Il borghese Pellegrino

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Titolo: Il borghese Pellegrino

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

La vicenda è ambientata nei pressi di Firenze, nel 1900. Il Commendatore Secondo Gazzolo è un ricco industriale dell’industria conserviera dell’epoca ed è anche proprietario del castello di Campoventoso, dove ha organizzato un fine settimana per definire alcuni ricchi accordi commerciali per la sua azienda. Il Commendatore ha riunito il grande gastronomo Pellegrino Artusi, anche abile mercante di stoffe, il professore Paolo Mantegazza, medico di grande fama, il ragioniere Bonci e sua figlia Delia, il banchiere Viterbo, Everardo D’Ancona delegato del consiglio Italia Turchia e il suo collega turco Reza Kemal Akuyan. Il fine settimana inizia con qualche piccolo screzio tra i presenti, ma gli interessi economici in ballo sono tali da superare le divergenze. Il fatto più eclatante avviene la notte seguente. Uno degli ospiti viene ritrovato cadavere nella sua camera da letto. Inevitabile l’intervento delle forze dell’ordine, con l’arrivo dell’incaricato dell’indagine Saverio Maria Artistico, grande amico dell’Artusi. Artistico sospetta da subito che la morte del povero ospite non sia dovuta a cause naturali e inizia le indagini per scovare l’assassino. La soluzione del caso sarà possibile grazie alla collaborazione dell’Artusi.

Il romanzo è un classico giallo “a porta chiusa”, con tutti i presenti nel castello sospettati dell’omicidio e il poliziotto che indaga senza trascurare nessuna ipotesi. Ognuno dei presenti è sospettato per quello che ha fatto durante il soggiorno nel castello o per i vantaggi che avrebbe avuto in seguito alla morte dell’ospite. Malvaldi conduce il lettore attraverso le vicende della trama per raccontare i vari punti di vista dei protagonisti, di professioni diverse, così come diverse erano le loro appartenenze sociali e finanziarie, la loro visione del momento storico. Il 1900 era un momento favorevole all’iniziativa privata e le possibilità di fare affari offerte dalle aperture dei mercati internazionali erano molto attraenti per coloro che avessero voglia di rischiare. La scrittura è ironica e divertente, la trama è ben costruita e l’ambientazione ben fatta e molto verosimile. Il libro rende omaggio alla figura di Pellegrino Artusi che appare anche nella sua veste di grande conoscitore della chimica, materia in cui Malvaldi gioca in casa.