uno spaccato interessante della società italiana, multietnica e complessa, piena di tensioni sociali, dove le difficoltà personali che non vengono recepite per tempo che possono diventare terreno di conquista delle fazioni più estremiste per trovare adepti ed esecutori per i loro piani criminali.